I SACRAMENTALI
Mezzi
di Grazia, di misericordia di Dio e di difesa e protezione dal Maligno
Cosa
sono (note
tratte dal Catechismo della Chiesa Cattolica)
1667
- «La santa Madre Chiesa ha istituito i sacramentali. Questi sono segni sacri
per mezzo dei quali, con una certa imitazione dei sacramenti, sono significati
e, per impetrazione della Chiesa, vengono ottenuti effetti soprattutto
spirituali. Per mezzo di essi gli uomini vengono disposti a ricevere l'effetto
principale dei sacramenti e vengono santificate le varie circostanze della vita».
I TRATTI CARATTERISTICI DEI SACRAMENTALI
1668
- Essi sono istituiti dalla Chiesa per la santificazione di alcuni ministeri
ecclesiastici, di alcuni stati di vita, di circostanze molto varie della vita
cristiana, così come dell'uso di cose utili all'uomo. Secondo le decisioni
pastorali dei Vescovi, possono anche rispondere ai bisogni, alla cultura e
alla storia propri del popolo cristiano di una regione o di un'epoca. Comportano
sempre una preghiera, spesso accompagnata da un determinato segno, come
l'imposizione della mano, il segno della croce, l'aspersione con l'acqua
benedetta (che richiama il Battesimo).
1669
- Essi derivano dal sacerdozio battesimale: ogni battezzato è chiamato ad
essere una benedizione e a benedire. Per questo anche i laici possono presiedere
alcune benedizioni; più una benedizione riguarda la vita ecclesiale e
sacramentale, più la sua presidenza è riservata al ministro ordinato
(Vescovo, presbiteri o diaconi).
1670
- I sacramentali non conferiscono la grazia dello Spirito Santo alla maniera dei
sacramenti; però mediante la preghiera della Chiesa preparano a ricevere la
grazia e dispongono a cooperare con essa. «Ai fedeli ben disposti è dato di
santificare quasi tutti gli avvenimenti della vita per mezzo della grazia divina
che fluisce dal mistero pasquale della passione, morte e risurrezione di
Cristo, mistero dal quale derivano la loro efficacia tutti i sacramenti e i
sacramentali; e così ogni uso onesto delle cose materiali può essere
indirizzato alla santificazione dell'uomo e alla lode di Dio».
LE VARIE FORME DI SACRAMENTALI
1671
- Fra i sacramentali ci sono innanzi tutto le benedizioni (di persone, della mensa, di oggetti, di luoghi). Ogni benedizione è
lode di Dio e preghiera per ottenere i suoi doni. In Cristo, i cristiani sono
benedetti da Dio Padre «con ogni benedizione spirituale» (Ef 1,3).
Per questo la Chiesa impartisce la benedizione invocando il nome di Gesù, e
facendo normalmente il santo segno della croce
di Cristo.
1672
- Alcune benedizioni hanno una portata duratura: hanno per effetto di consacrare
persone a Dio
e di riservare oggetti e luoghi all'uso liturgico. Fra quelle che sono destinate
a persone da non confondere con l'ordinazione sacramentale figurano la
benedizione dell'abate o dell'abbadessa di un monastero, la consacrazione delle vergini e delle
vedove, il rito della professione religiosa e le benedizioni per alcuni
ministeri ecclesiastici (lettori, accoliti, catechisti, ecc). Come esempio
delle benedizioni che riguardano oggetti, si può segnalare la dedicazione o
la benedizione di una chiesa o di un altare, la benedizione degli olii santi,
dei vasi e delle vesti sacre, delle campane, ecc.
1673
- Quando la Chiesa domanda pubblicamente e con autorità, in nome di Gesù Cristo, che una persona o un oggetto sia
protetto contro l'influenza del maligno e sottratto al suo dominio, si parla di
esorcismo. Gesù l'ha praticato; è da lui che la Chiesa deriva il potere e il
compito di esorcizzare. In una forma semplice, l'esorcismo è
praticato durante la celebrazione del Battesimo. L'esorcismo solenne, chiamato
«grande esorcismo», può essere praticato solo da un presbitero e con il
permesso del Vescovo. In ciò bisogna procedere con prudenza, osservando
rigorosamente le norme stabilite dalla Chiesa. L'esorcismo mira a scacciare i
demoni o a liberare dall'influenza demoniaca, e ciò mediante l'autorità
spirituale che Gesù ha affidato alla sua Chiesa. Molto diverso è il caso di
malattie, soprattutto psichiche, la cui cura rientra nel campo della scienza
medica. È
importante, quindi, accertarsi, prima di celebrare l'esorcismo, che
si tratti di una presenza del maligno e non di una malattia.
LA RELIGIOSITÀ POPOLARE
1674
- Oltre che della liturgia dei sacramenti e dei sacramentali, la catechesi
deve tener conto delle forme della pietà dei fedeli e della religiosità
popolare. Il senso religioso del popolo cristiano, in ogni tempo, ha trovato la
sua espressione nelle varie forme di pietà che accompagnano la vita sacramentale della Chiesa, quali la
venerazione delle reliquie, le visite ai santuari, i pellegrinaggi, le
processioni, la «via crucis», le danze religiose, il Rosario, le medaglie,
ecc.
1675
- Queste espressioni sono un prolungamento della vita liturgica della Chiesa,
ma non la sostituiscono: «Bisogna che tali esercizi, tenuto conto dei tempi
liturgici, siano ordinati in modo da essere in armonia con la sacra liturgia,
derivino in qualche modo da essa, e ad essa, data la sua natura di gran lunga
superiore, conducano il popolo cristiano».
1676
– E’ necessario
un discernimento pastorale per sostenere e favorire la religiosità popolare
e, all'occorrenza, per purificare e rettificare il senso religioso che sta alla
base di tali devozioni e per far progredire nella conoscenza del mistero di
Cristo. Il loro esercizio è sottomesso alla cura e al giudizio dei Vescovi e
alle norme generali della Chiesa. «La
religiosità popolare, nell'essenziale, è un insieme di valori che, con
saggezza cristiana, risponde ai grandi interrogativi dell'esistenza. Il buon
senso popolare cattolico è fatto di capacità di sintesi per l'esistenza. E’
così che esso unisce, in modo creativo, il divino e l'umano, Cristo e Maria, lo
spirito e il corpo, la comunione e l'istituzione, la persona e la comunità, la
fede e la patria, l'intelligenza e il sentimento. Questa saggezza è un
umanesimo cristiano che afferma radicalmente la dignità di ogni essere in
quanto figlio di Dio, instaura una fraternità fondamentale, insegna a porsi in
armonia con la natura e anche a comprendere il lavoro, e offre motivazioni per
vivere nella gioia e nella serenità, pur in mezzo alle traversie
dell'esistenza. Questa saggezza è anche, per il popolo, un principio di
discernimento, un istinto evangelico che gli fa spontaneamente percepire quando
il Vangelo è al primo posto nella Chiesa, o quando esso è svuotato del suo
contenuto e soffocato da altri interessi.
In
sintesi
1677
- Si chiamano sacramentali i sacri segni istituiti dalla Chiesa il cui scopo
è di preparare gli uomini a ricevere il frutto dei sacramenti e di santificare
le varie circostanze della vita.
1678
- Fra i
sacramentali, le benedizioni occupano un posto importante. Esse comportano ad un
tempo la lode di Dio per le sue opere e i suoi doni, e l'intercessione della
Chiesa affinché gli uomini possano usare i doni di Dio secondo lo spirito del
Vangelo.
1679
- Oltre che
della liturgia, la vita cristiana si nutre di varie forme di pietà popolare,
radicate nelle diverse culture. Pur vigilando per illuminarle con la luce
della fede, la Chiesa favorisce le forme di religiosità popolare, che
esprimano un istinto evangelico e una saggezza umana e arricchiscono la vita
cristiana.
Varie forme di SACRAMENTALI

L’ACQUA
SANTA.
Può essere benedetta solo da un sacerdote con alcune speciali preghiere e
con l’infondere un po’ di sale benedetto.Serve per fare aspersioni per
benedire cose, luoghi e persone.
Abbi sempre in casa tua I’acquasantiera ben provvista.
Fra tanta voga di acque profumate e medicinali si è dimenticata l'Acqua
benedetta. Fra tante boccette che ingombrano le camere non vi si trova più la
boccetta dell'Acqua Santa. L'uso di essa nella Chiesa è antichissimo e la
storia ci dimostra la sua grande efficacia specialmente contro il demonio. I due
ossessi di IlIfurt, quando veniva loro presentato un cibo nel quale fosse stata
messa anche una sola goccia d'acqua benedetta, davano in smanie e non era
possibile farglielo mangiare. Per quello speciale potere che il demonio ha acquistato
su tutta la natura per causa del peccato, la Chiesa usa benedire con l'Acqua
Santa tutto ciò che è destinato al culto, anzi anche ciò che è destinato
agli usi comuni della vita. La poca stima e quindi la poca efficacia delle
benedizioni dipende dalla poca fede di chi le riceve e anche di chi le dà.
L’acqua santa, usata nel debito modo rimette i peccati veniali, quando chi se
ne serve ha il dolore nel cuore; dispone l’anima a ricevere i doni di Dio,
mette in fuga il demonio, talvolta libera anche dai dolori e dalle infermità
del corpo; allontana la grandine e la tempesta, dona fertilità alla terra, può
anche aiutare a liberare le anime del purgatorio coadiuvata da preghiere di
suffragio.Si consiglia anche l’uso e l’aspersione nei luoghi dove sono stati
commessi gravi peccati mortali (aborti, sedute spiritiche ecc..) e di
asperggiere frequentemente i moribondi, che in quei momenti tremendi sono
particolarmente vessati e colpiti dal demonio (come ha sperimentato anche S.
Faustina Kowalka e Suor Josefa Menendez). Tutte queste grazie il Signore le
concede quando chi si serve dell’acqua benedetta e riceve le benedizioni della
Chiesa ha viva fede nella potenza e bontà di Dio.
LA POTENZA DELLA BENEDIZIONE SACERDOTALE
Il segno di croce significa ritornare a Cristo
Con la sua morte in croce per amore dei peccatori Cristo ha
levato dal mondo la maledizione del peccatore. L'uomo però continua sempre a
peccare e la Chiesa deve sempre aiutare a effettuare la Redenzione in nome del
Signore. E ciò avviene in modo particolare per mezzo della S. Messa e dei Sacramenti,
ma anche per mezzo dei Sacramentali: benedizioni dei sacerdoti, acqua santa,
ceri benedetti, olio benedetto, ecc.
Ogni segno di croce fatto con fede è già un segno di
benedizione. La croce irradia una corrente di benedizione per tutto il mondo,
per ogni anima che crede in Dio e nella forza della croce. Ogni uomo unito a Dio
può compiere la Redenzione ogni volta che fa un segno di croce.
La benedizione appartiene assolutamente ai cristiani.
Il Signore ha detto: "In verità, in verità vi dico:
qualunque cosa domandiate al Padre nel nome mio, ve la concederà" (Gv
16,23). Dunque: là dove c'è il nome del Signore, c'è la benedizione; là dove
c'è il segno della sua S. Croce, là si trova aiuto.
"Tu ti lamenti della cattiveria del mondo, o della
mancanza di riguardo e dell'incomprensione della gente che ti circonda. La tua
pazienza e i tuoi nervi vengono messi a dura prova e spesso ti scappano,
malgrado le migliori intenzioni. Trova una buona volta il mezzo e la ricetta
della benedizione giornaliera (Padre Kieffer O. Cap.).
Prendi ogni mattino un po' d'acqua santa, fa' un segno di
croce e di': "In nome di Gesù benedico tutta la mia famiglia, benedico
tutti coloro che incontrerò. Benedico tutti coloro che si raccomandano alle
mie preghiere, benedico la nostra casa e tutti coloro che vi entrano ed
escono.”
Ci sono moltissime persone, uomini e donne, che lo fanno ogni
giorno. Anche se questo atto non si sente sempre, esso ha sempre un effetto
positivo. La cosa principale è questa: fare il segno di croce adagio e dire
la formula di benedizione con il cuore!
"Oh, quante, quante persone ho benedetto!", così
disse la moglie di un tenente colonnello, Maria Teresa. "Io ero la prima
che si alzava in casa mia: benedicevo con l'acqua santa mio marito, che stava
ancora dormendo, pregavo spesso china su di lui. Poi entravo nella camera dei
bambini, svegliavo i piccoli, ed essi recitavano le preghiere del mattino a mani
giunte e ad alta voce. Poi facevo loro un segno di croce sulla fronte, li benedivo
e dicevo qualcosa sugli angeli custodi.
Quando tutti erano usciti di casa, ricominciavo a benedire.
Andavo per lo più in ogni camera, implorando protezione e benedizioni. Dicevo
anche: `Mio Dio, proteggi tutti coloro che mi hai affidato: tienili sotto la
tua protezione paterna, con tutto ciò che posseggo e che devo amministrare,
poiché tutto appartiene a te. Tu ci hai dato tante cose: conservale, e fa'
che esse ci servano, ma che non siano mai occasione di peccato'.
Quando in casa mia ci sono ospiti, io prego parecchie volte
per loro, prima che entrino in casa mia e mando loro la benedizione. Spesso mi
è stato detto che da me c'era qualcosa di speciale, si sentiva una gran pace.
Io ho sentito in me e negli altri che le benedizioni hanno
una gran forza viva".

Cristo vuole essere sempre operante nei suoi apostoli
benedicenti.
Certo: vogliamo distinguere bene i Sacramenti dai
Sacramentali. I Sacramentali non sono stati istituiti da Cristo e non comunicano
la grazia santificante, ma predispongono a riceverla, in virtù della nostra
fede, nei meriti infiniti di Gesù Cristo. La benedizione del Sacerdote
attinge dalle ricchezze infinite del Cuore di Gesù, e perciò ha una forza
salvifica e santificante, una potenza esorcizzante e protettiva. Il sacerdote
celebra la S. Messa ogni giorno, amministra i Sacramenti, quando è
necessario, ma può benedire continuamente e ovunque. Così pure lo può un
Sacerdote malato, perseguitato o incarcerato.
Un sacerdote incarcerato in un campo di concentramento ha
fatto questo racconto commovente. Aveva lavorato tanto tempo a Dachau in una
fabbrica delle SS. Un giorno fu pregato da un contabile di andare subito in
un'abitazione, costruita in una soffitta, e di benedire la sua famiglia:
"Io ero vestito come un povero detenuto di un campo di concentramento.
Non mi era forse mai capitato di stendere le mie braccia benedicenti con una
commozione tale come in quel momento. Malgrado fossi stato marchiato da vari
anni come elemento indesiderato, reietto, di rifiuto, ero tuttavia ancora un
sacerdote. Mi avevano pregato di dar loro la benedizione, l'unica e ultima
cosa che potevo dare ancora".
Una contadina molto credente racconta: "In casa mia si
ha una grande fede. Quando un sacerdote entra da noi, è come se entrasse il
Signore: la sua visita ci rende felici. Non lasciamo mai che un sacerdote esca
dalla nostra casa, senza chiedergli la benedizione.
Nella nostra famiglia di 12 figli la benedizione è qualcosa di tangibile".
Un sacerdote spiega:
"È vero:
nelle mie mani è stato messo un preziosissimo tesoro immenso. Cristo stesso
vuole operare con grande forza mediante la benedizione fatta da me, uomo debole.
Come un tempo, egli andava benedicendo attraverso la Palestina, così vuole che
il sacerdote continui a benedire. Sì, noi sacerdoti siamo dei milionari, non
in denaro, ma nella grazia che comunichiamo agli altri. Noi possiamo e dobbiamo
essere delle trasmittenti di benedizioni. In tutto il mondo ci sono antenne che
captano onde di benedizioni: malati, carcerati, emarginati, ecc. Inoltre con
ogni benedizione che diamo, aumenta la nostra forza benedicente, e cresce il
nostro zelo nel benedire. Tutto ciò riempie i sacerdoti di ottimismo e di
gioia! E questi sentimenti crescono con ogni benedizione che diamo con
fede". Anche nei nostri tempi difficili.
Tra l’altro la Madonna a Medjugorje ha detto che la sua
benedizione è inferiore di quella dei sacerdoti, perché la benedizione
sacerdotale è la benedizione stessa di Gesù.
GESU’ PARLA DELLA POTENZA
DELLA BENEDIZIONE ALLA STIGMATIZZATA TEDESCA TERESA NEUMANN
Cara figlia, voglio insegnarti a ricevere la Mia
Benedizione con fervore. Cerca di capire che qualcosa di grande ha luogo quando
ricevi la benedizione da un mio sacerdote. La benedizione è uno straripamento
della mia Divina Santità. Apri la tua anima e lascia che diventi santa
attraverso la mia benedizione. Essa è rugiada celestiale per l’anima,
attraverso la quale tutto ciò che viene fatto può essere fruttuoso. Tramite il
potere di benedire, ho dato al sacerdote il potere di aprire il tesoro del Mio
Cuore e di riversare una pioggia di grazie sulle anime.
Quando il
sacerdote benedice, Io benedico. Allora una sterminata corrente di grazie
fluisce dal Mio Cuore all’anima fino a riempirla completamente. In
conclusione, tieni aperto il tuo cuore per non perdere il beneficio della
benedizione. Attraverso la mia benedizione ricevi la grazia di amore e di aiuto
per l’anima e per il corpo. La mia Santa Benedizione contiene tutto l’aiuto
che è necessario all’umanità. Per mezzo di essa ti è data la forza e il
desiderio di cercare il bene, di sfuggire il male, di godere della protezione
dei Miei figli contro i poteri delle tenebre. E’ un grande privilegio quando
ti è concesso di ricevere la benedizione. Non puoi capire quanta misericordia
ti giunge per mezzo suo. Perciò mai ricevere la benedizione in modo piatto o
distratto, ma con tutta la tua attenzione completa!! Tu sei povera prima di
ricevere la benedizione, sei ricca dopo averla ricevuta.
Mi
addolora che la benedizione della Chiesa sia tanto poco apprezzata e così
raramente ricevuta. La buona volontà è rafforzata per suo mezzo, le iniziative
ricevono la mia Provvidenza particolare, la debolezza è potenziata dal mio
Potere. I pensieri e le intenzioni sono spiritualizzati e tutte le cattive
influenze neutralizzate. Ho dato alla mia Benedizione poteri senza confini :
essa proviene dall’Infinito Amore del mio Sacro Cuore. Maggiore è lo zelo con
il quale la benedizione viene data e ricevuta, maggiore è la sua efficacia. Sia
che venga benedetto un bambino, sia che venga benedetto il mondo intero, la
benedizione è assai più grande di 1000 mondi.
Rifletti
che Dio è immenso, infinitamente immenso. Quanto piccole le cose a Suo
paragone! E accade lo stesso, sia che uno soltanto, sia che molti ricevano la
benedizione: questo non ha importanza perché Io do a ciascuno a seconda della
misura della sua fede! E poiché Io sono infinitamente ricco di tutti i beni, vi
è concesso di ricevere senza misura. Le tue speranze non sono mai troppo
grandi, tutto supererà le tue più profonde aspettative! Figlia mia, proteggi
chi ti dà la benedizione! Stima altamente le cose benedette, così piacerai a
Me, tuo Dio. Ogni volta che tu sei benedetta, sei unita più strettamente a Me,
santificata di nuovo, risanata e protetta dall’Amore del mio Sacro Cuore.
Spesso Io tengo nascosti i risultati della mia Benedizione in modo che siano
conosciuti soltanto nell’eternità. Spesso sembra che le benedizioni non
abbiano risultato, invece è meravigliosa la loro influenza; anche i risultati
apparentemente infruttuosi sono una benedizione ottenuta attraverso la Santa
Benedizione; questi sono i misteri della mia Provvidenza che non desidero
manifestare. Le Mie Benedizioni molte volte producono effetti sconosciuti
all’anima. Perciò abbi grande fiducia in questo straripamento del Mio Sacro
Cuore e rifletti seriamente su questo favore ( ciò che gli apparenti risultati
sono a te nascosti).
Ricevi la
Santa Benedizione sinceramente perché le sue grazie entrano soltanto nel cuore
umile! Ricedila con buona volontà e con l’intenzione di diventare migliore,
allora essa penetrerà nella profondità del tuo cuore e produrrà i suoi
effetti.
Sii una
figlia della benedizione, allora tu, tu stessa sarai una benedizione per gli
altri.
Si concede l’indulgenza plenaria a coloro che ricevono la
benedizione papale URBI ET ORBI che viene data nella festività di Natale e di
Pasqua, tale benedizione essendo rivolta a Roma e al Mondo intero può essere
ricevuta anche tramite radio e televisione.
OLIO ESORCIZZATO
L'olio esorcizzato usato con fede, giova a porre in fuga la potenza dei demoni e
i loro assalti. Inoltre giova alla salute dell' anima e del corpo; ricordiamo
l'antico uso di ungere con l'olio le ferite e il potere dato da Gesù agli
apostoli di guarire i malati con l'imposizione delle mani e ungendoli con olio.
