FA
DELLA TUA FAMIGLIA UNA FAMIGLIA DI AMORE
di
Roberto e Ornella Amodio
La
Famiglia di Nazareth
Primo
Lettore.
Ascolta,
Israele: il Signore è il nostro Dio, il Signore è uno solo.
Tu amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l'anima e con
tutte le forze. Questi precetti che oggi ti do, ti stiano fissi nel cuore;
li ripeterai ai tuoi figli, ne parlerai quando sarai seduto in casa tua,
quando camminerai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai. Te li legherai alla mano come un segno, ti saranno come un
pendaglio tra gli occhi e li
scriverai sugli stipiti della tua casa e sulle tue porte.
(Dt
6, 4-9).
Secondo
Lettore.
Allora
i farisei, udito che egli aveva chiuso la bocca ai Sadducei, si riunirono
insieme e uno di loro, un dottore della legge, lo interrogò per metterlo alla
prova: «Maestro, qual è il più grande comandamento della legge?". Gli
rispose: «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima
e con tutta la tua mente. Questo è il più grande e il primo dei comandamenti.
E il secondo è simile al primo: Amerai il prossimo tuo come te stesso. Da
questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti» (Mt 22, 34-40)
Francesco
Pilloni, un amico sacerdote e teologo, che da qualche anno ci aiuta
a cogliere la bellezza ed il mistero del Sacramento che noi sposi
testimoniamo nel mondo, scrive così: "L'uomo si compie come persona
solo nell'amore, cioè nella relazione intesa come dono totale della propria
libertà che porta a vedere il bene dell'altro come proprio" (Ecco lo
Sposo, uscitegli in contro. Effatà Editrice. Pag 103).
La
vera comunione è: "Essere felici nel fare felici
gli altri".
Chi
più di uno Sposo e di una Sposa può sperimentare che la felicità vera si
prova nel rendere felice l'altro?
Chi
più di un Padre ed una Madre trovano la propria gioia nella felicità dei
figli?
La
famiglia cristiana è di per sé il luogo della comunione.
Eppure
questa natura sponsale della comunione è tipica di tutti i Santi della Chiesa,
coniugati o sacerdoti o consacrati, che hanno realizzato se stessi nel dono
totale di sé agli altri ed in questo dono hanno trovato la propria gioia.
Una
di questi piccoli, ma grandi maestri della comunione è Madre Teresa di
Calcutta.
Donare la propria vita a servizio degli ultimi, dei sofferenti e dei moribondi, sarebbe impossibile per chiunque, se non ci fosse alla base quel amore sponsale che porta a considerare il dono totale della propria "libertà" all'altro, come la più grande gioia che l'uomo possa provare; riflesso di un amore più grande: quello del Padre.
Ecco
quello che la piccola Suora suggerisce come preghiera per fare delle nostre
famiglie, delle Famiglie di Amore.
Perché,
Ella dice, "l'amore comincia a casa e per questo è importante pregare
insieme. Se pregate insieme, starete insieme e vi amerete come Dia ama ciascuno
di voi. I bambini devono imparare a pregare e i genitori a pregare con loro. Se
non lo facciamo, è difficile diventare santi, continuare il lavoro, rafforzarci
nella fede" (Il Cammino Semplice, Mondadori Editore).
Ed
ora facciamo nostra, questa sua preghiera al Padre:
Padre
dei cieli, ci hai dato un modello di vita nella sacra famiglia di Nazareth.
aiutaci, padre d'amore, a fare della nostra famiglia un'altra Nazareth dove
regnano l'amore, la pace e la gioia.
Che
possa essere profondamente contemplativa, intensamente eucaristica e vibrante di
gioia.
Aiutaci
a stare insieme nella gioia e nel dolore, grazie alla preghiera in famiglia.
Insegnaci
a vedere Gesù nei membri della nostra famiglia, soprattutto se vestito di
sofferenza.
Che
il cuore eucaristico di Gesù renda i nostri cuori mansueti e umili come il suo.
E
aiutaci a svolgere santamente i nostri doveri familiari. Che possiamo amarci
come dio ama ciascuno di noi sempre più ogni giorno,
E
perdonarci i nostri difetti come tu perdoni i nostri peccati.
