I DIAVOLI ALLO SCOPERTO
San
Francesco d'Assisi, durante la sua vita terrena, esortò i frati ad ascoltare la
parola del Signore che insegna ad amare i propri nemici e a fare del bene a
quelli che ci odiano. Infatti il Signore nostro Gesù Cristo, di cui bisogna
seguire le orme, chiamò amico il suo traditore e si offrì spontaneamente ai
suoi crocifissori. Pertanto si debbono considerare nostri amici tutti coloro che
ingiustamente ci infliggono tribolazione e angustie, ignominie e ingiurie,
dolori e sofferenze, martirio e morte e li dobbiamo amare molto poiché in virtù
di ciò che ci fanno, otteniamo la vita eterna.
E
dobbiamo avere in odio il nostro corpo con i suoi vizi e peccati, poiché
vivendo secondo la carne, vuole toglierci l'amore del Signore nostro Gesù
Cristo e la vita eterna e vuole perdere se stesso con tutte le nostre cose
nell'inferno; poiché noi per colpa nostra siamo ignobili, miserevoli e
contrari al bene, pronti invece e volenterosi al male, come dice il Signore nel
Vangelo: "dal cuore degli uomini vengono cattivi pensieri, gli omicidi,
gli adulteri, le fornicazioni, i furti, le ingiurie, le cattiverie, le frodi, le
impudicizie, le invidie, le false testimonianze, le bestemmie, la superbia e
la stoltezza. Tutte queste cose cattive procedono dal di dentro del cuore
dell'uomo e sono queste cose che condannano l'uomo". E San Francesco osservò
alla perfezione tutto quel che consigliò ai frati di ieri, di oggi e di domani.
Per questo, il diavolo non prevalse mai su di lui nonostante tutti i più
sottili e insidiosi intrighi, specialmente quando apparì ad un frate sotto
forma di Gesù Crocifisso, dicendo: "Quel frate Francesco è soltanto un imbroglione".
O quando una donna di facili costumi tentò d'impedire la predicazione, facendo
fracasso e alzando al massimo la voce. S. Francesco, allora, si rivolse ai
diavoli e disse loro: "Prendete pure ciò che è vostro". Tutti gli
astanti videro la donna trasportata via da mani invisibili. Non erano altro che
diavoli, i quali prima tentano l'uomo tramite l'uomo in peccato e, quando non
vi riescono, agiscono a viso scoperto. Infatti, più tardi, tentarono di farlo
precipitare in un burrone con un forte spintone oppure quando cercarono di
schiacciarlo, facendo cadere dall'alto un enorme masso.
Tanti
buontemponi, ogni qualvolta sentono parlare degli spiriti maligni, ghignano a
crepapelle. Tutti noi ogni tanto sentiamo questi increduli dire le loro
scempiaggini. Poveracci! Bisogna pregare molto per loro affinché capiscano e
cambino rotta prima che sia troppo tardi. Uno dei motivi questi che mi hanno
spinto a scrivere qualcosa sugli spiriti ribelli, che combattono quanti hanno
deciso di seguire la via che conduce a salvezza.
Padre
Pio, che calcò in modo singolare la via indicata nel Santo Vangelo e che seguì
alla perfezione i consigli serafici, subì incalcolabili attacchi demoniaci.
La sua fama si estese in tutto il globo terrestre, a tal punto che il compianto
cardinale Siri ebbe a dire: "Ritengo che Padre Pio sia la più grande
figura carismatica del nostro tempo e la sua vita una preziosa testimonianza per
richiamare l'attenzione sul corpo crocifisso di Cristo. Sono certo che sarà
fatto santo."
La
profezia del cardinale Siri, già preceduta dal popolo, si è avverata il 2
maggio 1999. Infatti la Chiesa lo ha già proclamato Beato. (…oggi Santo…)
Se
poi si volesse osservare la sua vita e le sue numerosissime lettere ci
convinceremmo, senz'ombra di dubbio, di trovarci di fronte ad un'anima
privilegiatissima.
In
larghissima misura, Dio gli ha fornito motivi di credibilità affinché l'umanità
potesse credere a P Pio che prediceva il futuro, leggeva nel pensiero, si
spostava in bilocazione e che portò impresse su di sé le stigmate con altre
sofferenze fisiche e morali.
Gli
uomini di scienza ghignarono sulle stigmate ed in modo del tutto particolare
sull'esistenza del diavolo.
Purtroppo
questa è una realtà incontestabile. La si riscontra nel Sacro Testo, nel
Vangelo e nella vita di molti santi e che solo agli sprovveduti e superficiali
è concesso ridere: un modo facile per liquidare il mistero di realtà scontate
e che soccombe solo chi lo vuole; coloro, cioè, che non si abbandonano
all'azione salvatrice di Cristo che ha vinto il demonio come giustamente aveva
affermato Paolo VI.
Guai,
tre volte guai, a coloro che respingono Dio. Saranno ghermiti dall'eterno
torturatore, e dopo una vita scialba, dovranno, fra le svariate sevizie,
assaporare eternamente quel fuoco, inesprimibile, di potenza divina.
S.
