INTERESSANTE INTERVISTA A BRUNO CORNACCHIOLA

Veggente delle Tre Fontana

Non nascondo l'emozione e anche l'imbarazzo provato nell'In­contro con Bruno Cornacchiola. L'appuntamento per l'intervista l'avevo fissato con lui stesso. Mi presento puntuale con l'amico fotografo Ullo Drogo, nella dignitosa villetta dov'egli risiede, in una zona tranquilla e periferica di Roma. Egli ci accoglie con molta cordialità; la sua semplicità ci mette subito a nostro agio; ci dà e vuole del  tu. E' un uomo sulla settantina, barba e capelli bian­chi, gesti spontanei, occhi dolci, voce leggermente rauca. Si rivela anche uomo energico e deciso, dai modi spicci. Le sue risposte sono Immediate. Ci impressiona la carica di convinzione con cui parla come pure li suo tenero amore alla Vergine, l'attaccamento alla Chiesa, la devozione al Papa e ai sacerdoti.

Dopo l'intervista ci accompagna in cappella, per una preghiera. Poi ci presenta alcuni membri della comunità da lui fondata e che vive con lui. Sulle apparizioni della Madonna la Chiesa non si è ancora pronunciata,- ma segue con interesse la vicenda e l suoi sviluppi. A prescindere da questo, riteniamo che Bruno Cornac­chiola sia un testimone credibile.

 

Caro Cornacchiola, tu sei testi­mone di fatti che suscitano ironi­ca curiosità negli scettici e vivo interesse nei credenti. Come ti senti di fronte a questo mistero che ti supera?

Io parlo sempre in modo sem­plice. Il mistero che ho vissuto, l'apparizione della Madonna, lo confronto col mistero che ha il sacerdote. Questi è investito di una potenza divina per la salvezza del prossimo. Lui non si accorge della grande potenza che ha, ma la vive e la distribuisce agli altri. Così è per me davanti a questo grande fatto. Ho la grazia non tan­to di vedere la grandezza dell'ac­caduto, quanto di vivere una vita pienamente cristiana.

 

Partiamo dagli antefatti. Tu eri miscredente, nemico acerrimo del­la Chiesa e avevi in animo di uc­cidere il papa Pio XII. Come arri­vasti a tanto odio?

All'odio arrivai attraverso l'igno­ranza, cioè la non conoscenza del­le cose di Dio. Da giovane apparte­nevo al Partito d'Azione e a una setta protestante, agli Avventisti. Da questi ricevetti una forma di odio verso la Chiesa e i suoi dogmi. Non ero miscredente, ma soltanto pieno di odio verso la Chiesa. Cre­devo di aver raggiunto la verità, invece combattendo la Chiesa odia­vo la verità. Volevo uccidere il pa­pa per liberare il popolo da una schiavitù e da una ignoranza nella quale, come mi insegnavano, lo te­neva la Chiesa. Quello che inten­devo fare ero sicuro che fosse a beneficio dell'umanità.

 

Poi un giorno, il 12 aprile 1947, tu fosti protagonista di un evento che fece cambiare rotta alla tua vita. In una zona malfamata e peri­ferica di Roma, tu "vedesti " la Madonna. Puoi dire in breve come andarono esattamente le cose?

Qui bisogna fare una premessa. Tra gli avventisti ero diventato di­rettore della gioventù missionaria. In questa veste cercavo di educare la gioventù a rifiutare l'Eucaristia, che non è presenza reale di Cri­sto; a rifiutare la Vergine, che non è Immacolata, a rifiutare il Papa che non è infallibile. Dovevo parla­re di questi argomenti a Roma, in piazza della Croce Rossa, il 13 A­prile 1947, che era di domenica. Il giorno prima, sabato, volli por­tare la mia famiglia in campagna. Mia moglie era malata. Portai con me sola i bambini: Isola, 10 anni; Carlo, 7 anni; Gianfranco, 4 anni. Presi anche la Bibbia, un taccuino e una matita, per stendere appunti su quello che dovevo dire il gior­no seguente.