Aiutaci,
padre d'amore, a prendere ogni cosa tu dia e a dare quello che tu prendi con un
grande sorriso.
Cuore
immacolato di Maria, causa della nostra gioia, prega per noi.
San
Giuseppe, prega per noi.
Santi
angeli custodi, state sempre con noi, guidateci e proteggeteci.
Amen.
Dio
mio! Si può pregarti quando la mia destra mescola il risotto e l'altra sostiene
una rivista
con
un articolo che devo assolutamente leggere per domani e il piede muove, di
quando in quando, la carrozzina del nostro secondo bellissimo e impossibile
bambino?
Posso
pregarti dal profondo di una cucina piena del fumo della rabbia, degli odori
della rassegnazione indigesta, del sapore della sconfitta? Posso pregarti con la
testa che ripercorre compiti impossibili?
Vorrei
essere la perfetta padrona di casa delle Scritture Che "si alza quando
ancora e notte e prepara il cibo alla sua famiglia".
Mia
madre forse lo è stata.… A me stai chiedendo questo Signore? Di rinunciare e
solo inunciare?
Vorrei
essere l'innamorata del Cantico dei Cantici che ha il tempo di cantare: "Vieni,
mio diletto, andiamo nei campi. Passiamo la notte nei villaggi..."
Ma
come posso gridare queste parole di vento primaverile dal chiuso di un locale
che odora di pappe e cavolfiore?
Vorrei
essere una professionista capace e apprezzata.
Mio
marito non rimane forse in ufficio anche oltre l'orario
per sfidare la concorrenza dei colleghi?
Signore,
mi stai chiedendo di lasciare che chiunque abbia solo un po' più tempo di me,
se
vuole, possa sorpassarmi nella corsa della professione?
Vorrei
essere la mamma che si fascia il suo neonato cantando, che lo strapazza di baci
e
gli insegna le parole della vita.
Ma
se il suo pianto ossessivo mi dicesse che sono
incapace?
Signore
non resisto a questi vuoti di significato che destrutturato il quadro con cui
sto cercando di dare un senso alla
mia vita.
E,
peggio ancora, quando a qualcuno viene in mente non solo di ricordarmi che io
mangiavo sempre a tavola con mamma e papa, ma di affermare con autorità che
quello e l'unico modello cristiano.
E
se Tu fossi il mio rifugio anche se non sento la tua voce qui in cucina?
Se
il tuo silenzio fosse un invito alla sapienza? Si, quella che risuona nella tua
Parola?
C'è
un tempo che il tuo Spirito mi dona per cucinare
qualche piatto volentieri, o per fare le pulizie strettamente necessarie, o per
mettere in ordine mentre mio marito annaffia l'orto.
C'è
un tempo che il tuo Spirito mi dona per condividere con il partner le mie
fatiche, senza aver bisogno di sembrargli perfetta e inattaccabile E perciò
accettare il suo modo di aiutarmi.
C'è
un tempo che il tuo Spirito mi dona per concorrere con i miei talenti, alla
costruzione della città dell'uomo.
Non
è vero che a casa sono sempre indispensabile.
C'è
un tempo che il tuo Spirito mi dona per avere cura della vita che Tu mi hai
affidato, per raccontare al mio bambino con un bacio, che Tu lo ami: un tempo in
cui nessuno può sostituirmi .
E
sono i tempi del cuore che non hanno bisogno di essere marcati sull'orologio!
Oggi
Signore, è il tempo in cui Tu ti affidi alla mia sapiente invenzione: il tempo
in cui il risotto è mangiabile, mio marito, entrando, mi ha guardato con gioia,
l'articolo non era un granché, ma l'ho letto e il bimbo dorme.
O
Signore nostro Dio, quanto è grande il tuo nome su tutta la terra!
Diventiamo
tutti un ramo vero e fruttuoso della vigna di Gesù, accettandolo nelle nostre
vite sotto la forma in cui a lui piace venire:
come
Verità - da dire;
come
Vita - da vivere;
come
Luce - da accendere;
come
Amore - da amare;
come
Strada - da percorrere;
come
Gioia - da donare;
come
Pace - da diffondere;
come
Sacrificio - da offrire,
nelle
nostre famiglie e con il nostro prossimo.
Tratto
da: Lapastoraledellafamiglia