LA MISSIONE DELLA FAMIGLIA CRISTIANA

GESÙ E LA FAMIGLIA

Se è volontà di Dio che gli uomini partecipino alla sua stessa vita e divengano suoi figli, la famiglia, come prima cellula della società e della Chiesa, è chiamata evidentemente a realizzare questo stupendo disegno di Dio.

Ma siccome, dopo il peccato, il Padre ha affidato la salvezza e la redenzione dell'uomo al suo Figlio Gesù, si capisce allora perché il suo ruolo è impre­scindibile nella vita della famiglia e perché Gesù ha fatto di essa l'oggetto delle sue cure e del suo Amore.

Ha voluto infatti nascere da donna (Gal 4,4); ha scelto di vivere in una famiglia; a Cana ha operato il suo primo prodigio (Gv 2,1-11); ha onorato della sua divina amicizia la famiglia di Betania; ha portato, con la sua presenza, la salvezza in casa di Zaccheo e di Matteo.

Ma Gesù ha soprattutto riformato la famiglia, ri­dando ad essa i sacri vincoli originari dell'unità e dell'indissolubilità (Mc 10,2-12; Mt 19,3-11); ha eleva­to questa indissolubile unione alla dignità di sacra­mento; s'è fatto Modello supremo d'amore, indicando la sua completa dedizione per la Chiesa sua Sposa (cfr Ef 5,21-33); l'ha associata al suo amore redentivo, facendola partecipe della vita e della missione del­la sua Chiesa (FC 17), tanto da potersi dire « chiesa domestica » e « piccola chiesa ».

 

LA CHIESA E LA FAMIGLIA

Ciò spiega perché il Papa può affermare che « il matrimonio e la famiglia sono i beni più preziosi del­l'umanità » (FC 1); perché il bene della Chiesa e della società « è profondamente legato al bene della fami­glia » (FC 3); perché senza una famiglia unita e cristiana, la stessa famiglia e lo Stato non hanno nessuna speranza di sopravvivenza.

Ma spiega anche perché la Chiesa, fin dalle origini ha puntato sempre sull'istituto familiare per farne il primo nucleo di una società cristiana.

Ecco perché, in un momento storico come il no­stro, nel quale la famiglia è oggetto di numerose for­ze che cercano di distruggerla o comunque di defor­marla (FC 3) la famiglia è diventata sempre più l'og­getto di preoccupata sollecitudine dei Vescovi e del Papa.

Già il Vaticano II aveva posto su di essa la sua pre­murosa attenzione, poi il Sinodo dei Vescovi del 1980 e ultimamente Giovanni Paolo II; con i suoi ite­rati interventi e ultimamente con la esortazione apo­stolica Familiaris Consortio eleva alto il suo appello: “È indispensabile e urgente che ogni uomo di buona volontà si impegni a salvare e promuovere i valori e le esigenze della famiglia” (FC 86).

 

L'UNICO CHE PUÒ SALVARLA

Ma mentre, da varie parti, molti, per salvare la fa­miglia, suggeriscono rimedi umani, la Chiesa e il Papa puntano giustamente la loro attenzione su l'Uni­co che può salvarla, su Gesù. « Se il Signore, ci ripete il salmista, non costruisce la casa, invano vi faticano i costruttori (Salmo 128, 1).

Giovanni Paolo II nella Familiaris Consortio insie­me alle preghiere, alla lettura e meditazione della Pa­rola di Dio, insieme ai sacramenti e il santo Rosario, indica anche Lui la Persona giusta: Gesù e specifica­tamente la devozione e la consacrazione al suo Cuore (FC. 61).

Già prima, il 13 giugno 1979, a numerose coppie di sposi novelli aveva raccomandato lo stesso Cuore di Cristo, spiegandone il perché.

« Anche a voi, carissimi sposi novelli, rivolgo la paterna esortazione a tenere sempre fisso il vostro sguardo sul Sacro Cuore di Gesù, "Re e centro di tutti i cuori".

Imparerete da Esso le grandi lezioni dell'amore, della bontà, del sacrificio, della pietà, tanto necessa­rie a ogni focolare cristiano.

Attingerete da Esso forza, serenità, letizia autenti­ca e profonda per la vostra vita coniugale! Attingere­te la Sua benedizione, se la Sua immagine, oltre che essere impressa nelle vostre anime, sarà sempre esposta e onorata tra le vostre pareti domestiche ».

E ultimamente, il 31 marzo 1984, insieme ai nove primi venerdì del mese, raccomanda di nuovo la con­sacrazione delle famiglie.

Se Gesù è la manifestazione dell'amore infinito del Padre, la sorgente, il modello dell'amore « coniugale » (cfr ancora Ef 5, 21-33) e la scuola dove si impara l'a­more, non è difficile ammettere la necessità che la famiglia e i suoi componenti hanno del Cuore di Cri­sto.

 

PERCHÉ LA CONSACRAZIONE AL CUORE DI GESÙ?

Consacrare significa: rendere sacra una persona o una cosa; dedicarla a Dio. Ogni cristiano, con il bat­tesimo e la cresima, è già consacrato a Dio; ora è ne­cessario, che anche il primo nucleo della società e della Chiesa si consacri al Cuore di Cristo.

Con questa consacrazione la famiglia e i singoli membri di essa si impegnano:

- a prendere coscienza e a vivere la consacrazione battesimale e cresimale;

- a rispondere, come nucleo familiare, all'amore che Gesù ha per la famiglia;

- a fare del Cuore di Cristo « il re e centro di tutti i cuori» (Giovanni Paolo II), « il re della casa » (Pio XII: 26 giugno 1940);

- a testimoniare la presenza e l'amore di Cristo nella famiglia e nella società, amandosi reciprocamente all'interno della famiglia e portando questo amore al di fuori di essa;

- a partecipare così allo sviluppo della società e alla vita e alla missione della Chiesa (FC 17).