Paolo, nella lettera ai Corinzi, così si esprime: "Noi siamo infatti
dinanzi a Dio il profumo di Cristo fra quelli che si salvano e fra quelli che si
perdono; per gli uni odore di morte per la morte e per gli altri odore di vita
per la vita".
Padre
Pio descrive il demonio come una figura gigantesca, alta come una montagna
nera ..., sempre all'erta. Diceva anche: "Se si potessero vedere con gli
occhi del corpo quanti demoni hanno invaso la terra, non si vedrebbe più il
sole". Quindi, raccomandava "continua vigilanza e preghiera",
rimedi questi per poterlo avvistare e difenderci.
Il
demonio, furbo com'è, non disturba chi commette il peccato e in esso rimane,
perché incomincia ad essergli figlio..., gli toglie persino la vergogna per
ogni turpe azione che commette, per poi rimetterla quando vuole ritornare sulla
retta via. Li sente suoi figli ... e li adopera per portare altri a
dannazione. Questa è la sorte di chi aderisce a lui.
Quelli,
però, che si sforzano di vivere in Grazia non devono temere nulla anche quando
il demonio sferra gli attacchi più infernali. Il Signore veglia e se permette
degli attacchi lo fa solo ed esclusivamente per il bene esclusivo dell'anima e
in più per liberare quelle incaute che si trovano nelle grinfie di satana.
Nella
lotta poi abbiamo un alleata potentissima, la SS. Vergine Maria che ad ogni
nostra invocazione interviene rapidamente e debella gli intrighi dell'astuto
nemico delle anime. Santa Veronica, infatti, ad ogni assalto dei nemico subito
invocava la SS. Vergine. E ogni qualvolta lo faceva aveva il sopravvento sul
demonio, tanto che un giorno questi la sgridò: "Non invocare la mia
nemica".
Padre
Pio, invece, vittima per i peccatori, dovè assaporare una lotta senza
quartiere. Il demonio e i suoi satelliti non gli davano tregua. Dalle lettere
che scriveva al suo confessore si può percepire quanti crudeli assalti subiva:
"Babbo Carissimo, io mi trovo assai contento. Gesù non cessa di volermi
bene, anche contro ogni mio demerito perché non cessa di farmi affliggere di
più da quei brutti ceffi. Oramai sono 22 giorni che Gesù permette a costoro
di sfogare la loro ira su di me. Il mio corpo, padre mio, è tutto ammaccato per
le tante percosse che ha contato fino al presente per mano dei nostri nemici.
Più
di una volta sono giunti a togliermi perfino la camicia e percuotermi in tale
stato. Ora ditemi, non è stato forse Gesù che mi ha aiutato in questi tristi
momenti in cui, si privò di tutto, i demoni hanno cercato di distruggermi e
perdermi? Aggiungete ancora che anche dopo che costoro si sono allontanati,
sono rimasto svestito per molto tempo, perché impotente a muovermi, con questa
stagione rigida. Quanti malanni avrebbero dovuto scatenarsi su di me se il
nostro dolcissimo Gesù non mi avesse aiutato!
Ignoro
quello che mi accadrà, so soltanto però una sola cosa con certezza, che il
Signore non verrà mai meno nelle sue promesse: «Non temere, io ti farò
soffrire, ma te ne darò anche la forza - mi va ripetendo Gesù. Desidero che
l'anima tua, con quotidiano ed occulto martirio, sia purificata e provata; non
ti spaventare se io permetto al demonio di tormentarti, alle persone a te più
care di affliggerti, perché niente prevarrà contro coloro che gemono sotto
la croce per amor mio e che io mi sono adoperato per proteggerli».
Quante
volte - mi ha detto Gesù poc'anzi - mi avresti abbandonato, figlio mio, se non
ti avessi crocifisso.
Sotto
la croce s'impara ad amare ed io non la do a tutti, ma solo a quelle anime che
mi sono care".
Grazie
poi vi rendo per le tante preghiere che per me porgete al Signore. Io vi
prometto, allorché sarò con Lui, di perorare la vostra causa. Gesù è buono
non potrà resistere ai miei clamori; sebbene essi sono sempre deboli".
Alla
domanda di Padre Pio ai tanti perché, Gesù risponde: "Con ripetuti colpi
di salutare scalpello e con diligente ripulitura soglio preparare le pietre
che dovranno entrare nella composizione dell'eterno edificio. Queste parole mi
va ripetendo Gesù ogni qualvolta mi regala nuove croci".
E
quindi continua a raccontare che da principio il demonio gli apparve sotto
forma di un gatto nero e brutto; la seconda volta sotto forma di giovanette
ignude che lascivamente ballavano; la terza volta, senza apparirgli, lo sputava
in faccia; la quarta volta, anche senza apparirgli, lo straziava con rumori
assordanti. La quinta volta gli apparì in forma di carnefice che lo flagellò;
la sesta volta in forma di crocifisso; la settima volta sotto forma di un
giovine, amico dei frati, che poco prima era stato a visitarlo; l'ottava volta
sotto forma di San Pio X. Altre volte sotto forma del suo Angelo custode, di
San Francesco, di Maria Santissima... Finalmente nelle sue vere fattezze,
orribili, con un esercito di spiriti infernali".
