dalla lettera ai sacerdoti di Papa Benedetto XVI
(Osservatore
Romano del 19 giugno 2009)
"Il Sacerdozio è l'amore del cuore di Gesù".
"Un
buon pastore, un pastore secondo il cuore di Dio, è il più grande tesoro che
il buon Dio possa accordare ad una parrocchia e uno dei doni più preziosi della
misericordia divina".
"Oh
come il prete è grande!... Se egli si comprendesse morirebbe... Dio gli
obbedisce: egli pronuncia due parole e Nostro Signore scende dal cielo alla sua
voce e si rinchiude in una piccola ostia..."
"Tolto
il sacramento dell'Ordine, noi non avremmo il Signore. Chi lo ha riposto là in
quel tabernacolo? Il sacerdote. Chi ha accolto la vostra anima al primo
entrare nella vita? Il sacerdote. Chi la nutre per darle la forza di compiere il
suo pellegrinaggio? Il sacerdote. Chi la prepara a comparire innanzi a Dio,
lavandola per l'ultima volta nel sangue di Gesù Cristo? Il sacerdote, sempre il
sacerdote. E se quest'anima viene a morire per il peccato, chi la risusciterà,
chi le renderà la calma e la pace? Ancora il sacerdote... Dopo Dio, il
sacerdote è tutto!... Lui stesso non si capirà bene che in cielo".
"Se
comprendessimo bene che cos'è un prete sulla terra, moriremmo: non di spavento,
ma d'amore... Senza il prete, la morte e la passione di Nostro Signore non
servirebbero a niente. È il prete che continua l'opera della Redenzione sulla
terra... Che ci gioverebbe una casa piena d'oro se non ci fosse nessuno che ce
ne apre la porta? Il prete possiede la chiave dei tesori celesti, è lui che
apre la porta, egli è l'economo del buon Dio, l'amministratore dei suoi beni...
lasciate una parrocchia per vent'anni senza prete, vi si adoreranno le bestie...
il prete non è prete per sé, lo è per voi".
"Mio
Dio accordatemi la conversione della mia parrocchia; accetto di soffrire tutto
quello che vorrete per tutto il tempo della mia vita".
"Appena
arrivato egli scelse la chiesa a sua dimora... Entrava in chiesa prima
dell'aurora e non ne usciva che dopo l'Angelus della sera. Li si doveva cercarlo
quando si aveva bisogno di Lui".
"Non
c'è bisogno di parlar molto per ben pregare. Si sa che Gesù è là nel santo
tabernacolo; apriamogli il nostro cuore, rallegriamoci della sua santa
presenza. È questa la migliore preghiera".
"Venite
alla comunione, fratelli miei, venite da Gesù. Venite a vivere di Lui per poter
vivere con Lui...".
"È
vero che non ne siete degni, ma ne avete bisogno!
"Tutte
le buone opere riunite non equivalgono al sacrificio della Messa, perché quelle
sono opere di uomini, mentre la Santa Messa è opera di Dio".
"La
causa della rilassatezza del sacerdote è che non fa attenzione alla Messa! Mio
Dio... com'è da compiangere un prete che celebra come se facesse una cosa
ordinaria!".
"Come
fa bene un prete ad offrirsi a Dio in sacrificio tutte le mattine".
"Non
è il peccatore che ritorna a Dio per domandargli perdono, ma è Dio stesso
che corre dietro al peccatore e lo fa tornare a Lui".
"Questo
buon Salvatore è così colmo d'amore che ci cerca dappertutto".
"Il
buon Dio sa tutto. Prima ancora che voi vi confessiate, sa già che peccherete
ancora e tuttavia vi perdona. Come è grande l'amore del nostro Dio che si
spinge fino a dimenticare volontariamente l'avvenire, pur di perdonarci".
"Piango
perché voi non piangete".
"Se
almeno il Signore non fosse così buono! Ma è così buono! Bisogna essere
barbari a comportarsi così davanti a un Padre così buono!"
"Tutto
sotto gli occhi di Dio, tutto con Dio, tutto per piacere a Dio... Com'è
bello!...
"Mio
Dio, fammi la grazia di amarti tanto, quanto è possibile che io t'ami".
"La
grande sventura per noi parroci è che l'anima si intorpidisce".
"Vi
dirò qual è la mia ricetta: do ai peccatori una penitenza piccola e il resto
lo faccio io al loro posto".
"Il
mio segreto è semplice: dare tutto e non conservare niente".
"Oggi
sono povero come voi, sono uno dei vostri".
"Non
ho più niente. Il buon Dio ora può chiamarmi quando vuole".
"Non
ci sono due maniere buone di servire Dio, ce n'è una sola, servirlo come lui
vuole essere servito".
"Fare
solo ciò che può essere offerto al buon Dio".