I SACRAMENTI IN GENERALE

Di Padre Raimondo Marchioro

1) La nozione

Il Sacramento è un segno (cosacr­azione) sensibile che, per istituzione di Gesù Cristo, ha la virtù di significare e di produrre la Grazia santificante.

Il concetto di Sacramento com­prende quattro elementi:

1. Un segno esterno che si possa percepire coni sensi.

2. L'istituzione da parte di Gesù Cristo.

3. Questo segno sensibile signifi­ca la Grazia santificante.

4. Questo segno sensibile, natu­rale é efficace e produce un effetto soprannaturale, cioè la Grazia santificante.

2) Gli elementi costitutivi

Per formare un Sacramento si richiedono tre elementi:

l. La materia, cioè una cosa sensibile o una azione esterna: non qualsiasi cosa sensibile, ma solo quella stabilita, per es. acqua naturale, olio, pane e vino; non qualsiasi azione sen­sibile, ma solo quella deter­minata.

2. La forma, cioè la pro­nuncia di alcune parole stabilite da Cristo direttamente o dalla Chiesa e queste devono essere unite alla materia in modo da formare un unico segno sacra­mentale.

3. Il ministro, cioè una persona che unisce alla materia la forma: non qualsiasi persona, ma quella persona sacra determinata dalla Chiesa: il Vescovo o il Sacerdote; per il Bat­tesimo, in caso di necessità, anche qualsiasi altra persona; per il ma­trimonio gli sposi.

Perché il Sacramento sia valido, nel ministro non si rîchiede né lo stato di Grazia né la Fede, ma è sufficiente che compia il rito come è stato stabilito e che abbia l'intenzione di fare ciò che intende la Chiesa.

3) Il numero

I Sacramenti sono sette:

1. Battesimo, 2. Cresima, 3. Eucaristia, 4. Confessione, 5. Unzione degli infermi, 6. Ordine, 7. Matri­monio.

La Sacra Scrittura ricorda occasio­nalmente tutti e sette i Sacramenti, ma non li raggruppa nel numero di sette. Anche presso i Padri non si trova nessuna formale enumerazione dei sette Sacramenti. Tale enumerazione presuppone un'accurata elaborazione del concetto di Sacramento e quindi non si poteva attendere che verso la metà del sec. XII.

4) La divisione

I Sacramenti si dividono in Sacramenti dei morti e dei vivi.

1 Sacramenti dei morti sono il Battesimo e la Confessione.

I Sacramenti dei vivi sono la Cresima, l'Eucaristia, l'Unzione degli infermi, l'Ordine e il Matrimonio.

Si chiamano Sacramenti dei morti, perché coloro che li ricevono, benché vivi fisicamente, naturalmente, sono generalmente morti alla vita sopran­naturale per il peccato mortale.

Questi Sacramenti cancellano il peccato e conferiscono la Grazia santificante (Grazia prima), che è la vita dell'anima.

Si chiamano Sacramenti dei vivi, perché chi li riceve deve essere già vivo alla Grazia e non in peccato mortale. In caso eccezionale anche i Sacramenti dei vivi possono conce­dere la Grazia prima, quando per esempio uno riceve un Sacramento dei vivi e dimentica di aver commesso un peccato mortale del quale ha un pentimento generale, (atto di contrizione perfetto) questo gli cancella il peccato e gli conferisce anche la Grazia prima.

Si deve ancora ricordare che chi riceve un Sacramento dei vivi, sapendo di non essere in Grazia di Dio, commette un grave peccato di sacrilegio.

5) L'efficacia dei Sacramenti

I Sacramenti, per volere di Gesù Cristo, oltre che significare la Grazia, la producono e la concedono a coloro che li ricevono senza porre impedi­menti.

I Sacramenti sono vere cause efficienti della Grazia anche se sono cause strumentali: essi operano in forza dell'oggettivo compimento del rito sacra­mentale per propria ed intima efficacia, ricevuta da Gesù Cristo (ex opere operato).

6) Effetti dei Sacramenti

Tutti i Sacramenti producono la Grazia santificante e ogni Sacramento conferisce pure una Grazia specifica o sacra­mentale, che è un certo aiuto divino per conseguire il fine speciale per cui è stato istituito il Sacramento.

Inoltre il diverso grado delle disposizioni soggettive nel­l'adulto importa anche una misura diversa di Grazia pro­dotta dal Sacramento.

Tre Sacramenti, il Battesimo, la Cresima e l'Ordine imprimono nell'anima il carattere, cioè un segno distintivo spirituale indelebile impres­so nell'anima, e perciò non possono essere ripetuti.

Il carattere sacramentale è un segno distintivo che deputa al culto divino. Questa deputazione può essere passiva o attiva a seconda che autorizza a ricevere o ad amministrare i sacramenti.

