LA
MODA E IL DECORO CRISTIANO
(...)
Vestiti dunque come tempio vivo di Dio, e non come manichino di satana; vestiti
come fiore della Chiesa e non come spina del mondo! Guarda Maria, la Vergine
delle Vergini, e guardala, non come qualche volta la riproducono gli artisti, ma
come fu sulla terra e com'è nel Cielo, nel decoro della sua immacolata purezza,
e pensa che questo e il modello della tua anima e del tuo abito. Maria fu piena
di decoro, e la sua incomparabile bellezza spicca nelle vesti della sua
immacolata innocenza. Non fu trasandata, fu tutta ordine e mondezza esteriore,
com'era purezza singolare nel suo interno. Ispirati alla Mamma tua celeste, non
essere dissimile da lei, e non prendere a tuo modello le creature depravate che
ammorbano il mondo e popoleranno gli abissi della perdizione eterna!
I.
Ci sono delle donne che andando in Chiesa si soffermano un poco all'uscio per
adattarsi alla meglio una sciarpa e coprirsi, ovvero per indossare una
giacchettina, e ce ne sono di quelle che entrano come si trovano, con le braccia
scoperte, mezze scollacciate, e s'illudono di starvi bene. Le prime commettono
un atto d'ipocrisia, le seconde sono più sfacciate. Dio e da per tutto, non e
solo in Chiesa, e se tu ti copri un poco alla porta dei Tempio, riconosci che
non vesti modestamente. Or se non puoi entrare nella Chiesa per il tuo vestito,
puoi tenerlo poi nella strada dove sei anche alla presenza di Dio? È tanto
brutto uscire dalla Casa di Dio e togliersi la giacca o la sciarpa; e un
manifesto atto di accusa della propria immodestia. E tanto penoso poi vedere nel
luogo sacro le profanazioni del mondo, e questo e causa di tanti castighi da
parte del Signore! Come si può implorare misericordia con un abito che provoca
la giustizia di Dio? Il Sacerdote non va all'Altare se non s'e vestito dei sacri
paramenti, tanto e grande il rispetto che si deve alla Divina Maestà, e tu vi
andrai con gli abiti del peccato? Come puoi levare al Cielo quelle braccia nude
che lo provocano a sdegno? Come puoi porgere le labbra dipinte alla Sacra Mensa,
dove Gesù ti aspetta per imporporarti del suo Sangue? Come puoi mostrare la tua
orgogliosa immodestia lì dove avresti bisogno di presentarti in atteggiamento
di profonda umiltà? Pregare con l'orgoglio del mondo, significa essere più
tracotante del fariseo che uscì condannato dal Tempio; pregare disubbidendo
alla Legge di Dio, significa commettere una profanazione maggiore di quella che
commise Oza toccando l'Arca santa contro il divieto di Dio; pregare con un cuore
dissacrato dalla vanità, significa commettere una colpa più grande di quella
che commisero Core, Datan ed Abiron, che offrirono l'incenso su incensieri
profani. Tu vai in Chiesa e ti avvicini al Tabernacolo di Gesù, all'Altare dove
si offre vivo e vero, al trono della sua amorosa maestà, circondato dagli
Angeli, e starai fra gli spiriti celesti con la livrea di satana? Ci starai anzi
come scandalo per tanti, e come distrazione o disgusto per chi vuole pregare?
II.
C'e un abito da teatro, uno da salotto uno da riunioni familiari ed anche uno da
lutto. Il mondo non permette di andare in convegni importanti senza un abito di
speciale decoro. Alla Reggia poi occorre tutto un cerimoniale speciale. Questo
ognuno lo trova logico, e se va a teatro e gli si fa osservare che non può
entrarvi in maniche di camicia, non si ribella, ne pretende di forzare la
consegna. Solo in Chiesa ognuno pretende di entrarvi come crede, e non tollera
osservazioni di sorta. È uno spettacolo nauseante!
Ammettiamo
pure che un abito potesse passare nel mondo, esso non può ammettersi in Chiesa,
perché anche in questa reggia ci sono le esigenze della maestà del gran Re.