Come si vede la consacrazione della famiglia non è un semplice atto devozionale, ma un impegno serio per vivere il sacramento del matrimonio e la missio­ne della famiglia nella Chiesa e nel mondo.

Con essa la famiglia diventerà, secondo il desiderio dei vescovi e del Papa: una comunità credente ed evangelizzante (FC 51-54); una comunità in dialogo con Dio (FC 55-62) e al servizio dell'uomo (FC 63-64) e realizzerà i piani di Dio.

 

LA CONSACRAZIONE DELLE FAMIGLIE E I PAPI

Anche se la consacrazione delle famiglie non si trova negli scritti di S. Margherita Maria Alacoque, tuttavia è secondo lo spirito del suo messaggio, per­ché la Santa stessa ha raccomandato una consacra­zione collettiva: quella delle comunità religiose e ri­ferisce delle promesse, con le quali il Signore, nelle famiglie in cui sarà esposta la sua immagine per es­sere amato e onorato, spanderà le sue benedizioni; « riunirà le famiglie divise e assisterà e proteggerà quelle che verranno a trovarsi in qualsiasi necessità » (lett. 35).

Certo è che i Papi hanno sempre accoratamente raccomandato questa consacrazione delle famiglie al Sacro Cuore da Pio X, Pio XI, Pio XII fino ad oggi, e Benedetto XV, nel 1918, affidò tale opera all'Aposto­lato della Preghiera e dichiarò che ad esso spettava la missione di propagarla, organizzarla e dirigerla. E adesso ecco il modo pratico per farla.

 

LA CERIMONIA NELL'INTIMITA’ DELLA CASA

Se in questa occasione, col permesso del Vescovo, si celebra in casa la S. Messa, si farà la Comunione al momento prescritto dal rito stesso. L'immagine del S. Cuore si benedica prima della Messa: il rituale che segue con l'atto di Consacrazione della Famiglia, si ordini secondo le direttive eventualmente esistenti del medesimo Vescovo.

 

I. Benedizione della casa S. Pace a questa casa.

R. E a tutti i suoi abitanti.

S. (mentre asperge gli ambienti principali della casa) Purificami, o Signore, con issopo e sarò mondo: lavami, e sarò più bianco della neve.

Pietà di me, o Dio, secondo la tua misericordia. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio,ora, e sempre nei secoli dei secoli. Amen.

Purificami, o Signore, con issopo e sarò mondo; lavami, e sarò più bianco della neve.

S. Signore, ascolta la mia preghiera.

R. E il mio grido giunga a te.

S. Il Signore sia con voi.

R. E con il tuo spirito.

S. Preghiamo.

Signore Padre santo, Dio onnipotente ed eterno, ascolta la nostra preghiera: manda dal cielo il tuo santo angelo, a custodire, confortare, proteggere, visi­tare e difendere tutti gli abitanti di questa casa. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

II. Atto di consacrazione

O Gesù Redentore e nostro adorabile Capo, che nel tuo Cuore divino ci mostri l'espressione più commo­vente del tuo amore, volgi il tuo sguardo su questa famiglia, che è Tua per la rigenerazione e l'unzione dello Spirito Santo nel Battesimo dei suoi membri.

Costituita nel Sacramento del matrimonio indisso­lubile, a somiglianza della tua unione con la Chiesa, essa vuole oggi, nella sua unità sociale, consacrarsi solennemente e totalmente al Tuo Cuore adorabile.

Con questo atto, ispirato dal desiderio di risponde­re al tuo amore per la famiglia, noi intendiamo:

- rinnovare il nostro «Credo» in tutte le verità che tu hai rivelato e la santa Chiesa propone a credere;

- impegnarci a rendere testimonianza al tuo Vangelo, nella nostra vita familiare e sociale: nel lavoro, nel­la attività apostolica, nell'esercizio della carità ver­so gli altri, così che la nostra famiglia si manifesti vero santuario domestico della Chiesa;

- rivolgerci al tuo Cuore come a centro delle nostre aspirazioni, luce nelle nostre scelte, conforto e so­stegno in tutti gli avvenimenti, lieti e tristi. Fiduciosi nelle immense ricchezze del tuo Cuore, ti rivolgiamo la nostra preghiera per ottenere reden­zione, sicurezza di vita e salute; e speriamo che un giorno questa famiglia, terminato il suo pellegrinag­gio terreno, possa trovarsi riunita ed eternamente felice nella grande famiglia del Padre in cielo.

O Gesù: Ti presentiamo questa nostra consacrazio­ne per mezzo del Cuore Immacolato di Maria e di S. Giuseppe, Protettore delle famiglie cristiane, e ti pre­ghiamo che, per i loro meriti e la loro intercessione, torni a Te gradita e noi possiamo restar fedeli all'im­pegno coscientemente assunto, tutti i giorni della no­stra vita.

 

III. Il sacerdote benedice la famiglia

S. Il Dio di ogni consolazione disponga nella sua pace i vostri giorni, e vi conceda i doni della sua grazia. Amen.

S. Vi liberi sempre da ogni pericolo e confermi nel suo amore i vostri cuori. Amen.

S. Vi colmi di fede, speranza e carità, perché sia ricca di opere buone la vostra vita, e possiate giungere alla gioia della vita eterna. Amen.

S. E la benedizione di Dio onnipotente, Padre e Figlio + e Spirito Santo, discenda su di voi e con voi ri­manga sempre. Amen.