COSTANZA
CALLEGARI, grande
carismatica dei nostro secolo
a
cura di mons. Luigi Tonutti
Per
la prima volta un pò di notizie sulla vita di una donna che fu grande esempio
per tutti coloro che la conobbero. Di lei ce ne parla un sacerdote che la seguì
negli ultimi anni trascorsi sulla terra in preghiera e abbandono.
L'ho
occasionalmente incontrata la prima volta nel 1981 fra i partecipanti a un
convegno di spiritualità in Assisi; l'ho in seguito avvicinata più volte a
Firenze fino ad assisterla morente il 31 dicembre 1986.
Invitato
da varie persone e ammirato delle virtù della defunta, ho assunto l'oneroso
incarico di raccogliere i suoi scritti per presentarli a un pubblico più vasto,
quale omaggio alla sua persona e più a ricordo e utilizzazione dei suoi
preziosi insegnamenti, che personalmente penso proprio provenire da una
persona particolarmente illuminata e mossa dallo Spirito Santo.
Richiesta più
volte di mettere in iscritto qualcosa della sua vita, aveva finalmente
incominciato a farlo, scrivendo che, durante la guerra 1915-1918, era insegnante
di educazione fisica a Cremona e si era prodigata come crocerossina, per cui
non conobbe vacanze.
Annota
di aver fatto con la sorella Savina "tanta propaganda religiosa" e
di aver potuto portare a Dio vari soldati. Ricorda poi le notti del '18, dopo la
disfatta di Caporetto, passate di servizio alla stazione per l'assistenza ai
profughi dell'alto Veneto "infreddoliti e sperduti in quelle notti
buie"; poi... il diario è finito!
Per
la venuta di Hitler in Italia fu convocata con le Giovani Italiane a festeggiare
l'avvenimento. Ma non voleva affatto onorare un nemico del Vangelo.
Che
fare? Darsi ammalata. Ma ecco il controllo medico da parte del partito. Il
Signore le manda un provvidenziale febbrone, risolutivo della situazione, salvo
poi a farlo scomparire.
Accompagnò
una domenica un gran numero di studentesse in udienza dal Papa Pio XII, il quale
paternamente elogìò e benedisse le ragazze e l'insegnante, auspicando per
lei una lunga vita attiva fino alla 6' generazione. Nel 1986 era giunta
abbondantemente alla 5a, ma non oltre, quando negli ultimi tempi si seppe di un
rampollo nato da uno dei tanti pronipoti, così da toccare la 6a generazione!
Vide
un giorno una luce molto intensa e chiese che c'era a produrla. Era un
ministro dell'Eucarestia che saliva le scale recando il SS. Sacramento! Ella lo
conservava in casa in un altarino e si comunicava: a ciò autorizzata dal
Parroco.
Ho
sentito nella mia stanza (mi racconta) una voce profonda dirmi: "Io sono!"
(Es. 3,14; Gv 8,58).
Il
4 giugno 1986 segnò misteriosamente in fronte coll'unghia del pollice i
presenti al gruppo e il mercoledì seguente di nuovo, ma i non segnati precedentemente.
Il segno voleva essere di protezione e di amore. Possiamo mettere ciò in
relazione con "il sigillo del nostro Dio sulla fronte dei suoi servi"
(Apc 7,3)?
Aveva
avuto in dono un crocifisso di legno con il quale spesso segnava in forma di
croce qualcuno o varie persone presenti dicendo la giaculatoria per lei
abituale: "Solo Dio Padre solo Dio Figlio solo Dio Spirito Santo abiti
in te (in me) ora e per sempre". Mi assicurò che recitando in
ginocchio questa invocazione, con segno di croce, dovunque ci si trovasse, si
sarebbe salvi da ogni pericolo.
Ora
due episodi narrati, con particolari, dall'amica fiorentina Antonietta Rossi.
Durante
l'ultima guerra mondiale, mentre i tedeschi si ritiravano da Firenze,
inseguiti dai partigiani, e si abbandonavano a ogni tipi di violenza, Costanza
con una sua sorella abitavano in un appartamento sito in un piano rialzato,
con le finestre sulla strada a meno di due metri di altezza. Sentirono spari e
grida di ogni genere; Costanza disse alla sorella che tremava di paura di
andarsi a chiudere nel ripostiglio e di non uscire di lì per nessun motivo. Dall'appartamento
vicino, sito sullo stesso piano, venivano urla di soldati e grida di donne e
rumore di oggetti infranti.
