ESISTE IL DIAVOLO?

PRESENTAZIONE

Il momentaneo trionfo del diavolo

Luce e tenebre si fanno concorrenza, ma non su un piano di parità, perché la luce è più forte delle tenebre: la luce può scacciare le tenebre, ma le tenebre non possono spegnere la luce.

Anche Gesù e il diavolo si fanno concorrenza e anche in questo caso i due rivali non sono su un piano di parità: Gesù, Figlio eterno dell'eterno Padre, è più forte del suo nemico; Gesù può sconfiggere il diavolo, ma il diavolo non può nulla contro di Lui.

Il Vangelo ci testimonia che Gesù in molte occasioni ha scacciato il diavolo e che ha trasmesso questo potere alla sua Chiesa: "Guarite gli infermi, risuscitate i morti, sanate i lebbrosi, cacciate i demoni "(Mt 10,8).

La Chiesa, dunque, non solo può, ma deve continuare la battaglia iniziata dal suo Signore contro il potere del demo­nio.

Lo fa con la predicazione del Vangelo, lo fa con l'amministrazione dei Sacra­menti, lo fa con la sua azione pastorale e lo deve fare, quando occorre, anche con gli esorcismi.

Nulla di nuovo fin qui. Ma ciò che può sorprendere in queste pagine è che il diavolo, su comando di un esorcista, si sia messo a dire la verità. Ma il diavolo non è definito da Gesù il "padre della menzo­gna" (Gv 8,44)? Certo, tale era e tale resta! Ma Gesù è "la Verità" (Gv 14, 6) e Gesù­-Verità può costringere il diavolo-­menzogna a collaborare alla riscoperta di un Vangelo da tanti oggi purtroppo dimen­ticato o rifiutato.

In questa nostra epoca il diavolo sta cantando vittoria a squarciagola: le sue strade sono molto più battute di quelle del Signore; trova le porte spalancate in tutti i campi, mentre per Gesù troppi cuori sono chiusi; ha quasi tutte le leve del potere in mano, mentre il Vangelo sta sempre più perdendo terreno; la menzogna e il vizio dilagano, mentre la verità e la virtù sembrano morte e sepolte.

Mai l'umanità è scesa tanto in basso. Già nel 1952 il Papa Pio XII affermava: "Il mondo di oggi corre verso la propria rovina... è tutto un mondo che bisogna rifare dalle fondamenta". E sei anni prima, con lucida analisi, si era così espresso: "L'oggetto contro il quale l'avversario dirige oggi i suoi assalti, aperti o dissimulati, non è più, come ordinariamente nel passato, l'uno o l'altro punto particolare della dottrina o della disciplina, ma piuttosto l'insieme della dottrina e della morale cristiana fino alle estreme conseguenze. In altri termini, si tratta di un assalto totale". Ma con profondo dolore bisogna ag­giungere che se in passato gli assalti alla Chiesa provenivano prevalentemente dall'esterno, oggi sempre più spesso vengono anche dal suo interno. Il diavolo che ieri ha fatto crocifiggere il Cristo, cerca oggi di crocifiggere la Chiesa e lo fa in buona parte per mezzo di nuovi Giuda: figli e ministri della stessa Chiesa. Durante un esorcismo il diavolo ha svelato la sua terrificante strategia: "Ci saranno molti apostati e io mi servirò di molti preti per costruire la mia chiesa".

Parola di diavolo? Sì, certo, ma anche parola di Papa.

Paolo VI, in un primo tempo così ben disposto verso il dialogo col mondo e verso la riforma della Chiesa, nel 1968 ha dovuto amaramente riconoscere: "La Chiesa si trova in un'ora inquieta di autocritica, si direbbe meglio di autode­molizione. È come un rivolgimento acuto e complesso che nessuno si sarebbe atteso dopo il Concilio. La Chiesa quasi viene a colpire se stessa". E quattro anni dopo ha confessato di avere la sensazione "che da qualche parte sia entrato il fumo di Satana nel tempio di Dio".

