LA DIVINA MISERICORDIA SORGENTE DI OGNI GRAZIA
"O
Dio incomprensibile, il mio cuore si strugge dalla gioia, poiché m'hai permesso
di penetrare i misteri della Tua Misericordia. "Tutto ha inizio
dalla Tua Misericordia, e tutto termina nella Tua Misericordia... ogni grazia
deriva dalla Misericordia e l'ultima ora è piena di Misericordia per
noi" (S. M. Faustina Kowalska, Diario, Libreria Editrice Vaticana, nn.
1506-1507). Nel tesoro inesauribile del Diario di santa M. Faustina, questa
frase è certamente una delle più preziose, perché dilatano immediatamente
lo sguardo del nostro cuore verso l'insondabile mistero della Divina Misericordia.
E anche noi, come lei, non possiamo non esultare di gioia; così come Gesù
esultò nello Spirito Santo, quando accolse i settantadue che, pieni di gioia,
ritornavano dalla missione (cf. Lc 10,21); così come Maria esultò in Dio, il
suo Salvatore, quando intonò il Magnificat!
"Tutto
ha inizio dalla Tua Misericordia, e tutto termina nella Tua Misericordia (...):
ogni grazia deriva dalla Misericordia". Con grande sicurezza, santa M.
Faustina afferma che il principio ed il fine di tutto è la Misericordia di Dio
e tale Misericordia è la fonte di ciò che di più prezioso ha la Chiesa: la
Grazia! Sembra pertanto che, per avvicinarci con grande fiducia alla
Misericordia Divina, il primo passo sia quello di comprendere bene il significato
della Grazia di Dio e di corrispondervi. Con ogni probabilità la santa ci
parla per esperienza personale, ovvero lei stessa è stata introdotta gradualmente
al "massimo degli attributi divini" attraverso l'incontro con la
Grazia. Dio, infatti, le ha permesso di penetrare i misteri della Sua
Misericordia, visitandola continuamente con la Sua Grazia come "un Sole
che sorge" (cf. Lc 1,78)! Pertanto si può ricostruire tutta la storia
della sua vita come una storia della Grazia divina in lei.
"Per
grazia siamo stati salvati" (cf. Ef 2,5)
Come
per ogni creatura, si tratta di una Presenza di salvezza, che ci trasforma da
miseri peccatori a figli del Padre, fratelli di Cristo e dimora dello Spirito
Santo. Un dono totalmente gratuito, soprannaturale, che Dio ci dà, per
renderci partecipi della sua Vita Trinitaria e capaci di agire per amor Suo. Nel
Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica la grazia viene spiegata
insieme alla giustificazione, ossia "quell'azione misericordiosa, che
cancella i nostri peccati e ci rende giusti e santi in tutto il nostro essere.
Ciò avviene per mezzo della grazia dello Spirito Santo, che ci è stata
meritata dalla passione di Cristo e ci è donata nel Battesimo" (n. 422).
Si evidenzia poi il rapporto tra la grazia e la libertà dell'uomo: "La
grazia previene, prepara e suscita la libera risposta dell'uomo. Essa risponde
alle profonde aspirazioni della libertà umana, la invita a cooperare e la conduce
alla sua perfezione" (n. 425). Infine si conclude: "Tutti i fedeli
sono chiamati alla santità cristiana. Essa è pienezza della vita cristiana e
perfezione della carità, e si attua nell'unione intima con Cristo, e, in Lui,
con la Santissima Trinità.
Il
cammino di santificazione del cristiano, dopo essere passato attraverso la
Croce, avrà il suo compimento nella Risurrezione finale dei giusti, nella
quale Dio sarà tutto in tutti" (cf. n. 428).
Da
queste dense affermazioni, ci accorgiamo che la parola grazia racchiude
tutti i beni donatici da Dio Padre, in Cristo Gesù, e partecipati a noi nello
Spirito Santo. San Paolo, che è il teologo per eccellenza della grazia,
afferma: "Ma Dio, ricco di misericordia, per il grande amore con il
quale ci ha amati, da morti che eravamo per i peccati, ci ha fatti rivivere
con Cristo: per grazia infatti siete stati salvati. Con lui ci ha anche
risuscitati e ci ha fatti sedere nei cieli, in Cristo Gesù, per mostrare nei
secoli futuri la straordinaria ricchezza della sua grazia mediante la sua bontà
verso di noi in Cristo Gesù" (Ef 2,4-7).
