PREGHIERA A GESU'
AGONIZZANTE NEL GETHSEMANI
O
Gesù, che nell'eccesso del tuo amore e per vincere la durezza dei nostri cuori,
doni tante grazie a chi medita e propaga la devozione della tua SS. Passione del
Gethsemani, ti prego di voler disporre il cuore e l'anima mia a pensare spesso
alla tua amarissima Agonia nell'Orto, per compatirti e unirmi a te il più
possibile. Gesù benedetto, che sopportasti in quella notte il peso di tutte le
nostre colpe e che per esse hai pagato completamente, fammi il grandissimo dono
di una perfetta contrizione per le mie numerose colpe che ti fecero sudare
sangue. Gesù benedetto, per la tua fortissima lotta del Gethsemani, dammi di
poter riportare completa e definitiva vittoria nelle tentazioni e specialmente
in quella cui vado maggiormente soggetto. O Gesù appassionato, per le ansie,
i timori e le sconosciute ma intensissime pene che hai sofferto nella notte in
cui fosti tradito, dammi una grande luce per compiere la tua volontà e fammi
pensare e ripensare all'enorme sforzo e alla impressionante lotta che
vittoriosamente sostenesti per fare non la tua ma la volontà del Padre. Sii
benedetto, o Gesù, per l'agonia e le lacrime che versasti in quella notte
santissima. Sii benedetto, o Gesù, per il sudore di sangue che avesti e per
le angoscie mortali che provasti nella più agghiacciante solitudine che mai
uomo potrà concepire. Sii benedetto, o Gesù dolcissimo ma immensamente
amareggiato, per la preghiera umanissima e divinissima che sgorgò dal tuo Cuore
agonizzante nella notte dell'ingratitudine e del tradimento. Eterno Padre, ti
offro tutte le Sante Messe passate, presenti e future unito a Gesù agonizzante
nell'Orto degli ulivi. Santissima Trinità, fa che si diffonda nel mondo la
conoscenza e l'amore per la SS. Passione del Gethsemani. Fà, o Gesù, che
tutti coloro che ti amano, vedendoti crocifisso, ricordino anche le inaudite
pene tue nell'Orto e, seguendo il tuo esempio, imparino a ben pregare,
combattere e vincere per poterti poi glorificare eternamente in cielo. Cosi sia.
23.XI.1963
Con approvazione ecclesiastica + Macario,
Vescovo di
Fabriano
PAROLE
DI GESU'
Nel
Gethsemani conobbi i peccati di tutti gli uomini. Fui fatto quindi: ladro,
assassino, adultero, bugiardo, sacrilego, bestemmiatore, calunniatore e ribelle
al Padre che invece ho sempre amato. Io, puro, ho risposto al Padre come se
fossi macchiato di tutte le impurità. Ed in questo, appunto è consistito il
Mio sudare sangue: nel contrasto del Mio amore per il Padre e la Sua volontà
che voleva addossarmi tutto il marciume dei Miei fratelli. Ma ho obbedito, sino alla fine ho obbedito e per amore
di tutti mi sono ricoperto di ogni macchia, pur di fare il volere di Mio Padre e
salvarvi dalla perdizione eterna. Nessuno crederà che molto più soffrii allora
anziché sulla Croce, pur tanto e tanto dolorosa, perché chiaramente ed
insistentemente Mi fu mostrato che i peccati di tutti erano fatti Miei ed Io
dovevo risponderne per ciascuno. Sicché Io, innocente, ho risposto al Padre
come se fossi veramente colpevole di disonestà. Considera, perciò, quante
agonie più che mortali ho avuto in quella notte e, credimi, nessuno poteva
alleggerirmi di tali spasimi, perché, anzi, vedevo che ognuno di voi si è
adoperato per rendermi crudelissima la morte che ad ogni attimo Mi veniva data
per le offese di cui ho pagato interamente il riscatto. Più di quanto l'uomo
può capire ed oltre ogni immaginazione, provai in Me stesso abbandono, dolore
e morte. Nessuna grandezza maggiore potete attribuirmi che questa: essere
divenuto centro, bersaglio di tutte le colpe vostre. Immensamente conobbi il
peso delle offese che al Padre Mio furono e sarebbero state fatte. La Mia
Divinità, avendo preso per suo proprio strumento la Mia Umanità, Mi
partecipava la bruttezza che nasconde la ribellione e la conseguente
disubbidienza, trasformando il tutto in gemiti e martirii nell'Anima e nel
Corpo. Ma un solo istante sarebbe bastato, un solo Mio sospiro avrebbe potuto
