PONTIFICIO CONSIGLIO PER LA
FAMIGLIA
SUSSIDI PASTORALI PER LA PREPARAZIONE DEL
II INCONTRO MONDIALE DEL SANTO PADRE CON LE FAMIGLIE
Rio de Janeiro, 4-5 Ottobre 1997
LA
FAMIGLIA:
DONO
E IMPEGNO, SPERANZA DELL'UMANITA'
Schemi
di Nuova Evangelizzazione sulla famiglia
come
Preparazione al II Incontro Mondiale con il Santo Padre
Rio de Janeiro, 4-5 Ottobre 1997
anno dedicato a Gesù Cristo nel cammino verso il III millennio
INTRODUZIONE
In
occasione del II Incontro Mondiale delle Famiglie con il Santo Padre, che avrà
luogo a Rio de Janeiro nei giorni 4 e 5 Ottobre 1997, offriamo alle
Conferenze Episcopali di tutto il mondo, ai parroci, agli operatori di pastorale
familiare, ai movimenti, alle associazioni, ai gruppi e a tutte le famiglie, un
SUSSIDIO PASTORALE per meglio assimilare la dottrina della Chiesa sulla famiglia
e preparare adeguatamente questo importante evento.
L'Incontro
Mondiale del Santo Padre con le Famiglie non può essere considerato come
qualcosa di circostanziale, limitato, nello spazio e nel tempo, ad alcuni giorni
di celebrazione e di riflessione. Viceversa, esso va visto come il culmine di
una serie di attività orientate alla riflessione sulla famiglia, sulla vita e
sull'istituzione del matrimonio, proprio in un mondo in cui i valori
matrimoniali e familiari vengono colpiti frequentemente.
Bisogna
"riscoprire" i valori originari, propri dell'istituzione familiare, e
cercare la maniera di sostenerli e difenderli a partire dalla stessa famiglia e
dalle istituzioni che hanno come compito la tutela del bene comune.
In
questo senso sono stati elaborati dodici temi, seguendo la struttura
dell'Esortazione Apostolica Familiaris consortio, che possono essere
utilizzati come guide dai diversi operatori di pastorale familiare. Questi temi
rispondono, in qualche modo, alle più diverse inquietudini e problematiche
della famiglia di oggi. Riflettendo sugli elementi fondamentali e basilari
dell'istituzione familiare, di fronte alle sfide attuali, le famiglie potranno
rendersi conto che non sono sole, che le difficoltà che attraversano non sono
insuperabili, ma che con una preparazione adeguata e unite in modo solidale
potranno trionfare sulle forze del male che ci circondano, e, soprattutto, cosa
fondamentale, che il Signore, "lo Sposo", è accanto a loro. Nella
riflessione abbiamo perciò privilegiato questa essenziale dimensione
cristologica, seguendo anche il tema proposto nella "Tertio Millennio
Adveniente" per il 1997: "Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e
sempre (Eb 13,8)".
Anche
la Chiesa, madre e maestra, è accanto alle famiglie con la grande ricchezza del
Magistero, che tanto orienta nell'attualità: l'Esortazione Apostolica Familiari
consortio, la Lettera dei Diritti della Famiglia, la Lettera alle
Famiglie, Gratissimam sane e la recente Enciclica Evangelium vitae.
Tutti questi documenti illuminano la vita delle famiglie e le aiutano nel loro
cammino di ogni giorno.
Il
tema generale dell'Incontro Mondiale del Santo Padre con le Famiglie a Rio de
Janeiro sarà: La famiglia: dono e impegno, speranza dell'umanità.
Questo tema sarà oggetto di uno studio specifico e centrale del Congresso
Teologico-Pastorale che si svolgerà i giorni dal 1 al 3 ottobre, sempre a Rio.
Per questo motivo, i temi delle riflessioni che qui proponiamo, benché non
seguano strettamente il tema generale, serviranno per meglio comprenderlo.
Proponiamo
un cammino di riflessione, che può essere attuato di preferenza con ASSEMBLEE
FAMILIARI, lasciando liberi i Vescovi di utilizzare il contenuto del materiale
nei modi che considereranno più adatti a seconda delle culture e dei costumi,
così come per il periodo in cui dette tematiche saranno proposte, e che
potranno essere arricchite, ad esempio, nell'occasione molto propizia dei tempi
liturgici forti come l'Avvento, la Quaresima, la Pasqua, o di celebrazioni
particolarmente significative come la festa della mamma o del papà. In molti
paesi si celebra "la settimana della famiglia" su iniziativa delle
Conferenze Episcopali. Detto materiale può risultare particolarmente utile per
tutto questo.
Infine,
in tante diocesi probabilmente si sta realizzando la Missione di
Evangelizzazione in preparazione al Giubileo dell'Anno 2000. Questi temi
sulla famiglia potranno essere di particolare aiuto per arricchire questa
Missione, coscienti che "è necessario che la preparazione al Grande
Giubileo passi, in un certo senso, attraverso ogni famiglia" (Tertio
Millennio Adveniente, 28).
I
temi del sussidio pastorale serviranno ai diversi operatori di pastorale
familiare, non solo sacerdoti, ma anche religiosi, religiose e sposi, per
realizzare le Assemblee Familiari sotto forma di dialogo. Tali assemblee
consistono in riunioni familiari, genitori e figli (secondo le possibilità di
spazio) che, debitamente condotte, riflettono sui temi proposti.
1.
Canto iniziale (1)
2.
Recita del Padre Nostro
3.
Lettura della Bibbia
4.
Lettura del Magistero della Chiesa (2)
5.
Riflessione del Vescovo (3)
6.
Dialogo (4)
7.
Impegni (5)
8.
Salmo (6)
9.
Recita dell'Ave Maria e invocazione: Regina familiae. Ora pro nobis.
10.
Preghiera per la famiglia
11.
Canto finale.
Coloro
che coordinano la riunione, in qualità di animatori, dovrebbero conoscere bene
la dottrina della Chiesa ed essere attenti ad intervenire, quando il caso lo
richieda, apportando lumi e chiarendo i dubbi che dovessero sorgere. A tal fine
è molto importante che i responsabili delle riunioni siano debitamente
preparati.
Alla
fine del presente prospetto vengono proposti i documenti del Magistero in
relazione alla Famiglia, che sarà utile tenere a portata di mano, e che devono
essere conosciuti da quanti dirigeranno gli incontri.
Il
Pontificio Consiglio per la Famiglia ringrazia tutti coloro che con i loro
suggerimenti e opportune indicazioni hanno reso possibile la realizzazione di
questo materiale: il Consiglio Episcopale Latinoamericano (CELAM), la Conferenza
Nazionale dei Vescovi del Brasile (CNBB), l'Arcidiocesi di San Sebastián de Rio
de Janeiro, e infine gli esperti e collaboratori in Roma.
LA FAMIGLIA, FRUTTO DELLA RECIPROCA
DONAZIONE CONIUGALE
1.
Canto iniziale
2.
Recita del Padre Nostro
3.
Lettura della Bibbia: 1 Cor. 6, 15-18.
