LA VERGINE DI CUAPA (Nicaragua)

(Apparizioni e messaggi approvati e riconosciuti dal Vescovo e dalla Conferenza Episcopale)

Andando in visita a Villa Manin di Passariano del Friuli, località estiva dei Dogi di Venezia, ho trovato nella sagrestia della cappella un libret-to edito dalle Edizioni Segno nel 1995, dal titolo: "La Vergine di Cuapa".

Debbo riconoscere che ignoravo tali apparizioni nel Nicaragua, come sono consegnate all'opu-scolo a cura di Daniele Marini. E soprattutto sono lieto di aver scoperto una serie di messaggi mariani che sono in forte sinto-nia con il dettato dei Vangeli, con le lettere di san Paolo e con la dottrina autentica della Chiesa cattolica.

Anzitutto i Vescovi nicaraguensi sono unanimemente favorevoli alla devozione che si è andata sviluppando dal 1980 nella cap-pella di Cuapa, Chontales, pres-so il luogo dove è apparsa la Madonna al veggente Bernardo Martinez.

Persino l'ambasciatore del Giap-pone in Nicaragua, Ryo Eawade, pur essendo di fede bud-dista-scintoista, ha dichiarato di sentirsi sorretto spiritualmente dalla devozione alla Madonna di Cuapa, allo scopo di riportare la pace in quel Paese.

PRIMA VISIONE

"Nei primi giorni di maggio 1980 - scrive Bernardo - mi senti-vo triste: avevo problemi econo-mici, problemi di lavoro, e anco-ra di più problemi spirituali. E mi sentivo annoiato. Avevo persi-no detto al mattino che volevo morire".

L'otto di maggio il veggente andò di mattina presto al fiume per pescare e per stare al fresco. Vi sostò fino alle tre del pome-riggio. Il tempo volò senza che egli se ne accorgesse. Mentre stava per tornare al paese per dar da mangiare agli animali, Bernardo vide un primo lampo e poi un secondo. Non riusciva a capirne la provenienza. Poi gli apparve, su una montagna di pietre, la Madonna. Inizialmen-te pensò a qualcosa di negativo. Gradatamente capì che poteva fidarsi. La Vergine stava su una nube, la quale a sua volta pog-giava sulle pietre e su un albero di morisco. I piedi erano scalzi; il vestito bianco e largo; aveva una cintura celeste ai fianchi; le maniche erano larghe; la copri-va un manto di un color crema pallido con bordi dorati; le mani le aveva giunte sopra il petto. "Sembrava l'immagine della Vergine di Fatima", notò il veggente.

"La Madonna lasciò uscire dei raggi di luce dalle sue mani verso il mio petto. Ciò mi scosse e mi consentì di rivolgerle alcune domande: 'Come vi chiamate voi?'. Rispose: 'Maria'. 'Da dove venite?'. 'Vengo dal cielo. Sono la Madre di Gesù'. 'Cosa vuoi?'. 'Voglio che preghiate il Rosario tutti i giorni, non solo nel mese di maggio. Dovete recitarlo in tutte le famiglie, in un'ora in cui vi trovate tutti insieme. Se pre-gherete di cuore, non meccanica-mente - soggiunse la Vergine - tornerà la pace in Nicaragua e nel mondo. Se pregherete con fede, allontanerete le guerre, e persino una terza guerra mondiale. Dillo a tutta la gente' ".

Il veggente insistette perché quel-l'incarico venisse affidato ad un altro. Temeva di essere preso per pazzo. La Madonna disse che doveva farlo lui.

"Vorrei che ti vedessero alcune persone, per darmi coraggio nella testimonianza". "Solo tu mi puoi vedere - soggiunse la Vergi-ne di Cuapa -, gli altri devono credere in quello che ti ho ordi-nato di rivelare".

La Madonna scomparve. Bernar-do Martinez tornò a casa ma per diversi giorni non ebbe il corag-gio di parlare. Il 16 maggio non ebbe la forza di tornare al luogo delle apparizioni. Si fermò da un'altra parte per dare da bere alla vitella. Verso mezzogiorno vide due lampi e pensò che la Vergine voleva apparirgli per rimproverarlo.