operare la Redenzione per la quale ero stato inviato; eppure moltiplicai questi
sospiri, prolungai il Mio vivere quaggiù, perché Sapienza e Amore così
volevano. Giunto, però, alla fine volli come intensificare in Me stesso ogni
genere di patimenti: vidi tutto ciò che dovevo redimere e che tutto Mi era
addossato come cose Mie. Fù lì, nell'Orto, il culmine del dolore e Uomo quale
Io volli essere, fui atterrato, sopraffatto, fisicamente distrutto. Venne
l'Angelo Mio e mi ristorò mostrandomi le pene che altre Mie creature fedeli
avrebbero sofferto per questo Mio soffrire; non gloria Mi fu mostrata ma amore,
compassione, unione. Ecco come ripresi animo, ecco come diedi a Me stesso
sollievo e forza. Pianto e lotta, sangue e vittoria, ho portato agli uomini,
ingrati ed immemori, per quella notte di grande sconforto. Fu notte di
redenzione, in cui Mi sostituii ad ogni peccatore e ne presi ogni colpa, ma,
oltre a ciò volli racchiudere anche le pene tutte degli uomini e soffrirne
intensamente. Miei cari, il Gethsemani è un mare senza confini, un oceano in
carità nel quale ogni persona, ogni colpa, ogni dolore venne sommerso ed Io
sentii realmente: non in via immaginaria, tutta la gravezza che nel mondo
sarebbe discesa. Amore per il Padre, amore per gli uomini, Mi fecero vittima
volontaria. Se uno di voi avesse potuto vederMi, sarebbe morto di spavento per
il solo aspetto fisico che avevo preso. Poiché non trattavasi di un solo tipo
di pena, non si trattava di un solo anelito, ma di mille, milioni di aneliti
tutti compressi in Me. Io fui capace di abbracciare ogni vostra colpa e tutte le
vostre sofferenze. Io solo sono stato capace di sentire, dico sentire, tutte le
vostre pene, perché Io ero voi e voi eravate Me. Notte di tragedia, notte
oscura per la Mia Anima che inoltravasi titubante fra gli ulivi del Gethsemani.
Il Padre Mi preparava l'Altare sul quale Io, Sua Vittima, dovevo essere
Immolato. Io dovevo prendere le colpe degli altri e Colui che Mi aveva mandato,
attendeva quella notte per dare agli uomini la misura del Suo Amore, col
sacrificio totale di Me, Suo Figlio e Sua Prima Creatura. Laggiù fra gli
ulivi del Gethsemani, il peccato degli uomini ebbe sconfitta definitiva perché
fu in quel luogo che Io Mi Immolai e vinsi. E' vero che sarebbe bastato un solo
sospiro nel mondo per dar redenzione a tutti, ma è anche vero che un'opera è
completa quando raggiunge il culmine voluto, come dire che, essendo stabilito
che Io pagassi per tutti sottoponendomi alle umiliazioni della Passione,
soltanto con la Immolazione potevasi raggiungere lo scopo voluto dal Padre.
Difatti, il merito fu infinito in Me, qualsiasi cosa Io facessi, tuttavia la
volontà Divina voleva la Mia umiliazione sotto la Sua potente mano, a titolo di
completamento della Sua e Mia opera: perciò col Gethsemani si adempì la prima
parte di tale volontà e la parte principalissima. Lentamente,
quasi privo di forze, ero giunto ai piedi di quell'altare sul quale il Mio
Sacrificio stava per iniziarsi e consumarsi. Che
notte fu quella! Quale angoscia, nel Mio cuore, al pensiero, alla visione
terrificante dei peccati degli uomini! Ero la Luce e non vedevo che tenebre; ero
il Fuoco e non sentivo che gelo; ero l'Amore e non sentivo che il disamore; ero
il Bene e non sentivo che il male; ero la Gioia e non avevo che tristezza, ero
Dio e Mi vedevo un verme, ero il Cristo, l'Unto del Padre e Mi vedevo lordo e ributtante, ero la Dolcezza
e non sentivo che amarezza; ero il Giudice e subivo la condanna, la vostra
condanna; ero il Santo, ma venivo trattato come il massimo peccatore; ero Gesù,
ma sentivo chiamarMi soltanto con nomi di vitupero da satana; ero la vittima
volontaria, però la Mia stessa natura umana Mi faceva sentire tremore e
debolezza e chiedeva l'allontanamento di tutta la sofferenza in cui trovavasi;
si, ero l'Uomo di tutti i dolori cui era sfuggita la gioia della donazione di Me
stesso che avevo fatto con trasporto tutto Divino. E tutte queste cose, perché?