"Non
sapete che i vostri corpi sono membra di Cristo? Prenderò dunque le membra di
Cristo e ne farò membra di una prostituta? Non sia mai! O non sapete voi che
chi si unisce alla prostituta forma con essa un corpo solo? I due saranno, è
detto, un corpo solo. Ma chi si unisce al Signore forma con lui un solo spirito.
Fuggite la fornicazione! Qualsiasi peccato l'uomo commetta, è fuori del suo
corpo; ma chi si dà all'impudicizia, pecca contro il proprio corpo".
4.
Lettura del Magistero della Chiesa
Creando
l'uomo e la donna a sua immagine, Dio, che è amore, ha iscritto in essi la
vocazione e conseguentemente la capacità e la responsabilità dell'amore e
della comunione. L'amore è pertanto la vocazione fondamentale e innata di ogni
essere umano.
La
famiglia è stata sempre considerata come l'espressione prima e fondamentale
della natura sociale dell'uomo ed ha la sua origine nella comunione coniugale o
"alleanza", per la quale l'uomo e la donna "si donano e si
accettano reciprocamente".
Così
quindi la sessualità, mediante la quale l'uomo e la donna si donano l'uno
all'altra con gli atti propri ed esclusivi degli sposi, non è qualcosa di
puramente biologico, ma riguarda l'intimo nucleo della persona umana come tale.
Essa si realizza in modo veramente umano, solo se è parte dell'amore con cui
l'uomo e la donna si impegnano totalmente l'uno verso l'altra fino alla morte.
La donazione fisica totale sarebbe un inganno se non fosse segno e frutto di una
donazione in cui sia presente tutta la persona, compresa la sua dimensione
temporale; se la persona si riservasse qualcosa o la possibilità di decidere in
altro modo riguardo al futuro, non si donerebbe totalmente.
L'unico
"luogo" quindi che rende possibile questa donazione totale è il
matrimonio, cioé il patto d'amore coniugale o consenso cosciente e libero, con
cui l'uomo e la donna accettano la comunità intima di vita e amore, voluta da
Dio stesso (cfr. Gaudium et spes, 48) che solo sotto questa luce
manifesta il suo vero significato.
L'istituzione
matrimoniale non è un'ingerenza indebita della società o dell'autorità né
l'imposizione estrinseca di una forma, bensì l'esigenza interiore del patto
d'amore coniugale che si conferma pubblicamente come unico ed esclusivo, affinché
sia vissuta così la piena fedeltà al disegno di Dio Creatore. Questa fedeltà,
lungi dal diminuire la libertà della persona, la difende contro il
soggettivismo e il relativismo, e la rende partecipe della Sapienza creatrice.
La
totalità richiesta dall'amore coniugale, corrisponde anche alle esigenze di una
fecondità responsabile, che, orientata a generare una persona umana, supera per
sua natura l'ordine puramente biologico e tocca una serie di valori personali,
per la cui crescita armoniosa è necessario il contributo continuo e concorde
dei genitori.
Gesù,
lo Sposo che ama e si dona come Salvatore dell'umanità, unendola a sé come suo
corpo, rivela la verità originale del matrimonio, la verità del
"principio" (cfr. Gen. 2, 24; Mt 19, 5) e libera l'uomo
dalla durezza del cuore, rendendolo capace di realizzare pienamente questa verità
(cfr. GS, Familiaris consortio, Gratissimam sane).
5.
Riflessioni del Vescovo
6.
Dialogo:
Quale
è il disordine morale racchiuso nella fornicazione e negli stessi rapporti
pre-matrimoniali?
Perché
l'unico "luogo" che rende possibile la donazione coniugale è il
matrimonio?
Perché
costituire una famiglia esige un previo impegno matrimoniale?
7.
Impegni (qualche esempio):
Apprezzare
e valorizzare l'impegno matrimoniale che sostiene e guida la mia famiglia.
Azione
concreta con cui manifesto al mio coniuge o ai miei genitori la gratitudine per
il loro dono di sé.
8.
Salmo 132 (133)
"Ecco
quanto è buono e quanto è soave che i fratelli vivano insieme!".
9.
Ave Maria. Regina Familiae: ora pro nobis.
10.
Preghiera per la famiglia.
11.
Canto finale.
1.
Canto iniziale.
2.
Recita del Padre Nostro.
3.
Lettura della Bibbia: Mt 19, 4-8.
"Non
avete letto che il Creatore fin da principio maschio e femmina li fece, e disse:
-Per questo lascerà l'uomo il padre e la madre e si unirà alla propria moglie
e così i due diventeranno una sola carne. In modo che non sono più due, ma una
sola carne. Perciò, quello che Dio ha congiunto l'uomo non separi. Gli dissero:
-Perché dunque Mosè comandò di dare il libello del ripudio e così
rimandarla. Rispose loro: -Mosè per la vostra durezza di cuore concesse a voi
di ripudiare le vostre mogli; ma all'inizio non è stato così.
4.
Lettura del Magistero della Chiesa:
Nel
disegno di Dio Creatore e Redentore la famiglia scopre non soltanto la sua
"identità", ciò che "è", cioé una comunità di vita e di
amore, ma anche la sua "missione", ciò che può e deve
"fare". Il compito che essa per vocazione di Dio è chiamata ad
esercitare nella storia, scaturisce dal suo stesso essere e rappresenta il suo
sviluppo dinamico ed esistenziale. Ogni famiglia scopre e trova in se stessa la
chiamata incancellabile, che definisce allo stesso tempo la sua dignità e la
sua responsabilità; "famiglia "sii" ciò che "devi
essere".
La
famiglia ha la missione di essere sempre più ciò che è, cioé comunità di
vita e di amore, in una tensione che, come per ogni altra realtà creata e
redenta, raggiungerà il suo compimento nel Regno di Dio.
Per
conseguire questa missione si richiede un clima di benevola comunicazione e
unione di intenti tra i coniugi e una attenta cooperazione dei genitori
nell'educazione dei figli. La presenza attiva del genitore contribuisce
oltremodo alla formazione dei figli; senza trascurare la legittima promozione
sociale della donna, bisogna assicurare in casa la cura della madre,
particolarmente necessaria ai minori.
Va
detto che l'essenza e il compito della famiglia sono definiti in ultima istanza
dall'amore. Per questo la famiglia riceve la missione di custodire, rivelare e
comunicare l'amore, come riflesso vivo e partecipazione reale dell'amore di Dio
per l'umanità e dell'amore di Cristo Signore per la Chiesa sua sposa.
Ogni
compito particolare della famiglia è l'espressione e la manifestazione concreta
di tale missione fondamentale. In questo senso, partendo dall'amore e in
costante riferimento ad esso, i quattro compiti generali della famiglia sono i
seguenti:
1)
formazione di una comunità di persone;
2)
servizio alla vita;
3)
partecipazione allo sviluppo della società;
4)
partecipazione alla vita e alla missione della Chiesa (cfr. FC).
5.
Riflessione del Vescovo.
6.
Dialogo:
Cosa
vuol dire che la famiglia è una comunione o comunità di vita e di amore?
Qual'è
il fondamento di questa comunità?
Quali
sono pertanto i principali compiti della missione della famiglia? Quali i
compiti specifici del padre e della madre?
7.
Impegni
8.
