I SACRAMENTALI

Mezzi di Grazia, di misericordia di Dio e  di difesa e protezione dal Maligno 

Cosa sono (note tratte dal Catechismo della Chiesa Cattolica) 

1667 - «La santa Madre Chiesa ha istituito i sacramentali. Questi sono segni sacri per mezzo dei quali, con una certa imitazione dei sacramen-ti, sono significati e, per impetrazione della Chiesa, vengono ottenuti ef-fetti soprattutto spirituali. Per mezzo di essi gli uomini vengono disposti a ricevere l'effetto principale dei sacramenti e vengono santificate le varie circostanze della vita».  

I TRATTI CARATTERISTICI DEI SACRAMENTALI

1668 - Essi sono istituiti dalla Chiesa per la santificazione di alcuni mi-nisteri ecclesiastici, di alcuni stati di vita, di circostanze molto varie del-la vita cristiana, così come dell'uso di cose utili all'uomo. Secondo le decisioni pastorali dei Vescovi, possono anche rispondere ai bisogni, al-la cultura e alla storia propri del popolo cristiano di una regione o di un'epoca. Comportano sempre una preghiera, spesso accompagnata da un determinato segno, come l'imposizione della mano, il segno della croce, l'aspersione con l'acqua benedetta (che richiama il Battesimo).

1669 - Essi derivano dal sacerdozio battesimale: ogni battezzato è chia-mato ad essere una benedizione e a benedire. Per questo anche i laici possono presiedere alcune benedizioni; più una benedizione riguarda la vita ecclesiale e sacramentale, più la sua presidenza è riservata al mi-nistro ordinato (Vescovo, presbiteri o diaconi).

1670 - I sacramentali non conferiscono la grazia dello Spirito Santo alla maniera dei sacramenti; però mediante la preghiera della Chiesa prepa-rano a ricevere la grazia e dispongono a cooperare con essa. «Ai fedeli ben disposti è dato di santificare quasi tutti gli avvenimenti della vita per mezzo della grazia divina che fluisce dal mistero pasquale della pas-sione, morte e risurrezione di Cristo, mistero dal quale derivano la loro efficacia tutti i sacramenti e i sacramentali; e così ogni uso onesto delle cose materiali può essere indirizzato alla santificazione dell'uomo e alla lode di Dio».  

LE VARIE FORME DI SACRAMENTALI

1671 - Fra i sacramentali ci sono innanzi tutto le benedizioni (di persone, della mensa, di oggetti, di luoghi). Ogni benedizione è lode di Dio e preghiera per ottenere i suoi doni. In Cristo, i cristiani sono benedetti da Dio Padre «con ogni benedizione spirituale» (Ef 1,3). Per questo la Chiesa impartisce la benedi-zione invocando il nome di Gesù, e facendo normalmente il santo segno della croce di Cristo.

1672 - Alcune benedizioni hanno una portata duratura: hanno per effetto di consacrare persone a Dio e di riservare oggetti e luoghi all'uso liturgico. Fra quelle che sono destinate a persone da non confondere con l'ordinazione sacramentale figurano la benedizione dell'abate o dell'abbadessa di un monastero, la consacrazione delle vergini e delle vedove, il rito della professione religiosa e le benedizioni per alcuni ministeri ecclesiastici (lettori, accoliti, cate-chisti, ecc). Come esempio delle benedizioni che riguardano oggetti, si può se-gnalare la dedicazione o la benedizione di una chiesa o di un altare, la benedi-zione degli olii santi, dei vasi e delle vesti sacre, delle campane, ecc.

1673 - Quando la Chiesa domanda pubblicamente e con autorità, in nome di Gesù Cristo, che una persona o un oggetto sia protetto contro l'influenza del maligno e sottratto al suo dominio, si parla di esorcismo. Gesù l'ha praticato; è da lui che la Chiesa deriva il potere e il compito di esorcizzare. In una for-ma semplice, l'esorcismo è praticato durante la celebrazione del Battesimo. L'esorcismo solenne, chiamato «grande esorcismo», può essere praticato solo da un presbitero e con il permesso del Vescovo. In ciò bisogna procedere con prudenza, osservando rigorosamente le norme stabilite dalla Chiesa. L'esorci-smo mira a scacciare i demoni o a liberare dall'influenza demoniaca, e ciò me-diante l'autorità spirituale che Gesù ha affidato alla sua Chiesa. Molto diverso è il caso di malattie, soprattutto psichiche, la cui cura rientra nel campo della scienza medica. è importante, quindi, accertarsi, prima di celebrare l'esorcismo, che si tratti di una presenza del maligno e non di una malattia. 

LA RELIGIOSITà POPOLARE

1674 - Oltre che della liturgia dei sacramenti e dei sacramentali, la cate-chesi deve tener conto delle forme della pietà dei fedeli e della religiosi-tà popolare. Il senso religioso del popolo cristiano, in ogni tempo, ha trovato la sua espressione nelle varie forme di pietà che accompagnano la vita sacramentale della Chiesa, quali la venerazione delle reliquie, le visite ai santuari, i pellegrinaggi, le processioni, la «via crucis», le dan-ze religiose, il Rosario, le medaglie, ecc.

1675 - Queste espressioni sono un prolungamento della vita liturgica della Chie-sa, ma non la sostituiscono: «Bisogna che tali esercizi, tenuto conto dei tempi liturgici, siano ordinati in modo da essere in armonia con la sacra liturgia, deri-vino in qualche modo da essa, e ad essa, data la sua natura di gran lunga su-periore, conducano il popolo cristiano».

1676 - E' necessario un discernimento pastorale per sostenere e favorire la reli-giosità popolare e, all'occorrenza, per purificare e rettificare il senso religioso che sta alla base di tali devozioni e per far progredire nella conoscenza del mi-stero di Cristo. Il loro esercizio è sottomesso alla cura e al giudizio dei Vescovi e alle norme generali della Chiesa. «La religiosità popolare, nell'essenziale, è un insieme di valori che, con saggezza cristiana, risponde ai grandi interrogativi dell'esistenza. Il buon senso popolare cattolico è fatto di capacità di sintesi per l'esistenza. E' così che esso unisce, in modo creativo, il divino e l'umano, Cristo e Maria, lo spirito e il corpo, la comunione e l'istituzione, la persona e la comunità, la fede e la patria, l'intelligenza e il sentimento. Questa sag-gezza è un umanesimo cristiano che afferma radicalmente la dignità di ogni essere in quanto figlio di Dio, instaura una fraternità fondamentale, insegna a porsi in armonia con la natura e anche a comprendere il lavoro, e offre motivazioni per vivere nella gioia e nella serenità, pur in mezzo alle traversie dell'esistenza. Questa saggezza è anche, per il popolo, un principio di discernimento, un istinto evangelico che gli fa spontaneamente percepire quando il Vangelo è al primo posto nella Chiesa, o quando esso è svuotato del suo contenuto e soffocato da altri interessi.  

In sintesi

1677 - Si chiamano sacramentali i sacri segni istituiti dalla Chiesa il cui scopo è di preparare gli uomini a ricevere il frutto dei sacramenti e di santificare le varie circostanze della vita.

1678 - Fra i sacramentali, le benedizioni occupano un posto importante. Esse comportano ad un tempo la lode di Dio per le sue opere e i suoi doni, e l'intercessione della Chiesa affinché gli uomini possano usare i doni di Dio secondo lo spirito del Vangelo.

1679 - Oltre che della liturgia, la vita cristiana si nutre di varie forme di pietà popolare, radicate nelle diverse culture. Pur vigilando per illu-minarle con la luce della fede, la Chiesa favorisce le forme di reli-giosità popolare, che esprimano un istinto evangelico e una saggezza umana e arricchiscono la vita cristiana. 

Varie forme di SACRAMENTALI

 

L'ACQUA SANTA.

Può essere benedetta solo da un sacerdote con alcune speciali preghiere e con l'infondere un po' di sale benedetto.Serve per fare aspersioni per benedire cose, luoghi e persone. Abbi sempre in casa tua I'acquasantiera ben prov-vista. Fra tanta voga di acque profumate e medicinali si è dimenticata l'Acqua benedetta. Fra tante boccette che ingombrano le camere non vi si trova più la boccetta dell'Acqua Santa. L'uso di essa nella Chiesa è antichissimo e la storia ci dimostra la sua grande efficacia specialmente contro il demonio. I due ossessi di IlIfurt, quando veniva loro presentato un cibo nel quale fosse stata messa anche una sola goccia d'acqua benedetta, davano in smanie e non era possibile farglielo mangiare. Per quello speciale potere che il demonio ha ac-quistato su tutta la natura per causa del peccato, la Chiesa usa be-nedire con l'Acqua Santa tutto ciò che è destinato al culto, anzi anche ciò che è destinato agli usi comuni della vita. La poca stima e quindi la poca efficacia delle benedizioni dipende dalla poca fede di chi le riceve e anche di chi le dà. L'acqua santa, usata nel debito modo rimette i peccati veniali, quando chi se ne serve ha il dolore nel cuore; dispone l'anima a ricevere i doni di Dio, mette in fuga il demonio, talvolta libera anche dai dolori e dalle infermità del corpo; allontana la grandine e la tempesta, dona fertilità alla terra, può anche aiutare a liberare le anime del purgatorio coadiuvata da preghiere di suffragio.Si consiglia anche l'uso e l'aspersione nei luoghi dove sono stati commessi gravi peccati mortali (aborti, sedute spiritiche ecc..) e di asperggiere frequentemente i moribondi, che in quei momenti tremendi sono particolarmente vessati e colpiti dal demonio (come ha sperimentato anche S. Faustina Kowalka e Suor Josefa Menendez). Tutte queste grazie il Signore le concede quando chi si serve dell'acqua benedetta e riceve le benedizioni della Chiesa ha viva fede nella potenza e bontà di Dio. 

 

LA POTENZA DELLA BENEDIZIONE SACERDOTALE

 

Il segno di croce significa ritornare a Cristo

Con la sua morte in croce per amore dei peccatori Cristo ha levato dal mondo la maledizione del pec-catore. L'uomo però continua sempre a peccare e la Chiesa deve sempre aiutare a effettuare la Reden-zione in nome del Signore. E ciò avviene in modo particolare per mezzo della S. Messa e dei Sacra-menti, ma anche per mezzo dei Sacramentali: bene-dizioni dei sacerdoti, acqua santa, ceri benedetti, olio benedetto, ecc.

Ogni segno di croce fatto con fede è già un segno di benedizione. La croce irradia una corrente di benedizione per tutto il mondo, per ogni anima che crede in Dio e nella forza della croce. Ogni uomo unito a Dio può compiere la Redenzione ogni volta che fa un segno di croce.

La benedizione appartiene assolutamente ai cristiani.

Il Signore ha detto: "In verità, in verità vi dico: qua-lunque cosa domandiate al Padre nel nome mio, ve la concederà" (Gv 16,23). Dunque: là dove c'è il nome del Signore, c'è la benedizione; là dove c'è il segno della sua S. Croce, là si trova aiuto.

"Tu ti lamenti della cattiveria del mondo, o della mancanza di riguardo e dell'incomprensione della gente che ti circonda. La tua pazienza e i tuoi nervi vengono messi a dura prova e spesso ti scappano, malgrado le migliori intenzioni. Trova una buona volta il mezzo e la ricetta della benedizione giorna-liera (Padre Kieffer O. Cap.).

Prendi ogni mattino un po' d'acqua santa, fa' un segno di croce e di': "In nome di Gesù benedico tutta la mia famiglia, benedico tutti coloro che incontrerò. Benedico tutti coloro che si raccoman-dano alle mie preghiere, benedico la nostra casa e tutti coloro che vi entrano ed escono."

Ci sono moltissime persone, uomini e donne, che lo fanno ogni giorno. Anche se questo atto non si sente sempre, esso ha sempre un effetto positivo. La cosa principale è questa: fare il segno di croce ada-gio e dire la formula di benedizione con il cuore!

"Oh, quante, quante per-sone ho benedetto!", così disse la moglie di un tenente colonnello, Maria Teresa. "Io ero la prima che si alzava in casa mia: benedicevo con l'acqua santa mio marito, che stava ancora dormendo, prega-vo spesso china su di lui. Poi entravo nella camera dei bambini, svegliavo i piccoli, ed essi recitavano le preghiere del mattino a mani giunte e ad alta voce. Poi facevo loro un segno di croce sulla fronte, li bene-divo e dicevo qualcosa sugli angeli custodi.

Quando tutti erano usciti di casa, ricominciavo a benedire. Andavo per lo più in ogni camera, implo-rando protezione e benedizioni. Dicevo anche: `Mio Dio, proteggi tutti coloro che mi hai affidato: tieni-li sotto la tua protezione paterna, con tutto ciò che posseggo e che devo amministrare, poiché tutto appartiene a te. Tu ci hai dato tante cose: conserva-le, e fa' che esse ci servano, ma che non siano mai occasione di peccato'.

Quando in casa mia ci sono ospiti, io prego parec-chie volte per loro, prima che entrino in casa mia e mando loro la benedizione. Spesso mi è stato detto che da me c'era qualcosa di speciale, si sentiva una gran pace.

Io ho sentito in me e negli altri che le benedizioni hanno una gran forza viva".

Cristo vuole essere sempre operante nei suoi apostoli benedicenti.

Certo: vogliamo distinguere bene i Sacramen-ti dai Sacramentali. I Sacramentali non sono stati istituiti da Cristo e non comunicano la grazia santificante, ma pre-dispongono a riceverla, in virtù della nostra fede, nei meri-ti infiniti di Gesù Cristo. La benedizione del Sacerdote attinge dalle ricchezze infinite del Cuore di Gesù, e perciò ha una forza salvifica e santificante, una potenza esorcizzante e protettiva. Il sacerdote celebra la S. Messa ogni gior-no, amministra i Sacramenti, quando è necessario, ma può benedire continuamente e ovunque. Così pure lo può un Sacerdote malato, perseguitato o incarcerato.

Un sacerdote incarcerato in un campo di concentramento ha fatto questo racconto commovente. Aveva lavorato tanto tempo a Dachau in una fabbrica delle SS. Un giorno fu pre-gato da un contabile di andare subito in un'abitazione, costruita in una soffitta, e di benedire la sua famiglia: "Io ero vestito come un povero detenuto di un campo di concentra-mento. Non mi era forse mai capitato di stendere le mie braccia benedicenti con una commozione tale come in quel momento. Malgrado fossi stato marchiato da vari anni come elemento inde-siderato, reietto, di rifiuto, ero tuttavia ancora un sacerdote. Mi avevano pre-gato di dar loro la benedi-zione, l'unica e ultima cosa che potevo dare ancora".

Una contadina molto cre-dente racconta: "In casa mia si ha una grande fede. Quando un sacerdote entra da noi, è come se entrasse il Signore: la sua visita ci rende felici. Non lasciamo mai che un sacerdote esca dalla nostra casa, senza chiedergli la  benedizione. Nella nostra famiglia di 12 figli la benedizione è qualcosa di tangibile".

Un sacerdote spiega:

 "è vero: nelle mie mani è stato messo un preziosissimo tesoro immenso. Cristo stesso vuole operare con grande forza mediante la benedizione fatta da me, uomo debole. Come un tempo, egli andava benedicendo attraverso la Palestina, così vuole che il sacerdote continui a benedire. Sì, noi sacer-doti siamo dei milionari, non in denaro, ma nella grazia che comunichiamo agli altri. Noi possiamo e dobbiamo essere delle trasmittenti di benedizioni. In tutto il mondo ci sono antenne che captano onde di benedizioni: malati, carcerati, emarginati, ecc. Inoltre con ogni benedizione che diamo, aumenta la nostra forza benedicente, e cresce il nostro zelo nel benedire. Tutto ciò riempie i sacerdoti di ottimismo e di gioia! E questi sentimenti crescono con ogni benedizione che diamo con fede". Anche nei nostri tempi difficili.

Tra l'altro la Madonna a Medjugorje ha detto che la sua benedizione è inferiore di quella dei sacerdoti, perché la benedizione sacerdotale è la benedizione stessa di Gesù. 

GESU' PARLA DELLA POTENZA DELLA BENEDIZIONE ALLA STIGMATIZZATA TEDESCA TERESA NEUMANN 

Cara figlia, voglio insegnarti a ricevere la Mia Benedizione con fervore. Cerca di capire che qualcosa di grande ha luogo quando ricevi la benedizione da un mio sacerdote. La benedizione è uno straripamento della mia Divina Santità. Apri la tua anima e lascia che diventi santa attraverso la mia benedizione. Essa è rugiada celestiale per l'anima, attraverso la quale tutto ciò che viene fatto può essere fruttuoso. Tramite il potere di benedire, ho dato al sacerdote il potere di aprire il tesoro del Mio Cuore e di riversare una pioggia di grazie sulle anime.

Quando il sacerdote benedice, Io benedico. Allora una sterminata corrente di grazie fluisce dal Mio Cuore all'anima fino a riempirla completamente. In conclusione, tieni aperto il tuo cuore per non perdere il beneficio della benedizione. Attraverso la mia benedizione ricevi la grazia di amore e di aiuto per l'anima e per il corpo. La mia Santa Benedizione contiene tutto l'aiuto che è necessario all'umanità. Per mezzo di essa ti è data la forza e il desiderio di cercare il bene, di sfuggire il male, di godere della protezione dei Miei figli contro i poteri delle tenebre. E' un grande privilegio quando ti è concesso di ricevere la benedizione. Non puoi capire quanta misericordia ti giunge per mezzo suo. Perciò mai ricevere la benedizione in modo piatto o distratto, ma con tutta la tua attenzione completa!! Tu sei povera prima di ricevere la benedizione, sei ricca dopo averla ricevuta.

Mi addolora che la benedizione della Chiesa sia tanto poco apprezzata e così raramente ricevuta. La buona volontà è rafforzata per suo mezzo, le iniziative ricevono la mia Provvidenza particolare, la debolezza è potenziata dal mio Potere. I pensieri e le intenzioni sono spiritualizzati e tutte le cattive influenze neutralizzate. Ho dato alla mia Benedizione poteri senza confini : essa proviene dall'Infinito Amore del mio Sacro Cuore. Maggiore è lo zelo con il quale la benedizione viene data e ricevuta, maggiore è la sua efficacia. Sia che venga benedetto un bambino, sia che venga benedetto il mondo intero, la benedizione è assai più grande di 1000 mondi.

Rifletti che Dio è immenso, infinitamente immenso. Quanto piccole le cose a Suo paragone! E accade lo stesso, sia che uno soltanto, sia che molti ricevano la benedizione: questo non ha importanza perché Io do a ciascuno a seconda della misura della sua fede! E poiché Io sono infinitamente ricco di tutti i beni, vi è concesso di ricevere senza misura. Le tue speranze non sono mai troppo grandi, tutto supererà le tue più profonde aspettative! Figlia mia, proteggi chi ti dà la benedizione! Stima altamente le cose benedette, così piacerai a Me, tuo Dio. Ogni volta che tu sei benedetta, sei unita più strettamente a Me, santificata di nuovo, risanata e protetta dall'Amore del mio Sacro Cuore. Spesso Io tengo nascosti i risultati della mia Benedizione in modo che siano conosciuti soltanto nell'eternità. Spesso sembra che le benedizioni non abbiano risultato, invece è meravigliosa la loro influenza; anche i risultati apparentemente infruttuosi sono una benedizione ottenuta attraverso la Santa Benedizione; questi sono i misteri della mia Provvidenza che non desidero manifestare. Le Mie Benedizioni molte volte producono effetti sconosciuti all'anima. Perciò abbi grande fiducia in questo straripamento del Mio Sacro Cuore e rifletti seriamente su questo favore ( ciò che gli apparenti risultati sono a te nascosti).

Ricevi la Santa Benedizione sinceramente perché le sue grazie entrano soltanto nel cuore umile! Ricedila con buona volontà e con l'intenzione di diventare migliore, allora essa penetrerà nella profondità del tuo cuore e produrrà i suoi effetti.

Sii una figlia della benedizione, allora tu, tu stessa sarai una benedizione per gli altri.

 

Si concede l'indulgenza plenaria a coloro che ricevono la benedizione papale URBI ET ORBI che viene data nella festività di Natale e di Pasqua, tale benedizione essendo rivolta a Roma e al Mondo intero può essere ricevuta anche tramite radio e televisione.

