Come si spalanca il Cielo: incredibile conversione nel braccio della morte

traduzione a cura di P Fabio Falcinella icms

Claude era un uomo di colore che lavo­rava la terra, per un ricco possidente. Appena diciassettenne si era sposato con una ragazza della stessa età. Due anni dopo il matrimonio, mentre stava arando i campi, un contadino corse ad avvisarlo che ave­va sentito giungere delle grida disperate da ca­sa. Claude si precipitò e vide un individuo che cercava di fare violenza a sua moglie: preso dal­l'ira, afferrò un'ascia e tagliò di colpo la testa a quell'uomo. Arrivò altra gente e quel tizio fu ri­conosciuto: era l'impiegato favorito del proprie­tario. Claude fu così arrestato, indiziato per omicidio volontario e condannato alla sedia elettrica.

In carcere, aspettando l'esecuzione, condivi­deva con altri quattro compagni di sventura la cella. Una notte, seduti attorno al tavolo, i cin­que stavano parlando. Claude notò una meda­glia al collo di un prigioniero. Gli chiese che cosa fosse ma l'altro, giovane cattolico, non lo sapeva e ignorava addirittura perché l'avesse addosso: poi, innervositosi, buttò la medaglia per terra, ai piedi di Claude, imprecando. Questi la raccolse e, con il permesso del compagno, se la mise addosso. Per lui era solo un monile, ma lo volle ugualmente tenere.

Quella notte si svegliò, sentendosi afferrare al polso. Vi era là - come poi egli disse a Padre O'Leary - "la più bella donna che Dio abbia mai creato". Ella lo tranquillizzò, dicendo: "Se vuoi che io sia tua madre e tu mio figlio, fa' ve­nire un sacerdote cattolico". Poi scomparve.

Claude, terrorizzato, urlò: "Un fantasma!" e iniziò a gridare, dicendo che voleva un sacerdo­te. La mattina fu chiamato Padre O'Leary. Claude gli raccontò il fatto e poi, insieme agli altri quattro carcerati - ormai coinvolti anch'es­si nella vicenda - chiese di poter conoscere la fede cattolica. Il sacerdote faticò non poco a credere a quella storia, ma promise comunque di insegnare loro il catechismo. Il giorno se­guente si presentò per la prima lezione. Scopri allora che Claude non sapeva né leggere né scri­vere. Non era mai andato a scuola e la sua igno­ranza religiosa era ancora più profonda: ignora­va perfino chi fosse Gesù! Iniziò il catechismo e gli altri prigionieri aiutarono Claude negli studi. Due Suore, della scuola parrocchiale, ottennero il permesso di incontrare Claude e di visitare il carcere: così, anche nell'altro settore della pri­gione, iniziarono i corsi di catechismo per le donne recluse. Un giorno Padre O'Leary, pre­senti proprio quelle due Suore, stava parlando della confessione. Claude intervenne: "Io so cos'è! La Signora mi disse che noi non ci inginocchiamo da­vanti a un sacerdote, ma davanti alla Croce del Fi­glio suo. Quando siamo ve­ramente pentiti dei nostri peccati e li confessiamo, il sangue che Lui ha sparso scende sopra di noi e ci pu­rifica..." Padre O'Leary e le Suore rimasero stupiti. Claude prese poi in disparte il sacerdote e gli confidò: "La Signora mi disse di ri­cordarti, se tu avessi dubi­tato delle mie parole, del voto che tu le facesti, quan­do finisti in un fosso, in Olanda, nel 1940. Anzi: an­cora attende che tu manten­ga quel voto!" E rivelò al Padre - sempre più stupito e poi commosso - esattamente quello che, allora, aveva promesso alla Vergine.

Claude ripeté poi ai suoi compagni: "Non bisogna aver paura di andare a confessarsi: è proprio a Dio che manifestiamo i nostri peccati, non semplicemente a un prete". E spiegò: "La Madonna ha detto che la confessione è qualco­sa di simile a un telefono: parliamo attraverso il sacerdote con Dio e Dio risponde a noi per mezzo del sacerdote ".

In un'altra occasione aggiunse "Nella comu­nione, vediamo solo un pezzo di pane: ma la Si­gnora mi ha detto che è realmente suo Figlio! E ha detto che anche noi, come Lei, dovremmo amarlo, adorarlo e ringraziarlo, pensando in quei momenti solo a Lui".

Terminate le lezioni di catechismo, Claude fu accolto nella Chiesa cattolica.

Era intanto giunto il giorno della esecuzione, fissata cinque minuti dopo la mezzanotte. Alla richiesta dello sceriffo, circa il suo "ultimo desi­derio", rispose: "Io non sto andando a morire: solo questo corpo muore. Vado a stare con Lei! Potremmo fare una piccola festa?". E disse allo sceriffo: "Consenta al Padre di portare alcuni dolci e lasci liberi i prigionieri del secondo pia­no di partecipare!".

Una benefattrice fornì gelati e torte e così quei po­veri carcerati poterono fe­steggiare con Claude. Egli poi volle pregare con Padre O'Leary, meditare la Via Crucis e ricevere infine l'Eucaristia.

Pochi minuti prima del­l'orario stabilito, lo sceriffo arrivò trafelato, annuncian­do che il governatore aveva rimandato di due settimane l'esecuzione. Claude scop­piò in pianto e non si dava pace per quell'inaspettato ritardo: "Oh, se aveste mai visto il volto e gli occhi del­la Vergine, anche voi desi­derereste rivederla subito!". Il buon sacerdote ebbe allora una ispirazione: propose a Claude di offrire quella en­nesima prova per la conver­sione di un carcerato, macchiato di orrendi delit­ti e che, tra l'altro, aveva una profonda avversio­ne proprio contro Claude stesso. Il giovane ac­consentì e iniziò a pregare per quel detenuto.

Due settimane più tardi, Claude fu giustizia­to. Le sue ultime parole a Padre O'Leary furo­no: "Mi ricorderò di te. E ogni volta che avrai una richiesta, chiedi a me: io chiederò a Lei!"

Due mesi dopo, anche quell'uomo, per il qua­le Claude aveva pregato, doveva essere giustizia­to. Legato sulla sedia elettrica, non smetteva di imprecare e di bestemmiare. Ma, tutto a un tratto, gli occhi si fissarono su un angolo della stanza: sul suo viso si dipinse un terribile orrore. Mandò un urlo e subito volle parlare con un sacerdote. Padre O'Leary accorse subito e ne ascoltò la confessione sincera, in mezzo al pianto.

Lo sceriffo poi gli chiese: "Figlio, che cosa ti ha fatto cambiare idea?". E il condannato ri­spose: "Quell'uomo nero, quel Claude, che ho detestato tanto, beh lui era lì, in quell'angolo. E dietro di lui vi era la Madre Santa. E Claude mi ha detto: ’ho offerto la mia morte in unione con Cristo sulla Croce, per la tua salvezza e Maria ha ottenuto per te questo dono: di vedere il tuo posto all'inferno, se tu non ti fossi pentito’. Mi è stato mostrato il mio posto all'Inferno. Questo mi è bastato". (Tratto da Maria di Fatima 11/2009)