"Perché non hai detto quello che io ti ho comandato di dire?" - gli disse la Madonna con voce soave ma con un certo rimprovero materno.

"Signora, è che ho paura" - rispo-se. "Non aver paura. Ti aiuterò io, e tu dillo al sacerdote".

Si fece coraggio e andò a dirlo al sacerdote, il quale lo invitò alla prudenza e gli raccomandò di andare al luogo delle appari-zioni, di recitare il Rosario e di segnarsi all'apparizione della Vergine. "Se è negativa - gli disse - sparirà e non ti darà più fastidio".

SECONDA VISIONE

L'otto di giugno Bernardo andò al luogo delle apparizioni. Recitò il Rosario con alcune persone. "Aspettammo inutilmente - disse il veggente - poi sconsolati andammo via".

"Di notte la sognai, come se fosse in realtà. 'Cosa vuoi, Madre mia?'. Lei mi raccomandò di pre-gare come la prima volta. Poi le rivolsi alcune richieste di grazie per gente del paese. 'Alcune si realizzeranno altre no'. Mi aveva-no chiesto cose materiali: avere più soldi; guarire da certi mali; avere più pazienza, avere più fede; poter amare colui che non mi ama e fa del male alla mia famiglia, ecc.".

TERZA VISIONE

"L'otto di luglio andammo al luogo delle apparizioni. Erava-mo circa quaranta persone. Pre-gammo il Rosario, ma la Vergi-ne non venne. Nella notte, men-tre dormivo, feci un sogno. Invece della Madonna vidi un Angelo. Non avevo coraggio di rivolgergli le richieste di grazie che avrei voluto presentare alla Madonna. L'Angelo capì e mi disse che tutte le istanze per una certa persona sarebbero state esaudite".

Ciò si verificò puntualmente, anche nei dettagli. Un giovane uscì dal carcere il giorno predetto dall'Angelo; uno zio di Bernardo smise di bere. Ad un insegnante che voleva lasciare l'insegnamen-to, l'Angelo raccomandò di resta-re perché, avendo fede in Dio, avrebbe potuto far del bene agli studenti.

QUARTA VISIONE

L'otto di settembre Bernardo Martinez fu nel luogo indicato, accompagnato da molte persone, al luogo cioè delle apparizioni. Recitarono il Rosario. Appena terminato, egli vide un lampo, poi un secondo. Era il segnale. Apparve finalmente la Vergine. Il veggente restò sorpreso perché era la Madonna bambina.

Era bellissima. Vestiva una tuni-ca color crema pallido. Non aveva velo, né corona, né manto. Nessun ricamo, né ornamento. Il vestito era lungo, di manica lunga, stretto da una cintura rosata. I capelli cadevano sulle spalle ed erano castani. Gli occhi erano più chiari, quasi color miele. Tutta la figura irra-diava luce.

Ella parlò. Sembrava la voce di una bambina di circa sette, otto anni. Dette il solito messaggio con una voce dolcissi-ma. Il veggente le chiese di lasciarsi vedere dalla gente. "No. è sufficiente che tu dia loro il messag-gio perché colui che non mi crede, anche se vede non crederà lo stesso" - disse la Madonna bambina.

Un chiaro riferimento al ricco epulone del Vangelo che, una volta morto, chiedeva ad Abramo di farsi vedere dai suoi fratelli in vita, affinché evi-tassero di finire in quel luogo di tormen-ti? Forse. Abramo infatti rispose: "Anche se appa-rissero i defunti, non vedrebbero lo stesso".

QUINTA VISIONE

Il 7 maggio 1981, primo anniver-sario della prima apparizione, Bernardo e molta gente tornaro-no a quel luogo sacro.

Questa volta non chiese alla Madonna, che gli apparve da adulta, di farsi vedere dagli altri, invece le domandò se era favorevole alla costruzione di un tempio, visto che un ricco signore di Matagalpa aveva già offerto 80 cordobas a tale scopo.

La Vergine rispose: "No. Il Signore non vuole templi mate-riali. Restaurate il sacro tempio che siete voi. Amatevi gli uni gli altri. Perdonatevi. Fate la pace, non chiedete la pace".

