“CHI
ODIA ME AMA LA MORTE”
(Sap.)
a
cura del Circolo Culturale IL CASTELLO
Nel lontano 1932, si noti bene la data, Aldous Huxley, figlio di un famosissimo biologo e fratello del premio Nobel per la scienza, descrive nel suo romanzo "Il Mondo Nuovo" (Brave New World) la società del futuro, quella che egli crede potrà essere la società del futuro. Un'opera che godrà di fama immensa, un testo capitale della letteratura inglese, accanto e simile a "1984" di Orwell. Descrive un mondo i cui abitanti sono rigidamente controllati, manipolati, soggiogati dal potere in ogni aspetto della loro vita. La riproduzione stessa è sottoposta ad un controllo centralizzato, gli ovuli fecondati in vitro vengono conservati artificialmente. La nascita è quindi anonima (non esiste più la famiglia), e può essere plurigemina, con la capacità di ottenere fino a novantasei gemelli identici da un solo uovo. Le conoscenze genetiche permettono di studiare la riproduzione a tavolino e di creare caste di uomini superiori, fisicamente e intellettualmente, e, agendo sull'ossigenazione del cervello durante il processo di sviluppo dell'embrione, di uomini inferiori, pronti ad obbedire ed eseguire i lavori più umili. Il numero dei cittadini è fisso. L'intensità demografica viene controllata attraverso: la sterilizzazione forzata di un numero consistente di donne:
-
le cosiddette "cinture malthusiane", contenenti mezzi contraccettivi;
-
un "centro di aborti" la cui attività appare alacre, visto che la
castità è considerata una perversione;
-
una sorta di eutanasia e di altri provvedimenti analoghi.
La
base ideologica è fornita.dalla educazione sessuale nelle scuole, che elimina
ogni tentazione alla famiglia promuovendo rapporti precoci, occasionali e
continui.
Sulla
tematica del controllo demografico Huxley ritorna in "Brave New World
Revisited" del 1958, dimostrando che la distopia, il mondo da incubo
descritto nel precedente romanzo, non gli appare come tale in tutti gli
aspetti: "Nel mondo nuovo della mia favola era ben risolto il problema del
rapporto. fra popolazione umana e risorse naturali. S'era calcolato il
numero ideale per la popolazione del mondo e si provvedeva a contenerlo entro
quel limite... Ma nel mondo vero contemporaneo non si è risolto il problema
della popolazione". I1 problema del sovrappopolamento, scrive Huxley, è
capitale, la popolazione attuale, due miliardi e ottocentomila persone nel 1958,
eccessiva, e non esistono "l'intelligenza e la volontà che quasi mai
ritroviamo nel formicaio di analfabeti che popolano il mondo", per attuare
"il controllo delle nascite". "Forse non è impossibile la
gestazione in vitro come non è impossibile il controllo centralizzato della
riproduzione; ma è chiaro che per molti anni a venire la nostra rimarrà una
specie vivipara, che si riproduce a casaccio
laddove invece la dittatura del nuovo mondo sarà forse eccessiva, ma
efficace. Nostro sregolato
capriccio non solo tende a sovrappopolare il pianeta, ma anche, sicuramente, a
darci una maggioranza di uomini di qualità biologicamente inferiore". È
evidente che l'Huxley sta dalla parte del grande dittatore; è evidente il suo
disprezzo per l'umanità "formicaio di analfabeti", che si riproduce
"a casaccio", secondo uno "sregolato capriccio"; che
abbisognerebbe quindi di un "ordine", di un controllo dall'alto,
dell'intelligenza superiore, imposta con la violenza, con l'inganno, con la
tecnologia, di uomini "illuminati" come lui. Al fondo vi è la
teoria darwiniana della selezione naturale che Aldous eredita dal padre e dal
fratello, e che lo porta, pur fra molte ambiguità, a chiedersi, in
"Brave New World Revisited", in un capitolo intitolato "Qualità,
quantità, moralità", se i "mezzi buoni" dell'igiene e della
medicina, portando alla salvezza di persone che altrimenti potrebbero morire,
non raggiungano in fondo un "fine cattivo", un male quale è il
sovrappopolamento e "la progressiva contaminazione del fondo genetico a
cui dovranno attingere i membri della nostra specie... Ogni progresso della
medicina - continua - sarà frustrato da un corrispondente aumento del tasso di
sopravvivenza degli individui che dalla nascita portano con sé una qualche
insufficienza genetica... E che dire degli organismi insufficienti per
condizioni congenite, che la medicina e i servizi sociali oggi salvano e
lasciano proliferare?".
