CHE COSA SI FA IN QUARESIMA

di Padre Bonaventura Raschi

E incominciata, con il giorno delle ceneri, la quaresima cioè il tempo quaresimale.

Vi informo tra l'altro che, durante la quaresima, tolto che non vi sia l'esposizione del Santissimo Sacramento, non si pos­sono porre fiori sull'altare. La quaresima è fatta estremamen­te come segno e come realtà di penitenza e tutto un po' la deve riflettere; la severità del culto, la severità della vita e la serie­tà delle nostre ascensioni e preghiere verso Dio.

Oggi è la prima domenica di quaresima. E nella primia do­menica di quaresima la Chiesa ci pone come letture, tra l'al­tro, la parte più importante, diremmo così quella del Vangelo di San Marco. Il quale Vangelo, essendo una sintesi di quello che ha detto e fatto Gesù, brevissima e questa volta è arci brevissima, non ha una contraddizione ma un vuoto enorme. Infatti nella prima parte di questo Vangelo ci si ricorda che Gesù è andato nel deserto e vi rimase per 40 giorni tentato da Satana. "Stava con le fiere e con gli Angeli che Lo servivano."

In che cosa Lo servissero non ce lo spiega. Evidentemente non preparavano da mangiare perché fece perfettamente digiu­no: perfettamente, tanto è vero che, al tempo, alla fine del digiu­no Satana Lo tentava dicendo: "Dì a queste pietre che si cambi­no in pane." Gesù rispose: "Sta scritto che l'uomo non vive di solo pane, ma di ogni parola che procede dal labbro di Dio."

Comunque questa è la fase iniziale per la quale Gesù si allontanò decisamente, per la prima volta da casa Sua, la­sciando la Madonna sola, con i parenti abbastanza vicini, ma la Madonna è sola. Il Suo allontanamento fu di una tri­stezza enorme.

La Madonna ha pianto ri­petutamente nel vedere che Gesù se ne andava. Sapeva bene che Gesù non se ne an­dava, ma sapeva bene dove andava e sapeva bene quale periodo di vita iniziava. Cono­sceva perfettamente che il pe­riodo che iniziava era un cam­mino chiaro e preciso verso il tradimento, verso il Calvario, verso la morte. E che per tut­to questo, proprio iniziato col tradimento, sarebbe camminato al Suo fianco il traditore. Ne hanno parlato le sacre scritture e la Madonna conosceva molto bene le sacre scritture, oltre che la rivelazione diretta dello Spirito Santo. Quindi Ella pianse. Gesù La confortò e nella notte, solo, con un sacchetto, se ne partì e si recò al Monte della tentazione.

Una specie di deserto ma montano, io l'ho visto, mi ricordo nel 1937. Sono andato un po' a visitare il luogo della tentazio­ne di Gesù. Non andai apposta perché non me lo potevo per­mettere questo lusso, ma trovandomi per lavoro di predicazio­ne in Turchia, feci il mio passo nella Terrasanta, in tutto ciò che riguardava la Terrasanta. Perciò ho conosciuto il posto.

Poi il Vangelo salta di pari passo e parla della morte di Gio­vanni - Giovanni il precursore, non l'Evangelista, il precurso­re, cioè il profeta di tutto quello che avrebbe fatto Gesù, colui che avrebbe preparato la strada al Signore - e dice che quando Giovanni fu arrestato, Gesù si recò nella Galilea predicando il Vangelo di Dio. E diceva: "Il tempo è compiuto, il regno di Dio è vicino: convertitevi e credete al Vangelo."

Ora questo passo, dalla preghiera e dalla tentazione nel deser­to all'arresto di Giovanni, fu molto lungo. Qui sembra immediato, non è vero, fu lontano. Gesù uscì prima, ebbe il Suo primo anno di evangelizzazione, si scelse gli apostoli, li istruì in un modo mera­viglioso, con tenacia, con penitenza, con generosità, eccetera. Comunque questo è il Vangelo d'oggi. Quindi è il Vangelo che parla del digiuno e della tentazione ché, per nostro ammae­stramento, come Uomo, Gesù volle subirlo. Evidentemente fu proprio un insegnamento, perché quanto a digiuno Gesù non assaggiò cibo né bevanda. Quaranta giorni perfettamente sen­za niente. Ora noi sappiamo che quaranta giorni senza niente, riducono l'individuo a zero e anche sotto zero.

