La
Santa Messa: dono di Dio
di
San Piergiuliano Eymard
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Istruzione data alle Ancelle del SS. Sacramento il 28 Agosto 1866
La
bontà di Nostro Signore, e il Suo amore sono simili a tutte le Sue Grazie: i
favori che Egli ha fatto nella e dopo la creazione, sono stati sempre in
aumento. Nostro Signore è come un Padre, che man mano che il figlio cresce, si
prodiga a dargli di più. È per questo che San Giovanni ha detto: «Avendo
amato i suoi, Egli li amò sino alla fine». Ha riunito tutti i Suoi doni in un
sol dono, ha trovato il mezzo di dilatare la Sua bontà, non di esaurirla. La
Santa Eucaristia, è la Grazia delle Grazie, il dono dei doni, in essa l'amore
di Nostro Signore, si è moltiplicato per venire fino a noi, con tutte le
conseguenze di una bontà che dura per tutte le generazioni.
Benediciamo
Nostro Signore che ci ha fatto nascere in un tempo in cui sono moltiplicate le
esposizioni del Santo Sacramento e tutte le Grazie che da esse ne derivano.
Mai Nostro
Signore è stato tanto onorato nell'Eucaristia come nella nostra epoca. Mai,
purtroppo! Egli è stato, d'altra parte, così poco amato e tanto offeso. Non
dimentichiamo, quando l'onoriamo, di deplorare l'ingratitudine degli uomini.
L'Eucaristia
alimenta il nostro amore, lo sviluppa e lo rende perfetto.
1)
Se Nostro Signore non avesse trovato questo segreto per rimanere con noi,
saremmo troppo infelici, poiché potremmo dire: Nostro Signore ha limitato i
Suoi doni, ha chiuso il Suo cuore, il Suo amore si è estinto al Cenacolo, non
viene fino a noi. Senza l'Eucaristia, noi potremmo dubitare, in qualche modo,
dell'amore di Nostro Signore per ciascuno di noi; avremmo sì il ricordo della
mangiatoia e del Calvario, ma non avremmo la prova del Suo amore attuale, perché
all'amore è necessaria la presenza. Ma con l'Eucaristia, noi sappiamo che
Nostro Signore ci ama attualmente e personalmente, ognuno di noi può dire: Egli
mi ama, Egli ama me personalmente.
L'estensione
dell'amore di Nostro Signore non gli toglie niente di intensità perché Egli ha
trovato il segreto di darsi a ciascuno, e sono sicuro che Egli è là per me,
come se fossi solo io ad amarLo.
Nostro
Signore dicendoci: «Non reliquam vos orphanos: veniam ad vos» ha
affermato una grande verità.
Un orfano è
un fanciullo senza padre né madre, isolato, e che spesso non si sente amato;
senza la presenza Eucaristica di Nostro Signore sulla terra, noi potremmo avere
l'impressione d'essere orfani, abbandonati, e da chi? Da Dio. È vero che
anche con la Santa Eucaristia Nostro Signore fa penosissimi sforzi per avere i
nostri cuori, e noi temiamo di darci a Lui. Ma saremo sempre confortati e
consolati da questo pensiero: Egli ha dato se stesso a me!
2)
Nell'Eucaristia, Nostro Signore sviluppa il nostro amore e lo rende perfetto.
Senza l'Eucaristia potreste onorare la presenza di Nostro Signore come Dio,
poiché Egli è dovunque, ma non avreste la Sua presenza come Uomo. Come tale
dovreste cercarLo in cielo; il vostro desiderio non sarebbe affatto soddisfatto,
poichè potreste unirvi alla divinità con la mente, ma il vostro cuore non
sarebbe unito a Nostro Signore Dio e Uomo; sareste uniti a Lui col desiderio, ma
l'unione non sarebbe affatto perfetta.
Egli
ha istituito la Santa Eucaristia affinché il nostro amore possa essere perfetto
e completo, perché è in Essa che Egli si unisce completamente a tutto il
nostro essere, ed è lì che l'amiamo perfettamente perché Lo possediamo tale
qual è.
Vedete
nei paesi dove manca la presenza reale di Nostro Signore, chi pensa a Nostro
Signore? Quale omaggio Gli viene reso? Ma quando Nostro Signore è presente nel
Santissimo Sacramento noi possiamo renderGli un servizio completo, adorarLo come
Dio offrendoGli l'omaggio perfetto di tutto il nostro essere, amarLo come Uomo
con tutto il nostro amore; allora si stabilisce, per mezzo dell'Eucaristia,
un'unione perfetta tra noi e Nostro Signore.
L'Eucaristia
ci permette anche di riparare gli oltraggi fatti alla Santa Umanità.
Crocifiggendo Nostro Signore, non si è colpito direttamente la Divinità, ma
si è offeso sensibilmente la Sua Umanità; e le colpe attuali dei sacrileghi
colpiscono ancora Nostro Signore. Una riparazione Gli è dovuta per tutte queste
offese, e, senza l'Eucaristia come potrebbe essere completa?