Salmo 14 (15).
"Signore,
chi abiterà nella tua tenda?".
9.
Ave Maria. Regina Familiae: ora pro nobis.
10.
Preghiera per la famiglia.
11.
Canto finale.
COMUNIONE CONIUGALE, FONDAMENTO DELLA
COMUNITA' FAMILIARE
1.
Canto iniziale
2.
Recita del Padre Nostro
3.
Lettura della Bibbia: Ef. 5, 25-30
"E
voi, mariti, amate le vostre mogli, come Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se
stesso per lei, per renderla santa, purificandola per mezzo del lavacro
dell'acqua accompagnata dalla parola, al fine di farsi comparire davanti la sua
Chiesa tutta gloriosa, senza macchia né ruga o alcunché di simile, ma santa e
immacolata. Così anche i mariti hanno il dovere di amare le mogli come il
proprio corpo, perché chi ama la propria moglie ama se stesso. Nessuno mai
infatti ha preso in odio la propria carne; al contrario la nutre e la cura, come
fa Cristo con la Chiesa, poiché siamo membra del suo corpo".
4.
Lettura del Magistero della Chiesa:
La
famiglia, fondata e vivificata dall'amore, è una comunità di persone: l'uomo e
la donna sposi, genitori e figli, parenti. Il suo primo compito è quindi quello
di vivere fedelmente e di sviluppare questa comunità di persone.
La
comunione prima è quella che si instaura e si sviluppa tra i coniugi in virtù
del patto d'amore coniugale. L'uomo e la donna, che "non sono più due, ma
una sola carne" (Mt 19, 6; cfr. Gen 2, 24), sono chiamati a
crescere continuamente nella loro comunione attraverso la quotidiana fedeltà
alla reciproca donazione totale.
Questa
comunione coniugale fonda le sue radici nel complemento naturale esistente tra
l'uomo e la donna e si alimenta con la volontà di condividere tutto il loro
progetto di vita, ciò che hanno e ciò che sono. In Cristo questa esigenza
umana viene assunta, purificata ed elevata a perfezione con il sacramento del
matrimonio: lo Spirito Santo infonde una comunione nuova di amore, che è
immagine viva e reale dell'unione di Cristo con la Chiesa.
Il
principio interiore, la forza permanente e la mèta ultima del matrimonio e
della comunione familiare, è l'amore: senza di esso la famiglia non è una vera
comunità di persone, né può vivere, crescere e perfezionarsi come tale.
La
poligamia e il divorzio contraddicono radicalmente questa comunione poiché sono
la causa della dissoluzione familiare; la prima nega direttamente il disegno di
Dio dalle origini, perché si oppone all'uguale dignità personale dell'uomo e
della donna in una donazione totale, unica ed esclusiva. Allo stesso modo, a
questa stessa donazione personale e totale dei coniugi, come anche al bene dei
figli, si oppone il divorzio.
Ma,
oltre a questa esigenza naturale, l'unità e l'indissolubilità del matrimonio
trovano la loro verità ultima e la pienezza di significato nel disegno che Dio
ha manifestato nella sua Rivelazione: il suo amore assolutamente fedele all'uomo
manifestato in Cristo con la sua morte redentrice per la Chiesa. (cfr. FC)
5.
Riflessione del Vescovo
6.
Dialogo:
Cosa
significa che gli sposi non sono più due ma una sola carne? Cosa
significa: ciò che Dio ha unito l'uomo non separi?
La
comunione coniugale è qualcosa di pienamente perfetto o deve crescere e
perfezionarsi?
La
poligamia, il divorzio e l' "amore libero" sono manifestazioni di
liberazione o di schiavitù?
7.
Impegni
8.
Salmo 121 (122).
"Quale
gioia quando mi dissero: ?Andremo alla casa del Signore' ".
9.
Ave Maria. Regina Familiae: ora pro nobis.
10.
Preghiera per la famiglia
11.
Canto finale.
UGUALE
DIGNITA' DELL'UOMO E DELLA DONNA
NELLA
DONAZIONE DI SE'
1.
Canto iniziale
2.
Recita del Padre Nostro
3.
Lettura della Bibbia: Gen. 2, 21-24
"Allora
il Signore Dio fece scendere un torpore sull'uomo, che si addormentò; gli tolse
una delle costole e rinchiuse la carne al suo posto. Il Signore Dio plasmò con
la costola, che aveva tolta all'uomo, una donna e la condusse all'uomo. Allora
l'uomo disse: ?Questa volta essa è carne dalla mia carne e osso dalle mie ossa.
La si chiamerà donna perché dall'uomo è stata tolta'. Per questo l'uomo
abbandonerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una
sola carne".
4.
Lettura del Magistero della Chiesa:
Il
criterio morale dell'autenticità delle relazioni coniugali e familiari consiste
nella promozione della dignità e della vocazione di ogni persona, la quale
raggiunge la sua pienezza mediante il dono sincero di sé.
Della
donna deve risaltare, anzitutto, l'uguale dignità e responsabilità rispetto
all'uomo; questa uguaglianza trova la sua singolare realizzazione nella
donazione dell'uno all'altra e di tutte e due ai figli, donazione propria del
matrimonio e della famiglia. Ciò che la stessa ragione umana è capace di
intuire e riconoscere, è rivelato in pienezza dalla Parola di Dio; in effetti,
la storia della salvezza è una testimonianza continua e luminosa della dignità
della donna.
Creando
l'uomo "maschio e femmina" (Gen 1, 27), Dio dona la dignità
personale in egual modo all'uomo e alla donna, arricchendoli dei diritti
inalienabili e delle responsabilità proprie della persona umana.
La
vera promozione della donna esige che venga chiaramente riconosciuto il valore
della sua funzione materna e familiare rispetto alle altre funzioni pubbliche e
alle altre professioni. Nessun programma di "uguaglianza di diritti"
dell'uomo e della donna può considerarsi valido se esso non tiene conto della
realtà più profonda dell'essere madre nella donna e dell'essere padre
nell'uomo. Inoltre, non c'è dubbio che l'uguale dignità e responsabilità
dell'uomo e della donna giustifichino pienamente l'accesso della donna a tutte
le funzioni pubbliche.
Per
questo è necessario scoprire il significato originale e insostituibile del
lavoro della casa e dell'educazione dei figli. La società deve strutturarsi in
maniera tale che le spose e le madri non siano di fatto obbligate a lavorare
fuori casa.
La
dignità della donna trova come ostacolo e opposizione persistente la mentalità
che considera l'essere umano non come persona, bensì come cosa, come oggetto di
compravendita, al servizio dell'interesse egoistico e del solo piacere; la prima
vittima di tale mentalità è la donna. (GS, FC, Mulieris dignitatem).
5.
Riflessione del Vescovo
6.
Dialogo:
Qual'è
il criterio primario delle relazioni in famiglia, l'importanza o la dignità
della persona?
Perché
il lavoro in casa non gode di stima e di riconoscimento sociale? Quali sono i
costi sociali del lavoro della donna fuori casa?
La
validità del consenso presuppone ed esige l'uguale dignità dell'uomo e della
donna di fronte al matrimonio?
7.
Impegni
8.