Una proprietà specifica dell'olio esorcizzato è di separare dal corpo le
avversità. Molto spesso mi è capitato di esorcizzare persone che hanno subito
fatture bevendo o mangiando qualcosa di malefico, è facile comprenderlo da quel
caratteristico mal di stomaco o dal fatto che queste persone hanno un
particolare modo di eruttare o di esplodere in una forma di singhiozzo o di
rantolo, specie in collegamento con azioni religiose: quando vanno in chiesa,
quando pregano e soprattutto quando vengono esorcizzate. In questi casi per
liberarsi, l'organismo deve espellere ciò che di malefico contiene. L'olio
esorcizzato aiuta molto a staccare e liberare il corpo da queste impurità,
anche bere acqua benedetta aiuta a questo scopo.
Qui giova dare qualche maggiore informazione, anche se chi non è pratico e non
ha visto stenterà a credere a queste cose. Che cosa si espelle? Talvolta saliva
densa e schiumosa; oppure una specie di pappa bianca e granulosa; altre volte si
tratta degli oggetti più vari: chiodi, pezzi di vetro, piccole bambole di
legno, fili di corda annodati, fili di ferro arrotolati, fili di cotone di vario
colore, grumi di sangue... Alle volte queste cose vengono espulse per vie
naturali; molte volte vomitando; si noti che mai l'organismo ne ha danno, ( ne
ha invece sollievo ), anche se si tratta di vetri taglienti. Altre volte la
fuori uscita rimane misteriosa; la persona sente ad esempio un dolore addominale
come se avesse un chiodo nello stomaco, poi trova un chiodo per terra accanto a
sé; e il dolore scompare. L'impressione è che tutti questi oggetti si
materializzino nell'istante in cui vengono espulsi. Padre Candido affermava: ho
visto riggettare pezzi di vetro, di ferro, capelli, ossa, talvolta anche
oggettini di plastica, con la forma di testa di gatto, di rospo, di serpente.
Sicuramente questi strani oggetti hanno un collegamento con la causa che ha
determinato la possessione diabolica. Dal
Libro di Don Gabriele Amorth "Un Esorcista Racconta".
IL
MIO CROCIFISSO
Il crocifisso è il libro più bello, più autentico, più luminoso
della Sapienza di Dio.
Il crocifisso è il flagello dei demoni, il rimedio contro le
tentazioni, la morte della natura ribelle, il canale della Grazia, la via del
cielo.
Il crocifisso è la luce che rischiara, il sole che riscalda,
l’alimento che nutre, la sorgente che rinfresca.
La dolcezza che inebria… la bellezza che incanta.. la solitudine
che riposa.. la fortezza ove ci si rinchiude… la fornace dove ci si consuma..
l’oceano dove ci si immerge… l abisso dove ci si perde.
Guarda spesso il crocifisso, contempla il crocifisso, ama il
crocifisso, bacia il crocifisso, porta sempre con te il tuo crocifisso.
Abbi Gesù Crocifisso per modello, la SS. Eucaristia per conforto,
Maria per Madre.
Vuoi sapere ciò che vale la tua anima? Guarda il crocifisso
Vuoi farti un’idea della gravità del peccato? Medita il
crocifisso
Vuoi conoscere quanto Dio ti ama? Contempla il crocifisso
Il mio crocifisso lo porto dappertutto e lo preferisco a tutto.
Il mio crocifisso quando sono debole mi da forza, quando
cado mi rialza, quando mi scoraggio mi rianima, quando piango mi consola, quando
soffro mi guarisce, quando tremo mi rassicura, quando lo chiamo mi risponde.
Nel mio crocifisso trovo tutto, non voglio desiderare,
cercare, domandare, possedere se non il mio Crocifisso.
Il mio crocifisso mi custodirà e proteggerà in vita, mi
rassicurerà in morte, mi coronerà nell’eternità la cui beatitudine dovrò
al mio crocifisso.
AMIAMO IL NOSTRO CROCIFISSO SULL’ESEMPIO DEI SANTIGesù ha rivelato a S. Geltrude:“Ti confido che mi torna assai
gradito vedere lo strumento del mio supplizio circondato d’amore e di
rispetto”. La santa ebbe pure, per speciale luce divina il seguente
insegnamento: quando un’anima guarda il crocifisso deve pensare che Gesù le
dica con bontà “ ecco come per tuo amore ho voluto essere appeso nudo,
sfigurato, coperto di piaghe, con le membra violentemente distese sopra una
croce! Il mio Cuore è così pieno d’amore per te che se per salvarti fosse
necessario, sopporterei di nuovo e volentieri per te solo, tutto quello che ho
sofferto per salvare il mondo intero.”
Fu rivelato a S. Margherita Alacoque, apostola del S. Cuore”
Nostro Signore sarà propizio in punto di morte a tutti coloro che di venerdì
lo adoreranno 33 volte sulla croce, trono della sua Misericordia. ( scritti n.
45)
A suor Antonietta Prevedello il divin Maestro disse: “ ogni volta
che un’anima bacia le ferite del crocifisso merita che Io le baci le piaghe
della sua miseria e dei suoi peccati… io ricompenso con 7 doni mistici, quelli
dello Spirito Santo, atti a distruggere i 7 peccati capitali, quelli che baciano
per adorazione le piaghe sanguinanti del mio Corpo.”
A suor Marta Chambon, suora
della visitazione di Chambery, fu rivelato da Gesù:”Le anime che pregano con
umiltà e meditano la mia dolorosa Passione, avranno un giorno una
partecipazione alla gloria delle mie Piaghe, contemplami sulla croce.. stringiti
al mio cuore, vi scoprirai tutta la bontà di cui è colmo.. vieni figlia mia e
gettati qui dentro. Se volete entrare nella luce del Signore bisogna nascondersi
nel mio Costato. Se volete conoscere l’intimità delle viscere della
Misericordia di Colui che vi ama tanto, dovete avvicinare le labbra con rispetto
ed umiltà all’apertura del mio Sacro Cuore. L’anima che spirerà nelle mie
piaghe non si dannerà.”
Anche la Madonna in questi ultimi tempi è intervenutà per
ricordare a tutti la grande importanza del crocifisso, a Medjugorje ha detto:
”pregate davanti alla croce… davanti alla croce vengono grandi grazie..
consacratevi alla croce…”
“ Fatevi, e fate un ottimo regalo a chi volete bene..
regalatevi un Crocifisso.. bello, fatto bene… è il libro più bello dell’
amore.. ah quante lezioni apprenderete dall’ Amore crocifisso.. esso è stato
il libro che ha formato i santi”
Il Signore intorno al 1960 ad una sua umile serva avrebbe dato
queste promesse a tutti coloro che onorano e venerano con devozione il santo
Crocifisso.
1)
Quelli che espongono il Crocifisso nelle loro case o posti di lavoro e lo
decorano con fiori, raccoglieranno molte benedizioni e ricco frutto nel loro
lavoro e nelle loro iniziative, insieme ad un immediato aiuto e conforto nei
loro problemi e sofferenze.
2) Coloro i quali guardano al Crocifisso anche soltanto pochi
minuti, quando saranno tentati o sono nella battaglia e nello sforzo,
soprattutto quando saranno tentati dalla collera, padroneggieranno subito se
stessi, la tentazione e il peccato.
3) Quelli che mediteranno ogni giorno, per 15 minuti, sulla Mia
Agonia sulla Croce, sosteranno di sicuro le loro sofferenze e i loro fastidi,
prima con pazienza più tardi con gioia.
4) Quelli che molto spesso meditano sulle Mie ferite sulla Croce,
con profondo dolore per i loro peccati e le loro colpe, acquisteranno presto un
profondo odio al peccato.
5) Coloro i quali spesso e almeno due volte al giorno offriranno al
Padre celeste le mie 3 ore di Agonia sulla Croce per tutte le negligenze, le
indifferenze e le mancanze nel seguire le buone ispirazioni ne abbrevieranno la
punizione o ne saranno completamente risparmiati.
6) Quelli che volentieri recitano giornalmente il Rosario delle
Sante Piaghe, con devozione e grande fiducia mentre meditano sulla Mia Agonia
sulla Croce, otterranno la grazia di adempiere bene i loro doveri e con il loro
esempio indurranno gli altri a fare altrettanto.
7) Coloro i quali ispireranno ad altri ad onorare il Crocifisso, il
Mio preziosissimo Sangue e le Mie Piaghe e che inoltre faranno conoscere il Mio
Rosario delle S. Piaghe otterranno presto risposta a tutte le loro preghiere.
8) Coloro i quali fanno la Via Crucis giornalmente per un certo
periodo di tempo e la offrono per la conversione dei peccatori possono salvare
un’intera Parrocchia.
9) Coloro i quali per 3 volte consecutive (non nello stesso giorno)
visitano un immagine di Me Crocifisso, la onorano e offrono al Padre Celeste la
Mia Agonia e Morte, il Mio preziosissimo Sangue e le Mie Piaghe per i loro
peccati avranno una bella morte e moriranno senza agonia e paura.
10) Quelli che ogni venerdì, alle tre del pomeriggio, meditano sulla
Mia Passione e Morte per 15 minuti, offrendole insieme al Mio Preziosissimo
Sangue e alle Mie S. Piaghe per se stessi e per i morenti della settimana,
otterranno un alto livello di amore e di perfezione e possono star sicuri che il
diavolo non potrà causare loro ulteriori danni spirituali e fisici.
Giovedì 12.9.1985: Guardare e venerare la Croce.
"Cari figli! In questi giorni (Novena per la
festa dell'Esaltazione della Croce) voglio invitarvi a porre al centro di tutto
la Croce. Pregate in particolare davanti alla Croce, da cui derivano grandi
grazie. In questi giorni fate nelle vostre case una consacrazione speciale alla
Croce. Promettete di non offendere Gesù e la Croce e di non arrecargli
ingiurie.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata!".
Giovedì 20.2.1986: Meditare la Passione di Gesù.
"Cari figli! Il secondo messaggio per i giorni di
Quaresima è questo: rinnovate la preghiera davanti alla Croce. Cari figli, io
vi sto dando grazie particolari, e Gesù dalla Croce vi dà doni particolari.
Accoglieteli e viveteli! Meditate la passione di Gesù, e unitevi a Gesù nella
vita.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata!".
LE
INDULGENZE
In articulo mortis ( al momento della
morte)
Al fedele in pericolo di morte, che non possa essere assistito da un sacerdote
che gli amministri i sacramenti e gli impartisca la benedizione apostolica con
l'annessa indulgenza plenaria, la santa Madre Chiesa concede ugualmente l'indulgenza
plenaria in punto di morte, purché sia debitamente disposto e abbia
recitato abitualmente durante a vita qualche preghiera. Per l'acquisto di
tale indulgenza è raccomandabile l'uso del crocifisso o della croce.
La condizione "purché abbia recitato abitualmente durante la vita
qualche preghiera" supplisce in questo caso le tre solite condizioni
richieste per l'acquisto dell'indulgenza plenaria.
Questa indulgenza plenaria in punto di morte può essere lucrata dal fedele che,
nello stesso giorno abbia già acquistato un'altra indulgenza plenaria.
Obiectorum
pietatis usus (Uso degli oggetti di pietà)
Il
fedele che devotamente usa un oggetto di pietà (crocifisso o croce, corona,
scapolare, medaglia), benedette da un sacerdote qualsiasi, può lucrare una indulgenza
parziale.
Se poi tale oggetto religioso è benedetto dal Sommo Pontefice o da un
Vescovo, il fedele, che devotamente lo usa, può acquistare anche l'indulgenza
plenaria nella festa dei santi Apostoli Pietro e Paolo, aggiungendo
però la professione di fede con qualsiasi legittima formula.
CONSACRAZIONE
DELLA FAMIGLIA AL CROCIFISSO
Gesù Crocifisso, da Te riconosciamo il grande dono della
Redenzione e, per essa, il diritto al Paradiso. Come atto di riconoscenza per
tanti benefici, Ti intronizziamo solennemente nella nostra famiglia, perché
Tu ne sia il dolce Sovrano e Maestro Divino.
La tua parola sia luce nella nostra vita: la tua morale, regola
sicura di tutte le nostre azioni. Conserva e rinvigorisci lo spirito cristiano
perché ci mantenga fedeli alle promesse del Battesimo e ci preservi dal
materialismo, rovina spirituale di tante famiglie.
Concedi ai genitori fede viva nella Divina Provvidenza e virtù
eroica per essere esempio di vita cristiana ai figli; alla gioventù di essere
forte e generosa nell'osservare i tuoi comandamenti; ai piccoli di crescere
nella innocenza e bontà, secondo il tuo Cuore divino. Questo omaggio alla tua
Croce sia anche atto di riparazione per l'ingratitudine di quelle famiglie
cristiane che Ti hanno rinnegato.
Ascolta, o Gesù, la nostra preghiera per l'amore che ci porta la tua
SS. Madre; e per i dolori da Lei sofferti ai piedi della Croce, benedici la
nostra famiglia perché, vivendo nel tuo amore oggi, possa goderti nell'eternità.
Così sia!
LO SCAPOLARE DELLA MADONNA DEL CARMELO

LA
GRANDE PROMESSA DELLA MADONNA DEL CARMINE
La Regina del Cielo, apparendo tutta raggiante di luce,
il 16 luglio 1251, al vecchio generale dell'Ordine Carmelitano, San Simone Stock
(il quale L'aveva pregata di dare un privilegio ai Carmelitani), porgendogli uno
scapolare -detto comunemente «Abitino»- così gli parlò: «Prendi figlio
dilettissimo, prendi questo scapolare del tuo Ordine, segno distintivo della mia
Confraternita, privilegio a te e a tutti i Carmelitani. CHI
MORRA RIVESTITO DI QUESTO ABITO NON SOFFRIRA II. FUOCO ETERNO; questo è un
segno di salute, di salvezza nei pericoli, di alleanza di pace e di patto
sempiterno».
Detto questo, la Vergine scomparve in un profumo di Cielo, lasciando nelle mani di Simone il pegno della Sua Prima «Grande Promessa».
La Madonna, dunque, con la Sua rivelazione, ha voluto
dire che chiunque indosserà e porterà per sempre l'Abitino, non solo sarà
salvato eternamente, ma sarà anche difeso in vita dai pericoli.
Non bisogna credere minimamente, però, che la
Madonna, con la sua Grande Promessa, voglia ingenerare nell'uomo l'intenzione di
assicurarsi il Paradiso, continuando più tranquillamente a peccare, o forse
la speranza di salvarsi anche privo di meriti, ma piuttosto che in forza della
Sua Promessa, Ella si adopera in maniera efficace per la conversione del
peccatore, che porta con fede e devozione l'Abitino fino in punto di morte.
CONDIZIONI
PER OTTENERE IL FRUTTO DELLA GRANDE PROMESSA DELLA MADONNA
1) Ricevere al collo l'Abitino dalle mani di un
sacerdote,
il quale, imponendolo, recita una sacra formula di consacrazione alla Madonna
(RITO DI IMPOSIZIONE DELLO SCAPOLARE). Ciò è necessario solo la prima volta
che s'indossa l'Abitino. Dopo, quando s'indossa un nuovo «Abitino», esso si
mette al collo con le proprie mani.
2) L'Abitino, deve essere tenuto, giorno e notte,
indosso e precisamente al collo, in modo che una parte scenda sul petto e
l'altra sulle spalle. Chi lo porta in tasca, nella borsetta o appuntato sul
petto non partecipa alla Grande Promessa.
3) È necessario morire rivestivo del sacro abitino.
Chi l'ha portato per tutta la vita e sul punto di morire se lo toglie, non
partecipa alla Grande Promessa della Madonna.
L'Abitino (che non è altro che una forma ridotta
dell'abito dei religiosi carmelitani), deve essere necessariamente di panno di
lana e non di altra stoffa, di forma quadrata o rettangolare, di colore marrone
o nero. L'immagine su di esso, della Beata Vergine, non è necessaria ma è di
pura devozione. Scolorandosi l'immagine o staccandosi l'Abitino vale lo stesso.
L'Abitino consumato si conserva, o si distrugge
bruciandolo, e il nuovo non ha bisogno di benedizione.
Chi, per qualche motivo, non può portare l'Abitino
di lana, può sostituirlo (dopo averlo indossato di lana, in seguito
all'imposizione fatta dal sacerdote) con una medaglietta che abbia da una parte
l'effige di Gesù e del Suo Sacro Cuore e dall'altra quella della Beata Vergine
del Carmelo.
L'Abitino si può lavare, ma prima di toglierlo dal
collo è bene sostituirlo con un altro o con una medaglietta, in modo che non si
resti mai privi di esso.
Non è necessario che l'Abitino tocchi direttamente
il corpo, ma può portarsi sugl'indumenti, purché sia messo al collo.
Chi porta l'Abitino, pur non essendo obbligato, è
bene che reciti spesso la giaculatoria: «O Maria Santissima del Carmelo pregale
per noi».
Baciando lo Scapolare o la medaglia propria o quello
di altra persona si lucra l'indulgenza parziale.

Il Privilegio Sabatino, è una seconda Promessa
(riguardante lo scapolare del Carmine) che la Madonna fece in una Sua
apparizione, ai primi del 1300, al Pontefice Giovanni XXII, al quale, la Vergine
comandò di confermare in terra, il Privilegio ottenuto da Lei in Cielo, dal Suo
diletto Figlio.
Questo grande Privilegio, offre la possibilità di
entrare in Paradiso, il primo sabato dopo la morte. Ciò vuol dire che, coloro
che otterranno questo privilegio, staranno in Purgatorio, massimo una settimana,
e se avranno la fortuna di morire di sabato, la Madonna li porterà subito in
Paradiso.
Non bisogna confondere la Grande Promessa della
Madonna con il Privilegio Sabatino. Nella Grande Promessa, fatta a S. Simone
Stock, non sono richieste né preghiere né astinenze, ma basta portare con fede
e devozione giorno e notte indosso, fino al punto di morte, la divisa carmelitana,
che è l'Abitino, per essere aiutati e guidati in vita dalla Madonna e per fare
una buona morte, o meglio per non patire il fuoco dell'Inferno.
Per quanto riguarda il Privilegio Sabatino, che
riduce ad una settimana, massimo, la sosta nel Purgatorio, la Madonna chiede
che oltre a portare l'Abitino si facciano anche preghiere e alcuni sacrifici in
Suo onore.
CONDIZIONI
VOLUTE DALLA MADONNA PER OTTENERE IL PRIVILEGIO SABATINO
1) Portare, giorno e notte indosso, l’«Abitino»,
come per la Prima Grande Promessa.
2) Essere iscritti nei registri di una Confraternita
Carmelitana ed essere, quindi, confratelli Carmelitani.
3) Osservare la castità secondo il proprio stato.
4) Recitare ogni giorno le ore canoniche (cioè
l'Ufficio Divino o il Piccolo Ufficio della Madonna). Chi non sa recitare queste
preghiere, deve osservare i digiuni della S. Chiesa (salvo se non è dispensato
per legittima causa) e astenersi dalle carni, nel mercoledì e nel sabato per la
Madonna e nel venerdì per Gesù, eccettuato il giorno del S. Natale.
La S. Chiesa, per venire incontro ai fedeli, dà al
Sacerdote, che impone l'Abitino, la facoltà di commutare la recita delle ore
canoniche e l'astinenza del mercoledì e del sabato in alcune facili preghiere e
in un po' di penitenza, a piacimento del sacerdote stesso. Tutte queste
pratiche, generalmente vengono commutate nella recita quotidiana del Santo
Rosario oppure di 7 Pater, 7 Ave, 7 Gloria e nell'astinenza dalla carne il
mercoledì, in onore della Madonna del Carmine.
Chi non osserva la recita delle suddette preghiere o
l'astinenza dalle cami non commette alcun peccato; dopo la morte, potrà entrare
anche subito in Paradiso per altri meriti, ma non godrà del Privilegio
Sabatino.
La commutazione dell'astinenza dalle carni in altra
penitenza si può chiedere a qualunque sacerdote.