OLIO ESORCIZZATO

     L'olio esorcizzato usato con fede, giova a porre in fuga la potenza dei demoni e i loro assalti. Inoltre giova alla salute dell' anima e del corpo; ricordiamo l'antico uso di ungere con l'olio le ferite e il potere dato da Gesù agli apostoli di guarire i malati con l'imposizione delle mani e ungendoli con olio. Una proprietà specifica dell'olio esorcizzato è di separare dal corpo le avversità. Molto spesso mi è capitato di esorcizzare persone che hanno subito fatture bevendo o mangiando qualcosa di malefico, è facile comprenderlo da quel caratteristico mal di stomaco o dal fatto che queste persone hanno un particolare modo di eruttare o di esplodere in una forma di singhiozzo o di rantolo, specie in collegamento con azioni religiose: quando vanno in chiesa, quando pregano e soprattutto quando vengono esorcizzate. In questi casi per liberarsi, l'organismo deve espellere ciò che di malefico contiene. L'olio esorcizzato aiuta molto a staccare e liberare il corpo da queste impurità, anche bere acqua benedetta aiuta a questo scopo.

     Qui giova dare qualche maggiore informazione, anche se chi non è pratico e non ha visto stenterà a credere a queste cose. Che cosa si espelle? Talvolta saliva densa e schiumosa; oppure una specie di pappa bianca e granulosa; altre volte si tratta degli oggetti più vari: chiodi, pezzi di vetro, piccole bambole di legno, fili di corda annodati, fili di ferro arrotolati, fili di cotone di vario colore, grumi di sangue... Alle volte queste cose vengono espulse per vie naturali; molte volte vomitando; si noti che mai l'organismo ne ha danno, ( ne ha invece sollievo ), anche se si tratta di vetri taglienti. Altre volte la fuori uscita rimane misteriosa; la persona sente ad esempio un dolore addominale come se avesse un chiodo nello stomaco, poi trova un chiodo per terra accanto a sé; e il dolore scompare. L'impressione è che tutti questi oggetti si materializzino nell'istante in cui vengono espulsi. Padre Candido affermava: ho visto riggettare pezzi di vetro, di ferro, capelli, ossa, talvolta anche oggettini di plastica, con la forma di testa di gatto, di rospo, di serpente. Sicuramente questi strani oggetti hanno un collegamento con la causa che ha determinato la possessione diabolica.  Dal Libro di Don Gabriele Amorth "Un Esorcista Racconta".

IL MIO CROCIFISSO

Il crocifisso è il libro più bello, più autentico, più luminoso della Sapienza di Dio.

Il crocifisso è il flagello dei demoni, il rimedio contro le tentazioni, la morte della natura ribelle, il canale della Grazia, la via del cielo.

Il crocifisso è la luce che rischiara, il sole che riscalda, l'alimento che nutre, la sorgente che rinfresca.

La dolcezza che inebria... la bellezza che incanta.. la solitudine che riposa.. la fortezza ove ci si rinchiude... la fornace dove ci si consuma.. l'oceano dove ci si immerge... l abisso dove ci si perde.

Guarda spesso il crocifisso, contempla il crocifisso, ama il crocifisso, bacia il crocifisso, porta sempre con te il tuo crocifisso.

Abbi Gesù Crocifisso per modello, la SS. Eucaristia per conforto, Maria per Madre.

Vuoi sapere ciò che vale la tua anima? Guarda il crocifisso

Vuoi farti un'idea della gravità del peccato? Medita il crocifisso

Vuoi conoscere quanto Dio ti ama? Contempla il crocifisso

Il mio crocifisso lo porto dappertutto e lo preferisco a tutto.

Il mio crocifisso quando sono debole mi da forza, quando cado mi rialza, quando mi scoraggio mi rianima, quando piango mi consola, quando soffro mi guarisce, quando tremo mi rassicura, quando lo chiamo mi risponde.

Nel mio crocifisso trovo tutto, non voglio desiderare, cercare, domandare, possedere se non il mio Crocifisso.

Il mio crocifisso mi custodirà e proteggerà in vita, mi rassicurerà in morte, mi coronerà nell'eternità la cui beatitudine dovrò al mio crocifisso. 

AMIAMO IL NOSTRO CROCIFISSO SULL'ESEMPIO DEI SANTI

Gesù ha rivelato a S. Geltrude:"Ti confido che mi torna assai gradito vedere lo strumento del mio supplizio circondato d'amore e di rispetto". La santa ebbe pure, per speciale luce divina il seguente insegnamento: quando un'anima guarda il crocifisso deve pensare che Gesù le dica con bontà " ecco come per tuo amore ho voluto essere appeso nudo, sfigurato, coperto di piaghe, con le membra violentemente distese sopra una croce! Il mio Cuore è così pieno d'amore per te che se per salvarti fosse necessario, sopporterei di nuovo e volentieri per te solo, tutto quello che ho sofferto per salvare il mondo intero."

Fu rivelato a S. Margherita Alacoque, apostola del S. Cuore" Nostro Signore sarà propizio in punto di morte a tutti coloro che di venerdì lo adoreranno 33 volte sulla croce, trono della sua Misericordia. ( scritti n. 45)

A suor Antonietta Prevedello il divin Maestro disse: " ogni volta che un'anima bacia le ferite del crocifisso merita che Io le baci le piaghe della sua miseria e dei suoi peccati... io ricompenso con 7 doni mistici, quelli dello Spirito Santo, atti a distruggere i 7 peccati capitali, quelli che baciano per adorazione le piaghe sanguinanti del mio Corpo."

A suor Marta Chambon, suora della visitazione di Chambery, fu rivelato da Gesù:"Le anime che pregano con umiltà e meditano la mia dolorosa Passione, avranno un giorno una partecipazione alla gloria delle mie Piaghe, contemplami sulla croce.. stringiti al mio cuore, vi scoprirai tutta la bontà di cui è colmo.. vieni figlia mia e gettati qui dentro. Se volete entrare nella luce del Signore bisogna nascondersi nel mio Costato. Se volete conoscere l'intimità delle viscere della Misericordia di Colui che vi ama tanto, dovete avvicinare le labbra con rispetto ed umiltà all'apertura del mio Sacro Cuore. L'anima che spirerà nelle mie piaghe non si dannerà."

Anche la Madonna in questi ultimi tempi è intervenutà per ricordare a tutti la grande importanza del crocifisso, a Medjugorje ha detto: "pregate davanti alla croce... davanti alla croce vengono grandi grazie.. consacratevi alla croce..."

" Fatevi, e fate un ottimo regalo a chi volete bene.. regalatevi un Crocifisso.. bello, fatto bene... è il libro più bello dell' amore.. ah quante lezioni apprenderete dall' Amore crocifisso.. esso è stato il libro che ha formato i santi"

Enrico Medi, scienziato, figlio spirituale di Padre Pio 

 

Il Signore intorno al 1960 ad una sua umile serva avrebbe dato queste promesse a tutti coloro che onorano e venerano con devozione il santo Crocifisso.

1) Quelli che espongono il Crocifisso nelle loro case o posti di lavoro e lo decorano con fiori, raccoglieranno molte benedizioni e ricco frutto nel loro lavoro e nelle loro iniziative, insieme ad un immediato aiuto e conforto nei loro problemi e sofferenze.

2) Coloro i quali guardano al Crocifisso anche soltanto pochi minuti, quando saranno tentati o sono nella battaglia e nello sforzo, soprattutto quando saranno tentati dalla collera, padroneggieranno subito se stessi, la tentazione e il peccato.

3) Quelli che mediteranno ogni giorno, per 15 minuti, sulla Mia Agonia sulla Croce, sosteranno di sicuro le loro sofferenze e i loro fastidi, prima con pazienza più tardi con gioia.

4) Quelli che molto spesso meditano sulle Mie ferite sulla Croce, con profondo dolore per i loro peccati e le loro colpe, acquisteranno presto un profondo odio al peccato.

5) Coloro i quali spesso e almeno due volte al giorno offriranno al Padre celeste le mie 3 ore di Agonia sulla Croce per tutte le negligenze, le indifferenze e le mancanze nel seguire le buone ispirazioni ne abbrevieranno la punizione o ne saranno completamente risparmiati.

6) Quelli che volentieri recitano giornalmente il Rosario delle Sante Piaghe, con devozione e grande fiducia mentre meditano sulla Mia Agonia sulla Croce, otterranno la grazia di adempiere bene i loro doveri e con il loro esempio indurranno gli altri a fare altrettanto.

7) Coloro i quali ispireranno ad altri ad onorare il Crocifisso, il Mio preziosissimo Sangue e le Mie Piaghe e che inoltre faranno conoscere il Mio Rosario delle S. Piaghe otterranno presto risposta a tutte le loro preghiere.

8) Coloro i quali fanno la Via Crucis giornalmente per un certo periodo di tempo e la offrono per la conversione dei peccatori possono salvare un'intera Parrocchia.

9) Coloro i quali per 3 volte consecutive (non nello stesso giorno) visitano un immagine di Me Crocifisso, la onorano e offrono al Padre Celeste la Mia Agonia e Morte, il Mio preziosissimo Sangue e le Mie Piaghe per i loro peccati avranno una bella morte e moriranno senza agonia e paura.

10) Quelli che ogni venerdì, alle tre del pomeriggio, meditano sulla Mia Passione e Morte per 15 minuti, offrendole insieme al Mio Preziosissimo Sangue e alle Mie S. Piaghe per se stessi e per i morenti della settimana, otterranno un alto livello di amore e di perfezione e possono star sicuri che il diavolo non potrà causare loro ulteriori danni spirituali e fisici.  

MESSAGGI DELLA REGINA DELLA PACE 

Giovedì 12.9.1985: Guardare e venerare la Croce.

 "Cari figli! In questi giorni (Novena per la festa dell'Esaltazione della Croce) voglio invitarvi a porre al centro di tutto la Croce. Pregate in particolare davanti alla Croce, da cui derivano grandi grazie. In questi giorni fate nelle vostre case una consacrazione speciale alla Croce. Promettete di non offendere Gesù e la Croce e di non arrecargli ingiurie.

Grazie per aver risposto alla mia chiamata!". 

Giovedì 20.2.1986: Meditare la Passione di Gesù.

 "Cari figli! Il secondo messaggio per i giorni di Quaresima è questo: rinnovate la preghiera davanti alla Croce. Cari figli, io vi sto dando grazie particolari, e Gesù dalla Croce vi dà doni particolari. Accoglieteli e viveteli! Meditate la passione di Gesù, e unitevi a Gesù nella vita.

Grazie per aver risposto alla mia chiamata!".  

LE INDULGENZE

 

In articulo mortis ( al momento della morte)
Al fedele in pericolo di morte, che non possa essere assistito da un sacerdote che gli amministri i sacramenti e gli impartisca la benedizione apostolica con l'annessa indulgenza plenaria, la santa Madre Chiesa concede ugualmente l'indulgenza plenaria in punto di morte, purché sia debitamente disposto e abbia recitato abitualmente durante a vita qualche preghiera. Per l'acquisto di tale indulgenza è raccomandabile l'uso del crocifisso o della croce.
La condizione "purché abbia recitato abitualmente durante la vita qualche preghiera" supplisce in questo caso le tre solite condizioni richieste per l'acquisto dell'indulgenza plenaria.
Questa indulgenza plenaria in punto di morte può essere lucrata dal fedele che, nello stesso giorno abbia già acquistato un'altra indulgenza plenaria.

Obiectorum pietatis usus (Uso degli oggetti di pietà)
Il fedele che devotamente usa un oggetto di pietà (crocifisso o croce, corona, scapolare, medaglia), benedette da un sacerdote qualsiasi, può lucrare una indulgenza parziale.
Se poi tale oggetto religioso è benedetto dal Sommo Pontefice o da un Vescovo, il fedele, che devotamente lo usa, può acquistare anche l'indulgenza plenaria nella festa dei santi Apostoli Pietro e Paolo, aggiungendo però la professione di fede con qualsiasi legittima formula.

CONSACRAZIONE DELLA FAMIGLIA AL CROCIFISSO

Gesù Crocifisso, da Te riconosciamo il grande dono della Redenzione e, per essa, il diritto al Paradiso. Come atto di riconoscenza per tanti benefici, Ti intronizziamo solennemente nella nostra fami-glia, perché Tu ne sia il dolce Sovrano e Mae-stro Divino.

La tua parola sia luce nella nostra vita: la tua morale, regola sicura di tutte le nostre azioni. Conserva e rinvigorisci lo spirito cristiano per-ché ci mantenga fedeli alle promesse del Batte-simo e ci preservi dal materialismo, rovina spi-rituale di tante famiglie.

Concedi ai genitori fede viva nella Divina Prov-videnza e virtù eroica per essere esempio di vi-ta cristiana ai figli; alla gioventù di essere forte e generosa nell'osservare i tuoi comandamen-ti; ai piccoli di crescere nella innocenza e bon-tà, secondo il tuo Cuore divino. Questo omaggio alla tua Croce sia anche atto di riparazione per l'ingratitudine di quelle fa-miglie cristiane che Ti hanno rinnegato.                                                                                                                                         Ascolta, o Gesù, la nostra preghiera per l'amo-re che ci porta la tua SS. Madre; e per i dolori da Lei sofferti ai piedi della Croce, benedici la nostra famiglia perché, vivendo nel tuo amore oggi, possa goderti nell'eternità. Così sia! 

LO SCAPOLARE DELLA MADONNA DEL CARMELO

LA GRANDE PROMESSA DELLA MADONNA DEL CARMINE

PER CHI PORTA L"'ABITINO"

 

La Regina del Cielo, apparendo tutta raggiante di luce, il 16 luglio 1251, al vecchio generale dell'Ordine Carmelitano, San Simone Stock (il quale L'aveva pregata di dare un privilegio ai Carmelitani), porgendogli uno scapolare -detto comunemente «Abitino»- così gli parlò: «Prendi figlio dilettissimo, prendi questo scapolare del tuo Ordine, segno distintivo della mia Confraternita, privilegio a te e a tutti i Carmelitani. CHI MORRA RIVESTITO DI QUESTO ABITO NON SOFFRIRA II. FUOCO ETERNO; questo è un segno di salute, di salvezza nei pericoli, di alleanza di pace e di patto sempiterno».

Detto questo, la Vergine scomparve in un profumo di Cielo, lasciando nelle mani di Simone il pegno della Sua Prima «Grande Promessa».

La Madonna, dunque, con la Sua rivelazione, ha voluto dire che chiunque indosserà e porterà per sempre l'Abitino, non solo sarà salvato eternamente, ma sarà anche difeso in vita dai pericoli.

Non bisogna credere minimamente, però, che la Madonna, con la sua Grande Promessa, voglia ingenerare nell'uomo l'intenzione di assicurarsi il Paradiso, conti-nuando più tranquillamente a peccare, o forse la speranza di salvarsi anche privo di meriti, ma piuttosto che in forza della Sua Promessa, Ella si adopera in maniera efficace per la conversione del peccatore, che porta con fede e devozione l'Abitino fino in punto di morte. 

CONDIZIONI PER OTTENERE IL FRUTTO DELLA GRANDE PROMESSA DELLA MADONNA 

1) Ricevere al collo l'Abitino dalle mani di un sacerdote, il quale, imponendolo, recita una sacra formula di consacra-zione alla Madonna (RITO DI IMPOSIZIONE DELLO SCAPOLARE). Ciò è necessario solo la prima volta che s'indossa l'Abitino. Dopo, quando s'indossa un nuovo «Abitino», esso si mette al collo con le proprie mani. 

2) L'Abitino, deve essere tenuto, giorno e notte, indosso e precisa-mente al collo, in modo che una parte scenda sul petto e l'altra sulle spalle. Chi lo porta in tasca, nella borsetta o appuntato sul petto non partecipa alla Grande Promessa. 

3) è necessario morire rivestivo del sacro abitino. Chi l'ha portato per tutta la vita e sul punto di morire se lo toglie, non partecipa alla Grande Promessa della Madonna. 

ALCUNI CHIARIMENTI

L'Abitino (che non è altro che una forma ridotta dell'abito dei religiosi carmeli-tani), deve essere necessariamente di panno di lana e non di altra stoffa, di forma quadrata o rettangolare, di colore marrone o nero. L'immagine su di esso, della Beata Vergine, non è necessaria ma è di pura devozione. Scolorandosi l'immagine o staccandosi l'Abitino vale lo stesso.

L'Abitino consumato si conserva, o si distrugge bruciandolo, e il nuovo non ha bisogno di benedizione. 

Chi, per qualche motivo, non può portare l'Abitino di lana, può sostituirlo (dopo averlo indossato di lana, in seguito all'imposizione fatta dal sacerdote) con una medaglietta che abbia da una parte l'effige di Gesù e del Suo Sacro Cuore e dall'altra quella della Beata Vergine del Carmelo. 

L'Abitino si può lavare, ma prima di toglierlo dal collo è bene sostituirlo con un altro o con una medaglietta, in modo che non si resti mai privi di esso.

Non è necessario che l'Abitino tocchi direttamente il corpo, ma può portarsi sugl'indumenti, purché sia messo al collo. 

Chi porta l'Abitino, pur non essendo obbligato, è bene che reciti spesso la giaculatoria: «O Maria Santissima del Carmelo pregale per noi».

Baciando lo Scapolare o la medaglia propria o quello di altra persona si lucra l'indulgenza parziale.

IL PRIVILEGIO SABATINO 

Il Privilegio Sabatino, è una seconda Promessa (riguardante lo scapolare del Carmine) che la Madonna fece in una Sua apparizione, ai primi del 1300, al Pontefice Giovanni XXII, al quale, la Vergine comandò di confermare in terra, il Privilegio ottenuto da Lei in Cielo, dal Suo diletto Figlio.

Questo grande Privilegio, offre la possibilità di entrare in Paradiso, il primo sabato dopo la morte. Ciò vuol dire che, coloro che otterranno questo privilegio, staranno in Purgatorio, massimo una settimana, e se avranno la fortuna di morire di sabato, la Madonna li porterà subito in Paradiso.

Non bisogna confondere la Grande Promessa della Madonna con il Privilegio Sabatino. Nella Grande Promessa, fatta a S. Simone Stock, non sono richieste né preghiere né astinenze, ma basta portare con fede e devozione giorno e notte indosso, fino al punto di morte, la divisa carme-litana, che è l'Abitino, per essere aiutati e guidati in vita dalla Madonna e per fare una buona morte, o meglio per non patire il fuoco dell'Inferno. 

Per quanto riguarda il Privilegio Sabatino, che riduce ad una settima-na, massimo, la sosta nel Purgatorio, la Madonna chiede che oltre a portare l'Abitino si facciano anche preghiere e alcuni sacrifici in Suo onore. 

CONDIZIONI VOLUTE DALLA MADONNA PER OTTENERE IL PRIVILEGIO SABATINO 

1) Portare, giorno e notte indosso, l'«Abitino», come per la Prima Grande Promessa. 

2) Essere iscritti nei registri di una Confraternita Carmelitana ed essere, quindi, confratelli Carmelitani. 

3) Osservare la castità secondo il proprio stato. 

4) Recitare ogni giorno le ore canoniche (cioè l'Ufficio Divino o il Piccolo Ufficio della Madonna). Chi non sa recitare queste preghiere, deve osservare i digiuni della S. Chiesa (salvo se non è dispensato per legittima causa) e astenersi dalle carni, nel mercoledì e nel sabato per la Madonna e nel venerdì per Gesù, eccettuato il giorno del S. Natale. 

La S. Chiesa, per venire incontro ai fedeli, dà al Sacerdote, che impone l'Abitino, la facoltà di commutare la recita delle ore canoniche e l'astinenza del mercoledì e del sabato in alcune facili preghiere e in un po' di penitenza, a piacimento del sacerdote stesso. Tutte queste pratiche, generalmente vengono commutate nella recita quotidiana del Santo Rosario oppure di 7 Pater, 7 Ave, 7 Gloria e nell'astinenza dalla carne il mercoledì, in onore della Madonna del Carmine. 

ALCUNE PRECISAZIONI

Chi non osserva la recita delle suddette preghiere o l'astinenza dalle cami non commette alcun peccato; dopo la morte, potrà entrare anche subito in Paradiso per altri meriti, ma non godrà del Privilegio Sabatino.

La commutazione dell'astinenza dalle carni in altra penitenza si può chiedere a qualunque sacerdote.

ATTO DI CONSACRAZIONE ALLA BEATA VERGINE DEL CARMINE

  O Maria, Madre e decoro del Carmelo, a te con-sacro oggi la mia vita, quale piccolo tributo di gratitu-dine per le grazie che attraverso la tua intercessione ho ricevuto da Dio. Tu guardi con particolare benevolenza coloro che devotamente portano il tuo Scapolare: ti supplico perciò di sostenere la mia fragilità con le tue virtù, d'illuminare con la tua sapienza le tenebre della mia mente, e di ridestare in me la fede, la speranza e la carità, perché possa ogni giorno crescere nell'amore di Dio e nella devozione verso di te. Lo Scapolare richiami su di me lo sguardo tuo materno e la tua protezione nella lotta quotidiana, sì che possa restare fedele al Figlio tuo Gesù e a te, evi-tando il peccato e imitando le tue virtù. Desidero of-frire a Dio, per le tue mani, tutto il bene che mi riu-scirà di compiere con la tua grazia; la tua bontà mi ottenga il perdono dei peccati e una più sicura fedeltà al Signore. O Madre amabilissima, il tuo amore mi ottenga che un giorno sia concesso a me di mutare il tuo Scapolare con l'eterna veste nuziale e di abitare con te e con i Santi del Carmelo nel regno beato del Figlio tuo che vive e regna per tutti i secoli dei secoli. Amen.