Ve l'ho già detto: Io ero voi, perché voi dovete divenire Me. La Mia
Passione… Oh! che abisso di
amarezze ha racchiuso! E come è lontano chi crede di conoscerla soltanto perché
pensa alle sofferenze del Mio Corpo! Guardate al Gethsemani, guardatemi disfatto
nell'Orto e unitevi a Me! Torno oggi a voi per ricordarvi di guardare bene il
Mio viso triste, di considerare meglio il Mio sudore di Sangue. Non vi interessa
molto questa Passione sconosciuta? Non vi pare che merito più considerazione,
migliore attenzione? Anime
Mie care! Tornate
al Gethsemani, tornate con Me nel buio, nel dolore, nella compassione,
nell'amore doloroso! E tu, come ti trovi ora? Intendi, dunque, che ti faccio
simile a Me? Posa anche tu le tue ginocchia sulla terra del tuo sacrificio e dì
con Me: Padre, se è possibile, allontana da me questo calice: però non si
faccia la mia, ma la Tua volontà. E quando avrai detto con intima convinzione
"fiat", allora cesserà tutto e sarai rinnovato nel Mio Amore.
Guardate al Gethsemani,
guardatemi disfatto, nell'Orto e unitevi a Me! Quanto a Me il soffrire
che fu, ora Mi sarà dolcissimo se vi metterete nella considerazione delle Mie
pene. Non temete di entrare con Me nel Gethsemani: Entrate e vedete. Se, poi,
vi parteciperò sensibili angosce e solitudini, ritenetele Miei veri doni e
non vi smarrite, ma con Me dite: Padre, non la mia volontà,
ma la Tua si faccia! Pregatemi, perché voglio sia conosciuto come ho amato
tutti voi in quell'ora di abbandono e di tristezza senza nome.
(dal
libro: Anonimo del XX secolo - Parole di cielo - in 3 volumi - 7 ediz.)
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LE
PROMESSE DI GESU'
Dal
mio Cuore sempre partono voci di amore che invadono le anime, le scaldano e, a
volte, le bruciano. E' la voce del Cuore mio che si propaga e raggiunge anche
quelli che non vogliono sentirmi e che, perciò, non si accorgono di me. Ma a
tutti parlo interiormente, a tutti mando la mia voce, perché tutti amo. Chi
conosce la legge dell'amore non si meraviglia se Io insisto a dire che non posso
non picchiare alle porte di quelli che mi resistono e che il rifiuto che
spesso ne ottengo mi costringe - per così dire - a ripetere il richiamo,
l'invito, l'offerta. Ora, queste mie voci tutte calde d'amore, che partono dal
Cuore mio, che altro sono se non l'amorosa volontà di un Dio amante che vuole
salvare? Ma so assai bene che i miei inviti disinteressati non giovano a tanti e
che i pochi che li accettano devono anche essi fare notevoli sforzi per
accogliermi. Ebbene voglio dimostrarmi generoso (quasi che finora non lo fossi
stato) e lo fo dandovi una preziosa gemma dell'amore mio per testimonianza
dell'affetto sincero che Io nutro per tutti. Così, ho deciso di aprire una diga
per lasciar passare il fiume di grazia che il mio cuore non può contenere più.
Ed ecco cosa offro a tutti in cambio di un pò d'amore: remissione di tutte le
colpe e certezza di salvezza in punto di morte a chi pensa, una volta al giorno,
almeno, alle pene che provai nell'Orto del Gethsemani; contrizione perfetta e duratura
a chi faccia celebrare una Messa in onore di quelle stesse pene; riuscita nelle
faccende spirituali a coloro che inculcheranno agli altri l'amore alle
pene dolorosissime del mio Gethsemani. Infine, per dimostravi che voglio proprio
rompere una diga del mio Cuore e darvi un fiume di grazia, Io prometto a chi si
farà promotore della devozione al mio Gethsemani queste altre tre cose:
vittoria completa e definitiva nella maggiore tentazione cui è soggetto;
potere diretto di liberare anime dal Purgatorio; grande luce per compiere la mia
volontà. Tutti questi doni miei Io farò con certezza a quelli che faranno le
cose che ho dette, con amore e compassione per la mia spaventosa agonia del
Gethsemani.
(agosto
del 1963)
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