LETTERA
AI GIOVANI
Carissimi,
prima di tutto vi diciamo Pace e Bene!
E'
il nostro saluto e augurio per ogni donna e uomo della terra. E' lo stesso che
è uscito dalle labbra (e dal
cuore) di tutti i francescani fin da quando sono sorti. E' un messaggio
giovane, però, com'è giovane e tanto vicino a noi Francesco d'Assisi, benché
sia nato 8oo anni fa.
Qualcosa
di speciale: parliamone.
Oggi
vogliamo fermarci e parlare con voi su delle cose
di
cui nessuno vi ha mai parlato. Tutti i mezzi di comunicazione, i testi
scolastici, i professori non ne parlano mai. Anche i genitori tacciono su
quest'argomento ed è veramente strano perché oggi in famiglia si parla di
tutto. Noi, invece, vogliamo parlarvene! Vogliamo parlarvi di come impegnare la
vostra vita, ma alla luce della fede. Desideriamo parlarvi della possibilità
(questo è l'argomento tabù di cui non si deve parlare!!!) di consacrarvi a Dio
per impegnare la vostra vita completamente al bene dei fratelli.
Sapete, non
riusciamo proprio a capire perché la gente che vi è intorno, mentre è
disposta a darvi "tanti buoni consigli" da mattino a sera (forse anche
troppi!) su come farvi "una bella posizione", fare carriera, fare
quattrini, ecc... non osa mai parlarvi di quest'argomento. Perché non se ne
deve parlare? Di che cosa si ha paura? Si pensa forse che questi discorsi non
sono adatti alle ragazze e ai ragazzi di oggi? Oppure si pensa che la nostra
gioventù è incapace di amore vero, di generosità e di altruismo? Noi ve ne
parliamo e ci sentiamo in dovere di farlo proprio perché nessuno vuole
parlarvene. Ve ne parliamo, anche, perché è giusto che voi conosciate tutti i
possibili modi di realizzare la vostra vita e non solo quelli imposti dalla Tv,
dalla scuola e da alcuni genitori. Ve ne parliamo perché è giusto che la
vostra scelta, qualunque essa sia, venga fatta non per interessi egoistici, ma
soltanto per amore, con libertà e sincerità.
Voi
sapete già che la vita è un dono di Dio e che dobbiamo farne qualcosa di
buono. Sapete anche che ci sono molti modi per spenderla bene a servizio di
ideali umani e cristiani. Oggi, mentre scriviamo insieme queste cose, voglio
anche dirvi che, qualunque scelta farete nella vostra vita, Cristo ha bisogno di
voi: Cristo non ha mani, ha soltanto le nostre mani per fare il suo lavoro oggi.
Cristo non ha piedi, ha soltanto i nostri piedi per guidare gli uomini su i suoi
sentieri. Cristo non ha labbra, ha soltanto le nostre labbra per raccontare di sé
agli uomini di oggi. Cristo non ha mezzi,
ha
soltanto il nostro per condurre gli uomini a sé. Noi siamo l'unica Bibbia che i
popoli leggono ancora, siamo l'unico messaggio di Dio scritto in opere e parole.
Oggi vogliamo invitarvi anche a pensare alla vita dei missionari, dei sacerdoti, dei diaconi, dei frati, delle suore, delle consacrate e dei consacrati laici perché siamo certi che Cristo, nonostante tutti i divieti, non si lascia scoraggiare: ancora oggi chiama molte ragazze e giovani generosi perché ha bisogno di noi. Ha bisogno delle nostre persone perché vuole annunziare il suo vangelo, alle donne e agli uomini che ancora non lo conoscono, con la nostra voce. Vuole consacrare l'Eucaristia e perdonare i peccati per mezzo di noi. Amare con il nostro cuore, aiutare con le nostre mani, salvare con le nostre fatiche. Riflettete su quanto vi stiamo dicendo e pregate perché il Signore vi mostri che cosa desidera da voi. Se vi chiama a seguirlo per questa strada, pregatelo di donarti la forza e il coraggio necessario per vincere ogni paura e rispondere prontamente alla sua chiamata come hanno saputo fare Pietro, gli altri Apostoli, Chiara e Francesco e tanti altri.
La risposta che potrete dare è rivolta personalmente a Cristo perché è Lui che vi chiama, è Lui che ha bisogno di voi. Troverete, certamente, delle difficoltà, lo sappiamo bene, perché anche noi siamo stati sconsigliati e derisi dagli amici (mai da quelli veri!) e da alcuni dei nostri parenti più cari. Anche noi abbiamo avuto paura, all'inizio di non farcela, ma, in seguito, abbiamo capito delle cose veramente importanti che ci hanno aiutato a decidere. Primo, che a Dio tutto è possibile, anche vincere la nostra paura di essere derisi e di non farcela; secondo, che l'amore vince ogni difficoltà.
La
risposta ad ogni vocazione, infatti, è soltanto opera di amore, può nascere
solo da un profondo amore a Cristo. Se sentite che Cristo vi chiama; se
avvertite che l'affetto dei vostri parenti e quello degli amici che ora
conoscete non vi basta, se non siete capace di rassegnarvi al fatto che tanti
uomini nel mondo - con i vostri stessi diritti, perché figli di Dio come voi -
devono, "arrangiarsi" ogni giorno, mentre voi avete la possibilità di
mangiare a sufficienza di vestirvi, studiare, lavorare, divertirvi, ecc...; se
sentite di avere un cuore grande capace di un amore senza confini per farvi
fratelli e amici di chi non ha fratelli, né amici e costruire con lui la grande
famiglia di Dio; se potete ..., donate con libertà, con gioia e senza paura la
vostra vita a Cristo che per primo ha donato la Sua per noi.
Con
fraterna amicizia e affetto. I
frati cappuccini