PREGHIERA ALLA MADONNA DEL CARMINE PER LE ANIME DEL PURGATORIO

Ricordati, o pietosissima Vergine Maria, gloria del Libano, onore del Carmelo, della consolante promessa che saresti discesa a liberare dalle pene de Purgatorio le Anime dei tuoi devoti. Incoraggiati da questa tua promessa, Ti supplichiamo, Vergine Consolatrice, di aiutare le care Anime, del Purgatorio, e specialmente... O Madre dolce e pietosa, rivolgi al Dio di amore e di misericordia con tutta la potenza della tua mediazione: offri il Sangue prezioso del tuo santissimo Figlio insieme ai tuoi meriti ed alle tue sofferenze: avvalora le nostre preghiere e quelle della Chiesa tutta, e libera le Anime del Purgatorio. Amen. 3 Ave, 3 Gloria.  

LODE ALLA MADONNA DEL CARMELO 

L'abitino che io porto

è sicuro mio conforto,

e lo stimo mio tesoro più d'argento, gemme e oro. 

Da Voi spero, Gran Signora, ciò che voi diceste allora

a Simone Vostro amato, dando l'abito sacrato.

Prometteste, certamente,

a chi il porta piamente,

esentar da cruda sorte ed in vita e dopo morte. 

Ed il sabato che viene, esentarlo dalle pene

col sovrano Vostro zelo e condurlo poi nel Cielo.

Orsù dunque, Verginella,

Madre, Sposa, tutta bella, me infelice liberate d'ogni male e consolate. 

Aiutatemi nei guai mentre afflitto sono assai,

specialmente, allora, quando il mio fiato sta spirando.

Allora sì datemi aiuto,

d'impetrar l'eterna vita, e sfuggire in tutti i modi di Lucifero le frodi.

Fate allora che io gioiendo e con gli Angeli godendo, canti dolce melodia,

Viva, viva del Carmine Maria. Salve Regina

Chi può, diffonda questo foglio tramite fotocopie. 

TESTIMONIANZA SULLA POTENZA DELLO SCAPOLARE

Sulla Piazza di Jlfurt in Alsazia (Francia) vi è una Statua monumentale in bronzo dell'Immacolata, con questa iscrizione:

«In memoria della liberazione dei due ossessi - Teobaldo e Giuseppe Burner - ottenuta per l'inter-cessione della B.V. M. Immacolata - Anno del Signore 1869».

Questi due fratelli furono invasi dal demonio per circa quattro anni (1864-69; curati inutilmente e visitati da molti Medici e specialisti, quando varie volte finalmente furono esorcizzati dal Parroco Brey e da tre Sacerdoti e Religiosi, incaricati dalla Curia di Strasburgo. Molte volte furono presenti, oltre ai genitori e parenti, anche il Sindaco del luogo Tresch e persone importanti, tra cui il Deputato Sig Ignazio Spies.

Teobaldo morì poi il 3-4-1871, all'età di 16 anni. Giuseppe morì più tardi - 1882 - a 25 anni. 

Molti fatti diabolici sono pure registrati nel Vangelo e in molte Vite di Santi.

Quindi non è fantasia: il demonio esiste, come l'Inferno!!!

I due ossessi erano soggetti a fenomeni straordinari, per es.:

- Torcere il collo o le gambe all'indietro, in modo straziante.

- Arrampicarsi sugli alberi, fino a tenui rami, che non si rompevano.

- Vomitare fuoco, schiuma, piume che appestavano la casa.

- Parlavano tutte le lingue e dialetti.

- Svelavano colpe segrete o delitti di persone presenti, che fuggivano.

- Quando i visitatori si erano prima Confessati, i ragazzi ossessi (per opera del demonio) dicevano: Prima siete stati nel porcile (la Chiesa) a togliere lo sterco dalle vostre coscienze!

- Al contrario quando si presentavano coloro che vivevano male o in peccato, dicevano: Oh! ecco uno dei nostri!... Che brava gente! Dovrebbero essere tutti così!... Risparmiano fatica al nostro padrone, e 'gli guadagnano molte anime. - ecc...

- Quando la camera o altre cose, a loro insaputa, venivano benedette con l'Acqua santa, dicevano: l'hanno spalmata col lordume!...

Bestemmiavano Dio, Gesù, l'Eucarestia, La Chiesa, i Santi... e mai la Madonna.

Fu loro chiesto: Perché bestemmiate Tutti... e mai la Madonna?

- Perché la Marionetta (Gesù) sulla Croce ce lo ha proibito!

Che pensate dell'Immacolata Concezione?

- Vattene alla malora con la tua Grande Signora!

Gli si mise addosso l'Abitino della Madonna del Carmine a Teobaldo, senza che se ne accorgesse.

Ma tosto egli gridò: toglimi questo strazio! Mi brucia...!

- Non è uno straccio - si rispose - e te lo toglierò solo quando tu mi dirai cos'è.

L'Abitino della Grande Signora!

Un'altra persona chiede a Giuseppe: Che cosa odiate di più nei Cristiani?

- ... La Devozione alla Grande Signora!... - fu risposto. Capite? Oh! Come dobbiamo essere grati alla Mamma del Cielo, che ci vuol vestire del Suo Santo Abitino: lo Scapolare!!!  

 

LA MEDAGLIA MIRACOLOSA

(Per richiesta medaglie ed immaginette telefona al numero 091.8711669, oppure a Famiglia Mariana tel 0174 244130)

La prima apparizione.

Scrive Caterina Labouré: "Alle ore 23,30 del 18 luglio 1830, mentre ero a letto addormentata, mi sento chiamare per nome: "Suor Labouré!" Svegliatami, guardo dalla parte da cui veniva la voce, (...) e vedo un fanciullino vestito di bianco, dai quattro ai cinque anni, il quale mi dice: "Venite in cappella, la Madonna vi aspetta". Mi venne subito il pensiero: mi sentiranno! Ma quel fanciullino a rispondermi: "State tranquilla, sono le ventitré e trenta e tutti dormono profondamente. Venite che vi aspetto". Vestitami in fretta, mi diressi verso quel fanciullino (...), o meglio, io seguii lui. (...) Erano accesi i lumi dappertutto dove noi passavamo, e questo mi sorprendeva molto. Assai più meravigliata, però, rimasi all'ingresso della cappella, quando l'uscio si aprì, appena il fanciullino l'ebbe toccato con la punta di un dito. La meraviglia poi crebbe nel vedere tutte le candele e tutte le torce accese come alla Messa di mezzanotte. Il fanciullino mi condusse nel presbiterio, accanto alla poltrona del Padre Direttore, dove io mi misi in ginocchio, (...) giunse il sospirato momento. Il fanciullino mi avverte dicendo: "Ecco la Madonna, eccola!". Sento il rumore come il fruscio di una veste di seta. (...) Fu quello il momento più dolce della mia vita. Dire tutto ciò che provai mi sarebbe impossibile. "Figlia mia - mi disse la Madonna - Dio vuole affidarti una missione. Avrai molto da soffrire, ma soffrirai volentieri, pensando che si tratta della gloria di Dio. Avrai sempre la sua grazia: manifesta tutto quanto succede in te, con semplicità e confidenza. Vedrai certe cose, sarai ispirata nelle tue orazioni: rendine conto a che è incaricato della tua anima".

Seconda apparizione.

"Il 27 novembre 1830 che era il sabato antecedente la prima domenica di Avvento, alle cinque e mezza del pomeriggio, facendo la meditazione in profondo silenzio, mi parve di sentire dal lato destro della cappella un rumore, come il fruscio di una veste di seta. Avendo volto lo sguardo a quel lato, vidi la Santissima Vergine all'altezza del quadro di San Giuseppe. La sua statura era media, e la sua bellezza tale che mi è impossibile descriverla. Stava in piedi, la sua veste era di seta e di color bianco-aurora, fatta, come si dice, " a la vierge", cioè accollata e con le maniche lisce. Dal capo le scendeva un velo bianco fino ai piedi, il viso, era abbastanza scoperto, i piedi poggiavano sopra un globo o meglio sopra un mezzo globo, o almeno io non ne vidi che la metà. Le sue mani, elevate all'altezza della cintura, mantenevano in modo naturale un altro globo più piccolo, che rappresentava l'universo. Ella aveva gli occhi rivolti al cielo, e il suo volto diventò splendente mentre presentava il globo a Nostro Signore. Tutto ad un tratto, le sue dita si ricoprirono di anelli, ornati di pietre preziose, le une più belle delle altre, le une più grosse e le altre più piccole, le quali gettavano raggi luminosi. Mentre io ero intenta a contemplarla, la Santissima Vergine abbassò gli occhi verso di me, e si fece sentire una voce che mi disse: "Questo globo rappresenta tutto il mondo, in particolare la Francia e ogni singola persona...". Io qui non so ridire ciò che provai e ciò che vidi, la bellezza e lo splendore dei raggi così sfolgoranti!... e la Vergine aggiunse: "Sono il simbolo delle grazie che io spargo sulle persone che me le domandano", facendomi così comprendere quanto è dolce pregare la Santissima Vergine e quanto Ella è generosa con le persone che la pregano; e quante grazie Ella accorda alle persone che la cercano e quale gioia Ella prova a concederle. In quel momento io ero e non ero... Gioivo. Ed ecco formarsi intorno alla Santissima Vergine un quadro alquanto ovale, sul quale, in alto, a modo di semicerchio, dalla mano destra alla sinistra di Maria si leggevano queste parole, scritte a lettere d'oro: "O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a Voi". Allora si fece sentire una voce che mi disse: "Fa coniare una medaglia su questo modello: tutte le persone che la porteranno riceveranno grandi grazie; specialmente portandola al collo. Le grazie saranno abbondanti per le persone che la porteranno con fiducia". All'istante mi parve che il quadro si voltasse e io vidi il rovescio della medaglia. Vi era il monogramma di Maria, ossia la lettera "M" sormontata da una croce e, come base di questa croce, una spessa riga, ossia la lettera "I", monogramma di Gesù, Jesus. Al di sotto dei due monogrammi, vi erano i Sacri Cuori di Gesù e di Maria, circondato il primo da una corona di spine trafitto il secondo da una spada. Interrogata più tardi, la Labouré, se oltre al globo o, meglio, alla metà del globo, avesse veduto qualche altra cosa sotto i piedi della Vergine, rispose di aver veduto un serpente di color verdastro chiazzato di giallo. Quanto poi alle dodici stelle che circondano il rovescio della medaglia, "è moralmente certo che questa particolarità fu indicata a viva voce dalla Santa, fin dall'epoca delle apparizioni". Nei manoscritti della Veggente si trova anche questa particolarità, che è di molta importanza. Tra le gemme ve ne erano alcune che non mandavano raggi. Mentre ella se ne stupiva, sentì, la voce di Maria che diceva: "Le gemme dalle quali non partono raggi sono simbolo delle grazie che si dimentica di chiedermi". Tra esse la più importante è il dolore dei peccati. La medaglia dell'Immacolata, fu coniata due anni dopo, nel 1832, e fu denominata dal popolo stesso, "Medaglia Miracolosa" per eccellenza, per il gran numero di grazie spirituali e materiali ottenute per intercessione di Maria.

Una esortazione all'apostolato, scritta proprio da p. Aladel, confessore di Santa Caterina e primo pro-motore della coniazione e della diffusione della Medaglia in tutto il mondo. Le sue parole sentiamo le rivolte ad ognuno di noi:

 "Oh, cresca e si estenda sempre più il culto di Maria concepita senza peccato, questo culto così dolce, così adatto a far discendere sulla terra le be-nedizioni del Cielo! Oh, se noi conoscessimo il do-no di Maria, se comprendessimo il suo grande amo-re per noi! Portate la Medaglia Miracolosa! Portatela voi bambini, questa cara Medaglia, questo dolce ricor-do della più tenera fra le Madri. Imparate ed amate ripetere la sua breve preghiera: "O Maria concepi-ta...". Stella del Mattino, Ella sarà felice di guidare i vostri primi passi e di conservarvi nell'innocenza. Portatela voi giovani e ripetete spesso fra i tan-ti pericoli che vi circondano: "O Maria concepi-ta...". Vergine senza macchia, Ella vi preserverà da ogni pericolo. Portatela voi padri e madri di famiglia e la Madre di Gesù spanderà su di voi e sulle vostre fa-miglie abbondanti benedizioni. Portatela voi, anziani e malati. Soccorso dei cristiani, Maria accorrerà in vostro aiuto per santi-ficare i vostri dolori e per consolare i vostri giorni. Portatela voi, anime consacrate a Dio e non stancatevi di dire: "O Maria concepita...". Regina dei vergini e delle vergini, Ella farà germogliare nel giardino del vostro cuore i fiori e i frutti che devo- no essere le delizie dello Sposo e formare la vostra corona nel giorno delle nozze dell'Agnello. E voi pure peccatori anche se foste piombati nell'abisso delle più grandi miserie, anche se la di-sperazione si fosse impadronita dell'anima vostra, levate lo sguardo verso la Stella del Mare: vi resta la compassione di Maria. Prendete la Medaglia e gri-date dal profondo del vostro cuore: "O Maria conce-pita...". Rifugio dei peccatori, Ella vi tirerà fuori dall'abisso nel quale siete caduti e vi ricondurrà sui sentieri fioriti della giustizia e del bene".

Seminiamo la Medaglia con fede nella sua origi-ne divina e con fiducia nella sua miracolosa poten-za. Seminiamola con coraggio e con costanza senza rispetto umano, senza stancarci mai. La Medaglia sia la nostra medicina più efficace, il nostro regalo preferito, il nostro ricordo e il nostro grazie più sin-cero, per tutti.

DIFFONDIAMO LA MEDAGLIA MIRACOLOSA 

Una delle prime a ricevere la Medaglia Miracolosa, fu la stessa Santa Caterina Labouré, la quale, quando l'ebbe tra le mani, la baciò, e poi disse: "Ora bisogna diffonderla ".

Da queste parole dell'umile Santa, la piccola Medaglia prese il via, e rapida come una minuscola cometa, fece il giro del mondo intero. Si pensi che nella sola Francia, nei primi dieci anni, ne vennero coniate e vendute ben settantaquattro milioni. Perché questa prodigiosa diffusione? Per la fama di "Miracolosa " che ben presto si meritò dal popolo.

Grazie e miracoli si moltiplicavano via via operando conversioni e gua-rigioni, aiuti e benedizioni per le anime e per i corpi. 

Fede e preghiera

Le radici di queste Grazie sono sostanzialmente due: la Fede e la pre-ghiera. Anzitutto la fede: ci deve essere almeno in colui che dona la Medaglia, come avvenne per Alfonso Ratisbonne, incredulo, che ricevette la Medaglia da un uomo pieno di Fede, il barone De Bussières. è chiaro, infatti, che non è il pezzo di metallo della Medaglia, fosse pure di oro zecchino, a operare miracoli; ma è la Fede fervida di chi tutto attende

da Colei che il metallo raffigura. Anche il cieco nato, di cui ci parla il Vangelo (Gv 9,6), non fu il fango che Gesù ado-però a ottenergli la vista, ma la potenza di Gesù e la fede del cieco.

Dobbiamo avere Fede nella Meda-glia in questo senso avere Fede, cioè che la Madonna con la Sua onnipotenza mi-sericordiosa si serve di quel minuscolo mezzo per donare le Sue Grazie ai figli che gliele chiedono.

E qui ricordiamo l'altra radice delle Grazie: la preghiera. Dagli esempi che abbiamo riferito e che ancora riferiremo appare evidente che la Medaglia fa cen-tro e opera Grazie quando è accompa-gnata dalla preghiera.

San Massimiliano, quando distribui-va le Medaglie Miracolose agli increduli o a persone che non avrebbero pregato, si metteva lui a pregare con ardore e fervore di santo. La Medaglia, sia ben chiaro, non è un magico talismano. No. è uno strumento di Grazia. La Grazia vuole sempre la cooperazione dell'uo-mo. L'uomo coopera con la sua fede e la sua preghiera. Fede e preghiera, quindi, assicurano la fecondità "Miracolosa " della celebre Medaglia. Possiamo dire, anzi, che la Medaglia non opera mai da sola, ma esige la cooperazione dell'uo-mo chiedendo di essere accompagnata dalla Fede e dalla preghiera almeno di qualcuno o di chi dona la Medaglia o di chi la riceve. 

Un altro esempio fra tanti

Lo riportiamo da una rivista missio-naria. In un ospedale delle Missioni, a Macao, un povero pagano era stato ormai abbandonato dal medico: -Più nulla da fare, Sorella. Non passerà la notte. La Suora Missionaria di Maria contempla l'uomo agonizzante sul letto. Dunque, nulla da fare per il corpo; ma l'anima? Da tre mesi ch'è ricoverato, l'infelice è rimasto ostinatamente chiuso e ostile; poco fa ha respinto ancora una volta la Suora catechista che tentava di far breccia in quell'a-nima. Una Medaglia della Madonna, messagli furtivamente sotto il guanciale, era stata da lui rab-biosamente e ostilmente gettata a terra. Che fare? Sono le 18. Il volto dell'infermo rivela già qualche sintomo dell'agonia. La Suora, vista sul comodino la Medaglia respinta, mormora a un'allieva infer-miera nella corsia: -Senti: cerca di na-scondergli questa Medaglia, quando aggiusti il letto, tra il lenzuolo e il materasso, senza che se ne accorga. Ora non resta che pregare, e... aspettare. La Religiosa sgrana lentamente le Ave Maria della sua corona.

Alle 21 l'agonizzante apre gli occhi, e chiama: -Sorella... La Religiosa si china su di lui. -Sorella, muoio... Battez-zami!... Tremante dalla commozione la Suora prende un bicchiere d'acqua sul comodino, ne versa qualche goccia sulla fronte madida, pronunciando le parole che danno la Grazia e la vita. Il volto del morente si trasforma inesplicabilmente.

L'angoscia che ne increspava i linea-menti svanisce d'incanto, mentre un lieve sorriso ora è su quelle labbra riarse: -Adesso non ho più paura di morire -mormora- so dove vado... - Spira con un bacio al Crocifisso. 

Diffondiamola anche noi

La missione affidata dalla Madonna a S. Caterina Labouré, di diffondere la Medaglia Miracolosa, non riguarda solo S. Caterina, ma riguarda anche noi. E noi dovremmo sentirci tutti onorati di far nostra questa stessa missione di Grazia. Quante anime generose si sono mosse con fervore instancabile per portare ovunque e donare a chiunque questo dono della Madonna! Pensiamo, anzi-tutto, a S. Caterina Labouré che si fece distributrice zelante della Medaglia per più di 40 anni ! Tra i vecchi e gli ammalati, tra i soldati e i bambini, là dove la Santa passava con il suo angelico sorriso, donando a ognuno la Meda-glina. Persino sul letto di morte, poco prima dell'agonia, ella preparava ancora pacchetti di Medaglie da distribuire! La sua fede, speranza e carità, la sua preghiera e il suo candore di vergine consacrata rendevano tanto più feconda di Grazia ogni Medaglina che ella distribuiva per sanare, illuminare, aiutare, convertire tanti bisognosi. 

Anche S. Teresa...

Un altro esempio gentile e luminoso è quello di Santa Teresina. Questa cara Santa, fin da fanciulla dovette intuire bene il valore della Medaglia miracolosa se si industriava davvero molto a distribuirla. Una volta, in casa sua, riuscì a far prendere la Medaglia a una domestica che non si comportava bene, facendosi promettere che l'avrebbe portata al collo fino alla morte. Un'altra volta, sempre a casa, mentre alcuni operai stavano lavorando, l'an-gelica Teresina prese delle Medagline e andò a metterle nelle tasche delle loro giacche appe-se... Le sante industrie di chi ama! Pensiamo al S. Curato d'Ars che, quando usciva per il paese, portava sempre

le tasche gonfie di Medagliette e Crocifissi, e tornava sempre con le tasche sgonfie... Pensiamo al grande S. Giovanni Bosco che faceva portare la Medaglia al collo ai suoi ragazzi, e in occasione dello scoppio del colera assicurò che il colera non avrebbe contagiato nessuno di quelli che portavano la Medaglia. E fu proprio così. Pensiamo anche a S. Pio X, al B. Guanella, al B. Orione e a molti altri zelantissimi apostoli, così attenti a servirsi di ogni mezzo per far conoscere   e amare la Madonna. Con tanto affetto si sono interessati di questa cara Medaglina! Un altro straordinario apo-stolo, il P. Pio da Pietralcina, non fu inferiore agli altri nella diffusione delle sante Medagline. Anzi! Ne teneva in cel-la e nelle tasche; ne distribuiva ai figli spirituali, ai penitenti, agli ospiti; le mandava in regalo a gruppi di persone; una volta ne mandò quindici a una famiglia composta di quindici persone, genitori e tredici figli. Alla sua morte,

nelle tasche gli trovarono un mucchietto di quelle Medagline che egli donava con tanto zelo. Tutto serve a chi ama. Voglia-mo farlo anche noi questo piccolo apo-stolato di amore alla Madonna? 