Senza dilungarmi, mentre i bam­bini giocano, perdono e ritrovano la palla. lo gioco con loro, ma la palla si perde di nuovo. Vado a cercare la palla con Carlo. Isola va a raccogliere dei fiori. II bambi­no più piccolo rimane solo, seduto ai piedi di un albero di eucalyptus, di fronte a una grotta naturale. Ad un certo punto chiamo il bambino, ma non mi risponde. Preoccupato mi avvicino a lui e lo vedo inginoc­chiato davanti alla grotta. Lo sento mormorare: “ Bella signora!” io penso ad un gioco. Chiamo Isola e questa arriva con un mazzetto di fiori in mano e si inginocchia pure lei esclamando: “Bella signora!

Poi vedo che anche Carlo s'ingi­nocchia ed esclama: « Bella signo­ra! ». Cerco di farli alzare, ma sem­brano pesanti dei quintali. Mi met­to paura e mi chiedo: ma che cosa succede? Non penso ad una appa­rizione, ma ad un incantesimo. Ad un tratto vedo due mani bian­chissime uscire dalla grotta, mi toccano gli occhi e non ci vedo più. Poi vedo una luce magnifica, splendente, come se il sole fosse entrato dentro la grotta e vedo quella che i miei bambini chiamano la  “Bella Signora”. E' scalza, con un manto verde sulla testa, un ve­stito bianchissimo e una fascia ro­sa con due lembi fino al ginocchio. In mano ha un libro color cenere. Lei mi parla e mi dice: « Io sono quella che sono nella Trinità divina: sono la Vergine della Rivelazione” e aggiunge: “Tu mi perseguiti. Ora basta. Rientra nell'ovile e obbedi­sci ». Poi aggiunse tante altre cose per il Papa, per la Chiesa, per i sa­derdoti, per i religiosi.

 

Come spieghi il preannuncio di questa apparizione fatto dieci anni prima, dalla Madonna stessa, a Luigina Sinapi e attraverso di lei al futuro papa Pio XII?

Qui io non mi posso pronunciare. Già mi hanno riferito questo fatto. Sarei ben contento che ci fosse stato, ma ogni fatto bisogna che abbia una forte testimonianza. Ora se questa testimonianza c'è la ti­rino fuori, se non c'è,facciano a meno di parlarne.

 

Torniamo all'apparizione delle Tre Fontane. In quella e nelle succes­sive apparizioni come hai visto la Madonna: triste o felice, preoccu­pata o serena?

Vedi, talvolta la Vergine parla con una tristezza sul volto. E' triste specialmente quando parla della Chiesa e dei sacerdoti. Questa sua tristezza però è materna. Lei dice: “ Io sono la madre dei puro clero, del santo clero, del fedele clero, dell'unito clero. Desidero che il cle­ro sia veramente come mio Figlio lo vuole ».

 

Perdonami l'impertinenza, ma pen­so che i nostri lettori abbiano tutti il desiderio di farti questa domanda: ci puoi descrivere, se ti riesce, com'è fisicamente la Madonna?

Posso descriverla come una don­na orientale, snella, bruna, occhi bellissimi ma non neri, carnagione scura, capelli lunghi e neri. Una donna bellissima.

Se le dovessi dare un'età? Una donna dai 18 ai 22 anni. Gio­vane nello spirito e nel fisico. La Vergine l'ho vista così.

 

Il 12 aprile dell'anno scorso an­ch'io ho visto alle Tre Fontane gli strani prodigi del sole, che ruotava su se stesso cambiando colore e che si poteva fissare senza essere disturbati negli occhi. Ero immerso in una folla di circa 10 mila perso­ne. Quale significato aveva questo fenomeno?

Prima di tutto la Vergine quando fa questi prodigi o fenomeni, come dici tu, è per richiamare l'umanità alla conversione. Ma lo fa anche per richiamare l'attenzione dell'au­torità a credere che lei è scesa sulla terra.

 

Perché, secondo te, la Madonna è apparsa tante volte e in luoghi così diversi nel nostro secolo?

