GESU’ AL CUORE DEL SACERDOTE
Seguono
qui alcune elevazioni di Don Dolindo indirizzate in particolare ai sacerdoti e
alla loro missione.
Gocce
di balsamo e faville d'Amore
Sei,
come me, pastore delle mie pecorelle e devi condurle ai pascoli soprannaturali.
Se mostri in te le miserie del mondo, tu cammini nel pietrame della terra, dove
crescono solo le spine. Ogni atto mondano, o fatto a modo umano, è un ceppo di
spine che non nutrisce ma punge, che non allieta ma insanguina.
Vivi
di me, figlio mio, e farai vivere a tua volta di me. Amami con tutto il cuore, e
mi farai amare. Come angelo, porta le anime nella via di Dio, e non attrarle
come uno che indulga alla debolezza del mondo, o che la consideri come una
facile attrattiva al bene. Lo so, non sempre tu vivi, anche nella tua vita
religiosa in un mondo soprannaturale. Ma se c'è... fumo acre di boscaglia che
brucia, tu va in alto, all'aperto dove c'è azzurro e col tuo esempio di vita
santa, molto santa, smorza i sarmenti della miseria che ardono e soffocano.
Ogni
atto della tua vita, figlio mio, deve essere un atto sacerdotale, in cui nulla
deve mescolarsi della natura, nulla del mondo. Come sacerdote devi essere
fulgente nei raggi della bontà di Dio, come brillante che splenda ai raggi del
sole. Devi essere mansueto, dolce e calmo. Si mostri in te la bontà: e la
misericordia di Dio.
L'anima
tua si elevi sulle anime, nel santo ministero, colomba di pace e di purezza, tra
i fiori della carità. Senti forte l'impeto della tua natura? Il tuo carattere
è reciso e molte volte irruente? Volgi gli occhi a me che portai per te la
Croce, senza lamentarmi, avendo l'estrema parola della mansuetudine: Padre,
perdona loro, e del compatimento: non sanno quello che fanno.
Abbi
grande pazienza e grande dolcezza nei tuoi modi per amor mio.
Figlio
mio caro, cerco anime riparatrici, anche e più, nelle case religiose. Ripara
col tuo amore ai tradimenti che ricevo, ripara con la tua orazione alla pigrizia
che addormenta le anime consacrate nell'ozio. Ripara con la tua immacolata
purezza alle degradazioni dei sensi altrui e sii tutto mio, affinché il fascino
delle creature si spenga tutto nel mio amore!
Non
ti scoraggiare nelle tue sofferenze e non desiderare i godimenti della vita
terrena. Tu devi salvarti e salvarle. Ora, come io non ho salvato che con la
Croce, così tu devi seguirmi nella via della croce, se vuoi salvarti e salvare.
Se
aspiri ai vani godimenti del mondo e ti fai vincere dalle tentazioni, sei un
povero, infelicissimo vinto, che invece di portare il vessillo della vittoria,
giace prostrato nella polvere. Liberati da ogni attacco, ama Dio solo!
Tu,
figlio mio, continui, col tuo ministero sacerdotale, l'opera mia di redenzione e
di salvezza. Non venni nel mondo per i giusti, ma per i peccatori. Io dissi: -
Non hanno bisogno del medico quelli che sono sani, ma quelli che sono infermi -
E tu accogli coloro che sono infermi della più grave infermità, il peccato. In
essi tu continuerai il mio eterno sacerdozio di amore e di misericordia. Nei
raggi del tuo sacerdozio, tu illumini i peccatori e nella santità della tua
vita, tu li sani nell'anima.
Sii
dunque luce e balsamo per le anime.
La
luce splende ma non saetta, sii dunque placido come la luce.
Il
balsamo non caustica, ma lenisce, sii dunque pieno di dolcezza nel curare le
anime.
Sii
santo tu, per comunicare la giustizia ai peccatori, Sii sano tu nella purezza e
nella fedeltà alla tua vocazione, per dare agli altri la salute dell'anima.
Hai
tu debolezze e miserie passate o presenti nell'anima tua? Rendile nell'umiltà e
nella penitenza, come il vaccino di una infermità per l'anima di un peccatore.
