La
preghiera in Sant’Alfonso
L’orazione
mentale è come l'ossigeno dell'anima e il termometro di tutta la vita
spirituale, è il retroterra della stessa preghiera, la quale, dove manchi la
meditazione, alla fine languisce. Indipendentemente dalla forma che può assumere,
la meditazione è necessaria a tutti per perseverare nella grazia e progredire
nella carità.
S.
Alfonso afferma: "Il buon confessore, allorché vede un'anima che
aborrisce il peccato mortale, ed ha desiderio di avanzarsi nel divino amore,
deve primieramente indirizzarla a far l'orazione mentale, cioè alla
meditazione delle verità eterne, e della bontà di Dio. Sebbene la meditazione
non è necessaria per conseguire l'eterna salute, come è la preghiera, nulladimeno
per ragione della stessa necessità della preghiera viene ad essere moralmente
necessario l'esercizio della meditazione, o sia orazione mentale; poiché chi
non medita, non prega, o difficilmente prega, mentre non meditando, poco vede i
bisogni dell'anima sua, poco i pericoli in cui si trova, e poco vede la stessa
necessità che ha di pregare". (S. Alfonso, Homo Apost., Appendice I, I, n.
2)
I
contenuti della meditazione per S. Alfonso sono sempre le verità che sollevano
e consolano come: la misericordia di Dio, i meriti di Gesù Cristo,
l'intercessione di Maria, e soprattutto la preghiera, un mezzo sempre a
portata di mano del peccatore. Spesso riprende quei predicatori che ispirano
solo paura: "Nessuno nega che le prediche di terrore giovino anzi sono
necessarie per svegliare quei peccatori che dormono nel peccato, ma bisogna
persuadersi che le conversioni fatte per il solo timore dei castighi sono di
poca durata. Se non entra nel cuore il santo amor di Dio, difficilmente l'anima
persevererà. Il missionario deve sforzarsi in ogni predica che fa di lasciare i
suoi uditori infiammati di santo amore. (S. Alfonso, Selva di materie
predicatili, Appendice, Punto I)
La
bontà e l'amore di Dio si manifestano principalmente nei misteri di Cristo,
come già si è detto.
Essi
sono pertanto l'oggetto preminente delle meditazioni. In particolare la Passione
perché qui, più che in qualunque altro argomento, si percepisce l'amore di Dio
verso gli uomini. La passione di Gesù è "la meditazione buona per
tutti". Riassumiamo brevemente il modo di fare orazione mentale secondo
S. Alfonso:
-
Una breve preparazione (atti di fede nella presenza di Dio, di umiltà e di
domanda di luce).
-
La meditazione propriamente detta, fermandosi su qualche verità eterna e sui
Misteri di Cristo, servendosi abitualmente di qualche libro.
-
Scaturiscono dalla meditazione tre frutti
1.
fare affetti (atti di fede, di ringraziamento, di umiltà, di speranza, ma
soprattutto atti di amore e di contrizione);
2.
pregare (cercando a Dio principalmente l'amor suo e la santa perseveranza);
3.
risolvere (l'orazione deve terminare con una risoluzione concreta, come di
fuggire qualche occasione, sopportare con pazienza qualche persona, togliere
qualche difetto, e simili).
E
alla fine la conclusione che consiste nel ringraziare Dio dei lumi ricevuti; il
proporre di osservare le risoluzioni fatte; e di chiedere a Dio, per amore di
Gesù e di Maria, la forza di osservare i propositi fatti (cf. Regolamento di
vita di un cristiano, in Opere Ascetiche, voi. X, Roma 1968, pp. 282 -284).
Questo
metodo che S. Alfonso suggerisce può essere benissimo utile anche a noi oggi,
soprattutto se nella meditazione ci disponiamo ad "ascoltare" la
Parola, lasciando che essa penetri nella mente e nel cuore, per poi ritornare
a lui come preghiera. Dio, infatti, si è rivelato a noi con la sua Parola;
pregare è completare nell'amicizia il dialogo che egli ha aperto con noi.
La
Bibbia è un libro vivo, nel quale siamo interpellati dal Dio vivente a tal
punto che la sua lettura, fatta nella fede, assicura sempre la fecondità e la
novità di questo dialogo con il Dio della rivelazione; egli si dona a noi
illuminando la realtà della nostra esistenza quotidiana mediante lo Spirito
Santo, che è sempre all'opera nella Parola stessa e nel nostro cuore. Ciò
che si è letto lo si lasci scendere nel cuore, per "ruminare" questo
cibo di vita, affinché sprigioni le proprie energie di luce, d'intelligenza,
di forza, di conversione.
Non
si tratta solo di meditarla freddamente con l'intelletto, passando da una
considerazione all'altra; la Parola deve essere interiorizzata, meditata nel
cuore. Il momento dell'orazione costituisce così la risposta dell'uomo che ha
assimilato le potenzialità vitali della Parola, tramite la meditazione.
Quando la Parola, letta e meditata, riesce a riscaldare d'amore la mente e
soprattutto il cuore per Dio, avvertito sperimentalmente presente, è il momento
di passare alla contemplazione, fissando la mente e il cuore in Dio, con un
atto semplice e unitario di fede e d'amore, lasciando dietro sia la lettura sia
la meditazione con le considerazioni fatte, per far riposare tranquillamente
l'animo in lui, in una comunione di pace e d'amore. Da questa semplice e
profonda unione, provocata dalla meditazione dei misteri ineffabili di Dio e
dall'insistente preghiera, che ha infiammato tutto il nostro essere, derivano
tanti frutti spirituali che condurranno necessariamente alla conversione
continua ed ad una vita vissuta nell'amore.