S. Massimiliano Kolbe

Un modello gigante di apostolo dell'Immacolata e della Medaglia Miracolosa fu indubbiamente San Massimiliano Maria Kolbe. Egli potreb-be anche essere chiamato il Santo della Medaglia Miracolosa. Basti pensare il suo grande movimento mariano a raggio mondiale, la Milizia dell'Immacolata, contrassegnato dalla Medaglia Mira-colosa, che tutti i suoi membri hanno l'obbligo di portare indosso come distintivo.

"La Medaglia Miracolosa -diceva il Santo- è il segno esteriore della consa-crazione all'Immacolata ".

"Medaglia Miracolosa deve costituire un mezzo di prim'ordine nella conversione e santificazione degli altri, perché essa ci ricorda di pregare per chi non ricorre a Maria, non la conosce e la bestemmia ".

Il Santo diceva che le Medaglie Miracolose sono come i `proiettili ",le "munizioni", le "mine"; esse hanno un potenziale misterioso, capace di far breccia nei cuori murati, negli animi ostinati, nelle volontà indurite e inca-tenate al peccato. Una Medaglina può essere un raggio laser che brucia, penetra e risana. Può essere un richiamo di Grazia, una presenza di Grazia, una sorgente di Grazia. In tutti i casi, per ogni persona, illimitatamente.

Per questo San Massimiliano portava sempre con sé le Medagline, le dava a chiunque poteva, le collocava dapper-tutto, sui banchi dei negozianti, sui treni, sulle navi, nelle sale d'aspetto.

"Bisogna distribuire la Medaglia Miracolosa ovunque è possibile ai fan-ciulli..., ai vecchi e, soprattutto, ai gio-vani, perché sotto la protezione di Maria abbiano la forza sufficiente per resistere alle innumerevoli tentazioni e pericoli che oggi li insidiano. Anche coloro che non entrano mai in Chiesa, che hanno paura della Confessione, si fanno beffe delle pratiche religiose, ridono delle ve-rità della Fede, sono immersi nel fango dell'immoralità...: a tutti costoro biso-gna assolutamente offrire la Medaglia dell'Immacolata e sollecitarli perché la portino volentieri, e, contemporanea-mente, pregare con fervore l'Immaco-lata per la loro conversione ".

Personalmente, San Massimiliano non iniziava nessuna impresa anche materiale senza affidarsi alla Medaglia Miracolosa. Così, quando egli si trovo nella necessità di procurare un terrene più ampio per costruire la Città dell'Immacolata (Niepokalanow), appena adocchiato un terrene adatto, per prima cosa vi butto delle Medagline Miracolose, poi vi portò e collocò une statuetta dell'Immaco-lata. Per un intoppo imprevisto, sembrò che la cosa naufragasse; ma quasi d'incanto, alla fine, tutto si risolse cor la completa donazione de. terreno a San Massimiliano. Alla scuola di queste Santo mariano dei nostri tempi dobbiamo imparare anche noi muoverci armati di questi `proiettili ". L'Immacolata voglia che noi contribuiamo efficacemente all'attuazione d quella che era una vivissima speranza d San Massimiliano, e cioè che "col tempo non vi sarà un'anima che non indossi la Medaglia Miracolosa ".

 

LA TESTIMONIANZA DI COME LA MEDAGLIA MIRACOLOSA

HA SALTATO UN ATEO

La storia che racconto ha dell'in-credibile e solo se uno ha Fede può crederci. Sono un'insegnante di scuola elementare, vivo in provincia di Fro-sinone, sono sposata e curo molto l'edu-cazione religiosa ed umana dei miei figli. Anch'io ho ricevuto una ottima educazione religiosa e adesso com-prendo meglio di allora quanto è importante pregare fin da bambini. Ai miei figli parlo molto di Gesù e della Madonna, trasmetto loro non tanto le mie convinzioni, ma ciò che il Signore e sua Madre oggettivamente sono, alla luce del Vangelo e di questi duemila anni di storia cristiana.

I miei alunni mi vogliono molto bene, notano che io li amo veramente e che i miei rimproveri e le esortazioni vogliono solamente aiutarli. Tra le diverse pratiche devozionali, sono impegnata a diffondere a tutti quelli che incontro la Medaglia Miracolosa. Ho una Fede cieca sulla sua efficacia e potenza. D'altronde, la Madonna lo ha detto nell'apparizione nel 1830 a Santa Caterina Labouré: "Coloro che la porteranno al collo, riceveranno grandi Grazie". Per l'amore che nutro verso la Madonna e la convinzione sulla im-portanza della Medaglia, ogni mese compro 300 Medaglie Miracolose e le regalo a tutti coloro che incontro.

Un giorno, uscendo da scuola, ho in-contrato un conoscente che non vedevo da anni, un uomo impegnato in politica, di famiglia anticlericale. Un non cre-dente che condannava sempre la Chiesa e quasi in ogni occasione trovava prete-sti per diffamare i Sacerdoti. Lo ricordo diversi decenni fa non come una persona buona, aveva un grande culto della sua persona, si considerava il migliore in tutto. Ma Gesù è venuto ed è morto anche per lui, anzi, proprio lui Gesù vuole salvare. Era la pecorella smarrita.

Incontrando questo amico, in un istante pensai che era inutile dare la Medaglia, era sprecata, ma subito dopo pensai dove fosse finita la mia Fede. Tenevo le Medaglie proprio per i peccatori. Ricordai l'incredibile conver-sione dell'ebreo Alfonso Ratisbonne nella Chiesa di Sant'Andrea delle Fratte a Roma, proprio perché aveva ricevuto la Medaglia e la portava addosso.

Così, dopo i convenevoli, presi con amore e tanta Fede la Medaglia da dare al mio amico. Lui guardò la Medaglia, poi guardò me stupito, come a doman-darmi se veramente mi ero ricordata della sua irreligiosità. Con molto garbo mi disse che non poteva prenderla per il fatto che non crede a nulla, e la rifiutò. Io tirai fuori le mie convinzioni, la mia Fede la mostrai tutta davanti, fino al punto di dire: "Anche se tu non credi in Dio, perché rifiuti l'idea che questo Dio esiste, ti vuole bene e ti vuole salvare dall'inferno? Come puoi essere certo

che Dio non esiste? Chi te lo ha detto e chi può affermare questo con certez-za? ".

Ascoltando le mie parole, i suoi occhi si illuminarono, rimase in silenzio, ma rispose che non poteva accettare la Medaglia. lo insistetti, invitandolo a prenderla `perché la Madonna ti vuole bene e ti vuole salvare dalla perdizione eterna. Perché ti spaventi di questa piccola Medaglia? ". Solo a queste parole la prese, senza dire nulla. Ma era solo per non dispiacermi.

Non lo vidi per un certo tempo, quasi due mesi, prima che succedesse l'incre-dibile. Una mattina entro in classe e un bambino mi invita da parte per dirmi qualcosa. Queste le sue parole: "Mae-stra, questa notte ho fatto un sogno. Ho visto un uomo e mi ha detto di dirvi che si chiama Alberto e che ha ricevuto una Medaglia Miracolosa da lei e che lui subito non voleva accettarla, ma poi la prese. Tenendo la Medaglia addosso cominciò a sentire una attrazione per la Medaglia e recitò la preghiera che c'è scritta (O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a Te). Lui cominciò a recitare questa preghiera e a dire alla Madonna di pregare per lui. La settimana scorsa lui è morto e grazie alla Medaglia che aveva avuto da lei, non è andato all'inferno, ma si è salvato. Grazie alla Medaglia della Madonna. Mi ha detto di dire tutto questo a lei e che lui la ringrazia e prega dal Purgatorio per lei ".

Non sapevo se gridare dalla gioia o svenire per terra per quanto era avvenuto. In un momento pensai a tutti coloro a cui avevo dato la Medaglia. Dove sono tutti loro? La Madonna li avrà allora salvati tutti! Ero pentita per non avere fatto un apostolato più forte con la Medaglia Miracolosa. Ora ne farò di più.

Il bambino non conosceva né il mio amico e né l'episodio della Me-daglia regalata a lui. Veramente la Madonna aveva salvato il mio amico e con il sogno lo aveva manifestato a me, affinché continuassi a diffondere questa santa e benedetta Medaglia Miracolosa. Scoprii ancora di più la potenza della Medaglia Miracolosa e adesso la diffondo con maggiore convinzione. è il mezzo di Grazie. La Madonna ci dona immense benedizioni e Grazie per mezzo di questa Medaglia! Diciamolo a tutti! Offriamo a tutti questa santa e be-nedetta Medaglia e facciamola portare addosso.

Mio proposito è di comprare ogni mese 75,00 di Medaglie Miracolose e di diffonderle a tutti coloro che incontro. Perché non lo fanno anche i lettori? Se ne possono diffondere anche meno, poche, l'importante è offrire questa santa Medaglia. Soprattutto, per dare ad ogni familiare, parente, amico, cono-scente, collega, a tutti, la Medaglia che allontana il diavolo perché è un mezzo di protezione dal diavolo, perché la Medaglia è benedetta.

è meglio conservare questi pochi soldi in banca o spenderli in cose inutili, oppure, comprare le Medaglie Miracolose per fare del bene e ricevere grandi Grazie anche voi dalla Madonna?

Però mi chiedo: basta portare la Medaglia addosso? Non occorre avere Fede chi la riceve? Il fatto stesso che una persona accetta la Medaglia è già un consenso verso la Madonna? Come vorrei capire meglio tutto, ma a me basta avere la convinzione che la Madonna quale Regina di ogni essere umano, vuole salvare tutti, e coloro che tengono la Medaglia Miracolosa addosso e prestano Fede verso la Madonna, in un modo o in un altro, la Madre di Dio li salverà dalla perdizione.

è vero che l'efficacia della Medaglia dipende dalla nostra Fede, dalla nostra preghiera e dai nostri sacrifici.

Questa è la vittoria di Maria San-tissima, l'anticipo del trionfo del suo Cuore Immacolato.

 

NOVENA DELLA MEDAGLIA MIRACOLOSA. 

O Vergine Immacolata, Madre di Dio e Madre nostra, con la più viva fiducia nella tua potente intercessione, umilmente ti supplichiamo di volerci ottenere le grazie che con questa Novena ti chiediamo. (Breve pausa per chiedere le grazie) O Madonna della Medaglia Miracolosa, che sei apparsa a Santa Caterina Labouré, nell'atteggiamento di Mediatrice del mondo intero e di ogni anima in particolare, noi mettiamo nelle tue mani e affidiamo al nostro cuore le nostre suppliche. Degnati di presentarle al tuo Divin Figlio ed esaudirle, se esse sono conformi, alla Divina Volontà e utili alle anime nostre. E, dopo aver innalzato verso Dio le tue mani supplichevoli, abbassale su di noi e avvolgici coi raggi delle tue grazie, illuminando le nostre menti, purificando i nostri cuori, affinché da Te guidati, raggiungiamo un giorno la beata eternità. Amen. Preghiera finale: Ricordati, o piissima Vergine Maria, che non si è mai sentito dire che alcuno abbia fatto ricorso al Tuo patrocinio, implorato il Tuo aiuto, chiesto la Tua protezione e sia stato abbandonato. Animato da questa fiducia, anch'io ricorro a Te o Madre, Vergine delle Vergini, a Te vengo e, pentito, mi prostro davanti a Te. Non respingere, o Madre del Verbo la mia supplica, ma ascolta benigna ed esaudiscimi. O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a Te.

CORONCINA DELLA MEDAGLIA MIRACOLOSA. 

O Vergine Immacolata della Medaglia Miracolosa, che, mossa a pietà dalle nostre miserie, scendesti dal cielo per mostrarci quanta cura prendi alle nostre pene e quanto ti adoperi per allontanare da noi i castighi di Dio e ottenerci le sue grazie, soccorrici in questa presente nostra necessità e concedici le grazie che ti domandiamo. Ave Maria. O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a Te. (tre volte). O Vergine Immacolata, che ci hai fatto dono della tua Medaglia, quale rimedio a tanti mali spirituali e corporali che ci affliggono, come difesa delle anime, medicina dei corpi e conforto di tutti i miseri, ecco che noi la stringiamo riconoscenti sul nostro cuore e ti domandiamo per essa di esaudire la nostra preghiera. Ave Maria. O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a Te. (tre volte). O Vergine Immacolata, che hai promesso grandi grazie ai devoti della tua Medaglia, se ti avessero invocato con la giaculatoria da Te insegnata, noi, pieni di fiducia nella Tua parola, ricorriamo a Te e Ti domandiamo, per a Tua Immacolata Concezione, la grazia di cui abbiamo bisogno. Ave Maria. O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a Te. (tre volte).  

Per saperne di più sul messaggio dell'Immacolata a Rue du Bac, sul significato e simbolo della medaglia  miracolosa leggi  Mese alla Medaglia Miracolosa e il suo Messaggio.

 

LO SCAPOLARE VERDE

LO SCAPOLARE VERDE O DEL CUORE IMMACOLATO DI MARIA

Dieci anni dopo il grande dono della Medaglia Miraco-losa per mezzo di Sta Caterina Labouré, la SS. Vergine, il 28 gennaio 1840, portava ad un'altra umile Figlia della Ca-rità lo scapolare del suo Cuore immacolato.

Veramente è detto «scapolare» in modo improprio, per-ché non è l'abitino di una confraternita, ma semplicemente l'unione di due pie immagini, cucite sopra un sol pezzo di panno verde, con un nastrino dello stesso colore per appun-tarlo.

Eccone l'origine. 

Suor Giustina Bisqueyburu (1817-1903)

Nacque in Francia a Mauléon (Bassi Pirenei) l'11 no-vembre 1817, in una famiglia benestante e fu educata alla pietà e alla nobiltà d'animo. A 22 anni, però, disse risoluta-mente addio al mondo e a quanto una vita agiata le promet-teva, per seguire il Signore e servire i poveri tra le Figlie della Carità di S. Vincenzo De Paoli.

Giunse a Parigi in compagnia del p. Giovanni Aladel, il prudente direttore di Sta Caterina Labouré e, compiuto il suo noviziato alla casa-madre, fu applicata alla scuola a Bla-gny (Senna inferiore).

Passò quindi a Versailles per il servizio degli ammalati e poi, nel 1855, la troviamo a Costantinopoli con un gruppo di consorelle, per curare i soldati feriti nella guerra di Crimea.

Nel 1858 l'ubbidienza le affida la direzione del grande ospedale militare di Dey (Algeri), ufficio che tenne per no-ve anni.

Richiamata dall'Africa, prestò servizio ai soldati amma-lati e feriti dell'Armata Pontificia a Roma e poi fu trasferita all'ospedale di Carcassona in Provenza. Dopo 35 anni di ab-negazione e di carità verso i malati, andò a godere la giusta ricompensa in cielo, il 23 settembre 1903.

Le sue ultime parole furono: «Amate la SS. Vergine, ama-tela molto. è così bella!», senza fare il minimo cenno alle com-pagne circa le rivelazioni di cui la Madonna l'aveva favorita.  

Le apparizioni della SS. Vergine

Suor Giustina era giunta a Parigi il 27 novembre 1839, troppo tardi per partecipare al grande ritiro che era termi-nato qualche giorno prima. Dovette quindi attendere il riti-ro di gennaio 1840 per «entrare in vocazione», come si dice-va allora.

Fu nella sala del ritiro, dove campeggiava una bella sta-tua della Madonna, ricca di storia, che la suora ebbe la pri-ma manifestazione della Mamma Celeste, il 28 gennaio 1840 (Cfr. Appendice: Nostra Signora della Missione).

Indossava una lunga veste bianca - raccontò più tardi la suora -, e un manto celeste senza velo. Aveva i capelli sparsi sulle spalle e teneva nella mano destra il suo Cuore Immacolato, sormontato da fiamme simboliche.

L'apparizione si ripeté più volte durante i mesi del no-viziato, senza che la Madonna si esprimesse in alcun modo, tanto che la veggente interpretò questi favori celesti come un dono personale, al semplice scopo di aumentare in lei la devozione al Cuore Immacolato di Maria.

L'8 settembre, invece, la SS. Vergine completò il suo messaggio di misericordia ed espresse il suo volere. Suor Giu-stina si trovava già da qualche tempo nella casa di Blagny.

L'atteggiamento di Maria era quello delle altre manife-stazioni con il Cuore Immacolato nella mano destra. Nella mano sinistra, però, reggeva uno scapolare, o meglio un «me-daglione» di panno verde, con un nastro dello stesso colore. Nella faccia anteriore del medaglione era raffigurata la Ma-donna, mentre nella faccia posteriore campeggiava il suo Cuo-re, trafitto da una spada, raggiante di luce come se fosse di cristallo e circondato dalle significative parole: «Cuore Im-macolato di Maria, pregate per noi adesso e nell'ora della no-stra morte!».

Era un sol pezzo di stoffa verde di forma rettangolare e di mediocre grandezza.

Una voce distinta fece capire alla veggente il desiderio della Madonna: confezionare e diffondere lo scapolare e la giaculatoria, per ottenere la guarigione degli ammalati e la conversione dei peccatori, specialmente in punto di morte. In successive manifestazioni simili a questa, le mani della SS. Vergine si riempirono di raggi splendenti, che pioveva-no verso terra, come nelle apparizioni della Medaglia Mira-colosa, simbolo delle grazie che Maria ottiene da Dio per noi. Quando Suor Giustina si decise a parlare di queste co-se e del desiderio della Madonna al p. Aladel, ovviamente lo trovò molto prudente o addirittura scettico. 

Condizioni richieste

Passò del tempo, ma poi finalmente, dopo una prima approvazione forse soltanto orale, fatta dall'Arcivescovo di Parigi, Mons. Affre, si cominciò a confezionare lo scapolare e ad usarlo privatamente, ottenendo conversioni insperate. Nel 1846, il p. Alabel espose alla veggente alcune diffi-coltà insorte e la pregò di chiederne la soluzione alla Ma-donna stessa. In particolare si desiderava sapere se lo scapo-lare dovesse essere benedetto con facoltà e formula specia-le, se dovesse essere «imposto» liturgicamente, e se le perso-ne che lo avessero portato piamente, dovessero fare partico-lari pratiche e preghiere quotidiane.

La SS. Vergine, l'8 settembre 1846, rispose con una nuo-va apparizione a Suor Giustina, suggerendo quanto segue:

1) Non trattandosi di un vero e proprio scapolare, ma soltanto di una pia immagine, qualsiasi sacerdote può bene-dirlo.

2) Non deve essere imposto liturgicamente.

3) Nessuna particolare preghiera quotidiana è richiesta. Basta ripetere con fede la giaculatoria: «Cuore Immacolato di Maria, pregate per noi adesso e nell'ora della nostra morte!».

4) Nel caso che l'ammalato non possa o non voglia pre-gare, chi lo assiste preghi per lui con la giaculatoria, mentre lo scapolare si può mettere, anche a sua insaputa, sotto il cuscino, tra i suoi abiti, nella sua cameretta. L'essenziale è di accompagnare l'uso dello scapolare con la preghiera e con grande amore e fiducia nella intercessione della SS. Vergi-ne. Le grazie sono commisurate al grado di confidenza.

Quindi non si tratta di una cosa «magica», ma di un og-getto materiale benedetto, che deve suscitare nel cuore e nella mente sentimenti di penitenza e di amore per Dio e la Ver-gine Santa e perciò di conversione. 

Approvazioni orali e scritte

Dopo il permesso di Mons. Affre, di cui però non esi-ste documento nella curia di Parigi, il Papa Pio IX diede la sua approvazione orale per due volte ai Procuratori della Con-gregazione della Missione presso la Santa Sede (Cfr. lettere del p. G. Guarini del 19/12/1863 e del p. G.B. Borgogno dello 03/04/1870). In particolare al p. Borgogno il Papa dis-se: «è una bella e pia immagine. Dò ogni permesso a questo scapolare. Scrivete a quelle buone Suore che le autorizzo a con-fezionare e distribuire questo scapolare».

Tuttavia il Superiore Generale della Congregazione della Missione e delle Figlie della Carità, il p. Antonio Fiat, ri-chiese un'approvazione scritta all'Arcivescovo di Cambrai, Mons. Francesco Delamaire, che porta la data del 13 luglio 1911.

Dopo d'allora le approvazioni furono molte ovunque lo scapolare fu usato, ma la cosa più importante fu la conferma del Cielo, con i prodigi di conversione che si moltiplicarono.