Occorre un abito sommamente modesto. Bisogna stare in atteggiamento modesto e
riservato, con tutta la persona dimessa, come si addice a chi va a pregare la
Divina Maestà. Bisogna assolutamente, deve assolutamente, bandire i bistri, i
rossetti, le vesti corte e soverchiamente attillate, [pantaloni], le unghie
dipinte e tante altre leggerezze che non si addicono a chi dovrebbe andare alla
presenza di Dio con la corda al collo e la cenere sul capo! È un dovere grave
per la Maestà del Signore e per il riguardo dovuto ai medesimi Sacerdoti, come
dice S. Paolo. Non si può costringere un Sacerdote ad arrossire quando
amministra i Sacramenti o a dover fare delle severe rimostranze che disturbano
la pace della Casa di Dio. Bisogna avere coscienza del luogo sacro e non
profanarlo in nessuna maniera.
III.
- Ma io sono andata in quella Chiesa, e nessuno mi ha rimproverata. - È
deplorevole! Qualche Sacerdote si scoraggia, e non interviene quando in Chiesa
c'è qualcuna immodestamente vestita, per una falsa prudenza o per un'estrema
tolleranza. Questo però non scusa innanzi a Dio, perché è impossibile non
capire che certe cose sono indecorose e possono essere anche sacrileghe.
Non
vedete voi donne, quante sconcezze sono nel mondo? Non vi accorgete dei castighi
che piovono sulla terra? Non desiderate implorare misericordia? Andate dunque in
Chiesa come angeli oranti, ammantate di purezza, di modestia, d'umiltà e di
soprannaturale amore. E se notate qualcuna che dimentica il rispetto dovuto al
luogo sacro, abbiate voi la carità d'avvertirla, affinché non siano costretti
a farlo con maggiore severità i Sacerdoti. Tutelando voi l'onore divino, il
Signore vi userà pietà, ascolterà la vostra voce e vi ricolmerà di grazie.
Pensate
che una donna immodesta in Chiesa, è come un idolo nella casa del Signore,
ossia è abominazione della desolazione. Pensate che una donna immodesta in
Chiesa è un demonio vivente, che vi si reca per profanare dei cuori e distrarli
dalla familiarità col Signore. Chi oserebbe portare la distrazione quando si
fanno delle trattative gravi che importano la pace o la prosperità di un regno?
Pensate che in Chiesa si trattano, gli affari più importanti non solo per la
vita temporale ma anche per quella eterna. Dunque non vi rendete causa di
distrazione e pietra di scandalo, e non attirate sulla terra la maledizione
minacciata contro i profanatori del luogo santo.
Quando
si rimprovera una donna della sua immodestia, essa se ne turba e si adira, perché
le sembra di stare bene. Bisogna dire che non ha uno specchio per vedersi? - No,
perché anzi vi sta davanti lunghe ore. - Ed allora? - O le manca lo specchio
spirituale per controllare il suo abbigliamento, o... ha perduto il pudore. Lo
specchio spirituale è la Legge di Dio ed il decoro cristiano, l'esempio della
Vergine SS. e dei Santi, la parola del Papa, dei Vescovi e dei Sacerdoti. Questa
è la legge di un'anima, essa non può farsi guidare dal mondo. Se ha perduto il
pudore deve riacquistarlo. È una cosa difficile, lo confessiamo, perché una
donna che comincia gradatamente a svestirsi, non si arresta che quando non ha più
nulla da togliersi.
Bisogna boicottare gli usi del mondo. Per es., un figurino immodesto non bisogna adottarlo, un costumino da bagno molto sommario, bisogna ripudiarlo. Quando le donne cristiane hanno questo criterio, certi usi non possono propagarsi. È un dovere gravissimo, guai a quella che per prima da il cattivo esempio. I nobili, lungi dal dare l'intonazione ad una moda invereconda, debbono ripudiarla. Essi possono molto sull'anima del popolo.
Ripetiamo
le belle parole di Pio XI: Quando pensate al vostro abbigliamento, pensate, o
donne, anche a quella toletta onde vi abbiglierà per la sepoltura la morte.
Tutto passa, e l'anima sopravvive in eterno; dunque bisogna preoccuparsi
dell'anima principalmente. Un corpo curato peccaminosamente in vita, sarà un
corpo obbrobrioso nella resurrezione, e chi potrà essere così stolto da
adornarlo invita per sfigurarlo in eterno? Promettiamo perciò a Dio
solennemente di essere fedeli al voto fatto nel Battesimo e rinnovato nella
Cresima: Rinuncio al mondo ed a tutte le sue seduzioni. Sac.
Dolindo Ruotolo