LA SAPIENZA DELL'AMORE INSEGNATA DALLA MADONNA

"Insegnate sempre a chi vi domanda, che Io mi piego maternamente su coloro che si nascondono e si sacrificano nel dovere quotidiano, su quelli che compiono ed accettano ogni cosa per mio amore, senza lamentarsi, senza cercare la com­prensione ed il compatimento delle creature, incominciando queste penitenze con animo gioioso, col sorriso sulle labbra e la mitezza nel cuore.

In questo modo i buoni possono conso­larmi.

Io non amo i grandi discorsi, non amo le parole ricercate e sublimi alle orecchie, le promesse di grandi sacrifici... la pietà e la virtù che cercano di mostrarsi...

Non amo le vane parole, la sapienza degli uomini... Vane cose, figli miei, vane cose queste! Rendono gli uomini poveri, tanto poveri per la vita eterna!

Io guardo il cuore, non l'intelligenza e la scienza delle creature, perché nel cuore Io trovo un'intelligenza, una scienza e una sapienza che molto spesso sfugge anche ai buoni, ed è, figli cari, LA SAPIENZA DEL­L'AMORE.

 

Quelli che veramente mi amano sono coloro che operano continuamente nell'u­miltà e nella purità d'intenzione.

Il mio Cuore infatti non si delizia nelle lunghe preghiere, se non sono unite alle opere;

non si rallegra quando solo con le lab­bra vengo chiamata con tanti dolci titoli;

non si riposa in chi prega solo con l'at­teggiamento esterno;

si addolora per coloro che pregano e s'impongono penitenze per apparire per­fetti agli occhi degli uomini;

si allontana da coloro che si credono perfetti e giudicano il prossimo senza mi­sericordia, portando sempre come esempio se stessi;

si ritira da quelli che compiono qualche opera di carità per essere lodati...

Miei cari figli, costoro vivono nella fal­sa pietà ed hanno già ricevuto la loro ricompensa dalle creature. Quando essi compariranno alla presenza dell'Altissimo, le loro vesti saranno lacere e sporche, le loro lampade spente.

Il Mio Cuore si delizia invece in quelli che spendono tutta la loro vita nella pre­ghiera di lode, di ringraziamento, di riparazione all'Altissimo;

si rallegra in coloro che mi invocano, compiendo ogni più piccola opera per mio amore, sotto il mio sguardo;

si riposa in quelli che pregano fiduciosi nell'animo e semplici nell'atteggiamento;

si rasserena e si delizia in coloro che si mortificano e s'impongono piccole peni­tenze, nascoste agli occhi delle creature;

si unisce sempre maggiormente a quelle anime che si sentono piccole e misere, e perciò hanno compassione dei poveri pec­catori;

si delizia in coloro che, nel compiere opere di carità verso il prossimo, hanno lo sguardo interiore rivolto a Me e cercano il nascondimento e i servizi più umili;

è grandemente consolato da chi docil­mente si sottomette e gode nell'ubbidire. Ricordatevi che queste cose lo le na­scondo ai savi e ai prudenti del mondo e le rivelo ai piccoli e ai poveri... Le cose che vi dico devono essere guida e luce per voi e per quelli che vi domanderanno aiuto.

 

Sappiate, figli miei, che lo mi sento particolarmente attratta verso coloro che cercano di rispecchiare la mitezza e la dolcezza del Mio Cuore Immacolato.

I miei figli fedeli non possono essere diversi da Me, poiché il Mio Cuore è asilo sconfinato di dolcezza per il giusto e per il peccatore!... Questo Mio Cuore è sempre pronto a ricevere, a sollevare, a compati­re, a perdonare, a dimenticare...

Chi può dubitare di essere ricevuto da questo Cuore? Chi può aver timore? Chi ricorda mai che alcuno, bussando alla porta di questo dolce asilo, sia rimasto fuori, al freddo, deluso, abbandonato? Figli miei, non c'è misura nell'amore, ed il Mio Cuore non misura mai!

