PRIMA
DOMENICA DOPO PASQUA:
“FESTA”
DELLA DIVINA MISERICORDIA
LE
PAROLE DI GESÙ
(Dal
Diario di Santa Faustina)
+ 22 FEBBRAIO 1931 «Dipingi un'immagine secondo il modello che vedi, con sotto scritto: Gesù confido in Te! Desidero che questa immagine venga venerata prima nella vostra cappella, e poi nel mondo intero» (pag. 26).
«Io desidero che vi
sia una festa della Misericordia. Voglio che l'immagine, che dipingerai con il
pennello, venga solennemente benedetta nella prima domenica dopo Pasqua; questa
domenica deve essere la festa della Misericordia.
+ Desidero che i sacerdoti annuncino la Mia grande Misericordia per le
anime dei peccatori. Il peccatore non deve aver paura di avvicinarsi a Me».
«Le fiamme della Misericordia Mi divorano; voglio riversarle sulle anime degli uomini» (pag. 27).
«Desidero che questa immagine venga esposta al pubblico la prima domenica dopo Pasqua. Tale domenica è la festa della Misericordia. Attraverso il Verbo Incarnato faccio conoscere l'abisso della Mia Misericordia» (pag. 46).
«Figlia Mia, guarda
l'abisso della Mia Misericordia e rendi onore e gloria a questa Mia Misericordia
e fallo in questo modo: riunisci tutti i peccatori del mondo intero ed immergili
nell'abisso della Mia Misericordia. Desidero darMi alle anime.
Desidero
le anime, figlia Mia. Nel giorno della Mia festa, nella festa della
Misericordia, attraverserai il mondo intero e condurrai le anime avvilite alla
sorgente della Mia Misericordia. Io le guarirò e le fortificherò»
(pag. 104)
Wilno 1934 «I
due raggi rappresentano il Sangue e l'Acqua. Il raggio pallido rappresenta
l'Acqua che giustifica le anime; il raggio rosso rappresenta il Sangue che è la
vita delle anime...
Entrambi i raggi
uscirono dall'intimo della Mia Misericordia, quando sulla croce il Mio Cuore, già
in agonia, venne squarciato con la lancia.
Tali raggi
riparano le anime dallo sdegno del Padre Mio. Beato colui che vivrà alla loro
ombra, poiché non lo colpirà la giusta mano di Dio. Desidero che la prima
domenica dopo la Pasqua sia la Festa della Misericordia.
+ Chiedi al Mio servo fedele che in quel giorno parli al mondo intero di
questa Mia grande Misericordia: in quel giorno, chi si accosterà alla sorgente
della vita questi conseguirà la remissione totale delle colpe e delle pene.
+ L'umanità non troverà pace, finché non si rivolgerà con fiducia
alla Mia Misericordia
(pag. 132).
Il Mio Cuore gioisce del titolo di Misericordia. Annuncia che la
Misericordia è il più grande attributo di Dio. Tutte le opere delle Mie mani
sono coronate dalla Misericordia»
(pag. 133)
«Porgo agli uomini il recipiente, col quale debbono venire ad attingere le grazie alla sorgente della Misericordia. Il recipiente è quest'immagine con la scritta: Gesù, confido in Te!» (pag. 141)
«Chi mai ne è informato tra la gente? Nessuno. E perfino coloro che debbono proclamare e dare delle istruzioni alla gente su questa Misericordia, spesso essi stessi non lo sanno. Per questo desidero che questa immagine venga solennemente benedetta la prima domenica dopo Pasqua e che riceva culto pubblico, in modo che tutti possano esserne informati» (pag. 145)
15.X11.35. «la prima domenica dopo Pasqua dev'essere la festa della Misericordia ed i sacerdoti in quel giorno debbono parlare alle anime della Mia grande ed insondabile Misericordia» (pag. 227).
