I PRODIGI SOLARI

IL "SOLE ROTANTE"

I fenomeni detti di "sole rotan­te" sono classificati tra i feno­meni più straordinari e miste­riosi. Si avverano in determina­ti luoghi di culto davanti a numerose persone in preghiera o in attesa di un'apparizione. Si manifestano spesso nel pomeriggio o prima del tra­monto, con un cielo quasi sempre velato, coperto o pio­voso, in un contesto culturale ed emotivo di massa.

È probabile che il primo feno­meno solare non sia avvenuto a Fatima il 13 ottobre 1917, ma diversi anni prima, e precisa­mente il 7 luglio 1901 nel pae­sino di Tilly sur Seulles, in Normandia, dove si avveraro­no fenomeni ripetuti per 6 gior­ni, come riportato nel libro "Notre Dame de Tilly' pubbli­cato nel 1967. Molte persone osservarono miriadi di globi luminosi multicolori, verdi, gialli, rossi, violetti e persino neri, dalle dimensioni che arri­vavano fino a quaranta centi­metri, scendere lentamente verso terra fluttuando e scom­parire a circa un metro dalla stessa, mentre il sole mostrava variazioni di colore e diventava come la luna piena e roteava velocissimo da destra a sinistra e viceversa senza dare alcun fastidio agli occhi.

Dopo Fatima, seguirono altri casi di "sole rotante" in località diverse e molto lontane tra loro: a Galaroza (Spagna) nel 1932, a Onkerzeele (Belgio) nel 1933 e nel 1934, a La Codosera (Spa­gna) nel 1944. Lo stesso anno si manifestò per la prima volta anche in Italia e precisamente a Ghiaie di Bonate (BG) il 20, 21, 29, 31 maggio, il 13 giugno e 13 luglio, alla presenza di centinaia di migliaia di persone. Tanti altri casi si susseguirono negli anni seguenti in Italia: a Bocco (PV) nel 1947, e successivamente a Firenze, a Gimigliano (CZ), a San Damiano (PC), a Ulzio (TO), a Balestrino (SV), a S. Benedetto Val di Sambro (BO), a Maratta Alta (TR), a Oliveto Citra (SA), a Pergusa (EN), a Sardara (CA), alle Tre Fontane (RO), a Crosia (CS)...

Ma ci furono anche dei fenome­ni "solari" privati e il più ecla­tante fu "la danza del sole" che ebbe come illustre testimone, Papa Pio XII, nei giorni 30, 31 ottobre e 1, 8 novembre 1951.

In altri luoghi, si manifestarono fenomeni aerei ed astronomici con caratteristiche diverse dal "sole rotante" come stelle zigza­ganti di estrema brillantezza, oggetti luminosi simili a colom­be, fili argentati, disco chiaris­simo con alone di molti colori.

 

FATIMA E IL PRODIGIO DEL SOLE

II teatro delle apparizioni fu la "Cova da Iria", un'enorme conca naturale di forma circo­lare posta a due chilometri e mezzo da Fatima. I testimoni dei prodigiosi eventi furono tre pastorelli analfabeti e avvezzi solo a praticare la chiesa del villaggio, Lucia dos Santos di 10 anni e i cuginetti Francisco e Jacinta Marto, rispettivamen­te di 9 e 7 anni.

Dal 13 maggio 1917, per sei volte puntualmente il 13 di ogni mese, una giovane donna luminosa si manifestò ai pasto­relli davanti ad un numero sempre più grande di fedeli, richiamati dalla presunta natu­ra divina dell'evento. Le appa­rizioni erano preannunciate da inusuali manifestazioni nel cielo (lampi di luce, globo luminoso, pioggia di corpuscoli simili a neve, fasci lumino­si...). Un "lampo di luce" nel cielo annunciava sempre l'arri­vo della giovane figura lumino­sa vestita di un indumento bianco come la neve che l'av­volgeva completamente e che era collegato al suo collo da una fascia dorata. aveva la testa coperta da un manto bianco dal bordo dorato e il giovane volto circondato da un alone. I bimbi l'identificarono come la Vergine Maria.

Il fenomeno si ripeté anche il 13 ottobre 1917. Era mezzo­giorno (ora solare) e cadeva una fitta pioggia. La "Cova da Iria" era colma di gente: cre­denti, scettici, semplici curiosi convenuti da tutto il Portogallo e dalla Spagna. 70.000 perso­ne attendevano trepidanti che avvenisse l'ultima apparizione. Erano presenti anche autorità civili e religiose, e giornalisti di Lisbona e Oporto.

La moltitudine, completamen­te bagnata dalla pioggia inces­sante, rivolgeva lo sguardo verso il punto dove i tre pasto­relli erano in attesa.

