LA DIVINA MISERICORDIA SORGENTE DI OGNI GRAZIA

D.ssa Rosy Federica Romersa

"O Dio incomprensibile, il mio cuore si strugge dalla gioia, poiché m'hai permesso di pe­netrare i misteri della Tua Mi­sericordia. "Tutto ha inizio dalla Tua Misericordia, e tutto termina nella Tua Misericordia... ogni grazia deriva dalla Misericordia e l'ultima ora è piena di Miseri­cordia per noi" (S. M. Faustina Kowalska, Diario, Libreria Edi­trice Vaticana, nn. 1506-1507). Nel tesoro inesauribile del Dia­rio di santa M. Faustina, questa frase è certamente una delle più preziose, perché dilata­no immediatamente lo sguardo del nostro cuo­re verso l'insondabile mistero della Divina Mi­sericordia. E anche noi, come lei, non possiamo non esultare di gioia; così come Gesù esultò nello Spirito Santo, quan­do accolse i settantadue che, pieni di gioia, ritor­navano dalla missione (cf. Lc 10,21); così come Maria esultò in Dio, il suo Salvatore, quando intonò il Magnificat!

"Tutto ha inizio dalla Tua Misericordia, e tutto termina nella Tua Misericordia (...): ogni grazia deriva dalla Miseri­cordia". Con grande sicurezza, santa M. Faustina afferma che il principio ed il fine di tutto è la Misericordia di Dio e tale Mi­sericordia è la fonte di ciò che di più prezioso ha la Chiesa: la Grazia! Sembra pertanto che, per avvicinarci con grande fi­ducia alla Misericordia Divina, il primo passo sia quello di comprendere bene il significa­to della Grazia di Dio e di corri­spondervi. Con ogni probabilità la santa ci parla per esperienza personale, ovvero lei stessa è stata introdotta gradualmen­te al "massimo degli attributi divini" attraverso l'incontro con la Grazia. Dio, infatti, le ha permesso di penetrare i miste­ri della Sua Misericordia, visi­tandola continuamente con la Sua Grazia come "un Sole che sorge" (cf. Lc 1,78)! Pertanto si può ricostruire tutta la storia della sua vita come una storia della Grazia divina in lei.

"Per grazia siamo stati salvati" (cf. Ef 2,5)

Come per ogni creatura, si tratta di una Presenza di salvez­za, che ci trasforma da miseri peccatori a figli del Padre, fratel­li di Cristo e dimora dello Spirito Santo. Un dono totalmente gra­tuito, soprannaturale, che Dio ci dà, per renderci partecipi della sua Vita Trinitaria e capaci di agire per amor Suo. Nel Compen­dio del Catechismo della Chiesa Cattolica la grazia viene spiegata insieme alla giustificazione, os­sia "quell'azione misericordio­sa, che cancella i nostri peccati e ci rende giusti e santi in tutto il nostro essere. Ciò avviene per mezzo della grazia dello Spirito Santo, che ci è stata meritata dalla passione di Cristo e ci è donata nel Battesimo" (n. 422). Si evidenzia poi il rapporto tra la grazia e la libertà dell'uomo: "La grazia previene, prepara e suscita la libera risposta dell'uo­mo. Essa risponde alle profonde aspirazioni della libertà umana, la invita a cooperare e la condu­ce alla sua perfezione" (n. 425). Infine si conclude: "Tutti i fedeli sono chiamati alla santità cri­stiana. Essa è pienezza della vita cristiana e perfezione della cari­tà, e si attua nell'unione intima con Cristo, e, in Lui, con la San­tissima Trinità.

Il cammino di santificazione del cristiano, dopo essere pas­sato attraverso la Croce, avrà il suo compimento nella Risur­rezione finale dei giusti, nella quale Dio sarà tutto in tutti" (cf. n. 428).