Il più noto, come ho già detto nella prefazione, era av-venuto nel 1859, con la conversione in punto di morte e la confessione del suo misfatto, dell'assassino di Mons. Affre, Arcivescovo di Parigi. La storia di questa conversione fu rac-contata da Suor Dufés, una della due Figlie della Carità che assistettero il moribondo fino alla fine. L'assassino mori di-cendo: «è a Maria, rifugio dei peccatori, che devo la mia con-versione!».

Suor Dufés gli aveva nascosto lo Scapolare Verde sotto il cuscino. 

Per acquistare lo Scapolare Verde rivolgersi a: COOPERAZIONE VINCENZIANA  Via Fassolo, 29 - 16126 Genova Tel.: 010261805 - ccp. 12663191.

 

LO SCAPOLARE ROSSO O DELLA PASSIONE E DEI SS. CUORI DI GESU' E DI MARIA

La serie di apparizioni riguardanti lo Scapolare Verde non era ancora terminata e già il cielo si riapriva sulle Fami-glie Vincenziane, per dar loro un nuovo segno di predilezio-ne e nuovo mezzo per far trionfare nelle anime la Divina Mi-sericordia del Cuore di Gesù. Il nuovo Dono Celeste, col suo messaggio di misericordia, doveva essere lo Scapolare della Passione e dei SS. Cuori di Gesù e di Maria, detto comune-mente lo Scapolare Rosso.

Il dono fu affidato da Gesù stesso ad una Figlia della Carità, Suor Apollina Andriveau, i126 luglio 1846 e poi in successive apparizioni.

 

Suor Apollina, la confidente di Gesù

Nata a Saint-Pourgain (Allier) il 7 maggio 1810, Apol-lina seguì ben presto il babbo a Parigi, dove ricevette una istruzione sceltissima e compita. Intelligente e laboriosa, im-parò varie lingue, divenne scrittrice elegante e coltivò pure con successo la musica e la pittura. Il mondo le offriva un'ot-tima riuscita. Anche a lei, però, Dio fece sentire la sua voce. A 23 anni, nel 1833, abbandonò tutto per vestire l'umile abito delle Figlie della Carità di S. Vincenzo De Paoli.

Fu applicata al servizio dei poveri, ufficio che disimpe-gnò con amore per 38 anni a Troyes. Fu trasferita quindi a Caen, dove rimase 14 anni, e poi nella casa di cura di Montolieu, ove passò 7 anni in croce, come Gesù, tra le du-re sofferenze della malattia. Morì il 23 febbraio 1895. «Il tabernacolo ed il crocifisso - fu scritto da lei -, era-no il ritrovo di tutti i suoi pensieri. Il suo atteggiamento davan-ti al Crocifisso ed all'altare era la predica più eloquente». Fu a quest'anima generosa che Gesù rivolse il suo mes-saggio di misericordia, richiamando per suo mezzo gli uomi-ni al pensiero della sua Passione e delle sue sofferenze trop-pe volte dimenticate.

 

Gesù si manifesta

Ecco come Suor Apollina diede relazione al suo con-fessore e direttore spirituale, dell'apparizione dello Scapo-lare Rosso: «La sera del 26 luglio (1846), ottava di S. Vincen-zo, vidi Nostro Signore sull'altare, un po' a destra, vestito di rosso con un manto azzurro. Teneva nella destra uno Scapolare Rosso, le cui estremità erano sostenute da due nastri dello stes-so colore. Su di una faccia era rappresentato Gesù in croce, cir-condato dagli strumenti della Passione e attorno lessi: Santa Pas-sione di Nostro Signore Gesù Cristo, salvateci!

Sull'altra era impressa l'immagine dei Sacri Cuori di Gesù e di Maria, l'uno coronato di spine, l'altro trafitto da una spada e, fra i due Cuori, una croce. Attorno vi erano le parole: Sacri Cuori di Gesù e di Maria, proteggeteci!

La denominazione dello Scapolare mi sembra che debba essere: Scapolare della Passione».

Questa apparizione si ripeté diverse volte ed il 14 set-tembre 1846 Gesù fece sentire a Suor Apollina questa con-solante promessa: «Coloro che porteranno lo Scapolare con amo-re, riceveranno ogni venerdì un aumento di fede, speranza e ca-rità».

 

Approvazione canonica

Quanto all'approvazione canonica, come Gesù aveva preannunciato alla veggente, non vi furono difficoltà. Lo stes-so p. G.B. Etienne, Superiore Generale della Congregazio-ne della Missione e delle Figlie della Carità, recatosi a Ro-ma nel mese di giugno del 1847, ne parlò direttamente al Papa, Pio IX. Il Papa ascoltò attentamente ed il 25 giugno, con un rescritto autorizzò il nuovo Scapolare, col titolo del-la Passione e dei SS. Cuori di Gesù e di Maria. Ai Missiona-ri di S. Vincenzo ed ai Sacerdoti a cui l'avessero comunica-ta, veniva riservata la facoltà di benedirlo e di «imporlo» li-turgicamente. Oggi questa riserva non esiste più, ma vedasi l'Appendice II, in calce a quest'opuscolo.

Suor Apollina scomparve, ma nell'ombra divenne una fiamma viva di amore per Gesù nel mistero della sua Passio-ne. Sembra che per tutta la sua vita abbia goduto di partico-lari favori celesti e di visioni, assistendo sensibilmente alle varie scene della Passione di Cristo. Una volta le sembrò per-fino di ricevere tra le braccia dalla Vergine Addolorata il corpo esanime di Gesù, deposto dalla croce.

Dello Scapolare soleva ripetere: «Sono felice che esso di-venti sempre più una delle ricchezze della Congregazione della Missione».

 

La devozione alla Passione di Cristo nelle Famiglie Vincenziane

Lo Scapolare Rosso si diffuse subito rapidamente in Eu-ropa e nel mondo e favorì l'aumento della devozione, spe-cialmente popolare, alla Passione di Cristo ed ai Sacri Cuori di Gesù e di Maria.

Nelle Famiglie Vincenziane la devozione ai Sacri Cuo-ri era una costante, perché raffigurati nella Medaglia Mira-colosa, nello Scapolare Verde e in quello Rosso. La devozio-ne alla Passione di Cristo faceva parte della spiritualità vin-cenziana fin dal tempo dei Fondatori. Tuttavia il p. Etien-ne le diede un nuovo vigoroso impulso.

Nel 1853 egli pubblicò un «Manuale» sullo Scapolare Rosso e sulla Passione di Cristo, piccolo di formato, ma di molte pagine (410) e di grande importanza.

Dopo una informazione sull'origine dello Scapolare, era-no raccolte in esso 30 meditazioni sulla Passione di Cristo per il mese di giugno, dedicato alla devozione al Preziosissi-mo Sangue di Gesù, seguite da una novena di altre medita-zioni sulla Croce e sulla Vergine Addolorata.

Il volumetto riportava, in calce, tutti i rescritti in lati-no dell'approvazione dello Scapolare e delle indulgenze ot-tenute dal Papa Pio IX, fino al 1853.

In quel medesimo anno il p. G.B. Etienne inaugurava alla casa-madre dei Vincenziani a Parigi, in occasione della festa della esaltazione della Santa Croce, una nuova cappel-la dedicata alla Passione. Qualche anno più tardi, con una circolare, raccomandava che in ogni chiesa dei Missionari vi fosse un altare particolarmente dedicato alla Passione di Cristo e che di essa si parlasse in tutte le missioni ed esercizi spiri-tuali.

Mancava solo una cosa alla realizzazione dei desideri di Suor Apollina: che il rifiorire della devozione alla Passio-ne di Cristo fosse perpetuata da qualche pia associazione o comunità, che germogliasse sulle radici della Famiglia Vin-cenziana.

Il suo desiderio si compì in vari modi ed anzitutto con la fondazione della Confraternita della Santa Agonia di Ge-sù nell'Orto del Getsemani, nel 1861, per opera del Vincen-ziano p. Antonio Ippolito Nicolle. Il medesimo Missionario fondava, nel 1864, le Suore della Santa Agonia, particolar-mente devote a Gesù Agonizzante.

L'anno seguente, a Torino, il Servo di Dio, p. Marcan-tonio Durando, fondava un'altra famiglia religiosa, le Suore Nazarene della Passione, la cui spiritualità è tutta permeata dal pensiero della Passione di Cristo e in essa affonda le sue radici.

Queste fondazioni non sono le sole, ma bastano per far capire che le manifestazioni di Gesù a Suor Apollina e il do-no dello Scapolare Rosso avevano un ben più vasto intento nelle Famiglie Vìncenziane e nella Chiesa ed il loro messag-gio di misericordia era diretto a tutti gli uomini.

 

APPENDICE I

LA STATUA MIRACOLOSA DELLA MADONNA DELLA «MISSIONE»

La statua di Nostra Signora della Missione sembra che risalga al 1320. è di pietra e misura in altezza m. 1,20. Un'au-reola di capelli ondulati, sui quali si abbandona un velo trat-tenuto da una corona, circonda la sua fronte, completamen-te scoperta.

Sul braccio sinistro le si adagia il Bambino Gesù, che con la manina accarezza graziosamente il mento della Mam-ma, mentre la Vergine, trastullandosi con un suo piedino, teneramente sorride.

Statue del medesimo stile e della stessa età si conserva-no al museo del Louvre. La sua origine sarebbe addirittura anteriore a quella di Notre-Dame di Parigi.

La statua rimase per tre secoli in via S. Dionigi, sul culmine della celebre porta di Filippo Augusto. Quando la porta fu demolita, la statua trovò posto in una nicchia di una casa vicina. Poi qualcuno pensò che sarebbe stata meglio cu-stodita dalle Suore che portavano la marmitta della mine-stra ai malati e stavano lì vicino.

Così le Figlie della Carità aprirono le porte della loro casa-madre alla statua della SS. Vergine, che fu collocata nel cortile. Questo «ingresso» sembra risalire a quando S. Vin-cenzo e Sta Luisa de Marillac erano già morti da 21 anni, cioè al 1681.

Tuttavia, dalla prima casa-madre, la statua seguì le Figlie della Carità nelle tre successive case-madri, conferman-do il suo titolo di Regina delle Famiglie Vincenziane e meri-tando anche quello di Nostra Signora della Missione.

 

APPENDICE II

1) Scapolare Verde:

qualsiasi sacerdote può benedirlo, essendo soltanto una pia immagine.

2) Scapolare Rosso:

a) La benedizione dello Scapolare Rosso non è più «ri-servata» ai Preti della Missione. Il principio che le «riserve» rimaste sono pochissime e riservate solo ai Vescovi, vale an-che per lo Scapolare Rosso.

Persino la benedizione delle stazioni della Via Crucis non è più riservata.

b) La imposizione liturgica dello Scapolare Rosso non è più «riservata». La imposizione di uno scapolare permane solo quando è condizione per entrare a far parte di una As-sociazione o Confraternita, la quale preveda questo rito.

Lo Scapolare Rosso non è insegna di alcuna Associa-zione, nemmeno della Santa Agonia, anche se questa Asso-ciazione lo ha scelto come emblema.

Per entrare quindi a far parte dell'Arciconfraternita della S. Agonia non è necessaria la imposizione dello Scapolare Rosso.

La cerimonia si può fare, ma non è più «riservata».

c) Lo Scapolare Rosso, come gli altri Scapolari, può es-sere sostituito da un'unica medaglia scapolare, debitamente benedetta, che abbia da una parte il S. Cuore e dall'altra una qualsiasi Madonna. La medaglia scapolare è più pratica per portarla al collo o sulla propria persona.

Infine non è richiesta alcuna iscrizione.

Non vi sono obblighi particolari. è consigliata una bre-ve meditazione sulla Passione di Cristo specialmente al ve-nerdì e la ripetizione delle giaculatorie scritte sullo Scapolare.

 

FORMULE LITURGICHE

Per chi volesse benedire e imporre lo Scapolare Rosso, riportiamo la formula del Rituale Romanum (ediz. 1941 o altre edizioni posteriori, ma sempre latine) al n° 6 delle Be-nedictiones Propriae, e ne diamo anche una versione non uf-ficiale.

BENEDICTO ED IMPOSITIO SCAPULARIS RUBRI PASSIONIS ET SACRATISSIMI CORDIS D.N J.C. AT-QUE CORDIS AMANTISSIMI ET COMPATIENTIS B. MARIAE VIRG. IMMACULATAE

Propria Congregationis Missionis

Genuflexo eo, qui suscepturus est Scapulare, Sacerdos, su-perpelliceo et stola rubra indutus, dicit:

V Adjutorium nostrum in nomine Domini. R Qui fecit caelum et terram.

V Dominus vobiscum. R Et cum spiritu tuo. Oremus

Domine Jesu Christe, qui tegumen nostrae mortalitatis induere dignatus, temetipsum exinanivisti, forma servi ac-cipiens, et factus obediens usque ad mortem Crucis: tuae lar-gitatis clementiam humiliter imploramus, ut hoc genus ve-stimenti, quod in honorem et memoriam dolorosissimae Pas-sionis tuae, tuique sacratissimi Cordis, necnon et Cordis

amantissimi ac compatientis immaculatae Matris tuae insti-tutum fuit, atque illo induti haec mysteria devotius recolant, benedicere digneris; ut hic famulus qui (haec famula tua, quae) ipsum gestaverit, te quoque, per tua merita et intercessio-nem beatissimae Virginis Mariae, induere mereatur: Qui vi-vis et regnas in sacecula saeculorum. R. Amen.

Mox Sacerdos sacrum Scapulare aqua benedccta aspergit, et illud imponit, dicens:

Accipe, carissime frater (carissima soror), hunc habitum benedictum, ut veterem hominem exutus (-a) novumque in-dutus (-a) ipsum digne perferas, et ad vitam pervenias sem-piternam. Per Christum Dominum nostrum. R. Amen. Deinde subjungit.

Et ego, ex facultate mihi concessa, recipio te (vos) ad partecipationem omnium bonorum spiritualium, quae per Sanctae Sedis Apostolicae privilegium huic sancto scapula-ri, in gratiam Congregationis Missionis, concessa sunt.

In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti. R. Amen. Denique dicitur trina vice versiculus sequens:

Te ergo quaesumus, tuis famulis subveni, quos pretio-so sanguine redemisti.

 

VERSIONE NON UFFICIALE

Il nostro aiuto è nel nome del Signore.

Egli ha fatto il cielo e la terra.

Il Signore sia con voi.

E con il tuo spirito.

 

PREGHIAMO

Signore Gesù Cristo, che hai rivestito la nostra carne mortale, umiliandoti, prendendo la forma di servo e dive-nendo obbediente fino alla morte di Croce: noi imploriamo umilmente la tua grande misericordia, affinché tu voglia be-nedire questo abitino, approvato in onore e ricordo della tua dolorosissima Passione, del tuo sacratissimo Cuore e del Cuore amabile e addolorato di Maria Immacolata, affinché quelli che lo porteranno possano meditare più devotamente questi misteri, e affinché questo tuo servo (o tua serva) che lo por-terà, possa rivestirsi anche di Te, per i tuoi meriti e per l'in-tercessione della beatissima Vergine Maria. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. R. Amen.

Il Sacerdote asperge con acqua benedetta lo Scapolare e lo impone, dicendo:

Ricevi, carissimo fratello (o carissima sorella), questo abitino benedetto, affinché, svestito/a dell'uomo vecchio e rivestito/a del nuovo, tu lo possa portare degnamente

e giungere alla vita eterna. Per Cristo N. Signore. R. Amen. Poi il Sacerdote aggiunge:

Ed io, per la facoltà a me conferita, faccio partecipe te (o voi) di tutti i beni spirituali, che per privilegio della San-ta Sede Apostolica sono stati concessi a questo santo scapo-lare, in favore della Congregazione della Missione.

Nel nome del Padre, del Figlio, e dello Spirito Santo. R. Amen.

Infine si ripete per tre volte il seguente versetto:

Ti preghiamo, o Signore, soccorri i tuoi servi che hai riscattato col tuo prezioso sangue!  

LA MEDAGLIA DEI CONSACRATI ALLA MADONNA 

E' un dono d'amore di Maria S.S. a tutti i consacrati al suo Cuore Immacolato, che vivono gli impegni di tale consacrazione, ma è anche un richiamo per tanti suoi figli che non corrispondono al suo amore. Lo strumento utilizzato da Maria, per far conoscere al mondo la sua medaglia, è Suor Chiara Scarabelli (1912- 1994) umile clarissa di clausura, che visse completamente immersa nell' amore di Dio e delle anime; la sua vita è stata un esempio luminoso di filiale abbandono alla SS.Vergine.

La prima apparizione è avvenuta la notte tra il 15 e 16 maggio del 1950, mentre suor Chiara era in cappella per l'adorazione notturna; ad un tratto vede dalla parte destra dell'altare una grande luce. Ecco come lei stessa ha descritto l'apparizione: "Vidi scendere dall'alto una bellissima Signora, di una bellezza che non trovo parole per esprimere.  Era vestita tutta di bianco, coperta con un velo, an-ch'esso bianco che scendeva fino ai piedi, tutto ornato d'oro. Ai fianchi aveva, come cintura, un nastro azzurro. Teneva la mano sinistra all'altezza del nastro, o me-glio, poco sopra, ed in essa il cuore. Attorno ad esso, simile a un cerchio, c'era una corona di grosse spine, tre delle quali lo penetravano. Una spada trapassava il cuore dal-la parte sinistra...Vedendomi timorosa, incerta, mi disse sorridendo: - Non temere, piccola mia, sono la tua Mamma, la Regina del cielo e della terra. Vengo a te per chiederti un favore: ho bisogno di te! ...Vedi queste spine che mi trafiggono il cuore? Sono i peccati di tanti miei figli che non mi amano e offendono il Signore. Vengo per richiamarli alla conversione, alla penitenza, e per dare loro un dono del mio Cuore, affinché comprendano quanto io li ami, nonostante i loro peccati. Li aspetto per portarli al Cuore di Cristo e per consolare Gesù per i numerosi peccati che commettono tante sue creature. La sua misericordia è infinita. Egli aspetta con tenerezza che tutti tornino al suo Cuore. Ha affidato al mio Cuore Immacolato la salvezza dell'umanità...Sono il rifugio dei peccatori. Venite, venite tutti al mio Cuore e troverete la pace che tanto cercate! ... lo so che mi ami ed è per questo che ti chiedo se accetti di cooperare con me nel dare un dono d'amore a tutti i miei figli, i beniamini del mio cuore, che amo, e dai quali sono ama-ta, ma che sarà un richiamo anche per quelli che non mi amano! Il mio Cuore li attende tutti per portarli a Gesù, al Padre..." 

 La seconda apparizione avviene durante l'adorazione notturna del 7 ottobre 1950, così la suora descrive l apparizione: "Ecco apparire la bella Signora che mi aveva parlato il 15 maggio. . Aveva il medesimo aspetto, era vestita allo stesso modo, portava il cuore nella mano sinistra, nella destra la corona del rosario con dei grani d'oro ed una croce che scendeva giù, fino a circa dieci centimetri dai piedini bianchi, candidi. Tutto attorno alla sua persona, come in cerchio, c'era scritto a caratteri d'oro: "Madre mia, fiducia e speranza, in Te mi affido e abbandono". Mi guardava con una tenerezza ed un sorriso che non trovo parole per esprimere.Mi disse: - Piccola mia, sono venuta per affidarti una missione! Ho bisogno di te per dare un dono a quei miei cari figli che sono la gioia del mio cuore, perché mi amano e vivono in pratica la consacrazione fatta al mio Cuore Immacolato che avevo chiesto a Fatima, per volontà di Gesù. Desidero dare loro un segno, un dono, per mostrare loro la riconoscenza del mio Cuore di Mamma. Esso sarà anche un richiamo per tanti miei figli che amo con tenerezza, ma che non corrispondono al mio amore. Io dico loro: "Figliolini miei, venite, venite al mio cuore, vi aspetto per portarvi a Gesù che vi ama! Solo in Lui troverete la pace, la gioia e la felicità che tanto cercate!". E vi dico ancora: "Pregate, amatevi come figli di Dio, da veri fratelli, amatevi come vi ama la vostra Mamma e come vi ama Gesù!". Egli ha affidato al mio Cuore Immacolato la missione di chiamare tutti i miei figli alla conversione, alla preghiera, alla penitenza: pregate, pregate! Se non pregate non potete conver-tirvi. Amatevi tra voi come vi amo io. Lo dico con dolore: tanti, tanti non pregano, non amano. Piccola mia, ti affido la missione di far coniare una meda-glia che mi ritrae come mi vedi: è un dono d'amore del mio Cuore Immacolato. Ecco, guarda il rovescio della medaglia.