Salmo 8
"O
Signore, nostro Dio, quanto è grande il tuo nome su tutta la terra".
9.
Ave Maria. Regina Familiae: ora pro nobis.
10.
Preghiera per la famiglia
11.
Canto finale.
PATERNITA'-MATERNITA':
PARTECIPAZIONE AL POTERE CREATORE DI DIO
1.
Canto iniziale
2.
Recita del Padre Nostro
3.
Lettura della Bibbia: Ef. 3, 14-19
"Per
questo, dico, io piego le ginocchia davanti al Padre, dal quale ogni paternità
nei cieli e sulla terra prende nome, perché vi conceda, secondo la ricchezza
della sua gloria, di essere potentemente rafforzati dal suo Spirito nell'uomo
interiore. Che il Cristo abiti per la fede nei vostri cuori e così, radicati e
fondati nella carità, siate in grado di comprendere con tutti i santi, quale
sia l'ampiezza, la lunghezza, l'altezza e la profondità, e conoscere l'amore di
Cristo che sorpassa ogni conoscenza, perché siate ricolmi di tutta la pienezza
di Dio".
4.
Lettura del Magistero della Chiesa:
Dio,
nel suo potere di Creatore e Padre, porta a perfezione l'opera della creazione
dell'uomo e della donna chiamando gli sposi ad una particolare partecipazione al
suo amore mediante la loro cooperazione libera e responsabile nella trasmissione
del dono della vita umana: "Dio li benedisse e disse loro: ?Siate fecondi e
moltiplicatevi, riempite la terra e soggiogatela' " (Gen 1, 28).
Il
compito fondamentale della famiglia è il servizio alla vita, il realizzare nel
corso della storia la benedizione originale del Creatore, trasmettendo nella
generazione l'immagine divina da uomo a uomo (cfr. Gen 5, 1-3).
La
paternità e la maternità sono in se stesse una particolare conferma
dell'amore, di cui ci mostrano l'estensione e la profondità originaria.
Tuttavia, questo non succede automaticamente; è un compito affidato ad ambedue,
marito e moglie. L'esperienza insegna che l'amore umano, orientato per sua
natura verso la paternità e la maternità, viene colpito a volte da una crisi
profonda.
La
paternità e la maternità sono il frutto e il segno dell'amore coniugale, la
testimonianza viva della donazione piena e reciproca degli sposi: il vero culto
dell'amore coniugale e tutta la struttura della vita familiare che ne nasce,
senza trascurare gli altri fini del matrimonio, tendono a far sì che i coniugi
siano disposti a cooperare con fortezza d'animo con l'amore del Creatore e del
Salvatore, che attraverso di loro dilata e arricchisce quotidianamente la sua
famiglia.
La
fecondità dell'amore coniugale non si riduce tuttavia alla sola procreazione
dei figli, benché sia intesa nella sua dimensione specificatamente umana: si
amplia e si arricchisce con tutti i frutti di vita morale, spirituale e
soprannaturale che il padre e la madre sono chiamati a dare ai figli e, per
mezzo loro, alla Chiesa e al mondo. I figli sono il preziosissimo dono del
matrimonio e contribuiscono massivamente al bene dei genitori (cfr.GS, FC,
Grat. Sane).
5.
Riflessione del Vescovo.
6.
Dialogo:
Qual'è
e dove risiede la dignità di questa missione dei genitori nella trasmissione
della vita?
Perché
i figli sono il preziosissimo dono del matrimonio e contribuiscono
massivamente al bene dei genitori?
Quali
sono i motivi umani e cristiani per svolgere questo compito dei genitori?
7.
Impegni
8.
Salmo 94 (95).
"Cantate
al Signore un canto nuovo".
9.
Ave Maria. Regina Familiae: ora pro nobis.
10.
Preghiera per la famiglia
11.
Canto finale.
AMORE UMANO:
SERVIZIO E PROTEZIONE DELLA VITA
1.
Canto iniziale
2.
Recita del Padre Nostro
3.
Lettura della Bibbia: I Pt 1, 22-23
"Dopo
aver santificato le vostre anime con l'obbedienza alla verità, per amarvi
sinceramente come fratelli, amatevi intensamente di vero cuore, gli uni gli
altri, essendo stati rigenerati non da un seme corruttibile, ma immortale, cioè
della parola di Dio viva ed eterna".
4.
Lettura del Magistero della Chiesa:
Lo
Spirito del Signore rinnova il cuore e rende l'uomo e la donna capaci di amarsi
come Cristo ci amò. L'amore coniugale raggiunge in questo modo la pienezza a
cui è ordinato interiormente, la carità coniugale, che è il modo proprio e
specifico con cui gli sposi partecipano e sono chiamati a vivere la stessa carità
di Cristo che si dona sulla croce.
Poiché
l'amore degli sposi è una partecipazione singolare al mistero della vita e
dell'amore di Dio stesso, la Chiesa sa di aver ricevuto la missione speciale di
custodire e proteggere l'altissima dignità del matrimonio e la gravissima
respnsabilità della trasmissione della vita umana.
Per
questo, il Magistero propone con chiarezza a tutti gli sposi cristiani e a tutti
gli sposi di buona volontà la dottrina antica e sempre nuova della Chiesa sulla
trasmissione della vita umana come proposto nel Concilio Vaticano II e insegnato
dal Magistero dei Sommi Pontefici che l'amore coniugale deve essere pienamente
umano, esclusivo e aperto ad una nuova vita.
L'Enciclica
Humanae vitae afferma testualmente: "Richiamando gli uomini
all'osservanza delle norme della legge naturale, interpretata dalla sua costante
dottrina, la chiesa insegna che qualsiasi atto matrimoniale deve rimanere aperto
alla trasmissione della vita" (n. 11).
Quando
gli sposi, mediante la contraccezione, separano i due significati iscritti da
Dio Creatore nell'essere dell'uomo e della donne e nel dinamismo della comunione
sessuale, si comportano come "arbitri" del disegno divino e
"manipolano" e sviliscono la sessualità umana, e con essa la propria
persona di coniuge, alterando il suo valore di donazione "totale".
Così,
al linguaggio naturale che esprime la reciproca donazione totale degli sposi, la
contraccezione impone un linguaggio oggettivamente contraddittorio, quello cioé
di non donarsi totalmente all'altro: si produce non solo il rifiuto positivo
dell'apertura della vita, bensì anche una falsificazione della verità
interiore dell'amore coniugale, chiamato a donarsi in pienezza personale.
Nel
contesto di una cultura che deforma gravemente o perde addirittura il vero
significato della sessualità umana, poiché la separa dal suo riferimento alla
persona, la Chiesa sente più urgente e insostituibile la sua missione di
presentare la sessualità come valore e funzione di ogni persona creata, uomo e
donna, a immagine di Dio.
Il
Concilio Vaticano II ha esplicitamente affermato che quando si tratta di
comporre l'amore coniugale con la trasmissione responsabile della vita, il
carattere morale del comportamento non dipende solo dalla sincera intenzione e
dalla valutazione dei motivi, ma va determinato da criteri oggettivi, che hanno
il loro fondamento nella natura stessa della persona umana e dei suoi atti e
sono destinati a mantenere in un contesto di vero amore l'integro senso della
mutua donazione e della procreazone umana; tutto ciò non sarà possibile se non
viene coltivata in modo sincero la virtù della castità coniugale. (GS,
51) (cfr. GS, HV, FC).
