L’INFERNO ESISTE!… GESU’ NE HA PARLATO MOLTISSIME
VOLTE
Dal
Catechismo della Chiesa Cattolica numeri: 1034-1035.
«Gesù parla
ripetutamente della "Geenna", del "fuoco inestinguibile", [CfMt
5,22; Mt 5,29; Mt 13,42; Mt 13,50; Mc 9,43-48] che è riservato a chi sino alla
fine della vita rifiuta di credere e di convertirsi, e dove possono perire sia
l'anima che il corpo [Cf Mt 10,281. Gesù annunzia con parole severe che egli
"manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno... tutti gli operatori di
iniquità e li getteranno nella fornace ardente (Mt 13,41-42), e che pronunzierà
la condanna: "Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno!"
(Mt25,41).
La
Chiesa nel suo insegnamento afferma l'esistenza dell'inferno e la stia eternità.
Le anime di coloro che muoiono in stato di peccato mortale, dopo la morte
discendono immediatamente negli inferi, dove subiscono le pene dell'inferno,
"il fuoco eterno " [Cf Simbolo "Quicumque ". Denz -Schnórn_
76: Sinodo di Costantinopoli: ibid., 409. 411; 2741. La pena principale
dell'inferno consiste nella separazione eterna da Dio, nel quale soltanto l'uomo
può avere la vita e la felicità per le quali è stato creato e alle quali
aspira».
commento
di Fra Crispino Lanzi
Scrive
il noto scrittore Vittorio Messori: "Per ogni uomo, per me stesso, c'è la
possibilità terribile e concreta del totale fallimento; questa possibilità è
chiamata inferno".
Dio
non vuole l'inferno: Dio è infinitamente buono e perciò come dice la Bibbia
"vuole che tutti gli uomini si salvino" (1 Tim 2,4). Cristo Dio si è
fatto uomo ed è morto in croce perché nessuno andasse dannato: Lui stesso ha
detto: "Io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori a
convertirsi" (Lc 5,32). E S. Paolo esclama: "Questa parola è sicura e
degna di essere da tutti accolta: Gesù è venuto nel mondo per salvare i
peccatori e di questi il primo sono io" (1 Tim 1,15).
Non
è Dio a creare l'inferno. Scrive un celebre teologo Gesuita: L'inferno è
frutto del peccato. È l'uomo a entrarvi di sua volontà (contro la volontà di
Dio). "Il Cielo (il paradiso) è già iniziato per noi dal nostro
battesimo, ma cominciamo a goderlo solo dal giorno della morte. La stessa cosa
accade dell'inferno: nel momento in cui uno commette il peccato mortale,
l'inferno già penetra in lui: l'inferno non è altro che la privazione di Dio.
Col peccato io creo l'inferno... Se io prendo l'autobus per andare a uccidere
qualcuno, nessuno dirà mai che l'autista è responsabile di un assassinio. Che
cosa c'entra lui? Lui fa il suo dovere. Così, se io salgo sull'autobus del
peccato, e non scendo alla stazione dell'attrizione con la confessione,
o della contrizione perfetta se non è possibile la confessione,
l'effetto è questo: la morte eterna ossia l'inferno".
1.
E’ NECESSARIO PARLARE DELL'INFERNO.
Con dolce insistenza Paolo VI ci ha rivolto questo invito: "Parlate e
meditate sulla scienza delle cose ultime che il Concilio Vaticano II chiama
escatologia (dal greco éscatos che significa ultimo) e che comprende gli ultimi
destini umani oltre la morte: quelli che il catechismo e la predicazione
chiamano i novissimi cioè morte, giudizio, inferno, paradiso. Dei novissimi
pochi ne parlano e, quei pochi, ne parlano poco. Il Concilio però ci ricorda le
solenni verità escatologiche che ci riguardano, compresa quella terribile d'un
possibile eterno castigo che chiamiamo l'inferno".
Se
tutti meditassero sull'inferno, innumerevoli peccatori e increduli farebbero il
dialogo con l'anima, che fece l'anticlericale filosofo Diderot: "Anima mia,
se tu continui a vivere così, non solo sarai infelice in questa vita, ma anche
dopo morte, nell'inferno". E l'anima: "Ma chi ha detto che c'è
l'inferno?". Il filosofo: "L'inferno
è una cosa così orrenda, che anche solo il pensiero che ci possa essere, ti
dovrebbe costringere a mettere giudizio". L'anima ardì rispondergli:
"Io sono certa ... che l'inferito non c'è". Gridò il filosofo: "Anima
mia, non dir bugie! Dicendo questo tu sai di mentire".
