Di
Christian Parmantier – “Il Segno”Presentiamo
un aspetto essenziale del carisma di Michelin Boisvert: la partecipazione alla
Passione di Gesù, in modo particolare durante l'Eucaristia.
Prima
di Micheline, il sacerdote Padre Pio ha profuso lacrime mentre il Signore gli
faceva provare, in qualità di prete, il suo Amore perché salvasse anime e le
guidasse verso la Luce dello Spirito Santo. Per amore di Gesù, ha accettato di
essere umiliato e messo in ridicolo in ragione di queste lacrime. Allo stesso
modo, la laica Micheline vive, durante la messa, in qualità di donna, la
Passione di Nostro Signore, la riparazione e l'intercessione per i peccatori:
"Perdono... misericordia!". O, piuttosto, il Cristo viene a vivere in
lei e accoglie nel suo Sacro Cuore le sofferenze del mondo che purifica. È un
dolore che supera la misura umana, dato che la liberazione dalle forze del
male che si scatenano nel mondo comporta un tremendo combattimento con l'avversario.
È soprattutto durante l'Eucaristia che Micheline prova immani sofferenze, che
non riesce a sopportare se non con l'aiuto di una grazia particolare. Esse non
si calmano se non quando riesce a dire, dopo sforzi indicibili: "Padre,
perdona loro, perché non sanno quello che fanno!". Evidentemente tali
visibili sofferenze durante la messa sono molto violente. Per chi ragioni tra
sé e sé, senza accogliere questa grazia di "supplica" - e senza
pertanto comprenderne il senso - diviene presto insopportabile. Per coloro che,
tuttavia, desiderano veramente unirsi alla Passione di Gesù accogliendo questa
manifestazione di pianti e gemiti, la messa assume una dimensione completamente
diversa, assume tutt'altro rilievo! Il Signore dona loro, oltre a un'espressione
sensibile, di entrare maggiormente alla presenza del mistero dell'unico
sacrificio del Figlio diletto del Padre. Permette loro di rendersi conto, in un
modo più tangibile in quanto colpisce i nostri
sensi e la
nostra sensibilità, di come il sacrificio della messa è davvero questo
miracolo che ci fa essere sul Golgota, vicino a Maria e Giovanni, ai piedi della
Croce, per raccogliere amorevolmente le sue grida, le sue lacrime e il suo
sangue. Che benedizione! Attraverso la sofferente Micheline, il Signore
ricorda ai suoi fedeli che l'Eucaristia è prima di tutto il suo sacrificio
d'amore, la sua offerta al Padre. Attraverso segni eloquenti, viene a scuotere
la normalità, addirittura l'indifferenza alla sua presenza viva, reale
nell'Eucaristia, mentre Micheline dà prova di una grande abnegazione
accettando di vivere il suo carisma della Passione sotto gli sguardi inquisitori
dell'assemblea. Durante il catechismo o al momento di un sermone, abbiamo
sentito il prete dire che alla messa ci è data la presenza al mistero del
Calvario. Questa è la verità manifestata dal carisma di Micheline.
Dopo
aver partecipato a un'Eucaristia accanto a Micheline e constatato le sue
sofferenze durante la messa e la sua caduta dopo la comunione, le abbiamo
chiesto di aiutarci a capire e a vivere meglio questo grande mistero.
Micheline,
cosa vuol dire il Signore al suo popolo per mezzo suo durante la messa?
Il
Signore desidera farsi udire con potenza dai suoi figli per risvegliare la loro
coscienza e penetrare nei loro cuori attraverso le Onnipotenze di grazia della
sua Eucaristia che è stata tanto dimenticata. Desidera risvegliare la loro
coscienza dall'indifferenza e dalla mancanza di fede che lo fanno soffrire
tanto. Desidera far loro prendere coscienza del fatto che egli è sempre
vivo e attivo, che non si tratta solo di un rito che si svolge durante la santa
messa, bensì dell'offerta di se stesso per ognuno di noi. Quest'offerta non è
soltanto quella del passato, 2000 anni fa: l'Onnipotenza di grazia della sua
offerta di se stesso ci è accordata ad ogni messa. Forse il Signore vuole dirci
che è ferito da tutte le comunioni sacrileghe, dall'indifferenza di molti e
dalla dissacrazione in molte nostre messe.
Micheline,
come ha ricevuto questa grazia eucaristica?