Il Vicario generale di Leira, testimone diretto, descrisse così il giungere dell'apparizio­ne: "Alzo lo sguardo e con grande sorpresa vedo distinta­mente un globo luminoso che si muove verso occidente, spo­standosi lento e maestoso attra­verso lo spazio... Di repente, però, ecco il globo con la sua luce straordinaria scomparire ai nostri occhi. Accanto a noi stava una bambina... Lucia dos Santosl che piena di gioia gridava: "La vedo! La vedo ancora! Adesso scende giù!". Passati alcuni minuti la bambi­na continua di nuovo a gridare: "Eccola! Sale un'altra volta!. E continuò gridando e seguendo il globo con lo sguardo, finché scomparve nella direzione del sole... Cosa pensi tu di quel globo? - domandai a Lucia - "Era la Madonna" rispose senza esitare... I pastorelli in una celeste visione avevano contemplato la Madre di Dio in persona; a noi era stato con­cesso di vedere il veicolo che l'aveva trasportata dal cielo all'inospitale Serra d'Aire".

Da Fonseca, lo studioso di Fatima, riporta infatti, nel suo libro "Le Meraviglie di Fatima" che numerosi testimoni, pre­senti alle varie apparizioni, ritennero che il globo fosse un aeroplano di luce venuto a portare la Madonna all'appun­tamento con i pastorelli, per poi ricondurla in Paradiso. Anche il Renault, nel suo libro "Fatima, espérance du monde" parla del passaggio lento del globo luminoso associato ad una caduta di un'infinità di corpuscoli bianchi simili a grandi fiocchi di neve che, avvicinandosi diventavano pic­coli e svanivano al suolo.

Un testimone diretto, Gilberto dos Santos, assicurò di aver scorto due volte un fascio di luce che, dall'alto, arrivava fino all'alberello delle appari­zioni e che egli denominò "strada di luce". Anche gli stu­diosi Fernandes e Fina D'Ar­mada, nei loro recenti studi e ricostruzione dei Fatti di Fa­tima, affermano che la Signora luminosa si muoveva all'inter­no di un fascio luminoso tron­co-conico che, allungandosi e ritraendosi, proveniva da una nube che, a differenza delle altre, procedeva controvento. Quel 13 ottobre 1917, però avvenne un fatto impressionan­te: il prodigio che aveva pro­messo la Madonna.

Prima di congedarsi per l'ulti­ma volta dai pastorelli, la Signora aprì le mani, le fece riflettere sul sole, e mentre si elevò, il riflesso della sua luce continuò a proiettarsi sul sole. Fu allora che Lucia gridò alla folla "Guardate il sole!" e fece chiudere gli ombrelli.

Le nubi plumbee dalle quali cadeva ancora una fitta pioggia si squarciarono ed il sole fece la sua comparsa; o, per meglio dire, quello che sembrava esse­re il sole.

Mentre la gente, presa dal panico, si gettava in ginocchio e pregava, agli occhi dei picco­li veggenti si presentarono tre quadri, il primo simboleggian­te i misteri gaudiosi del Rosario, il secondo i misteri dolorosi e infine il terzo quelli gloriosi (soltanto Lucia vide i tre quadri, Francesco e Giacinta videro soltanto il primo).

La danza del sole I. M. de Almeida Garrett, pro­fessore alla Facoltà di Scienze di Coimbra, testimone oculare, in "Novos Documentos de Fatima", dà un resoconto accu­rato di quell'evento sconvol­gente.

"Saranno state circa le tredici e trenta pomeridiane quando, nel punto esatto dove si trova­vano i fanciulli si alzò una colonna di fumo, sottile, bella e azzurrina, che si estendeva per almeno due metri sopra le loro teste, e a quella altezza evaporava. Questo fenomeno, perfettamente visibile a occhio nudo, durò pochi secondi. Non avendo preso nota della sua durata, non so dire se era più o meno di un minuto. Il fumo si dissolse improvvisa­mente, e dopo un po' si riformò una seconda volta, e poi una terza. Il cielo, che era stato nuvoloso tutto il giorno, improvvisamente si schiarì: la pioggia cessò e sembrò che il sole stesse per riempire di luce la campagna circostante, che in quella mattinata invernale appariva così malinconica. Io stavo guardando il luogo delle apparizioni in una serena, anche se fredda, aspettativa di qualcosa che doveva accadere, e la mia curiosità diminuiva per il lungo tempo che era pas­sato senza che nulla attirasse la mia attenzione. Il sole, pochi istanti prima, si era fatto largo tra la spessa coltre di nuvole che lo nascondevano e ora risplendeva chiaro e intenso. Improvvisamente udii il clamo­re di centinaia di voci e vidi che la folla si sparpagliava ai miei piedi... voltava la schiena al luogo dove, fino a quel momento, si era concentrata la sua attesa e guardava verso il sole dall'altro lato. Anche io mi sono rivoltato verso il punto che richiamava lo sguardo di tutti e potei vedere il sole apparire come un disco chia­rissimo, con i contorni nitidi, che splendeva senza offendere la vista. Non poteva essere confuso con il sole visto attra­verso una nebbia (che non c'era in quel momento) perché non era né velato né attenuato. A Fatima esso manteneva la sua luce e il suo calore e si sta­gliava nel cielo con i suoi niti­di contorni, come un largo tavolo da gioco. La cosa più stupefacente era il poter con­templare il disco solare, per lungo tempo, brillante di luce e calore, senza ferirsi gli occhi o danneggiare la retina. Durante questo tempo il disco del sole non rimase immobile: aveva un movimento vertiginoso ma non come lo scintillìo di una stella in tutto il suo splendore perché esso girava su se stesso in folli giravolte. Durante il fenomeno solare che ho appe­na descritto, avvenne anche un cambiamento di colore nell'at­mosfera. Guardando verso il sole, ho notato che tutto stava diventando più scuro. Ho guar­dato prima gli oggetti più vici­ni e poi ho esteso il mio sguar­do ai campi fino all'orizzonte. Vidi ogni cosa assumere il colore dell'ametista. Gli ogget­ti intorno a me, il cielo e l'at­mosfera, erano dello stesso colore. Ogni cosa, sia vicina che lontana era cambiata, assumendo il colore di un vec­chio damasco dallo. Sembrava che la gente soffrisse di itterizia e io ricordo di aver provato un senso di divertimento vedendo le persone sembrare così brutte e sgradevoli. La mia stessa mano era di tale colore. Poi, improvvisamente, si udì un clamore, un grido di angoscia prorompere da tutti. Il sole, roteando selvaggiamente, sem­brò staccarsi all'improvviso dal firmamento e, rosso come san­gue, avanzare minacciosamen­te verso la terra come per schiacciarci con il suo peso immenso e ardente. Durante quei momenti provai una sen­sazione veramente terribile. Tutti i fenomeni che ho descrit­to furono da me osservati in uno stato d'animo calmo e sereno, senza alcun disturbo emotivo. Interpretarli e spiegar­li è compito di altri. Debbo dichiarare infine che mai, prima o dopo il 13 Ottobre (1917) ho assistito a simili fenomeni atmosferici o solari". Accade allora l'incredibile. L'astro arrestò la sua apparente caduta sugli astanti, ondeggiò nel cielo e tornò a riprendere il suo posto nel firmamento.

