“LA
VITA ETERNA ESISTE E DEVI SEMPRE ANNUNCIARLA”
Il
giorno 24 Dicembre alle ore 8.15 mi sveglio poiché molto stanco per la notte
precedente. Appena sveglio mi precipito in bagno, mi spoglio, mi tolgo
l'orologio e l'anello del rosario d'oro che mi ha regalato mia madre e benedetto
da me. Vado a fare la doccia, dopo, mentre sono al lavabo, non ricordo che gesto
ho compiuto ma sento scivolare l'anelio e non lo trovo più. Ipotizzo che sia entrato
nel buco del lavandino. Faccio di tutto per ritrovarlo, chiamo Francesco, un
nostro laico pallottino, addetto alla manutenzione delle nostre case e gli
chiedo di fare qualcosa al sifone del bagno e con la chiave mi faccio aprire
il lavandino; chiamo Gennaro ma lui mi dice che non c'è niente da fare e che
probabilmente è andato a finire nella fogna. Mi sento demoralizzato perché era
un regalo di mia madre e perché un anello benedetto va a finire nel lavandino.
Chiamo mia madre e la informo che dopo aver controllato il lavabo non ho
trovato niente. Sono agitato tutto il giorno, anche perché ricordo come ho
vissuto qualche anno fa la vigilia di Natale e che mi sentivo solo senza la
mia famiglia e volevo che il novizio facesse una esperienza buona di comunità
e che vivesse bene la celebrazione di Natale per la prima volta fuori dalla sua
città e senza i parenti.
La
giornata prosegue poi normalmente, prego il breviario e faccio tutte le
preghiere, e ci prepariamo a Vivere la Notte di Natale. Dopo la cena
comunitaria ci congediamo, verso le 22.00, Gennaro ed io prendiamo la macchina
e andiamo ad Aprilia per la Messa di Mezzanotte con i nostri laici e suore
pallottine. Dopo la Solenne Veglia di Natale, facciamo gli auguri alle suore e
al Parroco, e torniamo a casa, poiché all'indomani dovrò aiutare il
Rettore del Santuario di Rocca Priora. Tornati a casa verso le due di notte,
chiedo al novizio se voleva ricevere il pensiero di Natale che usualmente il rettore
fa ai confratelli e mi ha detto inaspettatamente che avrebbe aspettato
l'indomani. Non ho insistito più di tanto poiché ho intuito che non vedeva
l'ora di ritirarsi nella sua camera, ma non aveva un viso di sonno, sembrava non
interessargli il regalo e che volesse fare altro.....
II
giorno 25 Dicembre 2009 dopo aver celebrato la Messa del Giorno a Rocca Priora,
torniamo alla casa di noviziato e Gennaro mi dice che ha una confidenza da farmi
in privato prima di pranzo. Gennaro comincia a raccontarmi che dormiva a
pancia in giù con il volto rivolto verso la finestra e si è accorto che c'era
Padre Matteo, mamma Michelina e un signore di mezza età accanto che non
riusciva a vedere bene a causa di una grande luce come un faro che copriva il
volto. Le tre persone lo invitano a scendere in cappella. Gennaro si alza e li
segue.Appena arrivati in cappella, Padre Matteo esorta Gennaro a pregare con
loro, il signore accanto rivela di essere il papà di Padre Andrea il maestro.
Padre Matteo e mamma Michelina, invitano alla conversione, mostra a Gennaro
delle persone che camminano avanti in una strada: questa strada (i dettagli li
sa Gennaro). Ricordo che Padre Matteo dice a Gennaro che ancora non può bere il
calice di tutta l'alleanza. Gennaro ha paura di non esserne degno, ma viene rassicurato
che bisogna mettersi in cammino. Possiamo diventare santi se ci incamminiamo.
Mio papà parla a Gennaro e dice che è dispiaciuto per la separazione di mia
sorella, ma che sempre gli è stato accanto, gli sta sempre vicino e riguardo
a me dice che sono come mia madre, vorrebbe vedermi combattente, e che il
Signore ha permesso di parlargli perché io possa sempre annunciare la Vita
Eterna. Papà dice a Gennaro che mi è sempre stato accanto, ed era presente il
giorno della mia ordinazione sacerdotale, poi gli mostra le sue mani e lo invita
ad aprire le sue mani e gli consegna un oggetto che dovrà dare a me a
testimonianza che esiste IaVita Eterna e che devo sempre annunciarla.
L'oggetto
che gli consegna è il mio anello d'oro che è il rosario che avevo perso. La
mia commozione è stata grande e so che tutto viene dal Signore. Ciò che so
è che in camera non c'era più quell'anello e adesso lo riporto al dito
grazie anche a mio papà, Padre Matteo e mamma Michelina.
Gennaro
mi ha detto che tra mio papà e mamma Michelina c'era una conoscenza molto
forte e come se si fossero conosciuti anche in vita. Questo è accaduto la
notte del Santo Natale 2009, natale indimenticabile per me.
Grottaferrata
26 Dicembre 2009
(Tratto
da: “Il servo di Dio Padre Matteo d’Agnone” anno XII nr.1 gen-giu 2010)