In che cosa consiste la volontà di Dio

Santa Teresa d'Avila

Vi voglio ora far sapere o, meglio, ricordare che cos'è la volontà di Dio. Non c'è pericolo che consista nel darvi ricchezze, piaceri, onori, e tutte le cose di quaggiù; vi ama troppo, e molto stima il vostro dono e desidera ricompensarlo bene, tanto che fin da questa vita vi dà il suo regno. Volete vedere come si comporta con coloro che gli dicono sinceramente "sia fatta la tua volontà?" Domandatelo al suo glorioso Figlio, che lo disse nell'o­razione dell'orto. Poiché Egli lo disse con decisione e adesione profonda, considerate come fu esaudito, ri­cevendo travagli e dolori, ingiurie e persecuzioni fino a terminare la vita con la morte di croce.

Vedete dunque, figliole, che cosa diede il Padre a colui che più amava: da ciò si capisce qual è la sua volontà.

Tali sono i suoi doni in questo mondo. Li dà secondo l'amore con cui ama: a quelli che ama di più ne dona di più; meno a quelli che ama meno; e secondo il coraggio che vede in ciascuno e l'amore che ognuno porta a Sua Maestà. Egli vede che chi lo ama molto, molto può patire per lui; chi lo ama poco, poco può patire: io, infatti, sono convinta che la misura del coraggio per sopportare una grande o una piccola croce è stabilita dall'a­more.

"Si compia in me, Signore, la vostra volontà in qualunque modo voi vorrete, Signore mio. Se volete che sia fra travagli, datemi la forza e vengano pure; se con persecuzioni, malattie, disonore e bisogno, sono qui, non mi volterò indietro, Padre mio, e non c'è motivo di fuggire. Poiché vostro Figlio vi consacrò la sua volontà a nome di tutti, e quindi anche la mia, non è giusto che io venga meno. Ma perché possa rimanere fedele, fatemi voi la Grazia di darmi il vostro regno, che Egli chiese per me, e disponete di me come di cosa vostra, secondo la vostra volontà ".

Sorelle mie, com'è efficace questo dono! Se è compiuto con la necessaria risoluzione, esso ha il potere d'indurre l'Onnipotente a far tutt'uno con la nostra bassezza e a trasformarci in sé, realizzando l'unione fra il Creatore e la creatura. Considerate se rimarreste ben ripagate e se è buono il vostro Maestro, il quale, conoscendo il modo di compiere la volontà di suo Padre, ce lo rivela e ci insegna come dobbiamo servirlo. Quanto più il Signore capisce dalle nostre opere che non gli diciamo solo parole di complimento, tanto più ci stringe a sé e innalza l'anima sopra tutte le cose di quaggiù e sopra se stessa, per renderla capace di ricevere grandi Grazie: fin da questa vita infatti la ripaga senza fine per quel servizio.

Lo stima tanto che non si stanca di donare, anche quando noi non sappiamo più che cosa chiedere: non contento di avere già unito l'anima a sé, facendo di lei una cosa sola con se stesso, comincia a compiacersi con lei, a scoprirle i propri segreti, a rallegrarsi che ella comprenda il proprio van­taggio e intraveda un poco il dono fu­turo preparato per lei.

La povera anima, pur volendo, non riesce a fare quello che vuole, e non può far nulla se non per dono di Dio.

Questa è la sua ricchezza più grande: rimanere, quanto più serve, tanto più indebita. Molte volte è angustiata nel vedersi soggetta a tanti inconvenienti e impacci e legami, derivanti dal corpo ove vive pri­gioniera, perché vorrebbe pagare almeno un poco del suo debito. Ma è ben sciocca ad angustiarsene. Infatti, per quanto faccia quel che dipende da lei, come possiamo pagare noi che -lo ripeto- nulla riusciamo a dare se non l'abbiamo ricevuto? Possiamo soltanto riconoscerci debitori e fare compiuta­mente l'unica cosa in nostro potere: dare la nostra volontà.

Tutto il resto, per l'anima che il Signore ha condotta qui, è di impaccio e di danno, non di vantaggio, perché solo l'umiltà può qualcosa; e l'umiltà non l'acquistiamo con l'intelletto ma con una luce di verità che, in un momento, chiarisce cose non com­prese con lunghi sforzi d'imma­ginazione circa il nulla che siamo noi, e la grandezza di Dio.

"Niente ti turbi, niente ti sgomenti, tutto passa. Dio non muta. Con la pazienza tutto si ottiene; a chi ha Dio non manca nulla: solo Dio basta" (Cammino di perfezione - Cap. 32,6­7,10-13).