I vestiti dei presenti, fradici di acqua, si asciugarono improv­visamente. La gente gridò al miracolo. II cardinale di Lisbona, commentando questi prodigi, affermò che: "In que­sto tempo di ateismo materiali­sta, Fatima dimostra in maniera schiacciante che il mondo del soprannaturale esiste".

Interpellato dai giornalisti, il Direttore dell'Osservatorio A­stronomico di Lisbona con­fermò che nessuna perturba­zione cosmica era stata segna­lata o rilevata.

Il fenomeno del sole, d'altro canto, era stato osservato solo dalla "Cova da Iria" e nelle immediate vicinanze e sotto una certa angolazione. Eviden­temente quello che era stato visto a Fatima non era il sole. Quel fenomeno impressionan­te doveva accadere allo scopo di colpire i presenti, per indur­li a credere all'apparizione e ad accettare il messaggio della Signora ai pastorelli.

Certi studiosi stimano che quando il presunto sole preci­pitò e si fermò sulla folla che si trovava stipata in una fascia di terreno larga circa 70 metri che attraversava l'area della "Cova da Iria", le sue dimensioni erano di 25 metri di diametro, mentre la sua distanza da terra era pressappoco quella della cima di un altissimo pino. Stando ancora alle testimonian­ze, gli effetti che il movimento dell'astro provocò nel suo avvi­cinamento sulla folla furono i seguenti: un improvviso ed intenso calore, l'asciugarsi istan­taneo degli indumenti e del ter­reno inzuppati dalla forte piog­gia caduta, effetti fisiologici o "guarigioni miracolose".

Cosa avvenne veramente sulla "Cova da Iria"? Gli effetti fisici riscontrati e le numerose testimonianze diret­te raccolte, escludono con certezza sia l'ipotesi di un'al­lucinazione collettiva, sia quella di proiezioni di immagi­ni mentali caratteristiche degli stati ipnotici o consimili e con­sentono di stabilire che la sor­gente del fenomeno è reale ed esterna ai testimoni.

Alcuni ricercatori che hanno avuto la possibilità di consulta­re i documenti originali sulle apparizioni di Fatima e in par­ticolare i verbali dei primissimi interrogatori fatti ai tre veggen­ti in sede parrocchiale, allor­ché la memoria delle visioni era molto viva in loro, hanno evidenziato in alcuni studi e libri, particolari inediti riferiti alla successione e alla descri­zione degli eventi (per esempio la descrizione della Madonna, le fasi dell'apparizioni sopra il leccio, l'esistenza di una quar­ta veggente, una certa Carolina Carreira, che risultava presente nella prima fase della vicenda) che differiscono dalla versione ufficiale stesa più tardi dopo gli insistenti interrogatori della Commissione preposta e degli esperti. Secondo questi studio­si, esistono senza dubbi molte analogie con altri fenomeni mariani e non mariani.

A Fatima però, la Chiesa non operò affrettatamente per liqui­dare il caso (come invece fece la Curia di Bergamo per i fatti avvenuti a Ghiaie di Bonate nel 1944) ma procedette con cautela e, malgrado molta reti­cenza, accettò come prove inconfutabili i vari fenomeni verificatisi, e dopo lunghe e approfondite indagini approvò comunque le Apparizioni di Fatima fino a giungere recente­mente alla beatificazione dei due piccoli pastorelli morti allora, Giacinta e Francesco.