È
necessario che i nostri omaggi siano diretti interamente a Nostro Signore, alla
sua Divinità e alla Sua Umanità, cioè al Suo Corpo e alla Sua Anima, in una
parola a tutto ciò che l'Eucaristia ha in sé.
Noi
non rimaniamo abbastanza in Nostro Signore, non viviamo in Lui e per Lui. Ci
si comunica per aver la forza di compiere i doveri del proprio stato, per
ottenere questa o quella Grazia: questo è molto bello, poiché costituisce un
diritto e un dovere. Ma non bisogna, certamente, fermarsi lì, altrimenti si
farebbe di Nostro Signore un medico per medicare le piaghe; le anime non
sarebbero che dei mendicanti di Dio, invece di essere figli dell'amore. Non
dobbiamo adorarLo per ciò che Egli è in se stesso, fare qualche cosa per Lui?
Vi
sono poche anime che dimorano in Nostro Signore; eppure Egli ha detto: «Colui
che mangia la mia Carne e beve il mio Sangue dimora in me ed io in lui». Se le
anime dimorassero in Nostro Signore, se facessero unione di vita con Lui, Nostro
Signore non sarebbe inattivo con loro, ma farebbe sparire tutte le loro miserie.
Ma chi pensa a fare di Lui il suo centro di vita? Chi pensa a dimorare in Lui
durante la giornata? Forse Gli si offre qualche azione, ma quando si fa della
propria vita un atto di perpetuo amore per Nostro Signore? No, l'amore delle
anime non si spinge fin là.
Non
si pensa a Nostro Signore, eppure il segno dell'amore è il pensiero... Se
pensate a Nostro Signore, se vi manteneste sempre alla Sua presenza, questo vi
condurrebbe alla perfezione, secondo le parole che Dio disse ad Abramo: «Cammina
in mia presenza e sarai perfetto».
Senza
dubbio, ci sarà qualche Calvario sulla strada, qualche corona di spine, qualche
sacrificio da fare, ma Nostro Signore sarà con voi, e non avreste da fare che
la preghiera degli Apostoli: «Signore, salvaci, noi periamo» o quelle del
cieco: «Gesù, Figlio di Davide, abbi pietà di me».
Ma
voi non pensate a Nostro Signore, perché non l'amate sufficientemente; un
povero pensa al suo benefattore così buono, così generoso perché gli è
riconoscente, un amico pensa al suo amico senza bisogno di suggerirglielo; è la
spontaneità dell'amore. Forse pensate ai vostri peccati e la vostra coscienza
ha paura di Nostro Signore?
Voi
allora non avete un' idea sufficientemente grande della Sua bontà, della Sua
misericordia, del Suo amore; proprio per quello dovreste donarvi interamente a
Lui. Nostro Signore non si lagna, ma voi non potete essere contenti di voi.
Chi
è amato più di voi? Chi riceve più grazie, più aiuti? È possibile? Bisogna
proprio dirvelo di pregare un poco di più Nostro Signore, di offrirGli qualche
dono, qualche vostro omaggio? Quali omaggi Gli offrirete? Quelli delle vostre
sofferenze, dei vostri affetti, dei vostri desideri, di tutto ciò che vi fa
piacere, del vostro corpo, della vostra anima, di tutto.
Date
al Cuore di Nostro Signore; non aspettate per andare a Lui che le creature vi
abbiano dimenticato.
Nostro
Signore ci riceve sempre: Egli è così buono, così amabile, ci prenderebbe
sull'orlo dell'inferno, ci riceverebbe anche se non avessimo che piaghe e
miserie da presentarGli.
Ma
non attendete di arrivare a tanto, offriteGli tutto quello che avete, i vostri
piaceri, le vostre gioie, tutto ciò che il vostro cuore ama; offriteGli qualche
fiore di virtù: l'altare non è sempre un Calvario, è anche il trono di Nostro
Signore. Perché non dovreste farGli l'offerta e il sacrificio dei vostri
piaceri? Non si ama fino a tal punto i genitori e gli amici? Perché non
amereste così Nostro Signore?
Non
siate come quei miserabili che pensano ai loro benefattori solo quando hanno
fame.
Dove
il dono sarà puro? Nella vita religiosa: in questo caso si dice: Signore, io
potrei essere felice nel mondo, avere una posizione. Ebbene, io sacrifico tutto
questo per Voi. Ecco l'amore. E vero che tutte le anime non sono chiamate per
arrivare fin là, ma, tutte possono trovare nella loro vita qualche fiore da
offrirGli.
In
quanto a voi, ringraziate Nostro Signore che vi ha chiamate: fateGli l'omaggio
di ciò che potete darGli. Voi sapete che tutti non possono offrire regali ai
sovrani della terra, bisogna sapere prima se essi li gradiscono; ma Nostro
Signore accetta tutto, perché Egli può ricompensare infinitamente. Che felicità
è l'Eucaristia; se non l'avessimo sarebbe meglio morire domani.
Se
noi non offendessimo più Nostro Signore, se avessimo un amore molto grande, noi
potremmo dire: Mio Dio, lasciatemi con l'Eucaristia! Ma Nostro Signore ci ha
ordinato di desiderare il Cielo, dove Lo si ama perfettamente; ed è là che
bisogna aspirare.