Ed
ancora: "Giustificati dunque per la fede, noi siamo in pace con Dio per
mezzo del Signore nostro Gesù Cristo; per suo mezzo abbiamo anche ottenuto,
mediante la fede, di accedere a questa grazia nella quale ci troviamo e ci
vantiamo nella speranza della gloria di Dio (...). La speranza poi non delude,
perché l'amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello
Spirito Santo che ci è stato dato" (Rm 5,1-2. 5).
Il
Vangelo della grazia di Dio (cf. At 14,3)
La
predicazione apostolica nella Chiesa nascente si fondava su questa
incomparabile verità, come ci viene confermato dal saluto iniziale delle Lettere
degli Apostoli, non solo di Paolo: "Grazia a voi e pace da Dio Padre nostro
e dal Signore Gesù Cristo" (ICor 1,1-9), ma anche quelle di Giovanni:
"Grazia, misericordia e pace siano con noi da parte di Dio Padre e da
parte di Gesù Cristo, Figlio del Padre, nella verità e nell'amore" (IIGv
1,3).
Grazia
e pace non contengono solo un augurio, ma anche una notizia (cf. R. Cantalamessa,
Maria uno specchio per la Chiesa, Ancora, Milano 1989, 20-25); il verbo
sottinteso non è solo "sia", ma anche "è". Vi annunciamo
che siete nella grazia, cioè nel favore, di Dio; che c'è pace e benevolenza
per voi da parte di Dio, a causa di Cristo! Paolo soprattutto non si stanca mai
di annunciare ai credenti la grazia di Dio e di suscitarne in loro il vivo sentimento.
Egli considera come compito affidatogli da Cristo quello di "rendere
testimonianza al messaggio della grazia di Dio" (cf. At 20,24). Grazia è
la parola che riassume da sola tutto l'annuncio cristiano e tutto il Vangelo,
che è definito infatti "il Vangelo, o proclamazione, della grazia di
Dio" (cf. At 14,3; 20,32). Gesù stesso, nella sinagoga di Nazaret, si
identificò in colui che veniva a "predicare un anno di grazia del Signore.
Tutti gli rendevano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia
che uscivano dalla sua bocca" (cf. Lc 4,19.22).
All'inizio
di tutto c'è la grazia: il distintivo del cristianesimo
È significativo il saluto dell'arcangelo Gabriele a Maria: Rallegrati, o piena di grazia (o ricolmata di grazia, kecharitomene), e ancora: Non temere, Maria, perché hai trovato grazia (Lc 1,28.30). Nella grazia è fondata l'identità più profonda di Maria e nel saluto angelico ci sono i due significati biblici del termine. Maria è piena di bellezza e di grazia, perché è piena del favore e della elezione divina, cioè della grazia. Maria è bella, perché è amata. Questa grazia, consistente nella santità di Maria, ha anch'essa una caratteristica che la pone al di sopra della grazia di ogni altra persona, sia dell'Antico che del Nuovo Testamento. È una grazia incontaminata. La Chiesa latina esprime ciò con il titolo di Immacolata e quella ortodossa con il titolo di Tuttasanta (Panaghia). L'una mette più in risalto l'elemento negativo della grazia di Maria, che è l'assenza di ogni peccato anche quello originale, l'altra mette più in risalto l'elemento positivo, cioè la presenza in lei di tutte le virtù e di tutto lo splendore che da ciò promana.
In
Maria, inoltre, contempliamo la novità della grazia della Nuova Alleanza,
rispetto all'Antica Alleanza; in lei si è operato il salto qualitativo.
"Quale novità ha portato il figlio di Dio venendo nel mondo?", si
domanda sant'Ireneo, e risponde: "Ha portato ogni novità, portando Se
stesso".