PIO XII, TESTIMONE OSCULARE

Nella raccolta documentale "Attualità di Fatima", del 1954, compare un rapporto del cardi­nale Federico Tedeschini intito­lato "il Papa dell'Assunzione e Fatima" molto interessante, per­ché il prelato riferisce quanto il Papa Pio XII gli confidò: "Erano i giorni della definizione dell'as­sunzione della Santissima Vergine Maria. Durante uno di questi, incontratomi con Sua Santità in una riunione ufficiale, il Santo Padre, visibilmente emozionato, si degnò di confi­darmi ciò che segue: "Ieri, ho visto un prodigio che mi ha profondamente impressionato". E mi narrò come avesse visto il sole sotto la stessa forma, con quegli stessi prodigi, in quella stessa apocalittica convulsione, che noi sappiamo essersi pro­dotta davanti a settantamila per­sone a Fatima!... Rimasi scosso dallo stupore, ammutolito, inter­detto!... E il Sommo Pontefice mi raccontava tutto questo emo­zionato e scosso come mai l'a­vevo visto... "Era il 30 Ottobre 1950 - mi narrò - l'antivigilia del giorno che l'intero mondo catto­lico attendeva con impazienza, quello della solenne definizione dell'Assunzione in Cielo della Santissima Vergine Maria. Verso le quattro del pomeriggio, stavo facendo la mia abituale passeg­giata nei giardini del Vaticano, leggendo e studiando, come mio solito, alcune carte d'uffi­cio. Dalla spianata della Madonna di Lourdes, salii verso la sommità della collina, pas­sando per il viale di destra, che costeggia il muro di cinta. Ad un certo punto, come alzai gli occhi dai fogli che avevo in mano, fui colpito da un fenome­no che appariva come un globo opaco, giallo pallido, completa­mente attorniato da un cerchio luminoso, che tuttavia non impediva affatto di fissare l'astro con attenzione, senza provocare il minimo fastidio. Una nuvolet­ta, leggerissima, vi si trovava davanti come un diaframma. Il globo opaco si muoveva verso l'esterno, leggermente, ruotando e contemporaneamente spo­standosi da destra verso sinistra e viceversa. Ma, all'interno del globo, v'erano, chiarissimi ed ininterrotti, dei moti molto forti. Lo stesso fenomeno si ripeté il giorno dopo, 31 ottobre e il l ° novembre, giorno della defini­zione; poi l'otto novembre, otta­va di questa solennità. Poi, più nulla. Molte volte ho cercato, in altri giorni, alla stessa ora e con simili condizioni atmosferiche, di osservare il sole per vedere se il fenomeno si sarebbe riprodot­to, ma invano. Non ho più potu­to fissare il sole, nemmeno per un istante, perché la vista imme­diatamente era abbagliata. Questa è, in parole semplici e concise, la pura verità".

Pio XII ricordò questo prodigio durante un discorso ad un gruppo di pellegrini olandesi. Esternò la sua devozione anche con alcuni suoi stretti collaboratori ai quali disse che il segno del sole indicava qual­cosa di grande. Anche nel 1957, cioè un anno prima della morte, il Papa assistette da Castelgandolfo, a nuovi prodigi nel sole. "Sono segni - disse allora Pio XII - sono avvertimenti per gli uomini, affinché si preparino ad acco­gliere i cambiamenti, perché molte cose cambieranno".

Anche se nessun osservatorio astronomico italiano registrò un simile fenomeno, gli organi di stampa diedero ampio spazio alla notizia, tant'è che la "Domenica del Corriere" del 28 ottobre 1951, dedicò la coper­tina ad un'immagine illustrata del Pontefice stupito ad osserva­re il fenomeno. Le analogie fra la visione di Pio XII e il prodigio del sole di Fatima sono vera­mente sorprendenti.

Ma anche il 9 ottobre 1958, giorno della morte di Pio XII, avvennero in cielo fenomeni straordinari. Il Console Alberto Perego riferisce in un suo scritto che furono notati da molti testi­moni strani corpi luminosi sor­volare la Villa Papale di Catelgandolfo e in seguito il Vaticano dove era stata traslata la salma del Pontefice. Che significato attribuire a quel feno­meno? Del resto, se le fonti con­sultate sono attendibili, solo pochi giorni prima della morte, il Papa durante una breve udien­za concessa a un gruppo di pel­legrini americani avrebbe dichiarato: "Vedono il volto di Dio più da vicino Esseri che da sempre proteggono l'Umanità". Com'era giunto, Pio XII, a que­sta convinzione?

 

I PRODIGI COSMICI DI GHIAIE DI BONATE

Il prodigio cosmico di Ghiaie di Bonate fu più grandioso di quel­lo di Fatima, perché si ripeté sei volte e perché fu osservato a maggiori distanze da centinaia di migliaia di persone, persino in Piemonte e Liguria. Il grande fenomeno solare si manifestò il sabato 20 maggio 1944 contem­poraneamente all'apparizione; il 21 maggio precedette l'appa­rizione (perché Adelaide era stata tenuta in casa da un mare­sciallo dei carabinieri); la dome­nica 28 maggio avvenne duran­te l'apparizione mentre il mer­coledì 31 maggio si avverrò alle 18, mentre l'apparizione ritardò di quasi due ore. Si ripeté di nuovo il giorno 13 dei due mesi successivi.