La Vergine è apparsa in luoghi diversi, anche in case private, a persone buone per incoraggiarle, guidarle, illuminarle sulla loro mis­sione. Ma ci sono dei posti un po' particolari che vengono portati a un risalto mondiale. In questi casi la Vergine appare sempre per ri­chiamare. E' come un aiuto, un soc­corso, un ausilio che lei dà alla Chiesa, Corpo mistico di suo Figlio. Ella non dice cose nuove, ma è una madre che cerca con tutti i mezzi di richiamare i suoi figli a ritornare sulla via dell'amore, della pace, del perdono, della conver­sione.

 

Analizziamo un po' i contenuti dell'apparizione. Qual è stato l'ar­gomento del tuo dialogo con la Ma­donna?

L'argomento è vasto. La prima  volta mi ha parlato per un'ora e venti minuti. Le altre volte mi ha comunicato messaggi che poi si sono realizzati.

 

Quante volte ti è apparsa la Ma­donna?

Sono già 27 volte che la Vergine si degna di farsi vedere da questa povera creatura. Vedi, la Vergine in queste 27 volte non ha parlato sempre; a volte è apparsa solo per consolarmi. Alcune volte s'è pre­sentata con lo stesso vestito, altre volte con un vestito soltanto bian­co. Quando mi ha parlato, l'ha fat­to prima per me, poi per il mondo. Ed io ogni volta che ho ricevuto qualche messaggio l'ho dato alla Chiesa. Non può dirsi cristiano chi non obbedisce al confessore, al direttore spirituale, alla Chiesa; chi non frequenta i sacramenti, chi non ama, crede e vive dell'Eucaristia, della Vergine e del Papa. Quando parla, la Vergine dice quello che è lei, quello che dobbiamo fare noi o una singola persona; ma più an­cora vuole da tutti noi preghiera e penitenza. Ricordo queste sue raccomandazioni: « Le Ave Marìa che dite con fede e amore sono tante frecce d'oro che raggiungono il Cuore di mio Figlio Gesù” e « Frequentate i nove primi venerdì del mese, perché è una promessa del Cuore di mio Figlio

 

Perché la Madonna s'è presen­tata come la Vergine della Rivela­zione? C'è un preciso riferimento alla Bibbia?

Perché io, come protestante cer­cavo di combatterla con la Bibbia. Invece chi non obbedisce alla Chie­sa, ai dogmi, alla tradizione, non obbedisce alla Bibbia. La Vergine si presentò con la Bibbia in mano, quasi a dirmi: tu puoi scrivere con­tro di me, ma io sono quella che è scritta qui: Immacolata, sempre Vergine. Madre di Dio, Assunta in Cielo. Ricordo che mi disse: “La mia carne non poteva marcire e non marcì. Ed io, presa da mio Figlio e dagli angeli, fui portata in Cielo. E la Trinità Divina mi ha in­coronata Regina”.

 

Tutte parole sue?

Sì. Era un invito alla Bibbia, an­cor prima che venisse il Concilio. La Vergine cercava di dirmi: tu mi combatti con la Rivelazione, invece io sono nella Rivelazione.

 

Il messaggio delle Tre Fontane è stato reso pubblico completa­mente, oppure ne capiremo l'im­portanza in avvenire?

Vedi, io ho consegnato tutto alla Chiesa, attraverso P. Rotondi e P. Lombardi. Il 9 dicembre 1949 P. Ro­tondi mi portò dal papa Pio XII, il quale mi abbracciò e mi perdonò.

 

Che ti disse il Papa?

Finita la preghiera alla Vergine, che mi fecero leggere alla Radio Vaticana, il Papa si girò verso di noi tranvieri e chiese: - Qualcuno di voi mi deve parlare? . Risposi: “Io, Santità” Lui avanzò e mi chie­se: “Cosa c'è, figlio mio? ». Ed io gli diedi due oggetti: la Bibbia protestante e il pugnale che avevo comprato in Spagna e che doveva servire per ucciderlo. Chiesi a lui perdono ed egli stringendomi al petto mi confortò con queste parole: “ Il miglior perdono è il penti­mento. Vai tranquillo”

 

Ritorniamo alle Tre Fontane. Qual è il messaggio che la Madonna ti ha affidato?

