LE MOGLI DI DAVIDE
(…)
Sono parecchie anche le donne di Davide, ma fanno spicco solo tre: MICOL,
ABIGAIL e BETSABEA. E di queste,
ora, dobbiamo parlare. Notissima è la storia del giovane pastore, ultimo di
Otto figli del betlemita Jesse, che neppure lui tiene in gran considerazione,
visto che, quando il profeta Samuele chiede se vi siano altri figli, Jesse
consiglia di andarlo a cercare nei campi, dove lo aveva mandato a pascolare il
gregge. Quando il profeta lo incontra, il Signore gli dice: "Ungilo, è
lui!" e, preso il corno dell'olio, Samuele lo consacra con l'unzione in
mezzo ai suoi fratelli, e lo spirito del Signore, da quel giorno, si posò sopra
di lui (I Sam. 12-13). Non tutte le numerose testimonianze sul grande Re sono
concordanti ma è evidente l'intenzione di idealizzarlo, mostrandolo come
monarca eccezionale, totalmente dedito agli interessi del suo popolo e al suo
Dio al quale è fedele. Tuttavia, nonostante non siano omessi i grandi difetti e
i gravi errori, Davide è presentato come Colui dal quale verrà il Messia, ma,
con sincera misericordia, anche come un "peccatore bisognoso di essere
salvato" e che ottiene perdono per il sincero dolore che risalta nei suoi
"Salmi", soprattutto nel celeberrimo "Miserere". Ma non
diremo qui del famoso episodio in cui lo vediamo abbattere per mezzo di una
fionda il terribile gigante Golia, per cui è considerato Colui che salva il
Regno di Saul, primo Re d'Israele; né delle sue vittorie sui Filistei, i
Moabiti, gli Aramei, gli Ammoniti; né di quella che resta l'impresa più
grande della sua vita: la conquista di Gerusalemme, di cui farà la città più
importante del Regno, la Città Santa. Poiché dobbiamo parlare non di lui bensì
delle sue mogli, ecco far la comparsa la figlia minore di Re Saul: Mikal,
conosciuta meglio come...
MICOL la superba
Saul
era geloso del successo di Davide e, per suo conto, aveva preso una decisione:
"Ecco - gli disse - io ti darò per moglie la mia figlia maggiore, Merob, a
patto che ti mostri valoroso e combatta le guerre del Signore". Il giovane
lottò contro i Filistei e ne uccise duecento, e Saul capì che Dio era con
Davide, sicché ricominciò a temerlo più di prima e gli fu nemico per tutta
la vita. Ma Davide si comportò sempre più saggiamente e il suo nome divenne
celebre. Davide era un pastore giovane e bello, dotato di una bella voce e molto
abile a suonare la cetra; considerato un eroe per aver atterrato con un colpo
della sua fionda il terribile gigante Golia, quando suo padre lo accolse presso
di sé perché lo rallegrasse con il suo canto e la sua musica, Micol se ne
innamorò. E riuscì a sposarlo, salvandolo più volte dai tentativi omicidi di
suo padre. Una notte Saul mandò le guardie alla casa di Davide perché lo
uccidessero e Micol, che ne aveva avuto sentore, avvertì il marito dicendogli:
“Se tu non ti salvi stanotte, domani morrai”: calandolo da una finestra, lo
salvò: Davide fuggì, andò a rifugiarsi da Samuele in Ramata. E quando il
profeta morì e fu pianto da tutta Israele, Davide fuggendo di paese in paese,
visse nel deserto e gli accadde di salvare ancora una volta la vita a Saul,
nella grotta di Engaddi, un'oasi coltivata a vigne e palme: Saul commosso da
tanta bontà, lo benedisse. Ma quando poi Davide prende Gerusalemme. facendone
la Città Santa, e vi fa trasportare solennemente l'Arca dell'Alleanza, Micol
è irritata dalle danze del marito. "Ed entrata che fu l'Arca del Signore
nella città di Davide, Micol, figlia di Saul, assistendo dalla finestra e
vedendo il re che saltellava e danzava davanti al Signore, lo derise e lo disprezzò
nel suo cuore" (Il Re,16).
ABIGAIL la saggia
Nel
pieno delle lotte tra Saul e Davide, accade un fatto luttuoso. Samuele, quasi
novantenne, si è spento, portando a termine la missione affidatagli dal
Signore. Enorme la folla che si raduna a Ramat per piangerlo e seppellirlo.
Approfittando di una momentanea tregua con Saul, vi partecipa anche David, ma si
affretta a riparare nel deserto. Vi era a Maon un uomo che aveva grandi
possedimenti nel Carmelo, e un gregge che contava tremila pecore e mille
capre! Aveva un nome che significava "stolto", "insensato":
Nabal. Per fortuna, aveva una moglie che era
proprio il contrario di lui. Bella è molto saggia, si chiamava Abigail. È il
tempo della tosatura delle greggi: banchetti, allegria, generosità. Mentre
Nabal è tutto intento al lavoro vede giungere un allegro gruppetto di giovani.