Dopodiché venne Satana a tentarlo. Ma come? Satana ten­ta Iddio? Sì, perché Satana sospettava che si trattasse del Sal­vatore, del Messia, del Cristo, per intuizione; non è che Dio l'abbia messo a conoscenza del mistero.

E allora con la tentazione, la sua intelligenza angelica - per­ché Satana è un angelo che ha tradito, che si è pervertito, ma rimane di natura sua un angelo; anzi Satana in persona era il principe degli Angeli e, come sapete voi, si chiamava Lucifero, cioè portatore di luce - tenta.

Ci sono anche gli Angeli. Ripeto, che cosa avessero fatto gli Angeli non: lo so; soltanto alla fine della preghiera, il Vangelo in un'altra parte parla degli Angeli che si presentano al Signore, per somministrare a Lui il necessario dopo il lungo digiuno subìto. Ora perché questo Vangelo? Perché è la quaresima e la qua­resima prende il nome da 40 giorni, quindi la quaresima di Gesù è la quaresima della Chiesa. E che cosa si fa in quaresima? E si, è proprio giusto, è proprio giusto dire che cosa si fa: di tutto. È sem­pre carnevale anche se uffi­cialmente sarebbe finito il  carnevale. È sempre, direi, un autentico peccato di gola an­che se si sa che la penitenza include una discreta mortifi­cazione alla gola. È sempre una penitenza interiore del proprio "io" nell'umiltà e si vede come il mondo cammini nel suo orgoglio. Il mondo: il mondo non è una palla che rotola; il mondo è l'uomo, è l'umanità. E noi guardiamo l'umanità, il mondo differente da noi, dimenticandoci che siamo nel mondo; che è sperabile che non siamo del mondo ma siamo nel mondo. Che qualche volta, un pezzettino di quella parte di mondo, che costituisce l'errore, fa parte un po' della nostra vita: mancanza di mortificazione, scarsezza di preghie­ra, che so io, abbastanza a volte, che so io, avvantaggiato e pronunziato l'accento dell'orgoglio, insomma noi non abbiamo bisogno di molta meditazione per pensare che la penitenza ci fa bene, che una quaresima ci fa bene e che, dalle nostre imperfe­zioni non ci salva né l'apparizione di Dio, né della Madonna, né degli Angeli: nessun privilegio.

Ci salva soltanto la grazia di Dio promossa attraverso l'au­tentica e voluta preghiera sincera, anche se non ben fatta per­ché noi difficilmente riusciremmo a fare delle cose ben fatte!

Specie quando si tratta spiritualmente, siamo delle povere creature, abbiamo la nostra volontà, abbiamo le nostre carat­teristiche, ma abbiamo anche le nostre inevitabili imperfezioni; le quali divengono quasi cose adorabili per il Signore, che le prende di mira e, in nome di quelle, abbonda di grazie perché noi le possiamo vincere. In conclusione, le nostre imperfezioni sono un motivo abbastanza elegante per pretendere da Dio grazie abbondanti, aiuti non indifferenti.

Ecco quindi il modo di prendere serenamente e profondamen­te il senso quaresimale. Del resto, far compagnia un po' a Gesù nella solitudine della Sua quaresima, non sarebbe nemmeno un disagio. Si, ma dov'è Gesù? Voi avreste il coraggio di domandare a me dove è Gesù? Voi non sapreste trovare il posto dove è Gesù?

Noi sappiamo che in Gesù, l'ho detto altre volte, vi sono due Nature e una sola Persona. In Gesù c'è la Natura divina e la Natura umana perché è Dio incarnato. Però c'è una sola Per­sona: la Persona divina, cioè il centro di attribuzione, la re­sponsabilità delle azioni, la nobiltà di ogni avvenimento in Lui e per Lui; è semplicemente centro di tutto questo, la divinità. È per questo che è Dio, è chiaro. È un mistero? Eh! Grazie tante! Cercate un qualcosa che non sia mistero, poi io mi ci intratterrò per vedere se è proprio vero che ci sia, almeno una piccola cosa, almeno una pulce, che non sia mistero. Nemme­no quella non è un mistero perché quella lì, chi riesce a creare una pulce? Lo sporco? Sì però perché? Insomma non ci adden­triamo a questi temi che qualche volta hanno il senso del ridi­colo, però hanno grande senso di verità. E allora?