Settembre
1936 «Figlia
Mia, parla a tutto il mondo della Mia inconcepibile Misericordia. Desidero che
la festa della Misericordia sia di riparo e rifugio per tutte le anime e
specialmente per i poveri peccatori. In quel giorno sono aperte le viscere della
Mia Misericordia, riverserò tutto un mare di grazie sulle anime che si
avvicinano alla sorgente della Mia Misericordia. L'anima che si accosta alla
confessione ed alla santa Comunione, riceve il perdono totale delle colpe e
delle pene. In quel giorno sono aperti tutti i canali attraverso i quali
scorrono le grazie divine. Nessuna anima abbia paura di accostarsi a Me, anche
se i suoi peccati fossero come lo scarlatto. La Mia Misericordia è talmente
grande che nessuna mente, né umana né angelica, riuscirà a sviscerarla pur
impegnandovisi per tutta l'eternità. Tutto quello che esiste, è uscito dalle
viscere della Mia Misericordia. Ogni anima nei Miei confronti rifletterà per
tutta l'eternità sul Mio amore e sulla Mia Misericordia. La festa della
Misericordia è uscita dalle Mie viscere; desidero che venga celebrata
solennemente la prima domenica dopo Pasqua. L'umanità non troverà pace finché
non si rivolgerà alla sorgente della Mia Misericordia»
(pag. 267).
Domenica in Albis 1937. «Figlia
Mia, dì che sono l'amore e la Misericordia in persona. Quando un'anima si
avvicina a Me con fiducia, la riempio di una tale quantità di grazia, che essa
non può contenerla in sé e la irradia sulle altre anime.
Le anime che diffondono il culto della Mia Misericordia, le proteggo per
tutta la vita, come una tenera madre protegge il suo bimbo ancora lattante e
nell'ora della morte non sarò per loro Giudice, ma Salvatore misericordioso. In
quell'ultima ora, l'anima non ha nulla in sua difesa, all'infuori della Mia
Misericordia. Felice l'anima che durante la vita si è immersa nella sorgente
della Misericordia, poiché la giustizia non la raggiungerà.
Scrivi: tutto ciò che esiste è racchiuso nelle viscere della Mia
Misericordia più profondamente di un bimbo nel grembo materno. Quanto
dolorosamente mi ferisce la diffidenza verso la Mia bontà! I
peccati di sfiducia sono quelli che mi feriscono nella maniera più dolorosa»
(pag. 374).
1937. «Desidero concedere la remissione totale, (20) alle anime che si accostano alla confessione ed alla santa Comunione nel giorno della festa della Mia Misericordia» (pag. 281).
(nota
20) Sr.
Faustina ha scritto qui le parole «odpustu zupelnego», che a prima vista
possono significare «un'indulgenza plenaria». Però, secondo il parere del
Secondo Teologo Censore degli scritti di Sr. Faustina, non devono essere intese
in quel senso, perché qui si tratta di una grazia specialissima che Gesù ha
voluto annettere alla festa della Divina Misericordia (cfr.
Diario, Q. 1, p. 137; Q. 11, pp. 137-139)
e che il Secondo Teologo Censore precisa come «...sotto molti aspetti,
quantitativo, qualitativo, essenziale, qualche cosa di più dell'indulgenza
plenaria» (p.
377), infatti: «una
grazia identica alla grazia del battesimo...» (pag.
366 in fondo).
1938. «Figlia
Mia, dì che la festa della Mia Misericordia è uscita dalle Mie viscere a
conforto del mondo intero».
«Ho aperto il Mio
Cuore come una viva sorgente di Misericordia, tutte le anime vi attingano la
vita, si avvicinino con grande fiducia a questo mare di Misericordia. I
peccatori otterranno la giustificazione ed i giusti verranno rafforzati nel
bene. A colui che avrà posto la sua fiducia nella Mia Misericordia, nell'ora
della morte colmerò l'anima con la Mia pace divina».
Il Signore mi ha detto: «Figlia
Mia, non desistere dal diffondere la Mia Misericordia, con ciò procurerai
refrigerio al Mio Cuore, che arde del fuoco della compassione per i peccatori. Dì
ai Miei sacerdoti che i peccatori induriti si inteneriranno alle loro parole,
quando essi parleranno della Mia sconfinata Misericordia e della compassione che
ho per loro nel Mio Cuore. Ai sacerdoti che proclameranno ed esalteranno la Mia
Misericordia, darò una forza meravigliosa, unzione alle loro parole e commuoverò
i cuori ai quali parleranno» (pag.