Da queste dense affermazio­ni, ci accorgiamo che la paro­la grazia racchiude tutti i beni donatici da Dio Padre, in Cristo Gesù, e partecipati a noi nello Spirito Santo. San Paolo, che è il teologo per eccellenza della gra­zia, afferma: "Ma Dio, ricco di mi­sericordia, per il grande amo­re con il quale ci ha amati, da morti che erava­mo per i pecca­ti, ci ha fatti rivi­vere con Cristo: per grazia infatti siete stati salva­ti. Con lui ci ha anche risusci­tati e ci ha fatti sedere nei cieli, in Cristo Gesù, per mostrare nei secoli futuri la straordinaria ricchezza della sua grazia me­diante la sua bontà verso di noi in Cristo Gesù" (Ef 2,4-7).

Ed ancora: "Giustificati dunque per la fede, noi siamo in pace con Dio per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo; per suo mezzo abbiamo anche otte­nuto, mediante la fede, di acce­dere a questa grazia nella quale ci troviamo e ci vantiamo nel­la speranza della gloria di Dio (...). La speranza poi non delu­de, perché l'amore di Dio è sta­to riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato" (Rm 5,1-2. 5).

Il Vangelo della grazia di Dio (cf. At 14,3)

La predicazione apostolica nella Chiesa nascente si fon­dava su questa incomparabile verità, come ci viene conferma­to dal saluto iniziale delle Let­tere degli Apostoli, non solo di Paolo: "Grazia a voi e pace da Dio Padre nostro e dal Signore Gesù Cristo" (ICor 1,1-9), ma anche quelle di Giovanni: "Gra­zia, misericordia e pace siano con noi da parte di Dio Padre e da parte di Gesù Cristo, Figlio del Padre, nella verità e nel­l'amore" (IIGv 1,3).

Grazia e pace non conten­gono solo un augurio, ma an­che una notizia (cf. R. Canta­lamessa, Maria uno specchio per la Chiesa, Ancora, Milano 1989, 20-25); il verbo sottinteso non è solo "sia", ma anche "è". Vi annunciamo che siete nella grazia, cioè nel favore, di Dio; che c'è pace e benevolenza per voi da parte di Dio, a causa di Cristo! Paolo soprattutto non si stanca mai di annunciare ai credenti la grazia di Dio e di suscitarne in loro il vivo sen­timento. Egli considera come compito affidatogli da Cristo quello di "rendere testimonian­za al messaggio della grazia di Dio" (cf. At 20,24). Grazia è la parola che riassume da sola tutto l'annuncio cristiano e tutto il Vangelo, che è definito infatti "il Vangelo, o proclama­zione, della grazia di Dio" (cf. At 14,3; 20,32). Gesù stesso, nella sinagoga di Nazaret, si identificò in colui che veniva a "predicare un anno di grazia del Signore. Tutti gli rendevano testimonianza ed erano mera­vigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca" (cf. Lc 4,19.22).

All'inizio di tutto c'è la grazia: il distintivo del cristianesimo

È significativo il saluto del­l'arcangelo Gabriele a Maria: Rallegrati, o piena di grazia (o ricolmata di grazia, kecharitomene), e ancora: Non temere, Maria, perché hai trovato gra­zia (Lc 1,28.30). Nella grazia è fondata l'identità più profonda di Maria e nel saluto angelico ci sono i due significati biblici del termine. Maria è piena di bel­lezza e di grazia, perché è pie­na del favore e della elezione divina, cioè della grazia. Maria è bella, perché è amata. Que­sta grazia, consistente nella santità di Maria, ha anch'essa una caratteristica che la pone al di sopra della grazia di ogni altra persona, sia dell'Antico che del Nuovo Testamento. È una grazia incontaminata. La Chiesa latina esprime ciò con il titolo di Immacolata e quel­la ortodossa con il titolo di Tuttasanta (Panaghia). L'una mette più in risalto l'elemento negativo della grazia di Maria, che è l'assenza di ogni peccato anche quello originale, l'altra mette più in risalto l'elemento positivo, cioè la presenza in lei di tutte le virtù e di tutto lo splendore che da ciò promana.

In Maria, inoltre, contem­pliamo la novità della grazia della Nuova Alleanza, rispet­to all'Antica Alleanza; in lei si è operato il salto qualitativo. "Quale novità ha portato il fi­glio di Dio venendo nel mon­do?", si domanda sant'Ireneo, e risponde: "Ha portato ogni novità, portando Se stesso".

