APPELLO
PER LE FAMIGLIE DEI CARCERATI
La famiglia del carcerato è parte delle nuove povertà
della porta accanto. Quasi sempre si tratta di spose e mamme con figli ancora in
tenera età a trovarsi in grosse difficoltà economiche. Quando queste donne si
rivolgono a noi per loro rappresentiamo l'ultima speranza di aiuto vero e non di
sole parole. Ascoltiamo le loro odissee, i loro pianti, la loro solitudine.
Queste amare e difficili realtà in molti casi sono generate da pregiudizi o da
preconcetti dell'attuale cultura sociale. Sono famiglie per cui arrivare alla
fine del mese è difficile, anzi impossibile senza un aiuto (in massima parte
sono donne con bambini ancora piccoli o adolescenti, costoro rappresentano il
nostro futuro generazionale) e che a volte devono mantenere anche il congiunto
in carcere. Lo sfacelo della società ha inizio con la disgregazione della
famiglia. La famiglia consiste nell'essere accolto quando ritorni a casa e
qualcuno si prende cura di te e perdona se sbatti la testa e sbandi. Famiglia è
sentire che si può contare su qualcuno, è il luogo dove si è accettati per
quello che si è ed aiutato a cambiare. Tutti possiamo sbagliare in un momento
di fragilità. Se la famiglia si sfascia e degenera anche la società si
sfalda. È l'assenza di valori fondamentali come quello della famiglia che
genera la devianza, la fragilità, la precarietà. Da qui il nostro impegno a
far sì che la famiglia resti unita e compatto quale punto fermo valoriale.
Queste famiglie non hanno colpe da scontare eppure, per un sentimento di bene
verso chi ha sbagliato, pagano un costo umano salatissimo. Occorre tener
presente che molte persone che vengono arrestate e incarcerate in sede di
giudizio vengono assolte, ma nel frattempo hanno subito danni morali e materiali
gravissimi di cui nessuno potrà mai risarcirli a sufficienza e i primi a fame
le spese sono proprio i famigliari nelle componenti più deboli.
L'Associazione sta diventando sempre più un punto riferimento per molte di esse
e le richieste di aiuto aumentano di giorno in giorno e quindi c'è bisogno di
risorse economiche per farvi fronte. Da qui la necessità di un coinvolgimento
allargato di persone disponibili attraverso l'iniziativa "progetto
famiglia". Chiediamo sostegno a tutte le persone di buona volontà
perché con le sole nostre forze e risorse, non ce la facciamo.
Una nuova proposta dell'Associazione tratta in
particolare il tema della promozione della famiglia in difficoltà attraverso la
coscienza del bene comune partendo da un fondamentale presupposto, ossia:
tutti hanno gli stessi bisogni indipendentemente dalla singola situazione.
Pertanto è necessaria una solidarietà che non abbia il sapore dell'elemosina,
che spesso umilia la persona, bensì un vero sostegno costante nel tempo in
favore di quelle famiglie (mamme con bambini ancora piccoli o adolescenti,
genitori anziani in precarie condizioni di salute) di detenuti che più
necessitano per un periodo sufficiente a renderle autonome.
Le
opzioni:
o di € 5,00 al mese
o
di € 30,00 al semestre
o
di € 60,00 per l'intero anno.
Ogni adesione corrisponderà a un sostenitore non
socio che avrà una specifica tessera dell'Associazione, la quale metterà a
disposizione ogni informazione utile a chiunque dei Sostenitori voglia avere
notizie sulla famiglia che contribuisce ad aiutare.
(Dal mensile del Santuario di Loreto “Il
Messaggero della Casa Santa”. N.1 - 2005.
Per
informazioni:
Associazione diritti e libertà Onlus, c/o Chiesa San
Vittore e Carlo – 16126 Genova – Tel.: 0102466042. E-mail
segrdirittieliberta@virgilio.it
Contributi: ccp.: 39869920 . Causale:
“Progetto famiglia”