La tua umiltà attrarrà sull'infermo la grazia di Dio.
E
come farai con un'anima che ricade? Sanala non sette volte, ma settanta volte
sette. Invoca Maria, madre di grazia, perché ti aiuti a sanarla. Se non togli
ameno un poco di pus da una piaga, il pus produrrà cancrena, e la cancrena reca
morte. Non si fanno una sola volta le medicazioni, né si può, con uno strappo,
sanare un'infezione purulenta.
Sii
misericordioso come il Padre divino lo è stato per te.
Sei
nel mondo, e ne risenti gl'influssi nell'anima, nel cuore e nella carne.
Passi
in mezzo alle acque, che sprizzano su di te come piccoli zampilli: acque del
mondo, delle quali non ti accorgi neppure, perché non scorgi donde ne vengono
gli zampilli... Ti bagni la mano?... ma è uno spruzzo, non è un fiotto, e non
ci fai caso.
Eppure
lo zampillo viene da un forellino piccolo piccolo che spruzzando s'allarga,
diventa fiotto e ti trovi inzuppato. Ti viene il catarro, respiri male... poi la
tosse, la febbre. Così sono i piccoli contatti col mondo e con le creature.
Piccoli
zampilli di simpatia, sprizzano da un volto, da un sorriso, da un occhio che si
muove con... civetteria: uno si apre come se contemplasse; uno si chiude come se
ammiccasse... Una movenza birichina, che delinea, e attira lo sguardo. Piccoli
zampilli che sembrano cosa da nulla, ma si allargano e producono il malanno. Non
sprizzano, inondano, inzuppano, e l'anima non respira più in Dio.
La
Chiesa chiama l'Eucaristia pinguedine dell'anima E tu vivi di me, Sacramentato
perché l'acqua non penetra il grasso, ma anche se lo tocca, scorre per terra o
svapora.
Una
favilla è portata dal vento. Si ferma sull'abito di lana, e lo accende a poco a
poco, quando non ci fai caso, perché è una favilla. Ma si dilata e può
diventare fiamma, si accresce e può diventare incendio.
Le
piccole familiarità un poco spinte sono faville. Divamperanno. E' necessario
che l'anima s'immunizzi. Il pompiere deve spegnere il fuoco, ma si veste di
amianto, che è refrattario al fuoco. Può sentire il calore ma non brucia.
Se
l'anima tua vive di me sacramentato, se è accorta nel vestirsi di purezza e di
riservatezza, è coperta di soprannaturale amianto, perciò le faville delle
creature e del mondo non la intaccheranno.
E'
buio nell'anima tua... quello che ti era luce d'ideale, è diventato oscurità.
Il
mondo è tenebra, ma pare orizzonte che celi una felicità che ti è negata e ti
sei negata... L'anima si assonna e dorme sognando. E' la tentazione. Povero
figlio mio, come nei sogni le stramberie sembrano scene affascinanti, i deliri
godimenti da conquistare ! Accendi la lampada eucaristica, amami. Quella luce ti
sveglia, non sei nell'incubo della notte oscura, non sogni più. La tua
ricchezza sono io, la tua gioia sono io, il tuo conforto sono io.
Ti
può attrarre una mano artistica? Guarda la mia mano forata, è più bella. E'
forata per amore tuo. Ti può attrarre un volto ornato di belle chiome? Guarda
il mio volto sanguinante e coronato di spine. E' più bello, perché coronato
d'amore. Sii fedele al mio amore! Ogni creatura è vanità che passa. Tu amami
con tutto il tuo cuore.
Tutto
si muta e cambia vestito. Gli alberi rinverdiscono di primavera, gli uccelli
cambiano le piume, persino i serpenti depongono la loro spoglia e ne prendono
un'altra. E perché l'anima non depone gli abiti delle sue miserie e delle sue
debolezze di carattere e di abitudini? Anche il mondo ha una moda che cambia con
le stagioni e col... figurino. Non c'è dunque per l'anima una moda celeste e un
figurino mirabile in me e in Maria? Nelle circostanze della tua vita e del tuo
apostolato cambia anche tu e rivestiti di me, rivestiti di Maria Santissima
mamma tua.