Costanza
prese il suo crocifisso e si mise al centro della stanza con il crocifisso
alzato e l'altro braccio teso, rivolta verso la finestra, con lo sguardo fisso.
Quando un gruppo di soldati tedeschi si arrampicò sulla finestra e la videro
così immobile, con il crocifisso alzato e gli occhi fissi come fosse una statua,
rimasero interdetti e se ne andarono senza fare, solo a loro, alcun male. Come
S. Chiara e i Saraceni?
La
Costanza diverse volte ha avuto la netta sensazione che il demonio le facesse
dei dispetti o attentasse addirittura alla sua vita, ma che il Signore, la
Madonna, lo Spirito Santo la proteggessero.
Nel
luglio 1983 a Gaville, presso Firenze, era ospite della famiglia Rossi con il
suo padre spirituale. Da poco era stata celebrata la S. Messa e, mentre il
sacerdote al piano terreno si tratteneva per il ringraziamento, Costanza era salita
al piano di sopra nella sua stanza per lasciare alcuni oggetti e ne stava ridiscendendo.
Era sola per la scala che è a forma di "U": una rampa, un piccolo
ballatoio, un altro ballatoio e un'altra rampa. Elio Rossi era di sopra, mentre
Antonietta era di sotto e la guardavano scendere, quando all'improvviso la
Costanza ruzzola per le scale andando ad incastrarsi con la testa sotto il corpo
contro il muro. Tutti accorrono pensando al peggio: infatti la testa era posizionata
a squadro rispetto alla colonna vertebrale. Ma Costanza si rialza incolume
gridando: "Va via, brutta bestiaccia, con me non ce la fai, va via!"
Disse di essersi sentita prendere per le spalle e scaraventare giù per le
scale, ma il Signore l'aveva protetta. Aveva 93 anni!
1
messaggi
È
interessante quanto scrive la Callegari stessa ricordando l'apparire del suo
carisma nella sua già avanzata età.
"Al
primo scritto non mio, ma detto o meglio scritto dalla mia mano ma non dal mio
cervello, ho provato un senso di sorpresa, curiosità e anche di sgomento, per
non poter ben capire da qual forza potesse provenire. Poi, dopo averlo letto e
riletto, mi convinsi che non poteva provenire dalla forza del male, perché
il testo era elevato di tono e di profondità morale. Però il dubbio mi tormentò
per molto tempo. Certo ora, pur non avendo dubbi, non mi resta che accettare
questa potente volontà che domina e comanda al mio cervello e lo usa come
strumento di comunicazione con voi.
Sia
sempre e solo benedetta la volontà di Dio, anche se la sua scelta è caduta
sulla più veramente meschina fra le sue creature".
Il
Signore le dettò le preghiere da recitarsi in gruppo, svegliandola più volte
alle quattro del mattino per farla "scrivere".
L'opuscolo
"Preghiamo lo Spirito Santo" fu pubblicato con l'approvazione
ecclesiastica e distribuito gratuitamente, come lei volle, ai partecipanti dei
cosiddetti "Gruppi dello Spirito Santo", di cui lei fu l'animatrice,
ed ebbe varie ristampe.
Riceveva
i messaggi e li trasmetteva in iscritto o a voce di solito dopo la recita
delle preghiere dell'opuscolo; oralmente anche durante la S. Messa, celebrata
qualche volta in casa, e ciò dopo la Comunione.
Alla
fine dello scritto o del parlare si risvegliava come da un sonno e beveva, per
disposizione avuta dall'alto, un bicchiere d'acqua di pozzo, sempre a disposizione,
e così si rinfrancava normalizzandosi. Veniva allora letto quanto scritto o
risentito quanto registrato: il tutto era nuovo per lei.
Durante
la Messa la Costanza era come rapita, particolarmente durante la
consacrazione, e il suo volto si illuminava.
