Le
"pie" devozioni a San Giuseppe
Con le devozioni entriamo nel campo della religiosità popolare, dove maggiormente si esprime il sentimento, elemento umano che non va assolutamente sottovalutato, come dimostra la Chiesa nei suoi documenti ufficiali e nei suoi molteplici interventi.
Delle
devozioni fanno parte soprattutto le "pie pratiche", ma non mancano
altre espressioni, come le incoronazioni canoniche, la musica sacra, immagini
e oggetti, i nomi, le reliquie, le feste, le apparizioni. L'elenco potrebbe
continuare.
Incominciamo
con le "pie pratiche", tracciando la storia di quelle più attuali,
ma anche di quelle non più in uso, che alcuni ancora ricordano e che forse
riprenderebbero volentieri con gli opportuni adattamenti.
Esse
sono più numerose di quanto si pensi. La loro varietà dimostra la grande stima
sempre riscossa da San Giuseppe nel popolo cristiano, nonostante la poca
attenzione della teologia e la superficiale conoscenza della sua figura e della
missione nel mistero di Cristo e della Chiesa. Nella ricerca affannosa di
sempre nuovi mezzi e forme di evangelizzazione, alcune "pie pratiche"
potrebbero essere "rivisitate", come oggi si dice, e riproposte con
frutto, tenuto conto della stabilità dei sentimenti umani.
Oltre
la pratica dei Sette dolori e allegrezze di San Giuseppe, alla fine del secolo
XV troviamo inserita nell'opera di Giovanni Mombaer (+ 1501), Rosarumhortulus,
una Coroncina in onore di San Giuseppe. Più sviluppato è il Rosarium de sancto
Ioseph di Giovanni Trithemius (+ 1516), abate di Sponheim: è composto di cinque
decine di "articoli" (enunciazioni di un aspetto della vita di
Giuseppe, seguite dalla preghiera Ave, Joseph nazarene), conclusi da un Pater noster
e altre appropriate invocazioni.
Le
prime Litanie di San Giuseppe finora conosciute furono pubblicate a Roma nel
1597 da Jerònimo Graciàn de la Madre de Dios; mentre l'edizione spagnola
conteneva 49 invocazioni, quella italiana ne contava 21. Nel secolo XVII si
diffusero in gran numero e con molta varietà.
II
Cingolo (o Cordone) di San Giuseppe, propagato soprattutto dal 1842, è dovuto
all'iniziativa di una religiosa agostiniana, nel 1659.
Risale
al 1850, per opera di un cappuccino bavarese, una Coroncina (o Rosario) di San
Giuseppe, composta di sessanta grani e di una speciale preghiera (Ave, Joseph),
nella quale vengono inseriti i misteri della vita del Santo.
Verso
il 1700 il Convento svizzero di Einsiedeln diffuse oggetti di devozione -
anelli e rosari di San Giuseppe - per ottenere la protezione contro l'impurità,
la stregoneria e l'epilessia. Uno speciale olio, ottenuto dai gigli di San
Giuseppe, doveva servire contro le malattie della pelle.
Probabilmente
è legata alla spiritualità del padre Bartolomeu do Quental, fondatore degli
Oratoriani in Portogallo (1668), la propagazione del culto di una devozione
speciale verso la Trinità creata, sia sotto i simboli dei cuori di Gesù,
Maria e Giuseppe, sia sotto quello della Fuga in Egitto. Tale festa era molto
popolare a Porto.
Il
gesuita Antonio Natali (+ 1701) suggerisce due pratiche per il mercoledì. La
prima consiste nella recita della prima strofa dell'inno Caelitum Joseph con
un Pater, Ave ripetuti sette volte. La seconda pratica, che si rifà a santa
Gertrude, è detta Corona sanctae conversationis (familiarità) Jesu, Mariae et
Joseph e consiste nel ripetere ai tre personaggi degli atti di fede, speranza,
amore, stima, gaudio, adorazione, lode, ringraziamento, offerta e desiderio.
Questi dieci atti, ripetuti per tre volte, rievocano i trent'anni in cui Gesù,
Maria e Giuseppe convissero in santa familiarità.
La
devozione ai Santissimi Cuori dei Sovrani Signori Gesù, Maria e Giuseppe è
testimoniata, dal 1733, con un santuario a Porto (Portogallo). A Siviglia
(Spagna) una Confraternita professava nel 1744 la Schiavitù del Sacro Cuore del
gloriosissimo Signore San Giuseppe. La devozione al Cuore di San Giuseppe si
diffonde nel Messico, nel 1747.
Una
Pia Unione del purissimo Cuore di san Giuseppe fu promossa dal padre Michele
Bocco O.M.V nel 1846.
Lo
Scapolare di San Giuseppe, nato come devozione privata a Lons-le Saulnier,
diocesi di Saint-Claude (Francia), per opera di una religiosa terziaria
francescana, fu diffuso per merito dei padri Cappuccini e approvato dalla Santa
Sede nel 1893. I padri Camilliani avevano già ottenuto, nel 1865, l'approvazione
della formula per benedire e imporre lo Scapolare della beata vergine Maria,
San Giuseppe e San Camillo.
Le
Messe di santa Teresa consistono in sette messe solenni in onore di San Giuseppe
da celebrare una al mese, dal 19 aprile fino al 15 ottobre, festa di santa
Teresa.
Ricordiamo
tra le preghiere: il Culto perpetuo, iniziato a Milano nel 1854; la Corte a
San Giuseppe e alla santa Famiglia, che consiste nel visitare ogni mese
un'immagine del Santo o delle tre auguste Persone che formano la Trinità
della terra; la Corona perpetua di San Giuseppe, ossia la recita in un'ora
determinata di un Padre nostro e sette Ave Maria, con un Gloria in onore di un
dolore e allegrezza del santo Patriarca; il Sacro manto, le Tre Corone, il
Piccolo Ufficio di San Giuseppe, i Cinque Salmi del nome di San Giuseppe, il
Rosario di San Giuseppe, le Coroncine a Maria santissima e a San Giuseppe.
Tempi
particolari dedicati a san Giuseppe sono i Nove mercoledì prima della festa di
san Giuseppe, il Primo mercoledì di ogni mese, le Sette domeniche di san
Giuseppe, la Novena perpetua, il Duodenario, i Diciannove mercoledì consecutivi
e i Sette o i Quindici mercoledì precedenti la festa di san Giuseppe.
I
Padri carmelitani introducono a Liegi (Belgio) il pio esercizio dei Sette giorni
o i sette mercoledì consecutivi, nei quali si onorano i sette principali
privilegi di san Giuseppe, ossia: la sua predestinazione a sposo di Maria e
padre nutrizio di Gesù; le particolari grazie che ne conseguirono; la dignità
di padre di Gesù; la dignità di sposo di Maria; le grazie e i favori che
ricevette per il compimento del suo ministero; la gloria che ne deriva; la sua
protezione verso tutti i cristiani.
La
prima Novena indulgenziata in preparazione alla festa di san Giuseppe fu
tenuta a Roma, nel 1713, nella chiesa di sant'Ignazio. Tra i tempi particolari
dedicati a san Giuseppe notissimi sono il Mese di Marzo e tutti i Mercoledì. La
pratica del Mese di San Giuseppe fu approvata da Pio IX, nel 1865. L'elenco non
finisce qui. (Da: “ Crociata in onore di san
Giuseppe)