È un mistero la Persona divina. E come si fa a limitare la Persona divina se è infinita? L'infinito non ha limiti perciò l'in­finito è onnipresente. E questo è grossissimo mistero, ma è così. Perciò dove è Gesù? Da tutte le parti, Lui, come Dio, Persona divina, Lui come corpo, sangue e anima, come corpo glorificato dalla Sua Persona divina. E questo è di nuovo un altro ammasso di misteri, ma è stupendo ed è così.

Ora, voi non sapete dov'è l'infinito? Noi nuotiamo nell'infi­nito. Diceva Santa Caterina da Siena, che, tra l'altro ora è una delle due donne che è Dottoressa di teologia della Chiesa, come un padre, lei madre: una madre della Chiesa, un padre della Chiesa, ebbene Santa Caterina diceva che noi viviamo in Dio come i pesci vivono in mare. Sono sempre circondati dall'ac­qua, bevono l'acqua, respirano l'acqua, vivono nell'acqua, è la vita per loro l'acqua. Tirati fuori dell'acqua poi muoiono. Ora Dio questo oceano infinito di vita, di bellezza, di luce, eccete­ra, è quello dove viviamo noi, anche se non lo vediamo. Ci vuo­le poco ad accorgersene. E noi siamo questi misteriosi pesci che vivono, bevono di Lui, mangiano di Lui, sono in Lui e con Lui. Questo è il mistero dell'infinito che nessuno può sconfig­gere. Soltanto i capricciosi, ma i capricciosi non sono elemen­ti da ascoltare. Al massimo, ora non ci sono più i manicomi, se no si potrebbero mettere in manicomio.

E poi? E poi? Dov'è Gesù? Io vi ripeto la domanda: "Voi avreste il coraggio di domandarmi dove è Gesù?" È qui. Dove c'è un Taber­nacolo, c'è il meraviglioso Sacramento che ha corpo sangue ani­ma e divinità del Cristo. È anche questo un enorme mistero. Ma ricordo quello che ha detto Gesù un giorno alla grande scrittrice mistica piena di rivelazioni, a Maria Valtorta. Le ha detto: «Se è vero che il Mio corpo è veramente cibo, il Mio sangue è vera­mente bevanda, perché voi allora siete così senza vita? Per­ché siete così agitati? Perché siete così malinconici? Senza una vera e autentica speranza di stupende cose, ma perché? È vero o non è vero che Io sono quello che sono: il Mio corpo è veramente cibo, il Mio sangue è veramente bevanda? Io l'ho detto: "Chi man­gia il Mio corpo e beve il Mio sangue avrà la vita in sé."»

E la gente si meraviglia che la Chiesa abbia fatto un precet­to: di fare la Comunione almeno una volta all'anno, a Pasqua, nella Pasqua, nel tempo Pasquale. Ma ci vuole un precetto per mangiarsi Dio? Ci vuole un precetto per farci vivere d'amo­re? Ci vuole un precetto per farci apprezzare la vita eterna? Siamo veramente poverelli se abbiamo bisogno di un precetto per questo! Saremmo noi che dovremmo cercare, con la sete della nostra anima, questa grande verità.

E allora? E allora è chiaro: sapete dove è Gesù. Almeno la Chiesa ve lo insegna. In questo momento ve l'ho detto anch'io. È per questo che durante la Messa si dà la Comunione. Che cosa si dà? Ma lo dice il Sacerdote: "Ecco l'Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo." - Non è che tolga qualche palata di spazzatu­ra! Non è che tolga qualche ventata troppo fredda! Non è che tolga qualche afflusso di nebbia eccetera! - "Che toglie i peccati, i pec­cati dal mondo". È mica una cosa da poco! I nostri giudici impie­gano diversi anni per giudicare un delinquente che le ha fatte grosse e non sanno che cosa fare. Invece Lui toglie il peccato.