Da
anni non ero più tornata in chiesa. La prima volta che ho assistito alla santa
messa, che vi ho fatto la comunione e che il Signore mi ha colta con forza nella
Potenza della sua Eucaristia, sono stata come rapita, entrando in uno stato
incredibile. Non capivo quello che mi accadeva. Dopo l'estasi, insieme a una
persona che mi aveva accompagnata in chiesa, sono tornata a casa mia con molta
difficoltà, poiché mi mancavano le forze e ho subito chiamato Suor Margot per
chiederle cosa mi stesse accadendo. Mi ha risposto: "Ringrazia Dio con
tutto il tuo cuore, perché ti è accordata la grazia dell'Eucaristia". E
da allora, vivo questo grande mistero d'amore, unita a Gesù Eucaristia.
Anche oggi, allo stesso modo, il Signore continua a rapirmi...
Possiamo
in qualche modo entrare, essere partecipi di quanto vive interiormente in
questi momenti di sofferenza?
Ho
l'impressione di essere sempre perseguitata dall'inferno, e subisco molti
assalti sul piano fisico quanto morale. Sono incredibili gli stati d'animo che
il Signore mi fa vivere. Unita al mio buon Gesù, gli chiedo di venire in mio
aiuto e di liberarmi da tutte queste sofferenze. Ascolta sempre le mie suppliche
e i miei pianti e fa sgorgare la sua Luce su di me, nella mia anima e in tutto
il mio essere. E in quel momento, con molti pianti, sono liberata e la mia anima
ritrova sempre la pace. Talvolta, dopo le estasi, e soprattutto quando sono
sola, il Signore mi fa vivere le sofferenze della sua Passione: il mio corpo
allora si copre di sudore; mi rende partecipe delle emorragie interne che Gesù
stesso ha subito nel suo corpo - perché sapete che il mio buon Gesù è stato
colpito a più riprese - e in alcuni momenti, in questa Luce, mi è dato di
vedere questi eventi della sua Passione. Odo allora le persone urlare e gridare
intorno a lui... ed egli mi conduce a vivere sulla Croce finanche l'ultimo
respiro. Sento allora i grumi di sangue scendere nella gola... questo tempo di
asfissia in cui la vita lascia il suo corpo, quando grida: "Padre,
perdona loro, perché non sanno quello che fanno". E in quel momento, il
Signore mi fa urlare queste stesse parole. Nell'intensità del dolore e della
sofferenza che vivo, soprattutto quella del Cuore trafitto di Gesù, dopo aver
pronunciato queste parole di perdono, il Signore mi libera di tutto quello che
vivo in fatto di sofferenze, fisicamente e moralmente, nel mio animo. Ho
l'impressione, in questi momenti di grazia, di essere talmente unita a
questa Luce, che io stessa sono diventata un po' luce. E durante l'intera
messa, il Signore mi fa implorare il suo Perdono e la sua Misericordia attraverso
pianti, gemiti e suppliche, per le comunioni sacrileghe, per l'indifferenza
nei confronti della
sua Eucaristia, per l'odio e l'angoscia e per alcune sofferenze che portano
le anime, nonché per il buio e le tenebre di determinati eventi che si vivono
in questa umanità.
E
alla Comunione, cosa avviene?
Quando
ricevo la comunione, tutto si ferma di colpo e sono invasa dall'amore e dalla
pace di Dio. E il mio cuore e il mio corpo bruciano della potenza d'Amore
Eucaristico che Gesù mi fa vivere.
"Quando
alcune persone sono invitate a una messa", dice Micheline, "si spiega
loro in anticipo quanto si sta per vivere. Si prega anche il rosario del Cuore
d'Accoglienza ove si chiede l'Onnipotenza dello Spirito Santo di liberazione,
di guarigione e di miracolo. E già allora, in un gran ministero,
nell'invisibile, il Signore prepara i cuori e gli animi a ricevere il suo Pane
di vita e ancor più, attraverso suppliche di perdono e di misericordia, il
Signore fa sgorgare con forza, su ciascuno di loro, le Onnipotenze di Grazie
della sua Eucaristia. Non può essere altrimenti e questo è molto fastidioso
per le tenebre che hanno in sé.
Nella
preghiera, questi pianti sono stati interpretati dal gruppo che mi ha
accompagnata alla Casa `Gesù Maestro': il padre Marcel, il padre Gratin e suor
Margaret".