La
grazia non consiste più in qualche dono di Dio, ma nel dono di se stesso; non
consiste in qualche suo favore, ma nella sua Presenza.
È
tale la novità di questo fatto, da far dire che ora "è apparsa la
grazia di Dio apportatrice di salvezza" (Tt 2,11), come se, in confronto
ad essa, quella di prima non fosse neppure grazia, ma solo una sua
preparazione.
Se
Maria è specchio della Chiesa, che cosa significa per la Chiesa stessa e per
ognuno di noi il fatto che la storia di Maria cominci con la parola grazia?
Significa che anche per noi, all'inizio di tutto, c'è la grazia, la libera e
gratuita elezione di Dio, il Suo inspiegabile favore, il Suo venirci incontro
in Cristo e donarsi a noi per puro amore. Significa che la grazia è "il
primo principio" del cristianesimo.
Maria
ricorda e proclama dunque alla Chiesa anzi tutto questo: che tutto è grazia.
La
grazia è il distintivo del cristianesimo, nel senso che esso si distingue da
ogni altra religione per la grazia, la cui fonte (o centrale di produzione) è
la morte redentiva di Cristo, la riconciliazione operata da Lui.
Leggiamo,
infatti, nella Lettera agli Efesini: "In lui ci ha scelti prima della
creazione del mondo, per essere santi e immacolati al suo cospetto nella carità,
predestinandoci a essere suoi figli adottivi per opera di Gesù Cristo,
secondo il beneplacito della sua volontà. E questo a lode e gloria della sua
grazia, che ci ha dato nel suo Figlio diletto; nel quale abbiamo la redenzione
mediante il suo sangue, la remissione dei peccati secondo la ricchezza della sua
grazia. Egli l'ha abbondantemente riversata su di noi con ogni sapienza e intelligenza"
(Ef 48). Come pure Giovanni contempla: "La legge fu data per mezzo di Mosè,
la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo. Dalla sua pienezza noi
tutti abbiamo ricevuto e grazia su grazia" (cf. Gv 1,16-17).
Nel
Diario di santa M. Faustina, Gesù definisce la Misericordia Divina come la
fonte di ogni grazia, sicuramente per manifestare il Suo desiderio struggente
di salvare tutte le anime. In esse riversa la Sua Vita divina per santificarle,
secondo una via nota soltanto a Lui. Pertanto sceglie santa M. Faustina come
la segretaria del Suo mistero più profondo (n. 1693) e, come tale, dovrà
diventarne una copia vivente (n. 1446), per compiere la sua missione, nel tempo
e nell'eternità, di testimone (n. 417), apostola (n. 1142) e dispensatrice
(n. 570).
Conosciamo
bene la risposta della giovane suora a questa straordinaria chiamata, mentre
scopriamo in lei un autentico modello di corrispondenza alla grazia di Dio.
Impariamo, infatti, ad accoglierla con gratitudine e con gioia, a
collaborare con essa, ad irradiarla, a contemplarla nel disegno di Dio ed
infine a confidare totalmente in essa, invocandola con amore.
Ecco
come Gesù, attraverso di lei in alcuni passi del suo Diario, ci introduce
alla fonte inesauribile di ogni grazia. Insegnandole la Novena in preparazione
alla Domenica della Misericordia, le disse: "Desidero
che durante questi nove giorni tu conduca le anime alla fonte della Mia
Misericordia, affinché attingano forza, refrigerio ed ogni grazia, di cui hanno
bisogno per le difficoltà della vita e specialmente nell'ora della morte
(...). Le immergerai nel mare della Mia Misericordia. E Io tutte queste anime le
introdurrò nella casa del Padre Mio. Lo farai in questa vita e nella vita
futura. E non rifiuterò nulla a nessun'anima che condurrai alla fonte della Mia
Misericordia. Ogni giorno chiederai al Padre Mio le grazie per queste anime per
la Mia dolorosa Passione"
(n. 1209). Il grande Mediatore di ogni grazia è Gesù, il glorioso Redentore,
come risplende in queste esperienze di santa M. Faustina. "Mentre pregavo
davanti al Santissimo Sacramento venerando le Cinque Piaghe di Gesù,
nell'invocare ciascuna Piaga, ha sentito come un ruscello di grazia riversarsi
nella mia anima ed ho provato un anticipo di paradiso ed una totale fiducia
nella divina Misericordia (n. 1337). Gesù le rivela: "La
sorgente della Mia Misericordia venne spalancata dalla lancia sulla croce per
tutte le anime; non ho escluso nessuno"
(n. 1182). Eccone la visione: "Oggi ho visto Gesù crocifisso. Dalla ferita
del Suo Cuore cadevano perle preziose e brillanti. Ho visto che un moltitudine
di anime raccoglievano quei doni, e là c'era un'anima che era la più vicina
al Suo Cuore, la quale con grande generosità raccoglieva non solo per sé ma
anche per gli altri, conoscendo la grandezza del dono" (n. 1687).