Ecco come voglio i vostri cuori! Perché i vostri cuori sono miei, e non possono essere diversi dal Mio!... Voglio che anche i vostri siano asilo di dolcezza e di bontà per i giusti e per i peccatori, per chi vi ama e per chi non vi ama!...

Figli miei, amatemi! Amatemi in ogni momento, con tutti i palpiti del vostro cuore, con ogni respiro, con ogni vostro pensiero, in tutte le vostre azioni spirituali e materiali.

Io tutto amo quando tutto mi si dona, e vado cercando il cuore che vi mettete an­che nelle più piccole cose, anche nel compiere le più piccole azioni. Sappiate, o figli, che il Mio Cuore vuole condurvi a grande perfezione, vuole rendervi felici!

Un grande dono ho fatto alle vostre piccole anime: il dono della mia intimità! Voi siete più ricchi di ogni re, perché possedete e portate con voi un grande tesoro:

Figli miei diletti, l'amore non si misura, ed il Mio Cuore non ha mai misurato! Dal momento del mio "fiat" al Calvario, ad oggi, il Mio Cuore ha forse detto: "Non posso... È troppo!..."? No, il Mio Cuore ha risposto con il Mio Figlio: "Eccomi, o Padre, per fare la Tua volontà!".

Figli miei, voi siete piccoli e poveri: ma lo mi riposo dolcemente in voi, mi riposo nel vostro amore per Me... nel vostro dolo­re sofferto per mio amore... nelle vostre fatiche, nel vostro riposo, quando insieme parlate di Me... Vi ripeto, voi siete piccoli, piccoli, ma lo trovo in voi un riposo di pace e di confidenza.

 

Figli cari, ascoltatemi! Ascoltatemi, e vi insegnerò ad amare l'Amore! Quell'Amore che è disprezzato, offeso ed oltraggiato dagli uomini del mondo, nella ricerca affannosa della loro scienza, della loro sapienza, della loro giustizia! Oh! come sono oscurati i loro occhi! come sono smarriti! Vogliono forse trova­re la sapienza e la scienza nella loro carne? Vogliono trovare la giustizia nel loro or­goglio?

Oh! come sono lontani dall'Amore! Hanno sbagliato la via! E se il Mio Cuore non venisse con grande forza e luce per scuoterli dalle loro tenebre, di certo sareb­bero perduti per sempre!

Vana è la scienza e la sapienza degli uomini!... ingiusta la loro giustizia!... Pochi sono coloro che intendono quale sia la sorgente della vera scienza, della sapienza, della giustizia!... Pochissimi sono quelli che l'intendono con il cuore!

Ma come sono felici coloro che corrono a dissetarsi a questa sorgente! Essi infatti hanno trovato la via della santità, della felicità!

Beati quelli che hanno compreso la sa­pienza dell'Amore! Essi non sciuperanno il dono della vita in cose vane!

 

Ascoltatemi, o figli, ascoltatemi, e vi insegnerò come si ama il Mio Figlio Cro­cifisso ed il Mio Cuore Immacolato. La sapienza che v'insegno è santità di vita in ogni momento.

Vedete come il Mio Cuore vi ama? Oh! lasciatemi riposare, figli miei, lasciatemi riposare! Il Mio Cuore non ha misura nel­l'amare tutti i miei figli, buoni e cattivi...

Io sono con ogni malato, con ogni pove­ro, con ogni umiliato, con ogni pentito, con ogni calunniato... Sono con tutti i piccoli, soli e abbandonati... Sono con tutti quelli che soffrono fame, sete e nudità... Vorrei stringerli tutti fra le mie braccia e sollevarli! Vorrei che essi, tutti, intendes­sero la mia voce, ascoltassero questo mio invito:

"Figli, che siete nel dolore, venite al Mio Cuore!

Voi non siete soli, non siete abbandona­ti, non siete dimenticati! La vostra Mamma è sempre con voi! La vostra Mamma soffre con voi, con voi piange, figli miei!".

Se costoro intendessero, come sarebbe­ro consolati! Io renderei i loro pesi leggeri e i loro dolori amabili, perché mostrerei ad essi la luce della Croce del Mio Divin Figlio!