5.
Riflessione del Vescovo
6.
Dialogo:
Quali
sono le esigenze morali dell'amore coniugale vissuto con rettitudine?
Perché
la contraccezione si oppone alla rettitudine dell'amore coniugale?
Quali
sono i vincoli che uniscono la contraccezione all'infedeltà, all'aborto e al
divorzio?
7.
Impegni
8.
Salmo 15 (16).
"Proteggimi,
o Dio: in te mi rifugio".
9.
Ave Maria. Regina Familiae; ora pro nobis.
10.
Preghiera per la famiglia.
11.
Canto finale.
LA FAMIGLIA, CULLA E SANTUARIO DELLA VITA
1.
Canto iniziale
2.
Recita del Padre Nostro.
3.
Lettura della Bibbia: 1 Cor 3, 16-19.
"Non
sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi? Se uno
distrugge il tempio di Dio, Dio distruggerà lui. Perché santo è il tempio di
Dio che siete voi. Nessuno si illuda. Se qualcuno fra voi si crede un sapiente
in questo mondo, si faccia stolto per diventare sapiente; perché la sapienza di
questo mondo è stoltezza davanti a Dio. Sta scritto infatti: ?Egli prende i
sapienti per mezzo della loro astuzia' ".
4.
Lettura del Magistero della Chiesa:
La
famiglia è il santuario della vita, l'ambito in cui la vita, dono di Dio, può
essere accolta e protetta in modo adeguato contro i molteplici attacchi a cui è
esposta, e dove può svilupparsi secondo le esigenze di un'autentica crescita
umana. Il ruolo della famiglia nella costruzione della cultura della vita è
determinante e insostituibile.
Se
la famiglia è tanto importante per la civilizzazione dell'amore, lo è per la
particolare vicinanza e intensità dei vincoli che si instaurano all'interno di
essa tra le persone e le generazioni. Per questo la cultura della morte attacca
la famiglia, poiché questa è il centro e il cuore della civilizzazione
dell'amore. Essa di fatto è vulnerabile e può facilmente soffrire i pericoli
che la debilitano e perfino la distruggono nella sua unità e stabilità.
La
Chiesa crede fermamente che la vita umana, quantunque debole e malata, sia
sempre un dono splendido del Dio della bontà. Contro il pessimismo e l'egoismo,
che offuscano il mondo, la Chiesa è a favore della vita; e in ogni vita umana
sa scoprire lo splendore di quel "Si", di quell' "Amen" che
è Cristo stesso (cfr. 2 Cor 1, 19; Ap 3, 14). Al "no" che
invade e affligge il mondo, contrappone questo "Si" vivente, definendo
in questo modo l'uomo e il mondo di quanti insidiano e umiliano la vita.
La
Chiesa promuove la vita umana con ogni mezzo e la difende contro ogni insidia,
in qualunque condizione o fase di sviluppo si trovi. Per questo condanna, come
offesa grave alla dignità umana e alla giustizia, tutte quelle attività dei
governi o di altre autorità pubbliche, tendenti a limitare in qualche modo la
libertà degli sposi nella decisione sui figli. Bisogna inoltre condannare
totalmente e rifiutare con energia qualunque violenza esercitata da tali autorità
a favore della contraccezione e più ancora della sterilizzazione e dell'aborto
procurato.
E'
gravemente ingiusto che, nei rapporti internazionali, gli aiuti economici
concessi per la promozione dei popoli siano condizionati a programmi di
contraccezione, sterilizzazione e aborto procurato.(FC, Centesimus annus,
Evangelium vitae).
5.
Riflessione del Vescovo
6.
Dialogo:
Perché
la famiglia è l'ambiente migliore per la nascita, la crescita e l'educazione
dei figli?
Quali
dovrebbero essere i rimedi per aiutare le famiglie in cui i figli possono
incontrare pericoli?
Come
aiutare le madri di fronte alla tentazione dell'aborto?
Come
aiutare coloro che hanno abortito?
7.
Impegni
8.
Salmo 68 (69)
"Salvami,
o Dio".
9.
Ave Maria. Regina Familiae: ora pro nobis.
10.
Preghiera per la famiglia.
11.
Canto finale.
ESIGENZE UMANE E CRISTIANE DELLA
PATERNITA'
E DELLA MATERNITA' RESPONSABILI
1.
Canto iniziale
2.
Recita del Padre Nostro
3.
Lettura della Bibbia: Ef. 5, 15-20.
"Vigilate
dunque attentamente sulla vostra condotta, comportandovi non da stolti, ma da
uomini saggi; profittando del tempo presente, perché i giorni sono cattivi. Non
siate perciò inconsiderati, ma sappiate comprendere la volontà di Dio. E non
ubriacatevi di vino, il quale porta alla sfrenatezza, ma siate ricolmi dello
Spirito, intrattenendovi a vicenda con salmi, inni, cantici spirituali, cantando
e inneggiando al Signore con tutto il vostro cuore, rendendo continuamente
grazie per ogni cosa a Dio Padre, nel nome del Signore nostro Gesù
Cristo".
4.
Lettura del Magistero della Chiesa:
La
Chiesa interpreta la norma morale e la propone a tutti gli uomini di buona
volontà, senza nascondere le esigenze, li invita a far sì che le eventuali
difficoltà coniugali vengano risolte senza falsare né compromettere la verità.
Non può esistere vera contraddizione tra la legge divina della trasmissione
della vita e quella di favorire l'autentico amore coniugale.
In
particolare, la paternità e la maternità si riferiscono direttamente al
momento in cui l'uomo e la donna, unendosi "in una sola carne",
possono trasformarsi in genitori. Questo momento ha un valore molto
significativo, tanto per la sua relazione interpersonale quanto per il suo
servizio alla vita. Le due dimensioni dell'unione coniugale, quella unitiva e
quella procreativa, non possono essere separate artificialmente senza alterare
la verità intima dello stesso atto coniugale.
La
pedagogia concreta della Chiesa deve essere sempre unita alla sua dottrina. Che
la salutare dottrina di Cristo non venga meno in nulla è una forma di carità
eminente verso le anime. Essa cerca di sviluppare un impegno tenace e valido nel
creare e sostenere tutte le condizioni umane - psicologiche, morali e spirituali
- indispensabili per comprendere e vivere il valore e la norma morale.
Non
c'è dubbio che tra queste condizioni si debba includere la costanza e la
pazienza, l'umiltà e la fortezza d'animo, la fiducia filiale in Dio e nella sua
grazia, il ricorso frequente alla preghiera e ai sacramenti dell'Eucarestia e
della riconciliazione. La castità non significa assolutamente rifiuto né
disprezzo della sessualità umana: significa invece energia spirituale che sa
difendere l'amore dai pericoli dell'egoismo e dell'aggressività, e sa
sospingerlo verso la sua piena realizzazione.