Il
pensiero sul sovrappopolamento è sostanzialmente lo stesso espresso dal
famoso filosofo e teorico del controllo delle nascite, Bertrand Russell:
"Se una peste nera potesse diffondersi in tutto il mondo una volta durante
l'arco di ciascuna generazione, i sopravvissuti potrebbero procreare
liberamente senza riempire troppo il mondo...
Questo
stato di cose potrebbe essere spiacevole, e allora? Le persone di grande
levatura intellettuale sono indifferenti alla felicità, specialmente a quella
degli altri" ("The impact of Science Upon Society", New York,
Simon and Schuster, 1953, pag. 104).
Analoga
anche l'opinione di Jacques Cousteau, pubblicata, se ne capirà più avanti
l'importanza, sul "Corriere dell'UNESCO" del 1991: "Un tempo
grazie alle epidemie la natura compensava gli eccessi di natalità con gli
eccessi di mortalità. Vogliamo eliminare le sofferenze? L'idea è bella, ma non
può rivelarsi positiva nel lungo termine. C'è da temere di compromettere
l'avvenire della nostra specie".
Sul
controllo demografico Huxley torna anche nell'ultimo capitolo, dove si arriva
ad auspicare l'invenzione della pillola: "La pillola non è stata ancora
inventata. Quando e se la inventeremo, come si potrà distribuirla alle
centinaia di milioni di madri in potenza le quali dovranno ingerirla se vogliamo
ridurre il tasso di natalità della nostra stirpe?".
Ma
chi era Aldous Huxley? È forse un profeta, un uomo che nel 1932 parla di cose
che erano ben lungi dal venire, anzi neppure immaginabili ai più, e che oggi
invece sono o si stanno realizzando: la legittimazione dell'aborto, l'educazione
sessuale nelle scuole, la fecondazione in vitro, la clonazione (i "96
gemelli identici che lavorano a 96 macchine identiche"; "Dopo il
caso della pecora Dolly gli scienziati tentano di duplicare un uomo. Usa,
tentativo di clonazione umana", Il Giornale 3.12.97), la pillola abortiva,
gli anticoncezionali, la sterilizzazione forzata, gli esperimenti eugenetici e
disgenetici? E ancora la droga di stato, surrogato di "felicità" nel
quale la razza inferiore trova sfogo alle sue frustrazioni, la diffusione della
cremazione, i messaggi subliminali visivi... tutti ingredienti previsti del
"Brave New World"?
E
perché cose che appaiono dittatoriali, disumane, ignobili sono per lui
auspicabili e si stanno sempre più realizzando? L'eugenismo razzista, che sarà
proprio del nazismo, come pure l'aborto, la sperimentazione sugli uomini e
la sterilizzazione forzata, ha nel fratello di Aldous un teorico fondamentale
e un precursore. Sir Julian Huxley, infatti, negli Anni Venti è stato uno dei
fondatori della Società Eugenetica Britannica. Il 6 settembre 1962, a nome
del Comitato per la legalizzazione della sterilizzazione eugenetica,
scriveva: "Gli argomenti a favore della sterilizzazione di certe classi di
genti anormali o deficienti mi sembrano schiaccianti" ("L'Italia
settimanale", 22.3.95). Ma soprattutto Julian Huxley è il primo direttore
generale dell'UNESCO, il cervello dell'ONU. La sua attività e filosofia è
ben espressa in un suo opuscolo ("UNESCO: its purpose and its philosophy
", Ed. M.B. Schnapper, 2153 Florida Avenue, Washington D.C., 1948), in cui
si fanno proposte estremamente simili a ciò che succede nel romanzo di Aldous.