ATTO DI CONSACRAZIONE ALLA BEATA VERGINE DEL CARMINE
O Maria, Madre e decoro del Carmelo, a te consacro
oggi la mia vita, quale piccolo tributo di gratitudine per le grazie che
attraverso la tua intercessione ho ricevuto da Dio. Tu guardi con particolare
benevolenza coloro che devotamente portano il tuo Scapolare: ti supplico perciò
di sostenere la mia fragilità con le tue virtù, d'illuminare con la tua
sapienza le tenebre della mia mente, e di ridestare in me la fede, la speranza e
la carità, perché possa ogni giorno crescere nell'amore di Dio e nella
devozione verso di te. Lo Scapolare richiami su di me lo sguardo tuo materno e
la tua protezione nella lotta quotidiana, sì che possa restare fedele al Figlio
tuo Gesù e a te, evitando il peccato e imitando le tue virtù. Desidero offrire
a Dio, per le tue mani, tutto il bene che mi riuscirà di compiere con la tua
grazia; la tua bontà mi ottenga il perdono dei peccati e una più sicura fedeltà
al Signore. O Madre amabilissima, il tuo amore mi ottenga che un giorno sia
concesso a me di mutare il tuo Scapolare con l'eterna veste nuziale e di abitare
con te e con i Santi del Carmelo nel regno beato del Figlio tuo che vive e regna
per tutti i secoli dei secoli. Amen.
PREGHIERA
ALLA MADONNA DEL CARMINE PER LE ANIME DEL PURGATORIO
Ricordati, o pietosissima Vergine Maria, gloria
del Libano, onore del Carmelo, della consolante promessa che saresti discesa a
liberare dalle pene de Purgatorio le Anime dei tuoi devoti. Incoraggiati da
questa tua promessa, Ti supplichiamo, Vergine Consolatrice, di aiutare le care
Anime, del Purgatorio, e specialmente… O Madre dolce e pietosa, rivolgi al Dio
di amore e di misericordia con tutta la potenza della tua mediazione: offri il
Sangue prezioso del tuo santissimo Figlio insieme ai tuoi meriti ed alle tue
sofferenze: avvalora le nostre preghiere e quelle della Chiesa tutta, e libera
le Anime del Purgatorio. Amen. 3 Ave, 3 Gloria.
L'abitino che io porto
è sicuro mio conforto,
e lo stimo mio tesoro più d'argento, gemme e oro.
Da Voi spero, Gran Signora, ciò che voi diceste
allora
a Simone Vostro amato, dando l'abito sacrato.
Prometteste, certamente,
a chi il porta piamente,
esentar da cruda sorte ed in vita e dopo morte.
Ed il sabato che viene, esentarlo dalle pene
col sovrano Vostro zelo e condurlo poi nel Cielo.
Orsù dunque, Verginella,
Madre, Sposa, tutta bella, me infelice liberate
d'ogni male e consolate.
Aiutatemi nei guai mentre afflitto sono assai,
specialmente, allora, quando il mio fiato sta
spirando.
Allora sì datemi aiuto,
d'impetrar l'eterna vita, e sfuggire in tutti i modi
di Lucifero le frodi.
Fate allora che io gioiendo e con gli Angeli godendo,
canti dolce melodia,
Viva, viva del Carmine Maria. Salve Regina
Chi può, diffonda questo foglio tramite fotocopie.
Sulla Piazza di Jlfurt in Alsazia (Francia) vi è una
Statua monumentale in bronzo dell'Immacolata, con questa iscrizione:
«In memoria della liberazione dei due ossessi -
Teobaldo e Giuseppe Burner - ottenuta per l'intercessione della B.V. M.
Immacolata - Anno del Signore 1869».
Questi due fratelli furono invasi dal demonio per
circa quattro anni (1864-69; curati inutilmente e visitati da molti Medici e
specialisti, quando varie volte finalmente furono esorcizzati dal Parroco Brey e
da tre Sacerdoti e Religiosi, incaricati dalla Curia di Strasburgo. Molte volte
furono presenti, oltre ai genitori e parenti, anche il Sindaco del luogo Tresch
e persone importanti, tra cui il Deputato Sig Ignazio Spies.
Teobaldo morì poi il 3-4-1871, all'età di 16 anni.
Giuseppe morì più tardi - 1882 - a 25 anni.
Molti fatti diabolici sono pure registrati nel
Vangelo e in molte Vite di Santi.
Quindi non è fantasia: il demonio esiste, come
l'Inferno!!!
I due ossessi erano soggetti a fenomeni straordinari,
per es.:
- Torcere il collo o le gambe all'indietro, in modo
straziante.
- Arrampicarsi sugli alberi, fino a tenui rami, che
non si rompevano.
- Vomitare fuoco, schiuma, piume che appestavano la
casa.
- Parlavano tutte le lingue e dialetti.
- Svelavano colpe segrete o delitti di persone
presenti, che fuggivano.
- Quando i visitatori si erano prima Confessati, i
ragazzi ossessi (per opera del demonio) dicevano: Prima siete stati nel porcile
(la Chiesa) a togliere lo sterco dalle vostre coscienze!
- Al contrario quando si presentavano coloro che
vivevano male o in peccato, dicevano: Oh! ecco uno dei nostri!... Che brava
gente! Dovrebbero essere tutti così!... Risparmiano fatica al nostro padrone, e
'gli guadagnano molte anime. - ecc...
- Quando la camera o altre cose, a loro insaputa,
venivano benedette con l'Acqua santa, dicevano: l'hanno spalmata col lordume!...
Bestemmiavano Dio, Gesù, l'Eucarestia, La Chiesa, i
Santi... e mai la Madonna.
Fu loro chiesto: Perché bestemmiate Tutti... e mai
la Madonna?
- Perché la Marionetta (Gesù) sulla Croce ce lo ha
proibito!
Che pensate dell'Immacolata Concezione?
- Vattene alla malora con la tua Grande Signora!
Gli si mise addosso l'Abitino della Madonna del
Carmine a Teobaldo, senza che se ne accorgesse.
Ma tosto egli gridò: toglimi questo strazio! Mi
brucia...!
- Non è uno straccio - si rispose - e te lo toglierò
solo quando tu mi dirai cos'è.
L'Abitino della Grande Signora!
Un'altra persona chiede a Giuseppe: Che cosa odiate
di più nei Cristiani?
- ... La Devozione alla Grande Signora!... -
fu risposto. Capite? Oh! Come dobbiamo essere grati alla Mamma del Cielo, che ci
vuol vestire del Suo Santo Abitino: lo Scapolare!!!
LA
MEDAGLIA MIRACOLOSA
(Per richiesta medaglie ed immaginette telefona al numero 091.8711669, oppure a Famiglia Mariana tel 0174 244130)
La prima apparizione.
Scrive Caterina Labouré: “Alle ore 23,30 del 18 luglio 1830, mentre
ero a letto addormentata, mi sento chiamare per nome: “Suor Labouré!”
Svegliatami, guardo dalla parte da cui veniva la voce, (…) e vedo un
fanciullino vestito di bianco, dai quattro ai cinque anni, il quale mi dice: “Venite
in cappella, la Madonna vi aspetta”. Mi venne subito il
pensiero: mi sentiranno! Ma quel fanciullino a rispondermi: “State
tranquilla, sono le ventitré e trenta e tutti dormono profondamente. Venite che
vi aspetto”. Vestitami in fretta, mi diressi verso quel fanciullino
(…), o meglio, io seguii lui. (…) Erano accesi i lumi dappertutto dove noi
passavamo, e questo mi sorprendeva molto. Assai più meravigliata, però, rimasi
all’ingresso della cappella, quando l’uscio si aprì, appena il fanciullino
l’ebbe toccato con la punta di un dito. La meraviglia poi crebbe nel vedere
tutte le candele e tutte le torce accese come alla Messa di mezzanotte. Il
fanciullino mi condusse nel presbiterio, accanto alla poltrona del Padre
Direttore, dove io mi misi in ginocchio, (…) giunse il sospirato momento. Il
fanciullino mi avverte dicendo: “Ecco la Madonna, eccola!”. Sento il
rumore come il fruscio di una veste di seta. (…) Fu quello il momento più
dolce della mia vita. Dire tutto ciò che provai mi sarebbe impossibile. “Figlia
mia - mi disse la Madonna - Dio vuole affidarti una missione.
Avrai molto da soffrire, ma soffrirai volentieri, pensando che si tratta della
gloria di Dio. Avrai sempre la sua grazia: manifesta tutto quanto succede in te,
con semplicità e confidenza. Vedrai certe cose, sarai ispirata nelle tue
orazioni: rendine conto a che è incaricato della tua anima”.
Seconda apparizione.
“Il 27 novembre 1830 che era il sabato antecedente la prima domenica di Avvento, alle cinque e mezza del pomeriggio, facendo la meditazione in profondo silenzio, mi parve di sentire dal lato destro della cappella un rumore, come il fruscio di una veste di seta. Avendo volto lo sguardo a quel lato, vidi la Santissima Vergine all’altezza del quadro di San Giuseppe. La sua statura era media, e la sua bellezza tale che mi è impossibile descriverla. Stava in piedi, la sua veste era di seta e di color bianco-aurora, fatta, come si dice, “ a la vierge”, cioè accollata e con le maniche lisce. Dal capo le scendeva un velo bianco fino ai piedi, il viso, era abbastanza scoperto, i piedi poggiavano sopra un globo o meglio sopra un mezzo globo, o almeno io non ne vidi che la metà. Le sue mani, elevate all’altezza della cintura, mantenevano in modo naturale un altro globo più piccolo, che rappresentava l’universo. Ella aveva gli occhi rivolti al cielo, e il suo volto diventò splendente mentre presentava il globo a Nostro Signore. Tutto ad un tratto, le sue dita si ricoprirono di anelli, ornati di pietre preziose, le une più belle delle altre, le une più grosse e le altre più piccole, le quali gettavano raggi luminosi. Mentre io ero intenta a contemplarla, la Santissima Vergine abbassò gli occhi verso di me, e si fece sentire una voce che mi disse: “Questo globo rappresenta tutto il mondo, in particolare la Francia e ogni singola persona…”. Io qui non so ridire ciò che provai e ciò che vidi, la bellezza e lo splendore dei raggi così sfolgoranti!… e la Vergine aggiunse: “Sono il simbolo delle grazie che io spargo sulle persone che me le domandano”, facendomi così comprendere quanto è dolce pregare la Santissima Vergine e quanto Ella è generosa con le persone che la pregano; e quante grazie Ella accorda alle persone che la cercano e quale gioia Ella prova a concederle. In quel momento io ero e non ero… Gioivo. Ed ecco formarsi intorno alla Santissima Vergine un quadro alquanto ovale, sul quale, in alto, a modo di semicerchio, dalla mano destra alla sinistra di Maria si leggevano queste parole, scritte a lettere d’oro: “O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a Voi”. Allora si fece sentire una voce che mi disse: “Fa coniare una medaglia su questo modello: tutte le persone che la porteranno riceveranno grandi grazie; specialmente portandola al collo. Le grazie saranno abbondanti per le persone che la porteranno con fiducia”. All’istante mi parve che il quadro si voltasse e io vidi il rovescio della medaglia. Vi era il monogramma di Maria, ossia la lettera “M” sormontata da una croce e, come base di questa croce, una spessa riga, ossia la lettera “I”, monogramma di Gesù, Jesus. Al di sotto dei due monogrammi, vi erano i Sacri Cuori di Gesù e di Maria, circondato il primo da una corona di spine trafitto il secondo da una spada. Interrogata più tardi, la Labouré, se oltre al globo o, meglio, alla metà del globo, avesse veduto qualche altra cosa sotto i piedi della Vergine, rispose di aver veduto un serpente di color verdastro chiazzato di giallo. Quanto poi alle dodici stelle che circondano il rovescio della medaglia, “è moralmente certo che questa particolarità fu indicata a viva voce dalla Santa, fin dall’epoca delle apparizioni”. Nei manoscritti della Veggente si trova anche questa particolarità, che è di molta importanza. Tra le gemme ve ne erano alcune che non mandavano raggi. Mentre ella se ne stupiva, sentì, la voce di Maria che diceva: ”Le gemme dalle quali non partono raggi sono simbolo delle grazie che si dimentica di chiedermi”. Tra esse la più importante è il dolore dei peccati. La medaglia dell’Immacolata, fu coniata due anni dopo, nel 1832, e fu denominata dal popolo stesso, “Medaglia Miracolosa” per eccellenza, per il gran numero di grazie spirituali e materiali ottenute per intercessione di Maria.
Una
esortazione all'apostolato, scritta proprio da p. Aladel, confessore di Santa
Caterina e primo promotore della coniazione e della diffusione della Medaglia
in tutto il mondo. Le sue parole sentiamo le rivolte ad ognuno di noi:
"Oh,
cresca e si estenda sempre più il culto di Maria concepita senza peccato,
questo culto così dolce, così adatto a far discendere sulla terra le benedizioni
del Cielo! Oh, se noi conoscessimo il dono di Maria, se comprendessimo il suo
grande amore per noi! Portate la Medaglia Miracolosa! Portatela voi bambini, questa cara Medaglia, questo dolce ricordo della più
tenera fra le Madri. Imparate ed amate ripetere la sua breve preghiera: "O
Maria concepita...". Stella del Mattino, Ella sarà felice di guidare i
vostri primi passi e di conservarvi nell'innocenza. Portatela
voi giovani e
ripetete spesso fra i tanti pericoli che vi circondano: "O Maria concepita...".
Vergine senza macchia, Ella vi preserverà da ogni pericolo. Portatela
voi padri e madri
di famiglia e la Madre di Gesù spanderà su di voi e sulle vostre famiglie
abbondanti benedizioni. Portatela
voi, anziani e malati. Soccorso
dei cristiani, Maria accorrerà in vostro aiuto per santificare i vostri
dolori e per consolare i vostri giorni. Portatela voi, anime consacrate a Dio e non
stancatevi di dire: "O
Maria
concepita...". Regina dei vergini e delle vergini, Ella farà germogliare
nel giardino del vostro cuore i fiori e i frutti che devo- no essere le delizie
dello Sposo e formare la vostra corona nel giorno delle nozze dell'Agnello. E
voi pure peccatori
anche se foste piombati nell'abisso delle più grandi miserie, anche se la disperazione
si fosse impadronita dell'anima vostra, levate lo sguardo verso la Stella del
Mare: vi resta la compassione di Maria. Prendete la Medaglia e gridate dal
profondo del vostro cuore: "O Maria concepita...". Rifugio dei
peccatori, Ella vi tirerà fuori dall'abisso nel quale siete caduti e vi
ricondurrà sui sentieri fioriti della giustizia e del bene".
Seminiamo
la Medaglia con fede nella sua origine divina e con fiducia nella sua
miracolosa potenza. Seminiamola con coraggio e con costanza senza rispetto
umano, senza stancarci mai. La Medaglia sia la nostra medicina più efficace, il
nostro regalo preferito, il nostro ricordo e il nostro grazie più sincero,
per tutti.
Una delle prime a ricevere la Medaglia Miracolosa, fu
la stessa Santa Caterina Labouré, la quale, quando l'ebbe tra le mani, la baciò,
e poi disse: "Ora bisogna diffonderla ".
Da queste parole dell'umile Santa, la piccola
Medaglia prese il via, e rapida come una minuscola cometa, fece il giro del
mondo intero. Si pensi che nella sola Francia, nei primi dieci anni, ne vennero
coniate e vendute ben settantaquattro milioni. Perché questa prodigiosa
diffusione? Per la fama di "Miracolosa " che ben presto si meritò dal
popolo.
Grazie e miracoli si moltiplicavano via via operando
conversioni e guarigioni, aiuti e benedizioni per le anime e per i corpi.
Le radici di queste Grazie sono sostanzialmente due:
la Fede e la preghiera. Anzitutto la fede: ci deve essere almeno in colui che
dona la Medaglia, come avvenne per Alfonso Ratisbonne, incredulo, che ricevette
la Medaglia da un uomo pieno di Fede, il barone De Bussières. È chiaro,
infatti, che non è il pezzo di metallo della Medaglia, fosse pure di oro
zecchino, a operare miracoli; ma è la Fede fervida di chi tutto attende
da Colei che il metallo raffigura. Anche il cieco
nato, di cui ci parla il Vangelo (Gv 9,6), non fu il fango che Gesù adoperò
a ottenergli la vista, ma la potenza di Gesù e la fede del cieco.
Dobbiamo avere Fede nella Medaglia in questo senso
avere Fede, cioè che la Madonna con la Sua onnipotenza misericordiosa si
serve di quel minuscolo mezzo per donare le Sue Grazie ai figli che gliele
chiedono.
E qui ricordiamo l'altra radice delle Grazie: la
preghiera. Dagli esempi che abbiamo riferito e che ancora riferiremo appare
evidente che la Medaglia fa centro e opera Grazie quando è accompagnata
dalla preghiera.
San Massimiliano, quando distribuiva le Medaglie
Miracolose agli increduli o a persone che non avrebbero pregato, si metteva lui
a pregare con ardore e fervore di santo. La Medaglia, sia ben chiaro, non è un
magico talismano. No. È uno strumento di Grazia. La Grazia vuole sempre la
cooperazione dell'uomo. L'uomo coopera con la sua fede e la sua preghiera.
Fede e preghiera, quindi, assicurano la fecondità "Miracolosa " della
celebre Medaglia. Possiamo dire, anzi, che la Medaglia non opera mai da sola, ma
esige la cooperazione dell'uomo chiedendo di essere accompagnata dalla Fede e
dalla preghiera almeno di qualcuno o di chi dona la Medaglia o di chi la riceve.
Lo riportiamo da una rivista missionaria. In un
ospedale delle Missioni, a Macao, un povero pagano era stato ormai abbandonato
dal medico: -Più nulla da fare, Sorella. Non passerà la notte. La Suora
Missionaria di Maria contempla l'uomo agonizzante sul letto. Dunque, nulla da
fare per il corpo; ma l'anima? Da tre mesi ch'è ricoverato, l'infelice è
rimasto ostinatamente chiuso e ostile; poco fa ha respinto ancora una volta la
Suora catechista che tentava di far breccia in quell'anima. Una Medaglia della
Madonna, messagli furtivamente sotto il guanciale, era stata da lui rabbiosamente
e ostilmente gettata a terra. Che fare? Sono le 18. Il volto dell'infermo rivela
già qualche sintomo dell'agonia. La Suora, vista sul comodino la Medaglia
respinta, mormora a un'allieva infermiera nella corsia: -Senti: cerca di nascondergli
questa Medaglia, quando aggiusti il letto, tra il lenzuolo e il materasso, senza
che se ne accorga. Ora non resta che pregare, e... aspettare. La Religiosa
sgrana lentamente le Ave Maria della sua corona.
Alle 21 l'agonizzante apre gli occhi, e chiama: -Sorella...
La Religiosa si china su di lui. -Sorella, muoio... Battezzami!...
Tremante dalla commozione la Suora prende un bicchiere d'acqua sul comodino, ne
versa qualche goccia sulla fronte madida, pronunciando le parole che danno la
Grazia e la vita. Il volto del morente si trasforma inesplicabilmente.
L'angoscia che ne increspava i lineamenti
svanisce d'incanto, mentre un lieve sorriso ora è su quelle labbra riarse: -Adesso
non ho più paura di morire -mormora- so dove vado... - Spira con un bacio
al Crocifisso.
La missione affidata dalla Madonna a S. Caterina
Labouré, di diffondere la Medaglia Miracolosa, non riguarda solo S. Caterina,
ma riguarda anche noi. E noi dovremmo sentirci tutti onorati di far nostra
questa stessa missione di Grazia. Quante anime generose si sono mosse con
fervore instancabile per portare ovunque e donare a chiunque questo dono della
Madonna! Pensiamo, anzitutto, a S. Caterina Labouré che si fece distributrice
zelante della Medaglia per più di 40 anni ! Tra i vecchi e gli ammalati, tra i
soldati e i bambini, là dove la Santa passava con il suo angelico sorriso,
donando a ognuno la Medaglina. Persino sul letto di morte, poco prima
dell'agonia, ella preparava ancora pacchetti di Medaglie da distribuire! La sua
fede, speranza e carità, la sua preghiera e il suo candore di vergine
consacrata rendevano tanto più feconda di Grazia ogni Medaglina che ella
distribuiva per sanare, illuminare, aiutare, convertire tanti bisognosi.
Anche S. Teresa...
Un altro esempio gentile e luminoso è quello di
Santa Teresina. Questa cara Santa, fin da fanciulla dovette intuire bene il
valore della Medaglia miracolosa se si industriava davvero molto a distribuirla.
Una volta, in casa sua, riuscì a far prendere la Medaglia a una domestica che
non si comportava bene, facendosi promettere che l'avrebbe portata al collo fino
alla morte. Un'altra volta, sempre a casa, mentre alcuni operai stavano
lavorando, l'angelica Teresina prese delle Medagline e andò a metterle nelle
tasche delle loro giacche appese... Le sante industrie di chi ama! Pensiamo al
S. Curato d'Ars che, quando usciva per il
paese, portava sempre
le tasche gonfie di Medagliette e Crocifissi, e
tornava sempre con le tasche sgonfie... Pensiamo al grande S. Giovanni Bosco che
faceva portare la Medaglia al collo ai suoi ragazzi, e in occasione dello
scoppio del colera assicurò che il colera non avrebbe contagiato nessuno di
quelli che portavano la Medaglia. E fu proprio così. Pensiamo anche a S. Pio X,
al B. Guanella, al B. Orione e a molti altri zelantissimi apostoli, così
attenti a servirsi di ogni mezzo per far conoscere e amare la Madonna. Con tanto affetto si sono interessati di
questa cara Medaglina! Un altro straordinario apostolo, il P. Pio da
Pietralcina, non fu inferiore agli altri nella diffusione delle sante Medagline.