Bernardo chiese come poteva usare l'offerta per il tempio. Ella disse di usarla per la costruzione della cappella di Cuapa, e aggiun-se: "Da oggi non prendere più un solo centesimo per nessuna cosa". Dopo aggiunse: "Non confondere la Chiesa e il Tempio con la cap-pella materiale. La Chiesa e il Tempio siete voi, nel vostro cuore. Le cappelle sono luoghi materiali o case di preghiera".

Si tratta di precisazioni importan-ti, che si rifanno alle Sacre Scrittu-re. Il passo del Vangelo di Giovan-ni, 4,22ss, che narra dell'incontro di Gesù con la Samaritana è signi-ficativo. "Viene il momento - le dice Gesù - in cui l'adorazione di Dio non sarà più legata a questo monte o al tempio di Gerusalem-me; viene un'ora, anzi e già venu-ta, in cui gli uomini adoreranno il Padre guidati dallo Spirito e dalla verità di Dio".

Così pure, nelle lettere ai Corinti di san Paolo si insiste sul concet-to che noi siamo templi del Dio vivente (cfr. 1 Corinti 3,16; 2 Corinti 6,16).

Ciò non significa che Dio sia contrario alla costruzione delle cappelle, bensì che ci si deve soprattutto preoccupare del tem-pio del nostro cuore, dove il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo inabitano volentieri.

VISIONE CONCLUSIVA

Il 13 di ottobre, invece che l'otto come preannunciato dalla Vergi-ne, Bernardo Martinez si recò al luogo prefissato, con tanta gente. Venne recitato il Rosario, con vari canti alla Madonna. Dopo una pioggerellina gradevo-le, come rugiada fresca, apparve la Vergine, preceduta da un cer-chio di luce che si impresse per terra, in modo da poter esser vista dai presenti.

Molti chiedevano di poter vedere anche la Madonna, ma Ella disse a Bernardo che ad essi non era concesso. "Mi dà tristezza - disse la Vergine - la durezza di cuore di queste persone, perciò tu devi pregare perché cambino e si con-vertano alla fede in Dio"

Ed aggiunse: "Mi chiedono cose senza importanza. Chiedano fede per avere forza di portare ognuno la propria croce. Le sof-ferenze di questo mondo non si possono togliere. Le sofferenze sono la croce che ognuno di voi deve portare. La vita è così. Ci sono problemi con il marito, con la sposa, con i figli, con i fratelli. Parlate, discutete per risolvere i problemi in pace. Non arrivate alla violenza. Chiedete la fede per ottenere forza e pazienza".

Un messaggio molto chiaro, per dirci che la croce deve far parte della nostra vita, per ascendere verso il Cielo. Non si può entrare in Cielo senza partecipare alle sofferenze del Cristo.

"Da ora non mi vedrete più in questo luogo. Non affliggetevi - disse la Vergine -, io starò sempre con voi. Sono la Madre di tutti voi, peccatori. Una Madre non dimentica mai i suoi figli. invoca-temi con queste parole: 'Santissi-ma Vergine, voi siete mia Madre, la Madre di tutti noi, peccatori'. Dopo aver detto questo per tre volte, si elevò sino al cielo e spari. Il ricordo della Vergine di Cuapa è vivo fino ad oggi ed ottiene grandi prodigi non solo in Nica-ragua. (Tratto da: "Il Segno" 9/2000)

   

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Lettere d'oro per Padre Bernardo

Di Daniele Marini

Bernardo Martinez è uno dei veggenti più equanimi, tra-sparenti e obbedienti che conosco. è un buon conta-dino che dimostra grande spiritualità, secondo la sen-sibilità propria della cultura latino-americana.

A partire dalla sua infanzia possiede una spontanea e chiara vocazione. Tuttavia si è mantenuto obbediente e ha vissuto come eremita povero e modesto. Non si è mai spo-sato.

Nel 1980, all'età di 50 anni, le apparizioni rinnova-rono e rinvigorirono la sua vocazione, anche se non fu immediatamente compreso. In seguito fu finalmente accettato all'interno del seminario minore di Mana-gua (Nicaragua), per i giova-ni, dove studiò con pazienza.

