I SETTE DONI DELLO SPIRITO SANTO SPIEGATI DA MARIA
71.
Il primo, cioè la "sapienza", ti fa conoscere e gustare le
cose divine, affinché il tuo cuore sia riscaldato con l'amore che ti deve
animare per esse, ricercando attivamente in ogni cosa buona ciò che è più
accetto al Signore. Collabora con questa mozione e abbandonati interamente al
beneplacito divino, disprezzando quello che può esserti di impedimento, per
quanto possa sembrare amabile alla volontà e desiderabile ai sensi. In questo
ti aiuta il secondo dono,”l`intelletto”, dandoti una luce speciale
per penetrare profondamente l'oggetto rappresentato all'intelligenza. Da parte
tua, devi cooperare distogliendoti dalle false notizie che il demonio ti
presenta, direttamente o per mezzo di altre creature, al fine di distrarre la
mente. In realtà, ciò procura grande imbarazzo all'intelletto umano, perché
si tratta di due intelligenze incompatibili e la scarsa capacità umana,
divisa tra molti oggetti, pone in ciascuno di essi minor attenzione di quella
che vi metterebbe se si occupasse di uno solo. Si fa allora esperienza della
verità proclamata nel Vangelo: Nessuno può servire a due padroni. Quando
l'anima tutta intenta al bene lo comprende, allora le è necessaria la "fortezza",
il terzo dono, per eseguire risolutamente quello che all'intelletto è stato
manifestato come migliore e più gradito a Dio. Le difficoltà e gli ostacoli
che incontrerà saranno vinti con tenacia ed essa si esporrà a qualunque
sofferenza, pur di non privarsi dello splendido tesoro che ha scoperto.
72. Molte volte succede che, per l'ignoranza e i dubbi insiti nella
natura umana e per il sopraggiungere della tentazione, la creatura non riesca
a capire il fine e le conseguenze della verità divina conosciuta. Mentre
aspira al meglio, ella resta confusa tra le diverse possibilità presentatele
dalla prudenza della carne. In tal caso, le occorre il dono della "scienza",
il quarto, che illumina opportunamente per distinguere le cose buone dalle
altre, per imparare ciò che è sicuro ed anche per comunicarlo, se necessario.
A questo, segue il dono della "pietà", il quinto, che con
forte dolcezza orienta l'anima verso quello che veramente piace al Signore e
le è di vantaggio spirituale, affinché compia il bene solo per motivazioni
virtuose e non sotto l'impulso di qualche passione naturale. Inoltre, perché
si governi in tutto con singolare prudenza, occorre il sesto dono, il "consiglio",
che dirige la ragione ad agire con accortezza e audacia, dando con discrezione
suggerimenti riguardo a sé e al prossimo, scegliendo i mezzi consoni al
raggiungimento di obiettivi onesti e degni di un seguace di Cristo. L'ultimo
dei doni, il "timore", custodisce tutti gli altri e predispone
il cuore a fuggire e a tenersi lontano da ogni cosa imperfetta, pericolosa, in
contrasto con la santità dell'anima per la quale costruisce come un muro di
difesa. Bisogna divenire pienamente consapevoli della materia e della modalità
proprie dell'azione del santo timore, perché la creatura non ecceda in esso
temendo senza fondamento, come tante volte ti è successo per l'astuzia del
diavolo, il quale ha inoculato in te la paura disordinata perfino dei benefici
di Dio. Il mio insegnamento ti renderà prudente nel mettere a frutto i doni
dell'Altissimo e nel porti di fronte ad essi. Tieni presente che la scienza del
temere è proprio l'effetto dei favori concessi dall'Onnipotente: egli la
comunica all'anima con dolcezza e pace affinché sappia stimare ed apprezzare
le sue grazie, che non sono di breve durata se provengono dalla mano dell'eterno
Padre. In tal modo il timore non le impedirà di rendersi conto del beneficio
divino, ma anzi la indirizzerà ad essere grata al Signore con tutte le forze e
ad umiliarsi fino alla polvere. Conoscendo tali verità senza inganno e lasciando
la vigliaccheria del timore servile, ti resterà il timore filiale, con il
quale, quasi fosse la tua stella polare, navigherai sicura in questa valle di
lacrime.