Il
dominio dell'istinto impone, senza alcun dubbio, un'ascetica, in particolare per
osservare la continenza periodica. Questa disciplina esige uno sforzo continuo,
ma, grazie al suo influsso benefico, i coniugi sviluppano la loro personalità,
apportando alla vita familiare frutti di serenità e di pace, aiutando a
superare l'egoismo, nemico del vero amore, e radicando maggiormente il loro
senso di responsabilità. I genitori acquisiscono così la capacità di un
influsso più profondo ed efficace per educare i figli. Questo camino sarà più
facile se gli sposi verranno aiutati e seguiti dai pastori d'anime, fedeli alla
dottrina della Chiesa.
Di
fronte al problema di un'onesta regolazione delle nascite, la comunità
ecclesiale deve preoccuparsi di suscitare convinzioni e offrire aiuti concreti a
coloro che desiderano vivere la paternità e la maternità in modo veramente
responsabile, ad esempio attraverso una più precisa conoscenza dei ritmi della
fertilità femminile. Una testimonianza preziosa può e deve essere offerta da
quegli sposi che, mediante l'impegno comune della continenza periodica, hanno
raggiunto una responsabilità personale più matura di fronte all'amore e alla
vita. (GS, FC, Grat. Sane).
5.
Riflessione del Vescovo
6.
Dialogo:
E'
vero che l'esercizio della paternità responsabile allontana gli sposi?
Qual
è la connessione tra la diffusione dei contraccettivi con la dissoluzione delle
famiglie? Perché questa relazione?
La
continenza periodica può aiutare la comprensione e l'amore tra i coniugi?
7.
Impegni
8.
Salmo 88 (89)
"Tu
lo hai respinto e ripudiato, ti sei adirato contro il tuo consacrato".
9.
Ave Maria. Regina Familiae: ora pro nobis.
10.
Preghiera per la famiglia
11.
Canto finale.
EDUCAZIONE DEI FIGLI:
DIRITTO-DOVERE PRIMARIO E INALIENABILE
1.
Canto iniziale
2.
Recita del Padre Nostro
3.
Lettura della Bibbia: Ef. 6, 1-4.
"Figli,
obbedite ai vostri genitori nel Signore, perché questo è giusto. ?Onora tuo
padre e tua madre': è questo il primo comandamento associato a una promessa:
?perché tu sia felice e goda di una vita lunga sopra la terra'. E voi, padri,
non inasprite i vostri figli, ma allevateli nell'educazione e nella disciplina
del Signore".
4.
Lettura del Magistero della Chiesa:
Il
ruolo educativo ha la sua radice nella vocazione primordiale degli sposi a
partecipare all'opera creatrice di Dio; essi, generando una nuova persona,
assumono per questo l'obbligo di aiutarla a vivere una vita pienamente umana.
Come ricorda il Concilio Vaticano II: poiché hanno dato la vita ai figli, i
genitori hanno il gravissimo obbligo di educare la prole, e pertanto devono
essere riconosciuti come primi e principali educatori dei loro figli. La
famiglia pertanto è la prima scuola delle virtù sociali, di cui tutte le
società hanno bisogno.
Questo
diritto-dovere educativo dei genitori è quindi essenziale e anche originale e
primario, rispetto al dovere educativo degli altri, così come insostituibile e
inalienabile dato che non può essere totalmente delegato o usurpato da altri.
L'elemento
più radicale, che determina il dovere educativo dei genitori, è l'amore
paterno e materno che trova nell'azione educativa la sua realizzazione, rendendo
pieno e perfetto il servizio alla vita. L'amore è l'anima che ispira e guida
tutta l'azione educativa concreta, arricchendola dei valori di dolcezza,
costanza, bontà, servizio, disinteresse, spirito di sacrificio, che sono il
frutto più prezioso dell'amore.
L'amore
coniugale si manifesta nell'educazione, come vero amore di genitori. La
"comunione di persone", che all'inizio della famiglia si esprime come
amore coniugale, si completa e si perfeziona estendendosi ai figli con
l'educazione.
I
genitori devono formare i figli con fiducia e coraggio nei valori essenziali
della vita umana: libertà nei confronti dei beni materiali, senso della vera
giustizia, rispetto della dignità personale, amore e servizio disinteressato
verso gli altri, in particolare i più poveri e bisognosi.
La
famiglia rappresenta la pedagogia più concreta ed efficace perché i figli si
inseriscano in forma attiva, responsabile e feconda nell'orizzonte più vasto
della società. L'educazione sessuale, diritto e dovere fondamentale dei
genitori, deve realizzarsi sempre sotto la loro guida sollecita, tanto in casa
come nei centri educativi da loro scelti e controllati. In questo senso la
Chiesa riafferma il principio della sussidiarietà, che la scuola deve osservare
quando coopera all'educazione sessuale, collocandosi nello stesso spirito che
anima i genitori.
La
Chiesa si oppone fermamente ad un sistema di informazione sessuale separato dai
principi morali che sarebbe soltanto un'introduzione all'esperienza del piacere
e uno stimolo al vizio fin dagli anni dell'innocenza. (Gravissimum
educationis, FC, Grat. Sane).
5.
Riflessione del Vescovo
6.
Dialogo:
Quali
sono i valori centrali dell'educazione insostituibile dei genitori?
Possono
delegare alla scuola o ad altre istituzioni il dovere di educare i figli?
Come
procedere nell'educazione sessuale dei figli?
7.
Impegni
8.
Salmo 126 (127)
"Se
il Signore non costruisce la casa".
9.
Ave Maria. Regina Familiae: ora pro nobis.
10.
Preghiera per la famiglia
11.
Canto finale.
LA FAMIGLIA,
CELLULA PRIMARIA E VITALE DELLA SOCIETA'
1.
Canto iniziale
2.
Recita del Padre Nostro
3.
Lettura della Bibbia: Mc 3, 20-25
"Viene
a casa e si raduna di nuovo tanta folla, che non potevano neppure prendere cibo.
Udito ciò, i suoi vennero per impadronirsi di lui, poiché dicevano: ?E' fuori
di sé'. Gli scribi scesi da Gerusalemme a loro volta dicevano: ?E' posseduto da
Beelzebùl'; e ancora: ?Scaccia i demòni nel nome del principe dei demòni'.
Allora egli, chiamatili presso di sé, disse loro in parabole: ?Come può Satana
scacciare Satana? Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non può
sussistere".
4.
Lettura del Magistero della Chiesa:
La
Chiesa è stata sempre considerata come l'espressione primaria e fondamentale
della natura sociale dell'uomo. E' la società primaria e originaria, precedente
ad ogni altra società naturale.
La
famiglia possiede vincoli vitali ed organici con la società, perché
costituisce il suo fondamento ed alimento continuo mediante la sua funzione di
servizio alla vita. In effetti, dalla famiglia nascono i cittadini e questi
trovano in essa la prima scuola di quelle virtù sociali che sono l'anima della
vita e dello sviluppo della stessa società.
La
stessa esperienza di comunione e partecipazione, che deve caratterizzare la vita
quotidiana della famiglia, rappresenta il suo primo e fondamentale contributo
alla società. Le relazioni tra i membri della comunità familiare sono ispirate
e guidate dalla legge della "gratuità" che, rispettando e favorendo
in tutti e in ognuno la dignità personale come unico valore, diventa
accoglienza cordiale, incontro e dialogo, disponibilità disinteressata,
servizio generoso e solidarietà profonda.
