GLI STRUMENTI DELLA COMUNICAZIONE SOCIALE

di Don Pasquale Casillo

La stampa cattiva (atea, irreligiosa, eretica, pornografica) è maliziosa, essendo effetto non di pura fragilità o di fuggevole momento, ma di precisa premeditazione fatta a mente calma e a cuore freddo. Suggestiona chi legge senza stuzzicarne la suscettibilità e non arrossisce quando descrive cose che fanno breccia anche in un petto d'acciaio, in fatto di violenza, dissa­crazione, sesso, turpiloquio.

Rovina il lettore nella sua facoltà più importante, cioè nel pensiero, che è il timoniere della vita, arrivando così, specialmente nei giovani, a provocare gli istinti più bassi, nelle forme più provocanti.

Moltiplica gli scandali secondo il numero delle copie che raggiungono una quantità di persone superiore a quella raggiunta da un atto o discorso cattivo.

Offende Dio in uno dei suoi attri­buti più propri e più cari, ossia nella Verità, insegnando cose apertamente contrarie alla Fede e alla morale, specialmente alla morale sessuale, anzi contrarie alla onestà stessa della convivenza umana.

Per tutto ciò il cristiano non può assolutamente leggere la stampa catti­va (libri, riviste, giornali, manifesti, volantini, cartelloni, incisioni), né sostenerla con il suo contributo in denaro e in favoreggiamento, né appoggiarla con una sua qualunque collaborazione sia pur sporadica, nemmeno con il pretesto di conoscere il male per combatterlo.

Se facesse ciò, si addosserebbe una grave responsabilità, commetterebbe peccato, anzi non potrebbe consi­derarsi cristiano, perché non è cristiano chi sostiene uno strumento pubblico che demolisce sistemati­camente i valori nei quali egli dice di credere.

Invece il cristiano deve cercare di non far leggere dagli altri la stampa cattiva, deve controbatterla in tutti quelli che la favoriscono o da solo, e tanto più se ha poteri di legge, o inserendosi nell'attività di una associazione; deve segnalare alla componente autorità dello Stato i disobbedienti all'articolo 21 della Costituzione che salvaguarda il buon costume e all'articolo 528 del Codice Penale che punisce lo spettacolo osceno; deve appoggiare le iniziative (lettere, discussioni, segnalazioni, dimostrazioni ecc.) che si propongono di combattere la stampa cattiva: tutto ciò è un dovere grave, necessario e urgente.

Questo che è stato detto contro la stampa cattiva vale anche per gli altri strumenti della comunicazione sociale (cinema, radio, televisione), anzi con più forza perché essi, unendo alla parola l'attrattiva del suono e dell'im­magine ed essendo in grado di sfruttare tutte le astuzie dell'esibizione e del commercio, quando propinano il male, sanno farlo in maniera più seducente e più aggressiva di quanto possa fare la stampa.