Sindrome
Post Aborto - Io, Gianna Jessen, sopravvissuta all’aborto
Testimonianze
di Gianna Jessen rilasciate il 22 aprile 1996 ed il 20 luglio 2000 davanti al
Sottocomitato Giudiziario del Congresso sulla Costituzione
Oggi
la testimonianza non è di una donna che ha abortito, ma di una che è stata
abortita, ed è miracolosamente sopravvissuta.
Mi chiamo
Gianna Jessen. Vorrei dirvi grazie per la possibilità di parlare oggi. Non è
una piccola cosa dire la verità. Dipende unicamente dalla grazia di Dio il
poterlo fare. Ho 23 anni. Sono stata abortita e non sono morta. La mia madre
biologica era incinta di sette mesi quando andò da Planned Parenthood nella
California del sud e le consigliarono di effettuare un aborto salino tardivo. Un
aborto salino consiste nell’iniezione di una soluzione di sale nell’utero
della madre. Il bambino inghiottisce la soluzione, che brucia il bambino dentro
e fuori, e poi la madre partorisce un bambino morto entro 24 ore. Questo è
capitato a me! Sono rimasta nella soluzione per circa 18 ore e sono stata
partorita VIVA il 6 aprile 1977 alle 6 del mattino in una clinica per aborti
della California. C’erano giovani donne nella stanza che avevano appena
ricevuto le loro iniezioni ed aspettavano di partorire bambini morti. Quando mi
videro, provarono l’orrore dell’omicidio. Un’infermiera chiamò
un’ambulanza e mi fece trasferire all’ospedale. Fortunatamente per me il
medico abortista non era alla clinica. Ero arrivata in anticipo, non si
aspettavano la mia morte fino alle 9 del mattino, quando sarebbe probabilmente
arrivato per il turno d’ufficio. Sono sicura che non sarei qui oggi se il
medico abortista fosse stato alla clinica dato che il suo lavoro è togliere la
vita, non sostenerla. Qualcuno ha detto che sono un “aborto mal riuscito”,
il risultato di un lavoro non ben fatto. Fui salvata dal puro potere di Gesù
Cristo. Signore e Signori, dovrei essere cieca, bruciata… dovrei essere morta!
E tuttavia, io vivo! Rimasi all’ospedale per circa tre mesi. Non c’era molta
speranza per me all’inizio. Pesavo solo nove etti. Oggi, sono sopravvissuti
bambini più piccoli di quanto lo ero io. Un medico una volta mi disse che avevo
una gran voglia di vivere e che lottavo per la mia vita. Alla fine potei
lasciare l’ospedale ed essere data in adozione. Per via di una mancanza di
ossigeno durante l’aborto vivo con la paralisi cerebrale. Quando mi fu
diagnosticata, tutto quello che potevo fare era stare sdraiata. Dissero alla mia
madre adottiva che difficilmente avrei mai potuto gattonare o camminare. Non
riuscivo a tirarmi su e mettermi a sedere da sola. Attraverso le preghiere e
l’impegno della mia madre adottiva, e poi di tanta altra gente, alla fine ho
imparato a sedere, a gattonare e stare in piedi. Camminavo con un girello e un
apparecchio ortopedico alle gambe poco prima di compiere quattro anni. Fui
adottata legalmente dalla figlia della mia madre adottiva, Diana De Paul, pochi
mesi dopo che cominciai a camminare. Il Dipartimento dei Servizi Sociali non mi
avrebbe rilasciato prima per essere adottata. Ho continuato la fisioterapia per
la mia disabilità e, dopo in tutto quattro interventi chirurgici, ora posso
camminare senza assistenza. Non è sempre facile. A volte cado, ma ho imparato a
cadere con grazia dopo essere caduta per 19 anni. Sono così grata per la mia
paralisi cerebrale. Mi permette di dipendere veramente solo da Gesù per ogni
cosa. Sono felice di essere viva. Sono quasi morta. Ogni giorno ringrazio Dio
per la vita. Non mi considero un sottoprodotto del concepimento, un pezzo di
tessuto, o un altro dei titoli dati ad un bambino nell’utero. Non penso che
nessuna persona concepita sia una di quelle cose.
Ho incontrato altri sopravvissuti all’aborto. Sono tutti grati per la vita.
Solo alcuni mesi fa ho incontrato un’altra sopravvissuta all’aborto. Si
chiama Sarah. Ha due anni. Anche Sarah ha la paralisi cerebrale, ma la sua
diagnosi non è buona. È cieca ed ha delle gravi crisi . L’abortista, oltre
ad iniettare nella madre la soluzione salina, la inietta anche nelle piccole
vittime. A Sarah l’ha iniettata nella testa. Ho visto il punto della sua testa
dove l’ha fatto. Quando parlo, non parlo solo per me stessa, ma per gli altri
sopravvissuti, come Sarah, ed anche per quelli che non possono parlare… Oggi,
un bambino è un bambino, quando fa comodo. È un tessuto o qualcos’altro
quando non è il momento giusto. Un bambino è un bambino quando c’è un
aborto spontaneo a due, tre, quattro mesi. Un bambino è chiamato tessuto o
massa di cellule quando l’aborto volontario avviene a due, tre, quattro mesi.