Se
avete la grazia di partecipare a un'Eucaristia con Micheline, accogliete come
una grazia quello che provate per lasciare che il Signore agisca in voi e
guarisca.
La
Vergine Maria vi chiede di non soffermare la vostra attenzione su Micheline, ma
sulla Persona di suo Figlio che accoglie nel suo Cuore di Accoglienza le
sofferenze del mondo che passano attraverso il suo strumento.
La
testimonianza di Suor Margot: una partecipazione alle sofferenze di Gesù
"È
il mistero dell'unione a Gesù nell'offerta di se stesso a suo Padre per
l'umanità. Da quando è stata portata alla Chiesa (e in chiesa), Micheline
sperimenta la presenza viva e reale nell'Eucaristia e ne dà testimonianza suo
malgrado. Quando riceve la comunione, è `colta' da questa Presenza,
misticamente, è unita a Gesù vivente e amorosissimo con grande intensità e
una forza d'amore innegabile. È radicalmente `ghermita' nella e dalla
Presenza eucaristica e cade istantaneamente, alla velocità della luce. È
molto sbalorditivo e commovente per colui che le dà l'ostia consacrata, il
Corpo del Cristo...
Questa
figura di Dio è unita alla Passione di Gesù, al suo amore per ciascuno di noi
e per tutti i peccatori della terra... Questo carisma della Passione si
esprime con grandi sofferenze per lei. Il Signore mi ha dato di poterla vedere
vivere le sofferenze di Gesù sulla Croce o durante la Passione, e questo a più
riprese. E il mio cuore è stato profondamente commosso, sconcertato e
toccato. Non posso dubitare di una tale partecipazione, poiché con i miei occhi
ho visto, e nel mio cuore le conferme mi sono state date progressivamente in due
anni di accompagnamento. Il Cuore di Gesù accoglie tutto in sé secondo il dono
del Padre chiedendole il suo consenso, attraverso il suo cuore, il suo corpo e
il suo spirito. Il Cuore di Dio si manifesta con un'immensa potenza attraverso
l'accoglienza di Gesù stesso in sé e soprattutto all'Eucaristia quando vive
l'unione al sacrificio di Gesù e alla sua offerta al Padre per l'umanità. Il
mio cuore è stravolto d'amore per tutto quello che si compie!".
"Un
giorno era stata organizzata una celebrazione eucaristica e vi partecipavano una
sessantina di persone. In quest'occasione il Signore mi faceva vivere i suoi
pianti e le sue sofferenze con una grande intensità. Al momento della
Comunione, il prete è venuto da me per ultimo. Bene, non rimanevano più ostie.
Fu inizialmente molto sorpreso, ma in un grande atto di fede è ritornato
davanti all'altare, si è inginocchiato e ha detto: `Padre, è la tua figlia
diletta, vieni tu stesso a portarle questa comunione'. E nello stesso istante,
in questa grande Luce, il Signore mi ha fatto comunicare spiritualmente e mi
sono svegliata, alcune ore dopo, in una gran pace".
"Nel
periodo in cui vivevo alla Casa `Gesù Maestro', una sera avevo chiesto a padre
Maral se potevo andare con loro alla chiesa del paese. I fratelli che rimanevano
con lui alla casa e che (accompagnavano a questa messa avevano rifiutato, così
dovetti restare sola. Avevo un tale desiderio di assistere alla messa che
durante la loro permanenza in chiesa mi sono recata da sola alla cappella
maggiore, mi sono fatta avanti per pregare, davanti a una gran croce, e
ho chiesto con
tutto il mio cuore, al mio buon Gesù, di unirmi a questa messa. E
spiritualmente, ho visto il padre Marcel celebrare la messa. E tutto questo si
è vissuto in una grande intensità d'amore.
Qualche
giorno più tardi ho incontrato il padre Marcel nel suo ufficio. Gli ho chiesto:
`Padre Marcel, alla messa del paese, è andato tutto normalmente?'. Mi ha
risposto spontaneamente: `Ma se c'eri anche tu, Micheline!'. Gli ho risposto:
`No, padre Marcel, non c'ero'. Ed egli ha ripreso: `Sì!' e in questo istante ci
siamo guardati e siamo rimasti in silenzio e non ne abbiamo più parlato".