Tra
tutti i vizi, quello della lussuria è il più difficile da correggere per le
enormi difficoltà che si incontrano in quanto la natura umana, ferita dalle
conseguenze del peccato originale, porta impresso il segno della concupiscenza
che provoca il sovvertimento dei sensi. Sant'Agostino nelle Confessioni paragona
la lussuria ad una «regina crudele che stende il suo scettro dominatore» per
soggiogare la mente e il cuore dei viziosi. La lussuria circuisce persone di
qualsiasi condizione sociale, di ogni età ed è il vizio più comune, perché
l'istinto sessuale è innato nell'uomo e nella donna. Il piacere, però, è un
mezzo donato da Dio per procreare; diventa un male e quindi provoca disordine
quando «il desiderio ed il godimento avvengono fuori del matrimonio o anche nel
matrimonio in modo da evitare la prole». La lussuria, che si esplica in
diverse forme, cerca abitualmente le soddisfazioni della ca-ne; perché
trascina nelle passioni che scatenano i bassi istinti. La donna, ad es., è
vista solo come mezzo per sfogare il desiderio. La lussuria causa molteplici
altri mali come l'infedeltà, l'egoismo, lo scandalo, l'abbandono delle pratiche
religiose, l'avversione a Dio, il disgusto per le cose pure e sante. Inoltre
precipita in basso, deturpa l'immagine di Dio nell'uomo ed opera un
rovesciamento dell'ordine stabilito dal Signore, in quanto il corpo non è
soggetto all'anima e la concupiscenza non è soggetta alla ragione, ma è
viceversa. L'istinto sessuale, invece, deve obbedire allo spirito ed assecondare
lo scopo del matrimonio che è quello della procreazione; non può andare
contro il fine per il quale Dio ha creato i due sessi. Purtroppo, nessun peccato
arriva in modo così rapido a diventare un vizio come la lussuria, che provoca
danni incalcolabili perché insidia la salute, sfigura l'anima e il corpo,
ottenebra 1'intelligenza, sfibra la volontà, sottrae il gusto per le cose
spirituali, sopprime il sentimento religioso. Oltre alla perdita della Fede
questo vizio può condurre anche all'impenitenza finale, come avvenne per Lutero
il quale, alla compagna che voleva tornare sulla retta via, così si espresse:
«È troppo tardi, il carro è troppo affondato nel fango e questo tenore di
vita non si cambia». Gli altri guai che causa la lussuria sono i matrimoni
infelici, le divisioni, le unioni irregolari, i figli abbandonati, gli interessi
calpestati, le carriere spezzate, le discordie che accrescono dissidi. Dio
punisce la lussuria e, poiché Egli è Spirito Purissimo, maledice chi si rotola
nel fango perché contamina il corpo che Lui ha creato, insieme all'anima, a Sua
immagine. Il Signore non resta indifferente nei confronti dei lussuriosi e,
poiché la lussuria è il vizio dei sensi, Egli la punisce in modo particolare.
Infatti, i vizi capitali non sono giudicati e condannati tutti allo stesso modo.
Mentre la superbia, l'invidia, l'accidia e l'avarizia sono vizi che circuiscono
i moti dell'anima, la gola, l'ira e la lussuria circuiscono il corpo e
facilmente sprofondano l'uomo nel degrado.
La
lussuria causa assiduamente il peccato mortale, al contrario degli altri sei
vizi che possono causare peccato veniale. Tutti costoro, però, sono vizi
sommamente pericolosi, perché sono in grado di rendere l'uomo schiavo di
passioni che difficilmente si riescono a sradicare ed inducono a trasgredire i
Dieci Comandamenti. Con la lussuria, infatti, si infrangono il sesto e nono
Comandamento. I rimedi per eliminare questo vizio sono efficaci se si è animati
dal proposito di fuggire le occasioni del peccato, di mortificare i sensi e gli
affetti illeciti o disordinati, di evitare l'eccessiva familiarità con persone
dell'altro sesso, di praticare la castità. La castità è una virtù che tutti
devono esercitare, anche se non obbliga tutti alla stessa maniera. È una virtù
difficile per l'impegno che richiede continuamente, ma dona all'anima e talvolta
anche al corpo una luce superiore. La castità è una virtù eroica, perché
per conservarla bisogna lottare e sottoporsi ad una specie di martirio; per
questo essa è la più completa tra le virtù, perché santifica il corpo e
l'anima. La castità, derisa oggi dal mondo corrotto, è poco stimata, poco
raccomandata, ma è una virtù che preserva l'uomo dal pericolo di dannarsi e
dal contagio di gravi malattie. La preghiera, la Santa Comunione, la
confessione, la mortificazione, l'istruzione religiosa, la guida spirituale,
mettono in condizione di contrapporre ai sette vizi le sette virtù, e non ci
sono altri elementi in grado di farlo. L'aiuto del sacerdote, i mezzi
spirituali, il soccorso del Signore e un grande sforzo personale, quindi, sono
in grado di estirpare la radice di questo vizio da cui ne derivano tanti altri.