Per cui appare evidente che lo "Stato Mondiale" unificato, senza
nazioni, senza più lingue, tradizioni diverse, senza cristianesimo e con tutti
gli errori sopra elencati, descritto in "Brave New World", coincide
col progetto del fratello, che è poi quello dell'ONU, UNESCO... Tanto più che
anche Aldous ebbe un ruolo importante in organizzazioni onusiane, quali ad
esempio la F.A.O. o il "Centro studi sulla persona umana".
Ma
vediamo le somiglianze.
-
Aldous parla di Stato Mondiale unificato; Julian, nell'opuscolo sopra citato,
auspica il "trasferimento della piena sovranità da nazioni separate a una
organizzazione mondiale", cioè l'ONU.
-
Aldous parla di governo elitario, retto da appartenenti alla razza geneticamente
pianificata come superiore dallo stato; Julian scrive che la democrazia tende
per sua natura alla "promozione della mediocrità" e "un animale
dieci volte più pesante di un elefante sarebbe biologicamente estremamente
inefficiente, proprio come un comitato di duecento membri sarebbe socialmente
estremamente inefficiente" (pag. 16).
-
Aldous parla di una "cultura" completamente omogeneizzata, di fine
del cristianesimo, e delle varie tradizioni, culture, lingue; Julian afferma per
l'UNESCO il "compito di unificare the world-mind ", di
"unificazione nelle cose della mente": "speciale attenzione dovrà
essere dedicata dall'UNESCO al problema della costruzione di un pool unificato
della tradizione per l'umanità nel suo insieme" (pag. 18). Per questo
bisognerà anche eliminare i personaggi "pericolosi", come Bernardo
in "Brave New World": "Certi tipi di uomini dovrebbero essere
esclusi dal ricoprire determinate posizioni: ...l'astenico cristianizzato,
fanatico, esageratamente zelante, succube di una morale eccessivamente
rigida...; tali persone dovranno essere stralciate da taluni incarichi, come
essere arbitri di costumi, magistrati, insegnanti, né vi sarà posto per loro
nella amministrazione" (pag. 22).
Anche
il controllo demografico, che abbiamo visto stare tanto a cuore ad Aldous, è
preso in esame da Julian negli stessi termini, e in un capitolo dallo stesso
titolo "Qualità e quantità", che abbiamo già trovato anche in
Aldous: "C'è infatti - scrive Julian - una densità della popolazione
umana ottimale, e di tutta la popolazione del mondo" (pag. 16), oltre la
quale non si deve andare. "La applicazione della scienza medica può
aumentare il numero degli esseri umani in una data area ma abbassare la loro
qualità o le loro opportunità di godere della vita: se così succede non va
bene ". Si vuole stabilire, come per Aldous così pure per Julian, quante
persone debbano vivere sul nostro pianeta, quante vadano eliminate, dove la
medicina debba fermarsi! Il principe Filippo di Edimburgo, cofondatore, proprio
insieme a Julian Huxley, del WWF, altra associazione legata all'ONU, ebbe ad
affermare, l'otto agosto 1988: "Se rinascessi mi piacerebbe essere un virus
letale, per contribuire a risolvere il problema dell'eccesso di popolazione"
("Avvenire" 12.8.1990).