504)
«Figlia Mia, sii
tranquilla, fa' quello che ti ordino. I tuoi pensieri sono uniti ai Miei
pensieri, perciò scrivi quello che ti viene in mente. Sei la segretaria della
Mia Misericordia: ti ho scelta per questo incarico in questa vita e in quella
futura. Voglio così, nonostante tutte le opposizioni che ti faranno; sappi che
non cambierò ciò che è di Mio gradimento»
(pag. 530). Tratto
da: “La Divina Misericordia sui nostri passi” pag. (18-22)
L'INDULGENZA
Il
sacramento del perdono
«Di' alle anime dove debbono cercare le consolazioni cioè nel tribunale
della Misericordia, lì avvengono i più grandi miracoli che si ripetono
continuamente. Per ottenere questo miracolo non occorre fare pellegrinaggi in
terre lontane, né celebrare solenni riti esteriori, ma basta mettersi con
fede ai piedi di un Mio rappresentante e confessargli la propria miseria ed il
miracolo della Divina Misericordia si manifesterà in tutta la sua pienezza.
Anche se un'anima fosse in decomposizione come un cadavere ed umanamente non ci
fosse alcuna possibilità di risurrezione e tutto fosse perduto, non sarebbe così
per Dio: un miracolo della Divina Misericordia risusciterà quest'anima in tutta
la sua pienezza. Infelici coloro che non approfittano di questo miracolo della
Divina Misericordia! Lo invocherete invano quando sarà troppo tardi!».
«Prega
per queste anime perché non abbiano paura di avvicinarsi al tribunale della Mia
Misericordia
«Figlia
Mia, come ti prepari alla Mia presenza, così ti confessi davanti a Me, Mi copro
semplicemente dietro il sacerdote. Non analizzare mai qual è quel sacerdote
dietro cui Mi nascondo e svelati nella confessione come fai davanti a Me e io
colmerò la tua anima della Mia luce».
«Figlia, quando
ti accosti alla santa confessione, a questa sorgente della Mia Misericordia,
scendono sempre sulla tua anima il Mio Sangue ed Acqua, che uscirono dal Mio
Cuore e nobilitano la tua anima. Ogni volta che vai alla santa confessione
immergiti tutta nella Mia Misericordia con grande fiducia, in modo che io possa
versare sulla tua anima l'abbondanza delle Mie grazie. Quando vai alla
confessione, sappi che Io stesso ti aspetto in confessionale, Mi copro soltanto
dietro il sacerdote, ma sono Io che opero nell'anima. Lì la miseria
dell'anima s'incontra col Dio della Misericordia. Dì alle anime che da questa
sorgente della Misericordia possono attingere le grazie unicamente col
recipiente della fiducia. Se la loro fiducia sarà grande, la Mia generosità
non avrà limiti. I rivoli della Mia grazia inondano le anime umili. I superbi
sono sempre nell'indigenza e nella miseria, poiché la Mia grazia si allontana
da loro e va verso le anime umili».
«Vedi,
ho lasciato il trono del cielo per unirMi a te. Quello che vedi ora è appena un
lembo e la tua anima già sviene per amore, allora come si sbalordirà il tuo
cuore quando Mi vedrai in tutta la Mia gloria? Ma voglio dirti che la vita
eterna deve cominciare già su questa terra per mezzo della santa Comunione.
Ogni santa Comunione ti rende più idonea a trattare familiarmente con Dio per
tutta l'eternità».
«Quanto
mi addolora che le anime si uniscano così poco a Me nella santa Comunione!
Attendo le anime ed esse sono indifferenti per Me. Le amo con tanta tenerezza e
sincerità ed esse non si fidano di Me. Voglio colmarle di grazie ma esse non
vogliono riceverle. Trattano con Me come con una cosa inerte eppure ho un
cuore pieno d'amore e di Misericordia. Affinché tu possa conoscere almeno un
po' il Mio dolore, pensa alla più tenera delle madri, che ama molto i suoi
figli, ma i figli disprezzano l'amore della madre. Immagina il suo dolore,
nessuno riuscirà a consolarla. Questa è un'immagine e una pallida somiglianza
del Mio amore».
"La
tua misericordia, o Dio, non conosce limiti e infinito è il tesoro della tua
bontà..." (Orazione dopo l'Inno "Te Deum ") e "O Dio, che
riveli la tua onnipotenza soprattutto con la misericordia e il perdono..."
(Orazione della Domenica XXVI del Tempo Ordinario), umilmente e fedelmente canta
la Santa Madre Chiesa. Infatti l'immensa condiscendenza di Dio, sia verso il
genere umano nel suo insieme sia verso ogni singolo uomo, splende in modo
speciale quando dallo stesso Dio onnipotente sono rimessi peccati e difetti
morali e i colpevoli sono paternamente riammessi alla sua amicizia, che
meritatamente avevano perduta.