Dopo molti anni fu accetta-to nel seminario maggiore e autorizzato a predicare la domenica. II risultato di tutto questo furono molti frutti spi-rituali. Nel 1989 gli doman-dai varie volte: "Quando ti ordineranno?". Sempre mi rispondeva con la stessa pazienza: "Quando il vescovo lo deci-de".

Bernardo Martinez è l'ob-bedienza fatta carne. Final-mente, con più ritardo delle nozze tra Giacobbe e Rache-le, Bernardo fu ordinato dia-cono il 18 di marzo 1995 e sacerdote il 19 di agosto 1995, vigilia del suo com-pleanno, quindici anni dopo la sua prima apparizione! Gloria a Dio. René Laurentin

 

Oggi, nell'anno 2000, padre Ber-nardo è parroco. Un bravo parro-co, stimato ed amato dai suoi fede-li e invitato in numerosi luoghi per parlare e commentare gli avveni-menti straordinari di cui è stato protagonista.

Dopo la sua prima esperienza in Tonalà ed Esquipulas, che sembrava destinata a durare, un fatto nuovo ha modificato ancora una volta il corso degli eventi. Proprio sul Segno del mese di agosto un gradito artico-lo ha rinnovato il messaggio di Cuapa. L'articolo terminava con l'in-vito della Vergine Maria a proposito di un tempio che si voleva costruire sul luogo delle apparizioni:

"No, il Signore non vuole templi materiali. Vuole i templi vivi che siete voi. Restaurate il sacro tempio del Signore. In voi il Signore ha tutte le sue compiacenze" (cfr. Il Segno n. 149 - settembre 2000 - pp. 16-18).

Tempo fa, nella parrocchia del Sauce, diocesi di Leòn, un bambino si trovava nella chiesa e, attirato dalle candele, iniziò a giocarci. Scottato dalle fiamme reagì bru-scamente tirando le candele al suolo. Le fiamme si sparsero subito fino ai drappi dell'altare e la chiesa prese fuoco. Tre muratori prote-stanti chiamati a riparare il tetto della chiesa, visto il fuoco, scappa-rono a gambe levate, quando, forse, si poteva ancora fare qualcosa per salvarla. Anche il bambino scappò senza conseguenze. Ma la chiesa ormai bruciava tutta intera e, anche a causa della scarsa disponi-bilità di acqua (a dispetto del nome, che riflette la presenza di alcune "sorgenti" dove si abbevera-no gli animali) El Sauce (La Sor-gente) è uno dei luoghi più aridi del Nicaragua, in breve tutto l'edi-ficio ardeva di una fiamma inestin-guibile. Alla fine non restarono che le mura calcinate della chiesa.

La parrocchia ben presto si rese vacante e il Vescovo non riusciva a trovare un parroco capace di far fronte alla difficile situazione eco-nomica che si era venuta a creare e che si stava aggravando sempre più.

Meditando e pregando per com-prendere quale dei suoi sacerdoti fosse il più indicato per ricostruire la chiesa, mons. Bosco Vivas scorse nella lista un nome scritto in lettere d'oro. Stupito, osservò con maggior cura e lesse il nome di Bernardo Martinez. Dio ancora una volta

chiamava il suo servo. Così, il pove-ro Bernardo, con problemi di salute alla prostata, con una leggera forma di diabete e, infine, soggetto a frequenti attacchi di malaria, si ritrova alle prese con il difficile compito di dover pagare debiti pre-gressi di luce, acqua, telefono e altre voci, oltre a dover ricostruire la chiesa. Quale chiesa si può anche indovinare, perché certo Dio non pensa solo alle chiese materiali. E infatti il lavoro di Bernardo diventa da subito e innanzitutto pastorale. Ma sarebbe troppo lungo e difficile spiegare in questa sede come Ber-nardo riporta i fedeli sul solco delle Verità della fede e della devozione alla Santissima Vergine.

Ci si limita pertanto a tradurre alcune delle sue locuzioni e delle sue testimonianze. Gli avvenimen-ti qui riportati sono relativamente recenti e vengono presentati per la prima volta in Italia. Tali scritti hanno ricevuto l'approvazione ecclesiastica del Vescovo, fatto che, insieme all'ordinazione sacerdota-le di padre Bernardo, costituisce una situazione unica a riguardo delle apparizioni segnalate in que-ste ultime decadi.