Il Battesimo ci imprime il carattere di membra del corpo mistico di Gesù Cristo, che è la Chiesa: veniamo a far parte del Popolo di Dio.

La Cresima ci imprime il carattere di soldati di Gesù Cristo per com­battere le sue battaglie spirituali contro il demonio, le passioni ed altro ancora. Veniamo a far parte dell'esercito di Gesù Cristo.

L'Ordine Sacro ci imprime il carattere di ministri di Gesù Cristo: veniamo a far parte del governo della Chiesa di Gesù Cristo.

7) Il soggetto dei Sacramenti

Può ricevere validamente un sacramento soltanto l'uomo durante la  sua vita terrena.

Per la validità non è richiesta né l'ortodossia né la fede né una disposi­zione morale, fatta ec­cezione per il Sacramento della Confessione, perché gli atti del penitente sono come quasi materia, parte costitutiva cioè del segno sacramentale.

Per la validità dei Sacramenti si richiede, da parte dell'adulto, l'inten­zione di riceverli e perciò il Sacramento ricevuto senza intenzione o im­posto contro la libera volontà del soggetto è invalido; inoltre per ricevere vali­damente gli altri Sacramenti bisogna prima essere stati battezzati.

Negli adulti per ricevere degna­mente, cioè in modo fruttuoso, i Sacramenti è richiesta una disposi­zione morale; per i Sacramenti dei morti: per il Battesimo, la Fede e il pentimento dei peccati; per la Confessione, il dolore, il proposito e la confessione; per i Sacramenti dei vivi, lo stato di Grazia.

I Sacramenti del Battesimo, della Cresima e dell'Ordine sacro ricevuti validamente, ma indegnamente, senza cioè le dovute disposizioni, impri­mono lo stesso nell'anima il carattere, ma non producono la Grazia santifi­cante e sacramentale: rivivranno quando verrà rimossa l'indisposizione morale, cioè produrranno la Grazia in virtù del rito posto in antecedenza.

8) La necessità dei Sacramenti

I Sacramenti sono tutti necessari alla salvezza, ma non tutti nella stessa maniera.

Il Battesimo è indispensabile alla salvezza per tutti gli uomini, perché tutti nascono con il peccato originale.

La Confessione invece è indispen­sabile alla salvezza solo per coloro che hanno perduto la Grazia santificante con il peccato mortale dopo il Battesimo.

Gli altri Sacramenti non sono stret­tamente indispensabili alla salvezza. Però Dio in via straordinaria può comunicare la sua Grazia e far giun­gere alla salvezza alcuni uomini anche senza il Battesimo o la Confessione o gli altri Sacramenti.

Concludendo si deve dire che per ottenere la salvezza, avendo la possibilità, tutti sono obbligati a ricevere il Battesimo e l'Eucaristia. Ha l'obbligo del Sacramento della Con­fessione solo chi ha commesso peccati mortali dopo il Battesimo.

La Sacra Scrittura

«Andate, dunque, e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato» (Mt 28,19-20).

«Udite queste parole, furono battezzati nel nome del Signore Gesù. Dopo che Paolo ebbe loro imposto le mani, scese sopra di loro lo Spirito Santo e cominciarono a parlare le lingue e a profetare» (At 19,5-6).

«Or mentre mangiavano, Gesù prese del pane, lo benedisse, lo spezzò, lo diede ai suoi discepoli e disse: "Prendete e mangiate, questo è il mio corpo". Poi, preso il calice, rese le grazie, lo diede loro dicendo: "Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue della nuova al­leanza, il quale sarà sparso per molti in remis­sione dei peccati"» (Mt 26,26-28).

«Ricevete lo Spirito Santo. A chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi li riterrete, saranno ritenuti» (Gv 20,22-23).

«Chi è malato, chiami a sé i presbiteri della Chiesa e preghino su di lui dopo averlo unto con olio nel nome del Signore; e la preghiera fatta con Fede salverà il malato; il Signore lo rialzerà e se ha commesso peccati, gli saranno perdonati» (Gc 5,14-15).

«Mentre essi stavano celebrando il culto del Signore e digiunando, lo Spirito Santo disse: "Riservate per me Barnaba e Paolo per l'opera alla quale li ho chiamati". Allora dopo aver digiunato e pregato, imposero loro le mani e li accomiatarono» (At 13,2-3).

«Egli rispose loro: "Non avete letto come il Creatore da principio li fece maschio e femmina?". E disse. "Per questo l'uomo lascerà il padre e la madre e si unirà con la moglie, e i due saranno una sola carne". Quindi non sono più due ma una sola carne. Perciò non divida l'uomo quello che Dio ha unito» (Mt 19,4-6).