Figli cari, anche voi dovete amare cosi. Più voi amerete coloro che soffrono, più lo amerò voi. Sappiate, o figli, che il Mio Cuore gioisce immensamente quando vede consolare e sollevare chi è malato, chi è povero, chi è abbandonato, nella tristezza e nell'oscurità!

Sì, figli, lo voglio che i vostri cuori siano simili al Mio!

Voglio portarvi dove è la Volontà del Mio Divin Figlio, e la Sua Volontà è la Santità!

Figli, voi siete piccoli e poveri... Ma se sarete sempre più abbandonati in Me, Io vi lavorerò e vi renderò perfetti!

Ho amato le anime vostre ed ho voluto che fossero dolce dimora di riposo per il Mio Cuore... Ebbene, o figli, che questa dimora sia sempre più cara e calda d'amo­re!

 

Voglio insegnarvi ancora "la Sapienza dell'Amore ", affinché voi la mostriate agli altri. Guardate la mitezza del Mio Cuore. Oh! come amo questa virtù! come amo coloro che la possiedono! E sapete perché, figli miei? Perché sono quelli che somi­gliano di più al Cuore di Gesù e al Mio!... È questa somiglianza al Cuore della Mam­ma che non trovo in tante anime anche buone.

È virtù difficile! È un fiore pregiato che nasce soltanto nel giardino dell'Amore e non resiste in vita se non è alimentato dall'Amore! ...

È un frutto di lotta e di vittoria, perché chi vince se stesso è molto più forte di colui che avrà sconfitto un esercito intero.

Gesù è innamorato delle persone miti, ed Io mi sento teneramente attratta verso di loro, ed in esse mi riposo dolcemente...

Figli miei, ascoltatemi, e vi farò cono­scere la profondità della Sapienza dell'Amore.

Ascoltatemi in silenzio, e poi insegnate, insegnate agli altri.

Molti sono coloro che dicono di amar­mi, ma pochi mi amano in verità! L'Amore non è fatto di dolci parole, ma di sacrificio costante e di opere continue. L'Amore vero gode di soffrire; non si lamenta nella fatica; non chiede sollievo alle creature.

L'Amore non calcola, ma si dona e si abbandona! Intendete?...

Guardo quelli che soffrono, e guardo in modo speciale i miei figli più cari (i Sacer­doti): li guardo e li amo...

Ascoltatemi, o figli!

Voglio abbandono nelle mie mani, e innanzi tutto fede viva e amore ardente! Colui che si abbandona, perde se stesso per trovare e possedere interamente Me!

È la persona più felice, perché non ri­marrà mai delusa nel suo amore. L'abbandono è la migliore prova di amore che un'anima può darmi!

Io a tutti lo domando, ma in modo spe­ciale a coloro che mi sono più vicini. Ad essi domando: fedeltà in questo ab­bandono, anche nelle più piccole occasioni!

I miei occhi guardano e penetrano nel più intimo del cuore, e il Mio Cuore allora domanda:

"Mi ami tu? Ebbene, fidati di Me in ogni cosa!

Vuoi che Io mi dimentichi di te? Non sono la tua Mamma?

Tu devi essere come il piccolo bambino che dorme tra le braccia di sua mamma. Stai sicuro per quello che riguarda il bene dell'anima tua!

Stai sicuro nella tua vita d'ogni giorno e in tutte le cose materiali!

Abbandonati! Ogni cosa è nelle mie mani!

Se tu ti abbandoni a Me, Io disporrò di te e di tutte le tue cose secondo la mia Volon­tà, come cose di mia proprietà. Se Io ti farò godere o soffrire, stai sicuro, perché nell'una e nell'altra cosa sono Io! Se Io farò o non farò quello che tu domandi, stai sicuro che quello che farò sarà il meglio per te!"

Comprendete, o figli, cos'è l'abban­dono?

È vivere interamente in Me... È vivere completamente per Me!

Ad ogni figlio che si abbandona a Me Io dico:

"Voglio farti un dono, un grande dono, un dono che è qui nascosto in fondo al Mio Cuore: il dono di avermi scolpita in te!

