La festa del Preziosissimo Sangue di Cristo

Servo di Dio Dom Prosper Guéranger

STORIA DELLA FESTA

Questa festa è il memoriale di una fra le più splendide vittorie della Chiesa. Pio IX era stato scacciato da Roma, nel 1848, dalla Rivoluzione trionfante; in quegli stessi giorni, l'anno seguente, egli vedeva ristabili­to il suo potere. Il 28, 29 e 30 giugno, sotto l'egida degli Apostoli, la Fran­cia, figlia primogenita della Chiesa, fedele al suo glorioso passato, cac­ciava i nemici dalle mura della Città eterna; il 2 luglio, festa di Maria, ter­minava la conquista. Subito un dupli­ce decreto notificava alla città e al mondo la gratitudine del Pontefice e il modo in cui egli intendeva perpe­tuare mediante la sacra Liturgia il ri­cordo di quegli eventi.

Il 10 agosto, da Gaeta, luogo del suo rifugio durante la burrasca, Pio IX, prima di tornare a riprendere il governo dei suoi Stati, si rivolgeva al Capo invisibile della Chiesa e gliela affidava con l'istituzione dell'odier­na festa, ricordandogli che, per quel­la Chiesa Egli aveva versato tutto il suo Sangue. Poco dopo, rientrato nel­la capitale, si rivolgeva a Maria, co­me avevano fatto in altre circostanze san Pio V e Pio VII; il Vicario dell'Uomo-Dio attribuiva a Colei che è l'Aiuto dei cristiani l'onore della vittoria riportata nel giorno della sua gloriosa Visitazione; e stabiliva che la festa del 2 luglio fosse elevata dal rito doppio maggiore a quello di se­conda classe per tutte le Chiese: pre­ludio alla definizione e dogma dell'Immacolata Concezione, che l'immortale Pontefice fin d'allora aveva in mente, e che doveva schiac­ciare ancor più il capo del serpente. Poi, nel corso del Giubileo indetto nel 1933 per commemorare il XIX centenario della Redenzione, Papa Pio XI onde imprimere maggiormen­te nell'animo dei fedeli il ricordo e la venerazione del Sangue del Divino Agnello e per invocarne sulle anime nostre frutti più abbondanti, elevò la festa del Preziosissimo Sangue a rito doppio di prima classe.

IL SANGUE DEL PONTEFICE

È legge stabilita da Dio fin dal principio che non vi può essere re­missione dei peccati né piena reden­zione senza un sacrificio di espiazio­ne e di riparazione, e che tale sacrifi­cio esige l'effusione del sangue. Nell'antica Alleanza, il sangue ri­chiesto era solo quello degli animali immolati davanti al tabernacolo del Tempio. Se es­so bastava a da­re una purezza esteriore, era

però impotente a santificare le anime e a far entrare nel ta­bernacolo cele­ste. Ma, nel gior­no stabilito dalla divina Sapienza, è venuto Cristo, nostro vero ed unico Pontefice, che ha versato come sacri­ficio il suo Preziosissimo Sangue. Con esso ci ha purificati. Ed è in virtù di quel sangue versato che Egli entra e fa entrare nel santuario del cielo. Da quel momento la sua espia­zione e la nostra redenzione sono co­sa acquisita definitivamente per l'e­ternità. Il suo Sangue, veicolo della sua vita, purifica non soltanto il no­stro corpo, ma la nostra stessa anima, il centro della nostra vita; distrugge in noi le opere di peccato, espia, ri­concilia, sigilla e consacra la nuova alleanza e, una volta purificati, una volta riconciliati, ci fa adorare e ser­vire Dio mediante un culto degno di lui.

IL SERVIZIO DEL DIO VIVO

Infatti, il fine della vita è quello di adorare Dio. La stessa purezza della coscienza e la santità hanno come ul­timo disegno e come termine il culto che rendiamo a Dio. Non si è belli per essere belli, non si è puri per es­sere puri e non andare oltre. Qua­lunque bellez­za sopranna­turale è ordi­nata in defini­tiva all'adora­zione. È ap­punto quanto vuole il Padre celeste, degli adoratori in spirito e ve­rità: e la nostra adorazione cresce da­vanti a Dio insieme con la nostra bellezza e la nostra dignità sopranna­turale. Così, il termine della nostra vita soprannaturale non siamo noi, bensì Dio. È Dio che, in ultima ana­lisi, raccoglie il beneficio di quanto noi diventiamo gradualmente me­diante la sua grazia e sotto la sua ma­no. Dio, in noi, opera per noi. Tutta la nostra vita, quella dell'eternità e quella del tempo, è liturgica e ordi­nata a Dio. (Tratto da: “De vita contemplativa” Anno 3° - 7/2009)

CONSACRAZIONE AL PREZIOSISSIMO SANGUE DI GESÚ CRISTO

In considerazione della mia nullità della Tua altezza, Signore miseri­cordioso, mi prostro ai Tuoi piedi e Ti ringrazio per tante grazie che hai concesso a me ingrata creatura, specialmente per questo che mi hai libe­rato col Tuo preziosissimo sangue dalla forza malefica di Satana.

In presenza della mia cara Madre Maria, del mio angelo custode, dei miei santi patroni e di tutta la corte celeste, mi consacro, o amatissimo Gesú, volontariamente e con cuore sincero al Tuo prezioso Sangue; col quale hai redento il Mondo dal peccato dalla morte e dall'inferno. Ti prometto, con la Tua grazia ed assistenza di propagare e di diffondere con tutte le mie forze la devozione al Tuo preziosissimo Sangue quale prezzo della nostra redenzione; affinchè venga degnamente adorato ed onorato e glo­rificato il Tuo prezioso Sangue. Vorrei in questo modo riparare ogni in­fedeltà mia commessa contro questo prezioso Sangue d'amore ed espiare le tante sconsacrazioni che gli uomini commettono contro questo prezio­sissimo Sangue, prezzo della loro redenzione. O, potessi annullare i miei peccati, la mia freddezza ed i sacrilegi che hanno offeso Te, o preziosissi­mo Sangue! Amatissimo Gesú, vedi Ti offro, l'amore, la devozione e l'adorazione che hanno offerto la Tua santissima Madre, i Tuoi fedeli apostoli e tutti Santi al Tuo preziosissimo Sangue e Ti prego che, Tu non vorrai più pensare alla mia infedeltà e freddezza che sin d'ora ho avuto per Te e di perdonarmi tutte le offese.

Aspargime, o divino Redentore e tutti gli uomini col Tuo preziosissimo Sangue, affinchè o Amore crocifisso, Ti amiamo d'ora in poi con tutto il nostro cuore e possiamo degnamente adorare continuamente il prezzo della nostra redenzione. Amen.