Allora vidi comparire, di fianco a Lei, il suo Cuore e quello di Gesù strettamente uniti, direi quasi legati, da una corona di spine; il Cuore di Gesù era sormontato da una piccola croce e quello della Mamma trapassato da una spada. Sotto i due Cuori c'erano una A ed una M intrecciate, a significare: Ave Maria. Entrambi i Cuori erano circondati da fiamme, simbolo dell'amore di cui ardono per la salvezza di tutte le anime. Tutto intorno c'era scritto a caratteri d'oro: "Gesù, Maria vi amo, salvate tutte le anime". Dopo avermi mostrato il rovescio della medaglia, la Mamma disse: -" Cari figli miei, vi esorto a recitare spesso e col cuore l'in-vocazione: "Gesù, Maria vi amo, salvate tutte le anime". Sarà come una carezza che consola il Cuore di Gesù e il mio Cuore Immacolato. L'invocazione, se recitata con fede e col cuore, riparerà ogni volta tante bestemmie. Ogni atto d'amore salverà un'anima. L'amore vi aiuti a valorizzare al mas-simo ogni istante della vostra vita terrena. Più forte sarà l'amore, più la vostra vita sarà feconda. Amatevi, amatevi, cercate le cose di lassù! Quaggiù tutto passa: solo l'amore resta in eter-no! Sarete giudicati sull'amore. Anzi, per chi veramente ama, non ci sarà giudizio: solo un abbraccio del Padre buono col figlio che è vissuto solo per amore e nell'amore! Ascoltate la vostra Mamma! Vi parlo, vi esorto perché vi amo e vi voglio felici in eterno lassù, lassù in Paradiso! Voglio portarvi a Gesù ed al Padre che vi attende tutti!

 PROMETTO A TUTTI COLORO CHE PORTE-RANNO CON Sé QUESTO DONO DEL MIO CUORE IMMACOLATO, TESTIMONIANDO LA LORO CONSACRAZIONE, DI BENEDIRLI, DI CONDURLI PER MANO, DI PORTARLI NEL MIO CUORE COME FIGLI PREDILETTI PER PRESEN-TARLI A GESù. LI ASSISTERO' NEL MOMENTO DELLA MORTE AFFINCHé IL NEMICO, SATA-NA, NON POSSA LORO NUOCERE E SARAN-NO LASSù, CON ME, IN PARADISO, DOVE GESù DARà LORO IL PREMIO ETERNO.  

Quando Suor Chiara consegnò la richiesta della Vergine al Padre confessore, egli s i mostrava perplesso per via che c'era già un'altra medaglia richiesta e coniata per volere dalla Madonna, la Medaglia Miracolosa. 

La Vergine SS. stessa darà la spiegazione a suor Chiara : (...) Questo è un dono che il mio Cuore di Mamma vuole dare a tutti i miei figli; è anche un richiamo. Un dono d'amore per tanti miei figli che mi amano veramente e vivono in pratica la consacrazione al mio Cuore Immacolato che la Chiesa ha fatto di tutta l'umanità per volontà del Signore, a questi sono riconoscente, li tengo al riparo sotto la mia protezione, li assisto, li conduco per mano, sono la Mia consolazione. è poi un richiamo amoroso per tan-ti, tanti miei figli e dico loro:- Figli miei carissimi, non basta fare a parole l'atto di consacrazione al mio Cuore, ma occorre viverla nella vita pratica di ogni giorno, che significa imitare la vostra Mamma nel suo amore verso Dio, con fede e carità verso tutti i fratelli. Tante creature hanno dimenticato il comandamento di Gesù: «amatevi come io ho amato voi». E io vi supplico: amatevi come vi ama la vostra Mamma che vuole portarvi tutti al Cuore di Gesù. Siete miei cari figli, desidero condurvi tutti alla salvezza, alla gloria eterna. Il Figlio mio ha affidato al mio Cuore la missione di richiamare tutte le creature alla conversione, all'amore, alla preghiera e penitenza allo scopo di prepararle al trionfo del mio Cuore come avevo promesso a Fatima, per l'avvento del Regno di Gesù. Miei cari figli, non offendete più il Signore che è già tanto offeso, ma amatelo, riparate. Siete tutti fratelli, figli del Padre celeste, amatevi, amatevi a vicenda, state in pace con tutti. Pace, pace, amore. Vi invito alla preghiera, pregate, pregate. Si prega troppo poco da tanti, pregate col cuore. Solo la preghiera con l'amore può vincere satana. Il mio nemico lavora per perdere le anime e trova tanti collaboratori; non permettete che vi seduca. Ha un esercito molto forte, vuole portarvi alla perdizione. Preghiera, fiducia, abbandono in Dio e nel mio Cuore. Figlioli miei, vi amo e per questo vengo a indicarvi la via dell'amore, della pace e della salvezza. Ascoltate la vostra Mamma, lasciatevi condurre per mano. Vi chiedo di offrire la vostra preghiera per coloro che sono sotto il dominio di satana perché si salvino. Dio ha creato tutte le creature per il Paradiso. Testimo-niate la fede con la vostra vita da veri figli di Dio, sacrifica-tevi per la salvezza dei peccatori. Vi ringrazio di tutto quello che farete per i fratelli lon-tani da Dio che rifiutano il suo amore: io sono con voi. In Cielo riceverete dal Padre il premio che vi è promesso. Miei cari figlioli, non abbiate paura di professare la vostra fede. Se pregate, satana non può nuocervi perché siete figli di Dio, che vi guarda con amore. Pregate, pregate, amatevi! Se il Rosario sarà sempre nelle vostre mani, sarà un segno per il demonio che apparte-nete a me. Non stancatevi di pregare col Rosario; sarà un'ar-ma potente per salvare l'umanità. Ascoltate la vostra Mamma che vi supplica: convertitevi, non offendete più il Signore. Tanti miei figli hanno perduto il senso del peccato, fe-riscono il mio Cuore. Ora è il tempo di convertirsi. Aiutatevi, vivete in pace da buoni fratelli in attesa del Signore che viene. Ascoltate il mio figlio prediletto, il beniamino del mio Cuore, il S. Padre, io stessa l'ho preparato per la sua missione, in questo momento. Amatelo, non amareggiate il suo cuore di Pastore, di Padre. A voi della Comunità cristiana affido il compito di farvi testimoni di fronte al mondo annunciando questa attesa del Signore. Vivete insieme con la vostra Mamma questo tempo, lasciatevi condurre, io guiderò i vostri passi incontro al Si-gnore, rifugiatevi nel mio Cuore Immacolato. Figlioli miei, lasciatevi amare dal Signore, non rifiutate il suo amore. Vivete la vostra consacrazione, siate pronti per il trionfo del suo Regno -". 

Solo quarant'anni dopo si riesce a coniare la prima medaglia, appena Suor Chiara la riceve, Maria stessa le si manifesta e le da un ultimo messaggio rivolto a tutti i suoi figli: 

"Benedico questa medaglia, dono del mio Cuore, benedico tutti coloro che la porteranno addosso, sarò loro giuda, sostegno, conforto in vita, e nel momento della loro morte io stessa verrò a prenderli per presentarli a Gesù come fiori olezzanti, cresciuti nel mio Cuore Immacolato. Il Signore vuole che il mio Cuore sia più conosciuto, amato, invocato. (...) Figliolini miei, venite al Cuore della vostra Mamma che vi ama, vi aspetta per donarvi a Gesù. Il mio Cuore è la via più breve e più sicura per andare a Lui, e Lui, Gesù, è la via per andare al Padre. Siete tutti prediletti e amati dal Padre celeste che vi aspetta con le brac-cia aperte per donarvi il suo Regno e farvi felici in eterno. Siate strumenti docili nelle mani della vostra Mamma per salvare tutti i poveri peccatori che offendono il Cuore di Cristo e il mio Cuore Immacolato, però li voglio salvare. Gesù ha affidato al mio Cuore la missione di richiamare tutta l'umanità alla conversione, preghiera, amore, pace, pe-nitenza... è tanto tempo che vengo in mezzo a voi e vi parlo, vi esorto in nome di Cristo... ma quanti sono ancora quelli che non mi ascoltano?... Figliolini miei, pregate, pregate per i poveri peccatori! Quanti negano Dio!... Pretendono di fare un mondo migliore senza Dio! Voi, miei prediletti, formate un forte esercito, così uniti pregate... Pregate, solo la preghiera può salvare le anime. Dite spesso: Sacro Cuore di Gesù, venga il tuo Re-gno, venga per mezzo del Cuore Immacolato di Maria. Vedete come il Cuore di Gesù e il mio sono intimamente uniti da fare un Cuore solo. Sì, io e Gesù siamo una cosa sola, i peccati che feriscono il suo Cuore, feriscono anche il mio. Quante spine per i pec-cati di tanti miei figli... ne sento tutto il dolore, ma voglio salvarli a qualunque costo. Miei cari figliolini, aiutate la vostra Mamma a salvare i vostri fratelli, sono tutti figli cari al mio Cuore anche se non mi amano. Pregate, fate violenza al Cuore della Trinità perché nessuno vada perduto. Cristo è morto per tutti! Amate il S. Padre, il dolce Cristo in terra, il beniamino del mio Cuore. Ascoltatelo, state uniti a lui, sostenetelo con la preghiera, siate pronti a difenderlo, ha dei nemici che osta-colano l'opera sua, mentre avrebbero il dovere di collaborare con lui affinché venga il Regno di Cristo... Pregate, pregate in modo particolare con la preghiera del cuore, nell'intimità con Dio, con Cristo, lasciate posto allo Spirito Santo che prega in voi e per voi. Pregate con il rosario, tenetelo stretto perché ha la forza per disarmare satana che lavora senza tregua per perdere le anime e trova tanti collaboratori. Solo la preghiera è potente, non stancatevi di pregare il mio Cuore Immacolato. Gesù ha affidato alla sua Mamma il potere di vincere il nemico che è satana e i suoi seguaci. Lui, il nemico, lavora per perdere le anime, io lavoro per salvarle e portarle tutte in cielo dove Gesù ha preparato un posto per tutti. Figliolini miei, chiedo la vostra collaborazione, aiutate la vostra Mamma, siate miei testimoni, testimoniate Cristo con la vostra vita. Amatevi, amatevi, state in pace con tutti, non abbiate paura, io sono con voi, confidate nel mio aiuto e vedrete che, nonostante la rabbia e gli sforzi del demonio, infine il mio Cuore trionferà, è volontà di Gesù! Figliolini miei, non temete, venite al mio Cuore, io vi accolgo tutti: solo qui, nel mio Cuore, siete al sicuro, vi di-fenderò come ho difeso il mio Gesù dalla perfidia di Erode che lo voleva uccidere...  Vi ripeto, state uniti nell'amore vicen-devole e sarete vittoriosi. Vi assicuro che la vittoria sarà di Cristo e della vostra Mamma... La misericordia di Dio è infinita, è sempre pronto ad accogliere il peccatore pentito; anzi, la sua gioia è nel perdo-nare, e fa grande festa quando un peccatore torna pentito al Suo Cuore. Però, guai a coloro che rifiutano e insultano la sua misericordia!... Solo l'amore vincerà l'odio!... Desidero che questo mio invito sia manifestato ai miei figli, affinché vengano tutti a rifugiarsi nel mio Cuore per superare la prova..."   

Per informazioni, per richiedere medaglie, immaginette o libretti, o per segnalare grazie ricevute rivolgersi a:   

Mons. Luigi Molinari   viale Castagnetti 18,

29010 Pianello V.T. -PC-     tel   0523   99 8180  

Comitato Suor Chiara Scarabelli   via Mameli 8

35020 Ponte S. Nicolò  -PD-    tel   049  718216 

Per saperne di più sulla Medaglia dei Consacrati e sul suo messaggio leggi il libro :

Un Dono per i consacrati al Mio Cuore Immacolato  nella sezione libri di questo sito.

 

Prossimamente pubblicheremo la biografia e gli scritti della angelica figura di Suor Chiara Scarabelli . 

Testimonianze di Grazie e Favori ricevute tramite la Medaglia dei Consacrati 

L'ultimo giorno dell'anno 2002 mi chiama al telefono Giampaolo, un giovane di Rovito, in provincia di Cosenza. Ha avuto tra le mani il no-stro volume  "Sr.M.Chiara Scarabelli, Icona purissima della Vergine Maria " ed è rimasto affascinato dalla figura della contemplativa. Mi chiede di spedirgli una copia del libro. Gli potrà servire nel guidare il Gruppo di preghiera composto da circa 80 aderenti, da lui stesso, solo diciottenne, fondato e diretto.

Mi confida che presto inizierà la Peregrinano Mariae decisa dal suo Gruppo, e mi chiede una statuetta delta Madonna. Lodo l'iniziativa e prometto la statuetta, che subito gli spedisco. E mi permetto di dargli alcuni suggerimenti. E cioè: in occasione della "Peregrinatio Mariae" sarebbe molto bello che la famiglia, visitata dalla Madonna, si consa-crasse al Suo Cuore Immacolato. Ma sarebbe pure molto bello proporre tale Consacrazione ai singoli aderenti al Gruppo.

Perchè, poi, tale gesto fosse compiuto con la necessaria consapevolez-za, doveva essere preceduto da opportuna preparazione, che poteva consistere in un Triduo di preghiera, con la recita del S. Rosario, e la riflessione sulle quattro apparizioni fatte dalla Vergine a Suor Maria Chiara, per chiederle di far coniare la Medaglia che noi; appunto, chiamiamo "dei Consacrati".

A coloro che faranno fatto la Consacrazione, verrà imposta la Meda-glia, dono della Vergine Maria, che testimonierà e ricorderà l'avvenuta Consacrazione, e sarà pure di aiuto a viverla nelle contingenze di ogni giorno.

Finalmente, ai consacrati sarà pure consegnata la pagellina che porta la "Coroncina dei Consacrati", composta con le invocazioni che la Vergi-ne volle scolpite sulla Sua Medaglia. Ripetere quelle preghiere sarà come rinnovare, ogni volta, la propria Consacrazione al Cuore Imma-colato di Maria il bravo giovane ha accettato tutti i miei suggerimenti, li ha proposti al Gruppo e sono stati tradotti in pratica, con esito pienamente soddisfa-cente.

Nelle lettere con le quali mi ha tenuto informato, Giampaolo usa e-spressioni dalle quali trasuda la sua gioia e il suo entusiasmo. Mi piace riportarne alcune perchè (come è accaduto a me) la sua gioia e il suo entusiasmo passino al lettore.

"La Peregrinatio Mariae va avanti. portando con sé grazie e benedizio-ni... In preparazione della grande festa della Consacrazione. nella no-stra Parrocchia stiamo vivendo giorni di grande spiritualità e di tanta grazia di Dio e la Chìesa ogni giorno è stracolma di anime" (14 gennaio 2003).

"La Peregrinatio Mariae continua sempre il suo bel cammino nelle fa-miglie e le famiglie sono contente di ricevere la visita della Madonna nelle loro case. Vedeste solamente che belli altari preparano con tanta devozione e quanta gente partecipa alla preghiera del S.Rosario..." (20 gennaio 2003).

"Le attività del nostro Gruppo, per grazia di Dio, continuano a gonfie vele; molta gente, che ha saputo che la Madonna rimane a Cosenza, si prenota per riceverla in casa propria e invita amici e parenti per mo-menti di preghiera e di condivisione fraterna" (22 febbraio 2003).

"Le famiglie sono contente di ricevere la Madonna nelle proprie case e di consacrarsi al Suo Cuore Immacolato. Stanno anche avvenendo delle grazie e dei miracoli" (4 marzo 2003).

"Un esempio da imitare" quanto è accaduto a Rovito di Cosenza! Da parte di chi? Penso soprattutto dagli amici di Suor M.Chiara. che tanto si sono impegnati a diffondere libri, opuscoli. medaglie, pagelline Cioè il materiale religioso relativo al messaggio della santa Religiosa. Fac-ciano quanto ha operato il giovane Giampaolo e saremo gratificati dagli stessi confortevoli risultati.

Mons. Luigi Molinari  

Ci scrive A. L. estimatore di Suor M Chiara.

"Ho deciso di scrivere questa lettera per testimoniare l'efficacia d un dono della Madonna: una piccola, ma grandissima cosa, una Me-daglia.

Circa quattro anni fa, mi recai alla chiesa di San Francesco, a Mantova, per far benedire una "Medaglia Miracolosa°', quella di Santa Caterina Labouré.

A quel tempo, stavo attraversando un periodo difficile. Contro voglia avevo cambiato abitazione e m'ero trasferito in una casa vici-na a quella dei miei suoceri i quali avrebbero, così, potuto accudire i miei due bambini e dare a me e a mia moglie la possibilità di lavora-re entrambi fuori casa.

Il frate Carmelìtano, al quale mi rivolsi, non solo benedì la Me-daglia che io gli presentai, ma me ne regalò un'altra, chiamata la "Medaglia dei Consacrati". L'accolsi senza troppo entusiasmo.

Giunto a casa, non me la misi al collo, ma la posi in un cassetto. Non le diedi importanza. Al collo portavo quella della Labouré e mi bastava.

La mia salute era scossa. Soffrivo di una forma depressiva. Pre-gavo per ottenere la guarigione, ma stavo sempre più male. Mi recai da uno specialista. Arrivai proprio a toccare il fondo!

Un giorno, aperto, come per caso, un cassetto, mi trovai tra le mani un libricino con appesa, la "Medaglia dei Consacrati". Me la misi, recitai la preghiera e mi consacrai alla Madonna, sperando di migliorare.

Subito ripresi certe abitudini sportive, tipo bicicletta, solleva-mento pesi, pesca. Mi sentivo aiutato in ogni modo, sopratutto spa-rivano certe manifestazioni depressive. Ero, in qualche maniera, ri-nato ad una nuova vita.

A questo punto decisi di far indossare la Medaglia anche ad uno dei miei due bambini, quello più "terribile", Andrea: un bambino dal temperamento forte e ribelle, dall'energia Super. Andrea si era fatta la nomea, sia a scuola che nel paese, di un bambino esuberante, li-tioso, aggressivo.

Mi accorsi che quando indossava la Medaglia, a scuola era bravo e corretto, mentre, quando non la metteva, tornava da scuola con no-te e con sospensioni. Con il suo comportamento Andrea era giunto al punto di compromettere la sua promozione. Per fortuna ora porta al collo la Medaglia e spero che la Madonna lo aiuti ancora. Un'ultima esperienza positiva. Ho regalato ad un Frate la Medaglia dei Consacrati. Anche lui stava attraversando un periodo non troppo allegro. A distanza di qualche settimana mi disse che stava meglio, si sentiva più forte e sperimen-tava la presenza della Mamma celeste.

Se sembra eccessivo chiamarli miracoli, chiamiamoli "grazie". Ma la sostanza non cambia."

25 maggio 2003A. L.

 

 

"Il mio collega Vittorio, persona profonda, intelligente, buona, sebbene atea, credeva nell'uomo, nella sua capacità di trovare in sé tutta la forza necessaria per superare le difficoltà della vita. Da anni ammalato di cancro alla gola, lottava, finché un giorno peg-giorò. Cercò in se stesso la forza per andare avanti. Stupivo di fronte al suo coraggio, alla sua forte volontà. Gli dissi che avreb-be dovuto chiedere aiuto al Cielo, dal quale proveniva la sua for-za, secondo il mio punto di vista. Lui non si piegava, diceva che quando fossero venute meno le sue energie, sarebbe morto e tutto sarebbe finito per sempre con la distruzione del suo corpo. Era rassegnato! Un giorno, per condividere le sue sofferenze che au-mentavano, andai a trovarlo e gli assicurai la mia costante pre-ghiera perché lui sapeva che questo era il mio modo di aiutarlo. Avevo con me una medaglietta dei consacrati e lo pregai di ac-cettarla confidando nella Madonna e in Dio che lo amavano tan-to, anche se lui non ci credeva e non lo interessava. Accettò il dono per farmi piacere, ascoltò le mie parole ma non disse nulla. Lo salutai con affetto e con tristezza al pensiero che non potesse godersi le gioie del Cielo. Fu l'ultima volta che lo vidi in quel tet-tuccio di sofferenza. Qualche giorno dopo andarono a visitarlo due mie colleghe e, al ritorno, mi vennero a dire che Vittorio a-veva molto gradito il dono che gli avevo fatto, la medaglia, e che aveva anche detto di aver capito che Dio è Padre di tutti gli uo-mini, anche suo. Fui felice e condivisi la gioia con le mie colle-ghe. Sono certa che il Padre misericordioso l'abbia accolto a braccia aperte quando, due settimane dopo, è morto."C. B. 

