La Madonna del "Grand Retour"

Al culmine delle afflizioni e angosce provocate dalla Seconda Guerra Mondiale, la Vergine Maria trasmette alla Francia un messaggio d'amore e fiducia che si estende a tutta l'umanità.

Felipe Garcia López Ria

Nel 1943, il mondo su­biva le orribili con­seguenze della guer­ra mondiale. Nel­la Francia invasa e umiliata, migliaia di famiglie soffrivano l'angoscia di avere un parente morto, prigioniero o scomparso. A testa bassa, i francesi vedevano le truppe stranie­re marciare arrogantemente per le loro città semidistrutte dai bombardamenti nemici. Afflizione e amarezza impera­vano negli animi.

Tuttavia, in tanta desolazione, sorgeva inaspettatamente all'oriz­zonte un barlume luminoso di spe­ranza. Una dopo l'altra, varie cit­tà cominciavano ad addobbarsi co­me per una grande festa: nelle case pendevano dalle finestre arazzi e de­corazioni floreali di vari colori. Gra­ziose ghirlande sostenute da pali ve­nivano erette lungo le strade, nume­rose bandiere bianche e blu svento­lavano, sembrando obbedire al rit­mo della musica eseguita dalla fan­fara locale. Le sarte sistemavano af­frettatamente gli ultimi dettagli dei vestiti da cerimonia dei bambini. In questi preparativi generali, neppure gli uomini rimanevano in disparte, organizzandosi per portare dal bo­sco pittoreschi arbusti con cui ador­nare gli angoli delle strade.

Giubilo e aspettativa regnavano in molte città francesi, presagendo qualcosa di grandioso... Ma, non per­diamo di vista il periodo in cui tutto questo si verifica: la Seconda Guer­ra Mondiale. Che cosa avrà fatto di­menticare alle persone per un mo­mento i loro dolori? Chi sarà stato l'oggetto di tanto omaggio?

Una celestiale visita

"Lei sta arrivando!"... "Lei è lì!" - sono le grida che annunciano il grande avvenimento. Un pompo­so corteo entra per le porte della cit­tà. Fedeli intonano cantici religiosi a pieni polmoni. Tutti gli sguardi si ri­volgono verso un carro che arriva... Per la sua forma, sembra piuttosto a una barca. Sì, una piccola barca su un carretto spinto da cavalli ornati con nastri multicolori.

Sopra questa singolare imbarca­zione, che sembra veleggiare sul sel­ciato delle strade, si ravvede una semplice ma toccante statua della Santissima Vergine. Dopo aver per­corso l'abitato, Ella è ricevuta con grandi onori nella chiesa matrice, do­ve passerà la notte in veglia con i fe­deli.

Che Vergine è questa? Quale sua storia? Perché attira tanto le moltitu­dini intorno a sé?

Dono della Provvidenza

La sua origine risale al secolo VII. Un giorno, gli abitanti di Bou­logne-sur-Mer, all'estremo nord della Francia, avvistarono in riva al mare un'imbarcazione senza vele, senza remi e senza marinai a con­durla. Al suo interno vi fu trova­ta una statua della Madonna con il Bambino Gesù, dal quale si irradia­va una luce straordinaria, che tra­smetteva un senso di pace, calma e felicità.

La devozione sorta intorno a questa statua trasformò a poco a poco il luogo in centro di pellegri­naggi. Vi accorsero personaggi co­me San Luigi IX, re di Francia e San Bernardo di Chiaravalle. Intor­no al 1100, Santa Ilda, Contessa di Boulogne, diede inizio alla costru­zione di un santuario, ultimato cir­ca 200 anni dopo.

Secoli più tardi, quando i furori antireligiosi della Rivoluzione del 1789 rasero al suolo la Francia, non risparmiarono neppure la venerabi­le statua, che fu gettata alle fiam­me, non restando di lei nient'altro che la mano destra. Sembrava ter­minata, così, l'opera della Madon­na, Vergine di Boulogne-sur-Mer.