E
Aurelio Peccei fondatore ed ex presidente del "Club di Roma", potente
associazione internazionale vicinissima agli ambienti onusiani e al principe
Filippo, nel suo "Cento pagine per l'avvenire" (Mondadori, Milano
1981), scrive: "Cos'è l'Homo Sapiens? Il capolavoro della natura o un
refuso sfuggito al controllo della selezione immediata?... Salvo gli insetti,
sono rare le specie che si moltiplicano in modo così selvaggio e cieco; una
proliferazione che non si può definire che cancerosa". In un'intervista a
"la Repubblica" del 31.12.1980 afferma: "Gli uomini continuano
a vivere sul pianeta come i vermi sulla carogna... E questi vecchi che ci sono
in più? Dobbiamo rivalutare la morte!".
Ritorna
alla mente quanto scriveva un autore studiato nei nostri licei e università
italiane, Italo Svevo, a conclusione del suo celeberrimo romanzo "La
coscienza di Zeno" (1919): 'L'uomo s'è messo al posto degli alberi e delle
bestie ed ha inquinata l'aria, ha impedito il libero spazio. Può avvenire di
peggio. Il triste e attivo animale potrebbe scoprire e mettere al proprio
servizio delle altre forze (scoperte mediche? - nda.). V'è una minaccia di
questo genere in aria. Ne seguirà una grande ricchezza... nel numero degli
uomini. Ogni metro quadrato sarà occupato da un uomo. Chi ci guarirà dalla
mancanza d'aria e di spazio? Solamente al pensarci soffoco! Ma non è questo,
non e questo soltanto... La legge del più forte sparì e perdemmo la
selezione salutare... Forse attraverso una catastrofe inaudita prodotta dagli
ordigni ritorneremo alla salute... un uomo fatto come tutti gli altri, nel
segreto di una stanza di questo mondo, inventerà un esplosivo incomparabile...
Ed un altro uomo fatto anche lui come tutti gli altri, ma degli altri un po'
più malato, ruberà tale esplosivo e s'arrampicherà al centro della terra per
porlo nel punto dove il suo effetto potrà essere il massimo. Ci sarà una
esplosione enorme che nessuno udrà e la terra ritornata alla forma di nebulosa
errerà nei cieli priva di parassiti e di malattie".
Svevo
era un freudiano; nel suo già citato opuscolo J. Huxley scrive, a pag. 36, che
è compito dell'UNESCO applicare Freud all'educazione. Sarebbe troppo lungo qui
descrivere l'ideologia di costui. Basti dire che suoi epigoni furono W Reich e
D. Cooper (autore de "La morte della famiglia", Einaudi 1972),
sostenitori dell'incesto, della omosessualità, nocività della famiglia... e
che Svevo, rifacendosi alle dottrine di Freud, fa dire a Zeno Cosini, a pag.
451 del citato romanzo: "..sarei guarito ancora meglio quando fosse finita
la mia rieducazione in seguito alla quale mi sarei abituato a considerare quelle
cose, il desiderio di uccidere il padre e di baciare (non si intende, chiaramente,
in modo normale - nda.) la propria madre, come cose innocentissime...".