Perché? Non vedo differenza. Che cosa vedete? Molti chiudono gli occhi… La
cosa migliore che posso farvi vedere per difendere la vita è la mia vita. È
stata un grande dono. Uccidere non è la risposta a nessuna domanda o
situazione. Fatemi vedere come possa essere la risposta. C’è una frase incisa
negli alti soffitti di uno degli edifici del parlamento del nostro stato [la
California]. La frase dice: “Ciò che è moralmente sbagliato, non è corretto
politicamente”. L’aborto è moralmente sbagliato. Il nostro paese sta
spargendo il sangue degli innocenti. L’America sta uccidento il suo futuro.
Tutta la vita ha valore. Tutta la vita è un dono del nostro Creatore. Dobbiamo
ricevere e conservare i doni che ci sono dati. Dobbiamo onorare il diritto alla
vita.
Quando le libertà di un gruppo di cittadini indifesi sono violate, come per i
nascituri, i neonati, i disabili e i cosiddetti “imperfetti”, capiamo che le
nostre libertà come NAZIONE e Individui sono in grande pericolo. Vengo oggi a
parlare in favore di questa legge a favore della protezione della vita. Vongo a
parlare per conto dei bimbi che sono morti e per quelli condannati a morte.
Learned Hand, un giurista americano rispettato (del nostro secolo) disse: “Lo
spirito della libertà è lo spirito che non è troppo sicuro di essere giusto;
lo spirito della libertà è lo spirito che cerca di capire le opinioni degli
altri uomini e donne; lo spirito della libertà è lo spirito che pesa i loro
interessi insieme ai propri, senza pregiudizi; lo spirito della libertà ci
ricorda che neanche un passero cade a terra inosservato; lo spirito della libertà
è lo spirito di Colui che, circa 2000 anni fa, ha insegnato all’umanità la
lezione che non ha mai imparato, ma non ha mai dimenticato; che c’è un regno
dove gli ultimi saranno ascoltati e considerati accanto ai più grandi.”
Dov’è l’anima dell’America?! Voi membri di questo comitato: dov’è il
VOSTRO cuore? Come potete trattare le questioni di una nazione senza esaminare
la sua anima? Uno spirito omicida non si fermerà davanti a nulla finché non
avrà divorato una nazione. Il Salmo 52,2-4 dice: “Lo stolto pensa: «Dio non
esiste». Sono corrotti, fanno cose abominevoli, nessuno fa il bene. Dio dal
cielo si china sui figli dell’uomo per vedere se c'è un uomo saggio che cerca
Dio. Tutti hanno traviato, tutti sono corrotti; nessuno fa il bene; neppure
uno.” Adolf Hitler una volta disse: “L’abilità ricettiva delle grandi
masse è solo molto limitata, la loro comprensione è piccola; d’altro lato la
loro smemoratezza è grande. Essendo così, tutta la propaganda efficace deve
essere limitata a pochissimi punti che a loro volta dovrebbero essere usati come
slogan finché l’ultimo uomo sia capace di immaginare che cosa significhino
tali parole”. Gli slogan di oggi sono: “Il diritto di una donna di
scegliere”, “Libertà di scelta”, eccetera. C’era una volta un uomo che
parlava dall’inferno (ne parla il capitolo 16 di Luca) che disse: “Sono
tormentato da questa fiamma”. L’inferno è reale. Così lo è Satana, e lo
stesso odio che crocifisse Gesù 2000 anni fa, ancora si trova nei cuori dei
peccatori oggi. Perché pensate che questa intera aula tremi quando menziono il
nome di Gesù Cristo? È così perché Egli è REALE! Egli può dare grazia per
il pentimento e perdono a voi ed all’America. Noi siamo sotto il giudizio di
Dio – ma possiamo essere salvati attraverso Cristo. Dice la Lettera ai Romani:
5,8-10: “Ma Dio dimostra il suo amore verso di noi perché, mentre eravamo
ancora peccatori, Cristo è morto per noi. A maggior ragione ora, giustificati
per il suo sangue, saremo salvati dall’ira per mezzo di lui. Se infatti,
quand’eravamo NEMICI, siamo stati riconciliati con Dio per mezzo della morte
del Figlio suo, molto più ora che siamo riconciliati, saremo salvati mediante
la sua vita.”
La
morte non ha prevalso su di me… ed io sono così grata!!!