7 ottobre - B. Vergine Maria del Rosario
La
festa celebra la vittoria riportata
nel 1571 a Lepanto dalla Lega Santa contro i Turchi
La festa del Rosario fu istituita da san Pio V, in ricordo della vittoria riportata a Lepanto sui Turchi. E', cosa nota come nel secolo XVI dopo avere occupato Costantinopoli, Belgrado e Rodi, i Maomettani minacciassero l'intera cristianità.
Il 20 maggio 1571 venne firmata la Lega
Santa contro i Turchi. Vi aderirono il regno di Spagna, la repubblica di
Venezia, lo Stato Pontificio, le repubbliche di Genova e di Lucca, i Cavalieri
di Malta, i Farnese di Parma, i Gonzaga di Mantova, gli Estensi di Ferrara, i
Della Rovere di Urbino, il duca di Savoia, il granduca di Toscana.
La flotta Cristiana era costituita da:
- 104 galee sottili sotto il comando della Repubblica di Venezia; 54 erano con equipaggi provenienti da Venezia, 30 da Creta, 7 dalle Isole Ionie, 8 dalla Dalmazia, 5 da città di terraferma.
- 6 galeazze sotto il comando della Repubblica di Venezia. Le galeazze erano munite di 40 o più cannoni, in grado di sparare palle da 13 chilogrammi in coperta e da 23 chilogrammi da sottocoperta. Si trattava di vere e proprie fortezze galleggianti.
- 36 galee sotto il comando del re di Spagna con equipaggi di Napoli e Sicilia.
- 22 galee sotto il comando del re di Spagna con equipaggi di Genova; si trattava di navi prese a nolo dal finanziere Gian Andrea Doria.
- 12 galee mandate da Cosimo I dei Medici, armate ed equipaggiate dai Cavalieri dell'ordine pisano di Santo Stefano
- 12 galee dello Stato Pontificio, concesse dai veneziani ed armate ed equipaggiate a spese del papa.
- 3 galee del duca di Savoia (la Piemontese, la Margarita e la Duchessa),
- 3 galee dei Cavalieri di Malta.
In totale 195 tra galee e galeazze.
Gli equipaggi erano scarsi e costituiti essenzialmente da cristiani volontari e forzati. La penuria costrinse a mettere solo 3 uomini per remo.
La truppa era costituita da:
20.000 soldati a spese della Spagna;
5.000 militari al soldo di Venezia;
2.000 soldati pagati dallo Stato Pontificio;
3.000 volontari provenienti da tutta la Cristianità.
Complessivamente circa 30.000 uomini.
Sulle galee e sulle galeazze vennero imbarcati 1815 cannoni.
Le galee veneziane erano in buono stato, ma con pochi soldati. Don Giovanni d'Austria vi fece imbarcare 4.000 soldati italiani e spagnoli.
I Turchi avevano schierate 274 navi da
guerra, di cui 215 galee, e disponevano di 750 cannoni.
Il centro turco, al comando diretto di
Mehmet Alì Pascià, era costituito da 96 galee. Di fronte ai veneziani era
Muhammad Saulak, detto anche Maometto Scirocco, governatore dell'Egitto, con 56
galee.
Uluj Alì, il rinnegato Occhiali, con 63
galee e galeotte, era di fronte a Gian Andrea Doria, che a Tripoli era dovuto
fuggire di fronte al corsaro.
Una forte riserva, comandata da Amurat
Dragut, era dietro la linea delle galee turche.
Mehmet Alì Pascià era a bordo della Sultana, su cui sventolava il vessillo verde su cui era stato scritto 28.900 volte a caratteri d'oro il nome di Allah.
Don Giovanni d'Austria, comandante della flotta, ebbe l'ordine di dar battaglia il più presto possibile. Saputo che la flotta turca era nel golfo di Lepanto, l'attaccò il 7 ottobre dei 1571 presso le isole Echinadi.
Nel mondo intero le confraternite del Rosario pregavano intanto con fiducia.
I soldati di Don Giovanni d'Austria implorarono il soccorso del cielo in ginocchio e poi, sebbene inferiori per numero, cominciarono la lotta.
Dopo 4 ore di battaglia spaventosa, di 300 vascelli nemici solo 40 poterono fuggire e gli altri erano colati a picco mentre 40.000 turchi erano morti. L'Europa era salva.
Nell'istante stesso in cui seguivano gli avvenimenti, San Pio V aveva la visione della vittoria, si inginocchiava per ringraziare il cielo e ordinava per il 7 ottobre di ogni anno una festa in onore della Vergine delle Vittorie, ( inizialmente detta di S. Maria della Vittoria ), titolo cambiato poi da Gregorio XIII in quello di Madonna del Rosario. La celebrazione venne estesa nel 1716 alla Chiesa universale, e fissata definitivamente al 7 ottobre da S. Pio X nel 1913.
La
«festa del santissimo Rosario», com'era chiamata prima della riforma del
calendario del 1960, compendia in certo senso tutte le feste della Madonna e
insieme i misteri di Gesù, ai quali Maria fu associata, con la meditazione di
quindici momenti della vita di Maria e di Gesù
Il
Rosario è nato dall'amore dei
cristiani per Maria in epoca medioevale, forse al tempo delle crociate in
Terrasanta. L'oggetto che serve alla recita di questa preghiera, cioè la
corona, è di origine molto antica.
Gli
anacoreti orientali usavano pietruzze per contare il numero delle preghiere
vocali. Nei conventi medioevali i fratelli laici, dispensati dalla recita del
salterio per la scarsa familiarità col latino, integravano le loro pratiche di
pietà con la recita dei « Paternostri », per il cui conteggio S. Beda il
Venerabile aveva suggerito l'adozione di una collana di grani infilati a uno
spago. Poi, narra una leggenda, la Madonna stessa, apparendo a S. Domenico, gli
indicò nella recita del Rosario un'arma efficace per debellare l'eresia
albigese.
Nacque così la devozione alla corona del rosario, che ha il significato di una ghirlanda di rose offerta alla Madonna. Promotori di questa devozione sono stati infatti i domenicani, ai quali va anche la paternità delle confraternita del Rosario. Fu un papa domenicano, appunto S. Pio V, il primo a incoraggiare e a raccomandare ufficialmente la recita del Rosario, che in breve tempo divenne la preghiera popolare per eccellenza, una specie di «breviario del popolo», da recitarsi la sera, in famiglia, poiché si presta benissimo a dare un orientamento spirituale alla liturgia familiare.