Tutti sapevano che la Madonna aveva predetto alla bambina Adelaide che alla fine del primo ciclo di nove apparizioni ci sarebbe stato un miracolo e tutti lo aspettavano con trepidazio­ne. La predizione era stata minuziosamente registrata anche nel Diario del vescovo, sotto la data del 20 maggio 1944: "La cugina è stata molto prudente. Chiede che (cosa) si debba fare, se accompagnare o no la bambina stasera. Ha detto che ci sarà un miracolo domani, e se non fosse, sarebbe un colpo per la fede di molti. Io dico di non potermi pronunciare". E il miracolo ci fu già quella stessa sera del 20 maggio.

Nella sua deposizione giurata davanti alla Commissione Vescovile (16 gennaio 1946) la dottoressa Maggi riferì quanto avvenne quel 20 maggio 1944: "Il sabato era giornata piovosa; e all'inizio dell'apparizione è venuto un raggio di sole sulla testa della bambina, ed io ho alzato gli occhi ed ho visto uno squarcio a forma di croce nel cielo e una specie di pioggia di puntini (stelline) d'oro e d'ar­gento per un minuto o due. E tutti hanno gridato al miracolo... Poi la pioggia di stelline è cessa­ta; ed io ho guardato alla bam­bina che si era messa con gli occhi estatici avanti... Riguardo alla luce non ho parlato con altre persone, se non con Maria, che però disse di non aver visto niente: ma essa disse che aveva sentito una musica armoniosis­sima, tanto che si era distratta; e la notte, pensandoci, pianse tutta la notte".

In un interrogatorio eseguito per rogatoria dal cancelliere della Curia diocesana di Savona e Noli il 3 luglio 1946, Maria Roncalli, cugina di Adelaide fattasi suora di N. S. della Misericordia di Savona, così depose: "Durante la visio­ne di quella sera (20 maggio) alcuni testimoni riferirono di aver visto una pioggia d'argen­to che scendeva sulla testa della bambina: io vidi le mani della sig.ra Dottoressa Maggi presente, che si coloravano di vari colori e sentii una melodia musicale tanto bella che non ho mai sentito di eguali... Ritornando a casa dopo la visione abbiamo visto il sole che girava e cambiava colore". Ma fu la sera seguente, dome­nica 21 maggio, ultimo giorno del primo ciclo di apparizioni, che il prodigioso fenomeno si ripeté in tutta la sua fantasma­gorica magnificenza.

Il racconto di don Piccardi "Non posso non fissare sulla carta, perché serva a testimo­nianza, quanto io ammirai alle Ghiaie di Bonate il giorno 21 maggio 1944. Il ricordo e l'im­pressione sono così vivi che mi sembra un fatto avvenuto ieri. Alle sei della sera di quel giorno ero con una moltitudine di gente sull'alto della morena che sovrasta il luogo delle apparizio­ni, poiché non era possibile, data la piena di gente, andare laggiù. A un certo punto sentii la gente che diceva: "Guardate il sole, guardate il sole!". Mi voltai anch'io tra il diffidente e il curio­so e vidi il sole che uscito dalle nubi (il cielo minacciava acqua) girava su se stesso e per la velo­cità del movimento sembrava sbandasse. Nello stesso tempo vidi che proiettava fasci di luce, allora, per me, quasi costante­mente giallo-oro. Tale colore lo contemplai anche quando il sole era velato da nubi non fitte. Anche chi mi era vicino, all'u­nanimità, diceva di constatare lo stesso movimento, ma in più di vedere anche altri colori; altri dicevano di aver visto nel sole i simboli dell'Ostia, altri una Croce, chi la Sacra Famiglia, chi la Madonna.

Verso le otto, lasciata la morena, mi incamminai per il ritorno e sotto una leggera pioggia mi avviai alla casa del Parroco. Là trovai molte persone che com­mentavano i vari fatti di quella sera. Don Andrea Spada, diret­tore dell’Eco di Bergamo mi chiamò in casa del Parroco e mi domandò che cosa avessi visto io nel sole. Gli esposi quanto sopra ed egli mi prospettò la possibilità di una illusione ottica e di una suggestione collettiva. Stavamo discutendo, quando uno, non so chi, venne dentro a chiamarci dicendo: "Uscite, uscite, il sole gira ancora". Di colpo fummo in cortile e con­templai uno spettacolo quale non avrei mai potuto immagina­re. Il sole al tramonto presentava il suo disco in un placido colore argenteo e lo vedevo vertigino­samente roteare su se stesso, dando talvolta l'impressione che per la velocità dovesse sbandar­si nel cielo. L'occhio lo poté fis­sare subito, senza fatica, con un senso dolce di riposo. Ma il meraviglioso non fu tutto qui. Nella sua roteazione il sole, quale girandola creata dal più bravo mago di fuochi d'artificio, lanciava fasci di luce or gialla, or verde, or violetta, con una vivezza tale, che le nubi attorno al sole ne erano meravigliosa­mente investite e formavano attorno ad esso un'aureola fan­tastica.