L'umanità deve ritornare a Cri­sto. Non dobbiamo ricercare l'unio­ne, ma l'unità voluta da Lui. La barca di Pietro, l'ovile di Cristo attendono tutta l'umanità. Aprire il dialogo con tutti, parlare al mondo, camminare per il mondo dando il buon esempio di una vita cristiana.

 

E' quindi un messaggio di sal­vezza, di ottimismo e di fiducia nel­l'avvenire?

Sì, però ci sono anche delle al­tre cose che io non posso dire e che la Chiesa sa. Io credo che Gio­vanni Paolo II le abbia lette il 23 febbraio 1982, la Vergine apparen­domi, mi parlò anche di lui: di quel­lo che deve fare e di come lo deve fare, e di non avere paura degli at­tentati, perché lei gli sarà vicino.

 

Ne subirà ancora attentati il papa?

Vedi, lo non posso dire niente, pe­rò l'attentato al papa non è solo quello fisico. Quanti figli lo atten­tano spiritualmente! Ascoltano e non fanno quello che dice. Gli bat­tono le manì, ma non gli obbedi­scono.

 

Giovanni Paolo II ha voluto l'Anno Santo per stimolare l'umanità d'og­gi ad accogliere il dono della sal­vezza. Che ruolo ha, secondo te, Ma­ria SS. in

questo difficile "dialogo" tra Cristo e l'uomo d'oggi?

Prima di tutto bisogna dire che la Vergine è uno strumento, usato dalla misericordia divina per richia­mare l'umanità. E' una madre che conosce, ama e vive la verità per farla conoscere, amare e vivere da tutti noi. E' una madre che ci richia­ma tutti a Dio.

 

Come vedi il rapporto particolare d’amore che c’è tra il Papa e la Madonna?

La Vergine santa mi ha detto che ama in modo speciale Giovanni Paolo II e lui ci da continuamente dimostrazione di amare la Madonna. Però. E questo lo devi scrivere, la Vergine lo attende alle Tre Fontane, perché di li deve consacrare tutto il mondo al Cuore Immacolato di Maria.

 

Si avvicina quest’anno l’anniversario della prima apparizione il 12 aprile. È indiscreto chiederti se alle Tre Fontane vi sarà qualche “segno” particolare della Madonna?

Io non so nulla finora. La Vergine vuole farlo? A suo piacimento. Quello che Lei chiede è chiunque vada alla Grotta preghi per il prossimo e lui stesso si converta, perché quel luogo diventi un luogo di espiazione, come fosse il purgatorio.

 

Tu vai in giro per il mondo, e con la tua testimonianza fai un grande bene al popolo. Ma se potessi parlare ai capi di stato, agli uomini di governo, cosa vorresti sussurrare o gridare?

Direi a tutti: perché non ci amiamo veramente, per fare tutti una cosa sola, in un solo Dio, sotto un solo Pastore? Perché non amarci e aiutarci? Se così faremo, saremo nella pace, nella concordia e nell’unità voluta dalla Vergine.

 

Un messaggio, quindi, che ci stimola al bene e alla pace?

Non mi hanno mai interrogato su questo. Sei tu il primo forse, perché la Vergine Santa ti ispira a farmi questa domanda. Si , quello delle Tre Fontane è un messaggio di pace: perché non ci amiamo in pace? È tanto bello stare tutti uniti. Vogliamo metterci d’accordo ad amarci tutti e formare sulla terra una verità unità di amore, di intenti e di idee? L’ideologia non deve essere egemonia.

 

Ti ringrazio di cuore e ti faccio un ultima domanda: cosa dici ai lettori di questa rivista mariana, che tu conosci?

Quando noi riceviamo una rivista come questa, che non è arrivista ma è mezzo di diffusione della Parola di Dio e della devozione mariana, io dico: abbonatevi, leggetela e amatela. Questa è la rivista di Maria.