E allora noi sappiamo dov'è Gesù e sappiamo quale interesse abbia per noi questo adorabile Gesù. Perciò è giusto l'avverti­mento del Signore e la riflessione della Chiesa. Il Signore avver­te elegantemente, indirettamente, fa parlare del Suo digiuno, della tentazione di Satana e dell'azione confortante degli Angeli. È per noi. Non ne aveva bisogno Lui. È per noi.

Allora noi avremo da fare digiuno di tante cose. Lasciamo andare quel poco di mangiare, ma di un digiuno di mondo, un digiuno di princìpi sbagliati, un digiuno di orgoglio, un digiuno di capricci, un digiuno di disordine, un digiuno delle invidie, un digiuno di tutto il male. E non c'è da meravigliarci perché a tutto questo, Satana ci tenta come ha provato a tentare Gesù. E allora questo è confortante. Non è disonorante perché l'ha subìto anche Gesù, quindi è confortante. Stiamo sulla linea del Cristo, sulla linea di Dio.

Poi ci sono gli Angeli. Che cosa ne facciamo degli Angeli? Ma siamo sinceri, ma sinceri, ma ci crediamo agli Angeli? Ma li adoperiamo nella vita? Li abbiamo mai invocati? La Chiesa ce l'ha insegnato. "Angelo di Dio che sei il mio custode..." «Ti sono stato affidato da Dio, caro Angelo, e allora illuminami, custodiscimi, reggimi, eccetera.»

Perché? Perché è il suo ufficio. Ah ma ci sono davvero? Ma ché vorremmo scherzare? Ma voi credete che Dio abiti le soli­tudini? Voi credete che tutta la vita risieda in questo pove­ro mondo tanto sporcato dal male? Voi non pensate che l'uni­verso sia carico di questi nobili spiriti che sono il trono, la gloria e la grandezza di Dio? Bisogna pur rivedere la nostra fede se siamo a questo punto.

E allora? Allora impariamo nel nostro digiuno le difficoltà della quaresima. Spesse volte sono portate dall'assenza della nostra riflessione e determinazione per usare degli Angeli, tanto più che la fede ci dice che a ciascuno di noi è dato direttamen­te da Dio un Angelo come custode.

E che cosa poteva farci il Signore di più di onore? Farci custodire da un Angelo, come la cosa delicata della vita, altro che un fiore, un Angelo nostro custode! Eppure è così.

Il Vangelo lo chiudiamo perché, naturalmente sarebbe lungo, parla del martirio o meglio dell'arresto di Giovanni Battista. Perché fu arrestato Giovanni Battista? Perché predicava queste cose. E allora? Allora il mondo se l'è tolto da mezzo. Ma chi è stato questo mondo? Volete sapere il segreto di questo mondo? È stata Salomè, la figlia dell'amante di Re Erode, che era la moglie del fratello Filippo; che illegalmente teneva per sé e che Giovanni rimproverava di questo peccato. Il Re fece in tutti i modi, insomma, per salvarlo, ma non poté perché... perché la mamma di Salomè, l'amante... quella... beh non lo posso dire né dall'altare né altrove, una brutta parola, insomma ... quella lì, ecco, pretendeva che Giovanni finisse in prigione, venisse am­mazzato. E allora? E allora è tanto chiaro che la storia si ripete.

Attente alle figure di donne perverse. Sì. È questo un punto da illuminare sempre: che il mondo non scambi la Madonna con satana, e lasci il posto a satana; che il mondo non si per­metta di mettere al posto degli Angeli un altro angelo, che sa­rebbe la donna, che è fallito, poverino quell'angelo lì.

E di conseguenza un avvertimento, perché la purezza è il grande segreto della vita dello spirito: non lo dimenticate mai. Ed è per questo che il demonio tante volte vince e il mon­do è accecato, perché gli occhi non sono puri.

E allora, con questo avvertimento sappiamo come si può fare la quaresima, sappiamo cos'è la prudenza, sappiamo cos'è la protezione degli Angeli, che per tutto questo ci debbono difende­re e contro tutto questo debbono lottare, affinché la verità e la vita vera dell'Amore regnino insieme al Signore in noi.