Cinque anni di missione popolare

Invece la Provvidenza aveva altri di­segni. Nel 1938 nella stessa città, venne celebrato un congresso mariano du­rante il quale la Francia fu consacrata solennemente al Cuore Immacolato di Maria. Nel 1942, il Papa Pio XII consacrò a Lei l'umanità intera. Anche in seguito, le autorità ecclesiastiche francesi rinnovarono la consacrazione della Francia, già realizzata.

Sulla scia di queste grazie, quat­tro copie della statua di Boulogne-sur­Mer, nel 1943 partirono in pellegrinag­gio, percorrendo in tutte le direzioni per cinque anni la terra di San Luigi IX e risvegliando un movimento di orazio­ni, di penitenza e di nuovo fervore che solo lo Spirito Santo può aver ispirato.

Questo movimento fu denominato come Grand Retour, a causa del milio­ne di soldati francesi che continuava­no ad essere prigionieri di guerra, o ri­torno della pace, o ritorno della libertà e, ciò che più importava, il ritorno del­la Fede. La sofferenza faceva si che le anime si rivolgessero a Dio, in cerca di aiuto e consolazione.

Ciò che si compì, in realtà, fu una fervente e commovente missione po­polare di cinque anni. Le quattro sta­tue, in totale, percorsero 120 mila chi­lometri, visitando 16 mila parrocchie di 88 diocesi francesi. Furono anni di stra­ordinarie manifestazioni di entusiasmo e di devozione mariana. In qualunque luogo la statua era accolta da una mol­titudine vibrante di Fede e devozione, lasciando al suo passaggio conversioni, miracoli e una gioia traboccante e dif­fusa.

Guarigioni fisiche e spirituali

Innumerevoli fatti toccanti segna­rono questi cinque anni di pellegri­naggi.

Si narra, per esempio che, ingi­nocchiata e a braccia incrociate, una bambina pregava un giorno a lungo davanti alla statua. Che cosa suppli­cava così fervidamente? Desidera­va con ardore rivedere il suo caro pa­pà, che da vari anni era partito per la guerra e non aveva mai dato notizie di sé. Fu esaudita: giunta a casa, lo trovò ad aspettarla affettuosamente.

Si narra anche il caso di un fabbro che batteva vigorosamente la sua in­cudine durante la processione allo scopo di boicottare questa "idiozia". Bastò che la Vergine facesse fermare l'incudine per alcuni istanti passando davanti a casa sua perché egli, penti­to, si unisse alla processione...

Fu notata anche una persona che seguiva malvolentieri il corteo. Osti­nato, con i pugni serrati, sembra­va essere sotto l'effetto di una miste­riosa azione, e diceva tra sé: "Questa Vergine è irresistibile! È veramente irresistibile!". E quando la processio­ne giunse alla Chiesa, si diresse im­mediatamente al confessionale.

Si verificarono anche guarigioni fisiche, ma erano superate da quelle spirituali. Dove passava una statua, le chiese si riempivano in ogni angolo; molti accorrevano al Sacramento del­la Penitenza e ritornavano alla prati­ca della Religione, abbandonata per anni. Un parroco riferì che, prima di questa grazia, non vedeva un solo uo­mo pregare nella sua chiesa; dopo il pellegrinaggio, essi affluivano in gran numero.

La Madonna del "Grand Retour" In virtù di queste grazie, Notre-­Dame de Boulogne divenne nota co­me Madonna del Grand Retour. E il rinnovamento spirituale che la Fran­cia sperimentò in quei cinque an­ni, ha ben dimostrato quanto Ma­ria non si dimentica di nessuno, ve­gliando su ognuno come se fosse suo figlio unico. Con il suo sapienziale e Immacolato Cuore che palpita di ansietà e santa premura, Lei aspet­ta il nostro ritorno alla casa paterna per accoglierci, purificarci e riempir­ci di doni.

Alla Vergine Santissima possono ben essere applicate queste parole del libro della Sapienza:  "La sapien­za è radiosa e indefettibile, facilmente è contemplata da chi l'ama e trovata da chiunque la ricerca. Previene, per far­si conoscere, quanti la desiderano. Chi si leva per essa di buon mattino non fa­ticherà, la troverà seduta alla sua por­ta." (Sp 6,12-14).