DATI STORICI SU GESU’
Lo
studio della figura di Gesù è sempre al centro della storia umana da quando
egli comparve tra noi, fino a tare il fulcro stesso del tempo. Conoscendo Gesù
non si può non credere in lui, non amarlo, non seguirlo. Egli infatti si
rivela come il Messia (colui che Dio manda a noi per salvarci) a chi lo cerca
con cuore sincero e mente aperta alla verità.
Il
primo passo verso questa conoscenza è la ricerca di Gesù nella storia.
Nessuno nega l'esistenza storica di Cristo: il farlo sarebbe un assurdo storico,
un tradimento della stessa storia. Di nessun uomo è stato detto e scritto tanto
quanto di Gesù, e ciò in ogni dove e in ogni tempo.
Vediamo
quali sono le antichissime testimonianze su di Lui.
1)
I libri del Nuovo Testamento
I
Vangeli narrano brevemente la vicenda terrena di Gesù, gli Atti e le Lettere
apostoliche ci riportano gran parte della sua dottrina, l'Apocalisse è una
profezia del trionfo finale suo e dei suoi eletti.
Da
principio nelle comunità cristiane si tramandò a voce la vita e le parole di
Gesù, ma dall'anno 51 circa alla fine del primo secolo, queste tradizioni orali
furono messe per iscritto o dagli apostoli o dai loro discepoli. Questi
documenti furono redatti tutti in lingua greca e sono giunti fino a noi. A
causa del materiale deperibile su cui furono scritti, non possediamo gli
autografi originali, ma in compenso abbiamo ben cinquemila copie manoscritte
del Nuovo Testamento, tra cui spiccano per completezza e antichità (IV sec.)
i codici "Vaticano" e "Sinaitico". Di nessuna vicenda o
personaggio dell'antichità si possiedono documenti così numerosi.
Oggi
il Nuovo Testamento è tradotto in ben 1200 lingue. Nessun libro antico può
vantare una diffusione così imponente. È il testo più letto e studiato
nella storia dell'umanità.
Ebbene,
questi 27 libri ci parlano di Gesù. Essi fanno parte dei libri canonici, cioè
indicati dalla Chiesa come facenti parte integrante della Bibbia.
2)
I Padri Apostolici
Sono
così chiamati gli scritti su Gesù e la sua dottrina composti dai discepoli
degli apostoli o dai loro immediati discepoli.
Tra
queste opere spiccano: la Didaché (raccolta di precetti, riflessioni,
esortazioni di carattere evangelico); la lettera di S. Clemente papa ai
Corinzi; sette lettere di S. Ignazio di Antiochia; la lettera di S. Policarpo,
vescovo di Smirne; la lettera di Barnaba.
Questi
documenti ci riportano una forte testimonianza su Gesù, anche perché sono
pressoché contemporanei ai libri canonici.
3)
Libri apocrifi
Questi
scritti si chiamano "apocrifi" per indicare che non sono da considerarsi,
come quelli canonici, ispirati da Dio, ma come letteratura pia, a volte
bizzarra, fiorita sulla vita di Gesù. Tuttavia anche questi volumi, che sono più
di cento, costituiscono una testimonianza della realtà storica di Cristo.
4)
Storici pagani
Ci
soccorrono, a conforto del nostro tema, anche i più famosi storici pagani del
tempo, e segnatamente: Tacito, Svetonio e Plinio il Giovane.
a)
Tacito, nei suoi "Annales", scritti verso il 116, ci parla di Cristo e
dei cristiani, confermando il racconto evangelico sul supplizio di Gesù sotto
il procuratore Ponzio Pilato.
b)
Svetonio (a.120) parla della persecuzione di Nerone contro i cristiani
("Vita di Nerone").
c)
Plinio il Giovane, governatore della Bitinia, verso il 112 scrisse all'imperatore
Traiano una lettera in cui parla dei cristiani che vengono consegnati ai
tribunali, della loro vita intemerata e della loro dottrina. Afferma inoltre
che essi sono soliti, in un determinato giorno, riunirsi per "cantare lodi
a Cristo come a un Dio".
5)
Fonti ebraiche
Abbiamo
infine degli scrittori ebraici che ci parlano di Gesù. Il più importante
di essi è Giuseppe Flavio, che compose in Roma, attorno agli anni 93-94, le
"Antichità giudaiche". Il brano che ci interessa recita: "In
quel tempo visse Gesù, un uomo di grande valore, un esecutore di opere meravigliose.
Egli ha guadagnato alla sua causa molti giudei, ma anche molti pagani. Costui
era il Messia. Allorché Pilato, in base ad un'accusa mossa contro di lui dai
nostri uomini più eminenti, lo ebbe condannato a morire in croce, coloro che
prima lo avevano seguito non si staccarono per questo da lui. Ancora oggi la
gente dei cristiani, che prende il nome da lui, non ha cessato di
esistere".
Nel
Talmud (sec. IV), che è un commento di antiche leggi ebraiche, si legge:
"Il giorno dell'esecuzione giudiziaria, prima della festa di Pasqua, Gesù
di Nazareth fu appeso alla croce perché egli aveva con le sue magie sedotto e
sviato Israele".
Sulla
base di queste e di molte altre testimonianze che si potrebbero addurre,
nessun uomo sano di mente può dubitare dell'esistenza storica di Cristo.
Per
chiudere vorrei ricordare queste parole scritte da un grande testimone di
Cristo, l'apostolo Pietro, che condivise gli ultimi tre anni di vita del
Signore: "Non per essere andati dietro a favole artificiosamente
inventate vi abbiamo fatto conoscere la potenza e la venuta del Signore nostro
Gesù Cristo, ma perché siamo stati testimoni oculari della sua grandezza"
(Seconda Lettera di Pietro, 1,16).
di
Giuseppe Gamboso