"Devo dire agli Amici di suor M. Chiara che ho ricevuto molte grazie da quando, avendo conosciuto il suo segreto, ho cercato di vivere ogni giorno la mia consacrazione al Cuore Immacolato di Maria in un rapporto di figliolanza e nel contempo ho indossato e diffuso, con orgoglio, la medaglia che conosciamo. Non posso descrivere nei particolari tutte le grazie ricevute, ma voglio sotto-lineare ciò che le accomuna. è una Forza che permette di cam-biare, cioè di convertirci mostrandoci i fatti della vita in modo diverso, tanto che anche nelle più brutte esperienze hai pace e se-renità perché sei rassicurato da questa Forza. Questa grazia gran-de, di cui parla suor M. Chiara in molti suoi scritti, è anche per me proprio questo sentire e vedere la presenza di Dio nelle picco-le cose che mi accadono giornalmente, è la luce che ha aperto an-che i miei occhi terreni, tanto da darmi la certezza di avere Gesù sempre con me secondo le Sue promesse che ho letto nel Vange-lo. Posso vederlo solo credendo in Lui. Non credo perché vedo, ma vedo perché credo. E lo vedo anche nella vita di chi incontro: nei miei famigliari, nei colleghi di lavoro, negli amici, negli am-malati che frequento, nei miei figli, negli amici dei miei figli. nei vicini di casa, in coloro che mi chiedono e mi danno un aiuto... Gesù è sempre con me con il Suo Amore. Penso che questa grazia la possano ottenere tutti gli uomini per intercessione di Maria SS., madre nostra, pregando e vivendo alla maniera di suor M. Chiara."  

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VOLTO SANTO DI GESU' 

Ad un'anima privilegiata Madre Maria Pierini De Micheli - morta in odore di santità - nel mese di Giugno 1938 mentre pregava avanti al Santissimo Sacramento, in un globo di luce si presentò una bellissima Signora, la Santissima Vergine Maria, con un piccolo scapolare in mano: esso era formato di due flanelline bianche, unite da un cordoncino: in una flanellina era impressa l'immagine del Santo Volto di Gesù, con questa dicitura intorno: "Illumina, Domine, vultum tuum super nos" - Signore, guardaci con misericordia nell'altra era impressa un'ostia, circondata da raggi, con questo scritto intorno: "Mane nobiscum, Domine" - resta con noi, o Signore.
La Santissima Vergine si accostò alla Suora privilegiata e le disse: "Questo scapolare, o la medaglia che lo sostituisce, è un pegno d'amore e di misericordia, che Gesù vuole dare al mondo, in questi tempi di sensualità e di odio contro Dio e la Chiesa. ...Si tendono reti diaboliche per strappare la fede dai cuori. ...E' necessario un rimedio divino. E questo rimedio è il Santo Volto di Gesù.
Tutti coloro che indosseranno uno scapolare come questo, o una medaglia simile, e faranno, potendo, ogni martedì una visita al SS. Sacramento, in riparazione degli oltraggi, che ricevette il Santo Volto del mio Figlio Gesù, durante la sua passione e che riceve ogni giorno nel Sacramento Eucaristico: 1 - Saranno fortificati nella fede.
2 - Saranno pronti a difenderla.
3 - Avranno le grazie per superare le difficoltà spirituali interne ed esterne.
4 - Saranno aiutati nei pericoli dell'anima e del corpo.
5 - Avranno una morte serena sotto lo sguardo sorridente del mio Divin Figlio.
II messaggio affidato alla religiosa privilegiata non poteva essere più soave e più prezioso. Soave: esso riguardava il Volto del Redentore e la Santa Ostia. Prezioso: assicura la conservazione della fede e la morte più desiderabile. Ma forti ostacoli si opponevano ad attuarlo: non era permesso fare medaglie del Santo Volto; di più, mancavano i mezzi finanziari.
L'una difficoltà e l'altra furono mirabilmente superate: il permesso a tutti negato, fu concesso; e una busta col denaro contato, nulla più e nulla meno, fu trovata una mattina sul tavolo della stanza della Madre Maria Pierina.
La Medaglia fu coniata, e per primo si presentò al S. Padre Pio XII, di felice memoria.
Ogni persona è invitata a portarla, e ad ogni persona si raccomanda di recitare ogni giorno cinque Gloria Patri al Volto Santo di Nostro Signore.

Cosa è
La medaglia del Volto Santo è l'icona, di Cristo morto in croce per la redenzione dell'umanità e di Cristo vittima immolata, vivente nella Santa Eucarestia.

Breve storia della medaglia
La medaglia del Volto Santo di Gesù è un dono di Maria Madre di Dio e Madre nostra.
Nella notte del 31 maggio 1938, la Serva di Dio M. Pierina De Micheli, suora delle Figlie dell'Immacolata Concezione di Buenos Aires, si trova va nella cappella del suo Istituto a Milano in via Elba 18.
Mentre era immersa in profonda adorazione dinanzi al tabernacolo, le apparve in un nimbo di luce sfolgorante una Signora di celestiale bellezza: era la Santissima Vergine Maria.
Ella teneva in mano come un dono una medaglia che su un lato recava impressa l'effigie del Volto di Cristo morto in croce, circoscritta dalle parole bibliche "Fà splendere su di noi, Signore, la luce del tuo volto". Sull'altro lato appariva un'Ostia raggiante circoscritta dall'invocazione "Resta con noi Signore".

Approvazione e diffusione della medaglia.
Il culto della medaglia del S. Volto ebbe l'approvazione ecclesiastica il 9 agosto 1940 con la benedizione del Beato Card. Ildefonso Schuster, monaco benedettino, devotissimo del S. Volto di Gesù, allora Arcivescovo di Milano. Superate molteplici difficoltà, la medaglia fu coniata ed iniziò il suo cammino.
Grande apostolo della medaglia del S. Volto di Gesù fu il servo di Dio, Abate Ildebrando Gregori, monaco benedettino silvestrino, daI 1940 padre spirituale della serva di Dio Madre Pierina De Micheli. Egli fece conoscere la medaglia, con la parola e con le opere in Italia, in America, in Asia e in Australia. Essa è ora diffusa in ogni parte della terra e neI 1968, con la benedizione del S. Padre, Paolo VI, fu deposta sulla luna dagli astronauti americani.

La medaglia annuncio del Vangelo
E' mirabile constatare che la medaglia benedetta viene accolta con riverenza e devozione da cattolici, ortodossi, protestanti e persino da non cristiani. Tutti coloro che hanno avuto la grazia di ricevere e portare con fede la sacra icona, persone in pericolo, ammalati, carcerati, perseguitati, prigionieri di guerra, anime tormentate dallo spirito del male, individui e famiglia angustiate da ogni genere di difficoltà, hanno sperimentato sopra di sé una particolare protezione divina, hanno ritrovato la serenità, la fiducia in se stessi e la fede in Cristo Redentore. Dinanzi a tali prodigi quotidianamente operati e testimoniati, sen tiamo tutta la verità della Parola di Dio, e spontaneo sgorga dal cuore il grido del salmista:
"SIGNORE, MOSTRACI IL TUO VOLTO E NOI SAREMO SALVI"
(salmo 79)
OFFERTA DELLA GIORNATA AL VOLTO SANTO
Volto Santo del mio dolce Gesù, espressione viva ed eterna dell'amore e del martirio divino sofferto per umana redenzione, Ti adoro e Ti amo. Ti consacro oggi e sempre tutto il mio essere. Ti offro per le mani purissime della Regina Immacolata le preghiere, le azioni e le sofferenze di questo giorno, per espiare e riparare i peccati delle povere creature. Fà di me un tuo vero apostolo. Che il tuo sguardo soave mi sia sempre presente e si illumini di misericordia nell'ora della mia morte. Così sia.
Volto Santo di Gesù guardami con misericordia
PREGHIERA E NOVENA AL VOLTO SANTO
O Gesù, che nella Tua crudele Passione divenisti "l'obbrobrio degli uomini e l'uomo dei dolori", io venero il Tuo Volto Divino, sul quale splendevano la bellezza e la dolcezza della divinità e che è divenuto per me come il volto di un lebbroso... Ma io riconosco sotto quei tratti sfigurati il Tuo infinito amore, e mi consumo dal desiderio di amarTi e di farTi amare da tutti gli uomini. Le lacrime che sgorgano con tanta abbondanza dagli occhi Tuoi sono come perle preziose che mi è caro raccogliere per riscattare con il loro infinito valore le anime dei poveri peccatori. O Gesù, il tuo Volto adorabile rapisce il mio cuore. Ti supplico di imprimere in me la Tua somiglianza divina e di infiammarmi del Tuo amore affinché possa giungere a contemplare il Tuo Volto glorioso. Nella mia presente necessità accetta l'ardente desiderio del mio cuore accordandomi la grazia che Ti chiedo. Così sia.
Con approvazione ecclesiastica

«Signore, nell'ora della nostra morte guardaci con lo sguardo pietoso con il quale guardasti il ladro pentito».

tratto da "Note sulla devozione al Volto Santo di Gesù"

ATTO DI RIPARAZIONE AL VOLTO SANTO DI GESU'

Vi adoro e vi lodo, mio divino Gesù, Figlio del Dio vivente, per tutti gli oltraggi che avete sof-ferto per me, che sono la più miserabile delle vostre creature, in tutte le sacre membra del vostro corpo, ma particolarmente nella parte più nobile di voi stesso, cioè del vostro Volto.

Vi saluto, Volto amabile, livido per gli schiaffi e colpi ricevuti, insozzato dagli sputi e sfigurato per i cattivi trattamenti, che vi hanno fatto soffrire gli empi Giudei.

Vi saluto, belli occhi, bagnati dalle lacrime che avete sparso per la nostra salute.

Vi saluto, sacre orecchie, tormentate da un'infinità di bestemmie, di ingiurie e di motti sanguinosi. Vi saluto, santa bocca, piena di grazia e di dolcezza per i peccatori, ed abbeverata di fiele e di aceto, per l'ingratitudine mostruosa di coloro che avevate scelto come vostro popolo.

Vi saluto, infine, o Gesù, mio Salvatore, coperto di nuovi oltraggi dai bestemmiatori e dagli empi dei nostri giorni: vi adoro e vi amo.  

LE RICHIESTE DEL SIGNORE PER LA DEVOZIONE E LA FESTA DEL VOLTO SANTO

Nell'orazione notturna del 1° venerdì di quaresima 1936, Gesù, dopo averla fatta parteci-pe  ai  dolori  spirituali  dell'agonia  del Gethsemani, con Volto velato di sangue e con profonda tristezza, le dice:

 "VOGLIO CHE IL MIO VOLTO, IL QUALE RIFLETTE LE PENE INTIME DEL MIO ANIMO, IL DOLORE E L'AMORE DEL MIO CUORE, SIA PIù ONORATO. CHI MI CONTEMPLA MI CONSOLA!".

Il martedì di passione, del medesimo anno, ode questa dolce promessa:

"OGNI VOLTA CHE SI CONTEMPLA LA MIA FACCIA, VERSERò L'AMOR MIO NEI CUORI E PER MEZZO DEL MIO SANTO VOLTO SI OTTERRà LA SALVEZ-ZA DI TANTE ANIME".

Nel primo martedì del 1937, riceve istruzio-ni sulla devozione al S. Volto:

"POTREBBE ESSERE CHE ALCUNE  ANIME TEMANO CHE LA DEVOZIONE E IL CULTO DEL MIO S. VOLTO DIMINUISCANO QUELLA DEL MIO CUORE. Dì LORO CHE, AL CONTRARIO, SARA' COMPLETATA ED AUMENTATA, CON-TEMPLANDO IL MIO VOLTO LE ANIME PARTECIPERANNO ALLE MIE PENE E SENTIRANNO IL BISOGNO DI AMARE E DI RIPARARE. NON è FORSE QUESTA LA VERA DEVOZIONE AL MIO CUORE?".

Il 23 maggio 1938, mentre il suo sguardo si posa istintivamente sul S. Volto di Gesù, si sente dire:

"OFFRI INCESSANTEMENTE ALL'E-TERNO MIO PADRE IL MIO S. VOLTO.  QUESTA OFFERTA OTTERRA' LA SAL-VEZZA E LA SANTIFICAZIONE DI TANTE ANIME. SE POI L'OFFRIRAI PER I MIEI SACERDOTI, SI OPERERANNO MERAVIGLIE".

Il 27 maggio seguente:

"CONTEMPLA IL MIO VOLTO E PENE-TRERAI GLI ABISSI DI DOLORE DEL MIO CUORE. CONSOLAMI, E CERCA ANIME CHE S'IMMOLINO CON ME PER LA SALVEZZA DEL MONDO".

Nello stesso anno Gesù si presenta ancora grondante sangue e con grande tristezza dice:

"VEDI COME SOFFRO? EPPURE DA POCHISSIMI  SONO  COMPRESO. QUANTE INGRATITUDINI DA PARTE DI QUELLI CHE DICONO DI AMARMI! HO DATO IL MIO CUORE COME OGGETTO SENSIBILISSIMO DEL MIO GRANDE AMORE PER GLI UOMINI E Dò IL MIO VOLTO COME OGGETTO SENSIBILE DEL MIO DOLORE PER I PECCATI DEGLI UOMINI. VOGLIO SIA ONORATO CON UNA FESTA PARTICOLARE NEL MARTEDì DI QUINQUAGESIMA ( MARTE-Dì DI CARNEVALE ) FESTA PRECEDUTA DA UNA NOVENA IN CUI TUTTI I FEDELI RIPARINO CON ME, UNENDOSI ALLA PARTECIPAZIONE DEL MIO DOLORE".

Nel 1939 Gesù di nuovo le dice:

"VOGLIO CHE IL MIO VOLTO SIA ONO-RATO IN MODO PARTICOLARE IL MAR-TEDì!".  Gesù a Madre Maria Pierina de Micheli

"FIGLIA MIA DILETTA! DESIDERO CHE TU FACCIA UNA LARGHISSIMA DIFFU-SIONE DELLA MIA IMMAGINE. VOGLIO ENTRARE IN OGNI FAMIGLIA, CON-VERTIRE  I  CUORI  PIù  DURI. PORTATEMI NEGLI OSPEDALI E NEI RICOVERI, NELLE SCUOLE E NEGLI ASILI. PARLA A TUTTI DEL MIO AMORE MISERICORDIOSO E INFINITO.

IO TI AIUTERò A TROVARE NUOVI APOSTOLI. SARANNO I MIEI NUOVI ELETTI. I PREDILETTI DEL MIO CUORE E AVRANNO UN POSTO SPECIALE IN ESSO. BENEDIRò LE LORO FAMIGLIE E MI SOSTITUIRò PER DIRIGERE I LORO AFFARI". (25/8/69)

"DESIDERO CHE IL MIO DIVIN VOLTO PARLI AL CUORE DI TUTTI E CHE LA MIA IMMAGINE IMPRESSA NEL CUORE E NELL'ANIMA DI OGNI CRISTIANO RIFULGA DI DIVINO SPLENDORE MEN-TRE ORA è SCIUPATA DAL PECCATO".      Gesù a Suor Maria Concetta Pantusa

"PER IL MIO SANTO VOLTO SARà SALVO IL MONDO!"

"L'IMMAGINE DEL MIO SANTO VOLTO ATTIRERà GLI SGUARDI DI COMPIA-CENZA DEL MIO PADRE CELESTE SULLE ANIME ED EGLI SI PIEGHERà A MISERICORDIA E PERDONO". Gesù a Madre Maria Pia Mastena

LE PROMESSE DI GESU'

ai devoti del Suo Santo Volto  

1° - "PER L'IMPRONTA DELLA MIA UMA-NITà LE LORO ANIME SARANNO

PENETRATE DA VIVIDA LUCE SULLA MIA DIVINITà IN MODO CHE,  PER LA SOMIGLIANZA DEL MIO VOLTO, SPLENDERANNO PIù DEGLI ALTRI NELL'ETERNITà".    (Santa Geltrude, Libro IV Cap. VII)  

-    Santa Matilde, chiedeva al Signore che coloro i quali celebravano la memoria del dolce Suo Volto, non andassero privi dell'a-mabile Sua compagnia, ebbe in risposta: "NON UNO DI ESSI ANDRà DA ME DIVISO".

(Santa Matilde, Libro 1 - Della grazia spiri-tuale - Cap. XII)  

-    "NOSTRO SIGNORE", dice Suor Maria Saint-Pierre: MI HA PROMESSO D'IM-PRIMERE, NELLE ANIME DI COLORO CHE ONORERANNO IL SANTISSIMO SUO VOLTO, I TRATTI DELLA SUA DIVINA SOMIGLIANZA".

(21 gennaio 1844)  

4° - "PER IL SANTO MIO VOLTO OPERE-RETE PRODIGI". (27 ottobre 1845)  

5° -    "PER IL SANTO MIO VOLTO OTTER-RETE LA SALVEZZA DI MOLTI PEC-CATORI: PER L'OFFERTA DEL MIO VOLTO NULLA VI SARà RIFIUTATO.

OH SE SAPESTE QUANTO IL MIO VOLTO SIA GRADITO AL PADRE MIO!    (22 novembre 1846)  

6° - "COME IN UN REGNO TUTTO SI ACQUISTA  CON  UNA  MONETA, SULLA QUALE SIA IMPRESSA LEFFI-GE DEL PRINCIPE, COSì CON LA PRE-ZIOSA MONETA DELLA SANTA MIA UMANITà, CIOè COL MIO VOLTO ADORABILE, VOI OTTERRETE NEL REGNO  DEI  CIELI  QUANTO  VI AGGRADA".  (29 ottobre 1845)  

7° - "TUTTI COLORO CHE ONORERANNO IL SANTO MIO VOLTO IN SPIRITO DI RIPARAZIONE, FARANNO CON CIO' L'OPERA MEDESIMA DELLA VERONI-CA".               (27 ottobre 1845)  

8° - "SECONDO LA PREMURA CHE POR-RETE NEL RESTAURARE LE MIE SEMBIANZE    SFIGURATE    DAI BESTEMMIATORI, IO AVRò CURA DELLE  SEMBIANZE DELL'ANIMA VOSTRA, SVISATA DAL PECCATO: VI RISTABILIRà LA MIA IMMAGINE E LA RENDERò COSì BELLA COME ERA QUANDO USCì DAL FONTE BAT-TESIMALE".  

(3 novembre 1845)  

9° - "IO DIFENDERò INNANZI AL PADRE  MIO LA CAUSA DI TUTTI COLORO, CHE MERCé L'OPERA DI RIPARAZIO-NE, SIA CON PREGHIERE, SIA CON PAROLE, SIA CON ISCRITTO DIFEN-DERANNO LA MIA CAUSA, IN MORTE ASCIUGHERò LA FACCIA DELLA LORO ANIMA, TERGENDONE LE MACCHIE DEL PECCATO RIDANDO-LE LA SUA PRIMITIVA BELLEZZA". (12 marzo 1846)

Le ingiunse inoltre di scrivere queste pro-messe: dichiarando che, qualora le tenesse segrete e non ne parlasse, commetterebbe un'ingiustizia, (Sua vita, Cap. XX, p. 246).

A così tante lusinghiere promesse chi non si darà tutto al servizio del Santo Volto di N.S. Gesù Cristo? Del resto a dimostrare l'efficacia di que-sta devozione basterebbe leggere i miracoli senza numero operati dal Servo di Dio Leone Dupont e che tuttora si operano al maggior incremento della medesima non solo in Francia, ma in Italia ed in ogni parte del mondo.

Per maggiori informazioni, leggi il libretto, da cui sono stati tratti questi testi,

 "Conoscere e Adorare il Volto Santo"

 

Per richiedere immagini e la medaglia del Volto Santo di Gesù richiesta a Madre Pierina rivolgersi a : Figlie dell'Immacolata Concezione di B.A.  - Via Asinio Pollione, 5 - 000153 ROMA   tel 06 57 43 432 - Santuario S. Volto  Padri Silvestrini   Bassano Romano  tel. 0761 634007  

 

L'ABITINO DI SAN DOMENICO SAVIO

Domenico Savio è l'angelico alunno di San Giovanni Bosco, nato a Riva presso Chieri (Torino) il 2 aprile 1842, da Carlo Savio e da Brigida Gaiato. Trascorse la fanciullezza in famiglia, circondato dalle cure amorevo-li del padre che faceva il fabbro e della madre che era una sarta.

Il 2 ottobre 1854 ebbe la fortuna d'incontrare Don Bosco, il grande apostolo della gioventù, il quale subito «conobbe in quel giovane un animo secondo lo spirito del Signore e rimase non poco stupito, considerando i lavo-ri che la grazia divina aveva già operato in così tenera età».

Al piccolo Domenico che gli domandava ansiosa-mente:

- Ebbene, che gliene pare? Mi condurrà con lei a Torino per studiare?

Il Santo Educatore rispose:

- Eh, mi pare che ci sia buona stoffa.

- A che può servire questa stoffa? - replicò Do-menico.

- A fare un bell'abito da regalare al Signore.

- Dunque, io sono la stoffa, ella ne sia il sarto. Dun-que mi prenda con lei e ne faccia un bell'abito per il Si-gnore.

E in quello stesso giorno il santo fanciullo fu accetta-to tra i ragazzi dell'Oratorio.