Anzi! Ne teneva in cella e nelle tasche; ne distribuiva ai figli spirituali,
ai penitenti, agli ospiti; le mandava in regalo a gruppi di persone; una volta
ne mandò quindici a una famiglia composta di quindici persone, genitori e
tredici figli. Alla sua morte,
nelle tasche gli trovarono un mucchietto di quelle
Medagline che egli donava con tanto zelo. Tutto serve a chi ama. Vogliamo
farlo anche noi questo piccolo apostolato di amore alla Madonna?
Un modello gigante di apostolo dell'Immacolata e
della Medaglia Miracolosa fu indubbiamente San Massimiliano Maria Kolbe. Egli
potrebbe anche essere chiamato il Santo della Medaglia Miracolosa. Basti
pensare il suo grande movimento mariano a raggio mondiale, la Milizia
dell'Immacolata, contrassegnato dalla Medaglia Miracolosa, che tutti i suoi
membri hanno l'obbligo di portare indosso come distintivo.
"La Medaglia Miracolosa -diceva il Santo- è il
segno esteriore della consacrazione all'Immacolata ".
“Medaglia Miracolosa deve costituire un mezzo di
prim'ordine nella conversione e santificazione degli altri, perché essa ci
ricorda di pregare per chi non ricorre a Maria, non la conosce e la bestemmia
".
Il Santo diceva che le Medaglie Miracolose sono come
i `proiettili ",le "munizioni", le "mine"; esse hanno
un potenziale misterioso, capace di far breccia nei cuori murati, negli animi
ostinati, nelle volontà indurite e incatenate al peccato. Una Medaglina può
essere un raggio laser che brucia, penetra e risana. Può essere un richiamo di
Grazia, una presenza di Grazia, una sorgente di Grazia. In tutti i casi, per
ogni persona, illimitatamente.
Per questo San Massimiliano portava sempre con sé le
Medagline, le dava a chiunque poteva, le collocava dappertutto, sui banchi dei
negozianti, sui treni, sulle navi, nelle sale d'aspetto.
"Bisogna distribuire la Medaglia Miracolosa
ovunque è possibile ai fanciulli..., ai vecchi e, soprattutto, ai giovani,
perché sotto la protezione di Maria abbiano la forza sufficiente per resistere
alle innumerevoli tentazioni e pericoli che oggi li insidiano. Anche coloro che
non entrano mai in Chiesa, che hanno paura della Confessione, si fanno beffe
delle pratiche religiose, ridono delle verità della Fede, sono immersi nel
fango dell'immoralità...: a tutti costoro bisogna assolutamente offrire la
Medaglia dell'Immacolata e sollecitarli perché la portino volentieri, e,
contemporaneamente, pregare con fervore l'Immacolata per la loro conversione
".
Personalmente, San Massimiliano non iniziava nessuna impresa anche materiale senza affidarsi alla Medaglia Miracolosa. Così, quando egli si trovo nella necessità di procurare un terrene più ampio per costruire la Città dell'Immacolata (Niepokalanow), appena adocchiato un terrene adatto, per prima cosa vi butto delle Medagline Miracolose, poi vi portò e collocò une statuetta dell'Immacolata. Per un intoppo imprevisto, sembrò che la cosa naufragasse; ma quasi d'incanto, alla fine, tutto si risolse cor la completa donazione de. terreno a San Massimiliano. Alla scuola di queste Santo mariano dei nostri tempi dobbiamo imparare anche noi muoverci armati di questi `proiettili ". L'Immacolata voglia che noi contribuiamo efficacemente all'attuazione d quella che era una vivissima speranza d San Massimiliano, e cioè che "col tempo non vi sarà un'anima che non indossi la Medaglia Miracolosa ".
La storia che racconto ha dell'incredibile e solo se uno ha Fede può crederci. Sono un'insegnante di scuola elementare, vivo in provincia di Frosinone, sono sposata e curo molto l'educazione religiosa ed umana dei miei figli. Anch'io ho ricevuto una ottima educazione religiosa e adesso comprendo meglio di allora quanto è importante pregare fin da bambini. Ai miei figli parlo molto di Gesù e della Madonna, trasmetto loro non tanto le mie convinzioni, ma ciò che il Signore e sua Madre oggettivamente sono, alla luce del Vangelo e di questi duemila anni di storia cristiana.
I miei alunni mi vogliono molto bene, notano che io
li amo veramente e che i miei rimproveri e le esortazioni vogliono solamente
aiutarli. Tra le diverse pratiche devozionali, sono impegnata a diffondere a
tutti quelli che incontro la Medaglia Miracolosa. Ho una Fede cieca sulla sua
efficacia e potenza. D'altronde, la Madonna lo ha detto nell'apparizione nel
1830 a Santa Caterina Labouré: "Coloro che la porteranno al collo,
riceveranno grandi Grazie". Per l'amore che nutro verso la Madonna e la
convinzione sulla importanza della Medaglia, ogni mese compro 300 Medaglie
Miracolose e le regalo a tutti coloro che incontro.
Un giorno, uscendo da scuola, ho incontrato un
conoscente che non vedevo da anni, un uomo impegnato in politica, di famiglia
anticlericale. Un non credente che condannava sempre la Chiesa e quasi in ogni
occasione trovava pretesti per diffamare i Sacerdoti. Lo ricordo diversi
decenni fa non come una persona buona, aveva un grande culto della sua persona,
si considerava il migliore in tutto. Ma Gesù è venuto ed è morto anche per
lui, anzi, proprio lui Gesù vuole salvare. Era la pecorella smarrita.
Incontrando questo amico, in un istante pensai che
era inutile dare la Medaglia, era sprecata, ma subito dopo pensai dove fosse
finita la mia Fede. Tenevo le Medaglie proprio per i peccatori. Ricordai
l'incredibile conversione dell'ebreo Alfonso Ratisbonne nella Chiesa di Sant'Andrea
delle Fratte a Roma, proprio perché aveva ricevuto la Medaglia e la portava
addosso.
Così, dopo i convenevoli, presi con amore e tanta
Fede la Medaglia da dare al mio amico. Lui guardò la Medaglia, poi guardò me
stupito, come a domandarmi se veramente mi ero ricordata della sua
irreligiosità. Con molto garbo mi disse che non poteva prenderla per il fatto
che non crede a nulla, e la rifiutò. Io tirai fuori le mie convinzioni, la mia
Fede la mostrai tutta davanti, fino al punto di dire: "Anche se tu non
credi in Dio, perché rifiuti l'idea che questo Dio esiste, ti vuole bene e ti
vuole salvare dall'inferno? Come puoi essere certo
che Dio non esiste? Chi te lo ha detto e chi può
affermare questo con certezza? ".
Ascoltando le mie parole, i suoi occhi si
illuminarono, rimase in silenzio, ma rispose che non poteva accettare la
Medaglia. lo insistetti, invitandolo a prenderla `perché la Madonna ti vuole
bene e ti vuole salvare dalla perdizione eterna. Perché ti spaventi di questa
piccola Medaglia? ". Solo a queste parole la prese, senza dire nulla. Ma
era solo per non dispiacermi.
Non lo vidi per un certo tempo, quasi due mesi, prima
che succedesse l'incredibile. Una mattina entro in classe e un bambino mi
invita da parte per dirmi qualcosa. Queste le sue parole: "Maestra,
questa notte ho fatto un sogno. Ho visto un uomo e mi ha detto di dirvi che si
chiama Alberto e che ha ricevuto una Medaglia Miracolosa da lei e che lui subito
non voleva accettarla, ma poi la prese. Tenendo la Medaglia addosso cominciò a
sentire una attrazione per la Medaglia e recitò la preghiera che c'è scritta
(O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a Te). Lui
cominciò a recitare questa preghiera e a dire alla Madonna di pregare per lui.
La settimana scorsa lui è morto e grazie alla Medaglia che aveva avuto da lei,
non è andato all'inferno, ma si è salvato. Grazie alla Medaglia della Madonna.
Mi ha detto di dire tutto questo a lei e che lui la ringrazia e prega dal
Purgatorio per lei ".
Non sapevo se gridare dalla gioia o svenire per terra
per quanto era avvenuto. In un momento pensai a tutti coloro a cui avevo dato la
Medaglia. Dove sono tutti loro? La Madonna li avrà allora salvati tutti! Ero
pentita per non avere fatto un apostolato più forte con la Medaglia Miracolosa.
Ora ne farò di più.
Il bambino non conosceva né il mio amico e né
l'episodio della Medaglia regalata a lui. Veramente la Madonna aveva salvato
il mio amico e con il sogno lo aveva manifestato a me, affinché continuassi a
diffondere questa santa e benedetta Medaglia Miracolosa. Scoprii ancora di più
la potenza della Medaglia Miracolosa e adesso la diffondo con maggiore
convinzione. È il mezzo di Grazie. La Madonna ci dona immense benedizioni e
Grazie per mezzo di questa Medaglia! Diciamolo a tutti! Offriamo a tutti
questa santa e benedetta Medaglia e facciamola portare addosso.
Mio proposito è di comprare ogni mese 75,00 € di Medaglie Miracolose e di diffonderle a tutti coloro che incontro. Perché non lo fanno anche i lettori? Se ne possono diffondere anche meno, poche, l'importante è offrire questa santa Medaglia. Soprattutto, per dare ad ogni familiare, parente, amico, conoscente, collega, a tutti, la Medaglia che allontana il diavolo perché è un mezzo di protezione dal diavolo, perché la Medaglia è benedetta.
È meglio conservare questi pochi soldi in banca o
spenderli in cose inutili, oppure, comprare le Medaglie Miracolose per fare del
bene e ricevere grandi Grazie anche voi dalla Madonna?
Però mi chiedo: basta portare la Medaglia addosso?
Non occorre avere Fede chi la riceve? Il fatto stesso che una persona accetta la
Medaglia è già un consenso verso la Madonna? Come vorrei capire meglio tutto,
ma a me basta avere la convinzione che la Madonna quale Regina di ogni essere
umano, vuole salvare tutti, e coloro che tengono la Medaglia Miracolosa addosso
e prestano Fede verso la Madonna, in un modo o in un altro, la Madre di Dio li
salverà dalla perdizione.
È vero che l'efficacia della Medaglia dipende dalla
nostra Fede, dalla nostra preghiera e dai nostri sacrifici.
Questa è la vittoria di Maria Santissima,
l'anticipo del trionfo del suo Cuore Immacolato.
NOVENA DELLA MEDAGLIA MIRACOLOSA.
O Vergine Immacolata, Madre di Dio e Madre nostra, con la più viva fiducia nella tua potente intercessione, umilmente ti supplichiamo di volerci ottenere le grazie che con questa Novena ti chiediamo. (Breve pausa per chiedere le grazie) O Madonna della Medaglia Miracolosa, che sei apparsa a Santa Caterina Labouré, nell’atteggiamento di Mediatrice del mondo intero e di ogni anima in particolare, noi mettiamo nelle tue mani e affidiamo al nostro cuore le nostre suppliche. Degnati di presentarle al tuo Divin Figlio ed esaudirle, se esse sono conformi, alla Divina Volontà e utili alle anime nostre. E, dopo aver innalzato verso Dio le tue mani supplichevoli, abbassale su di noi e avvolgici coi raggi delle tue grazie, illuminando le nostre menti, purificando i nostri cuori, affinché da Te guidati, raggiungiamo un giorno la beata eternità. Amen. Preghiera finale: Ricordati, o piissima Vergine Maria, che non si è mai sentito dire che alcuno abbia fatto ricorso al Tuo patrocinio, implorato il Tuo aiuto, chiesto la Tua protezione e sia stato abbandonato. Animato da questa fiducia, anch’io ricorro a Te o Madre, Vergine delle Vergini, a Te vengo e, pentito, mi prostro davanti a Te. Non respingere, o Madre del Verbo la mia supplica, ma ascolta benigna ed esaudiscimi. O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a Te.
CORONCINA DELLA MEDAGLIA MIRACOLOSA.
O Vergine Immacolata della Medaglia
Miracolosa, che, mossa a pietà dalle nostre miserie, scendesti dal cielo per
mostrarci quanta cura prendi alle nostre pene e quanto ti adoperi per
allontanare da noi i castighi di Dio e ottenerci le sue grazie, soccorrici in
questa presente nostra necessità e concedici le grazie che ti domandiamo. Ave
Maria. O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a Te. (tre
volte). O Vergine Immacolata, che ci hai fatto dono della tua Medaglia,
quale rimedio a tanti mali spirituali e corporali che ci affliggono, come difesa
delle anime, medicina dei corpi e conforto di tutti i miseri, ecco che noi la
stringiamo riconoscenti sul nostro cuore e ti domandiamo per essa di esaudire la
nostra preghiera. Ave Maria. O Maria concepita senza peccato, prega per noi
che ricorriamo a Te. (tre volte). O Vergine Immacolata, che
hai promesso grandi grazie ai devoti della tua Medaglia, se ti avessero invocato
con la giaculatoria da Te insegnata, noi, pieni di fiducia nella Tua parola,
ricorriamo a Te e Ti domandiamo, per a Tua Immacolata Concezione, la grazia di
cui abbiamo bisogno. Ave Maria. O Maria concepita senza peccato, prega per
noi che ricorriamo a Te. (tre volte).

Dieci anni dopo il grande dono della Medaglia Miracolosa
per mezzo di Sta Caterina Labouré, la SS. Vergine, il 28 gennaio 1840, portava
ad un'altra umile Figlia della Carità lo scapolare del suo Cuore immacolato.
Veramente è detto «scapolare» in modo improprio,
perché non è l'abitino di una confraternita, ma semplicemente l'unione di
due pie immagini, cucite sopra un sol pezzo di panno verde, con un nastrino
dello stesso colore per appuntarlo.
Eccone l'origine.
Suor
Giustina Bisqueyburu (1817-1903)
Nacque in Francia a Mauléon (Bassi Pirenei) l'11 novembre
1817, in una famiglia benestante e fu educata alla pietà e alla nobiltà
d'animo. A 22 anni, però, disse risolutamente addio al mondo e a quanto una
vita agiata le prometteva, per seguire il Signore e servire i poveri tra le
Figlie della Carità di S. Vincenzo De Paoli.
Giunse a Parigi in compagnia del p. Giovanni Aladel,
il prudente direttore di Sta Caterina Labouré e, compiuto il suo noviziato alla
casa-madre, fu applicata alla scuola a Blagny (Senna inferiore).
Passò quindi a Versailles per il servizio degli
ammalati e poi, nel 1855, la troviamo a Costantinopoli con un gruppo di
consorelle, per curare i soldati feriti nella guerra di Crimea.
Nel 1858 l'ubbidienza le affida la direzione del
grande ospedale militare di Dey (Algeri), ufficio che tenne per nove anni.
Richiamata dall'Africa, prestò servizio ai soldati
ammalati e feriti dell'Armata Pontificia a Roma e poi fu trasferita
all'ospedale di Carcassona in Provenza. Dopo 35 anni di abnegazione e di carità
verso i malati, andò a godere la giusta ricompensa in cielo, il 23 settembre
1903.
Le sue ultime parole furono: «Amate la SS. Vergine,
amatela molto. È così bella!», senza fare il minimo cenno alle compagne
circa le rivelazioni di cui la Madonna l'aveva favorita.
Suor Giustina era giunta a Parigi il 27 novembre
1839, troppo tardi per partecipare al grande ritiro che era terminato qualche
giorno prima. Dovette quindi attendere il ritiro di gennaio 1840 per «entrare
in vocazione», come si diceva allora.
Fu nella sala del ritiro, dove campeggiava una bella
statua della Madonna, ricca di storia, che la suora ebbe la prima
manifestazione della Mamma Celeste, il 28 gennaio 1840 (Cfr. Appendice: Nostra
Signora della Missione).
Indossava una lunga veste bianca - raccontò più
tardi la suora -, e un manto celeste senza velo. Aveva i capelli sparsi sulle
spalle e teneva nella mano destra il suo Cuore Immacolato, sormontato da fiamme
simboliche.
L'apparizione si ripeté più volte durante i mesi
del noviziato, senza che la Madonna si esprimesse in alcun modo, tanto che la
veggente interpretò questi favori celesti come un dono personale, al semplice
scopo di aumentare in lei la devozione al Cuore Immacolato di Maria.
L'8 settembre, invece, la SS. Vergine completò il
suo messaggio di misericordia ed espresse il suo volere. Suor Giustina si
trovava già da qualche tempo nella casa di Blagny.
L'atteggiamento di Maria era quello delle altre
manifestazioni con il Cuore Immacolato nella mano destra. Nella mano sinistra,
però, reggeva uno scapolare, o meglio un «medaglione» di panno verde, con
un nastro dello stesso colore. Nella faccia anteriore del medaglione era
raffigurata la Madonna, mentre nella faccia posteriore campeggiava il suo Cuore,
trafitto da una spada, raggiante di luce come se fosse di cristallo e circondato
dalle significative parole: «Cuore Immacolato di Maria, pregate per noi
adesso e nell'ora della nostra morte!».
Era un sol pezzo di stoffa verde di forma
rettangolare e di mediocre grandezza.
Una voce distinta fece capire alla veggente il
desiderio della Madonna: confezionare e diffondere lo scapolare e la
giaculatoria, per ottenere la guarigione degli ammalati e la conversione dei
peccatori, specialmente in punto di morte. In successive manifestazioni simili a
questa, le mani della SS. Vergine si riempirono di raggi splendenti, che piovevano
verso terra, come nelle apparizioni della Medaglia Miracolosa, simbolo delle
grazie che Maria ottiene da Dio per noi. Quando Suor Giustina si decise a
parlare di queste cose e del desiderio della Madonna al p. Aladel, ovviamente
lo trovò molto prudente o addirittura scettico.
Passò del tempo, ma poi finalmente, dopo una prima
approvazione forse soltanto orale, fatta dall'Arcivescovo di Parigi, Mons. Affre,
si cominciò a confezionare lo scapolare e ad usarlo privatamente, ottenendo
conversioni insperate. Nel 1846, il p. Alabel espose alla veggente alcune difficoltà
insorte e la pregò di chiederne la soluzione alla Madonna stessa. In
particolare si desiderava sapere se lo scapolare dovesse essere benedetto con
facoltà e formula speciale, se dovesse essere «imposto» liturgicamente, e
se le persone che lo avessero portato piamente, dovessero fare particolari
pratiche e preghiere quotidiane.
La SS. Vergine, l'8 settembre 1846, rispose con una nuova apparizione a Suor Giustina, suggerendo quanto segue:
1) Non trattandosi di un vero e proprio scapolare, ma
soltanto di una pia immagine, qualsiasi sacerdote può benedirlo.
2) Non deve essere imposto liturgicamente.
3) Nessuna particolare preghiera quotidiana è
richiesta. Basta ripetere con fede la giaculatoria: «Cuore Immacolato di Maria,
pregate per noi adesso e nell'ora della nostra morte!».
4) Nel caso che l'ammalato non possa o non voglia pregare,
chi lo assiste preghi per lui con la giaculatoria, mentre lo scapolare si può
mettere, anche a sua insaputa, sotto il cuscino, tra i suoi abiti, nella sua
cameretta. L'essenziale è di accompagnare l'uso dello scapolare con la
preghiera e con grande amore e fiducia nella intercessione della SS. Vergine.
Le grazie sono commisurate al grado di confidenza.
Quindi non si tratta di una cosa «magica», ma di un
oggetto materiale benedetto, che deve suscitare nel cuore e nella mente
sentimenti di penitenza e di amore per Dio e la Vergine Santa e perciò di
conversione.
Dopo il permesso di Mons. Affre, di cui però non esiste
documento nella curia di Parigi, il Papa Pio IX diede la sua approvazione orale
per due volte ai Procuratori della Congregazione della Missione presso la
Santa Sede (Cfr. lettere del p. G. Guarini del 19/12/1863 e del p. G.B. Borgogno
dello 03/04/1870). In particolare al p. Borgogno il Papa disse: «È una bella
e pia immagine. Dò ogni permesso a questo scapolare. Scrivete a quelle buone
Suore che le autorizzo a confezionare e distribuire questo scapolare».
Tuttavia il Superiore Generale della Congregazione
della Missione e delle Figlie della Carità, il p. Antonio Fiat, richiese
un'approvazione scritta all'Arcivescovo di Cambrai, Mons. Francesco Delamaire,
che porta la data del 13 luglio 1911.
Dopo d'allora le approvazioni furono molte ovunque lo
scapolare fu usato, ma la cosa più importante fu la conferma del Cielo, con i
prodigi di conversione che si moltiplicarono.