In
un documento dell'ONU del 1972, intitolato "Measures, polices and
programmes affecting fertility, with particular reference to national family
planning. Programmes" (United
Nations, New York, 1972), si affermano alcuni obiettivi, e sono sempre gli
stessi di "Brave New World " di A. Huxley, del 1932:
-
diffondere gli anticoncezionali (oggi la pillola abortiva RU 486, definita da
molti "pesticida umano" pieno di devastanti effetti collaterali,
viene propagandata dall'OMS, agenzia dell'ONU, che in Italia ne ha sostenuto la
sperimentazione "su gestanti che abbiano in grembo creature
malformate" (II Giornale 6/4/'90), considerando donne e bambini alla
stregua delle cavie). - "promozione di matrimoni tardivi e modelli di
famiglia ridotti";
-
sterilizzazione chirurgica forzata di donne del terzo mondo ("Sì, sono
stata sterilizzata. Ma soltanto dopo l'operazione ho capito davvero cosa
voleva dire. È come avere perso un parente o come se fosse morta una parte di
me". Solange Oliveira è una delle 25 milioni di donne brasiliane fra i
15 e i 54 anni sterilizzate a loro insaputa dalla metà degli Anni '70 ad oggi
nel corso di una gigantesca operazione di pianificazione familiare promossa
dall'UNFPA, agenzia dell'ONU per la popolazione, e dalla CIA (vedi
"Famiglia Cristiana" N. 38/1991 e "L'Adige" del 4.8.199 l);
-
promuovere l'aborto come "unico metodo di largo impiego per il birth
control (= controllo. delle nascite)". ("Risulta infatti chiaramente
dal rapporto dell'UNFPA che l'ONU dedica il 65% dei suoi fondi destinati a fini
sanitari non per curare le malattie delle popolazioni più povere, ma a
diffondere campagne per la prevenzione anticoncezionale e per la
sterilizzazione" (vedi "Corrispondenza Romana", 25.5.1988). Per
questo "gli scaffali degli ambulatori in Africa come in Asia sono pieni di
contraccettivi mentre mancano le medicine basilari, dai disinfettanti agli
antibiotici: è ciò che è accaduto in India durante la recente
pestilenza" ("L'Italia settimanale", 22/3/95).
È
poi risaputo che anche in Italia la legittimazione dell'aborto è stata
favorita dall'ONU, con le solite argomentazioni, tanto più grottesche in
quanto il nostro è ormai un paese di vecchi, ansimante e morente. Il grande
artefice infatti di quella famigerata legge, Loris Fortuna, giungeva ad
inserire, nelle buone ragioni per introdurla, un ipotetico e fantasioso
sovrappopolamento: "7 miliardi (!?) gli individui che popoleranno la
terra nel 2000... ipotizzabile come evento futuro, ma non incerto, la
catastrofe".
Ma
tutto ciò ha una qualche "giustificazione"? Falsamente ci raccontano
che il mondo è sovraffollato e che la povertà del terzo mondo dipende appunto
dalla esuberanza numerica. Innanzi tutto infatti il birth control è attuato,
anche se con mezzi meno violenti, nell'Occidente ormai vecchio e in perenne
denatalità. In secondo luogo basta qualsiasi atlante geografico per rendersi
conto che la ricca Europa e il Giappone hanno una densità demografica molto
più alta di quella dell'Africa, dell'Asia o dell'America latina: il benessere
materiale non dipende dunque da essa. In terzo luogo è sotto gli occhi di tutti
il fatto che la CEE costringe i paesi aderenti a limitare la produzione di
determinati generi alimentari: è recente la notizia che l'Italia ha dovuto
pagare oltre tremila miliardi di multa per aver prodotto più latte di quello da
essa stabilito. In quest'ottica folle in Europa i contadini che possiedano
latifondi di date dimensioni e che coltivano particolari prodotti ricevono
sussidi per non lavorare la terra; gli allevatori di vacche da latte ottengono
premi per la macellazione delle stesse; tonnellate di pomodori e di agrumi
vengono macerati per ragioni di "politica di mercato" ed altre
simili amenità... tutto al fine di contenere la produzione. Non è il cibo che
manca. Non è eccessiva la popolazione: numerosi scienziati sostengono che le
cifre dei demografi dell'ONU sono volutamente gonfiate e che comunque la Terra
potrebbe ospitare parecchie volte la popolazione attuale. Lo stesso John
Caldwell, presidente dell"`International Union for the Scientific Study of
Population", la massima organizzazione mondiale di demografi, afferma:
"Il tasso di fèrtilità nel mondo è in declino già da tempo e penso
che la popolazione del pianeta finirà per assestarsi attorno agli 11 miliardi
nel 2100, per poi calare lentamente, tornando ai livelli di oggi nel giro di due
o tre secoli" ("La Stampa", 7.9.1994). Perché allora l'ONU
fornisce cifre considerevolmente più alte? "Alcuni demografi
neomalthusiani, con forti sovvenzioni da parte del centro Rockefeller e dell'Oms
(organismo dell'ONU, N.d.R.) si sono fermati alle previsioni fatte anni fa e non
si sono accorti dei progressi ottenuti in questi ultimi decenni
dall'agricoltura" per cui "mentre nel 1880 un ettaro di terreno
rendeva 900 Kg di cereali, nel 1930 ne rendeva 4200 Kg"
("Avvenire", 27.12.1990).