MESSAGGIO PER IL MONDO INTERO

"Il parroco di Nindirì mi chiese di parlare a proposito di Maria a un gruppo di legionari della Vergine. Gli dissi che dovevo chiedere l'au-torizzazione al Vescovo. Il Vescovo mi autorizzò e io accettai l'invito. Il parroco aveva due parrocchie: la parrocchia di Tisma e quella di Nindirì, villaggi situati nella pro-vincia di Masaya, a Sud della capi-tale, Managua. La domenica 14 di aprile del 1992 io andai alla par-rocchia di Nindirì, dove si doveva riunire la gente che avrebbe rag-giunto il luogo in pellegrinaggio.

Mi dice il padre: "Questa gente si sentirà orgogliosa e allegra che tu li riceva. Forza, vai ad accoglierli!".

E io andai, contentissimo, a rice-vere la gente. Entrammo alla città di Nindirì in pellegrinaggio e arri-vammo alla chiesa. Il padre seduto e io a un lato, ci fermammo per osservare la cerimonia delle "pro-messe" alla Vergine che questi legionari. pronunciavano, mentre io aspettavo il mio turno per parla-re (le promesse sono. richieste di grazie che la gente chiede a Dio, anche per mezzo dell'intercessione dei Santi e della Vergine, a causa di particolari necessità; quando Dio concede la grazia, la persona che ha fatto la promessa spesso ringrazia partecipando ai pellegrinaggi e alle grandi processioni che in Spagna e in America Latina ricordano le pro-cessioni e le tradizioni del nostro Sud Italia. La gente che ha ricevuto la grazia cammina in ginocchio sull'asfalto, con poche o nessuna protezione, dovete solo pensare alla temperatura che c'è ai tropici, e percorre in questo modo anche 10 km e più, rischiando e qualche volta subendo il collasso e lo sveni-mento; la promessa viene così com-piuta anche per vari anni di segui-to. Da aggiungere che le persone eseguono questo genere di "disci-plina" bendate e confortate da un accompagnatore. Per me solo il fatto di stare in piedi e di cammi-nare normalmente in una proces-sione del Venerdì Santo, che laggiù viene svolta nelle ore centrali del giorno - apposta! - è risultato parti-colarmente difficile, faticoso e pro-strante).

La chiesa era piena, con la gente in piedi da ambo i lati. All'improvviso iniziai a sentire ciò che la Vergine stessa mi diceva: "Bernardo, il Signore è molto triste".

"Perché" pensai io, ma non potevo parlare, perché il padre avrebbe pensato che stavo parlando da solo.

"Perché ha visto le sofferenze del suo popolo; in Nicaragua si stanno commet-tendo molti peccati collettivi, li commet-te il suo governo, i ministri e i segretari del popolo".

"Cosa significa questo?" pensai io. Non capivo cos'era questa cosa dei "peccati collettivi". Io credevo che la collettività fosse solo per lavorare, non che i peccati fossero fatti in collettività.

"Perché tu veda i peccati collettivi che si stanno facendo in Nicaragua e nel mondo intero, te li mostrerò".

Allora apparve nell'aria un grande rotolo di carta, come un enorme cartoncino, e delle mani misteriose che iniziarono a stenderlo. Riuscii a vedere che si trattava della mappa del Nicaragua, però non c'era più territorio, solo si vedeva-no i nostri due laghi, tutto il resto era coperto di carboni neri e sudi-ci, dai quali si levavano sciami di mosche, di quelle che depositano vermi. Era orribile quello spettaco-lo. E Lei mi dice: "Questi sono i peccati collettivi che si commettono in Nicaragua. Voglio che questo si sappia e tu devi dirlo; che la gente lo sappia il più presto possibile, perché cambi, perché io desidero che voi cambiate. Non tacerlo perché è urgente; non avere paura; il Signore ti aiuterà e io ti proteggerò".

(La Vergine insiste sempre con Ber-nardo perché renda pubblico il messaggio, sia per la timidezza e la riservatezza del suo piccolo pasto-re, ora diventato sacerdote, sia perché il contenuto del messaggio era anche rivolto in forma diretta alla presidentessa del Nicaragua Vio-letta Chamorro e all'ex presidente del Nicaragua sandinista Daniel Ortega).