I
fedeli con intimo affetto dell'animo sono da ciò attratti a commemorare i
misteri del perdono divino ed a celebrarli piamente, e comprendono chiaramente
la somma convenienza, anzi la doverosità che il Popolo di Dio lodi con
particolari formule di preghiera la Divina Misericordia e, al tempo stesso,
adempiute con animo grato le opere richieste e soddisfatte le dovute condizioni,
ottenga vantaggi spirituali derivanti dal Tesoro della Chiesa. "Il
mistero pasquale è il vertice di questa rivelazione ed attuazione della
misericordia, che è capace di giustificare l'uomo, di ristabilire la giustizia
nel senso di quell'ordine salvifico che Dio dal principio aveva voluto nell'uomo
e mediante l'uomo, nel mondo" (Lett. enc. Dives in Misericordia, 7).
Invero
la Misericordia Divina sa perdonare anche i peccati più gravi, ma nel farlo
muove i fedeli a concepire un dolore soprannaturale, non meramente psicologico,
dei propri peccati, così che, sempre con l'aiuto della grazia divina, formulino
un fermo proposito di non peccare più. Tali disposizioni dell'animo conseguono
effettivamente il perdono dei peccati mortali quando il fedele riceve fruttuosamente
il sacramento della Penitenza o si pente dei medesimi mediante un atto di
perfetta carità e di perfetto dolore, col proposito di accostarsi quanto prima
allo stesso sacramento della Penitenza: infatti Nostro Signore Gesù Cristo
nella parabola del figliuol prodigo ci insegna che il peccatore deve confessare
la sua miseria a Dio dicendo: "Padre, ho peccato contro il Cielo e contro
di te; non sono più degno di esser chiamato tuo figlio" (Lc 15, 18-19),
avvertendo che questo è opera di Dio: "era morto ed è tornato in vita,
era perduto ed è stato ritrovato" (Lc 15; 32). Perciò con provvida
sensibilità pastorale il Sommo Pontefice Giovanni Paolo II, per imprimere
profondamente nell'animo dei fedeli questi precetti ed insegnamenti della fede
cristiana, mosso dalla dolce considerazione del Padre delle Misericordie, ha
voluto che la seconda Domenica di Pasqua fosse dedicata a ricordare con speciale
devozione questi doni della grazia, attribuendo a tale Domenica la denominazione
di "Domenica
della Divina Misericordia"
(Congr. per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, Decr. Misericors et
miserator, 5 Maggio 2000).
Il
Vangelo della seconda Domenica di Pasqua narra le cose mirabili compiute da
Cristo Signore il giorno stesso della Risurrezione nella prima apparizione
pubblica: "La sera di quello stesso giorno, il primo dopo il sabato,
mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore
dei Giudei, venne Gesù, si fermò in mezzo a loro e disse: "Pace a
voi!". Detto questo, mostrò loro le mani e il costato. E i discepoli
gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: "Pace a voi! Come
il Padre ha mandato me, anch'io mando voi". Dopo aver detto questo, alitò
su di loro e disse: "Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i
peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi"
(Gv 20, 19-23).
Per
far sì che i fedeli vivano con intensa pietà questa celebrazione, lo stesso
Sommo Pontefice ha stabilito che la predetta Domenica sia arricchita
dell'Indulgenza Plenaria, come più sotto sarà indicato, affinché i fedeli
possano ricevere più largamente il dono della consolazione dello Spirito Santo
e così alimentare una crescente carità verso Dio e verso il prossimo, e,
ottenuto essi stessi il perdono di Dio, siano a loro volta indotti a perdonare
prontamente i fratelli.
Così i fedeli osserveranno più
perfettamente lo spirito del Vangelo, accogliendo in sé il rinnovamento
illustrato e introdotto dal Concilio Ecumenico Vaticano II: "I cristiani,
ricordando le parole del Signore: "da questo tutti sapranno che siete miei
discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri" (Gv 13,35), niente
possono desiderare più ardentemente che servire con sempre maggiore generosità
ed efficacia gli uomini del mondo contemporaneo... Il Padre vuole che noi
riconosciamo ed efficacemente amiamo in tutti gli uomini Cristo fratello, tanto
con la parola che con l'azione" (Cost. past. Gaudium
et spes, 93).
