L'IMMAGINE DI GESU’ SUL PETTO DI GIUDA TADDEO

­Giuda Taddeo, a differenza degli altri Apostoli, quasi sempre viene effi­giato con l'immagine di Gesù sul petto. E perché questo Apostolo? Nessuno scrittore ne ha mai scritto o parlato. Potremmo pensare che ciò fosse per indicare la sua parentela con il Divin Maestro. E se ciò non fosse? Si potreb­be ritenere allora che la più remota antichità lo abbia voluto rappresentare con questa Immagine sempre visibile a ricordo di quella domanda che egli fece a Gesù nell'Ultima Cena: "Signore, per­ché vuoi farti conoscere a noi e non al mondo?", a cui Gesù rispose: "Se uno mi ama, metterà in pratica la mia parola, e il Padre mio lo amerà. Io verrò a lui con il Padre mio e abiteremo con lui".

Giuda Taddeo - dicono alcuni scrittori - conservò tale risposta quale teso­ro nel suo cuore ed ancora oggi la conserva e porta misticamente espressa sul suo petto con quella Immagine: - Immagine che testimonia la sua fedeltà a Cristo contro l'infedeltà ed il tradimento del suo omonimo, l'Iscariota.

La carità ci unisce a Dio e fa che Egli abiti in noi e noi reci­procamente in Lui.

La carità ci porta ad osservare e seguire la sua Parola e per questa osservanza il Signore si mani­festa ai suoi seguaci e non al mondo. Potremmo quasi dire che que­sta immagine di Gesù sul petto di Giuda Taddeo sia come la tessera per ricordare e sensibilizzare l'esplicita dichiarazione del Divin Maestro alla domanda del nostro Apostolo. E, come questi la provocò, in certo qual modo, dal Signore, facendone richiesta di fronte a tutti, così era giusto ed opportuno che tale infallibile risposta fosse tramandata ai posteri in una forma mistica, ma anche visibile. Oh, quanta luce perciò risplende in tutte le opere di Giuda Taddeo, munito il petto dell'usbergo della vera for­tezza e chiuso il cuore nella viva fornace della divina carità! E veniamo ad altre ipotesi che raccogliamo tra gli scritti dei Santi Padri e Autorità eccle­siastiche.

Alcuni agiografi riterrebbero che il Salvatore stesso avrebbe consegnato al nostro Apostolo il panno sul quale era stata impressa l'Immagine del suo Volto Santo perché lo recasse al re Abgar V di Edessa; altri sarebbero del parere che Giuda Taddeo, dopo aver guarito a Edessa il re Abgar dalla sua grave e noiosa malattia, avrebbe ricevuto in dono, dallo stesso re, il ritratto del Divin Maestro Gesù.

Da ciò gli agiografi penserebbero che l'Apostolo Cugino del Signore, ricevuto il prezioso deposito da Gesù o dal re Abgar, lo avesse custodito gelosamente sul suo petto. Ognuna di queste credenze potrebbe essere buona e vera, ma non c'è documento storico che l'autentichi.

Anzi, per quanto alcuni agiografi si siano sbizzarriti di ricercarne qual­che autorità presso gli antichi scrittori sacri, non ne hanno trovato affatto. Il fatto, però, che questa consuetudine sia così antica ed universale, ci farebbe pensare che il nostro Apostolo avesse una grande relazione ed atti­nenza in ciò.

Il che dovrebbe suscitare in tutti i fedeli una grande fiducia nella prote­zione di questo Apostolo. Se egli, a differenza degli altri Apostoli, viene effi­giato con l'immagine di Gesù sul petto, è giusto pensare il suo grande e reci­proco amore con il Cugino e Maestro Gesù, e, quindi, non esservi grazia che a lui si chieda e non la si ottenga.

La quotidiana esperienza ne è la più evidente constatazione, tanto che tutti i fedeli e devoti si è meritato la denominazione di "Patrono nei casi disperati".

Tale designazione non sembri arbitraria. Il Signore stesso, in una sua apparizione a Santa Brigida - che versava allora in una grande necessità - le raccomandò di ricorrere all'intercessione del suo Santo Cugino.

Inoltre, San Giuda Taddeo stesso rivelò a varie persone che Iddio gli aveva concesso una speciale potenza di patrocinio per i casi disperati.

In casi ardui e difficili della vita umana, in cui ogni provvedimento sem­bra privo di speranza, l'andare a Giuda Taddeo significa ottenere la grazia desiderata, qualora, ben inteso, questa non sia pregiudizievole all'anima.

Affidiamoci a lui, dunque, con cuore fiducioso e non disdegniamo di diffonderne la conoscenza ed il culto e di uniformare la nostra condotta ai suoi sublimi insegnamenti.

 

Ricordate che... il 28 ottobre è la festa di San Giuda Taddeo. Venite numerosi al suo altare perché Egli possa colmarvi di immensa goia e serenità

Le Suore e le ragazze della "Piccola Casa"