Il più noto, come ho già detto nella prefazione,
era avvenuto nel 1859, con la conversione in punto di morte e la confessione
del suo misfatto, dell'assassino di Mons. Affre, Arcivescovo di Parigi. La
storia di questa conversione fu raccontata da Suor Dufés, una della due
Figlie della Carità che assistettero il moribondo fino alla fine. L'assassino
mori dicendo: «È a Maria, rifugio dei peccatori, che devo la mia conversione!».
Suor Dufés gli aveva nascosto lo Scapolare Verde
sotto il cuscino.
Per acquistare lo Scapolare Verde rivolgersi a: COOPERAZIONE VINCENZIANA Via Fassolo, 29 – 16126 Genova Tel.: 010261805 – ccp. 12663191.
LO
SCAPOLARE ROSSO O DELLA PASSIONE E DEI SS. CUORI DI GESU' E DI MARIA
La serie di apparizioni riguardanti lo Scapolare
Verde non era ancora terminata e già il cielo si riapriva sulle Famiglie
Vincenziane, per dar loro un nuovo segno di predilezione e nuovo mezzo per far
trionfare nelle anime la Divina Misericordia del Cuore di Gesù. Il nuovo Dono
Celeste, col suo messaggio di misericordia, doveva essere lo Scapolare della
Passione e dei SS. Cuori di Gesù e di Maria, detto comunemente lo Scapolare
Rosso.
Il dono fu affidato da Gesù stesso ad una Figlia
della Carità, Suor Apollina Andriveau, i126 luglio 1846 e poi in successive
apparizioni.
Nata a Saint-Pourgain (Allier) il 7 maggio 1810, Apollina seguì ben presto il babbo a Parigi, dove ricevette una istruzione sceltissima e compita. Intelligente e laboriosa, imparò varie lingue, divenne scrittrice elegante e coltivò pure con successo la musica e la pittura. Il mondo le offriva un'ottima riuscita. Anche a lei, però, Dio fece sentire la sua voce. A 23 anni, nel 1833, abbandonò tutto per vestire l'umile abito delle Figlie della Carità di S. Vincenzo De Paoli.
Fu applicata al servizio dei poveri, ufficio che
disimpegnò con amore per 38 anni a Troyes. Fu trasferita quindi a Caen, dove
rimase 14 anni, e poi nella casa di cura di Montolieu, ove passò 7 anni in
croce, come Gesù, tra le dure sofferenze della malattia. Morì il 23 febbraio
1895. «Il tabernacolo ed il crocifisso - fu scritto da lei -, erano il
ritrovo di tutti i suoi pensieri. Il suo atteggiamento davanti al Crocifisso
ed all'altare era la predica più eloquente». Fu a quest'anima generosa che Gesù
rivolse il suo messaggio di misericordia, richiamando per suo mezzo gli uomini
al pensiero della sua Passione e delle sue sofferenze troppe volte
dimenticate.
Ecco come Suor Apollina diede relazione al suo confessore e direttore spirituale, dell'apparizione dello Scapolare Rosso: «La sera del 26 luglio (1846), ottava di S. Vincenzo, vidi Nostro Signore sull'altare, un po' a destra, vestito di rosso con un manto azzurro. Teneva nella destra uno Scapolare Rosso, le cui estremità erano sostenute da due nastri dello stesso colore. Su di una faccia era rappresentato Gesù in croce, circondato dagli strumenti della Passione e attorno lessi: Santa Passione di Nostro Signore Gesù Cristo, salvateci!
Sull'altra era impressa l'immagine dei Sacri Cuori di
Gesù e di Maria, l'uno coronato di spine, l'altro trafitto da una spada e, fra
i due Cuori, una croce. Attorno vi erano le parole: Sacri Cuori di Gesù e di
Maria, proteggeteci!
La denominazione dello Scapolare mi sembra che debba
essere: Scapolare della Passione».
Questa apparizione si ripeté diverse volte ed il 14
settembre 1846 Gesù fece sentire a Suor Apollina questa consolante
promessa: «Coloro che porteranno lo Scapolare con amore, riceveranno
ogni venerdì un aumento di fede, speranza e carità».
Quanto all'approvazione canonica, come Gesù aveva
preannunciato alla veggente, non vi furono difficoltà. Lo stesso p. G.B.
Etienne, Superiore Generale della Congregazione della Missione e delle Figlie
della Carità, recatosi a Roma nel mese di giugno del 1847, ne parlò
direttamente al Papa, Pio IX. Il Papa ascoltò attentamente ed il 25 giugno, con
un rescritto autorizzò il nuovo Scapolare, col titolo della Passione e dei
SS. Cuori di Gesù e di Maria. Ai Missionari di S. Vincenzo ed ai Sacerdoti a
cui l'avessero comunicata, veniva riservata la facoltà di benedirlo e di «imporlo»
liturgicamente. Oggi questa riserva non esiste più, ma vedasi l'Appendice II,
in calce a quest'opuscolo.
Suor Apollina scomparve, ma nell'ombra divenne una
fiamma viva di amore per Gesù nel mistero della sua Passione. Sembra che per
tutta la sua vita abbia goduto di particolari favori celesti e di visioni,
assistendo sensibilmente alle varie scene della Passione di Cristo. Una volta le
sembrò perfino di ricevere tra le braccia dalla Vergine Addolorata il corpo
esanime di Gesù, deposto dalla croce.
Dello Scapolare soleva ripetere: «Sono felice che
esso diventi sempre più una delle ricchezze della Congregazione della
Missione».
Lo Scapolare Rosso si diffuse subito rapidamente in
Europa e nel mondo e favorì l'aumento della devozione, specialmente
popolare, alla Passione di Cristo ed ai Sacri Cuori di Gesù e di Maria.
Nelle Famiglie Vincenziane la devozione ai Sacri Cuori
era una costante, perché raffigurati nella Medaglia Miracolosa, nello
Scapolare Verde e in quello Rosso. La devozione alla Passione di Cristo faceva
parte della spiritualità vincenziana fin dal tempo dei Fondatori. Tuttavia il
p. Etienne le diede un nuovo vigoroso impulso.
Nel 1853 egli pubblicò un «Manuale» sullo
Scapolare Rosso e sulla Passione di Cristo, piccolo di formato, ma di molte
pagine (410) e di grande importanza.
Dopo una informazione sull'origine dello Scapolare,
erano raccolte in esso 30 meditazioni sulla Passione di Cristo per il mese di
giugno, dedicato alla devozione al Preziosissimo Sangue di Gesù, seguite da
una novena di altre meditazioni sulla Croce e sulla Vergine Addolorata.
Il volumetto riportava, in calce, tutti i rescritti
in latino dell'approvazione dello Scapolare e delle indulgenze ottenute dal
Papa Pio IX, fino al 1853.
In quel medesimo anno il p. G.B. Etienne inaugurava
alla casa-madre dei Vincenziani a Parigi, in occasione della festa della
esaltazione della Santa Croce, una nuova cappella dedicata alla Passione.
Qualche anno più tardi, con una circolare, raccomandava che in ogni chiesa dei
Missionari vi fosse un altare particolarmente dedicato alla Passione di Cristo e
che di essa si parlasse in tutte le missioni ed esercizi spirituali.
Mancava solo una cosa alla realizzazione dei desideri
di Suor Apollina: che il rifiorire della devozione alla Passione di Cristo
fosse perpetuata da qualche pia associazione o comunità, che germogliasse sulle
radici della Famiglia Vincenziana.
Il suo desiderio si compì in vari modi ed anzitutto
con la fondazione della Confraternita della Santa Agonia di Gesù nell'Orto
del Getsemani, nel 1861, per opera del Vincenziano p. Antonio Ippolito Nicolle.
Il medesimo Missionario fondava, nel 1864, le Suore della Santa Agonia,
particolarmente devote a Gesù Agonizzante.
L'anno seguente, a Torino, il Servo di Dio, p. Marcantonio
Durando, fondava un'altra famiglia religiosa, le Suore Nazarene della Passione,
la cui spiritualità è tutta permeata dal pensiero della Passione di Cristo e
in essa affonda le sue radici.
Queste fondazioni non sono le sole, ma bastano per
far capire che le manifestazioni di Gesù a Suor Apollina e il dono dello
Scapolare Rosso avevano un ben più vasto intento nelle Famiglie Víncenziane e
nella Chiesa ed il loro messaggio di misericordia era diretto a tutti gli
uomini.
APPENDICE I
La statua di Nostra Signora della Missione sembra che
risalga al 1320. È di pietra e misura in altezza m. 1,20. Un'aureola di
capelli ondulati, sui quali si abbandona un velo trattenuto da una corona,
circonda la sua fronte, completamente scoperta.
Sul braccio sinistro le si adagia il Bambino Gesù,
che con la manina accarezza graziosamente il mento della Mamma, mentre la
Vergine, trastullandosi con un suo piedino, teneramente sorride.
Statue del medesimo stile e della stessa età si
conservano al museo del Louvre. La sua origine sarebbe addirittura anteriore a
quella di Notre-Dame di Parigi.
La statua rimase per tre secoli in via S. Dionigi,
sul culmine della celebre porta di Filippo Augusto. Quando la porta fu demolita,
la statua trovò posto in una nicchia di una casa vicina. Poi qualcuno pensò
che sarebbe stata meglio custodita dalle Suore che portavano la marmitta della
minestra ai malati e stavano lì vicino.
Così le Figlie della Carità aprirono le porte della
loro casa-madre alla statua della SS. Vergine, che fu collocata nel cortile.
Questo «ingresso» sembra risalire a quando S. Vincenzo e Sta Luisa de
Marillac erano già morti da 21 anni, cioè al 1681.
Tuttavia, dalla prima casa-madre, la statua seguì le
Figlie della Carità nelle tre successive case-madri, confermando il suo
titolo di Regina delle Famiglie Vincenziane e meritando anche quello di Nostra
Signora della Missione.
1) Scapolare Verde:
qualsiasi sacerdote può benedirlo, essendo soltanto
una pia immagine.
2) Scapolare Rosso:
a) La benedizione dello Scapolare Rosso non è più
«riservata» ai Preti della Missione. Il principio che le «riserve» rimaste
sono pochissime e riservate solo ai Vescovi, vale anche per lo Scapolare
Rosso.
Persino la benedizione delle stazioni della Via
Crucis non è più riservata.
b) La imposizione liturgica dello Scapolare Rosso non
è più «riservata». La imposizione di uno scapolare permane solo quando è
condizione per entrare a far parte di una Associazione o Confraternita, la
quale preveda questo rito.
Lo Scapolare Rosso non è insegna di alcuna Associazione,
nemmeno della Santa Agonia, anche se questa Associazione lo ha scelto come
emblema.
Per entrare quindi a far parte dell'Arciconfraternita
della S. Agonia non è necessaria la imposizione dello Scapolare Rosso.
La cerimonia si può fare, ma non è più «riservata».
c) Lo Scapolare Rosso, come gli altri Scapolari, può
essere sostituito da un'unica medaglia scapolare, debitamente benedetta, che
abbia da una parte il S. Cuore e dall'altra una qualsiasi Madonna. La medaglia
scapolare è più pratica per portarla al collo o sulla propria persona.
Infine non è richiesta alcuna iscrizione.
Non vi sono obblighi particolari. È consigliata una
breve meditazione sulla Passione di Cristo specialmente al venerdì e la
ripetizione delle giaculatorie scritte sullo Scapolare.
Per chi volesse benedire e imporre lo Scapolare
Rosso, riportiamo la formula del Rituale Romanum (ediz. 1941 o altre edizioni
posteriori, ma sempre latine) al n° 6 delle Benedictiones Propriae, e ne
diamo anche una versione non ufficiale.
BENEDICTO ED IMPOSITIO SCAPULARIS RUBRI PASSIONIS ET
SACRATISSIMI CORDIS D.N J.C. ATQUE CORDIS AMANTISSIMI ET COMPATIENTIS B.
MARIAE VIRG. IMMACULATAE
Propria Congregationis Missionis
Genuflexo eo, qui suscepturus est Scapulare, Sacerdos,
superpelliceo et stola rubra indutus, dicit:
V Adjutorium nostrum in nomine Domini. R Qui fecit caelum et terram.
V Dominus vobiscum. R Et
cum spiritu tuo. Oremus
Domine Jesu Christe, qui
tegumen nostrae mortalitatis induere dignatus, temetipsum exinanivisti, forma
servi accipiens, et factus obediens usque ad mortem Crucis: tuae largitatis
clementiam humiliter imploramus, ut hoc genus vestimenti, quod in honorem et
memoriam dolorosissimae Passionis tuae, tuique sacratissimi Cordis, necnon et
Cordis
amantissimi ac
compatientis immaculatae Matris tuae institutum fuit, atque illo induti haec
mysteria devotius recolant, benedicere digneris; ut hic famulus qui (haec famula
tua, quae) ipsum gestaverit, te quoque, per tua merita et intercessionem
beatissimae Virginis Mariae, induere mereatur: Qui vivis et regnas in sacecula
saeculorum. R. Amen.
Mox Sacerdos sacrum
Scapulare aqua benedccta aspergit, et illud imponit, dicens:
Accipe, carissime frater
(carissima soror), hunc habitum benedictum, ut veterem hominem exutus (-a)
novumque indutus (-a) ipsum digne perferas, et ad vitam pervenias sempiternam.
Per Christum
Dominum nostrum. R. Amen. Deinde subjungit.
Et ego, ex facultate mihi
concessa, recipio te (vos) ad partecipationem omnium bonorum spiritualium, quae
per Sanctae Sedis Apostolicae privilegium huic sancto scapulari, in gratiam
Congregationis Missionis, concessa sunt.
In nomine Patris, et
Filii, et Spiritus Sancti. R. Amen. Denique dicitur trina vice versiculus sequens:
Te ergo quaesumus, tuis famulis subveni, quos pretioso
sanguine redemisti.
Il nostro aiuto è nel nome del Signore.
Egli ha fatto il cielo e la terra.
Il Signore sia con voi.
E con il tuo spirito.
Signore Gesù Cristo, che hai rivestito la nostra
carne mortale, umiliandoti, prendendo la forma di servo e divenendo obbediente
fino alla morte di Croce: noi imploriamo umilmente la tua grande misericordia,
affinché tu voglia benedire questo abitino, approvato in onore e ricordo
della tua dolorosissima Passione, del tuo sacratissimo Cuore e del Cuore amabile
e addolorato di Maria Immacolata, affinché quelli che lo porteranno possano
meditare più devotamente questi misteri, e affinché questo tuo servo (o tua
serva) che lo porterà, possa rivestirsi anche di Te, per i tuoi meriti e per
l'intercessione della beatissima Vergine Maria. Tu che vivi e regni nei secoli
dei secoli. R. Amen.
Il Sacerdote asperge con acqua benedetta lo Scapolare
e lo impone, dicendo:
Ricevi, carissimo fratello (o carissima sorella),
questo abitino benedetto, affinché, svestito/a dell'uomo vecchio e rivestito/a
del nuovo, tu lo possa portare degnamente
e giungere alla vita eterna. Per Cristo N. Signore.
R. Amen. Poi il Sacerdote aggiunge:
Ed io, per la facoltà a me conferita, faccio
partecipe te (o voi) di tutti i beni spirituali, che per privilegio della Santa
Sede Apostolica sono stati concessi a questo santo scapolare, in favore della
Congregazione della Missione.
Nel nome del Padre, del Figlio, e dello Spirito
Santo. R. Amen.
Infine si ripete per tre volte il seguente versetto:
Ti preghiamo, o Signore, soccorri i tuoi servi che
hai riscattato col tuo prezioso sangue!
LA
MEDAGLIA DEI CONSACRATI ALLA MADONNA
E’ un dono d’amore di Maria S.S. a tutti i
consacrati al suo Cuore Immacolato, che vivono gli impegni di tale
consacrazione, ma è anche un richiamo per tanti suoi figli che non
corrispondono al suo amore. Lo strumento utilizzato da Maria, per far conoscere
al mondo la sua medaglia, è Suor Chiara Scarabelli (1912- 1994) umile clarissa
di clausura, che visse completamente immersa nell’ amore di Dio e delle anime;
la sua vita è stata un esempio luminoso di filiale abbandono alla SS.Vergine.
La prima apparizione è avvenuta la notte tra il 15 e
16 maggio del 1950, mentre suor Chiara era in cappella per l’adorazione
notturna; ad un tratto vede dalla parte destra dell’altare una grande luce.
Ecco come lei stessa ha descritto l’apparizione: “Vidi scendere dall'alto
una bellissima Signora, di una bellezza che non trovo parole per esprimere.
Era vestita tutta di bianco, coperta con un velo, anch'esso bianco che
scendeva fino ai piedi, tutto ornato d'oro. Ai fianchi aveva, come cintura, un
nastro azzurro. Teneva la mano sinistra all'altezza del nastro, o meglio, poco
sopra, ed in essa il cuore. Attorno ad esso, simile a un cerchio, c'era una
corona di grosse spine, tre delle quali lo penetravano. Una spada trapassava il
cuore dalla parte sinistra…Vedendomi timorosa, incerta, mi disse sorridendo:
- Non temere, piccola mia, sono la tua Mamma, la Regina del cielo e della
terra. Vengo a te per chiederti un favore: ho bisogno di te! …Vedi
queste spine che mi trafiggono il cuore? Sono i peccati di tanti miei figli che
non mi amano e offendono il Signore. Vengo per richiamarli alla conversione,
alla penitenza, e per dare loro un dono del mio Cuore, affinché comprendano
quanto io li ami, nonostante i loro peccati. Li aspetto per portarli al Cuore di
Cristo e per consolare Gesù per i numerosi peccati che commettono tante sue
creature. La sua misericordia è infinita. Egli aspetta con tenerezza che tutti
tornino al suo Cuore. Ha affidato al mio Cuore Immacolato la salvezza
dell'umanità…Sono il rifugio dei peccatori. Venite, venite tutti al mio
Cuore e troverete la pace che tanto cercate! … lo so che mi ami ed è per
questo che ti chiedo se accetti di cooperare con me nel dare un dono d'amore a
tutti i miei figli, i beniamini del mio cuore, che amo, e dai quali sono amata,
ma che sarà un richiamo anche per quelli che non mi amano! Il mio Cuore li
attende tutti per portarli a Gesù, al Padre…”
La
seconda apparizione avviene durante l’adorazione notturna del 7 ottobre 1950,
così la suora descrive l apparizione: “Ecco apparire la bella Signora che mi
aveva parlato il 15 maggio. . Aveva il medesimo aspetto, era vestita allo stesso
modo, portava il cuore nella mano sinistra, nella destra la corona del rosario
con dei grani d'oro ed una croce che scendeva giù, fino a circa dieci
centimetri dai piedini bianchi, candidi. Tutto attorno alla sua persona, come in
cerchio, c'era scritto a caratteri d'oro: "Madre mia, fiducia e
speranza, in Te mi affido e abbandono". Mi guardava con una tenerezza
ed un sorriso che non trovo parole per esprimere.Mi disse: - Piccola mia,
sono venuta per affidarti una missione! Ho bisogno di te per dare un dono a quei
miei cari figli che sono la gioia del mio cuore, perché mi amano e vivono in
pratica la consacrazione fatta al mio Cuore Immacolato che avevo chiesto a
Fatima, per volontà di Gesù. Desidero dare loro un segno, un dono, per
mostrare loro la riconoscenza del mio Cuore di Mamma. Esso sarà anche un
richiamo per tanti miei figli che amo con tenerezza, ma che non corrispondono al
mio amore. Io dico loro: "Figliolini miei, venite, venite al mio cuore, vi
aspetto per portarvi a Gesù che vi ama! Solo in Lui troverete la pace, la gioia
e la felicità che tanto cercate!". E vi dico ancora: "Pregate,
amatevi come figli di Dio, da veri fratelli, amatevi come vi ama la vostra Mamma
e come vi ama Gesù!". Egli ha affidato al mio Cuore Immacolato la missione
di chiamare tutti i miei figli alla conversione, alla preghiera, alla penitenza:
pregate, pregate! Se non pregate non potete convertirvi. Amatevi tra voi come
vi amo io. Lo dico con dolore: tanti, tanti non pregano, non amano. Piccola mia,
ti affido la missione di far coniare una medaglia che mi ritrae come mi vedi:
è un dono d'amore del mio Cuore Immacolato. Ecco, guarda il rovescio della
medaglia.

Allora vidi comparire, di fianco a Lei, il suo Cuore
e quello di Gesù strettamente uniti, direi quasi legati, da una corona di
spine; il Cuore di Gesù era sormontato da una piccola croce e quello della
Mamma trapassato da una spada. Sotto i due Cuori c'erano una A ed una M
intrecciate, a significare: Ave Maria. Entrambi i Cuori erano circondati da
fiamme, simbolo dell'amore di cui ardono per la salvezza di tutte le anime.
