GRANDE CROCIATA ANTIBLASFEMA

(UNA CAUSA DA VINCERE)

Che eos'è la besteminia. Alcuni uomini, autorevoli per la santità della vita e per l'alto insegnamento lasciato in eredi-tà alla Chiesa, come S. Girolamo, S. Agostino, S. Bernardo da Chiaravalle, S. Tommaso d'Aquino, S. Bernardino da Siena definiscono la bestemmia come il peccato più grave tra tutti i peccati mortali. Sant'Agostino affermava: "La bestemmia è una colpa peggiore dello stesso deicidio com-messo dai Giudei". Padre Lorenzo Vespignani diceva: "La bestemmia è il sommo della ingratitudine dell'uomo, perché mentre la maggior parte del creato, con tutte le sue meraviglie, celebra la potenza e la gloria di Dio, l'uomo, creato ad immagine dello stesso Dio, osa abusare del dono della favella che Dio stesso gli ha donato, per ingiuriare e offendere il Suo Creatore;... è una grande empietà che offende non solo Dio, la Madonna e i Santi, ma anche i principi più elementari della fede, della civiltà, dell'educazione e della convivenza sociale". Il Sac. Don Enzo Boninsegna a riguardo così si esprime: "La bestemmia è l'urlo dell'inferno; è il linguaggio rabbioso di Satana che esce dalla bocca dell'uomo per cercare di sporcare la gloria di Dio; è il supremo atto di superbia che un uomo possa commettere; è manifestazione di volgarità, di grossolanità e di poca intelligenza, perché una persona fine, non volgare, intelli-gente sa trovare altri modi leciti per far sbollire un momento di tensione".

Gravità della bestemmia. La maggior parte dei bestemmiatori pensa che la bestemmia non sia un grosso peccato e che i grossi peccati siano altri, come l'omicidio, il furto, la calunnia, lo spaccio di droga, ecc. Coloro che credono così si sbagliano di molto, evidentemente perché, essendo la loro attenzione incen-trata tutta sull'uomo e assente verso Dio, considerano grave ciò che colpisce l'uomo e insignifi-cante ciò che colpisce Dio. Se ben si ragiona, si arriva a capire che se va rispettata anche la minìma creatura, a maggior ragione va rispettato il Creatore di tutte le creature. Perciò, tutti i peccati che colpiscono le creature sono contro la legge di Dio, ma offendono Dio indirettamente, mentre la bestemmia, essendo proprio contro Dio, offende Dio direttamente; quindi, la bestemmia è il peccato più offensivo nei riguardi di Dio, cioè più grave tra tutti i peccati mortali.

Triste primato. E' veramente triste e scoraggiante dover costatare che l'Italia, nazione a maggioranza cristiana, abbia l'ignobile primato d essere il paese dove si bestemmia di più. Com'è possi-bile sopportare un così orrendo peccato contro Dio, in un popolo che frequenta la Chiesa e si accosta ai Sacramenti? I Sacerdoti italiani all'estero si vergognano per lo scandalo che i nostri connazionali danno con la bestemmia, per la quale vengono riconosciuti tra tutti, dato che in quei luoghi non bestemmia nessun altro. Che vergogna è la bestemmia, e quale disonore per la nostra Italia! Padre Lorenzo Vespignani, a tal proposito, diceva: "Un popolo che bestemmia è un popolo volgare, vittima dell'ignorana e degno di disprezzo.

I cattivi esempi e gli scandali. La bestemmia, purtroppo, è una pessima abitudine, una volta che si acquista, è difficile eliminarla. Essa, oltretutto, è simile ad una malattia infettiva che si trasmette da padre in figlio. E' particolarmente in famiglia dove i ragazzi imparano a bestemmiare. Spesse volte bestemmiano anche i bambini, e se si domanda loro da chi hanno appreso la brutta abitudine, citano papà o mamma. Quale responsabilità per coloro che danno scandalo con la bestemmia! Gesù, riguardo agli scandali, disse: "E' inevitabile che avvengano scandali, ma guai a colui per cui avvengono; sarebbe meglio per lui che gli fosse legata al collo una macina da mulino e fosse gettato in mare...!" (Lc 17,1-3).

Perché si bestemmia. Varie sono le cause della bestemmia, particolarmente la debolezza umana, l'ignoranza, l'or-goglio e il cattivo esempio. Essendo infatti, la bestemmia una fortissima tentazione del demonio che, per odio contro Dio, la Madonna e i Santi, istiga gli uomini a bestemmiare, questi, soggiogati dalla forza diabolica, si sentono deboli e incapaci di vincere l'orribile abitudine. C'è chi bestem-mia perché gli affari gli vanno male, come se ciò fosse colpa di Dio; c'è chi bestemmia perché ha l'impressione che, bestemmiando, passi per persona più importante (senza sapere che, al contra-rio, si degrada al livello degli animali); c'è chi, essendo tipo volgare, bestemmia tra una frase e l'altra per l'abitudine di bestemmiare; c'è chi bestemmia per nervosismo e spesso senza intenzio-ne di offendere Dio. Per qualsiasi motivo si bestemmia, anche quando non c'è l'intenzione di offendere Dio, con la bestemmia si lancia sempre un grave insulto al Nome santo di Dio e si offre un piacere a Satana.

