“LA VITA ETERNA ESISTE E DEVI SEMPRE ANNUNCIARLA”

Padre Andrea Fulco

Il giorno 24 Dicembre alle ore 8.15 mi sveglio poiché molto stanco per la not­te precedente. Appena sve­glio mi precipito in bagno, mi spoglio, mi tolgo l'orologio e l'anello del rosario d'oro che mi ha regalato mia madre e benedetto da me. Vado a fare la doccia, dopo, mentre sono al lavabo, non ricordo che gesto ho compiuto ma sento scivolare l'anelio e non lo trovo più. Ipotizzo che sia en­trato nel buco del lavandino. Faccio di tutto per ritrovarlo, chiamo Francesco, un nostro laico pallottino, addetto alla manutenzione delle nostre case e gli chiedo di fare qual­cosa al sifone del bagno e con la chiave mi faccio aprire il la­vandino; chiamo Gennaro ma lui mi dice che non c'è niente da fare e che probabilmente è andato a finire nella fogna. Mi sento demoralizzato perché era un regalo di mia madre e perché un anello benedetto va a finire nel lavandino. Chia­mo mia madre e la informo che dopo aver controllato il lavabo non ho trovato niente. Sono agitato tutto il giorno, anche perché ricordo come ho vissuto qualche anno fa la vigilia di Natale e che mi sen­tivo solo senza la mia famiglia e volevo che il novizio facesse una esperienza buona di co­munità e che vivesse bene la celebrazione di Natale per la prima volta fuori dalla sua cit­tà e senza i parenti.

La giornata prosegue poi normalmente, prego il brevia­rio e faccio tutte le preghie­re, e ci prepariamo a Vivere la Notte di Natale. Dopo la cena comunitaria ci congedia­mo, verso le 22.00, Gennaro ed io prendiamo la macchi­na e andiamo ad Aprilia per la Messa di Mezzanotte con i nostri laici e suore pallottine. Dopo la Solenne Veglia di Natale, facciamo gli auguri alle suore e al Parroco, e tor­niamo a casa, poiché all'indo­mani dovrò aiutare il Rettore del Santuario di Rocca Priora. Tornati a casa verso le due di notte, chiedo al novizio se voleva ricevere il pensiero di Natale che usualmente il ret­tore fa ai confratelli e mi ha detto inaspettatamente che avrebbe aspettato l'indomani. Non ho insistito più di tanto poiché ho intuito che non ve­deva l'ora di ritirarsi nella sua camera, ma non aveva un viso di sonno, sembrava non inte­ressargli il regalo e che voles­se fare altro.....

II giorno 25 Dicembre 2009 dopo aver celebrato la Messa del Giorno a Rocca Priora, torniamo alla casa di noviziato e Gennaro mi dice che ha una confidenza da far­mi in privato prima di pranzo. Gennaro comincia a raccon­tarmi che dormiva a pancia in giù con il volto rivolto verso la finestra e si è accorto che c'era Padre Matteo, mam­ma Michelina e un signore di mezza età accanto che non riusciva a vedere bene a cau­sa di una grande luce come un faro che copriva il volto. Le tre persone lo invitano a scendere in cappella. Gennaro si alza e li segue.Appena arri­vati in cappella, Padre Matteo esorta Gennaro a pregare con loro, il signore accanto rivela di essere il papà di Pa­dre Andrea il maestro. Padre Matteo e mamma Michelina, invitano alla conversione, mo­stra a Gennaro delle persone che camminano avanti in una strada: questa strada (i detta­gli li sa Gennaro). Ricordo che Padre Matteo dice a Gennaro che ancora non può bere il calice di tutta l'alleanza. Gennaro ha paura di non esserne degno, ma viene ras­sicurato che bisogna mettersi in cammino. Possiamo diven­tare santi se ci incamminiamo. Mio papà parla a Gennaro e dice che è dispiaciuto per la separazione di mia sorella, ma che sempre gli è stato ac­canto, gli sta sempre vicino e riguardo a me dice che sono come mia madre, vorrebbe vedermi combattente, e che il Signore ha permesso di par­largli perché io possa sem­pre annunciare la Vita Eterna. Papà dice a Gennaro che mi è sempre stato accanto, ed era presente il giorno della mia ordinazione sacerdotale, poi gli mostra le sue mani e lo in­vita ad aprire le sue mani e gli consegna un oggetto che do­vrà dare a me a testimonianza che esiste IaVita Eterna e che devo sempre annunciarla.

L'oggetto che gli conse­gna è il mio anello d'oro che è il rosario che avevo perso. La mia commozione è stata grande e so che tutto vie­ne dal Signore. Ciò che so è che in camera non c'era più quell'anello e adesso lo ripor­to al dito grazie anche a mio papà, Padre Matteo e mamma Michelina.

Gennaro mi ha detto che tra mio papà e mamma Mi­chelina c'era una conoscenza molto forte e come se si fos­sero conosciuti anche in vita. Questo è accaduto la notte del Santo Natale 2009, natale indimenticabile per me.

Grottaferrata 26 Dicembre 2009

(Tratto da: “Il servo di Dio Padre Matteo d’Agnone” anno XII nr.1 gen-giu 2010)