LA SPIRITUALITÀ EUCARISTICA DI PADRE PIO

Nell'anno in cui il Santo Padre Giovanni Paolo II ha voluto che la Chiesa universale incentrasse la sua attenzione sull'Eucaristia, la Chiesa di Bari vive un momento davvero particolare, avendo il privilegio di ospitare il XXIV Convegno Eucaristico Nazionale.

In preparazione ad esso, i Gruppi di Preghiera della diocesi, sempre attenti alle indicazioni del Magistero ecclesiale, si sono riuniti a Santa Fara, nel loro annuale Convegno, per approfondire sotto tale aspetto la spiritualità di San Pio da Pietrelcina, che ha appunto nell'Eucaristia il suo vertice e cuore.

Nella mattina della prima giornata sono stati convocati dal coordinatore diocesano padre Lorenzo Invidia i direttori spirituali dei Gruppi presenti nel territorio barese. Ad essi ha illustrato con dovizia di contenuti il tema proposto padre Luciano Lotti, che, parlando di «Padre Pio modello di vita di preghiera per la vita presbiterale nel mistero eucaristico di Cristo», ha presentato «lo specchio del vero sacerdote cattolico», citando numerose frasi dall'Epistolario di Padre Pio.

Nel pomeriggio padre Francesco Neri, vicario provinciale e docente di Dogmatica presso lo Stip di Bari, ha proposto il tema dell'Eucaristia alla riflessione dei giovani, che numerosi hanno risposto all'invito di partecipare alla parte del convegno loro riservata. Il relatore ha dato ai convenuti la possibilità di chiedersi quale fosse il loro rapporto con l'Eucaristia e come l'insegnamento di Padre Pio incidesse sulla loro crescita umana e spirituale.

Il giorno successivo la sala dei convegni di Santa Fara è stata affollata dai rappresentanti dei vari Gruppi di Preghiera della diocesi di Bari-Bitonto, richiamati dall'autorevole presenza, come relatori, di Sua Eccellenza monsignor D'Ambrosio e di don Vincenzo D'Arenzo, per la prima volta in visita pastorale ai nostri Gruppi.

Chiamato a parlare sul tema «Padre Pio grande interprete della pietà eucaristica», monsignor D'Ambrosio ha fatto riferimento alla enciclica di Giovanni Paolo II «Ecclesia de Eucharistia». La bellissima relazione di monsignor D'Ambrosio, inframmezzata da ricordi ed esperienze personali, si è conclusa con l'invito a crescere nella carità tramite l'Eucaristia che libera «da quella "quasi istintiva" forma di egoismo che a volte ci rende chiusi, insensibili, incapaci di farci carico delle sofferenze dei nostri fratelli. La dedizione e la disponibilità di Padre Pio verso le moltitudini che lo cercavano scaturiva da questo stare insieme con Cristo. Se non ci nutriamo dell'Eucaristia non c'è possibilità di crescere, rimaniamo rachitici, impigriti, impoveriti, sterili. La nostra vita non riesce più a donare perché non riceve».

«I Gruppi di Preghiera - ha detto ancora monsignor D'Ambrosio - devono imitare Padre Pio, che dall'esperienza mistica dell'unione con Cristo faceva scaturire il bisogno di chinarsi sulle sofferenze dei fratelli e di moltiplicare per essi quei segni d'amore che potessero divenire segnali di speranza e di fiducia. Con le loro preghiere i Gruppi devono "assediare" Dio intercedendo per il bene dei fratelli, per la loro conversione e redenzione. Con la loro vita, con la loro testimonianza, con il loro servizio, con la loro presenza all'interno della comunità, con la loro fedeltà e obbedienza alla Chiesa devono essere un segno nuovo della possibilità che da questo cammino si generi e si viva fino in fondo quella "misura alta della vita cristiana ordinaria" che è la santità».

La preghiera di intercessione per il sollievo della sofferenza dei nostri fratelli deve essere, anche per don Vincenzo D'Arenzo, la caratteristica principale che identifichi i Gruppi di Preghiera.

La preghiera, ha ribadito don Vincenzo, deve divenire il nostro stile di vita quotidiana. È necessario però imparare a pregare, passando da un'orazione di tipo devozionale ad una preghiera che si fondi sulla parola di Dio. Ed ecco l'importanza della formazione, della catechesi, che deve essere il secondo pilastro su cui edificare il gruppo di preghiera. Terzo pilastro è la carità, come prolungamento della preghiera di intercessione e attuazione dell'Eucaristia celebrata.

Padre Lorenzo, nel salutarli, ha ringraziato i relatori per aver evidenziato i nodi fondamentali della spiritualità di Padre Pio, che fa di Cristo crocifisso e risorto il cuore della vita di ogni cristiano.

Il Convegno si è concluso con la solenne concelebrazione presieduta da Sua Eccellenza monsignor Francesco Cacucci.

(Dalla relazione di Angela Abbruzzese D'Elia)