In
questo modo la promozione di una autentica e matura comunione di persone nella
famiglia si traduce nella prima e insostituibile scuola di socialità, esempio e
stimolo per relazioni comunitarie più vaste in un clima di rispetto, giustizia,
dialogo e amore.
La
famiglia costituisce l'ambito naturale e lo strumento più efficace di
umanizzazione e personalizzazione della società: collabora in modo originale e
profondo alla costruzione del mondo, rendendo possibile una vita propriamente
umana, in particolare custodendo e trasmettendo le virtù e i
"valori". Nella famiglia le diverse generazioni si incontrano e si
aiutano vicendevolmente a raggiungere una saggezza più completa e ad
armonizzare i diritti della persona con le altre esigenze della vita sociale.
Di
fronte ad una società che corre il rischio di diventare sempre più
spersonalizzata e massificata, e pertanto inumana e disumanizzante, con i
risultati negativi di tante forme di "evasione" - come ad esempio
l'alcolismo, la droga e lo stesso terrorismo - la famiglia possiede e comunica
oggi energie formidabili capaci di far uscire l'uomo dall'anonimato, di
mantenerlo cosciente della sua dignità personale, di arricchirlo di profonda
umanità e di inserirlo attivamento con la sua unicità e irripetibilità nel
tessuto sociale.
Da
parte loro, è obbligo delle autorità civili di riconoscere la natura vera del
matrimonio e della famiglia, di proteggerla ed aiutarla, di difendere la moralità
pubblica e favorire la prosperità domestica. (GS, FC).
5.
Riflessione del Vescovo
6.
Dialogo:
Qual'è
la missione sociale primaria e fondamentale dei genitori?
Come
promuovere una vera formazione dei figli nella casa?
Perché
la famiglia ha diritto ad essere aiutata e sostenuta dalla società?
7.
Impegni
8.
Salmo 127 (128).
"Beato
l'uomo che teme il Signore!".
9.
Ave Maria. Regina Familiae: ora pro nobis.
10.
Preghiera per la famiglia
11.
Canto finale.
LA CHIESA DOMESTICA, FRUTTO E AL SERVIZIO
DELL'EVANGELIZZAZIONE
1.
Canto iniziale
2.
Recita del padre Nostro
3.
Lettura della Bibbia: Mc 16, 14-16
"Finalmente
apparve agli Undici stessi mentre erano a tavola e li rimproverò della loro
incredulità e durezza di cuore, poiché non avevano creduto a coloro che lo
avevano visto risuscitato. Poi disse loro: ?Andate per tutto il mondo e
predicate il vangelo a ogni creatura. Chi crederà e si farà battezzare sarà
salvato, ma chi non crederà sarà condannato' ".
4.
Lettura del Magistero della Chiesa:
Tra
i compiti fondamentali della famiglia cristiana si trova quello ecclesiale, cioé
che essa è posta al servizio dell'edificazione del Regno di Dio nella storia,
mediante la partecipazione alla vita e alla missione della Chiesa. Il matrimonio
dei battezzati è il simbolo reale della nuova ed eterna Alleanza, ratificata
con il sangue di Cristo.
Per
comprendere meglio, bisogna esaminare a fondo i molteplici e profondi vincoli
che uniscono tra di loro la Chiesa e la famiglia cristiana, e che fanno di
quest'ultima una "Chiesa in miniatura" (Ecclesia domestica) (Lumen
gentium, 11), un'immagine viva e una rappresentazione storica dello stesso
mistero della Chiesa.
E'
la Chiesa Madre quella che genera, educa e edifica la famiglia cristiana. Con la
Parola di Dio, la Chiesa rivela alla famiglia cristiana la sua vera identità,
ciò che è e deve essere secondo il piano del Signore; con la celebrazione dei
sacramenti, la Chiesa arricchisce e corrobora la famiglia cristiana della grazia
di Cristo; con la proclamazione rinnovata del comandamento nuovo della carità,
la Chiesa anima e guida la famiglia cristiana al servizio dell'amore, ad esempio
della donazione e del sacrificio di Cristo.
Da
parte sua, la famiglia cristiana partecipa alla missione di salvezza propria
della Chiesa. I coniugi e genitori cristiani, in virtù del sacramento
"hanno, nel loro stato di vita e nella loro funzione, il proprio dono in
mezzo al Popolo di Dio" (LG, 11). Per questo non solo
"ricevono" l'amore di Cristo, trasformandosi in comunità
"salvata", ma sono anche chiamati a "trasmettere" ai
fratelli lo stesso amore di Cristo, diventando così comunità
"salvatrice".
La
famiglia cristiana pone al servizio della Chiesa e della società il suo proprio
essere ed agire, come comunità intima di vita e di amore; i coniugi in quanto
coppia, e i genitori e figli in quanto famiglia, devono vivere il loro servizio
alla Chiesa e al mondo. La famiglia cristiana edifica il Regno di Dio nella
storia mediante queste stesse realtà quotidiane che toccano e
contraddistinguono la loro condizione di vita.
Lo
ricorda il Concilio Vaticano II quando dice: la famiglia cristiana, che nasce
dal matrimonio, come immagine e partecipazione del patto di amore di Cristo e
della Chiesa, renderà manifesta a tutti la viva presenza del Salvatore del
mondo e la genuina natura della Chiesa, sia con l'amore, la fecondità generosa,
l'unità e la fedeltà degli sposi, sia con l'amorevole cooperazione di tutti i
suoi membri. (GS, FC).
5.
Riflessione del Vescovo
6.
Dialogo:
Qual'è
il compito principale della famiglia a favore della Chiesa?
Come
realizzare la missione di genitori come primi evangelizzatori?
Cosa
vuol dire che la famiglia è una chiesa domestica?
7.
Impegni
8.
Salmo 110 (111)
"Renderò
grazie al Sgnore di tutto il cuore".
9.
Ave Maria. Regina Familiae: ora pro nobis.
10.
Preghiera per la famiglia
11.
Canto finale.
LA SANTITA' NELLA VITA DI FAMIGLIA
1.
Canto iniziale
2.
Recita del Padre Nostro
3.
Lettura della Bibbia: Mt 6, 6-8; 5, 48
"Tu,
quando vuoi pregare, entra nella tua camera e, serratone l'uscio, prega il Padre
tuo che sta nel segreto, e il Padre tuo che vede nel segreto te ne darà la
ricompensa ... Il Padre vostro conosce le vostre necessità ancor prima che
gliene facciate richiesta.
Voi
dunque sarete perfetti, come perfetto è il Padre vostro che è nei cieli".
4.
Lettura del Magistero della Chiesa:
Tutti
i seguaci di Cristo, chiamati da Dio non in ragione delle loro opere, bensì in
virtù del disegno e della grazia divini, e giustificati dal Signore Gesù, sono
stati resi dal battesimo, sacramento di fede, veri figli di Dio e partecipi
della natura divina e, perciò, realmente santi.