"Questo messaggio è per il mondo inte-ro, perché non solo in Nicaragua si sta commettendo questo genere di peccati collettivi, ma in tutto il mondo".

GUARIGIONI IN CUAPA

In Cuapa vi sono stati numerosi casi documentati di guarigioni inspiegabili.

"La prima persona che risultò gua-rita fu la signora Julia Guevara, che soffriva di un tumore al seno ed era l'unica gravemente malata presente nel luogo delle prime apparizioni. Suo marito le diceva: "Tu sei matta, vai dietro a Bernardo, tu sei impaz-zita, prendi le tue medicine...".

Ma lei rispose: "No, non pren-derò più nessuna medicina; se devo morire, lasciami morire, io vado al luogo delle apparizioni".

E in effetti venne con me. L'ultima apparizione in Cuapa fu il 13 otto-bre 1980, e lei era vicino a me. Io le dicevo: "La Vergine è qui! Guarda-la!". Ma lei non vedeva niente.

Lei guardava e guardava e dato che non vedeva nulla, pensava: "Sarà vero che Bernardo è proprio matto". Allora vide come una nube d'incenso e disse: "Signora, io non sono degna di vederti, però questo segno mi basta per credere che Voi siete qui. Qui non c'è fumo, non ci sono braci e non c'è un fuoco da dove possa uscire questo fumo! Però curami, ti supplico".

Poi andò a controllare il seno e la sua pelle pareva come quella di un bambino. Si curò lì. E ottenne un'al-tra grazia dalla Vergine, che neppu-re le aveva chiesto. Al marito piaceva andare all'osteria a bere e spendeva tutti i soldi. Lei restava senza denaro ed era costretta a lavorare. Però a causa della sua guarigione il marito si convertì e smise di bere. Andava-no insieme in chiesa. Poi restò vedo-va. Questo fu il primo miracolo che fece la Vergine in Cuapa.

Successivamente ci fu il caso di un'infermiera. Il suo bambino era nato con i piedi ritorti e un medico cubano le disse che doveva operar-lo nell'ospedale militare. La donna era povera, perché il marito l'aveva lasciata sola con due figli, e l'ope-razione era molto cara per le sue poche disponibilità. Lei non voleva che suo figlio crescesse storpio e così andò a chiedere un prestito, però tra sé e sé pensava: "Adesso rimarrò indebitata e poi non saprò come pagare". Allora si recò a Cuapa, al luogo delle apparizioni. La gente si portava via la terra, così prese della terra fine e con essa unse i piedi del bambino. E pregò.

Il giorno seguente andò a Mana-gua con il denaro prestato. Quando il medico esaminò il ragazzino per operarlo, uscì dalla sala e disse: "Ma signora! Cosa avete fatto al bambino? Che medi-co lo ha curato? Il bambino ha i piedi perfetti!".

"Niente - risponde lei - io non ho fatto niente". Lei non voleva dir niente, perché sapeva che il dotto-re non era credente, era cubano, di fede comunista.

Ma il bambino esclamò: "Mamma, dice il dottore che sono sano! è stata la terra con la quale mi hai unto!".

"Ehi - le disse il medico - tuo figlio ti sta accusando, dice che lo hai unto con una terra. Di che terra si tratta?".

"è quella di Cuapa, dove è appar-sa la Vergine".

"Piccola, portati via il tuo bambi-no, perché non ha bisogno di nes-suna operazione". E aggiunse: "Se ci sono cose che si dovrebbero chiamare miracoli, beh, questa è una di quelle cose".

La chiesa sta raccogliendo tutte le informazioni dei malati che aveva-no ricevuto assistenza medica, ana-lisi, diagnosi, radiografie e certifica-ti, che vengono portati al vescovo, il quale li archivia. Ma ci sono anche numerosi miracoli spirituali. A me piacciono di più questi ultimi. Quando la gente riempie la chiesa per confessarsi e quando due perso-ne vengono, chiedono di sposarsi e sistemano la loro vita".