Nel 1981 Giovanni Paolo II con altrettanto coraggio ha riconosciuto il baratro in cui la Chiesa è stata precipitata da alcuni suoi figli e ministri: "Bisogna ammettere realisticamente e con pro­fonda e sofferta sensibilità che i cristia­ni, oggi, in gran parte, si sentono smar­riti, confusi, perplessi e perfino delusi; si sono sparse a piene mani idee contra­stanti con la verità rivelata e da sempre insegnata; si sono propagate vere e pro­prie eresie, in campo dogmatico e mo­rale, creando dubbi, confusioni, ribel­lioni; si è manomessa la liturgia; im­mersi nel relativismo intellettuale e mo­rale, e perciò nel permissivismo, i cri­stiani sono tentati dall'ateismo, dall'a­gnosticismo, dall'illuminismo vaga­mente moralistico, da un cristianesimo sociologico, senza dogmi definiti e senza morale oggettiva".

Certo, il diavolo non è l'unico responsabile di questo disastro, ma ne è il primo e principale istigatore, colui che disturba le menti degli uomini e le porta a confondere la verità con l'errore, il bene col male; colui che inaridisce i cuori e indebolisce le volontà.

E così, per l'azione corrosiva e mar­tellante di questo nemico invisibile, anche molti cristiani, da figli di Dio quali erano, si ritrovano ad essere povere larve di umanità, vermi striscianti, impantanati nel fango di una vita senza Dio e contro Dio.

E la risposta di molti pastori di anime davanti a questo disastro è solo quella del silenzio sull'esistenza e sull'azione nefasta del diavolo. Alcuni altri poi, pastori rinne­gati, traditori del Signore e della loro missione, assassini di anime e nemici della verità, più ostinati nel demolire il regno di Dio che impegnati a edificarlo... del diavolo negano perfino l'esistenza... con sua grande soddisfazione.

Dunque, tace (o nega) chi dovrebbe parlare. Ma Gesù ci assicura: "Vi dico che, se questi taceranno, grideranno le pietre" (Lc 19,40). Parafrasando queste parole si sente affiorare una promessa ancora più sconcertante: "Vi dico che, se molti miei discepoli, se molti pastori che io vi ho dato taceranno, grideranno i demoni".

È la rivincita di Gesù che obbliga il diavolo a parlare di se stesso e contro se stesso, a svelare le sue perfide strategie, a metterci in guardia contro il pericolo che corriamo, a predicare il Vangelo, soprat­tutto ciò che del Vangelo è oggi taciuto o travisato.

È una strategia dell'amore di Gesù che si serve anche del diavolo per mantenere fede alla sua promessa: "Le porte dell'in­ferno non prevarranno contro la mia Chiesa " (cfr Mt 16,18). In un esorcismo il diavolo ha dichiarato: "Sappiamo che non riusciremo mai a eliminare la Chiesa, ma non lasceremo nulla di intentato per procurarle tutto il male possibile".

Sì, il diavolo sogna per la Chiesa tutto il male possibile, ma il Signore, che nella sua infinita e misteriosa sapienza sa trarre il bene anche dal male, lo obbliga a parlare e a gettare la maschera, lo costringe a svelare dove e quali trappole ha nascosto sul nostro cammino.

Ci sono state e ci sono perfino anime sante a cui il Signore ha riservato una sorte, umanamente parlando, sventurata: tormentate per anni o per decenni dalla presenza diabolica, hanno sopportato per la gloria di Dio e per la redenzione dell'umanità sofferenze fisiche e spirituali inaudite. Vittime di una tormentosa ossessione diabolica furono ad esempio la Beata Mjriam von Abellin (suora carmelitana), Marie des Vallées (1590­-1656), il Beato Nikiaus Wolf, Antoine Gay (1790-1871) e Suor Maria Maddalena della Passione (1845-1921), fondatrice delle Suore Compassioniste e morta in concetto di santità. Furono anime ripiene di un Dio che spesso sembrava ostile, indifferente, o lontano da loro e contem­poraneamente tormentate dalla presenza straziante del demonio. Dalla loro bocca il diavolo è stato costretto a parlare e a fare il gioco di Dio: dire quelle verità che mai avrebbe voluto ricordarci.