Tutto intorno c'era scritto a caratteri d'oro: "Gesù, Maria vi amo,
salvate tutte le anime". Dopo avermi mostrato il rovescio della
medaglia, la Mamma disse: -“ Cari figli miei, vi esorto a recitare spesso e
col cuore l'invocazione: “Gesù, Maria vi amo, salvate tutte le anime”.
Sarà come una carezza che consola il Cuore di Gesù e il mio Cuore Immacolato.
L'invocazione, se recitata con fede e col cuore, riparerà ogni volta
tante bestemmie. Ogni atto d'amore salverà un'anima. L'amore vi aiuti a
valorizzare al massimo ogni istante della vostra vita terrena. Più forte sarà
l'amore, più la vostra vita sarà feconda. Amatevi, amatevi, cercate le cose di
lassù! Quaggiù tutto passa: solo l'amore resta in eterno! Sarete giudicati
sull'amore. Anzi, per chi veramente ama, non ci sarà giudizio: solo un
abbraccio del Padre buono col figlio che è vissuto solo per amore e nell'amore!
Ascoltate la vostra Mamma! Vi parlo, vi esorto perché vi amo e vi voglio felici
in eterno lassù, lassù in Paradiso! Voglio portarvi a Gesù ed al Padre che vi
attende tutti!
PROMETTO A TUTTI
COLORO CHE PORTERANNO CON SÉ QUESTO DONO DEL MIO CUORE IMMACOLATO,
TESTIMONIANDO LA LORO CONSACRAZIONE, DI BENEDIRLI, DI CONDURLI PER MANO, DI
PORTARLI NEL MIO CUORE COME FIGLI PREDILETTI PER PRESENTARLI A GESÙ. LI
ASSISTERO’ NEL MOMENTO DELLA MORTE AFFINCHÉ IL NEMICO, SATANA, NON POSSA
LORO NUOCERE E SARANNO LASSÙ, CON ME, IN PARADISO, DOVE GESÙ DARÀ LORO IL
PREMIO ETERNO.
Quando Suor Chiara consegnò la richiesta della
Vergine al Padre confessore, egli s i mostrava perplesso per via che c’era già
un’altra medaglia richiesta e coniata per volere dalla Madonna, la Medaglia
Miracolosa.
La Vergine SS. stessa darà la spiegazione a suor
Chiara : (…) Questo è un dono che il
mio Cuore di Mamma vuole dare a tutti i miei figli; è anche un richiamo. Un
dono d'amore per tanti miei figli che mi amano veramente e vivono in pratica la
consacrazione al mio Cuore Immacolato che la Chiesa ha fatto di tutta l'umanità
per volontà del Signore, a questi sono riconoscente, li tengo al riparo sotto
la mia protezione, li assisto, li conduco per mano, sono la Mia consolazione. È
poi un richiamo amoroso per tanti, tanti miei figli e dico loro:- Figli miei
carissimi, non basta fare a parole l'atto di consacrazione al mio Cuore, ma
occorre viverla nella vita pratica di ogni giorno, che significa imitare la
vostra Mamma nel suo amore verso Dio, con fede e carità verso tutti i fratelli.
Tante creature hanno dimenticato il comandamento di Gesù: «amatevi come io ho
amato voi». E io vi supplico: amatevi come vi ama la vostra Mamma che vuole
portarvi tutti al Cuore di Gesù. Siete miei cari figli, desidero condurvi tutti
alla salvezza, alla gloria eterna. Il Figlio mio ha affidato al mio Cuore la
missione di richiamare tutte le creature alla conversione, all'amore, alla
preghiera e penitenza allo scopo di prepararle al trionfo del mio Cuore come
avevo promesso a Fatima, per l'avvento del Regno di Gesù. Miei cari figli, non
offendete più il Signore che è già tanto offeso, ma amatelo, riparate. Siete
tutti fratelli, figli del Padre celeste, amatevi, amatevi a vicenda, state in
pace con tutti. Pace, pace, amore. Vi invito alla preghiera, pregate, pregate.
Si prega troppo poco da tanti, pregate col cuore. Solo la preghiera con l'amore
può vincere satana. Il mio nemico lavora per perdere le anime e trova tanti
collaboratori; non permettete che vi seduca. Ha un esercito molto forte, vuole
portarvi alla perdizione. Preghiera, fiducia, abbandono in Dio e nel mio Cuore.
Figlioli miei, vi amo e per questo vengo a indicarvi la via dell'amore, della
pace e della salvezza. Ascoltate la vostra Mamma, lasciatevi condurre per mano.
Vi chiedo di offrire la vostra preghiera per coloro che sono sotto il dominio di
satana perché si salvino. Dio ha creato tutte le creature per il Paradiso.
Testimoniate la fede con la vostra vita da veri figli di Dio, sacrificatevi
per la salvezza dei peccatori. Vi ringrazio di tutto quello che farete per i
fratelli lontani da Dio che rifiutano il suo amore: io sono con voi. In Cielo
riceverete dal Padre il premio che vi è promesso. Miei cari figlioli, non
abbiate paura di professare la vostra fede. Se pregate, satana non può nuocervi
perché siete figli di Dio, che vi guarda con amore. Pregate, pregate, amatevi!
Se il Rosario sarà sempre nelle vostre mani, sarà un segno per il demonio che
appartenete a me. Non stancatevi di pregare col Rosario; sarà un'arma
potente per salvare l'umanità. Ascoltate la vostra Mamma che vi supplica:
convertitevi, non offendete più il Signore. Tanti miei figli hanno perduto il
senso del peccato, feriscono il mio Cuore. Ora è il tempo di convertirsi.
Aiutatevi, vivete in pace da buoni fratelli in attesa del Signore che viene.
Ascoltate il mio figlio prediletto, il beniamino del mio Cuore, il S. Padre, io
stessa l'ho preparato per la sua missione, in questo momento. Amatelo, non
amareggiate il suo cuore di Pastore, di Padre. A voi della Comunità cristiana
affido il compito di farvi testimoni di fronte al mondo annunciando questa
attesa del Signore. Vivete insieme con la vostra Mamma questo tempo, lasciatevi
condurre, io guiderò i vostri passi incontro al Signore, rifugiatevi nel mio
Cuore Immacolato. Figlioli miei, lasciatevi amare dal Signore, non rifiutate il
suo amore. Vivete la vostra consacrazione, siate pronti per il trionfo del suo
Regno -".
Solo quarant’anni dopo si riesce a coniare la prima
medaglia, appena Suor Chiara la riceve, Maria stessa le si manifesta e le da un
ultimo messaggio rivolto a tutti i suoi figli:
“Benedico
questa medaglia, dono del mio Cuore, benedico tutti coloro che la porteranno
addosso, sarò loro giuda, sostegno, conforto in vita, e nel momento della loro
morte io stessa verrò a prenderli per presentarli a Gesù come fiori olezzanti,
cresciuti nel mio Cuore Immacolato. Il Signore vuole che il mio Cuore sia più
conosciuto, amato, invocato. (...) Figliolini miei, venite al Cuore della vostra
Mamma che vi ama, vi aspetta per donarvi a Gesù. Il mio Cuore è la via più
breve e più sicura per andare a Lui, e Lui, Gesù, è la via per andare al
Padre. Siete tutti prediletti e amati dal Padre celeste che vi aspetta con le
braccia aperte per donarvi il suo Regno e farvi felici in eterno. Siate
strumenti docili nelle mani della vostra Mamma per salvare tutti i poveri
peccatori che offendono il Cuore di Cristo e il mio Cuore Immacolato, però li
voglio salvare. Gesù ha affidato al mio Cuore la missione di richiamare tutta
l'umanità alla conversione, preghiera, amore, pace, penitenza... È tanto
tempo che vengo in mezzo a voi e vi parlo, vi esorto in nome di Cristo... ma
quanti sono ancora quelli che non mi ascoltano?... Figliolini miei, pregate,
pregate per i poveri peccatori! Quanti negano Dio!... Pretendono di fare un
mondo migliore senza Dio! Voi, miei prediletti, formate un forte esercito, così
uniti pregate... Pregate, solo la preghiera può salvare le anime. Dite spesso: Sacro Cuore di Gesù,
venga il tuo Regno, venga per mezzo
del Cuore Immacolato di Maria. Vedete come il Cuore di Gesù e il mio
sono intimamente uniti da fare un Cuore solo. Sì, io e Gesù siamo una cosa
sola, i peccati che feriscono il suo Cuore, feriscono anche il mio. Quante spine
per i peccati di tanti miei figli... ne sento tutto il dolore, ma voglio
salvarli a qualunque costo. Miei cari figliolini, aiutate la vostra Mamma a
salvare i vostri fratelli, sono tutti figli cari al mio Cuore anche se non mi
amano. Pregate, fate violenza al Cuore della Trinità perché nessuno vada
perduto. Cristo è morto per tutti! Amate il S. Padre, il dolce Cristo in terra,
il beniamino del mio Cuore. Ascoltatelo, state uniti a lui, sostenetelo con la
preghiera, siate pronti a difenderlo, ha dei nemici che ostacolano l'opera
sua, mentre avrebbero il dovere di collaborare con lui affinché venga il Regno
di Cristo... Pregate, pregate in modo particolare con la preghiera del cuore,
nell'intimità con Dio, con Cristo, lasciate posto allo Spirito Santo che prega
in voi e per voi. Pregate con il rosario, tenetelo stretto perché ha la forza
per disarmare satana che lavora senza tregua per perdere le anime e trova tanti
collaboratori. Solo la preghiera è potente, non stancatevi di pregare il mio
Cuore Immacolato. Gesù ha affidato alla sua Mamma il potere di vincere il
nemico che è satana e i suoi seguaci. Lui, il nemico, lavora per perdere le
anime, io lavoro per salvarle e portarle tutte in cielo dove Gesù ha preparato
un posto per tutti. Figliolini miei, chiedo la vostra collaborazione, aiutate la
vostra Mamma, siate miei testimoni, testimoniate Cristo con la vostra vita.
Amatevi, amatevi, state in pace con tutti, non abbiate paura, io sono con voi,
confidate nel mio aiuto e vedrete che, nonostante la rabbia e gli sforzi del
demonio, infine il mio Cuore trionferà, è volontà di Gesù! Figliolini miei,
non temete, venite al mio Cuore, io vi accolgo tutti: solo qui, nel mio Cuore,
siete al sicuro, vi difenderò come ho difeso il mio Gesù dalla perfidia di
Erode che lo voleva uccidere... Vi
ripeto, state uniti nell'amore vicendevole e sarete vittoriosi. Vi assicuro
che la vittoria sarà di Cristo e della vostra Mamma... La misericordia di Dio
è infinita, è sempre pronto ad accogliere il peccatore pentito; anzi, la sua
gioia è nel perdonare, e fa grande festa quando un peccatore torna pentito al
Suo Cuore. Però, guai a coloro che rifiutano e insultano la sua
misericordia!... Solo l'amore vincerà l'odio!... Desidero che questo mio
invito sia manifestato ai miei figli, affinché vengano tutti a rifugiarsi nel
mio Cuore per superare la prova...”
Per informazioni, per richiedere medaglie,
immaginette o libretti, o per segnalare grazie ricevute rivolgersi a:
Mons. Luigi Molinari viale Castagnetti 18,
29010 Pianello V.T. -PC- tel
0523 99 8180
Comitato Suor Chiara Scarabelli
via Mameli 8
35020 Ponte S. Nicolò -PD- tel
049 718216
Per saperne di più sulla Medaglia dei Consacrati e
sul suo messaggio leggi il libro :
Un Dono per i consacrati al Mio Cuore Immacolato nella sezione libri di questo sito.
Prossimamente pubblicheremo la biografia e gli
scritti della angelica figura di Suor Chiara Scarabelli .
L'ultimo giorno dell'anno 2002 mi chiama al telefono
Giampaolo, un giovane di Rovito, in provincia di Cosenza. Ha avuto tra le mani
il nostro volume "Sr.M.Chiara
Scarabelli, Icona purissima della Vergine Maria ” ed è rimasto affascinato
dalla figura della contemplativa. Mi chiede di spedirgli una copia del libro.
Gli potrà servire nel guidare il Gruppo di preghiera composto da circa 80
aderenti, da lui stesso, solo diciottenne, fondato e diretto.
Mi confida che presto inizierà la Peregrinano Mariae
decisa dal suo Gruppo, e mi chiede una statuetta delta Madonna. Lodo
l'iniziativa e prometto la statuetta, che subito gli spedisco. E mi permetto di
dargli alcuni suggerimenti. E cioè: in occasione della "Peregrinatio
Mariae" sarebbe molto bello che la famiglia, visitata dalla Madonna, si
consacrasse al Suo Cuore Immacolato. Ma sarebbe pure molto bello proporre tale
Consacrazione ai singoli aderenti al Gruppo.
Perchè, poi, tale gesto fosse compiuto con la
necessaria consapevolezza, doveva essere preceduto da opportuna preparazione,
che poteva consistere in un Triduo di preghiera, con la recita del S. Rosario, e
la riflessione sulle quattro apparizioni fatte dalla Vergine a Suor Maria
Chiara, per chiederle di far coniare la Medaglia che noi; appunto, chiamiamo
"dei Consacrati".
A coloro che faranno fatto la Consacrazione, verrà
imposta la Medaglia, dono della Vergine Maria, che testimonierà e ricorderà
l'avvenuta Consacrazione, e sarà pure di aiuto a viverla nelle contingenze di
ogni giorno.
Finalmente, ai consacrati sarà pure consegnata la pagellina che porta la "Coroncina dei Consacrati", composta con le invocazioni che la Vergine volle scolpite sulla Sua Medaglia. Ripetere quelle preghiere sarà come rinnovare, ogni volta, la propria Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria il bravo giovane ha accettato tutti i miei suggerimenti, li ha proposti al Gruppo e sono stati tradotti in pratica, con esito pienamente soddisfacente.
Nelle lettere con le quali mi ha tenuto informato,
Giampaolo usa espressioni dalle quali trasuda la sua gioia e il suo
entusiasmo. Mi piace riportarne alcune perchè (come è accaduto a me) la sua
gioia e il suo entusiasmo passino al lettore.
"La Peregrinatio Mariae va avanti. portando con
sé grazie e benedizioni... In preparazione della grande festa della
Consacrazione. nella nostra Parrocchia stiamo vivendo giorni di grande
spiritualità e di tanta grazia di Dio e la Chíesa ogni giorno è stracolma di
anime" (14 gennaio 2003).
"La Peregrinatio Mariae continua sempre il suo
bel cammino nelle famiglie e le famiglie sono contente di ricevere la visita
della Madonna nelle loro case. Vedeste solamente che belli altari preparano con
tanta devozione e quanta gente partecipa alla preghiera del S.Rosario..."
(20 gennaio 2003).
"Le attività del nostro Gruppo, per grazia di
Dio, continuano a gonfie vele; molta gente, che ha saputo che la Madonna rimane
a Cosenza, si prenota per riceverla in casa propria e invita amici e parenti per
momenti di preghiera e di condivisione fraterna" (22 febbraio 2003).
"Le famiglie sono contente di ricevere la
Madonna nelle proprie case e di consacrarsi al Suo Cuore Immacolato. Stanno
anche avvenendo delle grazie e dei miracoli" (4 marzo 2003).
"Un esempio da imitare" quanto è accaduto
a Rovito di Cosenza! Da parte di chi? Penso soprattutto dagli amici di Suor
M.Chiara. che tanto si sono impegnati a diffondere libri, opuscoli. medaglie,
pagelline Cioè il materiale religioso relativo al messaggio della santa
Religiosa. Facciano quanto ha operato il giovane Giampaolo e saremo
gratificati dagli stessi confortevoli risultati.
Ci scrive A. L. estimatore di Suor M Chiara.
“Ho deciso di scrivere questa lettera per
testimoniare l'efficacia d un dono della Madonna: una piccola, ma grandissima
cosa, una Medaglia.
Circa quattro anni fa, mi recai alla chiesa di San
Francesco, a Mantova, per far benedire una "Medaglia Miracolosa°', quella
di Santa Caterina Labouré.
A quel tempo, stavo attraversando un periodo
difficile. Contro voglia avevo cambiato abitazione e m'ero trasferito in una
casa vicina a quella dei miei suoceri i quali avrebbero, così, potuto
accudire i miei due bambini e dare a me e a mia moglie la possibilità di lavorare
entrambi fuori casa.
Il frate Carmelìtano, al quale mi rivolsi, non solo
benedì la Medaglia che io gli presentai, ma me ne regalò un'altra, chiamata
la "Medaglia dei Consacrati". L'accolsi senza troppo entusiasmo.
Giunto a casa, non me la misi al collo, ma la posi in
un cassetto. Non le diedi importanza. Al collo portavo quella della Labouré e
mi bastava.
La mia salute era scossa. Soffrivo di una forma
depressiva. Pregavo per ottenere la guarigione, ma stavo sempre più male. Mi
recai da uno specialista. Arrivai proprio a toccare il fondo!
Un giorno, aperto, come per caso, un cassetto, mi
trovai tra le mani un libricino con appesa, la "Medaglia dei
Consacrati". Me la misi, recitai la preghiera e mi consacrai alla Madonna,
sperando di migliorare.
Subito ripresi certe abitudini sportive, tipo
bicicletta, sollevamento pesi, pesca. Mi sentivo aiutato in ogni modo,
sopratutto sparivano certe manifestazioni depressive. Ero, in qualche maniera,
rinato ad una nuova vita.
A questo punto decisi di far indossare la Medaglia
anche ad uno dei miei due bambini, quello più "terribile", Andrea: un
bambino dal temperamento forte e ribelle, dall'energia Super. Andrea si era
fatta la nomea, sia a scuola che nel paese, di un bambino esuberante, litioso,
aggressivo.
Mi accorsi che quando indossava la Medaglia, a scuola
era bravo e corretto, mentre, quando non la metteva, tornava da scuola con note
e con sospensioni. Con il suo comportamento Andrea era giunto al punto di
compromettere la sua promozione. Per fortuna ora porta al collo la Medaglia e
spero che la Madonna lo aiuti ancora. Un'ultima esperienza positiva. Ho regalato
ad un Frate la Medaglia dei Consacrati. Anche lui stava attraversando un periodo
non troppo allegro. A distanza di qualche settimana mi disse che stava meglio,
si sentiva più forte e sperimentava la presenza della Mamma celeste.
Se sembra eccessivo chiamarli miracoli, chiamiamoli
"grazie". Ma la sostanza non cambia.”
25 maggio 2003A. L.
“Il mio collega Vittorio, persona profonda,
intelligente, buona, sebbene atea, credeva nell'uomo, nella sua capacità di
trovare in sé tutta la forza necessaria per superare le difficoltà della vita.
Da anni ammalato di cancro alla gola, lottava, finché un giorno peggiorò.
Cercò in se stesso la forza per andare avanti. Stupivo di fronte al suo
coraggio, alla sua forte volontà. Gli dissi che avrebbe dovuto chiedere aiuto
al Cielo, dal quale proveniva la sua forza, secondo il mio punto di vista. Lui
non si piegava, diceva che quando fossero venute meno le sue energie, sarebbe
morto e tutto sarebbe finito per sempre con la distruzione del suo corpo. Era
rassegnato! Un giorno, per condividere le sue sofferenze che aumentavano,
andai a trovarlo e gli assicurai la mia costante preghiera perché lui sapeva
che questo era il mio modo di aiutarlo. Avevo con me una medaglietta dei
consacrati e lo pregai di accettarla confidando nella Madonna e in Dio che lo
amavano tanto, anche se lui non ci credeva e non lo interessava. Accettò il
dono per farmi piacere, ascoltò le mie parole ma non disse nulla. Lo salutai
con affetto e con tristezza al pensiero che non potesse godersi le gioie del
Cielo. Fu l'ultima volta che lo vidi in quel tettuccio di sofferenza. Qualche
giorno dopo andarono a visitarlo due mie colleghe e, al ritorno, mi vennero a
dire che Vittorio aveva molto gradito il dono che gli avevo fatto, la
medaglia, e che aveva anche detto di aver capito che Dio è Padre di tutti gli
uomini, anche suo. Fui felice e condivisi la gioia con le mie colleghe. Sono
certa che il Padre misericordioso l'abbia accolto a braccia aperte quando, due
settimane dopo, è morto.”C.
B.
