Come pregare in famiglia

Un giorno Gesù si trovava in un luogo a pregare e quando ebbe finito uno dei discepoli gli disse: "Signore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli". Ed egli disse loro: "Quan­do pregate dite: "Padre, sia santificato il tuo nome, ven­ga il tuo regno, dacci ogni giorno il nostro pane quoti­diano e perdonaci i nostri peccati, perché anche noi per­doniamo ad ogni nostro debitore e non ci indurre in ten­tazione" (Lc 11,1-4).

La preghiera del "Pa­dre nostro" racchiude, in sintesi, tutto l'insegna­mento di Gesù: nella pri­ma parte si dà gloria al Padre nel santificare il suo Nome, nell'accoglie­re l'avvento del Regno e nel disporsi a vivere ab­bandonati alla sua vo­lontà. Nella seconda parte si chiede a Dio di donarci ciò che è neces­sario per la nostra vita: per nutrirla, guarirla e preservarla dalle tenta­zioni, avere cioè la forza di resistere al potere che esercita, anche oggi, attraverso i mass media, il consu­mismo sfrenato e la ricerca edonistica di ogni appaga­mento, il Principe di questo mondo, cioè il Maligno.

Durante la preghiera ogni membro della famiglia, ol­tre a recitare le preghiere che già conosce, può esprime­re ciò che suggerisce il proprio cuore. L'intimità con Dio fa crescere anche l'intimità familiare poiché è soltanto Lui la sorgente inesauribile dell'amore.

Si impara veramente a pregare quando ci si apre con rinnovato stupore alla contemplazione delle meraviglie che Dio ha creato per noi. Tutto è suo dono: la vita, la natura che ci circonda, l'amore che unisce ecc. Si può allora far proprio ciò che dice il salmista: "Quanto è grande Signore il tuo Nome su tutta la terra!" (SI 8,10).

San Giovanni nel vangelo narra che Gesù la notte del Giovedì Santo, prima di recarsi nell'orto degli ulivi, ha pregato per tutti coloro che Dio Padre gli aveva affidato: "Erano tuoi, li hai dati a me. Io prego per loro" perché ti appartengono. Questo è l'atteggiamento che dovrebbe caratterizzare la preghiera per i nostri cari, perché an­ch'essi, come noi, appartengono a Dio nostro Padre.

La preghiera deve essere umile davanti a Dio e agli uomini, fatta con il cuore più che con le labbra, piena di fiducia nella bontà del Signore e insistente fino all'im­portunità.

Ogni famiglia ha i propri ritmi di lavoro e di impegni per cui i mo­menti di preghiera insie­me dovranno essere pro­grammati e adattati alle varie esigenze, ma è vi­tale per ogni famiglia trovare uno spazio, an­che breve, per vivere in­sieme alla presenza di Dio. Le occasioni non mancano: prima dei pa­sti principali, nelle feste di compleanno, negli onomastici, nell'anni­versario del matrimonio, per le scelte importanti di vita o di lavoro, in caso di malattia ecc.

Si può dialogare con Dio attraverso la recita di pre­ghiere che si conoscono dall'infanzia, oppure leggere e meditare un salmo, ma sempre dopo aver invocato lo Spirito Santo, che è l'Amore stesso di Dio che abita nella nostra anima.

I salmi sono stati scritti alcuni secoli prima della na­scita di Gesù e rappresentano una straordinaria testimo­nianza di fede in Dio. Nascono dall'esperienza quotidia­na di un popolo che, con semplicità e passione, descrive l'amicizia con Dio. Anche Gesù, sin dalla più tenera età, ha pregato con i salmi insieme a sua madre Maria e a san Giuseppe. Queste preghiere ebraiche sono diventate patrimonio della Chiesa che le recita ogni giorno.

Ogni famiglia dovrebbe avere in casa la Bibbia o i Vangeli, da non da tenere in un cassetto ma bene in evidenza nel luogo dove si è soliti stare insieme e leggerne un passo al giorno. Il Vangelo è "il libro della vita" attraverso il quale Dio ci parla attra­verso la vita terrena e gli insegnamenti di Gesù.

L'ascolto e il silenzio, mentre avviene la lettu­ra, sono molto importanti per la comprensione e l'interiorizzazione del brano ma soprattutto per­ché la "Parola" ci interpella sul come e quanto riusciamo a calarla nella nostra vita quotidiana.

La preghiera del Rosario o di una decina del­la corona è una preghiera semplice e profonda allo stesso tempo poiché ci fa meditare sugli avvenimenti più salienti della vita terrena di Gesù e di Maria.

Giovanni Paolo II ha scritto così nella Fami­liaris consortio, n° 62: "Non si dovrà mai dimen­ticare che la preghiera è parte costitutiva della vita cristiana, anzi appartiene alla nostra "umanità": è la prima espressione della verità interiore dell'uomo... La preghiera non rappre­senta affatto un'evasione dall'impegno quoti­diano ma costituisce la spinta più forte perché la famiglia cristiana assuma ed assolva in pie­nezza tutte le sue responsabilità di cellula prima e fondamentale della società umana". Ed ancora: "In forza della loro dignità e missione i coniugi hanno il compito di educare i figli alla preghiera" (FC 60).

San Paolo nella lettera ai Colossesi (3,16) così esorta quella comunità: "La parola di Cristo dimori fra voi abbondantemente; ammaestratevi e ammonitevi con ogni sapienza, cantando a Dio di cuore e con grptitudi­ne salmi, inni e cantici spirituali".

San Giovanni Crisostomo raccomandava agli sposi: "Siate una cosa sola, un'unica preghiera e un'unica gioia nell'amore".

Si scoprirà alla fine che pregare è ascoltare Dio che parla con noi!

Tratto da: “Il Messaggero della Santa casa – Loreto” nr6 giugno 2008