Tanti dicono: Io bestemmio Dio e la Madonna perché Li credo e Li amo. Chiunque ama il proprio padre e la propria madre non li ingiuria, non li offende e non vuole che vengano disprezzati. Non è possibile, d'altronde, tenere un cattivo rapporto col Nome di Dio e avere, contemporaneamente, buona amicizia con Dio. Chi disprezza il Nome di Dio, disprez-za Dio; chi banalizza il nome di Dio, banalizza Dio; chi onora il nome di Dio, onora Dio.

La bestemmia è delinquenza, pazzia o stupidità. Dice un anonimo: "Chi crede in Dio e bestemmia è un mascalzone e seguace del demonio; chi non crede in Dio e Lo bestemmia è un pazzo, perché solo i pazzi imprecano contro chi non esiste; se non è mascalzone o pazzo è un vero stupido: infatti, i ladri, gli assassini, gl'impuri, nel fare il male, guadagnano qualcosa o soddisfano i loro istinti, ma chi bestemmia non guadagna nulla, arreca solo offesa a Dio, scandalo alla società e macchia la propria anima di gravissimo peccato". Il prof Bettazzi, a proposito, diceva: "Chi ragiona non bestemmia e chi bestemmia non ragiona".

Disprezzo per il Nome Santo di Dio. Il secondo Comandamento dice: "Non nominare il Nome di Dio invano" (Es. 20,7). Se nominare il Nome di Dio inutilmente è già una colpa, bestemmiare Dio è colpa gravissima, perché significa tentare d'infangarlo e di rivestirlo d'infamia. "Chiunque maledirà il Suo Dio porterà la pena del suo peccato" (Lv 24,15). La misericordia di Dio, con il perdono che offre, ristabilisce l'amicizia col peccatore pentito, ma il peccato si deve scontare, in quanto la confessione ridona la grazia santificante, ma non toglie la pena dovuta al peccato; essa va pagata ... di qua o di là. Se il bestemmiatore potesse vedere quale carico di castighi e di dolore attira su di sé e sul mondo intero con le sue bestemmie, sicuramente morirebbe di terrore!

Amore al Santo Nome di Dio. Gesù nell'insegnarci il "Padre nostro", principalmente ci fece capire che, rivolgendoci al Padre, dobbiamo farlo con amore e con parole di lode, come ad esempio:... "sia santificato il Tuo Nome...". Chi, infatti, ama e rispetta profondamente Dio non lo bestemmia mai, ma eleva a Lui, ogni giorno, inni di lode. I Salmi dicono: "Sette volte al giorno io Ti lodo, Signore" (Sal 118,164). "Dal sorgere del Sole al suo tramonto sia lodato il Nome del Signore" (Sal 12,2-3).

I benefici che ci vengono dall'amore al Nome di Dio sono incalcolabili. La Bibbia dice: "In Te si allieteranno quanti amano il Tuo nome" (Sal 5,12). "Saranno ricompensati quanti temono il Tuo Nome e abiteranno presso la Tua dimora"(Sal 139,14).

Punizione della bestemmia. Fin dall'Antico Testamento era stabilito che, chi avesse bestemmiato il Nome di Dio, venis-se lapidato. L'imperatore Giustiniano stabilì per i bestemmiatori la pena di morte. Maometto ordinò che i bestemmiatori venissero segati vivi. Pene orribili, ma nessuna di esse per quanto grave, può essere adeguata all'offesa che si fa a Dio con la bestemmia.

Il male che apporta la bestemmia. Padre Pio diceva: "La bestemmia attira la maledizione di Dio sulla tua casa ed è la via più sicura per andare all'inferno". Il Santo curato d'Ars, S. Giovanni Maria Vianney, affermava:" Se la bestemmia regna nella vostra casa, tutto andrà in rovina". S. Giovanni Crisostomo asseriva: "Per la bestemmia vengono sulla Terra le guerre, le care-stie, i terremoti, le pestilenze. Il bestemmiatore attira il castigo di Dio su se stesso, sulla sua famiglia e sulla società". Dio, per la bestemmia, spesso punisce gli uomini in generale, ma a volte punisce anche il singolo in particolare. Pur se nel corso della vita ci sono dei bestemmiatori che non  vengono puniti dalla giustizia di Dio, alla fine della vita nessuno sfuggirà alla sua sentenza.  Paolo infatti dice: "Ciascuno raccoglierà quello che avrà semmato" (Gai. 6,7).

