Davvero originale

L’associazione delle Lavoratrici missionarie dell'Immacolata, vergini laiche in mezzo al mondo, che dal 22 febbraio 1987 sono incardinate nel Terz'ordine carmelitano, gestiscono in tutto il mon­do i ristoranti della catena Eau vive. È il loro apostolato specifico e la loro è dav­vero una missione un po' speciale: quel­la di evangelizzare tra i fornelli, serven­do a commensali distratti e, qualche vol­ta, meravigliati, i succulenti manicaret­ti della loro cucina multietnica.

Essa risponde però perfettamente alla precisa chiamata divina ricevuta oltre mezzo secolo fa dal sacerdote francese Marcel Roussel, il quale fondò a Parigi questa originale famiglia religiosa allo scopo di fare di ogni Lavoratrice missio­naria «una carmelitana in mezzo al mon­do» ed una autentica "messaggera" di Maria in ogni angolo della terra, secon­do lo spirito di Teresa di Gesù Bambino.

Come Teresa... - Nato in Francia l'8 giugno 1910, il giovane Marcel Roussel Galle fin da se­minarista aveva diretto i suoi passi sul sentiero tracciato da Teresa di Lisieux, assorbendone la semplice e al tempo stesso vertiginosa spiritualità.

Nel 1921, all'età di 11 anni, era en­trato nel Seminario minore di Notre Da­me de la Consolation, con il cuore col­mo di gioia e di determinazione per se­guire Gesù, ma velato da una certa tristezza per il dispiacere di la­sciare così presto la sua famiglia. Nel po­meriggio dello stesso giorno, tuttavia, la mamma lo aveva pre­so da parte e gli aveva detto, indicandogli la Santa Vergine: «Da ora in poi è a Lei che dirai tutto ... ».

Donna di grande, in­crollabile fede, la ma­dre gli muore quando Marcel ha solo 16 an­ni, il 15 agosto 1926.

Prima di spirare gli consegna il suo rosa­rio, lasciandogli così il compito di conti­nuare a recitarlo e diffonderlo. Marcel considera queste ultime parole materne come un testamento spirituale, d'ora in avanti la sua anima sarà tutta di Maria.

Viene ordinato prete nel 1934, e da su­bito fa proprie le preoccupazioni della Chiesa espresse in Francia dall'appello del cardinale Suhard perché si prenda co­scienza della profonda scristianizzazio­ne del Paese. Curato a Byans-sur-Doubs negli anni Quaranta, scrive: «Come mi atti­rano le masse paganiz­zate; vorrei evangeliz­zarle con l'aiuto di gio­vani completamente donate a Dio, delle ver­gini... ». È la prima lu­ce che fa capolino nel suo cuore per illumi­narlo, sia pure confusa­mente, sulla sua futura missione.

Sopra il letto, nel suo appartamento vici­no Parigi, Marcel ha un'immagine di Gesù con una scritta: «Ho se­te». Le stesse parole, il grido di Cristo sul­la croce, che erano risuonate nel cuore di santa Teresina. Il giovane prete legge e ri­legge i testi della Santa, la interroga, si ri­volge a lei nella preghiera; si reca soven­te al Carmelo di Lisieux in cerca di luce.

Come Teresa, Roussel riflette su que­sta sete ardente di Dio, questo riversare il suo amore nel cuore degli uomini, un amore che si dà come un fiume di ac­qua viva che lava, purifica e fa vivere.

Ma tanti ancora non conoscono il suo amore o lo disprezzano, tanti ignorano il suo volto più vero, la sua assoluta gratui­tà. Pensa infatti al passo del Vangelo che racconta l'incontro di Gesù con la Samaritana al pozzo di Giacobbe: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: "Dammi da bere!", tu stessa gliene avresti chiesto ed egli ti avrebbe dato acqua viva» (Gv 4,10).

La donna perfetta - Gli insegnamenti di Francesco di Sa­les educano la sua anima all'abbandono e alla pratica delle piccole virtù. La pas­sione per le anime lo divora ogni giorno di più e tutte le sue letture lo portano ver­so la missione, in particolare i libri di Pierre Lhandem, come Le Christ dans la banlieu. Prega sulla mappa di Parigi, pre­ga per tutte quelle persone che soffrono perchè non conoscono o ignorano Dio, ha il grande desiderio di perdersi in quel­la massa, di cui ha compassione, per far conoscere l'amore di Cristo.