Demografi
incapaci dunque, meglio, asserviti. Il mito dell'esplosione demografica si regge
infatti sul principio "contate e moltiplicateli". L'ultimo esempio,
dopo che si è scoperto che per la Cina e l'India si sono denunciati 200 milioni
di abitanti in più di quelli esistenti, è dato dalla Nigeria: secondo
Population Reference Bureau, una delle agenzie che fanno il gioco dell'ONU, alla
metà del 1991 i nigeriani erano 122.500.000. Paul e Ann Ehrlich, altri assoldati
dall'ONU, indicavano 115.000.000 nel 1989 con la previsione astronomica di 530
milioni nel 2050. L'"Enciclopedia Britannica" faceva di più:
dichiarava che la Nigeria nel 1990 contava 119.812.000 abitanti (non si capisce
da quali calcoli "porta a porta" salti fuori tanta e minuta
precisione).
Ma
il 20 marzo 1992 arriva una informazione certa e definitiva: il risultato del
censimento fatto da 800.000 rilevatori, a frontiere chiuse, sotto il controllo
di osservatori delle Nazioni Unite è di 88 milioni ("Avvenire"
11.6.1992), circa trenta in meno di quelli dichiarati.
Uno
dei veri scopi dei programmi di pianificazione familiare è svelato da un
documento emesso nel 1974 dal National Security Council di Washington. Questo
scritto, cui collaborarono George Bush (secondo l'ex Gran Maestro del Grande
Oriente d'Italia Bush è un 33° grado della Massoneria di rito scozzese) e
Brent Scowcroft, allora responsabile della sicurezza alla Casa Bianca, e che
propone la sterilizzazione forzata di abitanti dell'America latina, è
significativamente intitolato "Implicazioni della crescita della
popolazione mondiale per la sicurezza e gli INTERESSI esterni degli Stati
Uniti" ("Famiglia cristiana" n. 38-1991). Tutelare dunque gli
interessi dei potenti: questo è lo scopo principale; altrimenti non vedremmo
scendere in campo, accanto e con l'ONU, i più potenti banchieri del mondo, i
Rockefeller, il Fondo Monetario Internazionale, la Banca Mondiale e mamma
America. Ci si chiede, a questo punto, come mai l'UNICEF, ramificazione
dell'ONU, chieda insistentemente soldi in tutto il mondo per attuare "la
riduzione di un terzo della mortalità tra i bambini al di sotto dei 5
anni" e "la riduzione della mortalità materna". Non è appunto
questo che condannano Aldous e Julian Huxley, Jean Cousteau, Filippo di
Edimburgo e Aurelio Peccei quando combattono il sovrappopolamento, la
"proliferazione cancerosa", la sopravvivenza di esseri di
"qualità biologicamente inferiori" di cui sarebbe stato meglio
sterilizzare le madri; la medicina e l'igiene come "mezzi buoni" che
raggiungono "fini cattivi"; la negatività di una "scienza medica
(che) può aumentare il numero degli esseri umani in una data area, ma abbassare
la loro qualità"...
Cosa
manca, oggi, alla realizzazione del mondo da incubo, grigio, disumano,
immorale, descritto da Aldous Huxley nel 1932? In gran parte dell'Occidente
nulla: l'educazione sessuale nelle scuole e la legalizzazione della droga (Huxley
ne era un assiduo sperimentatore e ne scrisse due opere apologetiche, "Le
porte della percezione", 1954, e "Paradiso e Inferno" 1956)
sono ormai tristi realtà pressocché ovunque. Nella nostra Italia, ormai, quasi
nulla.