La grazia non consiste più in qualche dono di Dio, ma nel dono di se stesso; non consiste in qualche suo favore, ma nella sua Presenza.

È tale la novità di questo fat­to, da far dire che ora "è appar­sa la grazia di Dio apportatri­ce di salvezza" (Tt 2,11), come se, in confronto ad essa, quella di prima non fosse neppure gra­zia, ma solo una sua preparazione.

Se Maria è spec­chio della Chiesa, che cosa significa per la Chiesa stessa e per ognuno di noi il fatto che la storia di Maria cominci con la parola gra­zia? Significa che anche per noi, al­l'inizio di tutto, c'è la grazia, la libera e gratuita elezione di Dio, il Suo inspiega­bile favore, il Suo venirci incontro in Cristo e donarsi a noi per puro amo­re. Significa che la grazia è "il primo principio" del cri­stianesimo.

Maria ricorda e proclama dunque alla Chiesa anzi tutto questo: che tutto è grazia.

La grazia è il distintivo del cristianesimo, nel senso che esso si distingue da ogni altra religione per la grazia, la cui fonte (o centrale di produzio­ne) è la morte redentiva di Cri­sto, la riconciliazione operata da Lui.

Leggiamo, infatti, nella Let­tera agli Efesini: "In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo, per essere santi e im­macolati al suo cospetto nella carità, predestinandoci a esse­re suoi figli adottivi per opera di Gesù Cristo, secondo il be­neplacito della sua volontà. E questo a lode e gloria della sua grazia, che ci ha dato nel suo Figlio diletto; nel quale abbia­mo la redenzione mediante il suo sangue, la remissione dei peccati secondo la ricchezza della sua grazia. Egli l'ha ab­bondantemente riversata su di noi con ogni sapienza e in­telligenza" (Ef 48). Come pure Giovanni contempla: "La legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo. Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ri­cevuto e grazia su grazia" (cf. Gv 1,16-17).

La Misericordia fonte di ogni grazia

Nel Diario di santa M. Faustina, Gesù de­finisce la Misericordia Divina come la fonte di ogni grazia, sicuramen­te per manifestare il Suo desiderio struggente di salvare tutte le anime. In esse riversa la Sua Vita divina per santificarle, secondo una via nota soltanto a Lui. Pertanto sceglie santa M. Fausti­na come la segretaria del Suo mistero più pro­fondo (n. 1693) e, come tale, dovrà diventarne una copia vivente (n. 1446), per compiere la sua missione, nel tempo e nell'eternità, di te­stimone (n. 417), apostola (n. 1142) e dispensatrice (n. 570).

Conosciamo bene la rispo­sta della giovane suora a questa straordinaria chiamata, mentre scopriamo in lei un autentico modello di corrispondenza alla grazia di Dio. Impariamo, infat­ti, ad accoglierla con gratitu­dine e con gioia, a collaborare con essa, ad irradiarla, a con­templarla nel disegno di Dio ed infine a confidare totalmente in essa, invocandola con amore.

Ecco come Gesù, attraver­so di lei in alcuni passi del suo Diario, ci introduce alla fonte inesauribile di ogni grazia. In­segnandole la Novena in prepa­razione alla Domenica della Mi­sericordia, le disse: "Desidero che durante questi nove giorni tu conduca le anime alla fonte della Mia Misericordia, affinché attingano forza, refrigerio ed ogni grazia, di cui hanno biso­gno per le difficoltà della vita e specialmente nell'ora della morte (...). Le immergerai nel mare della Mia Misericordia. E Io tutte queste anime le intro­durrò nella casa del Padre Mio. Lo farai in questa vita e nella vita futura. E non rifiuterò nulla a nessun'anima che condurrai alla fonte della Mia Misericordia. Ogni giorno chiederai al Padre Mio le grazie per queste anime per la Mia dolorosa Passione" (n. 1209). Il grande Mediatore di ogni grazia è Gesù, il glorioso Redentore, come risplende in queste esperienze di santa M. Faustina. "Mentre pregavo da­vanti al Santissimo Sacramento venerando le Cinque Piaghe di Gesù, nell'invocare ciascuna Piaga, ha sentito come un ru­scello di grazia riversarsi nella mia anima ed ho provato un an­ticipo di paradiso ed una totale fiducia nella divina Misericor­dia (n. 1337). Gesù le rivela: "La sorgente della Mia Misericordia venne spalancata dalla lancia sulla croce per tutte le anime; non ho escluso nessuno" (n. 1182). Eccone la visione: "Oggi ho visto Gesù crocifisso. Dalla ferita del Suo Cuore cadevano perle preziose e brillanti. Ho vi­sto che un moltitudine di ani­me raccoglievano quei doni, e là c'era un'anima che era la più vicina al Suo Cuore, la quale con grande generosità racco­glieva non solo per sé ma an­che per gli altri, conoscendo la grandezza del dono" (n. 1687).