Un tale spettacolo, che io non mi attendevo più in quella sera e che si mostrò invece così impo­nente, mi colpì in fondo all'ani­ma. Esso fu per me una prova così evidente delle apparizioni della Madonna che un'altra prova non mi sarebbe sembrata più efficace. Ebbi anche l'im­pressione che ciò dovesse esse­re una prova definitiva e indi­scutibile per tutti. Poiché il feno­meno continuava nella sua imponenza, non riuscii più a tacere e diedi un grido di gioia, esclamando: "Oh! come a Fatima, come a Fatima!". Il Prevosto di Ponte San Pietro, che mi era vicino, mi scosse, richiamandomi a non so quale prudenza, e mi disse: "Non dica per ora di queste cose!".

Constatai che nessuno dei pre­senti negò il fatto; e vi erano chierici, sacerdoti, professioni­sti, ecc. che ammiravano, ma non sapevano che dire. Tutto questo durò per un buon perio­do di circa dieci minuti, finché una nube ricoprì il sole. Ognuno incominciava a fare i suoi commenti, quando circa cinque minuti dopo il sole uscì di nuovo dalle nubi, ripresen­tando lo stesso spettacolo, e ricordo bene come il colore che io potei riscontrare in quel­la seconda fase, durata alcuni minuti, fu il violetto.

Durante la strada di ritorno verso Ponte San Pietro mi tro­vavo accanto a parecchi giova­ni e ricordo bene come essi, colpiti dai fenomeni di poco prima, guardassero, ed io con loro, alle nubi che ricoprivano il sole, nella speranza di rive­dere lo stesso spettacolo. Ma il sole non si fece più vedere e tramontò in silenzio. Cosa gli si poteva domandare ancora?».

Il racconto del sen. Belotti "Domenica 21 maggio 1944, io mi trovavo nel cortile di don Bepo Vavassori in via Gavaz­zeni, a Bergamo, assieme a tanti altri giovani ad ascoltare il vescovo Bernareggi, in occa­sione di una festa dell'Azione Cattolica, dedicata a don Bosco. Erano le ore 18 e, men­tre il vescovo parlava, si veri­ficò un fenomeno solare ecce­zionale: il disco del sole si ingrandì enormemente davanti ai nostri occhi e cominciò a girare vorticosamente, lancian­do raggi di diversi colori. Un sacerdote, vicino al vescovo gli disse: "Non sarà in relazione alle apparizioni di Ghiaie?" e il presule rispose: 'Può darsi'. Poi entrò nella chiesetta dell'i­stituto per la benedizione eucaristica, ma tanti rimasero fuori". Dopo la cerimonia il senatore Belotti ritornò a casa e raccontò alla moglie e ai figli quanto era successo. Si affac­ciarono alla finestra e il sole, che era ormai al tramonto ripeté gli stessi fenomeni di prima. Chiesero ai loro bambini di che colore era il sole. Risposero "Verde" e poi "Blu"...

Il senatore Belotti ha testimo­niato pubblicamente la sua fede in queste apparizioni, dedicando loro un intero capi­tolo nel suo libro "1 Cattolici di Bergamo nella Resistenza" edito nel 1989, volume IV recensito sull'Eco di Bergamo da mons. Roberto Amadei.

L'annotazione del vescovo Bernareggi Mons. Bernareggi annoterà poi nel suo diario sotto la data domenica 21 maggio: "Alle 18 ero al Patronato per la festa di S. G. Bosco. Proprio in quell'o­ra terminavo di parlare davanti alla Chiesa. Poi entravo in Chiesa per la Benedizione col SS. Sacramento. Ma la maggior parte della folla rimase fuori perché diceva di aver osservato per lo spazio di dieci minuti circa, il sole girare su se stesso, cangiando anche repentina­mente di colore, giallo, rosso, bleu. Il sole poteva essere osser­vato senza disturbo. Il fatto fu osservato anche in altre località. Io ebbi solo a notare al termine della funzione un colore giallo delle case, come quando vi è un'eclisse parziale di sole al tra­monto. Alle 19,45 dissero che il fenomeno si ripeteva. Ho guar­dato anch'io. Fissando il sole che abbagliava si finiva col vedere il sole staccarsi netta­mente, dando poi l'impressione che girasse. Poi tutto prendeva un colore rosso. Ma allora era evidente un fenomeno ottico".

Achille Ballini, un testimone oculare Anche lo studioso Achille Ballini, testimone oculare, rac­conta nel libro "Andiamo alle Ghiaie a vedere" che il 21 mag­gio, dalla folla che pregava, guardava e attendeva, ad un trat­to si alzò un grido: "Miracolo! Madonna Santa ti ringraziamo! Oh, quale miracolo! Il sole, il sole, guardate il sole!". La voce passa e si diffonde, e la gente alza la testa e fissa lo sguardo nell'astro luminoso. Chi lo vede roteare vertiginosamente e man­dar riflessi vari secondo i colori dell'iride; chi dice di vedere in esso l'Ostia santa... È vero, non tutti i presenti poterono vedere in modo soddisfacente quei fenomeni solari... La folla non si decideva quella sera ad abban­donare il luogo benedetto per ritornare a casa. Aveva una gran­de voglia di trattenersi ad osser­vare, a commentare i fatti avve­nuti. Molti inteneriti fino alle lacrime, ridiscendevano al luogo dell'apparizione per pre­gare, per aprire il loro cuore a Dio e alla Vergine. Altri però, scossi nell'intimo da voci miste­riose e persistenti, salivano alla parrocchiale in cerca di un ministro di Dio; volevano parla­re con lui e da soli, avevano delle partite vecchie e sempre aperte da regolare. Se i confes­sionali potessero dire..."