Lampada
accesa sei tu sul candelabro, nella mia Chiesa, come Sacerdote, lampada per
l'ufficio che rivesti nella tua Comunità.
Devi
dunque splendere, perché gli altri possano illuminarsi alla tua fiamma. Libro
vivente aperto al popolo e ai tuoi dipendenti, affinché vi leggano, nei tuoi
esempi e nelle tue parole, la via che debbono seguire per venire a me.
Ogni
tuo difetto è come un soffio che diminuisce la fiamma e volta la pagina al
vuoto. La tua... dignità non sta nei drappi e nell'anello, sta nell'abito della
santità e nel più intimo legame con me.
Ti
voglio santo.
Non
dire facilmente: < Io così son fatto > per giustificare le tue debolezze,
ma pensa che devi vigilare su di te e modificarti.
Sei
nervoso?... Al contrario tu devi essere sempre mansueto, perché i nervi non
santificano, ma sono stonature ripugnanti che rovinano l'armonia della carità,
Dici che sei franco?... Ma la franchezza non può essere irruenza, non può
diventare frizzo pungente, ma solo verità umile, serena.
Dici
che non sopporti la doppiezza altrui e le insincerità? Ma non ti pare che,
reagendo, diventi doppiamente scostante e, invece di correggere il male, lo
accresci con la reazione che susciti? Se ti senti agitato dai sensi, non dire
che sei fatto così, perché non ti giustifichi, ma ti condanni, perché io ti
ho trasformato in me consacrandoti mio sacerdote, figlio mio.
Dunque
vigila su di te, e modifica la tua natura, perché non ti tiranneggi e non ti
vinca. Devi essere un esempio vivente di virtù cristiane e sacerdotali, tra le
anime affidate a te, fatto forma loro con tutta l'anima tua, come dice S.
Pietro. Non essere facile a offenderti, ma con umiltà raccogliti in te,
riconoscendoti peccatore.
Non
ti lamentare per le ingiustizie che credi di subire, pensa invece che certe
contrarietà sono risposta ad alcune mancanze che nessuno vede, ma che Dio
colpisce per liberare l'anima tua da tante vane aspirazioni...
Nelle
tue occupazioni e nel tuo ministero, non ti concentrare nell'interesse, e non
crederti sagace nell'economia.
Imita
l'economia della provvidenza di Dio, che arricchisce i campi con la sua infinita
carità. Non attaccarti mai al danaro, figlio mio, e ricordati che Giuda per
questo attacco si perdette. Non ti far vincere dalle preoccupazioni materiali,
ma vivi più santamente, perché la provvidenza non ti mancherà mai.
Tu
per primo offri l'esempio del distacco dalle cose terrene, se vuoi educare al
disinteresse le anime a te affidate. Non c'è vizio più disseccante il bene
nelle anime, quanto l'interesse di un sacerdote.
Ama
per te la povertà, che è per il ministro di Dio l'attrattiva che più trae le
anime all'apprezzamento delle cose spirituali. Contentati della povertà anche
nella vita spirituale e fatti piccolo, molto piccolo innanzi a Dio, se vuoi
attrarre su di te la grazia divina.
Sii
beato di amare Dio nella profonda umiltà dello spirito tuo.
Non
trascurare mai la preghiera per i tuoi conti...
Non
trascurare le anime in proporzione dei loro beni.
Sono
io la tua ricchezza, spera solo da me ogni aiuto...
Non
mostrarti avaro, ma effondi, nella carità, i doni di Dio.
Io
domando a te, come a S. Pietro: < Mi ami tu più degli altri? >.
E
chi sono gli altri, se non le anime che ti ho affidate, e che devi pascolare? E
ti domando ancora: <Mi ami tu? >
Che
cosa rispondi? Puoi dirmi: <Tu lo sai che ti amo? >.
E
come lo so, figlio mio? Quando ti viene la pigrizia della preghiera, tu mi ami?