Il
Sommo Pontefice pertanto, animato da ardente desiderio di favorire al massimo
nel popolo cristiano questi sensi di pietà verso la Divina Misericordia, a
motivo dei ricchissimi frutti spirituali che da ciò si possono sperare,
nell'Udienza concessa il giorno 13 giugno 2002 ai sottoscritti Responsabili
della Penitenzieria Apostolica, Si è degnato di largire Indulgenze nei
termini che seguono:
Si
concede l'Indulgenza plenaria alle consuete condizioni
(Confessione sacramentale, Comunione eucaristica e preghiera secondo
l'intenzione del Sommo Pontefice) al fedele che nella Domenica seconda di
Pasqua, ovvero della "Divina Misericordia", in qualunque chiesa o
oratorio, con l'animo totalmente distaccato dall'affetto verso qualunque
peccato, anche veniale, partecipi a pratiche di pietà svolte in onore della
Divina Misericordia, o almeno reciti, alla presenza del SS.mo Sacramento
dell'Eucaristia, pubblicamente esposto o custodito nel tabernacolo, il Padre
Nostro e il Credo, con l'aggiunta di una pia invocazione al Signore Gesù
Misericordioso (p. e. "Gesù Misericordioso, confido in Te").
Si
concede l'Indulgenza parziale al fedele che, almeno con cuore contrito,
elevi al Signore Gesù Misericordioso una delle pie invocazioni legittimamente
approvate. Inoltre i naviganti, che compiono il loro dovere nell'immensa
distesa del mare; gli innumerevoli fratelli, che i disastri della guerra, le
vicende politiche, l'inclemenza dei luoghi ed altre cause del genere, hanno
allontanato dal suolo patrio; gli infermi e coloro che li assistono e tutti
coloro che per giusta causa non possono abbandonare la casa o svolgono
un'attività non differibile a vantaggio della comunità, potranno conseguire
l'Indulgenza plenaria nella Domenica della Divina Misericordia, se con totale
detestazione di qualunque peccato, come è stato detto sopra, e con l'intenzione
di osservare, non appena sarà possibile, le tre consuete condizioni,
reciteranno, di fronte ad una pia immagine di Nostro Signore Gesù Misericordioso,
il Padre Nostro e il Credo, aggiungendo una pia invocazione al Signore Gesù
Misericordioso (p.e. "Gesù Misericordioso, confido in Te").
Se
neanche questo si potesse fare, in quel medesimo giorno potranno ottenere
l'Indulgenza plenaria quanti si uniranno con l'intenzione dell'animo a coloro
che praticano nel modo ordinario l'opera prescritta per l'Indulgenza e offriranno
a Dio Misericordioso una preghiera e insieme le sofferenze delle loro infermità
e gli incomodi della propria vita, avendo anch'essi il proposito di adempiere
non appena possibile le tre condizioni prescritte per l'acquisto dell'Indulgenza
plenaria.
I
sacerdoti, che svolgono il ministero pastorale, soprattutto i parroci, informino
nel modo più conveniente i loro fedeli di questa salutare disposizione della
Chiesa, si prestino con animo pronto e generoso ad ascoltare le loro confessioni,
e nella Domenica della Divina Misericordia, dopo la celebrazione della Santa
Messa o dei Vespri, o durante un pio esercizio in onore della Divina
Misericordia, guidino, con la dignità propria del rito, la recita delle preghiere
qui sopra indicate; infine, essendo "Beati i misericordiosi, perché
troveranno misericordia" (Mt 5, 7), nell'impartire la catechesi spingano
soavemente i fedeli a praticare con ogni possibile frequenza opere di carità o
di misericordia, seguendo l'esempio e il mandato di Cristo Gesù, come è
indicato nella seconda concessione generale dell"'Enchiridion
Indulgentiarum".
Il
presente Decreto ha vigore perpetuo. Nonostante qualunque contraria
disposizione.
Roma,
dalla sede della Penitenzieria Apostolica, il 29 giugno 2002, nella solennità
dei santi Apostoli Pietro e Paolo 2002.
LUIGI
DE MAGISTRIS
Arcivescovo
tit. di Nova
Pro-Penitenziere
Maggiore
GIANFRANCO
GIROTTI, O. F. M. Conv.
Reggente