“Devo dire agli Amici di suor M. Chiara che ho
ricevuto molte grazie da quando, avendo conosciuto il suo segreto, ho cercato di
vivere ogni giorno la mia consacrazione al Cuore Immacolato di Maria in un
rapporto di figliolanza e nel contempo ho indossato e diffuso, con orgoglio, la
medaglia che conosciamo. Non posso descrivere nei particolari tutte le grazie
ricevute, ma voglio sottolineare ciò che le accomuna. È una Forza che
permette di cambiare, cioè di convertirci mostrandoci i fatti della vita in
modo diverso, tanto che anche nelle più brutte esperienze hai pace e serenità
perché sei rassicurato da questa Forza. Questa grazia grande, di cui parla
suor M. Chiara in molti suoi scritti, è anche per me proprio questo sentire e
vedere la presenza di Dio nelle piccole cose che mi accadono giornalmente, è
la luce che ha aperto anche i miei occhi terreni, tanto da darmi la certezza
di avere Gesù sempre con me secondo le Sue promesse che ho letto nel Vangelo.
Posso vederlo solo credendo in Lui. Non credo perché vedo, ma vedo perché
credo. E lo vedo anche nella vita di chi incontro: nei miei famigliari, nei
colleghi di lavoro, negli amici, negli ammalati che frequento, nei miei figli,
negli amici dei miei figli. nei vicini di casa, in coloro che mi chiedono e mi
danno un aiuto... Gesù è sempre con me con il Suo Amore. Penso che questa
grazia la possano ottenere tutti gli uomini per intercessione di Maria SS.,
madre nostra, pregando e vivendo alla maniera di suor M. Chiara.”
***************************************************************
VOLTO
SANTO DI GESU’
Ad un'anima privilegiata Madre Maria
Pierini De Micheli - morta in odore di santità - nel mese di Giugno 1938 mentre
pregava avanti al Santissimo Sacramento, in un globo di luce si presentò una
bellissima Signora, la Santissima Vergine Maria, con un piccolo scapolare in
mano: esso era formato di due flanelline bianche, unite da un cordoncino: in una
flanellina era impressa l'immagine del Santo Volto di Gesù, con questa dicitura
intorno: "Illumina, Domine, vultum tuum super nos" - Signore, guardaci
con misericordia nell'altra era impressa un'ostia, circondata da raggi, con
questo scritto intorno: "Mane nobiscum, Domine" - resta con noi, o
Signore.
La Santissima Vergine si accostò alla Suora privilegiata e le disse:
"Questo scapolare, o la medaglia che lo sostituisce, è un pegno d'amore e
di misericordia, che Gesù vuole dare al mondo, in questi tempi di sensualità e
di odio contro Dio e la Chiesa. ...Si tendono reti diaboliche per strappare la
fede dai cuori. ...E’ necessario un rimedio divino. E questo rimedio è il
Santo Volto di Gesù.
Tutti coloro che indosseranno uno scapolare come questo, o una medaglia simile,
e faranno, potendo, ogni martedì una visita al SS. Sacramento, in riparazione
degli oltraggi, che ricevette il Santo Volto del mio Figlio Gesù, durante la
sua passione e che riceve ogni giorno nel Sacramento Eucaristico: 1 - Saranno
fortificati nella fede.
2 - Saranno pronti a difenderla.
3 - Avranno le grazie per superare le difficoltà spirituali interne ed esterne.
4 - Saranno aiutati nei pericoli dell'anima e del corpo.
5 - Avranno una morte serena sotto lo sguardo sorridente del mio Divin Figlio.
II messaggio affidato alla religiosa privilegiata non poteva essere più soave e
più prezioso. Soave: esso riguardava il Volto del Redentore e la Santa Ostia.
Prezioso: assicura la conservazione della fede e la morte più desiderabile. Ma
forti ostacoli si opponevano ad attuarlo: non era permesso fare medaglie del
Santo Volto; di più, mancavano i mezzi finanziari.
L'una difficoltà e l'altra furono mirabilmente superate: il permesso a tutti
negato, fu concesso; e una busta col denaro contato, nulla più e nulla meno, fu
trovata una mattina sul tavolo della stanza della Madre Maria Pierina.
La Medaglia fu coniata, e per primo si presentò al S. Padre Pio XII, di felice
memoria.
Ogni persona è invitata a portarla, e ad ogni persona si raccomanda di recitare
ogni giorno cinque Gloria Patri al Volto Santo di Nostro Signore.
Cosa
è
La medaglia del Volto Santo è
l'icona, di Cristo morto in croce per la redenzione dell'umanità e di Cristo
vittima immolata, vivente nella Santa Eucarestia.
Breve storia della medaglia
La medaglia del Volto Santo di Gesù è un dono di Maria Madre di Dio e
Madre nostra.
Nella notte del 31 maggio 1938, la Serva di Dio M. Pierina De Micheli, suora
delle Figlie dell'Immacolata Concezione di Buenos Aires, si trova va nella
cappella del suo Istituto a Milano in via Elba 18.
Mentre era immersa in profonda adorazione dinanzi al tabernacolo, le apparve in
un nimbo di luce sfolgorante una Signora di celestiale bellezza: era la
Santissima Vergine Maria.
Ella teneva in mano come un dono una medaglia che su un lato recava impressa
l'effigie del Volto di Cristo morto in croce, circoscritta dalle parole bibliche
"Fà splendere su di noi, Signore, la luce del tuo volto". Sull'altro
lato appariva un'Ostia raggiante circoscritta dall'invocazione "Resta con
noi Signore".
Approvazione
e diffusione della medaglia.
Il culto della medaglia del S.
Volto ebbe l'approvazione ecclesiastica il 9 agosto 1940 con la benedizione del
Beato Card. Ildefonso Schuster, monaco benedettino, devotissimo del S. Volto di
Gesù, allora Arcivescovo di Milano. Superate molteplici difficoltà, la
medaglia fu coniata ed iniziò il suo cammino.
Grande apostolo della medaglia del S. Volto di Gesù fu il servo di Dio, Abate
Ildebrando Gregori, monaco benedettino silvestrino, daI 1940 padre spirituale
della serva di Dio Madre Pierina De Micheli. Egli fece conoscere la medaglia,
con la parola e con le opere in Italia, in America, in Asia e in Australia. Essa
è ora diffusa in ogni parte della terra e neI 1968, con la benedizione del S.
Padre, Paolo VI, fu deposta sulla luna dagli astronauti americani.
La medaglia annuncio del Vangelo
E' mirabile constatare che la medaglia benedetta viene accolta con
riverenza e devozione da cattolici, ortodossi, protestanti e persino da non
cristiani. Tutti coloro che hanno avuto la grazia di ricevere e portare con fede
la sacra icona, persone in pericolo, ammalati, carcerati, perseguitati,
prigionieri di guerra, anime tormentate dallo spirito del male, individui e
famiglia angustiate da ogni genere di difficoltà, hanno sperimentato sopra di sé
una particolare protezione divina, hanno ritrovato la serenità, la fiducia in
se stessi e la fede in Cristo Redentore. Dinanzi a tali prodigi quotidianamente
operati e testimoniati, sen tiamo tutta la verità della Parola di Dio, e
spontaneo sgorga dal cuore il grido del salmista:
"SIGNORE, MOSTRACI IL TUO VOLTO E NOI SAREMO SALVI"
(salmo 79)
OFFERTA DELLA GIORNATA AL VOLTO SANTO
Volto Santo del mio dolce Gesù, espressione viva ed eterna dell'amore e del
martirio divino sofferto per umana redenzione, Ti adoro e Ti amo. Ti consacro
oggi e sempre tutto il mio essere. Ti offro per le mani purissime della Regina
Immacolata le preghiere, le azioni e le sofferenze di questo giorno, per espiare
e riparare i peccati delle povere creature. Fà di me un tuo vero apostolo. Che
il tuo sguardo soave mi sia sempre presente e si illumini di misericordia
nell'ora della mia morte. Così sia.
Volto Santo di Gesù guardami con misericordia
PREGHIERA E NOVENA AL VOLTO SANTO
O Gesù, che nella Tua crudele Passione divenisti "l'obbrobrio degli uomini
e l'uomo dei dolori", io venero il Tuo Volto Divino, sul quale splendevano
la bellezza e la dolcezza della divinità e che è divenuto per me come il volto
di un lebbroso... Ma io riconosco sotto quei tratti sfigurati il Tuo infinito
amore, e mi consumo dal desiderio di amarTi e di farTi amare da tutti gli
uomini. Le lacrime che sgorgano con tanta abbondanza dagli occhi Tuoi sono come
perle preziose che mi è caro raccogliere per riscattare con il loro infinito
valore le anime dei poveri peccatori. O Gesù, il tuo Volto adorabile rapisce il
mio cuore. Ti supplico di imprimere in me la Tua somiglianza divina e di
infiammarmi del Tuo amore affinché possa giungere a contemplare il Tuo Volto
glorioso. Nella mia presente necessità accetta l'ardente desiderio del mio
cuore accordandomi la grazia che Ti chiedo. Così sia.
Con approvazione ecclesiastica
«Signore, nell'ora della nostra morte guardaci con lo sguardo pietoso con il quale guardasti il ladro pentito».
tratto
da "Note sulla devozione al Volto Santo di Gesù"
ATTO
DI RIPARAZIONE AL VOLTO SANTO DI GESU’
Vi
adoro e vi lodo, mio divino Gesù, Figlio del Dio vivente, per tutti gli
oltraggi che avete sofferto per me, che sono la più miserabile delle vostre
creature, in tutte le sacre membra del vostro corpo, ma particolarmente nella
parte più nobile di voi stesso, cioè del vostro Volto.
Vi saluto, Volto amabile, livido per gli schiaffi e colpi ricevuti, insozzato dagli sputi e sfigurato per i cattivi trattamenti, che vi hanno fatto soffrire gli empi Giudei.
Vi
saluto, belli occhi, bagnati dalle lacrime che avete sparso per la nostra
salute.
Vi
saluto, sacre orecchie, tormentate da un'infinità di bestemmie, di ingiurie e
di motti sanguinosi. Vi saluto, santa bocca, piena di grazia e di dolcezza per i
peccatori, ed abbeverata di fiele e di aceto, per l'ingratitudine mostruosa di
coloro che avevate scelto come vostro popolo.
Vi
saluto, infine, o Gesù, mio Salvatore, coperto di nuovi oltraggi dai
bestemmiatori e dagli empi dei nostri giorni: vi adoro e vi amo.
LE
RICHIESTE DEL SIGNORE PER LA DEVOZIONE E LA FESTA DEL VOLTO SANTO
Nell'orazione
notturna del 1° venerdì di quaresima 1936, Gesù, dopo averla fatta partecipe
ai dolori
spirituali dell'agonia
del Gethsemani, con Volto
velato di
sangue e con profonda tristezza, le dice:
"VOGLIO
CHE IL MIO VOLTO, IL QUALE RIFLETTE LE PENE INTIME DEL MIO ANIMO, IL DOLORE E
L’AMORE DEL MIO CUORE, SIA PIÙ ONORATO. CHI MI CONTEMPLA MI CONSOLA!".
Il martedì di passione, del medesimo anno, ode questa dolce promessa:
"OGNI VOLTA CHE SI CONTEMPLA LA MIA FACCIA, VERSERÒ L’AMOR MIO NEI CUORI E PER MEZZO DEL MIO SANTO VOLTO SI OTTERRÀ LA SALVEZZA DI TANTE ANIME".
Nel primo martedì del 1937, riceve istruzioni sulla devozione al S. Volto:
"POTREBBE ESSERE CHE ALCUNE ANIME TEMANO CHE LA DEVOZIONE E IL CULTO DEL MIO S. VOLTO DIMINUISCANO QUELLA DEL MIO CUORE. DÌ LORO CHE, AL CONTRARIO, SARA’ COMPLETATA ED AUMENTATA, CONTEMPLANDO IL MIO VOLTO LE ANIME PARTECIPERANNO ALLE MIE PENE E SENTIRANNO IL BISOGNO DI AMARE E DI RIPARARE. NON È FORSE QUESTA LA VERA DEVOZIONE AL MIO CUORE?".
Il 23 maggio 1938, mentre il suo sguardo si posa istintivamente sul S. Volto di Gesù, si sente dire:
"OFFRI INCESSANTEMENTE ALL'ETERNO MIO PADRE IL MIO S. VOLTO. QUESTA OFFERTA OTTERRA’ LA SALVEZZA E LA SANTIFICAZIONE DI TANTE ANIME. SE POI L’OFFRIRAI PER I MIEI SACERDOTI, SI OPERERANNO MERAVIGLIE".
Il 27 maggio seguente:
"CONTEMPLA IL MIO VOLTO E PENETRERAI GLI ABISSI DI DOLORE DEL MIO CUORE. CONSOLAMI, E CERCA ANIME CHE S'IMMOLINO CON ME PER LA SALVEZZA DEL MONDO".
Nello stesso anno Gesù si presenta ancora grondante sangue e con grande tristezza dice:
"VEDI COME SOFFRO? EPPURE DA POCHISSIMI SONO COMPRESO. QUANTE INGRATITUDINI DA PARTE DI QUELLI CHE DICONO DI AMARMI! HO DATO IL MIO CUORE COME OGGETTO SENSIBILISSIMO DEL MIO GRANDE AMORE PER GLI UOMINI E DÒ IL MIO VOLTO COME OGGETTO SENSIBILE DEL MIO DOLORE PER I PECCATI DEGLI UOMINI. VOGLIO SIA ONORATO CON UNA FESTA PARTICOLARE NEL MARTEDÌ DI QUINQUAGESIMA ( MARTEDÌ DI CARNEVALE ) FESTA PRECEDUTA DA UNA NOVENA IN CUI TUTTI I FEDELI RIPARINO CON ME, UNENDOSI ALLA PARTECIPAZIONE DEL MIO DOLORE".
Nel 1939 Gesù di nuovo le dice:
"VOGLIO
CHE IL MIO VOLTO SIA ONORATO IN MODO PARTICOLARE IL MARTEDÌ!". Gesù
a Madre Maria Pierina de Micheli
"FIGLIA MIA DILETTA! DESIDERO CHE TU FACCIA UNA LARGHISSIMA DIFFUSIONE DELLA MIA IMMAGINE. VOGLIO ENTRARE IN OGNI FAMIGLIA, CONVERTIRE I CUORI PIÙ DURI. PORTATEMI NEGLI OSPEDALI E NEI RICOVERI, NELLE SCUOLE E NEGLI ASILI. PARLA A TUTTI DEL MIO AMORE MISERICORDIOSO E INFINITO.
IO TI AIUTERÒ A TROVARE NUOVI APOSTOLI. SARANNO I MIEI NUOVI ELETTI. I PREDILETTI DEL MIO CUORE E AVRANNO UN POSTO SPECIALE IN ESSO. BENEDIRÒ LE LORO FAMIGLIE E MI SOSTITUIRÒ PER DIRIGERE I LORO AFFARI". (25/8/69)
"DESIDERO
CHE IL MIO DIVIN VOLTO PARLI AL CUORE DI TUTTI E CHE LA MIA IMMAGINE IMPRESSA
NEL CUORE E NELL’ANIMA DI OGNI CRISTIANO RIFULGA DI DIVINO SPLENDORE MENTRE
ORA È SCIUPATA
DAL PECCATO". Gesù
a Suor Maria Concetta Pantusa
"PER IL
MIO SANTO VOLTO SARÀ SALVO IL MONDO!"
"L'IMMAGINE
DEL MIO SANTO VOLTO ATTIRERÀ GLI SGUARDI DI COMPIACENZA DEL MIO PADRE CELESTE
SULLE ANIME ED EGLI SI PIEGHERÀ A MISERICORDIA E PERDONO". Gesù
a Madre Maria Pia Mastena
LE
PROMESSE DI GESU'
ai
devoti del Suo Santo Volto
1°
- "PER L’IMPRONTA DELLA MIA UMANITÀ LE LORO ANIME SARANNO
PENETRATE
DA VIVIDA LUCE SULLA MIA DIVINITÀ IN MODO CHE,
PER LA SOMIGLIANZA DEL MIO VOLTO, SPLENDERANNO PIÙ DEGLI ALTRI
NELL’ETERNITÀ". (Santa Geltrude, Libro IV Cap. VII)
2°
-
Santa Matilde, chiedeva al Signore che coloro i quali celebravano la
memoria del dolce Suo Volto, non andassero privi dell'amabile Sua compagnia,
ebbe in risposta: "NON UNO DI ESSI ANDRÀ DA ME DIVISO".
(Santa
Matilde, Libro 1 - Della grazia spirituale - Cap. XII)
3°
-
"NOSTRO SIGNORE", dice Suor Maria Saint-Pierre: MI HA PROMESSO
D'IMPRIMERE, NELLE ANIME DI COLORO CHE ONORERANNO IL SANTISSIMO SUO VOLTO, I
TRATTI DELLA SUA DIVINA SOMIGLIANZA".
(21
gennaio 1844)
4°
- "PER IL SANTO MIO VOLTO
OPERERETE PRODIGI". (27 ottobre 1845)
5°
- "PER IL SANTO MIO
VOLTO OTTERRETE LA SALVEZZA DI MOLTI PECCATORI: PER L'OFFERTA DEL MIO VOLTO
NULLA VI SARÀ RIFIUTATO.
OH
SE SAPESTE QUANTO IL MIO VOLTO SIA GRADITO AL PADRE MIO! (22
novembre 1846)
6°
- "COME IN UN REGNO TUTTO
SI ACQUISTA CON UNA
MONETA, SULLA QUALE SIA IMPRESSA LEFFIGE DEL PRINCIPE, COSÌ CON LA PREZIOSA
MONETA DELLA SANTA MIA UMANITÀ, CIOÈ COL MIO VOLTO ADORABILE, VOI OTTERRETE
NEL REGNO DEI
CIELI QUANTO
VI AGGRADA". (29
ottobre 1845)
7°
- "TUTTI COLORO CHE
ONORERANNO IL SANTO MIO VOLTO IN SPIRITO DI RIPARAZIONE, FARANNO CON CIO’
L’OPERA MEDESIMA DELLA VERONICA".
(27 ottobre 1845)
8°
- "SECONDO LA PREMURA CHE
PORRETE NEL RESTAURARE LE MIE SEMBIANZE
SFIGURATE DAI
BESTEMMIATORI, IO AVRÒ CURA DELLE SEMBIANZE
DELL’ANIMA VOSTRA, SVISATA DAL PECCATO: VI RISTABILIRÀ LA MIA IMMAGINE E LA
RENDERÒ COSÌ BELLA COME ERA QUANDO USCÌ DAL FONTE BATTESIMALE".
(3
novembre 1845)
9°
- "IO DIFENDERÒ INNANZI AL
PADRE MIO LA CAUSA DI TUTTI COLORO,
CHE MERCÉ L'OPERA DI RIPARAZIONE, SIA CON PREGHIERE, SIA CON PAROLE, SIA CON
ISCRITTO DIFENDERANNO LA MIA CAUSA, IN MORTE ASCIUGHERÒ LA FACCIA DELLA LORO
ANIMA, TERGENDONE LE MACCHIE DEL PECCATO RIDANDOLE LA SUA PRIMITIVA
BELLEZZA". (12
marzo 1846)
Le ingiunse inoltre di scrivere queste promesse: dichiarando che, qualora le tenesse segrete e non ne parlasse, commetterebbe un’ingiustizia, (Sua vita, Cap. XX, p. 246).
A
così tante lusinghiere promesse chi non si darà tutto al servizio del Santo
Volto di N.S. Gesù Cristo? Del resto a dimostrare l'efficacia di questa
devozione basterebbe leggere i miracoli senza numero operati dal Servo di Dio
Leone Dupont e che tuttora si operano al maggior incremento della medesima non
solo in Francia, ma in Italia ed in ogni parte del mondo.
Per
maggiori informazioni, leggi il libretto, da cui sono stati tratti questi testi,
“Conoscere e Adorare il Volto Santo”
Per
richiedere immagini e la medaglia del Volto Santo di Gesù richiesta a Madre
Pierina rivolgersi a : Figlie dell'Immacolata Concezione di B.A.
- Via Asinio Pollione, 5 - 000153 ROMA
tel 06 57 43 432 - Santuario S. Volto
Padri Silvestrini
Bassano Romano tel. 0761 634007
L’ABITINO
DI SAN DOMENICO SAVIO
Domenico Savio è l'angelico alunno di San Giovanni
Bosco, nato a Riva presso Chieri (Torino) il 2 aprile 1842, da Carlo Savio e da
Brigida Gaiato. Trascorse la fanciullezza in famiglia, circondato dalle cure
amorevoli del padre che faceva il fabbro e della madre che era una sarta.
Il 2 ottobre 1854 ebbe la fortuna d'incontrare Don
Bosco, il grande apostolo della gioventù, il quale subito «conobbe in quel
giovane un animo secondo lo spirito del Signore e rimase non poco stupito,
considerando i lavori che la grazia divina aveva già operato in così tenera
età».
Al piccolo Domenico che gli domandava ansiosamente:
- Ebbene, che gliene pare? Mi condurrà con lei a
Torino per studiare?
Il Santo Educatore rispose:
- Eh, mi pare che ci sia buona stoffa.
- A che può servire questa stoffa? - replicò Domenico.
- A fare un bell'abito da regalare al Signore.