Il
"cosaccio", una volta, si presentò a Padre Pio come ... penitente.
Una mattina - come al solito -, dopo il ringraziamento della Santa Messa, Padre
Pio scese in sagrestia, per la confessione degli uomini. Cosa strana: vi era un
sol uomo, vestito di nero e di aspetto per niente buono e rassicurante.
Incominciata la confessione, ne accusava un sacco ed una sporta, e non la
finiva mai; più ne diceva e più ne scovava. Intanto Padre Pio lo ascoltava con
tutta la sua calma e pazienza; ma nell'indurlo ad accettare la penitenza ed a
recitare l'atto di dolore per non offendere più Gesù, al solo sentire
pronunziare questo santissimo Nome, quella belva di uomo... scomparve
all'istante, davanti agli occhi di Padre Pio, come un vento impetuoso ed una
specie di terremoto da scuotere la sacrestia e la Chiesa.
La
maestra Pompilio Maria, vedendo Padre Pio, rispose: "Avete sentito Padre,
che rumore?". E Padre Pio continuò a raccontare:
"L'altra
notte la passai malissimo. Quel "cosaccio", da verso le dieci, che mi
misi a letto, fino alle cinque della mattina non fece altro che picchiarmi
continuamente. Molte furono le diaboliche suggestioni che mi poneva davanti
alla mente: pensieri di disperazione, di sfiducia verso Dio. Ma viva Gesù,
poiché io mi schermii col ripetere a Gesù "vulnera tua, merita mea".
Credevo proprio fosse propriamente l'ultima notte di mia esistenza; o, anche
morendo, perdere la ragione. Ma sia benedetto Gesù che niente di ciò si avverò.
Alle cinque dei mattino, allorché quel "cosaccio" andò via, un
freddo s'impossessò di tutta la mia persona da farmi tremare da capo a piedi,
come una canna esposta ad un impetuosissimo vento. Durò un paio d'ore. Andai
del sangue per la bocca. E tutt'altro che spaventarmi, mi preparai alla pugna
con un beffardo sorriso sulle labbra verso costoro. Allora si che mi si
presentarono sotto le più abominevoli forme e, per farmi prevaricare, incominciarono
a trattarmi con guanti gialli; ma grazie al cielo, li strigliai per bene,
trattandoli per quel che valgono anche se si buttarono addosso, mi gettarono a
terra e mi bussarono forte forte, lanciando contemporaneamente per aria
guanciali, sedie ed emettendo, in pari tempo, gridi disperati e pronunziando
parole estremamente sporche.
Quei
"cosacci", ultimamente, nel ricevere la vostra lettera, prima di
aprirla mi dissero di strapparla ovvero l'avessi buttata nel fuoco... Risposi
loro che nulla sarebbe valso a smuovermi dal mio proposito. Mi si scagliarono
addosso come tante tigri affamate, maledicendomi e minacciando che me
l'avrebbero fatta pagare. Padre mio, hanno mantenuto la promessa! Da quel giorno
mi hanno quotidianamente percosso. Ma non mi atterrisco. Ormai sono ventidue
giorni continui che Gesù permette a costoro (brutti ceffoni) di sfogare la
loro ira su di me. Il mio corpo, Padre mio, è tutto ammaccato per le tante
percosse che ha contato fino al presente per mano dei nostri nemici".
Ed
ora, Babbo mio, chi potrebbe narrarvi tutto quello che ho dovuto sostenere!
Sono stato solo di notte, solo di giorno. Una guerra asprissima s'impegnò da
quel giorno con quei brutti cosacci". Volevano darmi ad intendere di essere
stato rigettato finalmente da Dio".
Mi
trovo nelle mani del demonio, che si sforza di strapparmi dalle braccia di Gesù.
Quanta guerra, mio Dio, mi muove costui! In certi momenti poco manca che non mi
vada via la testa per la continua violenza che debbo farmi. Quante lacrime,
quanti sospiri, Padre mio, indirizzo al cielo per essere liberato. Ma non
importa. Io non mi stancherò di pregare Gesù".
II
demonio lotterà sempre contro chi gli resiste. Non s'arrende mai. Sa
attendere con ponderata astuzia la preda ... Lo vince solo chi si rifugia
nella protezione della Vergine Maria, la vincitrice di satana. Basta invocarla
ed i dardi del nemico vanno in frantumi. Ma è essenziale, però, che l'uomo
voglia la "Santità", altrimenti, dai varchi incustoditi, penetra il
seduttore, neutralizzando con dispute e pigrizie le azioni dei celesti
spiriti. Bisogna vigilare per impedire l'entrata del maligno. E solo Dio può
impedire questa somma sciagura. Solo Dio può vincere in noi la Bestia, sempre
che l'uomo impegni tutta la sua buona volontà a restargli fedele.
Padre
Pio, veramente, in questo caso, in particolare, ci è guida sicura. Tutti
abbiamo constatato che dopo la lotta Egli ha raggiunto la Celeste Gerusalemme.