SIGNIFICATO DELLA PAROLA CUAPA

"Io non sapevo il significato della parola Cuapa in dialetto guajin, una variante del nahuatl, la lingua degli aztechi. Anzi, da giovane avevo una superbia. Dicevo: "Che brutto è il nome di Cuapa! Non mi piace". I giovani sono sempre un po' presuntuosi, vero? Sia i maschi che le femmine.

"Cuapa! Che suono orribile" e quando mi chiedevano di dov'ero, rispondevo: "Di Juigalpa", che è il capoluogo di provincia. Però non sapevo il significato della parola.

Adesso, dopo le apparizioni, sono state effettuate ricerche. L'ar-chivio storico del Nicaragua si e perso. Ma l'archivio del Guatemala ha raccolto e conservato fin dal-l'antichità tutte le tradizioni dei nativi americani, le loro origini e altre cose. Noi forse siamo un po' disattenti a riguardo della nostra storia e non le custodiamo con attenzione, disprezzando così le nostre radici.

Così, negli archivi del Guatemala si parla di Cuapa e di come era anticamente. La parola Cuapa si compone di due sillabe, esatta-mente come si divide anche in Spa-gnolo, CUA e PA. "CUA" significa "Serpente" e "PA" "Sopra". La parola Cuapa vuol dire quindi: "Sopra il Serpente". Quando lo seppi mi venne in mente che noi usiamo ancora questa parola indi-gena, perché quando i bambini giocano e litigano e uno si azzuffa con l'altro si dice: "Questo ragazzo diventerà un monello - PA! - ha dato un colpo al suo compagno". Questo PA si sente più spesso quando parla la gente semplice, meno istruita. Ancora oggi si usa il PA, per dire sopra.

Cuapa vuol dire che di un colpo è stata schiacciata la testa del ser-pente. E chi la schiacciò? Ovvio, la Vergine Maria! Adesso mi pento di aver disprezzato il nome della mia terra, perché ho capito quale gran-dezza stavo disprezzando. Era per ignoranza che io mi vergognavo delle mie origini e dicevo che non ero di Cuapa, ma di Juigalpa".

I PROGETTI DI BERNARDO

Bernardo ha ricevuto altre locuzio-ni e almeno un'apparizione nella chiesa di "Maria, Regina delle Vit-torie". In particolare bisogna dire che Bernardo è un uomo concreto, che è orgoglioso di saper "Tirare il laccio, allevare vacche e passare a lavorare nei campi tutto il giorno dalle sei alle sei, come un vero uomo" e le sue idee a proposito dello sviluppo del suo paese sono altrettanto chiare. Padre Bernardo ha insegnato a numerosi giovani vari tipi di mestieri e alcuni di loro gli sono grati, perché attualmente si guadagnano la vita con quello che hanno appreso da lui.

A questo proposito la Vergine è intervenuta in locuzione dicendogli: "Stai lavorando in un modo con il quale io sono d'accordo, perché questo è il mio desiderio per i miei figli più poveri. Alcu-ni hanno più possibilità e altri no, ma nessuno si interessa di loro e io sono preoccupata. Quando vivevo sulla terra io stessa insegnavo alle giovani a cucire, perché lo sapevo fare. (Si confronti a questo proposito il "Poema del-l'Uomo Dio" di Maria Valtorta, dove più volte si segnala l'abilità della Vergine nel cucito e la sua dedizione a questo lavoro). Il mio Immacolato sposo, Giuseppe, fece lo stes-so: insegnò al Bambino Gesù il lavoro di falegname, perché potesse guadagnarsi il pane di ogni giorno con le sue proprie mani e lo insegnava anche ad altri gio-vani. Questo è ciò che voglio. Sono con-tentissima di quello che stai facendo. Ma per te non saranno solo glorie e allegrie, per questa opera avrai tristezze e pro-blemi e dovrai soffrire molto per questo, perché si opporranno a te. Non ti scorag-giare, sentiti contento perché farai il bene a molte persone. Ci saranno soffe-renze ed ostacoli, anche a causa degli stessi sacerdoti, ma se non ti permette-ranno di lavorare, tu continua a casa tua e ancora in Cuapa". (Tratto da: "Il Segno" 11/2000)