Io sarò continuamente con te... nel tuo pensiero, nel tuo cuore, nella tua volontà, in tutto il tuo essere, di modo che ogni tuo palpito di vita e di affetto sarà mio palpito, mio affetto!

In ogni tuo pensiero Io sarò! In tutte le tue azioni Io agirò! In tutte le tue opere Io opererò!

Io ti mostrerò subito ogni tua volontà che sia per deviare dalla Mia... ogni tuo pensiero che sia per uscire dal Mio... ogni tua opera che non sia di mio completo gradimento.

Tu Mi guarderai sempre e vivrai total­mente in Me, ed Io farò di te il mio riposo preferito". Non c'è virtù che più Mi intenerisca quanto quella di rinnegarsi per amore del prossimo.

Chi si dà agli altri per mio amore, si dà a Me stessa, ed Io mi prendo cura della sua anima e del suo corpo. Mi sono molto graditi i sacrifici nasco­sti.

Io amo di amore speciale coloro che si abbandonano a Me completamente... Que­sto amore mi porta a soddisfare tutti i loro desideri... Anche i più piccoli desideri, perché il Mio Cuore è infinitamente ma­terno verso queste anime. Quanto mi è caro l'abbandono e la fidu­cia!

A Me non serve chi è pieno di scienza... ma vuoto di amore. La perfezione che Io domando a coloro che mi sono vicini non consiste nella molta scienza, ma nel gran­de amore!

Il Mio Cuore non si rivela alle persone orgogliose. Io amo la piccolezza e l'umiltà del cuo­re.

lo prediligo i semplici, che non ragiona­no sulle opere del mio Amore.

Vi dico questo perché serva a quei buoni che restringono con la loro piccolezza la grandezza di Dio e del mio Amore materno!

A Me non servono la sapienza e la scien­za umana. Io mi servo della piccolezza e mi è molto cara la semplicità. Quando trovo la semplicità in un'anima, Io Mi dono a quell'anima, e nessuno può misu­rare la grandezza del mio Amore per essa.

 

Figli miei, Io domando a tutti di far penitenza, perché troppi peccati si com­mettono dai cristiani! Troppo Gesù è offeso! Il Mio Cuore è pieno di tanta ama­rezza nel vedere gli uomini odiarsi tra di loro! Dov'è più il grande comandamento del­la carità?

I fratelli hanno dimenticato di essere fratelli ed hanno calpestato l'Amore! Sono pochi quelli che amano i propri fratelli, e pochissimi quelli che amano i propri ne­mici.

Come può trovarsi ancora la pace sulla terra? Quanti sono i fedeli seguaci di Gesù? Molti dicono di amare Dio; ma non intendono che, per amarlo veramente, bi­sogna amare con tutto il cuore il prossimo! Non può esistere l'Amore dell'Uno sen­za l'amore dell'altro. E l'Altissimo respinge le preghiere di quelli che non amano e non curano i propri fratelli.

Non giovano le molte preghiere e le molte penitenze, se non si ama! Questo è un grande peccato del mondo di oggi. Bisogna ripararlo con preghiere e con opere!

Vedo il vostro desiderio: sì... vi parlerò di questo grande comandamento di amo­re, e poiché gli uomini lo hanno dimenticato o ne parlano molto poco, Io ne parlerò e ti farò comprendere quanto è grande agli occhi dell'Altissimo.

Chi non ama il prossimo, non ama Dio, e chi ama Dio, ama grandemente i propri fratelli, fino ad essere pronto a dare la vita per essi! Coloro che non si sacrificano per il pros­simo, molto poco amano l'Altissimo, perché il loro amore è fatto solo di parole, e questo è falso amore... non è gradito al Cuore Divino!

Costoro credono di poter contentare il Divin Cuore con una vita apparentemente pia... ma in verità, nulla vogliono offrire per i propri fratelli, nel segreto del loro cuore.

Amano gli sguardi delle creature nelle loro preghiere, e si compiacciono di essere chiamati pii... ma come sono lontani da Dio!... come sono lontani dal Mio Cuo­re!...

Tratto da: “Il Segno” 2/1996