Poveri
Sacerdoti che credono di essere moderni facendo completo silenzio sui
nuovissimi, sull'inferno! Si deve anche a questo colpevole silenzio se
l'umanità di oggi, si è tanto allontanata da Dio e corre verso la catastrofe.
Sono quanto mai attuali le parole di S. Caterina da Siena: "Ahimè!
Non più tacere! Gridate con cento, con migliaia di lingue! Veggo che per tacere
il mondo è guasto!".
Tutti
i Padri e Dottori della Chiesa ne hanno parlato chiaramente. Sant'Agostino ci
esorta: "Discendiamo (con il pensiero) nell'inferno ora che siamo vivi
affinché non abbiamo a discendervi quando saremo morti".
E supplica il Signore che gli mandi su questa terra tutti i dolori immaginabili
purché impedisca che vada dannato per sempre: "Qui brucia, qui taglia, qui
non risparmiarmi nessuna sofferenza, purché tu mi abbia a salvare per l'eternità".
Lo
Spirito Santo ci ammonisce: "In tutte le opere pensa alla tua fine".
(ossia alle ultime realtà: morte, giudizio, inferno, paradiso) e non peccherai
mai "(Sir 7,40).
E
Gesù stesso ci ha comandato: "Andate e predicate il Vangelo ad ogni
creatura". Ebbene, l'inferno e le altre verità taciute, sono parte
essenziale del Vangelo. Anzi, come afferma un noto predicatore di Esercizi
spirituali, "di nessun'altra cosa ha tanto parlato Cristo nel Vangelo come
dell'inferno: più di 60 volte: trenta volte del fuoco (ossia di un tormento
orribile) e trentasei volte della eternità. Su nessun'altra cosa ha insistito
tanto, e noi non abbiamo il diritto di diminuire il contenuto del Vangelo
".
2.
L'INFERNO ESISTE DAVVERO: Lo
negano, dice Sant'Agostino coloro che hanno interesse che non esista perchè
se esiste è fatto per loro. Ma esiste; e per andarvi non è necessario credere
alla sua esistenza, anzi, chi ostinatamente lo nega può ritenersi sicuro di
precipitarvi.
Tutta
la Sacra Scrittura ne parla, in modo esplicito o implicito, circa 600 volte.
Gesù,
non solo ne ha parlato tante volte, ma ha pure usato delle parabole
impressionanti, come, per esempio, le seguenti: Il ricco cattivo e il povero
Lazzaro: quel ricco egoista, gaudente morì e precipitò "nell'inferno
tra i tormenti" e invano, tra l'arsura e le torture delle fiamme, chiedeva
una sola goccia d'acqua. Anche Lazzaro morì, ma la sua anima fu portata nel
seno di Abramo", espressione ebraica che significa paradiso. (cfr Lc
16,19-31).
La zizzania seminata in mezzo al buon grano, al momento della mietitura, dovrà essere bruciata. "Così, dice Gesù, avverrà alla fine del mondo. Il Figlio dell'uomo (Cristo) manderà i suoi Angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti gli operatori d'iniquità e li getteranno nella fornace ardente dove sarà pianto e stridore di denti. Allora i giusti splenderanno come sole nel regno del Padre loro" (cfr Mt 13,24-43).
Gesù
per descriverci l'esistenza e l'orrore dell'inferno ha usato immagini violente e
spietate: qualche esempio:
a)
A coloro che usano i doni di Dio per offenderlo, grida: "Se la tua mano o
il tuo piede ti è di scandalo, tagliali e gettali via da te: è meglio per te
entrare nella vita con una sola mano e un solo piede, che avere due mani e due
piedi e essere gettato nel fuoco. E se l'occhio tuo ti è di scandalo, cavalo e
gettalo via: è meglio per te entrare nella vita con un occhio solo che avere
due occhi ed essere gettato nel fuoco" (Mt 18,8), "dove il verme non
muore e il fuoco non si spegne " (Mc 9,48).
b)
Gesù a coloro che si dicono cristiani, ma vivono da pagani, dirà: "Non vi
conosco" (Mt 25,12).
c) Gesù bollerà così ogni cristiano che non ha utilizzato i talenti ricevuti: "Servo malvagio e infingardo!... gettatelo fuori nelle tenebre, là sarà pianto e stridore di denti" (Mt 25,2630).
d)
Cristo, al giudizio universale "dirà a quelli che saranno alla sua
sinistra: Via, lontano da me, maledetti, al fuoco eterno, preparato per il
diavolo e per i suoi seguaci... E se ne andranno questi al supplizio eterno, e i
giusti alla vita eterna" (Mt 25,41-45).
