ESALTAZIONE
DELLA SANTA CROCE
L'AMORE DELLA CROCE
Mi
abbandono, o Dio, nelle tue mani. Gira e rigira quest'argilla, come creta nelle
mani del vasaio. Dàlle una forma e poi spezzala, se vuoi. Domanda, ordina, cosa
vuoi che io faccia? Innalzato, umiliato, perseguitato, incompreso, calunniato,
sconsolato, sofferente, inutile a tutto, non mi resta che dire, sull'esempio di
tua Madre: «Sia fatto di me secondo la tua Parola». Dammi 1' amore per
eccellenza, 1' amore della Croce, ma non delle croci eroiche che potrebbero
nutrire 1'amor proprio, ma di quelle croci volgari, che purtroppo porto con
ripugnanza... di quelle che si incontrano ogni giorno nella contraddizione,
nell' insuccesso, nei falsi giudizi, nella freddezza, nel rifiuto e nel
disprezzo degli altri, nel malessere e nei difetti del corpo, nelle tenebre
della mente e nel silenzio e nell'aridità del cuore. Allora, solamente, Tu
saprai che Ti amo, anche se non lo saprò io, ma questo mi basta. Amen.
La
Madonna di Medjugorje ci invita a mettere la Croce al centro di tutto:
«Cari figli, in questi
giorni (novena in preparazione alla Festa dell'Esaltazione della Santa Croce)
voglio dirvi che il centro di tutto deve essere la Croce. In particolare,
pregate davanti alla Croce, dalla quale vengono grandi grazie. Nelle vostre
famiglie fate una consacrazione speciale alla Croce. Promettete di non offendere
Gesù nella Croce e di non bestemmiare. Grazie per aver risposto alla mia
chiamata»
(Messaggio
del 12.9.1985).
RIFLESSIONI SULLA SOFFERENZA
«Se
qualcuno vuoi venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi
segua» (Mt
16,24).
«Figli miei carissimi,
per supplica e volontà di mio Figlio morente, sono diventata vostra vera
Mamma. Sono la Mamma di tutti. Per il privilegio della mia Assunzione corporea
in cielo, questo mio Cuore Immacolato non cessa di battere d'amore per voi. Così
non ha mai cessato di essere contristato e addolorato per tanti miei figli che
continuano a compiere il male e che camminano sulla via della perdizione
rendendo vano tutto il patire di mio Figlio Gesù e il mio. Certo, sono in
Cielo: perfettamente beata accanto a mio Figlio, nella Luce della Trinità
Santissima, nel gaudio perenne degli Angeli e dei Santi. Ma la mia funzione di
Mamma mi lega ancora a voi. Se sono vostra Madre, ogni vostro dolore è anche
mio. E’ così che nel mio Cuore si ripercuote tutta l'amarezza,
tutta la
miseria, tutto il grande dolore del mondo. Se sono vostra Madre, non posso non
soffrire per i miei figli. Per tutti, ma specialmente per i più lontani, si,
specialmente per i miei poveri figli peccatori… Soffro per tutti perché
desidero che tutti tornino al Cuore di mio Figlio Gesù e al mio Cuore
materno...».
(Messaggio
dato dalla madonna a don Stefano Gobbi il 15 settembre 1975))
Le
prove, le croci, le sofferenze di tutti i giorni, se offerte, ci santificheranno
e tramite esse il Signore salverà molte anime:
«Volete
offrire a Dio tutte le sofferenze che
Egli desidera mandarvi in riparazione dei peccati dai quali Egli è offeso e per
domandare la conversione dei peccatori?».
«Si
lo vogliamo!»
«Andate
dunque perché avrete molto da soffrire, ma la Grazia di Dio vi
conforterà». (Fatima,
13 maggio 1917)
«Vi
esorto dunque, o fratelli, ad offrire i vostri corpi, come sacrificio vivente,
santo e gradito a Dio» (Rm 12,1).
La sofferenza molte volte è dono del Signore: « Il Signore prova colui che ama»
e le prove si superano con la preghiera: «Cari
figli, oggi vi voglio avvertire che Dio
desidera inviarvi delle prove: le potrete superare con la preghiera. Perciò
pregate per poter superare in pace ogni prova. Da tutte le situazioni mediante
le quali Dio vi prova, potrete uscire più aperti verso di Lui:cercate di
avvicinarvi a Dio con amore. Grazie per aver risposto alla mia chiamata»
(Medjugorje, 24.8.1985)
Le
prove vanno affrontate con forza e con perseveranza, ma anche con riconoscenza
verso Gesù che per primo ha sofferto per noi,
«Cari figli, desidero
in particolare invitarvi questa sera ad essere perseveranti nelle prove.