In queste pagine abbiamo appunto una testimonianza di questo genere: Heinrich Kreuzer ha raccolto e ci ha riportato quanto il diavolo, con infinita rabbia, ha dovuto dire in diversi esorcismi per il nostro bene. Perché non approfittarne? Perché non meditare attentamente le parole di questo insolito predicatore?

Sac. Enzo Boninsegna Nel prossimo numero la pubblicazione di quanto è stato detto dal diavolo durante gli esorcismi.

 

LA PRESENZA DI SATANA

Le cause del maleficio: una fattura o il malocchio

A giudizio degli esorcisti, sono quattro le cause per cui una persona può cadere nella possessione diabolica o in disturbi di origine malefica. Può trattarsi di semplice permissione di Dio, così come Dio può permettere una malattia, allo scopo di dare alla persona un'occasione di purificazione e di meriti. L'hanno subita Santi, come Angela da Foligno, Gemma Galgani, Gio­vanni Calabria. Altri sono stati vittime di disturbi malefici con percosse e cadute: Curato d'Ars e Padre Pio. La causa può essere data da un maleficio che si subisce: fattura, maledizione, malocchio.

Si espone al rischio di influenze male­fiche o di possessione chi si rivolge a ma­ghi, cartomanti, stregoni; chi partecipa a sedute spiritiche o a sette sataniche, chi si dedica all'occultismo e alla negromanzia. Si può cadere in mali malefici per il persi­stere di colpe gravi e multiple. Don Ga­briele Amorth Sacerdote esorcista della diocesi di Roma ha avuto casi di giovani dediti alla droga o colpevoli di delitti e perversioni sessuali. Ma su quali sintomi ci si basa per procedere ad un esorcismo? L'esorcista guarda anche le cartelle cliniche.

Certe diagnosi nascondono l'incom­prensione del vero male che affligge il paziente. Il sintomo più significativo è l'avversione al sacro che si manifesta in tante forme:

1. Ripugnanza alla preghiera e per tutto ciò che è benedetto, anche senza minimamente sapere che lo è (l'acqua santa che procura un insopportabile bruciore);

2. Reazioni violente e furiose, in persona che di natura è tutt'altro, con bestemmie ed aggressioni anche se uno prega solo mentalmente;

3. Sintomo culminante: reazioni furiose della persona se si prega su di lei o la si benedice. Come reagire? Ci sono vari tipi di maleficio.

 

SECONDO LO SCOPO

Amatorio: per favorire o distruggere un rapporto d'amore con una persona.

Venefico: per procurare del male fisico, psichico, economico, familiare.

Legamento: per creare impedimenti ai movi­menti, alle relazioni.

Transfert: per trasferire ad una persona i tormenti fatti a un pupazzo o a una foto della persona che si vuole colpire.

Putrefazione: per procu­rare un male mortale, facendo putrefare un materiale soggetto alla putrefazione.

Possessione: per introdurre una presenza diabolica nella vittima e causarle una vera e propria possessione.

 

SECONDO IL MODO

Diretto: mediante un contatto della vittima con l'oggetto portatore del male (ad esempio, quando si fa bere o mangiare alla vittima qualcosa di maleficiato o fat­turato).

Indiretto: attraverso l'azione ma­lefica compiuta su un oggetto che rappre­senta la vittima.

 

SECONDO L'OPERAZIONE

Per infissione o inchiodamento: con spilli, chiodi, martello, punte, fuoco, ghi­accio.

Per annodamento o legatura: con lacci, nodi, briglie, nastri, fasce, cerchi.

Per putrefazione: sotterrando l'oggetto o l'animale-simbolo dopo averlo fatturato.

Per maledizione: direttamente sulla per­sona o foto, o su un simbolo di essa.

Per distruzione con il fuoco: si pratica bruciando più volte l'oggetto sul quale si è trasferita idealmente la persona della vittima, per ottenere, in questa, una forma di consunzione più o meno analoga a quella della putrefazione.

Per rito sata­nico: ad esempio, un culto satanico o messa nera, fatta allo scopo di nuocere a qualcuno.

 

SECONDO IL MEZZO

Con fatture: pupazzi o carne, con spilli, ossa di morti, sangue, sangue mestruale, rospi, polli.