Pregava
di giorno e di notte, sempre con la corona in mano o al collo. Era un’amica
del Gethsemani". Il suo pensiero era fisso in Dio che le infondeva idee e
convinzioni che poi lei avrebbe esposto nelle conversazioni e nei colloqui; a un
certo punto della notte le diceva: "Ora riposa in pace!". La
presenza attiva dello Spirito Santo l'aveva via via trasformata. Ella stessa
mi confessò un giorno: "Da che vivo con lo Spirito Santo, mi sento cambiata
nel mio modo di essere, di pensare, di parlare. Sono irriconoscibile da quando
avevo, per esempio, quarant'anni".
Per
il Papa, specie per Giovanni Paolo II, aveva un particolare intenso affetto
e pregava molto per lui. Diversi sono i messaggi meravigliosi e predittivi che
lo riguardano. Riporto solo un messaggio del 18 maggio 1981 (cinque giorni
dopo l'attentato) in cui si diceva esplicitamente: "Il Pastore guarirà
presto e sarà più forte di prima e continuerà, anche fra pericoli,
sofferenze e ostacoli, la sua delicatissima e faticosa missione".
Consunta
e morente, ricevuti i SS. Sacramenti, pregava incessantemente; luminosa e
felice diceva di vedere tanta luce, lo Spirito Santo, la Madonna di Medjugorje
e S. Michele Arcangelo.
Pregava
così: "Spirito Santo, Eterno Amore, vieni a noi con i tuoi doni, vieni e
infiamma i nostri cuori; Spirito Santo glorificato, benedetto, eletto nell'amore
divino nel cenacolo dei piccoli cuori del GEM. Cuore di Gesù, amato,
ingrandito, impreziosito nella povertà del Gethsemani, ti amo".
Alle
23.30 dell'ultimo giorno del 1986 con gli occhi fissi in alto, raggiante di
felicità, Costanza entrava nell'eternità. Aveva quasi 96 anni.
Era
una terziaria francescana ed è andata incontro al suo Signore con l'abito
francescano che da tempo aveva preparato.
Anni
prima, quando i figli spirituali di P. Pio avevano edificato, con la benedizione
del Padre, una casa per gli esercizi spirituali nei pressi di Firenze, aveva
donato tutti i suoi gioielli per il tabernacolo della Cappella.
Prima
dell'ultima guerra aveva conosciuto e avvicinato P. Pio e da lui aveva
ottenuto un'inaspettata e insperata guarigione.
La
pace sia con te, nel tuo spirito! Vedo il tuo cuore in tumulto, il tuo cervello
smarrito. Senti che ti chiamo a scrivere e non ne sei sicura e combatti nel
tuo io. Tranquillizzati: sono Io che ti chiamo!
Voglio
riprendere il tema del bene e del male, al quale ho accennato nell'ultimo Mio
messaggio, e parlare dei falsi profeti.
Non
mai come in questo triste periodo i Miei giovani sacerdoti hanno deviato e
si sono lasciati trascinare da una corrente di giovani, diciamo così,
teologi, i quali hanno certo studiato con amore e hanno cominciato con buoni e
dotti insegnamenti quando avevano con loro e in loro lo Spirito Santo e subito
si sono visti circondati da numerosi giovani assetati di verità, di
giustizia e di libertà; con i giovani anche numerosi adulti.
Tutto
bene, tutto sotto la benedizione e la compiacenza del Padre e di tutta la
Trinità.
Poi
il successo, le numerose adesioni, i superlativi consensi li hanno travolti. E
i seguaci, trascinati dall'entusiasmo e da uno sventato desiderio di luce,
li hanno incensati, non accorgendosi che i maestri, per amore della popolarità
e del nuovo, per adeguarsi ai gusti del tempo, forse senza accorgersene loro
stessi, non hanno più seguito la voce del Verbo e hanno dato voce alla loro
voce, alla voce dei tempi, del rivoluzionario e del travolgente.
Non
sono servite e per ora non servono i richiami autorevoli del S. Padre, non
quelli dei loro vescovi (anzi, qualcuno si è lasciato pure travolgere dalla
corrente innovatrice).
Dove
volete arrivare, cosa volete modificare? La Chiesa di Dio è una sola, è quella
da Me istituita, che è Maestra sempre, che sa come e in che misura apportare i
suoi aggiornamenti; la Chiesa è dominio dello Spirito Santo che in lei
aleggia e suggerisce il da farsi e parla per il suo Vicario, per il suo
Pietro.