Considerate quanto l’Onnipotente ancor oggi soffre a causa dei vostri peccati.
Per questo, quando avrete delle sofferenze, offritele in sacrificio a Dio.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata».
(Medjugorje, 29.3.1984)
Le
prove vanno offerte senza ansia e senza affanno:
«Cari figli, grazie
perché offrite al Signore tutte le vostre fatiche, anche ora che Lui vi mette
alla prova per mezzo dei frutti che state raccogliendo. Sappiate, cari figli,
che Egli vi ama e per questo vi mette alla prova. Continuate ad offrire tutti i
vostri sacrifici al Signore e non vi preoccupate. Grazie per aver risposto alla
mia chiamata». (Medjugorje,
11.10.1984; il messaggio è stato dato dopo che le piogge avevano compromesso la
vendemmia)
«Vivete nella pace, la
paura non viene da Dio, ma da Satana; Dio non può che dare sentimenti d'amore,
pace e serenità a coloro che a Lui si affidano».
(Jelena Vasilij, messaggio della
Madonna del 1983)
Scrive Padre Pio da Pietrelcina:
«Lo Spirito
di Dio è Spirito di Pace e anche nelle mancanze più gravi ci fa sentire un
dolore tranquillo, umile, confidente e ciò dipende appunto dalla sua
Misericordia. Lo spirito del demonio, invece, eccita, esaspera e ci fa provare,
nello stesso dolore, quasi l'ira contro noi stessi, mentre invece la prima carità
la dobbiamo appunto usare verso di noi. Quindi, se alcuni pensieri ti agitano,
questa agitazione non viene da Dio, che ti dona la tranquillità, essendo
Spirito di Pace, ma dal diavolo». (Alberto
del Fante, "Per la storia. Padre Pio da Pietrelcina", Bologna, 1950)
La
sofferenza va offerta a Dio e come tutti i doni va donata con amore e con il
sorriso sulle labbra e sul cuore:
«Cari figli, vi ringrazio per ogni sacrificio che avete offerto.
Ora vi esorto ad offrire ogni vostro sacrificio con amore... Grazie per aver
risposto alla mia chiamata».
(Medjugorje,
4.7.1985)
La
croce, la nostra croce quotidiana, deve diventare gioia di vita e luce per gli
altri:
«Cari figli, in questi
giorni nei quali festeggiate la croce, desidero che anche per voi la vostra
croce diventi gioia. In modo particolare, cari figli, pregate per poter
accettare la malattia e le sofferenze con amore, così come Gesù le ha
accettate: soltanto così potrò con gioia darvi quelle grazie e guarigioni che
Gesù mi permette. Grazie per aver risposto alla mia chiamata».
(Medjugorje,
11.9.1986)
Le prove, le tentazioni, le sofferenze, le croci quotidiane piccole e
grandi, sono tutti immensi doni d'amore di Dio. Sono doni che devono essere
vissuti e capiti nel loro significato più profondo. Sono doni di Dio che vanno
portati insieme a Lui con gioia, amore e riconoscenza. Se portate con Lui,
queste nostre sofferenze terrene diventano il più grande dei nostri tesori. E
non si turbi il nostro cuore, perché ogni croce è proporzionata al singolo che
la deve portare: quando Dio ci prova non lo fa mai sopra le nostre forze e
insieme alla croce ci manda anche la forza per poterla superare (cfr 1 Cor
10,13).
Consiglia
Padre Slavko Barbaric (Mediugorje):
"Fate
che vicino al vostro Krizevac (monte della croce) ci sia sempre il Podbro (colle
delle apparizioni) e cioè un luogo di preghiera dove potete aprirvi alla volontà
del Signore e lasciarvi guidare da Lui attraverso la materna intercessione della
Madonna". Cerchiamo cioè di affrontare le nostre croci quotidiane con il
sostegno della preghiera continua e con l'aiuto che Maria è sempre pronta a
donarci. Nella prova, quindi, non sentiamoci soli, non crediamo di portare da
soli il legno della croce: è proprio in questi momenti che l'amore di Gesù e
il Cuore Immacolato di Maria sono particolarmente vicini a noi:
«Cari figli, in questi
giorni avete notato quanto sia attivo satana. Sono sempre con voi; non abbiate
timore delle prove, poiché Dio veglia sempre su di voi. Io mi sono donata a voi
e vi sono vicina anche nelle più piccole prove. Grazie per aver risposto alla
mia chiamata». (Medjugorje,
19.7.1984)
Come
puoi amarci più di così, Signore? "La strada del Calvario è la sola che
termina al Paradiso: salitela con la vostra croce, voi benedetti!". (P.
card. Maffi, arciv. di Pisa)