Con oggetti maleficiati: regali, piante, cuscini, bambole, orologi, talismani, (qualsiasi altro ogget­to).

Localizzazione dei sintomi: la testa (dolore strano, botte, confusione, stan­chezza mentale e fisica: male agli occhi, disturbi del sonno, della personalità, del comportamento). Lo stomaco (difficoltà digestive, dolori, anoressia, uno strano, intenso e diffuso malessere che dallo sterno o bocca dello stomaco sale alla gola e alla testa, bulimia, anoressia, vomito). "Piccate "nella parte del cuore. Avversio­ne al sacro (distacco dalla preghiera, dalla Fede, dalla vita spirituale cristiana, allontanamento dai Sacramenti e dalla Chiesa, distrazioni, sbadigli, sonnolenza nella preghiera, disagio a stare in Chiesa, nausea fino allo svenimento. Disturbi alla salute (senza spiegazione adeguata e senza cure efficaci); Disturbi psichici: confusione, ossessioni, amnesie, ansia, paura, abulia, incapacità di concentra­zione a studiare, a lavorare. Disturbi nell'affetto e nell'umore: nervosismo, litigi continui, freddezza o passionalità immotivata, tendenza alla depressione, allo scoraggiamento, alla disperazione. Impedimenti (nel matrimonio, nel fidan­zamento, nello studio, nella camera, negli affari; fallimenti, errori impensabili, strani incidenti. Spinta alla morte. Segni strani: sentire addosso spilli, chiodi, trafitture, fuoco, ghiaccio, serpi, lacci. Rumori strani e fenomeni in casa o nei luoghi di lavoro (passi, scricchiolii, colpi, ombre, 'presenze", animaletti, lampade che scop­piano, elettrodomestici che si bloccano, porte, finestre che si aprono o chiudono, invasione di insetti.

 
L'ATTIVITÀ DI SATANA

Il demonio infesta l'uomo per puro odio; è in se stesso odio rivolto al Cielo e alla terra, e nella sua furia distruttiva fa quanto Dio gli concede per l'avanzamento del bene.

Io dividerei l'opera infestatrice del de­monio nelle seguenti gradazioni, in ordine crescente: Tentazione è la suggestione operata dal maligno sulla memoria e l'immaginazione umane, al fine di far preferire all'uomo il male piuttosto che il bene, o un male maggiore di contro a uno minore, o un bene minore di contro a uno maggiore.

La tentazione è l'attività ordinaria del demonio, nel senso che colpisce tutti gli uomini in ogni momento (il diavolo non dorme!) e mira all'allontanamento dell'uo­mo da Dio mediante il peccato, che lo porti alla dannazione eterna.

OPPRESSIONE - Con l'oppressione entriamo nell'area delle attività straordinarie del demonio, cioè quelle azioni sporadiche (ci teniamo a sottolinearlo) che Dio talvolta permette a satana per vagliare l'uomo, per rafforzarlo nella Fede, per glorificare la sua Chiesa, o per motivi a noi sconosciuti. L'oppressio­ne colpisce i sensi della persona, median­te allucinazioni orrende, fetori, gelo im­provviso, e l'ambiente circostante: rumori, scricchiolii, levitazione di oggetti, ecc.

VESSAZIONE - Fenomeno grazie al Cielo rarissimo, di portata spirituale comunque minore a quanto seguirà. La vessazione è la vera e propria aggressione fisica da parte dei de­moni. Molti Santi ne sono oggetto (pen­siamo a Padre Pio!): il diavolo, incapace di tentare efficacemente l'uomo di Dio, lo solleva da terra, lo sfregia, lo malmena, lo sbatte contro le pareti, finchè Dio non interrompe la sua opera distruttiva.

OSSESSIONE - Qui l'azione di satana si fa più vicina all'unità psicosomatica umana: il demonio introduce nella mente colpita pensieri di disperazione e odio, muove (dall'esterno!) la vittima ad azioni involontarie e auto­distruttive, sacrileghe e innaturali, la tor­menta con visioni spaventose e fenomeni preternaturali raccapriccianti. E' tuttavia un'azione intermittente, cioè la persona ha momenti di tregua.