Il "sole rotante" visto da una bambina Marcella Zonca aveva cinque anni e mezzo. Abitava a Calusco. Quel 21 maggio si recò a Ghiaie con la zia Airoldi Maria. "Essendo io molto pic­cola di statura, la zia mi aveva messa al riparo dalla folla sotto un gelso che si trovava poco discosto dalla cascina situata alla sinistra del recinto delle apparizioni. Piovigginava ed io vedevo solo le persone che erano vicino a me. Ad un tratto da più parti si sentì dire: "Guardate il sole". Gli ombrel­li si chiusero ed io vidi tutti i colori passare sui volti delle persone: verde, rosso, giallo, blu, ecc., in una girandola vor­ticosa. Alzai gli occhi per vede­re da dove provenissero quei raggi colorati e vidi un disco violetto che roteava impazzito nel cielo. Era sorto alla mia destra e vorticando si spostava sulla mia sinistra, (oggi so che quel punto è ovest e l'altro est, allora non conoscevo ancora i punti cardinali). La gente si era prostrata a terra. Chi pregava, chi si confessava apertamente e chi gemeva. In questo modo mi lasciarono un'ampia visuale del cielo. Guardavo sempre in alto ed a un tratto vidi una can­dida croce sfavillare nel cielo proprio dove dicevano che c'era la Madonna. Era solo la croce, grande, ma senza il Cristo e dall'incrocio dei bracci partivano dei raggi più bianchi della croce stessa. Un can­dore che sulla terra non ho ancora visto. Mentre guardavo sorpresa quella croce, sentii un colpo sulla spalla sinistra, come se mi fosse caduto addosso un peso, ma non ci feci caso. Sul gelso c'erano delle persone ed una di esse mi era caduta addosso. Ebbi un contraccolpo su me stessa, ma non distolsi lo sguardo da quel­la croce che mi affascinava. L'ho impressa nella mente come se fosse successo pochi minuti fa. Poi, non so come, tutto finì. Adelaide veniva riportata a casa in braccio e la gente cominciava a disperdersi. .. »

Il fenomeno solare visto dall'inquisitore Anche don Luigi Cortesi descri­ve nel suo libro "Storia dei fatti di Ghiaie" il fenomeno solare del 21 maggio. Scrive a pag. 94: "Intanto nel recinto, pochi minuti dopo le 18, un signore, che accompagnava un figliolet­to malato, crede di vedere feno­meni straordinari nel sole, e, con voce isterica, grida: - Guardate il sole, guardate il sole! - Un fremito scuote i circo­stanti: pochi secondi dopo si leva d'attorno un'esplosione di entusiasmo frenetico: - Il sole, il sole... Guarda come gira... Oh! Madonna Santa!... Guarda le mie mani... Sono rosse, gialle, sono verdi, ora sono viola... Guarda la croce nel sole là, là, eccola... Ecco l'Ostia benedet­ta... Quella è la Madonna Immacolata... Oh! Madonna, grazia, grazia! Fammi guarire... Vedi i colori di quelle foglie... - Tutti guardano nel sole, che era appena sbucato dalle nubi, ma era ancora velato da una tenue bambagia di vapori. Tutti hanno qualche cosa da vedere nel sole e attorno a sé. Si piange, si svie­ne, si ride, si canta, si grida in un'estasi furiosa. Il sentore di un prodigio è un terribile catalizzatore delle reazioni della folla. Un brivido mi scuote per un secondo. Reagisco energica­mente, mi impongo di non per­dere la testa, di non lasciarmi travolgere. Stringo disperata­mente le pupille, e guardo il sole: vedo una gran macchia chiara senza contorni netti, poi, quando l'occhio si è adattato, vedo un disco di intensissima bianchezza che pareva liquido. Fissando i bordi del disco, rilevo una rotazione vertiginosa, come di una circolare elettrica, come di una vertiginosa girandola, salvo che il senso del moto varia rapidamente da sinistra a destra e poi da destra a sinistra. Mi rammento di Fatima. Sennonché, stavolta, il sole gira attorno a un perno fisso, senza spostarsi nel cielo. Ritorno alla terra, alla folla: noto che i volti, le mani, gli alberi trapassano attraverso tutti i colori dell'iride. È naturale, penso fra me: quan­do l'occhio è offeso da una luce intensa o da uno stimolo equi­valente, proietta sugli oggetti una macchia, che sfuma dal rosso al violetto e tinge dei diversi colori gli oggetti che l'oc­chio nel frattempo incontra; la macchia scompare quando l'oc­chio, riposato, è ritornato alla normalità. Di fatto, pochi minu­ti dopo, non vedo più quei colo­ri cangianti; ogni oggetto ha ripreso il suo colore naturale. Mi lascia dubitoso il fenomeno della rotazione. Un vicino mi offre gli occhiali affumicati, guardo: il sole continua a rotea­re. Mi offre un cannocchiale, lo inverto, lo schermo e guardo: il sole gira ancora. Poi non ce la faccio più: non sono; convinto neppur oggi, che vedere un pro­digio cosmico valga la pena di rimetterci la vista. Allora non ero convinto neanche di vedere un prodigio, poiché mi si abbozza­va rapidamente nel pensiero una plausibile spiegazione natu­rale del fenomeno. Comunque, invitato dai vicini a entusiasmar­mi, taccio. E faccio tacere a forza di pizzicotti e di sberle sulle braccia dei circostanti tese verso il cielo".