La
dottrina è quella e non varia: la legge è una sola. Tutto ciò che dicono i
comandamenti dati a Mosè, 1° patto di alleanza, è valido anche oggi più che
mai. Il Nuovo Testamento, 2° patto di alleanza fra il Padre, la Trinità
Santa e gli uomini, riconferma e ribadisce la validità delle tavole della
legge mosaica. Non si può equivocare.
Non
portate, o giovani sacerdoti, i giovani alla confusione, al dubbio, a svolte
pericolose e dannose, a concessioni imperdonabili, a subdole ammissioni, a
condannabili permissioni.
Non
loro risponderanno, ma voi, voi soli che li avete portati in falsa strada. Non
presentate il raggiungimento del benessere materiale come l'acquisto di tutti
i beni, non traviate le coscienze in formazione.
Sì,
Io ho portato la Rivoluzione, la vera e unica santa rivoluzione, quella dello
Spirito, la rivoluzione del modo di concepire la vita. La Mia rivoluzione ha
avuto il battesimo del sangue, ma di Uno solo per tutti, per il bene e la
salvezza di tutti.
Ma
voi che fate? Voi lasciate che l'odio infierisca, indebolite gli spiriti con
il dubbio e false lusinghe; volete amare i poveri e voi volete vivere e
vivete in benessere; avete voluto fare gli operai per conquistarli ed è
avvenuto il contrario.
Svegliatevi,
toglietevi le piaghe che vi imbrattano, uscite dal labirinto della superbia e di
molti altri vizi.
È
suonata l'ora, non indugiate: la misericordia del Padre è infinita e vi
accoglierà con la gioia del figlio creduto perduto e ritrovato.
Accettate
il Mio grido lanciato dal Golgota. Venite a Me e vi porterò al Padre!
22
gennaio 1977
«La Mia pace
sia con voi, figli miei carissimi! Non impressionatevi e non angustiatevi. I
tempi sono Miei!... Ho messo al condizionale le profezie, perché solo nelle
mani onnipotenti del Creatore stanno le decisioni degli avvenimenti, nei tempi.
Chi vi dice, per esempio, che ai tempi profetizzati, la intensità di azioni
buone, di preghiere valide, di buone azioni, di sacrifici, di dolori offerti con
animo aperto e sincero non cambino tutto? Si, tutto può accadere in male, ma è
anche vero che tutto può essere arrestato. Dovete seminare pace e serenità
negli animi che vi circondano e vi ascoltano. Oggi sono tutti assetati di
notizie, di predizioni, perché il presente è precario e il futuro è buio.
No,
figli miei, non è così che si avvicinano le anime a Dio. Spargete serenità e
fiducia. Le tristi e spaventose rivelazioni sono per voi che ormai siete
abbandonati alla Nostra volontà e al Nostro amore. Voi non paventate: i lontani
di spirito nel terrore possono perdersi. Accennate con garbo, con finezza, senza
dare il senso dell’assoluto, del definitivo, dell’irrevocabile. Dite a tutti
che il male si può, si deve allontanare, che c’è Chi sa come e quando
allontanare le sciagure, che si allontanano con la preghiera, con l’unione
inscindibile degli spiriti. E allora quella Luce, che non tramonta e non
tramonterà, vi inonderà e allontanerà lo sgomento che è solo opera del
demonio. Unitevi e pregate: siate un’anima sola,
una sola
preghiera, un solo anelito. Chiedete insistentemente l’Amore e l’Amore sarà
in voi, con voi e con i vostri congiunti, con i fratelli vicini e lontani,
presenti e assenti. Sarà il trionfo sulle forze del male».
15
dicembre 1983 La Madonna a Medjugorje:
«Quelli che
fanno predizioni catastrofiche sono falsi profeti. Essi dicono: “In tale anno,
in tale giorno, ci sarà una catastrofe”. Io ho sempre detto che il castigo
verrà se il mondo non si converte. Perciò invito tutti alla conversione. Tutto
dipende dalla vostra conversione».
Si leggano inoltre i seguenti passi biblici in cui viene messo in risalto come la conversione ci evita il castigo: 1 Re 21, 17-29; Giona 3,1-10