Curiamo la
PIAGA DI BURULI
In costa d’Avorio




COSI’ PADRE MARCANTONIO PIROVANO DESCRIVE LA
MALATTIA E LA SITUAZIONE
Nel
1996, durante le visite ai villaggi della Parrocchia di Zauan-Hounien (Costa
d’Avorio) io e i miei collaboratori vedevamo bambini con piaghe enormi,
all’apparenza incurabili. Altri ci raccontavano di avere avuto questa piaga da
bambini, di essersi curati con “medicine indigene” e di essere sempre
ammalati. Con Padre Paolo Santagostini di Milano e le Suore Domenicane, abbiamo
sentito il dovere di interessarci della malattia e di raccogliere
informazioni. A cinquecento chilometri da qui, nel grande lebbrosario di Manikrò,
una suora italiana cura queste piaghe.Ci accoglie con i nostri ammalati e con
pazienza ci insegna
a curarli, ricoverando i più gravi. Così, per molto tempo, quasi ogni
settimana percorrevamo mille chilometri: dovevamo imparare a conoscere la
malattia e curarla.

SI CHIAMA ULCERA
DE BURUALI
È
provocata da un
Mycobacterium, così come la lebbra e la tubercolosi, nel caso specifico
si tratta del "Mycobacterium Ulcerans E’ una malattia che corrode la
pelle e la carne, arrivando spesso anche alle
ossa, quando colpisce gli arti lascia menomazioni e
invalidità permanenti. Si manifesta inizialmente con un nodulo dove si
annida e sviluppa il Mycobacterium, che in seguito libera delle tossine
che provocano grandi gonfiori e necrotizzano i tessuti aprendo piaghe che
possono estendersi anche a un quarto della superficie corporea. Nessuna parte
del corpo è immune; ho visto piaghe su braccia, mani, gambe, piedi, ventre,
schiena, testa, occhi... Gli specialisti di malattie tropicali di tutto il mondo
stanno studiando questa malattia, noi siamo in contatto con il Centro di
Malattie tropicali di Anversa. Nel febbraio 1998 l'Organizzazione Mondiale della
Sanità (O.M.S.) con sede a Ginevra, ha istituito il "GlobaI Buruli Ulcer
Initiative", con lo scopo di delineare strategie di ricerca di un metodo
diagnostico e di un vaccino, dichiarando l'Ulcera di Buruli malattia
sociale. Tuttavia, siamo sempre agli inizi, senza certezze sull'origine e sulle
modalità di trasmissione. Questa malattia trova il suo habitat in villaggi
vicini a corsi d'acqua, a paludi o comunque a zone umide. Solo in Costa d'Avorio
si calcola che le persone colpite dalla piaga siano più di diecimila.
DOVEVAMO FARE
QUALCIOSA SUBITO!
Abbiamo
cominciato ad ospitare nella Casa delle Suore due bambini malati, poi quattro,
poi ancora e ancora... fino a quando non sapevamo dove metterli. La
degenza richiede un minimo di sei mesi; qualcuno è da tre anni e non sappiamo
quando potremo dimetterli. L'unica cura possibile è quella chirurgica:
asportare tutto ciò
che è
necrotizzato. Successivamente inizia una lunga e dolorosa terapia di
medicazioni e pulizia quotidiane con somministrazione di antibiotici, vitamine,
ferro... fino a quando i tessuti si ricostituiscono. Lentamente, anche
attraverso trapianti di cute, le zone devastate dal male si rimarginano
lasciando cicatrici, deformazioni e anchilosi. Questa è la guarigione! Sempre
relativa, perché i convalescenti rimandati al villaggio, non seguono le norme
igieniche indispensabili e la nutrizione è precaria, Così tornano da noi con
nuovi focolai. Fino ad oggi possiamo contare 360 guarigioni. Attualmente abbiamo
in cura circa 150 ammalati, di cui 55 bambini nel centro, 40 adulti nei
"containers", e il resto in varie famiglie ospitanti in
Zouan-Hounien. Tutti mangiano al centro, così
siamo sicuri che
ricevano le proteine sufficienti per la guarigione.
CENTRO ANTI
ULCERE DE BURULI
Un sogno trasformato in realtà grazie ai benefattori
che la Provvidenza ha messo sul nostro cammino
Quello
che tutti noi chiamavamo sogno, era una necessità prioritaria: igiene, efficienza, un minimo di capacità
ricettiva, locali sterili per le medicazioni,
riabilitazione, deposito farmaci e farmacia... si doveva pensare anche ad
una piccola scuola, per non parlare dell'aspetto organizzativo generale: una
cucina adeguata, magazzini, dispensa, lavanderia, servizi igienici e docce,
ricreazione e gioco per i bambini. Al tramonto, mentre i bambini giocavano
e danzavano
urlando a squarciagola, noi pensavamo a tutto quello che stavamo facendo con
solo... "cinque pani e due pesci..." Le medicine e i prodotti farmaceutici per le
medicazioni costano, e i
mezzi economici sono inesistenti,
come pensare alla realizzazione di un centro di cura quando mancano anche i
soldi per le cose essenziali? Con Padre Paolo ci siamo rivolti agli amici italiani ai quali abbiamo
parlato della situazione e del nostro sogno... Devo riconoscere che la
Provvidenza, attraverso la generosità di molti benefattori, non ha limiti!
Pensando a certe cifre... mi vengono le vertigini, ma il "miracolo"
della condivisione e della solidarietà si è manifestato in pienezza e letizia
negli animi di tante persone. Il Centro di Accoglienza e Cura della Piaga di
Buruli "Centre Anti Ulcere de Buruli Demi Emile" (Dal nome del primo
evangelizzatore della zona), oggi
è
una realtà. I cinque pani e due pesci con i quali abbiamo iniziato, si sono
moltiplicati attraverso il comandamento della carità, testimoniato dagli uomini
di buona volontà!