Il
dibattito sulla legalizzazione e la depenalizzazione delle droghe leggere è in
realtà un finto dibattito. Troppo schiacciante è l'alleanza fra il
neo-comunismo governativo e il grande capitalismo dello speculatore George
Soros, l'amico dei banchieri Rothschild. Il "Corriere Economia",
inserto del "Corriere della Sera" del 20.10.1997 - dopo aver riportato
le cifre astronomiche da lui guadagnate speculando sulla sterlina inglese, sulla
lira italiana, sulle valute asiatiche, e i feroci attacchi rivoltigli dal
Presidente della Bielorussia, della Croazia e della Malaysia - ci riferisce le
cifre delle sue donazioni di 25 miliardi a enti antiproibizionisti, 1,7 miliardi
per la distribuzione di siringhe ai drogati, 1,7 miliardi per la liberalizzazione
della marijuana. Di lui si dice, continua l'articolo, che sia il vero capo del
Mossad e, guarda, guarda il "prossimo segretario generale dell'ONU".
Pochi
mezzi hanno invece coloro che lottano contro il suo progetto, che sono poi
quelli che vivono il problema droga ogni giorno, ogni momento della loro vita
dedicata al recupero dei tossicodipendenti: Andrea Muccioli e le comunità
legate a "San Patrignano", la comunità Incontro di don Gelmini, gli
ambienti legati a don Benzi e don Mazzi, Rainbow, associazione nazionale di
lotta alla droga... Fra i loro avversari, compagni di strada di Soros, qui in
Italia, troviamo una parte del mondo catto-comunista, i centri sociali, Pannella,
Rifondazione Comunista, Verdi, Pds, insomma il grosso del partitone governativo,
gli stessi che pochi anni fa manifestavano nelle piazze italiane per ottenere
la ratifica della legge del più forte. "L'utero è mio e lo gestisco
io", "anch'io ho abortito" - gridavano - spiegando il loro
"diritto" ad eliminare i nascituri, definiti "parassiti",
"clandestini", "grumi di sangue"... Gli stessi che plaudono
al presidente Clinton e alla sua politica abortista grazie a cui esiste oggi in
America un nuovo tipo di aborto: "La tecnica consiste nel far nascere il
bambino fino a un certo punto. L'ostetrico lo fa scendere, intatto, fino a
quando la testa non esce dal grembo della madre. A questo punto inserisce un
paio di forbici nel cranio, lo apre, allarga il buco e il cervello viene succhiato
fuori. In questa maniera la testina si riduce e può essere estratta"
("Il Giornale", 18.1.1997).
Hanno
voluto l'aborto; vogliono la legalizzazione delle droghe, leggere per intanto;
hanno introdotto furtivamente, come ladri notturni, l'educazione sessuale
nelle scuole, per decreto ministeriale, scavalcando così ogni possibile
ostacolo parlamentare.
Schema breve e incompleto di alcuni protagonisti, parlamentari e non, dell'introduzione dell'aborto, dell'educazione sessuale e della lotta per la depenalizzazione e legalizzazione delle droghe in Italia.
ABORTO:
• Pannella • Pinto • Turco • Anselmi (firmataria della legge) •
Mainardi-Fava
DROGA:
• Pannella • Turco • Rodotà • Agnoletto • Baruffi • Nappi •
Orsenigo
EDUC.
SESSUALE: • Pannella • Pinto • Turco • Anselmi • Rodotà •
Agnoletto • Baruffi • Nappi • Orsenigo • Finocchiaro • Mainardi-Fava
• Ilona Staller (attrice pornografica ed ex deputato). (Tratto da: “Teologia”
nr17 – sett-ott/1998)