POSSESSIONE DI PRIMO GRADO - Talvolta, misteriosamente, il demonio può invadere la psiche di un essere umano, prendendo il controllo del suo corpo e della sua intenzionalità. Il fenomeno dura finchè non è annullato dall'esorcismo, o per periodi stabiliti a priori. In questo gra­do di possessione il demonio è latente, si limita ad alterare gli atteggiamenti del posseduto, le sue reazioni al sacro, gli istilla sentimenti di disperazione e depres­sione.

POSSESSIONE DI SECONDO GRADO - Questa possessione è più evidente: si manifestano cambi di voce, fenomeni preternaturali quali la glossolalia, la levitazione, la pirocinesi (potere di incen­diare gli oggetti a distanza), l'acqua santa produce piaghe nel corpo del posseduto, che di per sè manifesta chiaramente di avere un'altra personalità. In genere per possessione diabolica si intende questa situazione intermedia.

POSSESSIONE DI TERZO GRADO - A questo grado, lo spirito maligno (o più spiriti) hanno preso un dominio tale della persona, da alterare orribilmente persino i suoi tratti somatici (che diven­gono veramente raccapriccianti!), il suo odore, la temperatura. Questo è il caso più arduo, e occorrono di solito numerosi esorcismi per la liberazione definitiva. In effetti, la differenza tra le ultime tre grada­zioni è solo una sottigliezza, perchè molte volte la persona passa da una fase all'altra con mutamenti quasi imper­cettibili.

GLI ESORCISTI

Gli esorcisti sono Sacerdoti dele­gati dal Vescovo a compiere tale ministero entro una diocesi. In anti­chità ogni cristiano esorcizzava, ma progressivamente la Chiesa ha isti­tuito un collegio ecclesiastico "spe­cialistico", ordinato alla guarigione taumaturgica e alla liberazione dagli spiriti immondi. Solo l'esorcista de­signato dal Vescovo è abilitato ad esorcizzare; i fedeli ed il clero rima­nente, sebbene impossibilitati in ciò, possono (anzi, devono!) comunque formulare preghiere di liberazione; la più celebre, che si raccomanda di pronunciare a tutti i credenti quando sono vessati da tentazioni e sugge­stioni diaboliche, è: "In nomine Iesu, praecipio tibi, immunde spiritus, ut recedas ab hac creatura Dei".

Ad ogni cristiano, in virtù della consa­crazione battesimale, è data una dignità regale e sacerdotale che gli permette di sconfiggere i demoni! L'esorcista deve essere un Sacerdote che "si distingua per pietà, scienza, prudenza e integrità di vita "(canone 1172 del Diritto Canonico): caratteristiche che, a ben pensarci, dovreb­bero essere proprie di ogni prete. Mons. Corrado Balducci (noto demonologo, autore de Il diavolo) aggiunge che un esorcista dovrebbe avere anche una di­screta cultura psichiatrica/psicologica, così da poter discernere la malattia men­tale dall'effettiva infestazione diabolica.

 

IL CIELO COSTRINGE SATANA A PARLARE ESORCISMO DEL 21/02/1984

LA "BELLEZZA SECONDO IL MONDO" FARA' SPAVENTO

Demonio: Chi ora è disprezzato per la sua fedeltà all'Altissimo splenderà di una bellezza impensabile, ma coloro che in vita si sono insuperbiti per la loro bellezza avranno un aspetto terrificante: essi per primi ne proveranno orrore. I loro volti, un tempo affascinanti e ammirati, divente­ranno come il viso di un lebbroso; i loro corpi saranno torturati in eterno dai vermi dell'impurità e sarà pestifero l'odore che emaneranno per i loro peccati.

Nulla più resterà della loro bellezza. Ogni dannato contribuirà a fare del­l'inferno la "mostra degli orrori". Basta. Non voglio parlare!

UMILI DI CUORE, MA FORTI NEL TESTIMONIARE

Esorcista: Parla in nome di Dio...