Chi aveva preparato quella «buona stoffa», affinché Don Bosco, da esperto «sarto» ne facesse «un bell'abito per il Signore»? chi aveva posto nel cuore del Savio le ba-si di quelle virtù, sopra le quali il Santo dei giovani poté agevolmente costruire l'edificio della santità?

Insieme alla grazia di Dio, gli strumenti dei quali il Signore volle servirsi per possedere il cuore di Do-menico fin dai più teneri anni furono i suoi genitori. Essi infatti si preoccuparono di allevarlo, fin dalla culla, nel santo Timor di Dio e nell'amore della virtù. Il risul-tato di una educazione così profondamente cristiana, fu una pietà ardente, riverberata nella diligente pratica di ogni più piccolo dovere e nell'affetto incondizionato ai parenti.

Dalla educazione paterna e materna trassero ispira-zione i quattro celebri propositi che egli fece, a sette an-ni, il giorno della sua Prima Comunione, e che gli servi-rono di norma per tutta la vita:

1. Mi confesserò molto sovente e farò la Comunione ogni volta che il confessore me ne darà il permesso.

2. Voglio santificare i giorni di festa.

3. I miei amici saranno Gesù e Maria.

4. La morte ma non peccati.

Concluse con esito felice le prime scuole, i suoi ge-nitori desiderosi di dare a Domenico una formazione di-stinta, lo mandarono a Torino da Don Bosco, al quale, per divino volere, toccò così il glorioso compito di coltivare e far maturare in lui i germi di bontà, facendone un mo-dello di pietà, di purezza e di apostolato, per tutti i ragazzi del mondo.

«è volontà di Dio che ci facciamo santi»: gli disse un giorno il Santo Educatore che faceva consistere la santità in una sana allegria, sbocciata dalla grazia di Dio e dalla fedele osservanza dei propri doveri.

«Io voglio farmi santo»: fu la risposta del piccolo grande gigante dello spirito.

L'amore a Gesù Sacramentato e alla Vergine Imma-colata, la purezza del cuore, la santificazione delle azio-ni ordinarie, e infine l'ansia di conquista di tutte le anime, furono da quel giorno il supremo anelito della sua vita.

I genitori e Don Bosco furono quindi, dopo Dio, gli ar-tefici di questo modello di santità giovanile che ora s'im-pone all'ammirazione di tutto il mondo, all'imitazione di tutti i giovani, all'attenta considerazione di tutti gli edu-catori.

Domenico Savio chiuse la sua breve esistenza a Mon-donio, il 9 marzo 1857, a soli 15 anni. Con gli occhi fis-si in una dolce visione, esclamò: «Che bella cosa io vedo mai!».

La fama della sua santità; suggellata dai miracoli, ri-chiamò l'attenzione della Chiesa che lo dichiarò eroe delle virtù cristiane il 9 luglio 1933; lo proclamò Beato il 5 marzo 1950, Anno Santo; e, quattro anni dopo, nel-l'Anno Mariano, lo cinse dell'aureola dei Santi (12 giugno 1954).

La sua festa si celebra il 6 maggio.

 

L'ABITINO MIRACOLOSO

Dio volle premiare l'eccellente educazione impartita a Domenico dai suoi genitori con una grazia singolare, che rivela un disegno particolare della Provvidenza. Oc-casione fu la nascita di una sorellina, sei mesi prima che egli morisse.

Seguiamo le deposizioni scritte e orali che fece al processo la sorella Teresa Tosco Savio nel 1912 e nel '15.

«Fin da bambina - attesta Teresa - sentivo da mio pa-dre, dai miei parenti e vicini narrarmi una cosa, che non ho più dimenticato.

Mi raccontavano cioè che un giorno (e precisamente il 12 settembre 1856, festa del Santo Nome di Maria) mio fratello Domenico, alunno di Don Bosco, presentatosi al santo suo Direttore, gli disse:

- Mi faccia il piacere: mi dia un giorno di permesso. - Dove vuoi andare?

- Sino a casa mia, perché mia madre è molto malata, e la Madonna la vuole guarire.

- Come fai a saperlo?

- Lo so.

- Ti hanno scritto?

- No, ma lo so lo stesso.

- Don Bosco, che già conosceva la virtù di Domeni-co, dette gran peso alle sue parole e gli disse:

- Si va' subito. Eccoti i denari necessari per il viaggio fino a Castelnuovo (29 km); di qui per andare a Mondonio (2 km), ti toccherà andare a piedi. Ma se trovi una vet-tura, hai qui i denari a sufficienza.

E partì.

La mia mamma, buon'anima - prosegue Teresa nel suo racconto - si trovava in uno stato gravissimo, sof-frendo indicibili dolori.

Le donne che usano prestarsi per alleviare tali soffe-renze, non sapevano più come provvedere: l'affare era se-rio. Mio padre allora decise di partire per Buttigliera d'Asti, a prendere il dottor Girola.

Quando giunse allo svolto per Buttigliera, ecco che s'imbatte in mio fratello, che da Castelnuovo veniva a Mondonio a piedi. Mio padre affannato gli domanda:

- Dove vai?

- Vado a trovare la mamma che è molto ammalata. Il babbo che a quell'ora non lo avrebbe voluto a Mon-donio, gli rispose:

- Passa prima dalla nonna a Ranello (una piccola borgata, che è tra Castelnuovo e Mondonio).

Poi se ne andò subito, avendo gran fretta.

Mio fratello proseguì per Mondonio e giunse a casa. Le vicine di casa che assistevano la mamma, veden-dolo giungere rimasero sorprese, e cercarono di trattenerlo dal salire alla camera della madre, dicendogli che l'am-malata non doveva essere disturbata.

- Lo so che è ammalata - rispose - e sono venuto ap-posta per trovarla.

E senza dare ascolto, salì dalla mamma, tutta sola. - Come va che sei qui?

- Ho saputo che eravate inferma, e sono venuto a trovarvi.

La madre, facendosi forza e sedendo sul letto dice: - Oh, è nulla! va' pure sotto; va' qui dai miei vicini adesso: ti chiamerò più tardi.

- Vado subito, ma prima voglio abbracciarvi. Salta rapido sul letto, abbraccia fortemente la mamma, la bacia ed esce.

è appena uscito che cessano completamente i dolori della madre con esito felicissimo. Arriva poco dopo il pa-dre con il dottore, che non trova più nulla da fare (erano le 5 pomeridiane).

Intanto le vicine, mentre si davano mille premure at-torno a Lei, le trovarono al collo un nastro cui era attac-cato un pezzo di seta piegato e cucito come un abitino.

Sorprese, interrogarono come avesse quell'abitino. Ed essa, che non se n'era accorta prima, esclamò:

- Ora comprendo perché mio figlio Domenico, prima di lasciarmi, mi volle abbracciare; e comprendo perché, appena egli mi ha lasciata, io fui felicemente libera e guarita. Questo abitino mi fu certamente messo al collo da lui mentre mi abbracciava: non ne avevo mai avuto uno si-mile a questo.

Domenico tornato a Torino, si presentò a Don Bosco per ringraziarlo del permesso avuto ed aggiunse:

- Mia madre è bell'e guarita: l'ha fatta guarire la Madonna che le ho messo al collo.

Quando poi mio fratello lasciò definitivamente l'Ora-torio e venne a Mondonio perché molto ammalato, prima di morire chiamò la mamma:

- Vi ricordate, mamma, quando sono venuto a tro-varvi mentre eravate gravemente ammalata? E che ho la-sciato al vostro collo un abitino? è questo che vi ha fatta guarire. Vi raccomando di conservarlo con ogni cura, e di imprestarlo quando saprete che qualche vostra cono-scente si trova in condizioni pericolose come foste voi in quel tempo; perché come ha salvato voi, così salverà le al-tre. Vi raccomando però d'imprestarlo gratuitamente, senza cercare il vostro interesse.

Mia madre, finché visse, tenne sempre indosso quel-la cara reliquia, che era stata la sua salvezza».

 

IL SANTO DELLE MAMME E DELLE CULLE

La neonata venne battezzata il giorno seguente, con il nome di Maria Caterina («Maria» forse, perché era nata nella festa del Santo Nome di Maria) e fu la quarta di die-ci figli, di cui Domenico era il maggiore, dopo la morte prematura del primogenito.

Egli stesso le fece da padrino.

Dio aveva posto il suo sguardo sulla innocenza di un fanciullo santo, per affidargli un delicato compito di pa-trocinio.

Il prodigio operato da Domenico per mezzo dell' abitino della Vergine, di cui era devotissimo, è rivelatore di una missione sublime, che egli inaugurò con sua madre e continuò, per mezzo di quel segno, a vantaggio di molte altre madri.

La stessa sorella Teresa ne dà testimonianza nel suo racconto:

«Io so che, secondo la raccomandazione di Domeni-co, mia madre finché visse, e poi gli altri in famiglia eb-bero l'occasione d'imprestare quell'abitino a persone sia di Mondonio che di altri paesi circonvicini. Abbiamo sempre sentito dire che tali persone erano state efficace-mente aiutate».

Per premiare e rivelare la santità dei suoi grandi ami-ci, i Santi, Dio suole operare delle meraviglie per mezzo di essi.

Senza dubbio Domenico Savio è un grande amico di Dio, per i prodigi da lui compiuti in vita e specialmente dopo la morte.

Salga quindi la preghiera ardente di tutte le mamme a lui, che è il Santo da Dio suscitato proprio per loro, per confortarle nella loro difficile missione.

A questo fine torna opportuna anche la testimonianza del parroco di Castelnuovo d'Asti, Don Alessandro Allo-ra, il quale scrisse a Don Bosco l' 11 novembre 1859:

«Una donna trovandosi alle strette per difficilissimo parto, piamente ricordandosi delle grazie ottenute da qualche ammiratore delle virtù del Savio, esclamò ad un tratto:

- Domenico mio! - senz'altro dire.

La donna all'improvviso, e in quel momento stesso, fu liberata da quei dolori...». 

UN NUOVO ABITINO

Il prezioso abitino che Domenico mise al collo di sua madre continua oggi la sua efficacia mediante l'interces-sione del piccolo Santo, in favore delle Mamme e delle Culle. In tutte le nazioni della terra tante donne ricorrono con fiducia viva al loro piccolo grande Protettore.

Il Bollettino Salesiano segnala mensilmente alcune delle grazie più importanti ottenute per intercessione di Domenico Savio, alle mamme e ai bambini.

In occasione dei festeggiamenti per la sua Canoniz-zazione (1954), Domenico Savio ricevette trionfali ono-ri e suscitò entusiasmi indescrivibili in tutte le città del mondo. In seguito per commemorare i 50 anni della Ca-nonizzazione (2004), l'Urna di Domenico Savio, che lo rappresenta giovinetto e che contiene i suoi resti mortali, ha peregrinato per l'Italia, da Nord a Sud, accolto ovun-que festosamente da folle di fedeli, soprattutto giovani e genitori, desiderosi di ispirarsi al suo programma di vita cristiana. La sua figura amabile ha conquistato il cuore delle mamme e della gioventù.

Tutte le mamme dovrebbero conoscere la vita di que-sto ragazzo Santo e farla conoscere ai loro figli; affidare se stesse e i loro bambini alla sua custodia; ornarsi della medaglia e tenere esposta in famiglia la sua immagine, perché ricordi ai genitori il dovere di educare cristiana-mente i figli e ai figli il dovere di imitare i suoi esempi.

A ricordo pertanto del prodigioso abitino che servì a Domenico Savio per salvare la madre, ed allo scopo di diffondere sempre più la devozione verso questo fanciul-lo privilegiato ed anche di suscitare maggiormente la fi-ducia dei devoti, la Direzione Generale delle Opere Sa-lesiane, fin dal mese di marzo del 1956, ha messo a di-sposizione delle mamme un artistico «abitino» impre-ziosito dell'immagine su seta del Santo.

L'iniziativa è solo un mezzo per impetrare le grazie del Signore mediante l'intercessione di San Domenico Savio. Non basta perciò portare l'abitino come fosse un amule-to: per ottenere i celesti favori è necessario pregare con fe-de, frequentare i Santi Sacramenti della Confessione e del-la Comunione, e vivere cristianamente.

L'abitino incoraggerà i genitori ad essere fedeli ai lo-ro doveri, fidando nel divino aiuto, e contribuirà ad ispi-rare a tutti stima e rispetto per la loro altissima missione. Conclusione

L'abitino di San Domenico Savio è stato accolto con favore straordinario fin dal primo annunzio. In tutte le par-ti del mondo ormai è conosciuto e richiesto dalle mamme che l'indossano con fede.

Il prezioso abitino porti il sorriso e la benedizione di San Domenico Savio alle famiglie desolate, asciughi le la-crime delle madri in pena, inondi di gioia le culle fiorite di bambini innocenti. Spanda luce di speranza e di confor-to nei giardini d'infanzia, nelle cliniche, negli ospedali e nelle case di maternità. Figuri tra i doni più cari agli spo-si novelli, alle madri inferme, ai bambini portati a Batte-simo. Protegga il corpo da ogni sorta di mali e di perico-li. Custodisca le anime nella via del Cielo. 

LA PROMESSA DELLE MAMME

San Domenico Savio è l'angelo dei fanciulli, che egli protegge fin dal loro primo sbocciare alla vita. Per amo-re dei fanciulli, il Santo delle culle benedice anche le mamme nella loro difficile missione. Per ottenere la pro-tezione di Domenico Savio, le mamme, oltre all'uso di portare l'abitino del Santo, sottoscrivano e osservino quattro «Promesse».

Le quattro Promesse non importano impegni nuovi: ri-cordano solo i doveri fondamentali dell'educazione cri-stiana:

«Siccome è mio grave dovere educare cristianamen-te i figli, fin da questo momento li affido a San Domenico Savio, perché sia loro Angelo protettore per tutta la vita. Dal canto mio prometto:

1. d'insegnare loro ad amare Gesù e Maria con le preghiere giornaliere, con la partecipazione alla Messa festiva e con la frequenza ai Santi Sacramenti;

2. di difendere la loro purezza col tenerli lontani dal-le letture, dagli spettacoli e dalle compagnie cattive;

3. di curare la loro formazione religiosa con l'inse-gnamento del Catechismo;

4. di non ostacolare i disegni di Dio, qualora si sen-tissero chiamati al sacerdozio e alla vita religiosa». 

PREGHIERA DELLA MAMMA IN ATTESA

Signore Gesù, ti prego con amore per questa dolce speranza che racchiudo nel mio seno. Mi hai concesso l'immenso dono di una piccola vita vivente nella mia vi-ta: ti ringrazio umilmente per avermi scelta strumento del tuo amore. In questa soave attesa aiutami a vivere in continuo abbandono alla tua volontà. Concedimi un cuo-re di mamma puro, forte, generoso. A te offro le preoc-cupazioni per l'avvenire; ansie, timori, desideri per la creaturina che ancora non conosco. Fa' che nasca sana nel corpo, allontana da lei ogni male fisico e ogni pericolo per l'anima.

Tu, Maria, che conoscesti le ineffabili gioie di una ma-ternità santa, dammi un cuore capace di trasmettere una Fede viva e ardente.

Santifica la mia attesa, benedici questa mia lieta spe-ranza, fa' che il frutto del mio seno germogli in virtù e santità per opera tua e del tuo Figlio Divino. Amen. 

Per informazioni

invio di relazioni di Grazie e di offerte o per altre richieste, rivolgersi a Direzione Generale Opere Don Bosco Via della Pisana, 1111 - 00163 Roma-Bravetta c.c.p. 36885028

Direzione Opere Don Bosco

Via Maria Ausiliatrice, 32 - 10152 Torino c.c.p. 214106  

 

LA MEDAGLIA DI MARIA AUSILIATRICE

« La Chiesa secondo la sua tradi-zione venera i Santi e tiene in onore le loro reliquie autentiche e le loro immagini». (Vaticano II)

Alla scuola di D. Bosco.

« Tu sai come fare a togliere ogni paura... Il solito antidoto: medaglia di M.A. con la giaculatoria: "Maria aiuto dei cristiani, prega per noi": frequente Comunione; ecco tutto! » (A D. Cagliero). 

CONTRO IL PECCATO

4 settembre 1868 - La « Buona notte » di D. Bosco. «Pochi giorni fa una donna era all'ospedale in fin di vita... Le proposero di chiamare D. Bosco... Rispose:

- Venga chi vuole, ma non mi confesso... - Ma D. Bosco ti fa guarire... - Mi faccia guarire e dopo mi confesserò. Le portai una medaglia: se la mise al collo. Le diedi una benedizione: si segnò. Le chiedi da quando non si confessava... In breve, si confessò... La lasciai contenta... Mettiamo dunque tutta la nostra confidenza in Maria e chi non ha ancora la sua medaglia addosso se la procuri: e di notte nelòle tenrazioni baciamola e ne proveremo grande vantaggio per l'anima nostra ». Contro il peccato della incredulità, scudo di fuoco: la Medaglia di M. A. 

CONTRO IL TERREMOTO

22 febbraio 1887 - La sera dell'ultimo giorno di carnevale, D. Bosco raduna gli alunni di quarta ginnasiale e fa loro una grande distribuzioine di medaglie  che ebbe dal misterioso per il modo con cui raccomandò che le tenessero care, dicendo che ne sarebbero preservati da qualsiasi disastro. E il disastro accadde subito la mattina seguente: un terremoto spaventoso che colpì fieramente la Liguria e si percosse sul Piemonte. A Valdocco momenti di panico, un gran fuggi fuggi dalle camerate; in cortile tutti avevano gli occhgi fissi e le braccia tese alla statua di Maria ausiliatrice ritta sulla cupola. Nessun danno.

Contro il terremoto della violenza scatenata dall'odio, scudo di protezione: la Medaglia di M. A.  (Maria aiutaci a camminare sulla via del cielo, S. G. Bosco)  

CONTRO IL VULCANO

Giugno 1886 - Una spaventosa eruzione dell'Etna. Il paese più minacciato fu Nicolosi. La lava procedeva da 50 a 70 metri l'ora. Pìnete, castagneti, terreni coltivati arsi e distrutti. Le Figlie di Maria Ausiliatrice scrissero a D. Bosco che rispose: « Spar-gete medaglie di M. A. sul posto: intanto io prego ». Il par-roco di Nicolosi avute le medaglie dalle suore eseguì... A quel punto il torrido elemento cessò di avanzare... L'anticlericalis-sima « Gazzetta di Catania » scriveva: « Ad Altarelli la lava bì-forcossi lasciandoli incolumi. Miracolo! ». Oggi quella massa ac-cumulata su se stessa e pietrificata è là a perennare la memoria del prodigio.

Scudo sicuro contro i vulcani dell'orgoglio umano: la Medaglia di M.A. 

CONTRO IL COLERA

Giugno 1884 - Rispondendo agli auguri per il suo onomastico disse: «... il colera fa strage in paesi non lontani da noi; ab-biamo a temere che invada anche le nostre province. Vi sugge-risco un antidoto contro questo male. Esso consiste in una me-daglia che da una parte porta scolpito il S. Cuore di Gesù e dall'altra l'effigie di Maria Ausiliatrice. Questa medaglia porta-tela al collo, in tasca, nel taccuino: basta che l'abbiate addosso. Ripetete ogni giorno la giaculatoria: "Maria, aiuto dei cristiani, prega per noi". State tranquilli e certi che la Madonna farà ve-dere visibilmente il suo potente patrocinio. Avrei piacere che osservaste attentamente se anche uno solo che abbia addosso questa medaglia cadesse colpito dai morbo. Voi andate con co-raggio ad assistere agli ammalati nelle case, negli ospedali, nei lazzaretti: non temete... Frequentate i Sacramenti: il colera non vi toccherà... ». E così cosi fu. La medaglia operò prodigi. Nessuno che la portassi al collo morì di colera.

Contro il colera della impurità e del malcostume scudo di fuoco: la Medaglia di M.A. 

CONTRO LE TEMPESTE

1908 - D. Rua ritorna dal pellegrinaggio in Terra Santa. Il 2 maggio non poté celebrare sulla nave, tanto violenta sul mare era la tempesta. Sulla sera gettò in mare una medaglietta di M. A. Quasi sull'istante un raggio di sole si apri un varco tra le nubi: tornò la bonaccia.

Contro ogni tempesta, protezione sicura: la Medaglia di M.A. 

Portiamo con fede, con amore la Medaglia di Maria Ausiliatrice: saremo seminatori della pace di Cristo!

Cristo regni! Sempre!

« Don Bosco vi assicura: se avete qualche grazia spirituale da ottenere pregate la Madonna con questa giaculatoria:

Maria Aiuto dei Cristiani, prega per noi e sarete esauditi ».  

La Medaglia di Maria Ausiliatrice la si piò trovare:

- Santuario di M. Ausiliatrice - Via M. Ausiliatrice 32 - Torino

- Nelle Librerie Salesiane.

 

 

 

C. B.