- Dunque, io sono la stoffa, ella ne sia il sarto.
Dunque mi prenda con lei e ne faccia un bell'abito per il Signore.
E in quello stesso giorno il santo fanciullo fu
accettato tra i ragazzi dell'Oratorio.
Chi aveva preparato quella «buona stoffa», affinché
Don Bosco, da esperto «sarto» ne facesse «un bell'abito per il Signore»? chi
aveva posto nel cuore del Savio le basi di quelle virtù, sopra le quali il
Santo dei giovani poté agevolmente costruire l'edificio della santità?
Insieme alla grazia di Dio, gli strumenti dei quali
il Signore volle servirsi per possedere il cuore di Domenico fin dai più
teneri anni furono i suoi genitori. Essi infatti si preoccuparono di allevarlo,
fin dalla culla, nel santo Timor di Dio e nell'amore della virtù. Il risultato
di una educazione così profondamente cristiana, fu una pietà ardente,
riverberata nella diligente pratica di ogni più piccolo dovere e nell'affetto
incondizionato ai parenti.
Dalla educazione paterna e materna trassero ispirazione
i quattro celebri propositi che egli fece, a sette anni, il giorno della sua
Prima Comunione, e che gli servirono di norma per tutta la vita:
1. Mi confesserò molto sovente e farò la Comunione
ogni volta che il confessore me ne darà il permesso.
2. Voglio santificare i giorni di festa.
3. I miei amici saranno Gesù e Maria.
4. La morte ma non peccati.
Concluse con esito felice le prime scuole, i suoi genitori
desiderosi di dare a Domenico una formazione distinta, lo mandarono a Torino
da Don Bosco, al quale, per divino volere, toccò così il glorioso compito di
coltivare e far maturare in lui i germi di bontà, facendone un modello di
pietà, di purezza e di apostolato, per tutti i ragazzi del mondo.
«È volontà di Dio che ci facciamo santi»: gli
disse un giorno il Santo Educatore che faceva consistere la santità in una sana
allegria, sbocciata dalla grazia di Dio e dalla fedele osservanza dei propri
doveri.
«Io voglio farmi santo»: fu la risposta del piccolo
grande gigante dello spirito.
L'amore a Gesù Sacramentato e alla Vergine Immacolata,
la purezza del cuore, la santificazione delle azioni ordinarie, e infine
l'ansia di conquista di tutte le anime, furono da quel giorno il supremo anelito
della sua vita.
I genitori e Don Bosco furono quindi, dopo Dio, gli
artefici di questo modello di santità giovanile che ora s'impone
all'ammirazione di tutto il mondo, all'imitazione di tutti i giovani,
all'attenta considerazione di tutti gli educatori.
Domenico Savio chiuse la sua breve esistenza a Mondonio,
il 9 marzo 1857, a soli 15 anni. Con gli occhi fissi in una dolce visione,
esclamò: «Che bella cosa io vedo mai!».
La fama della sua santità; suggellata dai miracoli,
richiamò l'attenzione della Chiesa che lo dichiarò eroe delle virtù
cristiane il 9 luglio 1933; lo proclamò Beato il 5 marzo 1950, Anno Santo; e,
quattro anni dopo, nell'Anno Mariano, lo cinse dell'aureola dei Santi (12
giugno 1954).
La sua festa si celebra il 6 maggio.
L'ABITINO
MIRACOLOSODio volle premiare l'eccellente educazione impartita
a Domenico dai suoi genitori con una grazia singolare, che rivela un disegno
particolare della Provvidenza. Occasione fu la nascita di una sorellina, sei
mesi prima che egli morisse.
Seguiamo le deposizioni scritte e orali che fece al
processo la sorella Teresa Tosco Savio nel 1912 e nel '15.
«Fin da bambina - attesta Teresa - sentivo da mio padre,
dai miei parenti e vicini narrarmi una cosa, che non ho più dimenticato.
Mi raccontavano cioè che un giorno (e precisamente
il 12 settembre 1856, festa del Santo Nome di Maria) mio fratello Domenico,
alunno di Don Bosco, presentatosi al santo suo Direttore, gli disse:
- Mi faccia il piacere: mi dia un giorno di permesso.
- Dove vuoi andare?
- Sino a casa mia, perché mia madre è molto malata,
e la Madonna la vuole guarire.
- Come fai a saperlo?
- Lo so.
- Ti hanno scritto?
- No, ma lo so lo stesso.
- Don Bosco, che già conosceva la virtù di Domenico,
dette gran peso alle sue parole e gli disse:
- Si va' subito. Eccoti i denari necessari per il
viaggio fino a Castelnuovo (29 km); di qui per andare a Mondonio (2 km), ti
toccherà andare a piedi. Ma se trovi una vettura, hai qui i denari a
sufficienza.
E partì.
La mia mamma, buon'anima - prosegue Teresa nel suo
racconto - si trovava in uno stato gravissimo, soffrendo indicibili dolori.
Le donne che usano prestarsi per alleviare tali sofferenze,
non sapevano più come provvedere: l'affare era serio. Mio padre allora decise
di partire per Buttigliera d'Asti, a prendere il dottor Girola.
Quando giunse allo svolto per Buttigliera, ecco che
s'imbatte in mio fratello, che da Castelnuovo veniva a Mondonio a piedi. Mio
padre affannato gli domanda:
- Dove vai?
- Vado a trovare la mamma che è molto ammalata. Il
babbo che a quell'ora non lo avrebbe voluto a Mondonio, gli rispose:
- Passa prima dalla nonna a Ranello (una piccola
borgata, che è tra Castelnuovo e Mondonio).
Poi se ne andò subito, avendo gran fretta.
Mio fratello proseguì per Mondonio e giunse a casa.
Le vicine di casa che assistevano la mamma, vedendolo giungere rimasero
sorprese, e cercarono di trattenerlo dal salire alla camera della madre,
dicendogli che l'ammalata non doveva essere disturbata.
- Lo so che è ammalata - rispose - e sono venuto apposta
per trovarla.
E senza dare ascolto, salì dalla mamma, tutta sola.
- Come va che sei qui?
- Ho saputo che eravate inferma, e sono venuto a
trovarvi.
La madre, facendosi forza e sedendo sul letto dice: -
Oh, è nulla! va' pure sotto; va' qui dai miei vicini adesso: ti chiamerò più
tardi.
- Vado subito, ma prima voglio abbracciarvi. Salta
rapido sul letto, abbraccia fortemente la mamma, la bacia ed esce.
È appena uscito che cessano completamente i dolori
della madre con esito felicissimo. Arriva poco dopo il padre con il dottore,
che non trova più nulla da fare (erano le 5 pomeridiane).
Intanto le vicine, mentre si davano mille premure attorno
a Lei, le trovarono al collo un nastro cui era attaccato un pezzo di seta
piegato e cucito come un abitino.
Sorprese, interrogarono come avesse quell'abitino. Ed
essa, che non se n'era accorta prima, esclamò:
- Ora comprendo perché mio figlio Domenico, prima di
lasciarmi, mi volle abbracciare; e comprendo perché, appena egli mi ha
lasciata, io fui felicemente libera e guarita. Questo abitino mi fu certamente
messo al collo da lui mentre mi abbracciava: non ne avevo mai avuto uno simile
a questo.
Domenico tornato a Torino, si presentò a Don Bosco
per ringraziarlo del permesso avuto ed aggiunse:
- Mia madre è bell'e guarita: l'ha fatta guarire la
Madonna che le ho messo al collo.
Quando poi mio fratello lasciò definitivamente l'Oratorio
e venne a Mondonio perché molto ammalato, prima di morire chiamò la mamma:
- Vi ricordate, mamma, quando sono venuto a trovarvi
mentre eravate gravemente ammalata? E che ho lasciato al vostro collo un
abitino? È questo che vi ha fatta guarire. Vi raccomando di conservarlo con
ogni cura, e di imprestarlo quando saprete che qualche vostra conoscente si
trova in condizioni pericolose come foste voi in quel tempo; perché come ha
salvato voi, così salverà le altre. Vi raccomando però d'imprestarlo
gratuitamente, senza cercare il vostro interesse.
Mia madre, finché visse, tenne sempre indosso quella
cara reliquia, che era stata la sua salvezza».
IL SANTO DELLE MAMME E
DELLE CULLELa neonata venne battezzata il giorno seguente, con
il nome di Maria Caterina («Maria» forse, perché era nata nella festa del
Santo Nome di Maria) e fu la quarta di dieci figli, di cui Domenico era il
maggiore, dopo la morte prematura del primogenito.
Egli stesso le fece da padrino.
Dio aveva posto il suo sguardo sulla innocenza di un
fanciullo santo, per affidargli un delicato compito di patrocinio.
Il prodigio operato da Domenico per mezzo dell'
abitino della Vergine, di cui era devotissimo, è rivelatore di una missione
sublime, che egli inaugurò con sua madre e continuò, per mezzo di quel segno,
a vantaggio di molte altre madri.
La stessa sorella Teresa ne dà testimonianza nel suo
racconto:
«Io so che, secondo la raccomandazione di Domenico,
mia madre finché visse, e poi gli altri in famiglia ebbero l'occasione
d'imprestare quell'abitino a persone sia di Mondonio che di altri paesi
circonvicini. Abbiamo sempre sentito dire che tali persone erano state efficacemente
aiutate».
Per premiare e rivelare la santità dei suoi grandi
amici, i Santi, Dio suole operare delle meraviglie per mezzo di essi.
Senza dubbio Domenico Savio è un grande amico di
Dio, per i prodigi da lui compiuti in vita e specialmente dopo la morte.
Salga quindi la preghiera ardente di tutte le mamme a
lui, che è il Santo da Dio suscitato proprio per loro, per confortarle nella
loro difficile missione.
A questo fine torna opportuna anche la testimonianza
del parroco di Castelnuovo d'Asti, Don Alessandro Allora, il quale scrisse a
Don Bosco l' 11 novembre 1859:
«Una donna trovandosi alle strette per
difficilissimo parto, piamente ricordandosi delle grazie ottenute da qualche
ammiratore delle virtù del Savio, esclamò ad un tratto:
- Domenico mio! - senz'altro dire.
La donna all'improvviso, e in quel momento stesso, fu
liberata da quei dolori...».
Il prezioso abitino che Domenico mise al collo di sua
madre continua oggi la sua efficacia mediante l'intercessione del piccolo
Santo, in favore delle Mamme e delle Culle. In tutte le nazioni della terra
tante donne ricorrono con fiducia viva al loro piccolo grande Protettore.
Il Bollettino Salesiano segnala mensilmente alcune
delle grazie più importanti ottenute per intercessione di Domenico Savio, alle
mamme e ai bambini.
In occasione dei festeggiamenti per la sua Canonizzazione
(1954), Domenico Savio ricevette trionfali onori e suscitò entusiasmi
indescrivibili in tutte le città del mondo. In seguito per commemorare i 50
anni della Canonizzazione (2004), l'Urna di Domenico Savio, che lo rappresenta
giovinetto e che contiene i suoi resti mortali, ha peregrinato per l'Italia, da
Nord a Sud, accolto ovunque festosamente da folle di fedeli, soprattutto
giovani e genitori, desiderosi di ispirarsi al suo programma di vita cristiana.
La sua figura amabile ha conquistato il cuore delle mamme e della gioventù.
Tutte le mamme dovrebbero conoscere la vita di questo
ragazzo Santo e farla conoscere ai loro figli; affidare se stesse e i loro
bambini alla sua custodia; ornarsi della medaglia e tenere esposta in famiglia
la sua immagine, perché ricordi ai genitori il dovere di educare cristianamente
i figli e ai figli il dovere di imitare i suoi esempi.
A ricordo pertanto del prodigioso abitino che servì
a Domenico Savio per salvare la madre, ed allo scopo di diffondere sempre più
la devozione verso questo fanciullo privilegiato ed anche di suscitare
maggiormente la fiducia dei devoti, la Direzione Generale delle Opere Salesiane,
fin dal mese di marzo del 1956, ha messo a disposizione delle mamme un
artistico «abitino» impreziosito dell'immagine su seta del Santo.
L'iniziativa è solo un mezzo per impetrare le grazie del Signore mediante l'intercessione di San Domenico Savio. Non basta perciò portare l'abitino come fosse un amuleto: per ottenere i celesti favori è necessario pregare con fede, frequentare i Santi Sacramenti della Confessione e della Comunione, e vivere cristianamente.
L'abitino
incoraggerà i genitori ad essere fedeli ai loro doveri, fidando nel divino
aiuto, e contribuirà ad ispirare a tutti stima e rispetto per la loro
altissima missione. Conclusione
L'abitino di San Domenico Savio è stato accolto con
favore straordinario fin dal primo annunzio. In tutte le parti del mondo ormai
è conosciuto e richiesto dalle mamme che l'indossano con fede.
Il prezioso abitino porti il sorriso e la benedizione
di San Domenico Savio alle famiglie desolate, asciughi le lacrime delle madri
in pena, inondi di gioia le culle fiorite di bambini innocenti. Spanda luce di
speranza e di conforto nei giardini d'infanzia, nelle cliniche, negli ospedali
e nelle case di maternità. Figuri tra i doni più cari agli sposi novelli,
alle madri inferme, ai bambini portati a Battesimo. Protegga il corpo da ogni
sorta di mali e di pericoli. Custodisca le anime nella via del Cielo.
San Domenico Savio è l'angelo dei fanciulli, che
egli protegge fin dal loro primo sbocciare alla vita. Per amore dei fanciulli,
il Santo delle culle benedice anche le mamme nella loro difficile missione. Per
ottenere la protezione di Domenico Savio, le mamme, oltre all'uso di portare
l'abitino del Santo, sottoscrivano e osservino quattro «Promesse».
Le quattro Promesse
non importano impegni nuovi: ricordano solo i doveri fondamentali
dell'educazione cristiana:
«Siccome è mio grave dovere educare cristianamente
i figli, fin da questo momento li affido a San Domenico Savio, perché sia loro
Angelo protettore per tutta la vita. Dal canto mio prometto:
1. d'insegnare loro ad amare Gesù e Maria con le
preghiere giornaliere, con la partecipazione alla Messa festiva e con la
frequenza ai Santi Sacramenti;
2. di difendere la loro purezza col tenerli lontani dalle
letture, dagli spettacoli e dalle compagnie cattive;
3. di curare la loro formazione religiosa con l'insegnamento
del Catechismo;
4. di non ostacolare i disegni di Dio, qualora si sentissero
chiamati al sacerdozio e alla vita religiosa».
Signore Gesù, ti prego con amore per questa dolce
speranza che racchiudo nel mio seno. Mi hai concesso l'immenso dono di una
piccola vita vivente nella mia vita: ti ringrazio umilmente per avermi scelta
strumento del tuo amore. In questa soave attesa aiutami a vivere in continuo
abbandono alla tua volontà. Concedimi un cuore di mamma puro, forte,
generoso. A te offro le preoccupazioni per l'avvenire; ansie, timori, desideri
per la creaturina che ancora non conosco. Fa' che nasca sana nel corpo,
allontana da lei ogni male fisico e ogni pericolo per l'anima.
Tu, Maria, che conoscesti le ineffabili gioie di una
maternità santa, dammi un cuore capace di trasmettere una Fede viva e
ardente.
Santifica la mia attesa, benedici questa
mia lieta speranza, fa' che il frutto del mio seno germogli in virtù e santità
per opera tua e del tuo Figlio Divino. Amen.
invio
di relazioni di Grazie e di offerte o per altre richieste, rivolgersi a
Direzione Generale Opere Don Bosco Via della Pisana, 1111 - 00163 Roma-Bravetta
c.c.p. 36885028
Via
Maria Ausiliatrice, 32 - 10152 Torino c.c.p. 214106
LA MEDAGLIA DI MARIA AUSILIATRICE
«
La Chiesa secondo la sua tradizione venera i Santi e tiene in onore le loro
reliquie autentiche e le loro immagini». (Vaticano II)
Alla
scuola di D. Bosco.
«
Tu sai come fare a togliere ogni paura... Il solito antidoto: medaglia di M.A.
con la giaculatoria: "Maria aiuto dei cristiani, prega per noi":
frequente Comunione; ecco tutto! » (A D. Cagliero).
4
settembre 1868 - La « Buona notte » di D. Bosco. «Pochi giorni fa una donna
era all'ospedale in fin di vita... Le proposero di chiamare D. Bosco... Rispose:
-
Venga chi vuole, ma non mi confesso... – Ma D. Bosco ti fa guarire… - Mi
faccia guarire e dopo mi confesserò. Le portai una medaglia: se la mise al
collo. Le diedi una benedizione: si segnò. Le chiedi da quando non si
confessava… In breve, si confessò… La lasciai contenta… Mettiamo dunque
tutta la nostra confidenza in Maria e chi non ha ancora la sua medaglia addosso
se la procuri: e di notte nelòle tenrazioni baciamola e ne proveremo grande
vantaggio per l’anima nostra ». Contro
il peccato della incredulità, scudo di fuoco: la Medaglia di M. A.
22
febbraio 1887 – La sera dell’ultimo giorno di carnevale, D. Bosco raduna gli
alunni di quarta ginnasiale e fa loro una grande distribuzioine di medaglie
che ebbe dal misterioso per il modo con cui raccomandò che le tenessero
care, dicendo che ne sarebbero preservati da qualsiasi disastro. E il disastro
accadde subito la mattina seguente: un terremoto spaventoso che colpì
fieramente la Liguria e si percosse sul Piemonte. A Valdocco momenti di panico,
un gran fuggi fuggi dalle camerate; in cortile tutti avevano gli occhgi fissi e
le braccia tese alla statua di Maria ausiliatrice ritta sulla cupola. Nessun
danno.
Contro
il terremoto della violenza scatenata dall’odio, scudo di protezione: la
Medaglia di M. A. (Maria
aiutaci a camminare sulla via del cielo, S. G. Bosco)
Giugno
1886 - Una spaventosa eruzione dell'Etna. Il paese più minacciato fu Nicolosi.
La lava procedeva da 50 a 70 metri l'ora. Pínete, castagneti, terreni coltivati
arsi e distrutti. Le Figlie di Maria Ausiliatrice scrissero a D. Bosco che
rispose: « Spargete medaglie di M. A. sul posto: intanto io prego ». Il parroco
di Nicolosi avute le medaglie dalle suore eseguì... A quel punto il torrido
elemento cessò di avanzare... L'anticlericalissima « Gazzetta di Catania »
scriveva: « Ad Altarelli la lava bíforcossi lasciandoli incolumi. Miracolo!
». Oggi quella massa accumulata su se stessa e pietrificata è là a
perennare la memoria del prodigio.
Scudo
sicuro contro i vulcani dell'orgoglio umano: la Medaglia di M.A.
Giugno
1884 - Rispondendo agli auguri per il suo onomastico disse: «… il colera fa
strage in paesi non lontani da noi; abbiamo a temere che invada anche le
nostre province. Vi suggerisco un antidoto contro questo male. Esso consiste
in una medaglia che da una parte porta scolpito il S. Cuore di Gesù e
dall'altra l'effigie di Maria Ausiliatrice. Questa medaglia portatela al
collo, in tasca, nel taccuino: basta che l'abbiate addosso. Ripetete ogni giorno
la giaculatoria: “Maria, aiuto dei cristiani, prega per noi”. State
tranquilli e certi che la Madonna farà vedere visibilmente il suo potente
patrocinio. Avrei piacere che osservaste attentamente se anche uno solo che
abbia addosso questa medaglia cadesse colpito dai morbo. Voi andate con coraggio
ad assistere agli ammalati nelle case, negli ospedali, nei lazzaretti: non
temete... Frequentate i Sacramenti: il colera non vi toccherà... ». E così
cosi fu. La medaglia operò prodigi. Nessuno che la portassi al collo morì di
colera.
Contro il colera della impurità e del
malcostume scudo di fuoco: la Medaglia di M.A.
1908
- D. Rua ritorna dal pellegrinaggio in Terra Santa. Il 2 maggio non poté
celebrare sulla nave, tanto violenta sul mare era la tempesta. Sulla sera gettò
in mare una medaglietta di M. A. Quasi sull'istante un raggio di sole si apri un
varco tra le nubi: tornò la bonaccia.
Contro ogni tempesta, protezione sicura:
la Medaglia di M.A.
Portiamo
con fede, con amore la Medaglia di Maria Ausiliatrice: saremo seminatori della
pace di Cristo!
Cristo
regni! Sempre!
«
Don Bosco vi assicura: se avete qualche grazia spirituale da ottenere pregate la
Madonna con questa giaculatoria:
Maria
Aiuto dei Cristiani, prega per noi e sarete esauditi ».
La
Medaglia di Maria Ausiliatrice la si piò trovare:
-
Santuario di
M. Ausiliatrice - Via M. Ausiliatrice 32 – Torino
-
Nelle
Librerie Salesiane.
C.
B.