Demonio: È difficile accettare di esse­re umiliati; ma io, Belzebub, sono costret­to a dirvi: esercitatevi nell'umiltà, coltiva­te il pudore e osservate tutti i Comanda­menti finché siete in tempo. Umiliatevi e lasciatevi umiliare dagli altri anche se non lo avete meritato. Piegate umilmente il capo, anche se siete nel giusto.

Piegate il capo tranne nel caso che sia Dio a non volerlo. Un Sacerdote, ad esem­pio, deve presentare sempre chiaramente e completamente la Fede, disposto a combattere in difesa delle verità tradite o taciute dai modernisti che si sono infiltrati nella Chiesa; deve parlare non solo della Misericordia, ma anche della giustizia dell'Altissimo; deve parlare del premio eterno e del castigo eterno; deve par­lare degli Angeli e anche di noi, angeli ribelli e dannati; deve parlare del peccato e non tacere, come molti fanno in questo tempo.

Naturalmente anche un laico non deve mai piegare il capo quando è in gioco la verità; se poi per questa sua fedeltà incon­trerà grandi lotte e penose opposizioni ... preghi e si sacrifichi per le persone incre­dule che lo fanno soffrire.

Oggi non pochi Sacerdoti cattolici si sono smarriti, non sanno più da che parte andare e questo perché, più che restare radicati nella loro Fede, si sono lasciati condizionare dalle varie opinioni del momento.

Ci sono oggi troppi Sacerdoti superbi nello spirito, non fedeli alla verità; per questo nel mondo e nella Chiesa c'è una così grande oscurità e così tanta miseria ed è per questo che i cattolici, che sono vera­mente tali, e i Sacerdoti fedeli soffrono molto: vengono messi da parte come va­lessero nulla, o addirittura sono trattati co­me persone squilibrate, o come persone che hanno abbandonato la retta via. Ma questo è il pensiero degli uomini, non dell'Altissimo.

Sono costretto a dirvi: restate fedeli alla verità del Vangelo, sostenete e difen­dete ciò che è vero e ciò che è buono, anche se verrete calpestati come foste gramigna inutile e dannosa; un giorno avrete gioia e Gloria per questa vostra sofferta fedeltà!

Basta, non voglio più parlare!

Esorcista: Parla in nome ...

Demonio: Verrà il giorno in cui questa gramigna calpestata e considerata inutile e dannosa verdeggerà e fiorirà. Poveri quei cristiani e quei Sacerdoti che per aver ab­bandonato la via della verità sono diven­tati ciechi! Ma voi perseverate, rimanete fedeli. Verrà la fine, più presto di quanto crediate. Non voglio dire nient'altro!

OGNI PECCATO PORTA CON SÈ IL SUO CASTIGO

Esorcista: In nome ...

Demonio: È tanto breve la vostra vita sulla terra! Brevi sono le gioie del peccato e interminabile, eterna è la condanna. Così pure breve è il tempo delle croci, anche se sembra interminabile, mentre eterno sarà il premio a voi concesso per la vostra fedeltà.

Esorcista: Dì la verità ...

Demonio: Quanto poco valgono le gioie del peccato che potete godere in questo mondo, se pensate alla spaventosa situazione che esso porta con sé per l'eternità e spesso già in questa vita! Sì, il peccato porta spesso con sé il suo castigo anche in questo mondo. Chi invece soffre in questa vita può essere riconoscente all'Altissimo, perché con le sue sofferenze riduce o elimina del tutto la pena del Pur­gatorio.

Non sottovalutate il Purgatorio: i dolo­ri che là si soffrono sono terrificanti in confronto ai dolori della vita. L'inferno però è ancora più terrificante e non avrà mai fine. Perciò voi, se foste furbi e saggi, cerchereste di cancellare, finché siete nella vita terrena, tutte le pene che altrimenti dovreste patire in Purgatorio.

Pregate l'Altissimo (guarda in su), pre­gate per avere da Lui la Grazia del penti­mento, specialmente in questo tempo di Quaresima! Pregate per ottenere un vero pentimento del cuore e per divenire mi­gliori.

Io sono stato costretto a dirvi queste cose; ora tocca a voi saperne approfittare.

Tratto dalla rivista mariana: Grande Opera mariana – Gesù e Maria