S.
Giovanni, l'apostolo
dell'amore, scrive: "Il fumo dei loro tormenti salirà per i secoli dei
secoli" (Ap 14,11).
3. L'INFERNO È ETERNO: l'eternità costituisce l'inferno dell'inferno: quando si sa che una atroce sofferenza avrà termine, si acquista coraggio, ma quando si è certi che non terminerà mai, non resta che la più cupa disperazione. Ebbene, l'inferno non terminerà mai, mai. La Bibbia parla molte volte di questa eternità disperata.
S.
Bonaventura, Dottore della
Chiesa, per darcene una pallida idea, usa la seguente immagine: Un uccello passa
una volta ogni cento anni, toccando delicatamente, con la punta delle sue ali,
una immensa palla di bronzo. Quando questa sarà completamente consumata, sarà
terminato l'inferno? No! Sarà appena al suo inizio, poiché incomincia sempre e
non finisce mai.
A
S. Tommaso d'Aquino, una delle menti più alte del mondo, quando era
ormai in fin di vita, fu chiesto: Tu che hai insegnato nelle più celebri
cattedre d'Europa e che hai tanto predicato e tanto scritto, da che cosa, nella
tua vita, sei rimasto più impressionato? Rispose: Ciò che più mi ha impressionato
è questa triste realtà: che ci siano tanti cristiani i quali sono sicuri che
Gesù è Dio e che Gesù ha parlato chiaramente dell'inferno e perciò sono
certi ch'esso esiste, eppure vivono per un'ora nel peccato mortale: in quell'ora
potrebbero morire all'improvviso correndo il rischio di precipitare per sempre
nell'inferno". Che dire di molti cristiani che nel peccato mortale vivono
non un'ora soltanto, ma intere giornate e notti e settimane e mesi?
Dante
Alighieri: immagina scritte
sulla porta dell'inferno queste parole: "Dinanzi a me non fur cose create/
se non eterne e io eterno duro:/ lasciate ogni speranza, voi ch'entrate " (Inf
III, 7ss.).
Gesù
ci ripete: "State preparati! Vegliate e pregate perchè non sapete né il
giorno, né l'ora...; la morte viene come un ladro di notte. State
preparati!" (Mt 24,42).
Se
la morte ci sorprende in peccato grave, non resterà per noi altro che la
disperazione eterna; mentre se ci trova preparati ossia in Grazia di Dio, ci
spalancherà le porte della felicità senza fine.
ESEMPIO:
La Madonna a Fatima nel 1917, per 6 volte è apparsa a tre pastorelli: Lucia,
Francesco, Giacinta. Nella terza apparizione, il 13 luglio, dopo aver assicurato
i tre fanciulli che li avrebbe accolti in paradiso, concesse a loro la
spaventosa visione dell'inferno. Ecco le precise parole della veggente Lucia:
"Quando la Signora disse: Fate sacrifici per i peccatori, aprì le mani. Il
fascio di luce che ne scaturì sembrò penetrare nella terra, e noi vedemmo come
un gran mare di fuoco, e in esso, immersi, neri, informe orribili e schifose, i
demoni, e anime somiglianti a braci trasparenti che, trascinate in alto dalle
fiamme, ricadevano giù da ogni parte, fra grida di disperazione che facevano
inorridire e tremare per lo spavento".
La Madonna commentò: Questa è appena una pallida immagine dell'inferno. Molti vivono nel peccato mortale, e quindi sono in pericolo di andare dannati per sempre; pregate perchè i peccatori si convertano.
PROPOSITO.
Riflettiamo seriamente sull'accorato e drammatico appello della Madonna a
Fatima: Molti vanno all'inferno perché i buoni non pregano e non offrono
sacrifici e dolori e fatiche e non recitano ogni giorno il Santo Rosario per
ottenere che i peccatori si convertano. Mettiamo in pratica, senza indugio,
queste urgentissime richieste della Madre di misericordia e Rifugio dei
peccatori.