La
grazia della vita divina per la santità
È struggente in Gesù il desiderio di salvare tutte le anime: "Figlia Mia, scrivi che quanto è più grande è la miseria, tanto maggiore è il diritto che ha alla Mia Misericordia, ed esorta tutte le anime alla fiducia nell'insondabile abisso della Mia Misericordia, poiché desidero salvarle tutte" (n. 1182). La salvezza consiste nel ricevere gratuitamente la vita divina in noi, per diventare santi: "Oggi in un lungo colloquio il Signore mi ha detto: "Quanto desidero la salvezza delle anime! Mia carissima segretaria, scrivi che desidero riversare la Mia vita divina nelle anime umane e santificarle, purché esse vogliano accogliere la Mia grazia. I più grandi peccatori potrebbero raggiungere una grande santità, se soltanto avessero fiducia nella Mia Misericordia. Le Mie viscere sono colme di Misericordia, che è diffusa su tutto ciò che ho creato. La Mia delizia consiste nell'agire nelle anime degli uomini, riempirle con la Mia Misericordia e giustificarle. Il Mio regno in terra è la Mia vita nelle anime degli uomini" (n. 1784).
Durante
gli esercizi spirituali dettati da Gesù stesso alla santa, Egli nella
conferenza sulla Misericordia, dichiara: "Sappi,
figlia Mia, che il Mio Cuore è la Misericordia stessa. Da questo mare di
Misericordia le grazie si riversano sul mondo intero. Nessun'anima che si sia
avvicinata a Me, è ripartita senza essere stata consolata. Ogni miseria
affonda nella Mia Misericordia e da questa sorgente scaturisce ogni grazia
salvifica e santificante" (n.
1777). Racconta ancora santa M. Faustina: "Oggi il Signore mi ha detto: "Ho
aperto il Mio Cuore come una viva sorgente di Misericordia, tutte le anime vi
attingano la vita, si avvicinino con grande fiducia a questo mare di
Misericordia. I peccatori otterranno la giustificazione ed i giusti verranno
rafforzati nel bene. A colui che avrà posto la sua fiducia nella Mia
Misericordia, nell'ora della morte colmerò l'anima con la Mia pace divina"
(n. 1520).
La
grazia della Divina Misericordia è per tutti
La grazia della Divina Misericordia è come "un Sole che sorge" in tutti i giorni del nostro terreno cammino. Multiformi ed innumerevoli sono i raggi con i quali raggiunge tutte le anime per condurle sulla via della santità, secondo una strada nota solo a Dio: "Scrivi, Mia segretaria, che direttore delle anime sono Io stesso direttamente, mentre indirettamente le guido tramite i sacerdoti e conduco ognuna alla santità attraverso una strada nota soltanto a Me" (n. 1784).
Attraverso la Novena insegnata da Gesù, possiamo essere, in qualche modo, introdotti anche noi alla scoperta di come la grazia della Divina Misericordia si irradia nelle diverse persone. Per i peccatori è un rifugio, un mare di compassione, per i sacerdoti ed i religiosi la fonte dell'amore, per le anime fedeli e devote un tesoro di abbondanti grazie, per i pagani e coloro che non Lo conoscono ancora luce di amore e di gioia, per gli eretici e gli scismatici ritorno all'unità, per le anime miti e umili e dei bambini speciale compiacimento, per le anime che venerano ed esaltano la Misericordia sorgente viva, per le anime nel carcere del purgatorio sollievo nell'arsura ed infine per le anime tiepide l'ultima tavola di salvezza (nn. 1210-1230).