E se celebri come chi ha fretta di finire, tu mi ami? Come può amare chi prova
noia della compagnia di colui che ama?
In
mezzo alle anime che ti affido devi essere copia mia fedele e offrire esempio di
fede, umiltà, carità. S. Giovanni Battista, a proposito di umiltà profonda,
affermò: < Io non sono Gesù Cristo, non sono Elia, sono voce che grida nel
deserto.>
E
tu, figlio mio, con la tua vita rilassata vuoi forse affermare, ma in tono
disperato: < Io non sono... Elia, pieno di zelo per la divina gloria, non
sono Gesù Cristo e nemmeno un profeta...io sono voce del deserto? >.
E
ora ti domando: < Mi ami tu? >.
Tu
mi rispondi: < Signore tu sai tutto... >.
E'
sì, figlio mio, io so che non vieni a me con amore, che mi rinneghi come S.
Pietro, quando non apprezzi il dono del tuo sacerdozio e non comunichi questo
apprezzamento alle anime che ti ho affidate, e preferisci tante volte le miserie
del mondo.
Sì,
io so tutto, figlio mio.
Dimmi
allora che mi ami, ritornando al tuo fervore, che è come lampada che si spegne.
Dimmi
che mi ami, vincendo la tua natura.
Dimmi
che mi ami, donandomi il tuo cuore.
Un
Sacerdote che decade, è come quel fico tutto foglie, nella veste, nella
professione, nel ministero, e che raccoglie la benedizione della grazia, ma si
dissecca.
Siimi
fedele
S.
Paolo chiama angeli i sacerdoti, e tu considera questa grande parola, perché la
tua vita sia come quella degli angeli. Se si scostasse dagli angeli, il
sacerdote, ahimè, sarebbe un demonio.
E'
sì, figlio mio, anche gli angeli divennero demoni. Si videro, si compiacquero,
s'inorgoglirono. Non videro se stessi nella purezza del loro spirito, ma
nell'impurità della loro passione. Non avevano corpo, è vero, ma lo spirito
che decade e vive di sé, e vive della sua soddisfazione, è più impuro di un
corpo nella sua obbrobriosa nudità.
L'impurità
vive nel vuoto delle proprie passioni. Vive nell'aridità delle proprie
aspirazioni supreme. Effusione di putredine, che non genera, ma uccide,
smarrimento d'infelicità, nell'illusione del godimento...
L'impurità
è voce soffocata che non prega, non canta, ma ruggisce come leone verso la
preda... balza, la morde, apre le fauci bramose di vita, ma addenta un cadavere
gonfio di putredine. L'impurità è occhio sbarrato nel vuoto, che non vede più
luce, non vede più cielo, ma è immerso nella caligine...
L'impurità
non è poesia, non è slancio, non è volo ideale, ma peso che gravita verso la
fogna e nella fogna non trova né bellezza, né amore, né pace! Sii puro,
figlio mio e respira l'aura del cielo.
Loda
Dio come arcangelo del suo trono, amalo come serafino, servilo come un angelo,
messaggero di virtù e di pace. Fuggi quello che ti attrae... Un'immagine brutta
ha una radioattività di morte. Folgora, fa venire tumori di ansietà
perniciosa. Un'amicizia che sembra ideale, diventa un fungo velenoso, un
parassita abbarbicato al cuore, che ne sugge la vita.
Oh
sacerdote mio, sii angelo.
Tu
sei luce delle anime a te affidate, sei il sale che le condisce e devi essere
perciò santo, profondamente santo, per comunicare loro la grazia della
santificazione interiore. Non puoi farlo senza una grande intimità con me
sacramentato e con Maria santissima.
C'è
una grande insidia nelle anime che si preparano al sacerdozio: l'asfissiante
spirito del mondo questo spirito che devi combattere e vincere con la scienza
dei santi. Fa' che la Vergine sia nel cuore dei tuoi figli spirituali, e fa' che
la loro vita si ispiri alle sue virtù.
