LA BEATA VERGINE MARIA AURORA DELLA REDENZIONE

LA STIRPE DI MARIA

Il Vangelo ci offre pochi dati su ciò che la nostra devozione vorrebbe sapere intorno alla Santissima Ver­gine. Le genealogie di san Marco e di san Luca si riferiscono a san Giuseppe e non a Lei. Sappiamo so­lo una cosa, ed è che Ella appartene­va alla famiglia di David, e anche questo lo sappiamo perché le profezie e il Nuovo Testamento ci presen­tano sempre Cristo come il Figlio, il discen­dente di David. Non pare che questa filia­zione possa sostenersi ponendola unicamente in relazione con l'apparente paternità di san Giuseppe, ma è necessario imparentare in mo­do naturale Gesù con quel re così unito al messianismo, tanto più in quanto le affermazioni sono catego­riche. Nato come uomo, dalla stirpe di David, ci dice due volte san Paolo (Rm 1,3; 2Tm 2,8), che, a parte il fat­to che le sue epistole sono ispirate, non poteva, quale maestro di san Luca, non essere al corrente della verginità di Maria Santissima.

MARIA, AURORA DEL­LA REDENZIONE

Maria è l'aurora della Redenzione. Come tale dovettero salutarla gli angeli nella sua culla, e noi la salutiamo come Madre del Redentore.

Ma vorremmo ri­chiamare l'attenzione su di un punto particolare. Ter­tulliano ci dice che Dio lavorava con amore il fango di Adamo, perché quando limus exprimebatur, Christus cogitabatur Homo futurus: già pensava a Cristo che doveva nascere da questo fango. Sappiamo infatti che la scuola francescana, opinione oggi molto comune, sostiene che il fine dell'umanità fu di preparare la venuta di Cristo; ma anche se pre­scindiamo da questa bella dottrina, in realtà Dio, nel creare il mondo, sapeva che sarebbe venuto ad incar­narsi in esso. Pertanto, fin dalla creazione, in successive operazioni, Dio andò lavorando il fango da cui doveva nascere Cristo. Con quanto amore avrà dunque dato l'ultimo tocco, nel formare Sua Madre?

Un proverbio latino dice che i fi­gli somigliano alle loro madri: filii matrizant. L'esperienza lo dimostra vero nella maggior parte dei casi, e in special modo in quello di Gesù, che non ebbe padre umano. È molto verosimile che anche nel fisico aves­se i lineamenti di Maria. E che dire del lato spirituale? Gesù, dunque, in quanto uomo dovette essere l'imma­gine di Maria, come, in quanto Dio, lo era del Padre. Oggi, dunque, cele­briamo non solo la festa della nasci­ta di Maria, ma un anticipo dell'ap­parizione di Gesù.

SANTITA’ INIZIALE

Celebriamo anche la santità ini­ziale della Vergine. È dottrina comu­ne che ebbe più grazia di ogni altra creatura, e che la ebbe prima di na­scere.

Che l'avesse fin dal primo mo­mento della Sua Concezione è logi­co, dato che sappiamo che la grazia non è che la manifestazione esterna e l'effetto creato dall'amore di Dio verso una creatura. Se, fin da principio, amò Maria come Madre, ne segue che l'avrà colmata di grazia, co­me Madre Sua. Non avrebbe detto in seguito che erano veramente beati coloro che ascoltavano la parola di Dio, cioè i giusti? Quindi, amando Sua Madre come la amava, bisognava che la santificasse.

San Tommaso espone un princi­pio universalmente ammesso e, d'altronde, naturale: Dio concede a ciascuno la grazia proporzionata al­la sua missione. Grande è quella dei sacerdoti, più grande dovette essere quella degli Apostoli; ma quale santità sarà stata necessaria alla Madre di Dio per adempiere la sua missione? Salutiamo, dunque, oggi, l'aurora della grazia che spunta nel mondo, pronta a crescere, come il sole quan­do sorge, fino a giungere al mezzo­giorno. Perché oggi cominciano le ascensioni di Maria. È dottrina pia­mente ammessa in teologia che Maria Santissima godette dell'uso della ragione fin dal Suo primo istan­te di vita. Non preoccupiamoci di sa­pere quale esso sia stato, ma meditia­molo oggi, giorno della sua nascita gloriosa. Ebbene questa conoscenza fu da Lei usata per meritare, perché la grazia di Maria era suscettibile di aumento. Un'anima può esser sem­pre più dilatata da Dio affinché pos­sa riceverne sempre più. E Maria ap­profittò di questa capacità di adesio­ne a Dio per riempirla con la sua cooperazione e col suo amore.

LETIZLA MARIANA

Questa può e deve esser la sintesi della festa di oggi. Gioia della Santissima Trinità, che vede nata questa Bambina, per mezzo della quale pensava di operare tali mera­viglie; gioia degli angeli, che avran­no salutato la loro Regina. «Da qui debbo trarre un altro motivo di gioia spirituale, considerando che, come la nascita della Vergine causò gioia nel mondo, perché era il segno della venuta del Salvatore per redimerlo, così quando la devozione verso la Vergine nasce in un'anima causa in Lei una gran gioia, perché è segno della venuta di Cristo per salvarla» (Luigi Da Ponte, Meditazioni).

Molte volte nasciamo alla grazia quando nasce in noi la devozione a Maria. Ma assomigliamo a Lei, cre­scendo continuamente? Ne abbiamo motivo, poiché anche noi siamo cri­stofori, templi vivi di Dio, la cui san­tità ci eleva, ma dobbiamo mostrarci degni di essa nell'umile misura della nostra piccolezza.  Tratto da: “De vita contemplativa” settembre 2009