La terapia riparativa – Nuove speranze di recupero per l'omosessuale
Dall'omosessualità
è possibile guarire grazie ad una terapia riparativa, la quale, purtroppo, è
osteggiata da organi quali il Parlamento Europeo, che condannano come omofobici
gli Stati che non riconoscono le coppie gay.
Quando
normalmente si parla di omosessualità, quasi nessuno o pochissimi evidenziano
la possibilità di recupero dell'omosessuale. Invece esiste una particolare
cura chiamata terapia riparativa.
La
terapia riparativa è una terapia psicologica che consiste nell'aiutare
l'omosessuale a liberarsi delle tendenze indesiderate. Affinché la terapia
sia efficace è necessario che l'omosessuale scelga di sottoporvisi liberamente.
Un'eventuale costrizione, infatti, non gioverebbe ai fini del successo
terapeutico. In caso di adesione libera al programma riabilitativo, le
possibilità di guarigione sono molto buone. Una metà guarisce completamente,
l'altra modifica gradualmente il proprio orientamento sessuale. In tal caso i
pazienti possono ancora avvertire attrazione verso persone dello stesso sesso,
ma si tratta di fenomeni isolati, in quanto diventa predominante l'orientamento
eterosessuale.
La
terapia riparativa poggia su un principio fondamentale: l'omosessualità non
è uno stile di vita normale; omosessuali non si nasce, ma si diventa. Se
così è, qual è la causa dell'omosessualità?
La
sua origine è da ricercarsi all'interno della famiglia, in particolare nelle
relazioni familiari distorte che ostacolano l'identificazione del bambino
con la figura paterna; questa, a sua volta, perde un aspetto fondamentale del
ruolo che è chiamata a svolgere: l'offerta di sé come modello positivo in
cui il bambino dovrebbe identificarsi.
Il
dottor Joseph Nicolosi, presidente del NARTH, (Associazione Nazionale di
Ricerca e Terapia dell'Omosessualità) e membro dell'Associazione Psicologica
Americana, sostiene che quando il processo di identificazione è ostacolato, il
bambino si rifugia in una femminilità tanto rassicurante quanto falsa,
restando spaventato ed attratto al tempo stesso dalla mascolinità.
La
relazione omosessuale diventa un modo in cui l'omosessuale cerca di compensare
le proprie carenze affettive, di riempire i vuoti della propria identità,
di colmare il senso di inferiorità che lo attanaglia, oppure semplicemente un
modo per affermare se stesso, aspetti tutti che, in definitiva, caratterizzano
la relazione omosessuale come essenzialmente narcisistica.
Purtroppo,
però, gli studi e le ricerche di valenti esperti nel settore non solo vengono
ignorati, ma addirittura avversati da un'ideologia feroce intesa a costruire
un mondo i cui capisaldi sono i capricci e le debolezze umane, anzi si vorrebbe
che il capriccio e la debolezza umana fossero innalzati a principi regolatori
di tutto l'universo. Con ciò si vuole sottrarre questo compito alla morale
cristiana, che invece trova il suo saldo e completo fondamento a partire dal
sacrificio cruento sulla Croce di nostro Signore Gesù Cristo.
L'ultima
impresa collocabile nella direzione or ora espressa si è verificata il 18
gennaio. In questa data il Parlamento Europeo ha aperto il nuovo anno
approvando una risoluzione che invita ad equiparare le coppie omosessuali a
quelle composte da uomo e donna, condannando gli Stati e le nazioni che si oppongano
al riconoscimento delle coppie gay in quanto Stati e nazioni omofobici.
Questo
pericolosissimo provvedimento potrebbe produrre due risultati. Il primo potrebbe
mirare all'indebolimento della libertà religiosa; il secondo potrebbe offrire
una giustificazione, anche questa palesemente pretestuosa, dell'uso del tema
della conquista dei diritti umani come mezzo per affermare una visione ideologica
del mondo; da qui alla giustificazione della violenza verso le persone o verso
intere comunità il passo è breve. Significativa in tal senso è l'equiparazione
della Chiesa Cattolica alla Cina e a Cuba per la violazione dei diritti umani.
Sebbene
il Parlamento Europeo abbia espresso solo un'esortazione, per niente
vincolante, va comunque sottolineato che è squalificante l'atto di sostituirsi
alla volontà sovrana dei popoli delle singole nazioni, soprattutto per
quanto riguarda istituti, come quello familiare, che non sono di competenza
dell'organo istituzionale europeo. (Tratto da.” Il
settimanale di Padre Pio”
Dal
libro: Bruto Maria
Bruti Omosessualità: sintesi di un problema da cui si puo' uscire se si vuole.