Se
non trionfa Maria, nei cuori, non vi trionfo io, perché per Maria io mi sono
offerto alla umanità e a Maria affidai dalla Croce particolarmente i sacerdoti,
nella persona di San Giovanni. Satana tenta di diminuire la filiale tenerezza
verso la Madonna con la scusa di accrescere l'amore verso di me.
Un'insidia
che si presenta con una parola brutta: ridimensionare Maria.
Oh
stoltezza somma, ridimensionare quello che Dio non ha misurato in Maria, piena
di grazia.
Tu
sei ministro della divina parola per cooperare all'avvento del regno di Dio
sulla terra.
Forma
le anime che debbono lavorare dopo di te, alla meditazione della divina parola,
nella luce di Dio e della Chiesa.
Con
tanta frequenza oggi si sostituisce alla parola divina la parola umana,
abituando l'anima più al dubbio che viene da un'insana critica, che alla verità.
Se
un alunno non ha il minimo di umiltà di accettare la parola del maestro e
stoltamente la critica, non impara, ma si disorienta.
Se
nel meditare la parola di Dio, l'anima si perde in divagazioni umane, non
rafforza la sua fede, ma la perde.
Sii
perciò tu l'anima ardente, luce e sale della terra, mediante una vita santa,
piena di semplicità e di umile fede, perché tu possa generarmi anime ardenti,
che siano veramente apostole del Regno di Dio, vivendolo in loro.
Seguimi
nella via della Croce, e non turbarti delle contrarietà che incontri.
Seguimi
fino alla completa immolazione di te, porta la tua croce come io portai la mia,
per amor tuo. Perdona, soffri per amor mio, prega. Col tuo perdono e colla tua
preghiera, aprirai le porte del Paradiso a chi ti è ingrato e ti fa del male.
Non
dar peso a quello che può dirsi di te, perché non ha valore innanzi a Dio che
ti giudicherà. Invoca la misericordia, e Dio ti accorderà misericordia. Non
temere. Se le tentazioni ti turbano, non ti agitare, disprezzale e rifugiati nel
mio Cuore e in quello di Maria. Quando le cacci e le vinci, mi dai testimonianza
di amore, e io ti amo di più, figlio mio.
Ogni
rinunzia che fai è per te il titolo e il pegno di un dono più bello di Dio. Tu
sei pellegrino in ogni luogo. Dovunque vai, stai bene, come chi passa da... un
vagone all'altro, ed è portato alla stessa stazione di arrivo.
Non
ti accorare, perché la tua mèta è il Cielo.
Amami.
Sacerdote
mio, tu sei tralcio vivo di me che sono la vera vite e non puoi avere altra vita
che la mia vita. Verbo eterno di Dio, io sono la sua gloria, e la tua vita deve
essere tutta impiegata per la gloria di Dio.
Verbo
eterno di Dio, mi incarnai e mi feci uomo per redimere e salvare le anime. E tu
devi farti tutto a tutti per salvarle, Non farti superiore a nessuno, ma con la
mansuetudine e l'umiltà, attira le anime affinché ritornino a me.
Vittima
di amore, io m'innalzai sulla Croce per salvare le anime, ed anche tu
sacrificati per salvarle, rinnegando te stesso e le tue comodità.
Vittima
di amore, io sono come prigioniero nell'Eucaristia, perché abbiano libertà di
venire a me, e tu, servo delle anime, sii a loro disposizione quando reclamano
il tuo ministero e il tuo aiuto.
Tu
hai una grande missione nel tuo insegnamento, un grande dovere da compiere:
quello di orientare le menti dei giovani a te affidati nella via del
soprannaturale attraverso la via naturale.
Quando
reciti l'Ufficio divino, abbi cura di farlo con attenzione appassionata, affinché
l'armonia delle tue lodi < Dio si unisca a quella de cielo e della terra, che
lodano e cantano la gloria di Dio>.
Se
ti distrai in un calcolo scientifico, tu erri e mandi a monte un esperimento. E
se ti distrai e arruffi la preghiera, ispirata dallo Spirito Santo, tu erri nel
calcolo più nobile della tua vita.
Abbi
fede, grande fede, e pensa che la luce della fede è la più grande scienza
della tua vita.