Dal
Santo Curato d’Ars
(...)…siccome
siamo nell'Anno Sacerdotale, ascoltiamo quanto ha scritto il Santo Curato d'Ars.
Questo Sacerdote è stato indicato dal Papa come esempio di santità soprattutto
per i Sacerdoti, ma anche per tutti i cristiani.
Ecco
che cosa ci dice: "Molti sono i cristiani che non sanno assolutamente perché
esistono. Dicono: -Mio Dio, perché mi hai messo al mondo?-. Gesù risponde:
-Per salvarti-. E perché vuoi salvarmi?-. -Perché ti amo, e perché tu sia
eternamente felice".
Com'è
bello conoscere, amare e servire Dio! Non abbiamo nient'altro da fare in questa
vita di più importante. Tutto ciò che facciamo al di fuori di questo, é tempo
perso. Bisogna agire soltanto per Dio, mettere le nostre opere nelle sue mani.
Svegliandosi al mattino bisogna dire: "Oggi voglio lavorare per te, mio
Dio! Accetterò tutto quello che vorrai inviarmi come fosse un tuo dono. Ti
offro me stesso in sacrificio. Tuttavia, mio Dio, siccome io non posso nulla
senza di Te, Ti prego di aiutarmi".
O, come rimpiangeremo, in punto di morte, tutto il tempo che avremo dedicato ai piaceri, alle conversazioni inutili, al riposo, anziché averlo dedicato alla mortificazione, alla preghiera, alle buone opere, a pensare alla nostra cattiveria, a piangere i nostri peccati! Allora ci renderemo conto di non aver fatto nulla per il Cielo.
Che
triste cosa, cari figli! La maggior parte dei cristiani non fa altro che
lavorare per soddisfare questo corpo, che, dopo la morte, marcirà, e non
pensano alla propria anima, che é destinata ad essere felice, o infelice per
l'eternità. La loro mancanza di spirito e di buon senso, fa accapponare la
pelle! Non bisogna dimenticare che abbiamo un'anima da salvare, ed un'eternità
che ci aspetta. Il mondo, le ricchezze, i piaceri, gli onori passeranno; invece
il Paradiso e l'Inferno non passeranno mai. Stiamo quindi attenti! E pensiamoci
seriamente.
I
santi non hanno cominciato tutti bene (per esempio S. Paolo, S'Agostino, S.
Francesco d'Assisi e tanti altri), ma hanno finito tutti bene. Se noi abbiamo
cominciato male, cerchiamo di finire bene, e così potremo un giorno
congiungerci a loro in Cielo. Il mondo passa e noi passiamo con esso, e
precipitiamo nell'eternità dalla quale non si torna più indietro. L'unica cosa
da fare è salvare la propria anima.
I
santi non erano attaccati ai beni terreni, ma pensavano solamente a quelli
celesti. Noi, al contrario, non facciamo altro che pensare al presente. Il buon
Dio ci ha posto sulla terra per vedere come ci comporteremo, e se lo ameremo:
infatti nessuno resta al mondo per sempre. Se riflettessimo su questo fatto,
alzeremmo continuamente lo sguardo verso il Paradiso, che è l'uníca vera
patria. Noi, invece, ci lasciamo trascinare di qua e di là dal mondo, dalle
ricchezze, dai piaceri. Guardate i Santi com'erano distaccati dal mondo e da
tutte le cose materiali! Come guardavano tutto ciò con disprezzo! Si racconta
che un Frate, dopo la morte dei suoi genitori, si trovò in possesso di una
grossa eredità. Quando apprese la notizia, chiese: "Da quanto tempo sono
morti i miei genitori?". "Da tre settimane"; gli risposero.
"Ditemi: una persona che è morta può ereditare?". "No di
certo". "Sta bene! Allora, io che sono morto al mondo da vent'anni,
non posso ereditare da coloro che sono morti da tre settimane".
Coloro
che vivono secondo il mondo, ritengono sia troppo difficile salvarsi. Eppure non
vi è nulla di più facile: basta osservare i comandamenti di Dio e della
Chiesa, ed evitare i peccati mortali; oppure, se preferite, fare il bene ed
evitare il male; sta tutto qui! I buoni cristiani che si danno da fare per
salvare la propria anima, sono sempre felici e contenti: godono anticipatamente
della felicità del Cielo, e saranno felici per l'eternità. I cattivi
cristiani, invece, sono da compatire, perché mormorano, sono tristi e scontenti
e lo saranno per l'eternità.
Un
buon cristiano è un avaro del Cielo, tiene in poco conto i beni terreni. Egli
pensa soltanto a render bella la propria anima, ad accumulare ciò che lo renderà
felice in eterno. Guardate i Re, gli Imperatori, i Grandi della terra: sono
molto ricchi, ma sono forse contenti? Se amano il Buon Dio, si; ma se non Lo
amano, no, non sono contenti. Personalmente trovo che non vi sia nulla di più
triste dei ricchi, quando non amano il Signore.
Andate
pure di continente in continente, di regno in regno, di ricchezza in ricchezza,
di piacere in piacere: non troverete la felicità che cercate. La terra e quanto
contiene, non possono appagare un'anima immortale, più di quanto un pizzico di
pane, in bocca ad un affamato, possa saziarlo.
La
terra è come un ponte per attraversare un fiume: serve solo a sostenere i
nostri piedi. Noi siamo in questo mondo, ma non dobbiamo essere conforme a
questo mondo, giacché tutti i giorni diciamo: "Padre nostro che sei nei
cieli... ". Per avere la nostra ricompensa, dobbiamo perciò aspettare di
essere "a casa nostra", cioè nella casa del Padre Celeste".
Carissimi,
abbiamo sentito che cosa ci raccomanda il Santo Curato d'Ars, il quale ha
consumato tutta la sua vita Sacerdotale per la salvezza delle anime. Facciamo
tesoro di queste raccomandazioni, e ogni tanto rileggiamole, affinché non
abbiamo a dimenticarci del fine della nostra vita, che e quello di amare Dio
sulla terra, e di goderLo poi eternamente in Paradiso.