Collaborare
con la grazia ed irradiarla Gesù invitava l'apostola della Divina Misericordia
ad osservare il Suo Cuore Misericordioso per riprodurre nel suo piccolo cuore
e nelle sue azioni la Pietà divina ed esserne infiammata nel momento
dell'annuncio (n. 1687): "Figlia
mia, desidero che il tuo cuore sia la sede della Mia Misericordia. Desidero
che questa Misericordia si riversi sul mondo intero tramite il tuo cuore.
Chiunque si avvicina a te, non parta senza la fiducia nella Mia Misericordia che
desidero tanto nelle anime. Prega quanto puoi per gli agonizzanti; impetra
loro la fiducia nella Mia Misericordia, poiché essi hanno più che mai bisogno
della fiducia e ne hanno tanto poca. Sappi che la grazia della salvezza eterna
di alcune anime, all'ultimo momento, è dipesa dalle tue preghiere. Tu
conosci tutto l'abisso della Mia Misericordia; attingi perciò da esso per te e
soprattutto per i poveri peccatori. È più facile che il cielo e la terra
cadano nel nulla, piuttosto che un'anima fiduciosa non venga abbracciata dalla
Mia Misericordia".
Il
mio proposito è sempre lo stesso: l'unione con Cristo-Misericordia" (n.
1777).
Da
questo semplice proposito, possiamo subito comprendere con quale gratitudine
santa Faustina accoglieva la grazia divina e come impegnava tutta se stessa
per corrispondervi.
Pertanto
poteva esclamare con san Paolo: "A me, che sono l'infimo fra tutti i
santi, è stata concessa questa grazia di annunziare ai Gentili le imperscrutabili
ricchezze di Cristo". Poteva anche riconoscere, con la stessa semplicità
dell'apostolo, la gioia di aver custodito e coltivato questo immenso tesoro:
"Per grazia di Dio sono quello che sono e la sua grazia in me non è
stata vana" (ICor 15,10). È dunque chiaro, per ciascuno di noi, l'invito
di san Pietro: "Ciascuno viva secondo la grazia ricevuta, mettendola a
servizio degli altri, come buoni amministratori di una multiforme grazia di
Dio" (IPt 4,10-11).
Contemplare
la Grazia nel disegno di Dio
"Quanto
è preziosa la tua grazia o Dio" (Sal 36,8); "La tua grazia vale più
della vita" (Sal 63,4). A queste esclamazioni bibliche, santa M. Faustina
risponde con la sua bellissima preghiera contemplativa, che inneggia
all'infinita bontà di Dio nella creazione degli uomini, nell'inviarci il Suo
Figlio Unigenito, nella redenzione dell'uomo ed infine nel dotare di bellezze il
mondo intero. Tuttavia al di sopra di tutte queste ultime bellezze,
l'adorazione più gradita a Dio è un'anima innocente, piena di fiducia che si
unisce strettamente a Lui tramite la grazia (cf. nn. 1743-1747).
Confidare
nella Grazia di Dio ed invocarla
È
quindi importante confidare sempre in Lui, perché "bontà e grazia ci
saranno compagne quanto dura il nostro cammino" (cf. Sal 23,6) É pure
consolante l'esortazione di Paolo: "Accostiamoci dunque con piena fiducia
al trono della grazia, per ricevere misericordia e trovare grazia ed essere
aiutati al momento opportuno". In conclusione diventa ormai nostra la
preghiera di s. M. Faustina, che qui sintetizziamo: "O Spirito di verità
e di luce, dimora in me stabilmente con la Tua divina grazia.
O
Spirito di amore e di Misericordia, che infondi nel mio cuore il balsamo della
fiducia, la Tua grazia conferma nel bene la mia anima. Unita a Te vivrò per
l'eternità!" (cf. n. 1411).