La grazia della vita divina per la santità

È struggente in Gesù il desi­derio di salvare tutte le anime: "Figlia Mia, scrivi che quanto è più grande è la miseria, tanto maggiore è il diritto che ha alla Mia Misericordia, ed esorta tutte le anime alla fiducia nell'inson­dabile abisso della Mia Miseri­cordia, poiché desidero salvarle tutte" (n. 1182). La salvezza con­siste nel ricevere gratuitamente la vita divina in noi, per diventare santi: "Oggi in un lungo colloquio il Signore mi ha detto: "Quan­to desidero la sal­vezza delle anime! Mia carissima se­gretaria, scrivi che desidero riversare la Mia vita divina nelle anime umane e santificarle, purché esse vo­gliano accogliere la Mia grazia. I più grandi peccatori potreb­bero raggiungere una grande santità, se soltanto avessero fiducia nella Mia Misericordia. Le Mie viscere sono colme di Misericordia, che è diffusa su tutto ciò che ho creato. La Mia delizia consiste nell'agire nelle anime degli uomini, riempirle con la Mia Misericordia e giu­stificarle. Il Mio regno in terra è la Mia vita nelle anime degli uomini" (n. 1784).

Durante gli esercizi spirituali dettati da Gesù stesso alla san­ta, Egli nella conferenza sulla Misericordia, dichiara: "Sappi, figlia Mia, che il Mio Cuore è la Misericordia stessa. Da questo mare di Misericordia le grazie si riversano sul mondo intero. Nessun'anima che si sia avvici­nata a Me, è ripartita senza esse­re stata consolata. Ogni miseria affonda nella Mia Misericordia e da questa sorgente scaturisce ogni grazia salvifica e san­tificante" (n. 1777). Racconta ancora santa M. Faustina: "Oggi il Signore mi ha detto: "Ho aper­to il Mio Cuore come una viva sorgente di Misericordia, tutte le anime vi attingano la vita, si avvicinino con grande fiducia a questo mare di Misericordia. I peccatori otterranno la giusti­ficazione ed i giusti verranno rafforzati nel bene. A colui che avrà posto la sua fiducia nella Mia Misericordia, nell'ora della morte colmerò l'anima con la Mia pace divina" (n. 1520).

La grazia della Divina Misericordia è per tutti

La grazia della Divina Mi­sericordia è come "un Sole che sorge" in tutti i giorni del nostro terreno cammino. Mul­tiformi ed innumerevoli sono i raggi con i quali raggiunge tutte le anime per condurle sulla via della santità, secondo una stra­da nota solo a Dio: "Scrivi, Mia segretaria, che direttore delle anime sono Io stesso diretta­mente, mentre indirettamente le guido tramite i sacerdoti e conduco ognuna alla santità attraverso una strada nota sol­tanto a Me" (n. 1784).

Attraverso la Novena inse­gnata da Gesù, possiamo esse­re, in qualche modo, introdotti anche noi alla scoperta di come la grazia della Divina Miseri­cordia si irradia nelle diverse persone. Per i peccatori è un ri­fugio, un mare di compassione, per i sacerdoti ed i religiosi la fonte dell'amore, per le anime fedeli e devote un tesoro di ab­bondanti grazie, per i pagani e coloro che non Lo conoscono ancora luce di amore e di gioia, per gli eretici e gli scismatici ritorno all'unità, per le anime miti e umili e dei bambini spe­ciale compiacimento, per le ani­me che venerano ed esaltano la Misericordia sorgente viva, per le anime nel carcere del purgatorio sollievo nell'arsura ed infine per le anime tiepide l'ultima tavola di salvezza (nn. 1210-1230).