Bisogna sostituire la bestemmia. I fumatori che vogliono togliersi il vizio del fumo, usano mettersi in bocca qualche pallia-tivo, come una caramella, uno stecchino o altro, tanto per sostituire la sigaretta. E' necessario, tuttavia, un fermo atto di volontà, altrimenti il vizio non si lascerà mai. Per quanto riguarda la bestemmia, è necessario sostituirla con altra espressione che non faccia male ad alcuno. Tanti usano  dire:  "Perbacco",  "Perdiana",  "Porco  cane',  "Porca  miseria. Una volta che viene presa l'abitudine di sostituire la bestemmia con un'esclamazione del genere, se poi ci sarà ferma volontà di riuscire, la bestemmia sarà vinta e, a poco a poco, anche queste esclamazioni banali non saranno più pronunciate.

Correzione fraterna. Dato che tutti siamo figli di Dio, ognuno di noi ha il sacrosanto dovere di difendere il Santissimo Nome dei nostro Padre Celeste dal massimo oltraggio che è la bestemmia; ma, non essendo tutti fedeli e fervorosi, contro tale vizio devono essere sempre i buoni e ferventi cristia-ni ad alzare la propna protesta. San Girolamo, a proposito, diceva: "I cani abbaiano in difesa del proprio padrone ed io devo stare muto quando viene ingiuriato il mio Signore?" Chi, potendo, non corregge il bestemmiatore, fa il proprio male, perché si carica la coscien-za di un gravissimo peccato di omissione. Tutto ciò lo ricorda Dio al profeta Ezechiele:"Se non richiami il malvagio perché cambi condotta e viva, il malvagio perirà per la sua colpa, ma della sua morte Io domanderò conto a te" (Ez 3,18). Fingere di non sentire quando invece si sentono tante bestemmie, è segno di poco amore, di poco rispetto e di poca fede verso Dio. A proposito, Gesù disse: 'Chi mi riconoscerà davanti agli uomini, anch'Io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei Cieli, ma chi mi rinnegherà davanti agli uomini, lo rinnegherò anch'Io davanti al Padre mio..." (Mt 10,32-33); e tacere, senza difenderLo, è forma di rinnegamento.

Grande Crociata Antiblasfema. Alla "Grande Crociata Antiblasfema" possono aderire tutti: uomini, donne, giovani, bambi-ni, anziani, purché abbiano grande amore di Dio, buona volontà, e vogliono mettere in pratica i tre seguenti suggerimenti: 1) Iniziare la Crociata, con la promessa a Dio di voler perseverare, quanto più è possibile, nella difesa del Suo Santo Nome e di quelli della Madonna e dei Santi. 2) Prepararsi alla battaglia contro la bestemmia, soprattutto con la preghiera, e anche con la parola buona e persuasiva, senza usare mai rimproveri o brutti epiteti. 3) Ricorrere ai seguenti validissimi sussidi: libri sulla bestemmia, fogli uguali al presente, autoadesivi per le macchine e biglietti-slogan, che si possono inventare, e regalare principalmente ai bestemmiatori, e a buone persone che possono aderire alla Crociata per estenderla sempre più. Nell'aderire alla Crociata Antiblasfema, è bene che ognuno incominci a far scomparire la bestemmia dalla propria parentela, dagli amici e dal vicinato, per arrivare a poco a poco ad estirparla anche dall'ambiente di lavoro e da qualsiasi altro. I ragazzi e i bambini possono operare moltissimo sia nelle loro famiglie sia tra i compagni di scuola. Chi aderisce alla "Grande Crociata Antiblasfema" compie sulla Terra una grandissima ope-ra missionaria, della quale sarà ricompensato, in vita e nell'aldilà, da Colui che ricompensa largamente anche un bicchier d'acqua dato per amore Suo. Preghiera di Riparazione. I buoni cristiani non solo hanno il dovere di compiere, per mezzo della parola e della stampa, opera di persuasione presso i singoli bestemmiatori, per farli smettere di bestemmiare, ma, come disse la Madonna a Fatima e a La Salette, hanno anche e soprattutto il dovere di pregare per la loro conversione e di riparare per tutte le bestemmie. La riparazione, di solito, si fa con preghiere e adorazioni, specialmente davanti al Santissimo Sacramento; con la partecipazione mensile a qualche Santa Messa; col ripetere spesso l'atto d'amore: "Gesù, Maria, Vi amo, salvate anime"; con la recita, possibilmente gioinaliera, delle seguenti lodi: Dio sia benedetto; Benedetto il Suo Santo Nome; Benedetto Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo; Benedetto il Nome di Gesù; Benedetto il Suo Sacratissimo Cuore; Benedetto il Suo Preziosissimo Sangue; Benedetto Gesù nel SS. Sacramento dell'altare; Benedetto lo SpIrito Santo Paraclito; Benedetta la Gran Madre di Dio Maria Santissima; Benedetta la Sua Santa e Immacolata Concezione; Benedetta la Sua gloriosa Assunzione; Benedetto il Nome di Maria, Verglue e Madre; Benedetto S. Giuseppe Suo Castissimo Sposo; Benedetto Dio nei Suoi Angeli e nei Suoi Santi.