- Salute a te e alla tua casa! Quando i tuoi pastori sono stati con noi nel
deserto non abbiamo fatto loro alcun male, anzi li abbiamo protetti da ogni
rapina. Ora, poiché fai festa, mostrati generoso con noi. Veniamo da parte di
Davide. Ci accontentiamo di qualsiasi cosa. Nabal s'infuriò:- Davide? E chi
si crede di essere? Vuol fare il prepotente? Dovrò forse privare i miei
uomini di pane e di carne per darli a degli sconosciuti? Andate via e non fatevi
rivedere da queste parti! I giovani, stupiti da tanta arroganza e malgarbo,
tornano per raccontare ogni cosa a Davide, il quale decide in un battibaleno:
- Ah, è cosi? Ognuno cinga la spada e venga con me! Con quattrocento uomini
si avvia verso i possedimenti di Nabal, che l'avrebbe vista brutta; ma un servo,
avendo assistito alla scena, senza perder tempo va da Abigail e le racconta
l'accaduto. - Abigail vedi tu di porre rimedio: quello stolto di tuo marito
intende forse irritare David, che potrebbe reagire male contro tutti noi? Sai
bene che con Nabal non si riesce a parlare. Abigail capisce la situazione,
ringrazia il servo solerte e avveduto e subito si mette all'opera. Fa preparare
duecento pani, due otri di vino, cinque pecore, sessanta misure di grano
abbrustolito, cento grappoli di uva passa, e duecento schiacciate di fichi
secchi; e all'insaputa del marito, fa di tutto per riparare in qualche modo alla
sua proverbiale incoscienza; a metà strada scorge un drappello armato, scende
dall'asino e s'inchina davanti a Davide. - Non si crucci, il mio signore,
prendersela con mio marito è inutile. Se è stolto non può farci niente.
Piuttosto la colpa è mia, era mio dovere accorgermi dei tuoi coraggiosi
giovani. Ecco, prendi tutto quel che vuoi e perdonaci: non avrai il rimorso di
aver versato inutilmente del sangue per far vendetta da te stesso. Non ti
pentirai d'esser stato magnanimo. E son sicura che quando sarai re,ti ricorderai
di Abigail, tua serva. Le parole piene di sensatezza e di grazia hanno fatto
l'effetto. Abigail ha vinto: l'ira di Davide è sbollita del tutto, sul suo
volto appare un sorriso, mentre esclama: "Benedetto il Signore che ti ha
inviata incontro a me. E benedetta tu che mi hai impedito di giungere al sangue
e fare una strage! Si separarono amichevolmente e ognuno per la sua strada. Ma
appena quel folle di Nabal venne a sapere dalla moglie il pericolo che aveva
corso, venne colpito da una paralisi che nel giro di una settimana lo condusse
alla tomba. La bella Abigail aveva raccomandato a Davide di non dimenticarsi di
lei, quando sarebbe diventato re; ma lui se ne ricordò assai prima. Saputo
della morte di Nabal, decise di prendere in moglie Abigail, la donna saggia.
Ella accoglie con gioia l'inattesa notizia e si affretta sul suo asino, seguita
da cinque ancelle, va dietro ai messi. E diviene la moglie di Davide.
BETSABEA
Dopo
aver conseguito grandi successi, passeggiando sulla sua terrazza, Davide vide
una bellissima donna - Betsabea, figlia di Eliam, moglie di Uria, uno dei suoi
più valorosi generali; se ne invaghì, l'amò e ne ebbe un figlio il quale
subito morì. Ma Davide desiderava per sempre quella donna e, pur di poterla
prendere in moglie, decise di disfarsi della scomoda presenza del marito,
ordinando segretamente di farlo esporre nel punto più pericoloso della
battaglia: Uria fu ucciso; Davide poté sposare Betsabea, dalla quale avrà un
figlio: Salomone. (2 Re 11, 2-12-15-24). Ma il Signore manda a Davide il profeta
Natan a parlargli di due uomini, uno ricco e uno povero, che aveva una sola
pecora, che amava come la cosa più preziosa. Ma il possessore di
numerosissimi armenti volle anche la pecora. Davide, sdegnato, grida che quel
ricco meritava la morte, ma Natan gli dice: "Quell'uomo sei tu!" e
gliene spiega la ragione. Davide si rende conto che è questa la macchia più
grave della sua vita, si pente, e chiede perdono al Signore: "Pietà di
me, secondo la tua misericordia; nella tua bontà cancella il mio peccato.
Riconosco la mia colpa, il mio peccato mi sta sempre davanti", e così via.
A Davide è infatti attribuito, oltre ai numerosi Salmi, anche il
"Miserere", il più famoso, recitato in tutto il mondo da ogni uomo,
peccatore o santo, dal momento che non vi è alcuno che possa andare avanti
nel cammino verso il cielo se non per la grande misericordia del Signore. E
Davide, dopo Abramo e Mosè, che stanno all'origine della storia d'Israele, è
il personaggio più significativo anche del Nuovo Testamento per la grande
importanza che avrà per la discendenza davidica del Messia: attraverso Booz e
Rut, la sua discendenza risale infine a Giuda. Nei Vangeli, persino dalle
folle di Palestina, implorando da lui la salvezza, è spesso interpretato come
"Figlio di Davide".