Un fenomeno osservato da lontano Si potrebbero riempire centinaia e centinaia di pagine di testimo­nianze sui fenomeni avvenuti a Ghiaie di Bonate in quel lonta­no 1944. Per mancanza di spa­zio, mi sono soprattutto limitato ad alcune testimonianze signifi­cative riferite alle ultime appari­zioni del primo ciclo. Mons. Bramini, difensore di Adelaide ne raccolse moltissime da diver­se località. Il giorno 20 maggio 1944 il fenomeno fu osservato a Ghiaie, il giorno 21 maggio a Ghiaie, a Bergamo e in località circonvicine; il giorno 28, a Ghiaie, a Bergamo, a Castione della Presolana, a Tavernola Bergamasca, a Bratto, a Darfo in Val Camonica, a Pontirolo, a Caprino Bergamasco, a Gelsenherichen in Westfalia (Germania); il 31 a Ghiaie, a Bergamo, sulla strada Rovato ­Palazzolo, a Cevo in Val Camonica, a Piacenza e in diversi paesi del Trentino; il 13 giugno a Ghiaie, a Bergamo, a Piazzolo in Val Brembana, a Corzano; il 13 luglio in Piemonte (ne riferì il giorno 15 la Gazzetta del Popolo di Torino), a Valsaviere e altrove.

Vorrei infine citare una testi­monianza che mi tocca perso­nalmente. Solo qualche mese fa, sapendo che mi stavo inte­ressando della causa di Ghiaie, mia madre, Rondi Giuseppina, mi confidò che anche lei si era recata a Ghiaie di Bonate (pre­sumibilmente il sabato 20 maggio 1944) con alcune sue amiche e che era rimasta scon­volta dopo aver assistito al pro­digio del sole. Ricorda ancora distintamente oggi, all'età di 81 anni, che "l'astro roteava, si abbassava e si alzava ed emet­teva raggi luminosi di colore diverso che colpivano la gente e il luogo cambiando i colori dei volti e degli abiti". Ebbe molta paura quel pomeriggio perché "sembrava che il disco solare cadesse" nella sua dire­zione.

Malgrado l'imponenza dei fe­nomeni avvenuti a Ghiaie di Bo­nate, gli Osservatori astronomici di Brera, Merate, Venegono, Arcetri, interpellati in proposito, dichiararono che nessun feno­meno particolare nel sole fu registrato nel periodo dal 13 maggio al 13 luglio 1944.

Stando alle testimonianze, il fenomeno del "sole rotante" si ripeté più volte a Ghiaie di Bonate. Padre Raschi scrive tra l'altro che fu osservato anche il 13 maggio 1953 e il 13 maggio 1959. Il fenomeno si verificò anche nel maggio 1973 in pre­senza di Mamma Carmela.

Il sole roteò anche con Mamma Carmela Uno strano fenomeno si veri­ficò anche il 25 maggio 1973, all'inizio della recita dei tre Rosari, in presenza di numero­si pellegrini milanesi guidati da Mamma Carmela. "Il sole, splendente senza abbaglio, velocemente roteava su se stesso con movimento eccentrico, mutando la luce nei più svariati colori: dal più intenso blu, al rosso vivo, dal giallo, al verde ecc., con varia­zione di toni che, riflettendosi sulle persone e le cose illumina­te, suscitavano commozione. Un'enorme massa di polvere d'intenso vivo colore, distinta­mente e visibilmente catapultata dal centro del sole, compatta avanzava, apparentemente di pochi metri, di fronte ai fedeli che ammirati, s'inginocchiava­no per l'improvviso ed incon­sueto spettacolo. Come per suo naturale peso, la massa di pol­vere così spaziata, calava in basso a mo' di lenta ed ampia cascata che, diradando nell'at­mosfera, ne diluiva il colore sino a confondersi e a sparire nel terso azzurro del cielo. Tosto il fenomeno si ripeteva con suc­cessive vivaci tinte: blu, rosso, giallo, verde, ecc., sempre cata­pultate in massa dal centro del sole alla solita maniera, per scendere, diradare e spegnersi nello stesso modo. Tale fenome­no durò più di mezz'ora, e pure gli autisti che avevano accom­pagnato il pellegrinaggio e che sostavano in gruppo poco disco­sto dalla Cappelletta, ammutoli­ti, erano sorpresi e meravigliati per i colori che singolarmente erano riflessi sui loro volti, come su quelli di tutti i presenti che avevano di fronte».

Alberto Lombardoni

Tratto da: “Ghiaie di Bonate - Regina della Famiglia