Collaborare con la grazia ed irradiarla Gesù invitava l'apostola della Divina Misericordia ad osservare il Suo Cuore Mise­ricordioso per riprodurre nel suo piccolo cuore e nelle sue azioni la Pietà divina ed esser­ne infiammata nel momento dell'annuncio (n. 1687): "Figlia mia, desidero che il tuo cuo­re sia la sede della Mia Mise­ricordia. Desidero che que­sta Misericordia si riversi sul mondo intero tramite il tuo cuore. Chiunque si avvicina a te, non parta senza la fiducia nella Mia Misericordia che de­sidero tanto nelle anime. Pre­ga quanto puoi per gli agoniz­zanti; impetra loro la fiducia nella Mia Misericordia, poiché essi hanno più che mai biso­gno della fiducia e ne hanno tanto poca. Sappi che la grazia della salvezza eterna di alcu­ne anime, all'ultimo momen­to, è dipesa dalle tue preghie­re. Tu conosci tutto l'abisso della Mia Misericordia; attingi perciò da esso per te e soprat­tutto per i poveri peccatori. È più facile che il cielo e la ter­ra cadano nel nulla, piuttosto che un'anima fiduciosa non venga abbracciata dalla Mia Misericordia".

Il mio proposito è sempre lo stesso: l'unione con Cristo-Mi­sericordia" (n. 1777).

Da questo semplice propo­sito, possiamo subito compren­dere con quale gratitudine san­ta Faustina accoglieva la grazia divina e come impegnava tutta se stessa per corrispondervi.

Pertanto poteva esclama­re con san Paolo: "A me, che sono l'infimo fra tutti i santi, è stata concessa questa grazia di annunziare ai Gentili le imper­scrutabili ricchezze di Cristo". Poteva anche riconoscere, con la stessa semplicità dell'apo­stolo, la gioia di aver custodito e coltivato questo im­menso tesoro: "Per gra­zia di Dio sono quello che sono e la sua grazia in me non è stata vana" (ICor 15,10). È dunque chiaro, per ciascuno di noi, l'invito di san Pietro: "Ciascuno viva secondo la grazia rice­vuta, mettendola a ser­vizio degli altri, come buoni amministratori di una multiforme grazia di Dio" (IPt 4,10-11).

Contemplare la Grazia nel disegno di Dio

"Quanto è preziosa la tua grazia o Dio" (Sal 36,8); "La tua grazia vale più della vita" (Sal 63,4). A queste esclamazioni bibliche, santa M. Faustina ri­sponde con la sua bellissima preghiera contemplativa, che inneggia all'infinita bontà di Dio nella creazione degli uo­mini, nell'inviarci il Suo Figlio Unigenito, nella redenzione dell'uomo ed infine nel dotare di bellezze il mondo intero. Tut­tavia al di sopra di tutte queste ultime bellezze, l'adorazione più gradita a Dio è un'anima in­nocente, piena di fiducia che si unisce strettamente a Lui trami­te la grazia (cf. nn. 1743-1747).

Confidare nella Grazia di Dio ed invocarla

È quindi importan­te confidare sempre in Lui, perché "bontà e grazia ci saranno com­pagne quanto dura il no­stro cammino" (cf. Sal 23,6) É pure consolante l'esortazione di Paolo: "Accostiamoci dunque con pie­na fiducia al trono della grazia, per ricevere misericordia e tro­vare grazia ed essere aiutati al momento opportuno". In con­clusione diventa ormai nostra la preghiera di s. M. Faustina, che qui sintetizziamo: "O Spiri­to di verità e di luce, dimora in me stabilmente con la Tua divi­na grazia.

O Spirito di amore e di Mi­sericordia, che infondi nel mio cuore il balsamo della fiducia, la Tua grazia conferma nel bene la mia anima. Unita a Te vivrò per l'eternità!" (cf. n. 1411).