Ad Ars, dove si reca regolarmente presso la tomba del Santo Curato per at­tingervi forza e ardore spirituale, Mar­cel comincia a vedere sempre più chia­ro, percepisce che la Santa Vergine gli chiede di riunire delle giovani, che do­neranno a Dio la loro verginità, si offri­ranno al suo amore misericordioso.

Tormentate da una doppia sete, quel­la di Dio che vuole darsi e quella degli uomini di ricevere il suo amore Infinito, esse saranno, senza abito religioso, simi­li a tutte le lavoratrici del mondo, condi­videndo la loro condizione, incarnando Cristo nel loro ambiente di vita. Così na­sce nel cuore di Roussel ciò che sarà più tardi l'opera della sua vita: la fondazio­ne delle Lavoratrici missionarie e la fa­miglia Donum Dei nel suo insieme.

Riflettendo sulla nuova opera, Rous­sel scriveva: «Ciò che manca oggi alla classe operaia è di non ricevere l'Amore.

In mezzo alla massa, la missionaria sarà come un polo d'attrazione dell'Amore di­vino. Riceverà in se stessa tutto l'amore che i lavoratori indifferenti o pagani non vogliono accogliere. Sarà così vittima d'amore. Avrà realizzato il desiderio di Teresa: missionaria in pieno mondo pa­gano, essendosi offerta come vittima al­l'Amore misericordioso».

E ancora: «Realizzando il programma di Teresa guardiamo sempre anche Ma­ria, modello missionario. Prima di Tere­sa ella si è offerta per ricevere l'Amore misericordioso. Per contenere l'Amore, ella ha dato non solo la sua anima, ma la sua carne di madre».

L'Immacolata è dunque colei che per prima ha creduto all'Amore e ha ricevu­to il dono di Dio. È la donna perfetta, ma­dre e modello. «Maria - scriveva Mar­cel - è il più bello dei Tabernacoli non fatto da mani umane. Maria è il Taberna­colo Vivente che porta sempre in sé il Fi­glio e la Santa Trinità. Oh, questo Taber­nacolo immacolato, guardatelo spesso! Ben presto vi scoprirete la presenza del Maestro. Sentirete le sue parole. Vi ab­braccerà con lo sguardo pieno di amore e di perdono. È lì nel cuore di sua Madre che Gesù vi aspetta».

Acqua viva - Nel 1960 nasce l'Eau vive, il ristorante aperto a tutti come un Carmelo nel mon­do gestito dalle Lavoratrici missionarie. Con il passar degli anni gli Eau vive si so­no moltiplicati e sono arrivati in tutti i con­tinenti (uno è in funzione da molti anni nel cuore di Roma, a due passi da Monte­citorio) ed ogni Eau vive è una piccola oa­si nel cuore delle città, dove si distribuisce l'acqua viva, che zampilla dal cuore di Cristo come segno d'amore per il mondo.

Nel febbraio 1984, dal momento che la famiglia missionaria Donum Dei si era sempre più radicata e nutrita della spiri­tualità del Carmelo, Roussel comprende che questa Famiglia deve non solo vivere lo spirito del Carmelo nel mondo, ma de­ve unirvisi giuridicamente. «Nostra Si­gnora del Monte Carmelo, accoglici nella tua famiglia», è l'ultima preghiera di Roussel la sera del 21 febbraio 1984. Mo­rirà il giorno seguente, e l'affiliazione al Carmelo avverrà il 22 febbraio 1987.

Il Carmelo offre ai membri della fa­miglia Donum Dei tutta la ricchezza del­la sua spiritualità e il suo segno partico­lare, lo scapolare di Nostra Signora del Monte Carmelo.

Nel 1950 Marcel aveva solo una pic­cola casa in mezzo alle fabbriche della periferia parigina, ma nel 1984, anno del­la sua morte, erano già state fondate 16 case nei cinque continenti. Oggi le case sono molte di più e la sua Famiglia reli­giosa ha membri di tutte le razze e di tut­ti gli stati di vita (consacrati, coppie, gio­vani, celibi, mamme, famiglie, bambini, ammalati) e con diverse forme di aposto­lato, che diffondono in ogni punto del globo il profumo di Cristo.

Informazioni:

Lavoratrici missiona­rie dell'Immacolata, via Monterone 85, 00100 Roma, tel. 06-68.80.10.95.