Questa
vocazione alla santità è diretta anche ai coniugi e ai genitori cristiani. Per
essi è specificata dal sacramento del matrimonio celebrato ed è tradotta
concretamente nelle realtà proprie dell'esistenza coniugale e familiare. Il
Salvatore del mondo e Sposo della Chiesa va incontro agli sposi cristiani per
mezzo del sacramento del matrimonio. Inoltre, resta con loro affinché gli
sposi, con la loro donazione reciproca, si amino con perpetua fedeltà, così
come Egli ha amato la Chiesa e si è dato per lei.
Presentandosi
come sposo, Gesù rivela l'essenza di Dio e conferma il suo immenso amore per
l'uomo. Ma la scelta di questa immagine illumina indirettamente anche la
profonda verità dell'amore sponsale. In effetti, usandola per parlare di Dio,
Gesù mostra come la paternità e l'amore di Dio si riflettano nell'amore di un
uomo e di una donna che si uniscono in matrimonio.
Per
assolvere degnamente i doveri del loro stato, gli sposi cristiani sono
corroborati e quasi consacrati da uno speciale sacramento, in forza del quale,
compiendo la loro missione coniugale e familiare, nello spirito di Cristo, per
mezzo del quale tutta la loro vita è pervasa di fede, speranza e carità,
raggiungono sempre più il proprio sviluppo personale e la mutua santificazione
e pertanto, assieme, rendono gloria a Dio.
Tutta
la vita del matrimonio è dedizione, ma ciò si fa particolarmente evidente
quando gli sposi, offrendosi reciprocamente nell'amore, realizzano
quell'incontro che fa di loro "una sola carne" (Gen 2, 24).
L'autentico amore coniugale è assunto dall'amore divino ed è sostenuto ed
arricchito dalla forza redentiva di Cristo e dall'azione salvifica della Chiesa,
perché i coniugi siano condotti in maniera efficace a Dio e siano aiutati e
rafforzarti nello svolgimento della sublime missione di padre e di madre. (LG,
GS, Grat. Sane).
5.
Riflessione del Vescovo
6.
Dialogo:
Cosa
significa santità coniugale?
Quali
sono gli elementi fondamentali di una vita santa in famiglia?
Come
realizzare con altre famiglie e con i figli il dialogo sulla santità?
7.
Impegni
8.
Salmo 92 (93).
"Il
Signore regna e si ammanta di splendore".
9.
Ave Maria. Regina Familiae: ora pro nobis.
10.
Preghiera per la famiglia
11.
Canto finale.
BIBLIOGRAFIA
Concilio
Vaticano II. Costituzione Pastorale GAUDIUM ET SPES, nn. 47-52.
CATECHISMO
DELLA CHIESA CATTOLICA:
Il sacramento del matrimonio, nn. 1601-1666; la sessualità umana e cristiana,
nn. 2331-2359 e 2514-2529; l'amore degli sposi e le offese contro la dignità
del matrimonio, nn. 2360-2391.
PAOLO
VI
Enciclica
HUMANE VITAE, 25 luglio 1968
Esortazione
Apostolica EVANGELII NUNTIANDI, 8 dicembre 1975
GIOVANNI
PAOLO II
Esortazione
Apostolica FAMILIARIS CONSORTIO, 22 novembre 1981
LETTERA
DEI DIRITTI DELLA FAMIGLIA,
22 ottobre 1983
Enciclica
MULIERIS DIGNITATEM, 15 agosto 1988
Lettera
alle Famiglie, GRATISSIMAM SANE,
2 febbraio 1994
LETTERA
AI BAMBINI,
nell'anno della famiglia, 13 dicembre 1994
Enciclica
EVANGELIUM VITAE, 25 marzo 1995
LETTERA
ALLE DONNE, 29
giugno 1995
Lettera
Apostolica TERTIO MILLENNIO ADVENIENTE, 10 novembre 1994
CONGREGAZIONE
PER LA DOTTRINA DELLA FEDE
ETICA
SESSUALE, 29
dicembre 1995
ISTRUZIONE
SUL RISPETTO DELLA VITA UMANA NASCENTE E LA DIGNITA' DELLA PROCREAZIONE.
Risposta ad alcune questioni di attualità, 22 febbraio 1987
PONTIFICIO
CONSIGLIO PER LA FAMIGLIA
DALLA
DISPERAZIONE ALLA SPERANZA, Famiglia e Tossicodipendenza,
1992
AL
SERVIZIO DELLA VITA
(Instrumentum laboris), 1992
EVOLUZIONI
DEMOGRAFICHE: dimensioni etiche e pastorali
(Instrumentum laboris), 25 marzo 1994
SESSUALITA'
UMANA: VERITA' E SIGNIFICATO. Orientamenti educativi in famiglia,
8 dicembre 1995
PREPARAZIONE
AL SACRAMENTO DEL MATRIMONIO,
13 maggio 1996
METODI
NATURALI PER LA REGOLAZIONE DELLA FERTILITA': L'ALTERNATIVA AUTENTICA.
Roma, Vita e Pensiero, 1994. pp. 561 (in italiano e inglese).
(1)
Che sia conosciuto e che corrisponda possibilmente al tema su cui si rifletterà.
(2)
Abbiamo trascritto in generale l'Esortazione Apostolica Familiaris Consortio,
con testi del Concilio Vaticano II, della Lettera alle Famiglie, Gratissimam
sane, e dell'Enciclica Evangelium Vitae.
(3)
Qui facciamo appello alla creatività: il tema introduttivo dovrebbe essere
svolto preferibilmente dal Vescovo. Per conseguire questo scopo, il suo
messaggio potrebbe essere registrato su cassette radio o video, che saranno poi
trasmesse durante l'Incontro. Il coordinatore della riunione aprirà poi il
dialogo sul tema sulla base del testo proposto.
(4)
Sono state formulate alcune domande che serviranno per il dialogo. Con esse si
cercherà di applicare il messaggio del giorno alla vita reale e concreta. Le
domande sono solo indicative, per cui se ne possono aggiungere altre, al fine di
rendere vivo e più ricco il dialogo.
(5)
Al termine di ogni Incontro, i partecipanti dovranno ripartire con impegni
concreti di modo che il lavoro e la riflessione realizzata producano veramente
frutti nelle loro vite e nelle loro famiglie. Nel primo tema ne sono stati
indicati alcuni a guisa d'esempio.
(6)
Come risposta orante alla riflessione del giorno.
INDICE
Introduzione
Tema
I La Famiglia, frutto della reciproca donazione coniugale
Tema
II Identità e missione della famiglia
Tema
III Comunione coniugale, fondamento della comunità familiare
Tema
IV Uguale dignità dell'uomo e della donna nella donazione di sé
Tema
V Paternità-maternità: partecipazione al potere creatore di Dio
Tema
VI Amore umano: servizio e protezione della vita
Tema
VII La famiglia, culla e santuario della vita
Tema
VIII Esigenze umane e cristiane della paternità e della maternità responsabili
Tema
IX Educazione dei figli: diritto-dovere primario e inalienabile
Tema
X La Famiglia, cellula prima e vitale della società
Tema
XI La Chiesa domestica, frutto e al servizio dell'evangelizzazione
Tema
XII La santità nella vita di famiglia
Bibliografia
Tratto da: pastoraledellafamiglia