LA SANTA MESSA NELLA NOSTRA VITA

Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me ed io in lui (Gv.  6, 56)

L'Eucaristia come evento

Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato (1 Cor 5, 7).

L'evento che fonda e ìstituisce l'Eucarì­stia è la morte e risurrezione di Cristo, il suo dare la vita per riprenderla di nuovo.

È un evento, e cioè, qualcosa di storica­mente accaduto una volta per sempre (Eb 9126).

Per noì, per voi, per le moltitudini (Ef 5, 2); Cristo vi ha amato e ha dato se stesso per voi, offrendosi in sacrificio di soave odore per annullare il peccato del mondo.

È un evento, accaduto in un preciso momento della storia, ma che trova le sue radici nella stessa Trinità; c'è il Figlio che si offre, il Padre al quale si offre e lo Spi­rito Santo nel quale si offre (Eb 9, 14).

E il Padre - che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi (Rm 8, 32) - accetta il sacrificio del Figlio offerto per noi, e in questo modo usa mi­sericordia al mondo.

E pur essendo il Padre destinatario del sacrificio di Cristo, il beneficiario siamo noi.

L'Eucaristia come sacramento

La Messa "rinnova" l'evento della Cro­ce celebrandolo; e lo celebra rinnovando­lo, rendendolo nuovamente presente,

L'evento, cioè, si è realizzato una volta per sempre; il sacramento si realizza ogni qualvolta si celebra.

Il sacramento dell'Eucaristia non rende presente soltanto a noi l'evento della Cro­ce, ma lo rende presente soprattutto al Pa­dre, perché ogni volta sale al Padre il va­lore dell'obbedienza di Cristo.

L'evento della Croce, inoltre, a differen­za di ogni altro fatto della storia umana, continua ad essere attuale per lo Spirito Santo: "in virtù di uno Spirito eterno Cristo offrì se stesso senza macchia" (Eb 9, 14). Proprio grazie allo Spirito Santo, Gesù ci ha procurato una redenzione eterna, per­ché il suo sacrificio, momentaneo secondo il ritmo della storia (è concluso!), è però duraturo secondo lo Spirito (non conclu­so).

È questo il senso profondo della pre­ghiera detta "epiclesi", che si fa nella "prece eucaristica" della Messa: lo Spi­rito di Gesù, consegnato alla Chiesa, fa di noi un sacrificio perenne gradito a Dio.

L'Eucaristia fa la Chiesa, la trasforma cioè in Cristo

Mediante consacrazione

La Chiesa, come Cristo, è chiamata a spezzare ogni rigidezza davanti a Dio, ri­conoscendolo nell'obbedienza come Pa­dre.

Essa è offerente e offerta con Cristo e in Cristo: sull'altare infatti ci sono due cor­pi, il corpo reale di Cristo e il corpo misti­co che è la Chiesa.

Per questo ci sono due solenni invoca­zioni dello Spirito Santo: sul pane e sul vi­no e sulla Chiesa. Non esiste offerta, sa­crificio, consacrazione se non nello Spirito Santo, che è all'origine di ogni movimento di donazione perché Lui è il Dono, sia nel­la Trinità che nella storia.

Mediante comunione

"Chi mangia di me, vivrà per me" (Gv 6, 57).

L'Eucaristia è comunione con il Corpo e il Sangue di Cristo: tutta la sua vita (an­nientò se stesso. Fil 2, 7) è presente e do­nata nel Corpo e nel Sangue.

Per questo chi si unisce al Signore, for­ma un solo Spirito; è concorporeo e con­sanguineo con Lui; è il buon odore di Cri­sto. Ma anche riceve in dono la Comunio­ne al Corpo di Cristo che è la Chiesa. (1 Cor 10, 16-17).

Mediante imitazione

"Io vi ho dato l'esempio perché come ho fatto io facciate anche voi" (Gv 13, 15): non si tratta solo di ripetere il gesto di Cristo a livello della celebrazione liturgi­ca, ma a livello della vita. Occorre che i credenti si facciano davvero servi, siano uniti nel condividere, si spoglino e lavino i piedi, vivano nella carità e nel servizio ge­nerato da Cristo.

Niente è estraneo alla vita eucaristica della concretezza del nostro esistere che attinge nel sacramento la grazia del servi­zio e dell'umiltà.

Imprimatur 27-9-1988

Mons. Germano Zaccheo - Vic. Gen. Novara

 

Gesù prega per Te. Tu pure, in unione con Lui e con tutta la Chiesa eleva il tuo pensiero a Dio, e prega così:

O Gesù, ogni giorno, dai nostri Altari, Tu come sole divino, irraggi luce, conforto e gioia. Come ostia di pace tra la terra e il Cielo, ci vuoi redimere con il tuo Sangue.

Tu rendi presente il Tuo Mistero pasqua­le e ci fai partecipare ad Esso nel Sacra­mento del Tuo Corpo e del Tuo Sangue, perché con Te adoriamo il Padre, Lo rin­graziamo, espiamo i nostri peccati e impe­triamo da Lui ogni bene.

O amabile Redentore, io pure Ti offro le preghiere, il lavoro quotidiano, le sofferen­ze e l'umiliazione stessa dei miei peccati, unendomi al Tuo Divin Sacrificio.

Come le gocce d'acqua versate nel cali­ce si disperdono nel vino e, corisacrate, di­ventano Tuo Sangue, così ogni mia azione sia partecipe del Tuo Sacrificio.

Fa' che io viva ogni giornata in unione con la Santa Messa, perché sia un'offerta accettata Padre, consacrata dal Tuo Sacri­ficio e resa perfetta nella comunione dello Spirito Santo. Amen.

Imprimatur: 2-2-1975

Mons. F. Franzi Pro Vicario Generale

 

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